La presentazione è in caricamento. Aspetta per favore

La presentazione è in caricamento. Aspetta per favore

Livelli essenziali sociali e riforma del sistema assistenziale Emanuele Ranci Ortigosa Direttore scientifico IRS Direttore di Prospettive Sociali e Sanitarie.

Presentazioni simili


Presentazione sul tema: "Livelli essenziali sociali e riforma del sistema assistenziale Emanuele Ranci Ortigosa Direttore scientifico IRS Direttore di Prospettive Sociali e Sanitarie."— Transcript della presentazione:

1 Livelli essenziali sociali e riforma del sistema assistenziale Emanuele Ranci Ortigosa Direttore scientifico IRS Direttore di Prospettive Sociali e Sanitarie Livelli essenziali sociali: un percorso in salita? Jesuit Social Forum, Milano, 24 gennaio 2013

2 … titoli significativi Condivido largamente e apprezzo i contributi pubblicati nel libro, con diversi approcci disciplinari come il tema esige, anche nelle linee di riflessione e ricerca che alcuni capitoli aprono Una obiezione sostanziale: avere troppo circoscritto il proprio campo di osservazione, non aver evidenziato che dei diritti soggettivi li abbiamo, ma che per lo più non vanno proprio bene Provo a declinare losservazione nel merito di una politica sociale essenziale, soprattutto in periodi di crisi: il contrasto alla povertà Diritti in costruzione … … percorso in salita … 2

3 La povertà 3

4 Impoverimento ceti medi e bassi Disoccupazione Cassa integrazione Riduzione consumi Oneri crescenti su famiglie Limpatto sociale della crisi

5 Anno 2011 relativa assoluta l Nord 4,9 3,7 l Centro 6,4 4,1 l Mezzogiorno 23,3 8 l Italia 11,1 5,2 l Relativa : famiglie, persone (1.011 per 2 persone) l Assoluta: famiglie, persone Il problema povertà è rilevante, specialmente in una fase di crisi

6 Curva della crescita del reddito disponibile reale per decili di famiglie anno 2010 su Fonte: elaborazioni su dati Banca dItalia 6

7 Incidenza del rischio di povertà o esclusione sociale su tre indicatori (2009) 7

8 Il contrasto alla povertà 8

9 Taglio spesa pubblica per funzioni sociali Taglio spesa pubblica per regioni e enti locali Tutto questo in presenza di un sistema assistenziale tradizionale obsoleto, disarticolato, scarsamente efficace La risposte alla crisi delle non politiche sociali 9

10 Principali prestazioni monetarie nazionali di contrasto alla povertà ( 17,3 mld di erogati dallINPS nel 2010) 10 PRESTAZIONEREQUISITI DI ACCESSO 2011 SPESA ANNO (in mln di euro) PRESTAZIONI EROGATE ASSEGNO SOCIALE (E PENSIONE SOCIALE) Età > 65anni Reddito annuo < 5.424,9 da parametrare SOCIAL CARD Età > 65 anni, Isee < 6.322,64 ; Età < 3 anni, Isee < 6.322, ASSEGNO PER IL 3° FIGLIO Almeno 3 figli età < 18 anni Isee < ,50 300*n.d. INTEGRAZIONE AL MINIMO Reddito annuo singolo < ,1 Reddito annuo cumulato con il coniuge < , *

11 Ma in termini di contrasto alla povertà: non sono universalistici, ma categoriali non sono equi, perché trattano in modo diseguale famiglie e persone che sono nelle stesse condizioni di povertà sono poco efficaci, come evidenzia un confronto con gli altri paesi europei Sarebbero gli attuali diritti soggettivi 11

12 Distribuzione percentuale per decili di reddito familiare equivalente dei percettori dei benefici 12

13 Nel loro insieme le erogazioni monetarie nazionali sono poco redistributive tra famigliepovere e ricche Famiglie più povere Famiglie più ricche Fonte: IRPET Istituto Regionale Programmazione Economica Toscana TOTALE SPESA ASSISTENZA Distribuzione della spesa per decili di famiglie 13

14 Lefficacia della nostra spesa sociale nel ridurre la povertà è molto ridotta percentuale di riduzione del tasso di rischio di povertà dovuto ai trasferimenti sociali 14

15 Non si può affermare e realizzare il diritto sociale ad una esistenza libera dal bisogno economico e dignitosa senza riformare le attuali misure La crisi può anche essere una opportunità di innovazione e riforma 15

16 Con una riforma mirata a sostenere con efficacia tutti coloro che sono in una analoga situazione di bisogno : universalismo + appropriatezza, + adeguatezza decentramento funzioni e risorse sul territorio integrazione sul territorio fattibilità finanziaria con attenzione a equità sociale Come superare tanti limiti nel contrasto alla povertà 16

17 La fragilità, la povertà, lesclusione sociale si formano sul territorio e sul territorio possono essere prevenute, diagnosticate, contrastate, sostenute con interventi : a favore di tutti i soggetti fragili che ne soffrono: universalismo, non settorialismo, non discriminazione appropriati ai bisogni adeguati per quantità e qualità coinvolgendo, corresponsabilizzando, beneficiari e operatori Privilegiare la ricerca di efficacia 17

18 Decentrare funzioni e risorse Perché questo possa avvenire, sul territorio devono confluire tutte le funzioni e le risorse sociali in particolare quelle oggi nazionali, su criteri distributivi rapportati a entità dei bisogni, quelle regionali e locali già ci sono Confluire per essere governate su normativa e programmazione regionale, con amministrazione e gestione dei Comuni, come vuole la Costituzione Per fornire servizi e interventi di contrasto alla povertà appropriati, efficaci, efficienti, partecipati di assistenza, prevenzione, attivazione e promozione 18

19 Solo il territorio consente valutazione del soggetto/famiglia destinatari e del contesto di appartenenza, dei loro bisogni progettazione personalizzata e negoziata, per scelta degli interventi più appropriati valorizzazione delle risorse e responsabilizzazione dei soggetti beneficiari individuazione, valorizzazione, integrazione delle risorse del contesto e del sistema dei servizi monitoraggio e controllo sullo specifico utilizzo degli interventi e delle risorse valutazione di risultato

20 Attivare e connettere risorse esistenti e disponibili Gestione associata a scala adeguata delle funzioni di governo e di produzione Coinvolgimento e partecipazione ai processi programmatori e decisionali (sussidiarietà) Responsabilizzazione dei decisori con verifica degli esiti Connettere e integrare sul territorio tutte le risorse e gli interventi 20

21 La proposta di riforma è basata sulla equità e la solidarietà massimizzare l equità degli interventi e del sistema finanziare le riforme proposte adottando luniversalismo selettivo Verso nuove politiche efficaci ed eque Perseguire lequità, assicurare la fattibilità 21

22 Come recuperare le risorse riconsiderando lattuale distribuzione dei benefici Il finanziamento della riforma prende le mosse dalla scarsa equità e efficacia redistributiva della attuale spesa assistenziale. Infatti: Alla metà più ricca delle famiglie affluisce il 24% delle pensioni e degli assegni sociali, misura di integrazione del reddito finanziata dalla fiscalità generale e condizionata alla situazione economica dei beneficiari. Se si azzerasse la spesa pubblica per pensione ed assegno sociale con riferimento ai decili di reddito familiare equivalente superiori alla mediana (pari a oltre euro annui di redito equivalente, e a quasi di reddito disponibile non equivalente), si libererebbero risorse per quasi 2 miliardi di euro 22

23 Come recuperare le risorse riconsiderando lattuale distribuzione dei benefici Se si trattassero allo stesso modo le integrazioni al minimo, per le quali non si dispone della distribuzione per decili di reddito e si deve quindi ricorrere a stime, e altre misure minori, si potrebbero recuperare risorse per aggiuntivi 3 mld di euro 5 miliardi di euro consentono di integrare i redditi delle famiglie povere almeno fino alla soglia della povertà assoluta (3/4 mld, stime Irs e Cies) e di cconcorrere a attivare sul territorio interventi e servizi nuovi, più efficaci e più equi, per sostenere persone e famiglie a uscire dalla povertà 23

24 Sostituire alle attuali prestazioni il reddito minimo di inserimento o reddito di autonomia Consentono lintroduzione di un reddito di autonomia o di attivazione, misura universalistica presente con varianti in tutti i paesi europei, che contempla sia integrazioni economiche alle famiglie fino a certa soglia, che interventi di inserimento e promozione. Requisiti comuni ai RMI Universalità, diritto soggettivo esigibile Non contributività, Valutazione dei mezzi familiari o individuali Responsabilizzazione dei beneficiari, orientamento e disponibilità ad inserimento sociale e lavorativo 24

25 Differenze fra le misure RMI l Livelli di generosità l Redditi e trattamenti individuali o familiari l Scale di equivalenza familiari l Finanziamento e gestione centralizzati o decentrati l Previsione dellassegnazione di alloggi l Previsione di interventi o servizi sociali complementari l Previsione di formazione e inserimento lavorativo l Impegni dei beneficiari e sanzionabilità delle inadempienze l Durata della misura

26 Risorse per nuovi servizi delle comunità locali Per le Regioni e soprattutto i Comuni si aprirebbe una grande sfida. Le loro funzioni e le loro risorse per il contrasto della povertà con integrazioni del reddito e sostegno di un sistema integrato dei servizi e degli interventi sociali crescerebbero moltissimo, e altrettanto crescerebbero le loro responsabilità Ovviamente potrebbero essere gestite responsabilmente e efficacemente solo a livello pluricomunale, a scala adeguata per poter contare sulle necessarie professionalità e su una organizzazione articolata e efficiente

27 Riforma delle misure e livelli essenziali Le riforma indicata comporta sacrifici e rischi e necessitano quindi rassicurazioni e tutele per le persone e anche di linee di difesa contro i non rari tentativi di sottrarre nei passaggi risorse ora destinate allassistenza Il federalismo non consente di porre vincoli alla allocazione delle risorse alle varie politiche e misure agli autonomi governi regionali e comunali, e quindi tale rischio si ripresenta ad ogni livello di governo Le riforme possono essere effettuate quindi solo se contestualmente si definiscono i livelli essenziali (Cost. art. 117, c.2, lett.m) in termini di diritti di cittadinanza e di standard dei servizi. 27

28 I lep come fattori di equità Quando le politiche sociali e le risorse per attuarle vengono decentrate, aumenta il rischio che le diseguaglianze si consolidino. Il decentramento va accompagnato dalla garanzia dei Lep, espressi in termini di diritti, di standard, di spesa, che mira ad assicurare equità nel singolo territorio e fra i territori Un serio problema è posto dalla dotazione molto differenziata delle aree territoriali, che comporta un percorso a diversa accelerazione per pervenire a livelli simili. Occorre attivare il fondo di riequilibrio previsto dalla l.42 e più ampiamente dalla Costituzione 28

29 Diritti sociali e livelli essenziali Vi sono condizioni sociali e relativi bisogni tanto pregiudizievoli per le persone, le famiglie, la convivenza civile e la coesione sociale, da comportare la definizione di diritti sociali e di misure ad essi correlate volte ad assicurare al cittadino una tutela e una promozione rispetto ad essi (Dichiarazione universale dei diritti delluomo, artt. 22 e 25, par.1, e Costituzione italiana, vari artt. parte prima) Lart. 117, c.2, lett. m della Costituzione stabilisce che vengano determinati i livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale, e riserva questo compito allo Stato nazionale. 29

30 Chi? Quali portatori di quali bisogni sono i potenziali beneficiari? A che condizioni? Cosa? Quali contenuti e prestazioni sono considerati essenziali e con quale diffusione? Come? Quali requisiti debbono avere? Con quali risorse, adeguate a realizzare effettivamente contenuti, distribuzione, requisiti dei servizi e delle prestazioni ? Con quale esigibilità? Chi la garantisce? Interrogativi cui un livello essenziale deve rispondere 30

31 La definizione del livello essenziale Indicazione del diritto sociale considerato, della condizione di bisogno che esige tutela, dei titolari del diritto soggettivo (es.: soglia di integrazione del reddito, Isee, altri requisiti, ecc) Oggetto: erogazione monetaria, servizi di sostegno, percorsi assistenziali e di accompagnamento Quantità, qualità, modalità di tali prestazioni Professionalità coinvolte o coinvolgibili Entità di risorse professionali, finanziarie, strumentali Sedi, criteri e modalità di accesso, valutazione, negoziazione degli impegni, presa in carico Responsabile del caso Strumenti per garantire lesigibilità de l diritto

32 Limplementazione dei livelli essenziali può essere processuale e graduale, ponendo degli obiettivi in termini di diritti e di standard scadenzati nel tempo. Non tutti gli ingredienti definitori richiamati devono essere sempre compresenti Inizialmente la definizione di diritti può essere talora restrittiva, purché si programmi effettivamente la sua progressiva estensione fino al livello ritenuto essenziale, con la contestuale espansione delle risorse impegnate e lo sviluppo dellofferta di servizi e prestazioni. Regioni e Comuni dovrebbero già assumere questa strategia programmando obiettivi di servizi Realizzazione processuale 32

33 Quanto esposto per le politiche di contrasto alla povertà è parte di una proposta generale di riforma che noi abbiamo presentato e pubblicato (Prospettive Sociali e Sanitarie, 2011, n ) che stiamo ulteriormente verificando e specificando 33

34 DISEGNAMO IL WELFARE DI DOMANI Un convegno per i primi 40 anni di Prospettive Sociali e Sanitarie Milano, giovedì 29 settembre 2011 con Pisapia, Errani, Olivero e più di 500 partecipanti

35 trattano problemi di benessere della persona, delle famiglie, delle popolazioni, con prevenzione, ascolto, integrazioni al reddito, servizi (al confine con sanità, scuola, lavoro) sono finanziate con il prelievo fiscale, non con contributi o premi vanno individuate in base alla loro funzione, non alle classificazioni amministrative, di cui scavalcano infatti i confini gli interventi consistono in erogazioni monetarie, servizi, detrazioni fiscali, da trattare in modo unitario e integrato totalizzano una spesa complessiva pari a 62 mld di euro, quasi 4 punti del Pil Ridefinire il campo delle politiche sociali (o socioassistenziali) 35

36 milioniin %Pil Spesa per Assistenza sociale nel ,0 Sostegno delle responsabilità familiari168631,1 Assegni familiari63470,4 Detrazioni fiscali per familiari105160,7 Contrasto povertà168011,1 Assegno per famiglie con tre figli, social card8000,1 Pensioni sociali40010,3 Integrazioni pensioni al minimo (stima)120000,8 Non autosufficienza e handicap163941,1 Indennità di accompagnamento126000,8 - di cui per anziani non autosufficienti88000,6 Pensioni ai ciechi e sordomuti13380,1 Altre pensioni agli invalidi civili24560,2 Offerta di servizi locali86050,6 Assistenza sociale (servizi)86050,6 Altre spese32370,2 Spesa delle famiglie per assistenti familiari (stima)92000,6 Compartecipazione ai servizi offerti dai comuni9330,1 36

37 Universalismo selettivo Tenendo fermo luniversalismo dellaccesso alle prestazioni ladozione della selettività sulla situazione economica (reddito+ricchezza) per un concorso alla copertura dei costi consente di: conseguire più equità nellerogazione dei benefici liberare risorse per redistribuzioni entro le singole politiche, per privilegiare interventi, o mix di interventi, che massimizzino appropriatezza e efficacia sul bisogno fra le singole politiche, per accrescere le risorse di quelle che non riescono a autofinanziare la loro riforma non avere bisogno di ulteriori finanziamenti dallesterno (che verrebbero comunque negati) 37

38 Una impostazione generale e politiche specifiche Andranno assicurati interventi universalistici e selettivi per: una rete territoriale di servizi per orientamento, accesso, presa in carico il sostegno alla famiglia, con integrazioni di reddito, servizi per bambini, politiche di conciliazione, azioni formative e occupazionali per giovani il contrasto alla povertà, lattivazione e linserimento sociale e lavorativo le persone non autosufficienti e le persone con disabilità altre aree di domanda che qui non tratto 38

39 Per il sostegno alle famiglie con figli Sostituire le attuali prestazioni (assegni e detrazioni fiscali) con un assegno alle famiglie con minori, selettivo sulla condizione economica, complementare a politiche di conciliazione dei tempi di lavoro, di cura, per la casa, e allincremento della offerta di servizi per linfanzia, che possono risultare più efficaci sia in termini redistributivi e di contrasto alla povertà, che di sostegno alle responsabilità familiari. Tale razionalizzazione dei trasferimenti alle famiglie può liberare circa 3 mld di euro rispetto agli attuali, per potenziare asili nidi e scuole materne e concorrere ad integrare i redditi delle famiglie più povere. 39

40 Sostituire lindennità di accompagnamento con una dote di cura universale, articolata su fasce distinte di gravità e fabbisogno assistenziale, con un concorso ai costi selettivo sulla condizione economica del beneficiario; possibilità di scelta fra la soluzione cash e la soluzione care; gestione regionale e locale. Tale riforma può essere effettuata senza ulteriori risorse rispetto a quelle dellindennità di accompagnamento (13,2 mld di euro), mentre risorse aggiuntive sono necessarie per potenziare la rete dei servizi (domiciliari, residenziali e territoriali). E necessario anche defiscalizzare gli oneri contributivi per le badanti per regolarizzare i contratti e qualificare il lavoro professionale Per gli anziani non autosufficienti 40

41 Lart. 5 della l.214/2011 Il decreto del Presidente del Consiglio Il decreto ministeriale Isee e livelli essenziali Interessante anche che la sperimentazione della social card nelle grandi città avvenga, sia pur con risorse molto ristrette, in una nuova configurazione che va verso il reddito di autonomia Una prima opportunità:lIsee come elemento dei livelli essenziali 41

42 Una riforma che genera sviluppo Nel loro insieme le proposte avanzate implicano un forte sviluppo dei servizi sociali destinando a tale obiettivo una significativa quota dei 54 mld di euro, ora assorbiti dai trasferimenti monetari gestiti dallInps, che dovranno passare a Regioni e Comuni. Lo sviluppo dei servizi crea occupazione, posti di lavoro, in particolare per le donne e, ad esempio, con la dote di cura persegue anche lemersione di lavoro informale. La riforma proposta va quindi vista non solo come innovazione dellassistenza, ma anche come politica occupazionale di sviluppo. 42

43 Una sfida per il governo, e anche per regioni, comuni, forze sociali Probabilità e tempi di una riforma a livello nazionale dipenderanno dalle scelte del Governo e dei partiti ma anche dallimpegno propositivo e innovativo di Regioni, Comuni, organizzazioni sociali e sindacali, oltre cha Regioni e Comuni dovrebbero anchessi rivedere i loro sistemi e le loro misure assistenziali sui criteri guida proposti dellefficacia, dellequità, del decentramento e della presenza integrata sul territorio Occorre che si impegnino a verificare e poi innovare in tal senso politiche e sistemi assistenziali talora invecchiati, per una riorganizzazione, integrazione e riqualificazione della propria politica e azione sociale 43

44 Grazie! 44


Scaricare ppt "Livelli essenziali sociali e riforma del sistema assistenziale Emanuele Ranci Ortigosa Direttore scientifico IRS Direttore di Prospettive Sociali e Sanitarie."

Presentazioni simili


Annunci Google