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Cooperazione sociale Legacoop in Emilia Romagna. Il posizionamento attuale e le prospettive future Sintesi della ricerca di Luciano Marangoni coordinatore.

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Presentazione sul tema: "Cooperazione sociale Legacoop in Emilia Romagna. Il posizionamento attuale e le prospettive future Sintesi della ricerca di Luciano Marangoni coordinatore."— Transcript della presentazione:

1 Cooperazione sociale Legacoop in Emilia Romagna. Il posizionamento attuale e le prospettive future Sintesi della ricerca di Luciano Marangoni coordinatore della ricerca Settembre 2009

2 2 Le imprese cooperative sociali (Legacoop) in Emilia-Romagna Nascono negli anni 60, per sostenere le politiche di welfare dei comuni, fornendo personale e servizi qualificati a integrazione delle risorse e competenze pubbliche. Le cooperative Legacoop risultano mediamente più grandi, strutturate e patrimonializzate della media 220 cooperative > 50% A > 30% B > 20% A+B utenti lavoratori 700 milioni di ricavi 220 cooperative > 50% A > 30% B > 20% A+B utenti lavoratori 700 milioni di ricavi Valore produzione (milioni) Legacoop Sips A 4,5 1,76 B 1,33 0,69 A+B 1,24 1,33 Valore produzione (milioni) Legacoop Sips A 4,5 1,76 B 1,33 0,69 A+B 1,24 1,33 Costo del lavoro (% VP) Legacoop Sips A 64,1 67,1 B 46,7 39,8 A+B 59,1 59,8 Costo del lavoro (% VP) Legacoop Sips A 64,1 67,1 B 46,7 39,8 A+B 59,1 59,8 Ebitda (% VP) Legacoop Sips A 3,5 3,4 B 3,3 4,2 A+B 4,1 4,4 Ebitda (% VP) Legacoop Sips A 3,5 3,4 B 3,3 4,2 A+B 4,1 4,4 Oggi, nel quadro delle policy regionali, gestiscono con piena responsabilità servizi complessi a favore di anziani, disabili, infanzia. Molte hanno investito in strutture e sono convenzionate con la pubblica amministrazione. Al 2005

3 3 Il panel dellindagine sul campo 39 (38) cooperative - 13 A grandi - 11 A piccole - 9 (8) B - 6 A+B 8 di Bologna 4 di Ferrara 4 di Ravenna 4 di Forlì-Cesena 4 di Rimini 4 di Modena 5 di Reggio Emilia 3 di Parma 2 di Piacenza Non è un campione statistico - le cooperative di maggiore dimensione e peso imprenditoriale; - cooperative dotate di potenziale di crescita e di innovazione nei diversi comparti; - cooperative di diverse caratteristiche dimensionali e operative nei differenti comparti; - la presenza territoriale del comparto. Non è un campione statistico - le cooperative di maggiore dimensione e peso imprenditoriale; - cooperative dotate di potenziale di crescita e di innovazione nei diversi comparti; - cooperative di diverse caratteristiche dimensionali e operative nei differenti comparti; - la presenza territoriale del comparto. 63% dei ricavi 77% del Valore aggiunto 66% dellebit 66% del capitale investito 76% del patrimonio netto 74% del capitale sociale Il campione, circa il 20% delle aziende, rappresenta mediamente il 70% del settore Lanalisi di correlazione e lanalisi strutturale del campione escludono la presenza nellinsieme del campione e nei singoli comparti di fenomeni distorsivi. Il campione, circa il 20% delle aziende, rappresenta mediamente il 70% del settore Lanalisi di correlazione e lanalisi strutturale del campione escludono la presenza nellinsieme del campione e nei singoli comparti di fenomeni distorsivi.

4 4 Anziani § > 80 enni § non autosufficienti Anziani § > 80 enni § non autosufficienti Disabili § > 65 enni e disabili § persone godono di prestazioni assistenziali Disabili § > 65 enni e disabili § persone godono di prestazioni assistenziali Infanzia § bambini 0-2 anni § bambini in asili nido in nidi a gestione comunale in nidi comunali a gestione coop in nidi privati convenzionati in nidi privati § bambini in lista di attesa Infanzia § bambini 0-2 anni § bambini in asili nido in nidi a gestione comunale in nidi comunali a gestione coop in nidi privati convenzionati in nidi privati § bambini in lista di attesa § anziani e disabili godono di assegno regionale Minori minori in difficoltà affidamento extrafamiliare o a parenti minori in strutture o comunità Minori minori in difficoltà affidamento extrafamiliare o a parenti minori in strutture o comunità Salute mentale & dipendenze patologiche § adulti e minori assistiti in 48 centri della salute mentale Salute mentale & dipendenze patologiche § adulti e minori assistiti in 48 centri della salute mentale § utenti Sert (75% droghe, 25% alcool) immigrazione § stranieri immigrati comunitari carte di soggiorno permessi di soggiorno bambini e ragazzi figli di immigrati (presto cittadini italiani) badanti > bambini extracomunitari nelle scuole dellobbligo in regione immigrazione § stranieri immigrati comunitari carte di soggiorno permessi di soggiorno bambini e ragazzi figli di immigrati (presto cittadini italiani) badanti > bambini extracomunitari nelle scuole dellobbligo in regione Il mercato regionale: parametri quantitativi

5 5 Il mercato regionale: parametri economici Anziani e disabili Badantato Assegni accompagnamento FRNA Contributo privato Comuni-Ctss milioni Comuni Famiglie Infanzia e nidi § 286 milioni Più 3 milioni/anno di voucher regionali per 3 anni, … Salute mentale e dipendenze patologiche § 420 milioni Regione Salute Mentale - SSN Regione Piano attività Salute Mentale - SSN Regione Dipendenze Patologiche - SSN Regione Convenzioni con sanità privata Utenti § 420 milioni § 60 milioni a strutture residenziali sociali-sanitarie : 2/3 salute mentale 1/3 dipendenze patologiche § 42,8 milioni 36,8 5,140,86 Minori in difficoltà Comuni Disagio sociale e immigrazione Comuni 3 (2,8-3,4) § miliardi di euro 3 (2,8-3,4) § miliardi di euro § 42 milioni

6 6 Andamenti economici del panel cooperativo Ricavi Più 39,74% (31,2% defl.) da 305 a 426,3 milioni 39,72% A grandi 43,55% A piccole 42,57% B 32,83% A+B Ricavi Più 39,74% (31,2% defl.) da 305 a 426,3 milioni 39,72% A grandi 43,55% A piccole 42,57% B 32,83% A+B Valore aggiunto Più 37,21% (28,8% defl.) da 226 a 310 milioni 36,55% A grandi 48,46% A piccole 32,59% B 38,44% A+B Valore aggiunto Più 37,21% (28,8% defl.) da 226 a 310 milioni 36,55% A grandi 48,46% A piccole 32,59% B 38,44% A+B Costo del lavoro Più 37,9% (29,5% defl.) da 208,4 a 287,4 milioni 37,51% A grandi 48,22% A piccole 38,04% B 31,06% A+B Costo del lavoro Più 37,9% (29,5% defl.) da 208,4 a 287,4 milioni 37,51% A grandi 48,22% A piccole 38,04% B 31,06% A+B Ebitda Più 18,27% (11% defl.) da 16,9 a 19,9 milioni Dal 5,52% al 4,68% dei ricavi 12,66% A grandi 39,3% A piccole meno 8,17% B 80,7% A+B Ebitda Più 18,27% (11% defl.) da 16,9 a 19,9 milioni Dal 5,52% al 4,68% dei ricavi 12,66% A grandi 39,3% A piccole meno 8,17% B 80,7% A+B Risultato netto 1,29% nella media del periodo Da 1,25% del 2004 a 1,06% del ,06% A grandi 1,35% A piccole 2,86% B 3,92% A+B. Risultato netto 1,29% nella media del periodo Da 1,25% del 2004 a 1,06% del ,06% A grandi 1,35% A piccole 2,86% B 3,92% A+B. Capitale investito Più 48,01% (39% defl.) da 237,7 a 351,8 milioni 51,11% A grandi 45,04% A piccole 32,49% B 30,64% A+B. Capitale investito Più 48,01% (39% defl.) da 237,7 a 351,8 milioni 51,11% A grandi 45,04% A piccole 32,49% B 30,64% A+B. Patrimonio netto Più 27,02% (19,3% defl.) Da 74,7 a 94,9 milioni Leverage da 3,18 a 3,71 da 3,38 a 4,04 A grandi da 3,41 a 3,54 A piccole da 2,84 a 3,11 B da 2,07 a 2,10 A+B Patrimonio netto Più 27,02% (19,3% defl.) Da 74,7 a 94,9 milioni Leverage da 3,18 a 3,71 da 3,38 a 4,04 A grandi da 3,41 a 3,54 A piccole da 2,84 a 3,11 B da 2,07 a 2,10 A+B ROI Da 5,19% nel 2005 a 3,69% nel 2007 da 5,25 a 3,52 A grandi da 5,30 a 5,01 A piccole da 6,27 a 2,23 B da 3,73 a 5,46 A+B

7 7 Andamenti economici del panel cooperativo Sistema imprenditoriale solido che cresce a ritmo sostenuto nel periodo: intorno al 40% (31% a valori deflazionati). Il valore aggiunto cresce appena meno dei ricavi: di circa il 37% (29% a valori deflazionati). Il costo del lavoro rappresenta circa il 92% del valore aggiunto La capacità di generare cassa aumenta del 18,27% (dell11% a valori deflazionati), ma passa dal 5,52% al 4,68% dei ricavi. Il risultato netto, nella media del periodo, si attesta all1,23% dei ricavi, passando però dall1,25% del 2004 al 1,06% del Il capitale investito cresce più rapidamente dei ricavi: del 48% (39% a valori deflazionati), segno di un netto rallentamento della rotazione (specie del circolante). Il patrimonio netto cresce del 27% (del 19% a valori deflazionati). Peggiora però per tutti i gruppi il leverage: nellinsieme, passa da 3,18 a 3,71. Il ROI, sia per effetto del calo della redditività delle vendite, che per effetto della minore rotazione del capitale investito, scende dal 5,19% al 3,69%. Quasi tutto però assorbito dal costo del lavoro La capacità di generare cassa resta buona, ma cala in rapporto ai ricavi Tende a diminuire la redditività Mentre cresce il fabbisogno di capitale Cresce anche il patrimonio netto, ma … Il ROI registra il peggioramento Sistema solido e ricavi in netta crescita Aumenta sensibilmente il valore aggiunto

8 8 Il portafoglio business delle cooperative : i clienti A 80% pubblico A+B 55% pubblico B 70% privato A 80% pubblico A+B 55% pubblico B 70% privato I clienti pubblici sono: Comuni Asl Asp I clienti pubblici sono: Comuni Asl Asp I clienti privati, nei servizi sociali: 70% famiglie; 30% aziende I clienti negli inserimenti lavorativi: Multiutility; cooperative e aziende private I clienti privati, nei servizi sociali: 70% famiglie; 30% aziende I clienti negli inserimenti lavorativi: Multiutility; cooperative e aziende private

9 9 Il portafoglio business delle cooperative : area geografica e attività A : 60% provincia sede (ma alcune grandi sono fortemente proiettate fuori regione) B e A+B : solo in sede A : 60% provincia sede (ma alcune grandi sono fortemente proiettate fuori regione) B e A+B : solo in sede A grandi: > 50% anziani (poi infanzia, disabili, salute mentale) A piccole : 40% anziani, 40% infanzia B : igiene ambientale, pulizie, verde A+B: assemblaggi industriali, stampa, falegnameria A grandi: > 50% anziani (poi infanzia, disabili, salute mentale) A piccole : 40% anziani, 40% infanzia B : igiene ambientale, pulizie, verde A+B: assemblaggi industriali, stampa, falegnameria Anziani Servizi in struttura : 73% x A grandi; 90% x A piccole Assistenza domiciliare : 20-25% x A grandi Disabili Strutture residenziali : 1/3 x A grandi; 50% x A piccole Strutture diurne : 1/3 x A grandi; 50%x A piccole Domiciliare e altro : 1/3 x A grandi

10 10 Il portafoglio business delle cooperative : i contratti di riferimento A : prevalentemente gare (ma per le grandi aumenta lacquisizione conseguente a investimenti in strutture) A piccole e A+B : molto importante la chiamata diretta B e A+B : convenzionamento diretto A : prevalentemente gare (ma per le grandi aumenta lacquisizione conseguente a investimenti in strutture) A piccole e A+B : molto importante la chiamata diretta B e A+B : convenzionamento diretto A : 50% contratti brevi; 50% medio-lunghi A+B : solo contratti brevi A : 50% contratti brevi; 50% medio-lunghi A+B : solo contratti brevi

11 11 Il portafoglio business delle cooperative : Consorzi e società operative Pressoché tutte le cooperative aderiscono ad almeno un consorzio Per interloquire con il mercato e fare strategia commerciale Per di fare sistema e fare rete Per fare economie di scala Per promuovere e sostenere gli investimenti Per implementare e diffondere il migliore know how operativo (le best practics)

12 12 3 sono al 100% 12 vanno oltre il 50% 2 sono al 50% tondo 5 sono ricomprese tra il 20 e il 50% 3 sono inferiori al 20% In 25 casi su 36 sono note le quote di partecipazione delle cooperative Il portafoglio business delle cooperative: le società operative di gestione Dieci cooperative A grandi partecipano a 36 società di gestione. Tutte le altre partecipano solo a consorzi Dieci cooperative A grandi partecipano a 36 società di gestione. Tutte le altre partecipano solo a consorzi Le partecipazioni di maggioranza o § al 100% (> il 60% dei casi) Le partecipazioni tra il 20 e il 50% Le partecipazioni di netta minoranza Società che gestiscono un cantiere o una commessa Forte impatto su struttura societaria e organizzativa Spesso società miste pubblico-private … … oppure configurano nuove filiere di servizi integrati Sono chip per andare a vedere know how, gestioni, partner nuovi

13 13 Limpatto dei modelli di business sulla struttura degli investimenti A grandi Forte crescita degli investimenti finanziari In società di gestione A piccole investimenti fissi per l80% (gli investimenti finanziari sono limitati alla partecipazione nei consorzi di servizio B e A+B le immobilizzazioni cubano circa il 50% del CI e per l80-90% sono di tipo materiale La diversa dislocazione delle risorse investite configura la base reale di modelli imprenditoriali assai diversi e apre prospettive di differenti traiettorie strategiche sul mercato. Modelli diversi hanno e avranno importanti impatti sulla struttura di governance delle cooperative. La diversa dislocazione delle risorse investite configura la base reale di modelli imprenditoriali assai diversi e apre prospettive di differenti traiettorie strategiche sul mercato. Modelli diversi hanno e avranno importanti impatti sulla struttura di governance delle cooperative. Osserva Che sviluppano direttamente investimenti in strutture (Rsa; asili,...) Che sviluppano investimenti caratteristici di filiera con altri partners

14 14 Il lavoro in cooperativa Nelle cooperative A loccupazione è femminile. Nelle B è prevalentemente maschile. Nelle A+B donne e uomini sono alla pari Molti laureati nelle A nelle B prevale licenza media dellobbligo. Nelle A+B la licenza media superiore Molti laureati nelle A nelle B prevale licenza media dellobbligo. Nelle A+B la licenza media superiore Nelle A > il 40% ha meno di 35 anni. Nelle B e A+B, solo uno su quattro appartiene alla fascia detà più bassa. Nelle A > il 40% ha meno di 35 anni. Nelle B e A+B, solo uno su quattro appartiene alla fascia detà più bassa. Occupazione stabile, femminile, giovane … … e di alto profilo scolastico, … … divisa a metà tra part time e full time

15 15 Assistenti di base (qualificati e non) e OSS rappresentano il 43% dei lavoratori. Educatori qualificati e insegnanti rappresentano un altro 15% circa. Assistenti di base (qualificati e non) e OSS rappresentano il 43% dei lavoratori. Educatori qualificati e insegnanti rappresentano un altro 15% circa. Il turn-over appare come un fenomeno endemico, massiccio, specialmente nelle cooperative A più grandi I ricavi per addetto corrispondono alla vendita di un prodotto-servizio costituto dalle sole ore di lavoro Notevole stratificazione, ma … Il lavoro in cooperativa

16 16 I soci in cooperativa Tutti i gruppi del panel mostrano una consistente crescita della base sociale. Le A grandi con una crescita che sfiora il 20%, crescono più rapidamente. Prevalgono nettamente i soci lavoratori: - sono oltre l85% nelle A; - sono circa il 66% nelle B; - sono circa il 51% nelle A+B. Nelle B e nelle A+B i soci svantaggiati sono circa il 30%. Tutti i gruppi del panel mostrano una consistente crescita della base sociale. Le A grandi con una crescita che sfiora il 20%, crescono più rapidamente. Prevalgono nettamente i soci lavoratori: - sono oltre l85% nelle A; - sono circa il 66% nelle B; - sono circa il 51% nelle A+B. Nelle B e nelle A+B i soci svantaggiati sono circa il 30%. Fra il 60 e il 70% dei soci risiede nel territorio della provincia di sede. Le cooperative A più grandi aumentano del 50% circa il numero dei soci fuori dai confini dellEmilia-Romagna (da a 2.855) Fra il 60 e il 70% dei soci risiede nel territorio della provincia di sede. Le cooperative A più grandi aumentano del 50% circa il numero dei soci fuori dai confini dellEmilia-Romagna (da a 2.855)

17 17 Lidentità e la responsabilità sociale: assi portanti La natura mutualistica Lorganizzazione democratica I fattori identitari Il radicamento territoriale (lappartenenza a una comunità). La competenza e la motivazione del personale; limpegno per la sicurezza e la qualità del lavoro e dei servizi resi. La responsabilità sociale, il prendersi cura degli altri >>> le persone al centro. La capacità di innovare i servizi e di dare risposta ai bisogni. La trasparenza. I fattori identitari Il radicamento territoriale (lappartenenza a una comunità). La competenza e la motivazione del personale; limpegno per la sicurezza e la qualità del lavoro e dei servizi resi. La responsabilità sociale, il prendersi cura degli altri >>> le persone al centro. La capacità di innovare i servizi e di dare risposta ai bisogni. La trasparenza. I sondaggi verso la committenza Li fa il 70% delle cooperative Sistematici e continuativi per i 2/3 delle cooperative. La qualità dei servizi resi. La soddisfazione dellutenza. Nuovi bisogni di committenti e utenti. Levoluzione delle policy pubbliche I sondaggi verso lutenza Li fa il 63% delle cooperative 3/4 dei casi son sistematici e continuativi.. I problemi riscontrati nel rapporto con la cooperative. Lascolto dei bisogni. La raccolta di proposte e richieste di miglioramento del servizio ricevuto Linnovazione Il 40% dispone di una funzione di R&S e di relativo budget.. Metodi e tecnologie per innovare processo di servizio.. Nuovi servizi (contenuti) e nuovi modelli di servizio.. Ruolo imprenditoriale e modello di business. Anziani, disabili, Infanzia, minori

18 18 Lidentità e la responsabilità sociale: la formalizzazione I documenti che formalizzano la mission e lidentità aziendale. 25 Bilancio sociale. 23 Carta dei servizi. 19 Politiche per la qualità. 18 Dichiarazione di missione. 10 Rapporto sociale. 17 Altri (codice etico, carta dei valori …) I documenti che formalizzano la mission e lidentità aziendale. 25 Bilancio sociale. 23 Carta dei servizi. 19 Politiche per la qualità. 18 Dichiarazione di missione. 10 Rapporto sociale. 17 Altri (codice etico, carta dei valori …) Il bilancio sociale 27 cooperative redigono il bilancio sociale. 11 non lo redigono. 20 cooperative redigono il bilancio sociale annualmente; le altre con periodicità più lunga o saltuariamente. Il bilancio sociale 27 cooperative redigono il bilancio sociale. 11 non lo redigono. 20 cooperative redigono il bilancio sociale annualmente; le altre con periodicità più lunga o saltuariamente.. Per fare conoscere allesterno le proprie performance sociali.. Per comunicare una immagine di impresa responsabile.. Per monitorare le proprie performance sociali.. Per creare o consolidare lidentità della impresa sociale (condivisione, appartenenza). Per fare conoscere allesterno le proprie performance sociali.. Per comunicare una immagine di impresa responsabile.. Per monitorare le proprie performance sociali.. Per creare o consolidare lidentità della impresa sociale (condivisione, appartenenza) 27 cooperative (A e A+B) si propongono di informare gli utenti sui loro propri diritti.. Carta dei servizi. comunicazioni ad hoc. comunicazione verbale degli operatori a loro contatto

19 19 Uno sguardo sul futuro e … Ulteriore incremento del volume daffari, o almeno il suo consolidamento. Pochissime aziende prevedono un calo del giro daffari. Occupazione ancora in crescita, magari modesta. Pochissime aziende prevedono di ridurre il personale. Calerà però la redditività, o al più si difenderà un risultato positivo. Pochissime aziende prevedono di guadagnare di più. Ulteriore incremento del volume daffari, o almeno il suo consolidamento. Pochissime aziende prevedono un calo del giro daffari. Occupazione ancora in crescita, magari modesta. Pochissime aziende prevedono di ridurre il personale. Calerà però la redditività, o al più si difenderà un risultato positivo. Pochissime aziende prevedono di guadagnare di più. Il 2009: un anno di passaggio? Il 2009: un anno di passaggio? E fra 3/5 anni? Diffusa e radicata preoccupazione:. Le posizioni conquistate sono minacciate e a rischio.. è una lotta continua per contenere i costi e mantenere la qualità.. Una redditività molto dubbia.. Non aumenterà, o al più sarà stabile, la domanda pubblica.. Cosa succederà davvero con le ASP?. Anche la domanda diretta dal privato sarà stabile o calante.. Il mercato di sede resterà per tutti strategico, ma tenderà a calare.. Il mercato fuori sede è ancora una incognita, ma il sentimento prevalente è che non aumenterà di tanto.. Non aumenterà, o al più sarà stabile, la domanda pubblica.. Cosa succederà davvero con le ASP?. Anche la domanda diretta dal privato sarà stabile o calante.. Il mercato di sede resterà per tutti strategico, ma tenderà a calare.. Il mercato fuori sede è ancora una incognita, ma il sentimento prevalente è che non aumenterà di tanto.

20 20 … sul futuro scenario competitivo: i messaggi principali Sul versante del mercato Sul versante interno allimpresa. Riduzione delle risorse pubbliche per la spesa sociale.. Spostamento del confine tra pubblico e privato.. Maggiore densità e rischiosità del ruolo imprenditoriale del privato: spostamento verso le gestioni dirette.. Netto incremento della pressione concorrenziale (imprese sociali, privati profit, ASP).. Sviluppo di partnership imprenditoriali strategiche interne ed esterne al mondo cooperativo.. Quadro normativo e policy in potenziale cambiamento di fase.. Laccreditamento per i servizi core resta ancora una incognita. Miglioramento dellefficienza gestionale e del modello imprenditoriale: > modello di governance > managerialità (gestione e controllo) Capacità di investimento (risorse dirette, finanziatori terzi) Sul versante del sistema cooperativo. Fare rete. Semplificare - concentrare. Specializzare

21 21 I nodi principali Il modello di business delle cooperative sociali sembra ricalcato sul modello di welfare della regione: le cooperative gestiscono servizi complessi definiti dalle policy pubbliche Fino ad ora ha assicurato buoni risultati: crescita economica, lavoro stabile, solidità patrimoniale, vera utilità sociale. La tendenza verso il futuro sembra evidenziare:. Limiti nella disponibilità di risorse pubbliche Impatti sul modello ?. Minore marginalità caratteristica. Una ulteriore integrazione con la catena del valore della PA La tendenza verso il futuro sembra evidenziare:. Limiti nella disponibilità di risorse pubbliche Impatti sul modello ?. Minore marginalità caratteristica. Una ulteriore integrazione con la catena del valore della PA Potranno, le cooperative sociali, aumentare i loro investimenti e la loro rigidità (i loro rischi strategici) senza potere intervenire sulla configurazione del prodotto-servizio? Senza potere agire con maggiore libertà e flessibilità sulla struttura dei costi e dei ricavi? Debbono cercare di passare da una partnership con la PA basata sulla gestione di servizi complessi a una partnership basata sulla definizione dei modelli di servizio, dei contenuti prestazionali, sulla configurazione stessa delle aree di bisogno: ovvero sulla declinazione delle policy pubbliche? Saranno capaci di adottare un approccio fortemente sperimentale e propositivo, di proporre come sistema una strategia di innovazione, di sfruttare diversità e specifiche culture aziendali e allo stesso tempo di fare regia strategica e organizzativa delle politiche e degli investimenti della sperimentazione e innovazione dei modelli di servizio? Potranno contare su un approccio aperto, innovativo e sperimentale della Regione e dei comuni, che forse solo innovando potranno difendere e migliorare lattuale modello di welfare?

22 22 Grazie per lattenzione !

23 23 Fonti Ambito anziani e disabili: Regione Emilia-Romagna utilizzo del FRNA 2007 e programmazione 2008 Regione Emilia-Romagna DGR 1682/2998 Prima attuazione del PSSR … Regione Emilia-Romagna Rapporto sociale. Ambito anziani Ottobre 2008 Sito web Regione Emilia-Romagna Il PSSR della regione Emilia-Romagna Regione Emilia-Romagna DGR 1206/2007 Fondo regionale non autosufficienza. Indirizzi attuativi della DGR 509/2007 Regione Emilia-Romagna Primo piano sanitario sociale Sintesi Regione Emilia-Romagna DGR 2299/2004 Piano dazione per la comunità regionale Regione Emilia-Romagna Dati e statistiche SIPS Regione Emilia-Romagna. Direzione Generale Sanità e Politiche sociali :vari documenti statistici Ambito infanzia e minori Deliberazione Consiglio regionale Emilia-Romagna del 20/01/ 2005 Direttiva sui requisiti strutturali e organizzativi dei servizi educativi … Crescere in Emilia-Romagna. Secondo rapporto sui servizi e sulla condizione dellinfanzia e delladolescenza. Le istituzioni del federalismo, n. 3, Bambini a ragazzi nella legge regionale sulle nuove generazioni (LR 14/2008) Regione Emilia-Romagna DGR 846/2007 Regione Emilia-Romagna, Servizio politiche familiari, infanzia e adolescenza. Direttiva in merito di affidamento familiare … (DGR 11/07/2007, n, 846) Sito Regione Emilia-Romagna Regione Emilia-Romagna.it/Infanzia Regione Emilia-Romagna Lavorare per bambini e ragazzi nei servizi sociali territoriali. Una indagine sugli operatori dellEmilia- Romagna marzo 2009 Sito Cittadinanzattiva.it

24 24 Fonti Ambito immigrati Regione Emilia-Romagna. Deliberazione dellAssemblea regionale del 16 dicembre 2008 Approvazione del programma … Ambito salute mentale Regione Emilia-Romagna DGR 313/2009 Piano attuativo salute mentale Regione Emilia-Romagna DGR 314/2009 Provvedimenti in ordine … alla materia di sanità penitenziaria … Regione Emilia-Romagna DGR 1533/2006 … Prevenzione e … contrasto del consumo di sostanze …. Regione Emilia Romagna Servizio sanitario regionale. Rapporto 2008 Dati del sistema informativo dei servizi di salute mentale dellEmilia-Romagna. Anno 2007 Regione Emilia Romagna Servizio sanitario regionale. Rapporto 2008 sul consumo e dipendenza da sostanze in Emilia- Romagna. Regione Emilia-Romagna Programma regionale dipendenze patologiche Obiettivi Regione Emilia-Romagna Lo stato di avanzamento del progetto regionale demenze al 31/12/2007 Dicembre Altri documenti – tutti i settori Regione Emilia-Romagna. Linee di programmazione e finanziamento delle Aziende del servizio sanitario regionale per lannno Direzione sociale della Regione Emilia-Romagna. Piani di zona: rilevazione spesa sociale dei comuni singoli e/o associati. Programmi attuativi 2007.


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