Milano INTEL 2005 Idrogeno e sicurezza IL QUADRO DI RIFERIMENTO TECNICO NORMATIVO RELATIVO AI CONTROLLI DI PREVENZIONE INCENDI. Per installazioni superiori.

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Milano INTEL 2005 Idrogeno e sicurezza IL QUADRO DI RIFERIMENTO TECNICO NORMATIVO RELATIVO AI CONTROLLI DI PREVENZIONE INCENDI. Per installazioni superiori a 5 ton si fa riferimento al d.lvo 334/99 di recepimento della direttiva Seveso II (96/82/CE). Per le applicazioni stazionarie quando si hanno stoccaggi sia in bombole che in serbatoi fissi, (per gas compressi o liquefatti) che superano una data capacità complessiva, lattività rientra tra quelle soggette ai controlli di prevenzione incendi per cui valgono le procedure e le modalità di cui al DPR 37/98 e al DM 04/05/98.lattivitàprocedure

Milano INTEL 2005 Idrogeno e sicurezza IL QUADRO DI RIFERIMENTO TECNICO NORMATIVO RELATIVO AI CONTROLLI DI PREVENZIONE INCENDI. Carenza normativa specifica sia in ambito europeo sia a livello nazionale. Per le stazioni di rifornimento è in fase di avanzata redazione un testo normativo che si ispira al DM 24 maggio 2002 contenente disposizioni di prevenzione incendi per le stazioni di rifornimento a gas naturale attualmente in vigore. Non si hanno normative specifiche per gli stoccaggi industriali. Vengono comunemente usati i riferimenti NFPA 50 A e B

Milano INTEL 2005 Idrogeno e sicurezza Il problema dell'uso in sicurezza dellidrogeno va affrontato con riferimento: alle caratteristiche chimico-fisiche della sostanzaalle caratteristiche chimico-fisiche della sostanza all'interazione con altri materialiall'interazione con altri materiali alle modalità di stoccaggio e manipolazionealle modalità di stoccaggio e manipolazione

Milano INTEL 2005 Idrogeno e sicurezza Tipologie di rischio associate allidrogeno fisiologico (congelamento, difficoltà respiratorie, asfissia) fisico (cambi di fase, guasto nei componenti e infragilimento dei materiali di contenimento) chimico (ignizione e incendio)

INTEL 05 Proprietà chimico-fisiche più comuni dell'idrogeno gassoso TossicitàNessuna Densità (kg/mc) Coefficiente di diffusione in aria (cmq/sec)0.610 Limiti di infiammabilità (% vol) Energia minima di ignizione in aria (mj)0.017 Temperatura di autoignizione (1 atm, °C)570 Temperatura di ebollizione (°C) Temp. Fiamma (combustione in aria °C)1430

Milano INTEL 2005 Idrogeno e sicurezza Proprietà chimico-fisiche più comuni dell'idrogeno liquefatto Peso specifico a °C (g/l)70 Temperatura di fusione (°C) Temperatura di ebollizione (°C) Temperatura critica (°C)-234 Pressione critica (atm)12.8 Densità rispetto all'acqua0.07 Calore specifico (cal /g °C)0.57 Calore di fusione (cal/g)14 Calore di vaporizzazione (cal/g)105

Milano INTEL 2005 Idrogeno e sicurezza Caratteristiche principali d'infiammabilità.IdrogenoMetanoPropano Densità in condizioni standard di T e P (kg/mc) Limiti di infiammabilità (% vol) Energia minima di ignizione in aria (mj) Temperatura di autoignizione (1 atm, °C in aria) Temp. Fiamma (combustione in aria °C) Pot. Calorifico superiore (kcal/mc) Velocità di fiamma (combustione in aria m/sec) Velocità di fiamma (combustione in O2 m/sec)

Milano INTEL 2005 Idrogeno e sicurezza L'idrogeno in condizioni normali è un gas inodore ed incolore, pertanto la sua presenza in ambiente non può essere immediatamente rilevata dai sensi umani. Risulta praticamente insolubile in acqua, estremamente infiammabile e molto leggero. Brucia in aria con una fiamma di colore azzurro pallido quasi invisibile. Inoltre, date le sue caratteristiche atomiche, presenta una spiccata capacità di penetrazione attraverso i materiali e persino nel reticolo molecolare dei materiali metallici.

Milano INTEL 2005 Idrogeno e sicurezza I parametri descritti evidenziano che un rilascio di idrogeno in atmosfera risulta di facile infiammabilità. Ciò è in accordo con l'esperienza storica desunta da report di incidenti occorsi e dalla pratica corrente di lotta agli incendi.incidenti occorsi pratica corrente di lotta agli incendi.

Milano INTEL 2005 Idrogeno e sicurezza Requisiti di sicurezza delle installazioni Per installare correttamente e con efficaci garanzie di sicurezza un sistema di stoccaggio dell'idrogeno si fa riferimento a: -condizioni generali di ubicazione dell'impianto; -caratteristiche costruttive ed impiantistica tecnica; -presidi antincendio; -gestione della sicurezza.

Milano INTEL 2005 Idrogeno e sicurezza Condizioni generali di ubicazione dell'impianto Accessibilità. ai mezzi ed alle squadre di soccorso. Isolamento/separazione. zona di rispetto finalizzata a limitare la probabilità di innesco in prossimità dei centri di pericolo e degli elementi pericolosi. Grado di separazione del sistema da altri locali, edifici e impianti per evitare la propagazione dell'incendio alle opere vicine, e limitare gli effetti di eventuali fenomeni esplosivi. Distanze di sicurezza. Esterna (dse) per ridurre la probabilità di coinvolgimento dei beni esterni in caso di incendio o esplosione, interna (dsi) per limitare la probabilità di danneggiamento all'interno del sistema, distanze di protezione (dp) per limitare la probabilità di danno a persone e cose occasionalmente presenti ai confini del sistema.

Milano INTEL 2005 Idrogeno e sicurezza Caratteristiche costruttive ed impiantistica tecnica Serbatoio. Il serbatoio, in materiale idoneo, dovrà essere progettato, costruito e testato secondo specifiche regole tecniche ed essere dotato di tutti i sistemi di sicurezza previsti. Installato su supporti incombustibili di idonea resistenza al fuoco. Dovrà recare visibile la scritta IDROGENO ed il riferimento allo stato fisico di stoccaggio. Impiantistica. Tubazioni, valvole ed accessori dovranno essere realizzati in materiale idoneo e compatibile con l'idrogeno. Il sistema di scarico da sovrappressione dev'essere localizzato in maniera tale da scaricare senza coinvolgere strutture adiacenti o personale. Occorrerà prevedere sistemi d'intercettazione rapida delle varie componenti del sistema.

Milano INTEL 2005 Idrogeno e sicurezza Presidi antincendio L'estinzione di un incendio che coinvolge idrogeno non risulta talvolta conveniente se non si è in grado di intercettare il rilascio del gas. Ciò a causa del pericolo di reignizione e di esplosione. E' molto importante predisporre dei sistemi di raffreddamento a protezione di opere ed impianti ubicati nelle vicinanze del sistema di stoccaggio allo scopo quindi di evitare la propagazione dell'incendio. Incendi di piccole dimensioni possono essere estinti con buona efficacia da polveri chimiche, azoto e anidride carbonica

Milano INTEL 2005 Idrogeno e sicurezza Implementazione di un sistema di gestione della sicurezza che preveda come minimo: -formazione ed informazione del personale addetto; -la definizione di POS finalizzate alla gestione dell'impianto soprattutto per operazioni ed elementi critici (manutenzione, permessi di lavoro, carico/scarico, ecc.); -la definizione di un sistema di controlli e revisioni periodiche (per i sistemi di sicurezza, di contenimento e controllo e dei presidi antincendio); -la definizione di un PE con il quale prevedere i possibili scenari incidentali e pianificare l'intervento di emergenza.

Milano INTEL 2005 Idrogeno e sicurezza Conclusioni 1/2 EVENTI CATASTROFICI DELLIMMAGINARIO COLLETTIVO ASSOCIATI ALLUSO DELLIDROGENO. Esplosione del Challenger Space Shuttle (1986). Tragedia di Hindeburg. Effetti della bomba H IDROGENO GAS ECOLOGICAMENTE PULITO CHE PERTANTO NON PRESENTA ALCUN PROBLEMA DI SICUREZZA

Milano INTEL 2005 Idrogeno e sicurezza Conclusioni 2/2 Il tema della sicurezza nelluso dellidrogeno va affrontato senza eccessive sottovalutazioni o catastrofismi con un approccio tecnico alle varie problematiche. Laspetto di sicurezza e la mancanza di una normativa specifica non possono rappresentare un ostacolo alla diffusione dellidrogeno come vettore energetico. Lidrogeno pur essendo un gas con caratteristiche di infiammabilità maggiori rispetto ad altri, pure molto diffusi, non può essere considerato meno sicuro qualora vengano rispettate le norme di sicurezza.

Milano INTEL 2005 Idrogeno e sicurezza Grazie a tutti per la cortese attenzione!