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GLI ATTI INTRODUTTIVI ARBITRALI NELLE PROCEDURE DI CONCILIAZIONE ED ARBITRATO DEL PUBBLICO IMPIEGO Esame del CCNQ 23 Gennaio 2001 A CURA DELLAVV. MAURIZIO.

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1 GLI ATTI INTRODUTTIVI ARBITRALI NELLE PROCEDURE DI CONCILIAZIONE ED ARBITRATO DEL PUBBLICO IMPIEGO Esame del CCNQ 23 Gennaio 2001 A CURA DELLAVV. MAURIZIO DANZA ARBITRO PER IL PUBBLICO IMPIEGO DEL LAZIO

2 PREMESSE METODOLOGICHE Il tema degli atti introduttivi arbitrali di grande suggestione dottrinaria passa attraverso tre metodi di studio: Esame degli atti introduttivi,della loro natura e finalità,del loro contenuto, comparazione con atti tipici desumibili dalla codicistica processuale civile ; Valutazione della possibilità di importare ed applicare nel procedimento arbitrale taluni principi desumibili dalle norme di procedura civile. esame della dottrina in merito alla classificazione dellarbitrato del pubblico impiego, rituale o irritale comparandolo con altre fattispecie di arbitrato di diritto del lavoro.

3 ALCUNE FIGURE DI ARBITRATO IRRITUALI NEL DIRITTO DEL LAVORO lart.7 della L. n°604/66 in materia di licenziamento individuale lart.7 della L.n°300/70 sul deferimento a collegio arbitrale delle impugnative di sanzioni disciplinari lart.5 della L.11/5/1990 in materia di licenziamenti individuali che prevede la procedura arbitrale nella ipotesi in cui fallisca il tentativo di conciliazione in riferimento alla richiesta di riassunzione o risarcimento del danno a seguito del licenziamento del lavoratore per il quale opera il regime di stabilità obbligatoria.

4 LE TEORIE RELATIVE ALLARBITRATO NEL PUBBLICO IMPIEGO : REGIMI APPLICATIVI teoria della irritualità : secondo tale dottrina, le uniche norme regolamentari dellarbitrato medesimo andrebbero desunte dal CCNQ 23/1/2001 nel rispetto comunque del principio del contraddittorio ; teoria della ritualità : secondo tale dottrina sarebbe possibile in linea di principio estendere allArbitrato il regime complessivo delle norme del codice di procedura civile con maggiore elasticità; teoria della atipicità : secondo tale dottrina gli arbitrati introdotti con legge in materia di lavoro summenzionati, non rientrano pienamente né nella prima classificazione né nella seconda presentando invece, caratteristiche afferenti sia alluna che allaltra ( c.d. arbitrati atipici o misti )

5 IRRITUALITA DELLARBITRATO NEL PUBBLICO IMPIEGO Larbitrato di cui al CCNQ 23/1/2001 definito irrituale ( cfr. da ultimo Borghesi Convegno Formez P.A. su arbitrato e conciliazione 8 maggio 2003 ) sarebbe dunque regolato: esclusivamente dalle norme del CCNQ 23/1/2001 tenendo conto del principio del contraddittorio di cui allart.101 del c.p.c alla luce dei principi di giurisprudenza.

6 GLI ATTI INTRODUTTIVI DEL PROCEDIMENTO ARBITRALE GLI ATTI INTRODUTTIVI DEL PROCEDIMENTO ARBITRALE atti introduttivi all arbitrato. atti introduttivi del giudizio arbitrale. attività introduttiva arbitrale

7 ATTI INTRODUTTIVI ARBITRALI ATTI INTRODUTTIVI ARBITRALI Atti introduttivi arbitrali Atti introduttivi allarbitrato Atti introduttivi del Giudizio arbitrale Attività introduttiva arbitrale

8 GLI ATTI INTRODUTTIVI ALLARBITRATO Essi hanno la funzione precipua di essere finalizzati ad instaurare la procedura arbitrale innanzi allArbitro per il Pubblico impiego e cronologicamente precedono la designazione del medesimo.

9 GLI ATTI INTRODUTTIVI DEL GIUDIZIO ARBITRALE GLI ATTI INTRODUTTIVI DEL GIUDIZIO ARBITRALE Detti atti intervengono successivamente alla instaurazione della procedura coincidente con la accettazione dellarbitro:consistono nella richiesta completa nella esposizione dei fatti che delle ragioni da presentare a cura della parte istante (cfr.art.4 c.2 e c.3) e nella memoria della parte resistente(la p.a.).

10 LATTIVITÀ INTRODUTTIVA ARBITRALE LATTIVITÀ INTRODUTTIVA ARBITRALE Essa è caratterizzata invece da unattività delle parti che non conduce alla formulazione o redazione di atti introduttivi arbitrali, ma che si concreta in genere in attività di deposito o di produzione di atti (cfr art.3 c.4 CCNQ) compiute dalle parti. Pur non potendo essere strettamente definiti atti introduttivi arbitrali,dette attività in ogni modo appare indispensabile per la corretta instaurazione della procedura arbitrale.

11 GLI ATTI INTRODUTTIVI ALLARBITRATO GLI ATTI INTRODUTTIVI ALLARBITRATO La richiesta di compromettere in arbitri. Latto di accettazione di parte resistente( la p.a.) Laccordo di designazione dellarbitro La designazione a mezzo sorteggio La comunicazione di designazione dellarbitro. Laccettazione dellincarico da parte dellarbitro

12 LA RICHIESTA DI COMPROMETTERE IN ARBITRI Eatto preliminare di natura negoziale e di proposta in ordine alla procedura arbitrale. ad effetti solo eventuali di instaurazione del procedimento arbitrale( tranne che nei casi di sanzioni disciplinari non risolutive cfr.art.6.c. 2 CCNQ) Realizza i suoi effetti solo con : accettazione della proposta della controparte e accettazione della designazione da parte dellarbitro che realizza il momento di instaurazione del contraddittorio. E atto a contenuto sommario potendo le parti integrare le richieste,con gli atti introduttivi del giudizio arbitrale. E anche atto introduttivo del giudizio arbitrale essendo onere della parte provvedere alla integrazione

13 I DIVERSI CONTENUTI NELLA RICHIESTA DI COMPROMETTERE IN ARBITRI E NEL RICORSO EX.ART.414 C.P.C I DIVERSI CONTENUTI NELLA RICHIESTA DI COMPROMETTERE IN ARBITRI E NEL RICORSO EX.ART.414 C.P.C La richiesta di compromesso in arbitri contiene una sommaria prospettazione dei fatti e delle ragioni a fondamento della pretesa ; La richiesta è priva del riferimento,al requisito della determinazione delloggetto della domandadi cui all art.414 c.p.c La norma di cui allart.414 c.p.c. usa l espressione deve contenere in relazione ai requisiti adottando il principio ( cfr. giurisprudenza) sulla indispensabilità di taluni requisiti ai fini della validità del ricorso pena la nullità dellatto medesimo;

14 I DIVERSI CONTENUTI NELLA RICHIESTA DI COMPROMETTERE IN ARBITRI E NEL RICORSO EX.ART.414 C.P.C La richiesta di compromettere in arbitri non ricomprende tra i requisiti quello del nome e del cognome,nonché quello della residenza o del domicilio o dimora del ricorrente che invece nellart.414 sono richiesti espressamente ( cfr. n°2 c.1). lart.414 c.p.c richiede a differenza della norma arbitrale la determinazione delloggetto della domanda( n°3) e non una sommaria prospettazione dei fatti e delle ragioni della pretesa. Sussistono analogie tra la formulazione dellart.3 c.1 e quella di cui al n°4 dellart.414 c.p.c. che accanto alla esposizione dei fatti e degli elementi di diritto, richiede le relative conclusioni ( il CCNQ usa il termine pretesa).

15 LATTO DI ACCETTAZIONE DELLA P.A. LATTO DI ACCETTAZIONE DELLA P.A. È atto formulato dalla controparte pubblica amministrazione e consiste nellaccettazione della proposta di compromettere in arbitri, avente ad oggetto la disponibilità ad assoggettarsi alla procedura arbitrale. va comunicato entro 10 gg. dal ricevimento della proposta. La accettazione, va comunicata con la forma della spedizione a mezzo raccomandata a.r. (cfr.art.3 c.1 )

16 ACCORDO DI DESIGNAZIONE DELLARBITRO Atto in cui le parti concordano la designazione dellarbitro deve intervenire entro i successivi 10 gg., E atto di natura negoziale, atteso che le parti debbono trovare un accordo sul nome dellArbitro medesimo scelto nella lista dei designabili (cfr.art.3 c.1).

17 DESIGNAZIONE DELLARBITRO PER SORTEGGIO Opera nei casi di mancato accordo o di mancata indicazione del nominativo nella richiesta. E atto della Camera Arbitrale, ecompiuto con la partecipazione delle parti e concretantesi in un verbale attestante tutte le operazioni avvenute. (cfr c.2 art.3 ), Ciascuna delle parti può rifiutare l'arbitro sorteggiato, qualora il medesimo abbia rapporti di parentela o affinità entro il quarto grado con l'altra parte o motivi non sindacabili di incompatibilità personale. Un secondo rifiuto consecutivo comporta la rinuncia all'arbitrato, ferma restando la possibilità di adire lautorità giudiziaria.

18 LA COMUNICAZIONE DI DESIGNAZIONE ALLARBITRO Latto non è previsto espressamente dal CCNQ, ma è presupposto. consiste nella comunicazione allArbitro della designazione avvenuta o tramite accordo delle parti o per sorteggio. E atto delle parti, finalizzato allaccettazione dellarbitro e all assolvimento dellonere del deposito dellaccettazione medesima. le parti possono limitarsi a consegnare allArbitro una copia del verbale integrale di sorteggio o dellaccordo tra le parti.

19 ATTO DI ACCETTAZIONE DELLARBITRO E atto previsto dal CCNQ di importanza fondamentale per linstaurazione della procedura E atto non delle parti ma di esclusiva competenza dellArbitro. effetti della accettazione : obbligo del deposito dellatto entro 5 gg pena nullità del procedimento (cfr. art. 3 c. 4).

20 GLI ATTI INTRODUTTIVI DEL GIUDIZIO ARBITRALE Dallesame delle norme del CCNQ 23/1/2003 è possibile individuare : 1)una richiesta più completa sia nella esposizione dei fatti che delle ragioni ( cfr.art.4 c.2 e c.3); 2) un atto depositato dalla parte resistente e consistente in una memoria difensiva della P.A.( cfr.art.4 c.2).

21 LA RICHIESTA DI COMPROMESSO E LATTO INTEGRATIVO DI CUI AL C.2 DELLART.4. La richiesta di compromesso è un atto a contenuto sommario in merito alla prospettazione delle pretese. E onere delle parti provvedere alla integrazione della richiesta di compromesso con requisiti più analitici, desumibili dai contenuti degli atti introduttivi tipici del giudizio civile. Lart.4 c.2 non prevede espressamente un atto di integrazione della c.d. richiesta di compromesso, ma una attività autonoma della parte istante che deve depositare la documentazione contenente la completa esposizione dei fatti e delle ragioni poste a fondamento della pretesa.

22 LATTO DI COMPLETA ESPOSIZIONE DI CUI AL C.2 DELLART.4 DEL CCNQ la norma va interpretata nel senso di consentire alla parte istante sia di depositare documentazione che di formulare un atto non meglio definito completo sia nelle prospettazioni dei fatti che delle ragioni ed integrativo della richiesta di compromettere in arbitri la norma utilizza impropriamente il termine documentazione : è impensabile che il deposito di documenti trasformi la prospettazione sommaria dei fatti e delle ragioni già formulate nellatto di cui allart.3 c.1 in una completa prospettazione.

23 IL DIVERSO CONTENUTO DELLATTO INTEGRATIVO ARBITRALE NEL PROCEDIMENTO ARBITRALE A STRUTTURA MONOFASE E BIFASE la norma preveda che latto finalizzato al completamentodellatto introduttivo arbitrale intervenga sia nella fattispecie di ricorso allArbitro in presenza di tentativo di conciliazione espletato (c. 2 art. 4), sia in quella in cui il tentativo debba essere svolto (cfr. c. 3 art. 4), utilizzando una formulazione analoga.

24 LE PROCEDURE DI CONCILIAZIONE E ARBITRATO NELLA STRUTTURA DESCRITTA ALLART 4 CCNQ Procedura di conciliazione e arbitrato struttura monofase Con tentativo di conciliazione espletato Larbitro funge esclusivamente Da arbitratore Struttura bifase Con tentativo di Conciliazione Da espletare Larbitro svolge la funzione Di conciliatore e di arbitro

25 LATTO INTEGRATIVO NELLARBITRATO MONOFASE : C. 2 DELLART. 4, LATTO INTEGRATIVO NELLARBITRATO MONOFASE : C. 2 DELLART. 4, La norma descrive un procedimento arbitrale ridotto o monofase in cui il tentativo di conciliazione è stato espletato precedentemente alla richiesta della parte istante ; latto integrativo può essere formulato in maniera meno rigorosa, pur essendo censurabile dallArbitro designato in presenza di irregolarità formali e mancanze sostanziali.

26 LATTO INTEGRATIVO ARBITRALE E I SUOI CONTENUTI NEL PROCEDIMENTO A STRUTTURA BIFASE DI CUI AL C.3 ART.4 CCNQ LArbitrato a struttura bifase è caratterizzato dal tentativo di conciliazione non espletato precedentemente alla richiesta di compromettere in arbitri. Latto introduttivo allarbitrato previsto dallart.4 c.2,ha finalità potenzialmente conciliative Detto atto è così caratterizzatola parte istante deve depositare presso la sede dell'arbitro la documentazione contenente la completa esposizione dei fatti e delle ragioni poste a fondamento della pretesa( cfr.c.2 art.4), In tal caso deve contenere anche i requisiti previsti per il tentativo di conciliazione dall art.66 D.L.vo n°165/01 al fine di ottemperare al principio di equipollenza tra tentativo di conciliazione espletato dallArbitro del pubblico impiego e quello previsto dallart.69 del D.L.vo n°29/93 ( oggi art.66 D.L.vo n°165/01).

27 LATTO INTEGRATIVO ARBITRALE NEL PROCEDIMENTO A STRUTTURA MONOFASICA ART. 4.C.2: I REQUISITI Fase del procedimento arbitrale a conciliazione espletata. latto in tal caso può presentare una formulazione meno rigorosa senza gli specifici requisiti invece previsti nella richiesta a tentativo non espletato.

28 LA MEMORIA DIFENSIVA DELLA PARTE RESISTENTE NELLART.4.C.2 DEL CCNQ 23/1/2001 il termine è già in uso negli atti tipici del processo civile. E atto tipico di difesa della pubblica amministrazione. La memoria difensiva presenta talune analogie con l atto di costituzione del convenuto di cui allart.416 c.p.c

29 LA REGOLARIZZAZIONE DEGLI ATTI INTRODUTTIVI ARBITRALI Criterio risolutivo : rinvio alle norme desumibili dallo stesso CCNQ 23/1/01 e dal c.p.c. interpretazione estensiva dellart.4 c.12 del CCNQ gli arbitri nel giudicare sono tenuti allosservanza delle norme inderogabili di legge e di contratto collettivo riferito anche alla possibile importazione di norme del processo civile. Applicazione dellIstituto dellart.421 c.p.c circa i poteri di regolarizzazione degli atti di parte attribuiti al Giudice del lavoro. applicazione del principio del favor prestatoris desumibile sia dai principi generali di legge che dalle norme proprie del processo arbitrale.

30 LA ASSENZA NEL CCNQ DI NORME IN TEMA DI NULLITA DEGLI ATTI ARBITRALI:POSSIBILITA DI APPLICARE I PRINCIPI TRATTI DALLA PROCEDURA CIVILE. Mancanza nel CCNQ di disposizioni specifiche sulla nullità, inesistenza degli atti introduttivi. necessità di prevedere nella procedura arbitrale all applicazione dei principi corrispondenti desumibili dalle norme di procedura civile. Metodo : comparazione analogica con gli atti tipici del processo civile. paradosso : esistenza di un generale principio di non assoggettabilità degli atti arbitrali del pubblico impiego delle norme generali in materia di vizi degli atti. Finalità del metodo :applicare con cautela la estensione di principi civilistici per evitare una eccessiva processualizzazione dell arbitrato nel pubblico impiego Limite : violazione della ratio ispiratrice dellistituto medesimo,di cui allart.1 del CCNQ 23/1/2003 volto ad evitare le lungaggini tipiche dei processi.

31 LAPPLICAZIONE DELLA NORMA DI CUI ALLART.125 C.P.C AL PROCEDIMENTO ARBITRALE DEL PUBBLICO IMPIEGO. La disposizione di cui allart.125 c.p.c. è dettata in merito al contenuto e alla sottoscrizione degli atti di parte espleta un funzione di limite tra gli atti aventi vita nel mondo giuridico e quelli tamquam non esset. Essa,dettata in riferimento specifico ai ricorsi,alla comparsa e agli altri atti di parte prevede un contenuto minimo per gli atti medesimi.. le parti devono indicare loggetto, le ragioni della domanda e le conclusioni da sottoporre al giudicante( potere da riconoscere allarbitro) prevede lobbligo di sottoscrizione della parte dellatto medesimo. va estesa con cautela al procedimento arbitrale del pubblico impiego.

32 LAPPLICAZIONE DEI PRINCIPI DI RILEVANZA,RILEVABILITA,SANATORIA DELLA NULLITA AGLI ATTI ARBITRALI : GLI ART.156,157 DEL C.P.C Importanza dellart.156 c.p.c sulla rilevanza della nullità: La nullità degli atti per inosservanza di forme non può essere pronunciata se non comminata dalla legge( c.1) La nullità può essere pronunciata quando latto manca dei requisiti formali indispensabili per il raggiungimento dello scopo,ma non quando latto ha raggiunto lo scopo a cui è destinato c.2 e c.3 art.156 c.p.c.); Lart.157 sulla rilevabilità e sulla sanatoria delle nullità : non può pronunciarsi la nullità senza istanza di parte,se la legge non dispone che sia pronunciata dufficio. Maggiore cautela nella applicazione analogica di detti principi agli atti arbitrali.

33 IL PRINCIPIO DEL CONTRADDITTORIO TRA LE NORME REGOLAMENTARI NEI PROCEDIMENTI ARBITRALI. Lestensione del principio del contraddittorio di cui allart.101 c.p.c. consente allArbitro del Pubblico Impiego pur in mancanza di norme specifica nel CCNQ 23/1/2001 di individuare anche altre fattispecie di atti arbitrali desumibili dalla disciplina codicistica processuale e dalla giurisprudenza.


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