“ATTIVITA’ FISICA ADATTATA (APA) IN GIOVANI ANZIANI ISTITUZIONALIZZATI AFFETTI DA RITARDO MENTALE: UN POSSIBILE APPROCCIO CON EVIDENZA DI EFFICACIA” 56°

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“ATTIVITA’ FISICA ADATTATA (APA) IN GIOVANI ANZIANI ISTITUZIONALIZZATI AFFETTI DA RITARDO MENTALE: UN POSSIBILE APPROCCIO CON EVIDENZA DI EFFICACIA” 56° Congresso Nazionale SIGG Società Italiana di Gerontologia e Geriatria Preparàti a vivere 100 anni! Firenze, 29/11- 03 /12/2011 I. Ghezzi1, G. Giardini1,V. Zangiacomi, A. Bonati1, F. Pregliasco1,2, Gruppo di lavoro ISFAPA* 1Fondazione Istituto Sacra Famiglia-ONLUS, Cesano Boscone (MI), 2 Dipartimento Sanità Pubblica, Università degli Studi di Milano, *(E. Barbetti, N. Incoronato, M. Lozzito, P. Penna, G. Dell’Orto, M. Calise, L. Zachetti, A Zancuoghi, M. Spano, C. Strada, M. Binda,). Scopo: secondo l’OMS la salute dell’anziano deriva dalla reciproca interazione di tre fondamentali componenti: la salute fisica, lo stato cognitivo ed affettivo ed il supporto sociale. Scopo di questo studio è stato valutare alcuni indicatori funzionali per dimostrare l’efficacia di un programma di APA in gruppo di anziani disabili istituzionalizzati dell’hinterland milanese nel migliorare la performance fisica, la massa muscolare e la mobilità di alcuni distretti corporei Risultati: la compliance all’APA è stata elevata, mai nessun soggetto è stato assente per tre volte consecutive. Tra i soggetti reclutati non si sono verificati decessi, cadute o eventi condizionanti ricoveri o giorni di immobilizzazione. Ci sono stati quattro drop out per motivi indipendenti dall’attività. Tutti i parametri sottoposti ad analisi hanno evidenziato una differenza statisticamente significativa tra il t0 e il t1 (p<0,05), con un incremento di tutti i parametri misurati. Tutto ciò ha dimostrato l’efficacia delle sedute di allenamento rispetto ai valori di partenza. In particolare è risultato interessante il parametro riguardante la forza dei flessori del braccio, misurata mediante dinamometro, che si è dimostrata un valido indicatore di incremento di performance degli arti superiori. L’analisi statistica eseguita tra i due gruppi mediante test T non ha evidenziato differenze statisticamente significative, anche se tutti i parametri hanno mostrato un trend di miglioramento per il gruppo sperimentale rispetto a quello di controllo. Materiali e metodi: nell’ottobre 2010 (t0) sono stati reclutati ventisette disabili anziani affetti da ritardo mentale (M 14, F 13 età media 68,738,75 aa, range 60-84 aa ), residenti presso la Fondazione Istituto Sacra Famiglia-ONLUS, omogenei per abitudini di vita. I soggetti reclutati sono stati sottoposti a tre mesi di allenamento. Successivamente sono stati randomizzati in due gruppi (controllo–sperimentale). Per un mese al solo gruppo sperimentale è stato aggiunto un lavoro specifico per i flesso-estensori degli arti superiori. Al t0 e dopo 3 mesi di APA (t1) a ogni soggetto sono state misurate: la circonferenza brachiale, addominale, del quadricipite e del polpaccio; la mobilità scapolo-omerale; (test del bastone millimetrato, goniometro); la forza dei flessori del braccio con dinamometro. Tutti gli anziani sono stati sottoposti inoltre a Walking Test (WT6’) ed al Time Up and Go Test (TUG). Tutte le misure sono state eseguite garantendo il doppio cieco. I soggetti arruolati hanno svolto il programma motorio due volte alla settimana per centoventi minuti. Per ciascun ospite è stata realizzata una scheda di lavoro personalizzata comprendente anche le indicazioni per l’operatore. Per l’analisi statistica è stato utilizzato il test T di Student. Conclusioni: questo studio pilota ha evidenziato che l’esercizio fisico continuativo risulta essere efficace nel migliorare i parametri di performance dei partecipanti confermando i risultati di studi precedenti sulla stessa tipologia di soggetti. Pur senza l’evidenza di differenze statisticamente significative tra i gruppi in studio si è osservato un miglioramento superiore per il gruppo sperimentale. Bibliografia: 1) A. Dechamps, P.Diolezze, E Thiaudière, A. Tulon. Effect of Exercise Program to Prevent Decline in Health-Related Quality of Life in Highly Deconditioned Istitutionalized Elderly Persons. Arch Intern. Med 2010; 170(2):162-169G; 2) G.Giardini, I. Ghezzi, M. Isonni, F. Pregliasco. Valutazione dell’efficacia dell’attività fisica regolare in una popolazione di anziani istituzionalizzati dell’hinterland milanese. Giornale di Gerontologia 2004. Vol LII, N° S5:A43.