Premio Sacharov Giovanni Mazza & Martina Carraro.

Slides:



Advertisements
Presentazioni simili
Parigi Luca IIB Emanuele Scalise IIB
Advertisements

La causa di Malcom X : la lotta per l’uguaglianza tra bianchi e neri
LA SERBIA.
La SeCoNdA GuErRa d' InDiPeNdEnZa.
Verso l’unificazione nazionale ( )
FASCISMO E PROPAGANDA.
LO STATO.
LO STATO.
Oggi nel mondo ci sono 195 Stati indipendenti
LO STATO.
La Costituzione della Repubblica Italiana
NAPOLEONE PRIMO CONSOLE ( )
PRIMA GUERRA MONDIALE.
Ottone di Bismarck & l’ascesa della Germania.
I primi momenti di tensione risalgono allinizio del 2011 quando un cittadino siriano si da fuoco. Al Jazeera viene così definita il regno del silenzio.
La Restaurazione.
Nasce il 9 gennaio del 1904 Dimostrò subito la sua forza scrivendo manifesti democratici in pieno fascismo.
Il congresso di Vienna.
DICHIARAZIONE UNIVERSALE
La guerriglia colombiana
La colonizzazione olandese e l'occupazione britannica in Sud Africa
Prima guerra mondiale Perché e chi ?.
Comune di Capaci Anno 2012 Associazione Codici Sicilia.
Associazione Codici Sicilia
Bosnia Erzegovina, un modello di democrazia consesuale
PRIMA GUERRA MONDIALE di Lucia Campanella
La colonizzazione olandese e l'occupazione britannica in Sud Africa
Guerre di indipendenza italiane
La Costituzione Italiana
INTRODUZIONE ALLEUROPA Tre concetti fondamentali per capire lEuropa di oggi: 1) Novità – cambiamenti 2) Problemi da comprendere e risolvere 3) Unità
NELSON MANDELA LA VITA.
La Restaurazione Congresso di Vienna
Un dramma nel cuore dell’Europa
LA CRISI DIPLOMATICA IN CRIMEA COSA STA SUCCEDENDO?
Giovanni Giolitti.
Bilancio della 2a guerra mondiale
Violenza di genere e conflitti armati: “danni collaterali”
La Costituzione e i diritti degli stranieri
EUROPA UNITA La bandiera dell'Europa raffigura DODICI stelle dorate disposte in cerchio su campo blu. La bandiera venne formalmente adottata dall'assemblea.
La Guerra Fredda: Ed il mondo ebbe paura.
L'EUROPA DOPO L'ETA' NAPOLEONICA
L'EUROPA DOPO L'ETA' NAPOLEONICA
Servizio EDU (Educazione Diritti Umani)
La Crimea.
La fine dell’egemonia dell’Occidente
GLI ANNI ’70 IN ITALIA.
Le parole della geostoria
GUERRE JUGOSLAVE.
JOHN F. KENNEDY.
L’Italia dopo l’unità.
LA II GUERRA MONDIALE.
Cent’anni dalle trincee
UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI PARMA Proff. Gabriele Catalini DIRITTO INTERNAZIONALE.
25 Aprile festa della liberazione dell’italia dall’occupazione nazifascista A cura di Luca Lissoni Grafiche di Marco Cattazzo.
Progetto Sarajevo
LE ORGANIZZAZIONI INTERNAZIONALI
La Guerra dei trent’anni riferimenti sul libro da pag. 384 a pag. 394
NAPOLEONE BONAPARTE- La campagna d’Italia.
Martin Luther King “I have a dream that one day this nation will rise up, and live out the true meaning of its creed: ‘We hold these truths to be self-evident:
ETÀ GIOLITTIANA.
Guerre italiane e Carlo V
… Sappiamo che, in questo giorno importantissimo per la nostra nazione, l’Italia riuscì a mettere fine alle tante violenze subite nel corso della Seconda.
La Costituzione Italiana. Cos’è la Costituzione? La Costituzione della Repubblica Italiana è la legge fondamentale della Repubblica Italiana. Approvata.
SERBIA.
Un inferno a cielo aperto... le foibe In queste voragini, fra il 1943 e il 1947, furono gettati,vivi e morti quasi italiani. Dopo la firma dell'
LA SECONDA GUERRA MONDIALE. Il patto d’Acciaio Nel maggio 1939 Hitler e Mussolini strinsero un nuovo patto d’alleanza con cui si impegnavano a entrare.
La seconda guerra mondiale. 1° settembre 1939: le truppe tedesche invadono la Polonia  escalation di violenza  combattimenti totali  moltiplicarsi.
La seconda guerra mondiale. 1° settembre 1939: le truppe tedesche invadono la Polonia  escalation di violenza  combattimenti totali  moltiplicarsi.
A.s – ‘16 Classe IIE. BOSNIAEDERZEGOVINA BOSNIA ED ERZEGOVINA La Bosnia ed Erzegovina si trova nei Balcani occidentali; confina con la Serbia ad.
COSTITUZIONE ITALIANA DELLA SCUOLA PRIMARIA “VILLAGGIO EUROPA”
Transcript della presentazione:

Premio Sacharov Giovanni Mazza & Martina Carraro

Ibrahim Rugova 1998

Biografia Ibrahim Rugova nacque Cerrcë il 2 dicembre Il padre e il nonno furono uccisi nel '45 dalle brigate della sicurezza jugoslava (Ozna). Studiò a Peja e si laureò in letteratura albanese a Pristina, per poi lavorare come insegnate, giornalista e ricercatore. Accusato dal Partito di propaganda nazionalista, dal '76 al '77 visse a Parigi con una borsa di studio, frequentò la Sorbona. Di ritorno a Pristina indicò nella letteratura l'unica forma di resistenza possibile contro le sanzioni agli albanesi del Kosovo. Dall'89 al '91 guidò con il sociologo Anton Cetta i "consigli della riconciliazione" grazie ai quali centinaia di famiglie albanesi, divise dalla vendetta del sangue praticata secondo l'arcaico codice consuetudinario, si riappacificarono. Rugova,che faceva parte del vecchio partito comunista jugoslavo, ne venne espulso dopo aver sostenuto la richiesta di una Costituzione serba. Dopo che, nella primavera del 1989, l'allora presidente della Serbia Slobodan Milošević decise con atto unilaterale di abolire l'autonomia del Kosovo e con la fine di uno dei principali partiti serbi, Rugova venne eletto presidente del primo partito non comunista kosovaro: la Lega Democratica del Kosovo, lLDK. LDK aveva come obiettivo la costituzione di una repubblica indipendente del Kosovo in Jugoslavia. I kosovari di etnia albanese nel 1962 dichiararono l'indipendenza dando vita ad un proprio, non riconosciuto governo, in grado di garantire servizi che il governo serbo non intendeva più assicurare.

Ibrahim Rugova venne eletto presidente dellautoproclamata repubblica del Kosovo per la quale Rugova presentò un progetto di indipendenza sotto il protettorato internazionale. Creatore di un governo ombra del Kosovo Rugova portò avanti la propria lotta per l'indipendenza del Kosovo con metodi non violenti: per questo fu soprannominato il Gandhi dei Balcani. Alcuni sostenevano che se Rugova avesse trovato un accordo con i serbi, la maggior parte degli albanesi che sostenevano una rivoluzione violenta, avrebbero deposto la armi e seguito il loro leader. I consensi però cominciarono a calare quando il presidente comparì su di una televisione serba mentre prendeva accordi con Slobodan Milosevic dopo linizio dei bombardamenti NATO. Nel 1996 firmò laccordo per le scuole con Milosevic e nello stesso anno, venne candidato al Nobel per la pace. Per la sua azione diplomatica, riconosciuta dai maggiori governi occidentali, fu premiato nel 1998 con il premio alla libertà di pensiero intitolato ad Andrej Sacharov. È deceduto la notte del 21 gennaio 2006 per le conseguenze di un tumore ai polmoni. La sua morte è sopraggiunta a breve distanza dall'inizio dei colloqui, a Vienna, tra serbi e albanesi sullo status del Kosovo, amministrato dalle Nazioni Unite dal giugno del 1999.

Guerra del Kosovo La questione del Kosovo affonda le sue radici in un passato molto remoto. In questo senso gioca un ruolo chiave un episodio storico molto sentito dai serbi: la battaglia della Piana dei merli o di Kosovo Polje (in serbo Kosovo Boj). Questa battaglia, combattuta nel 1389 dall'esercito serbo contro quello ottomano e svoltasi appunto nell'odierna Kosovo Polje vicina a Priština, è una delle tappe fondamentali del percorso di costruzione dell'identità nazionale serba. Memore delle vessazioni subite dai dominatori ottomani in seguito alla loro vittoria, il popolo serbo dimostra tuttora una particolare avversione verso i musulmani. Addirittura quando finalmente i serbi riuscirono a scacciare i turchi dal loro territorio, per scongiurare l'eventualità di un ritorno dei vecchi occupanti, il Kosovo venne trasformato nella culla della religione cristiana ortodossa in Serbia.

Già dopo la concessione dello status di autonomia alla provincia kosovara gli appartenenti all'etnia albanese dimostrarono all'inizio degli anni ottanta che con questa autonomia non si sarebbero accontentati. A quell'epoca l'unica repubblica dell'allora Jugoslavia ad aver concesso una forma di autonomia alle proprie minoranze era proprio la Serbia; di preciso si trattava della Vojvodina al nord e del Kosovo e Metochia al sud. Nonostante questo lo slogan Kosovo republika cominciò a farsi sentire sempre di più nelle manifestazioni di piazza a Pristina e in altre parti del Kosovo. Gli albanesi, infatti, chiedevano che il Kosovo diventasse la settima repubblica della Jugoslavia socialista e, quindi, che si distaccasse dalla Serbia. I want to emphasize the fact that the independence of Kosovo should and will be recognized.

Nel marzo del 1989 l'autonomia della provincia venne revocata su pressione del governo serbo guidato da Slobodan Milosevic visto il precipitare della situazione. Fu, tra l'altro, revocato lo status paritario goduto dalla lingua albanese-kosovara (fino ad allora lingua ufficiale nel Kosovo accanto al serbo-croato), chiuse le scuole autonome, rimpiazzati funzionari amministrativi e insegnanti con serbi. Dal 1989 al 1995 la maggioranza della popolazione d'etnia albanese del Kosovo mise in atto una campagna di resistenza non violenta sotto la guida del partito LDK e del suo leader Ibrahim Rugova. Dopo la fine della guerra in Bosnia-Erzegovina, tra i kosovari nacquero e si rafforzarono in breve tempo, incoraggiati dalla posizione presa dalla comunità internazionale in favore dei cittadini musulmani, formazioni armate con dichiarati intenti indipendentisti come lUCK (lEsercito di liberazione del Kosovo);. Per tutto il 1998, mentre la guerriglia sul terreno si espandeva e la repressione si faceva via via più pesante e sanguinosa, la NATO adottò una politica di dissuasione e minaccia contro il governo della Repubblica federale jugoslava. Esercitando forti pressioni, l'Alleanza atlantica ottenne l'avvio dei negoziati di Rambouillet, che si conclusero positivamente e vennero firmati il 18 marzo 1999 dallo stesso Ibrahim Rugova come rappresentante degli albanesi del Kosovo. Alla ripresa di Parigi, di lì a pochi giorni dalla conclusione di Rambouillet, la delegazione serba abbandonò la seduta dichiarando che non accettava più quella che considerava una indipendenza di fatto mascherata da autonomia.

Successivamente fu lo stesso Rugova a incontrare nel 1999 il presidente serbo Slobodan Milošević per chiedere la risoluzione non violenta del conflitto interetnico in corso nella sua regione. La risposta serba a questa richiesta fu un deciso rifiuto. Di conseguenza la violenza continuò ad aumentare fino ad arrivare ad un momento che risulterà essere decisivo per l'intervento della NATO in questo scontro: la strage di Račak. In questa località, il 15 gennaio 1999 vengono rinvenuti i corpi di 45 albanesi senza vita e orribilmente mutilati. Questo ritrovamento suscita una grande indignazione dell'opinione pubblica mondiale e segna una svolta nell'atteggiamento della comunità internazionale. Il 24 marzo 1999 la NATO interviene a favore degli indipendentisti bombardando Belgrado. Conseguenza dell'intervento violento della comunità internazionale fu una vera e propria delegittimazione della linea non violenta di Rugova. Diventa anche difficile spiegare l'intervento dei paesi europei, sopratutto considerando che l'anno prima il parlamento europeo aveva deciso di conferire proprio a Rugova il premio Sacharov, portando come motivazione di questa scelta il suo impegno per la risoluzione non violenta dei conflitti nei balcani.

Assegnazione del premio Nel 1998, con laggravarsi del conflitto armato, il Parlamento europeo intende lasciare un segnale conferendo il premio Sacharov al leader politico degli albanesi del Kosovo, Ibrahim Rugova. Assegnandogli il premio, il Parlamento europeo rende onore ad una personalità impegnata con coerenza a favore del principio della resistenza pacifica contro la violenza. Nella convinzione che lautodeterminazione del suo popolo sia possibile soltanto nella pace, il 18 marzo 1999 Ibrahim Rugova firma, in veste di rappresentante negoziale degli albanesi del Kosovo, laccordo di pace di Rambouillet. Il rifiuto di Belgrado di firmare laccordo provoca, il 24 marzo, gli attacchi aerei della NATO contro la Jugoslavia, che proseguiranno per tre mesi. Serbia did not want to recognize our country in a peaceful way, so that is why they wanted to destroy us. All our efforts to find a peaceful solution were impossible. In order to save the people, NATO had to intervene.[…] So as far as Serbia is concerned, it does not have the right to influence the privatization or to claim any property, because Kosovo is a former member of the Federal Republic of Yugoslavia.

Sitografia