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Liturgia alla Sorgente. L’Acqua Allora Gesù dalla Galilea venne al Giordano da Giovanni, per farsi battezzare da lui. […] Appena battezzato, Gesù.

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Presentazione sul tema: "Liturgia alla Sorgente. L’Acqua Allora Gesù dalla Galilea venne al Giordano da Giovanni, per farsi battezzare da lui. […] Appena battezzato, Gesù."— Transcript della presentazione:

1 Liturgia alla Sorgente

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5 L’Acqua

6 Allora Gesù dalla Galilea venne al Giordano da Giovanni, per farsi battezzare da lui. […] Appena battezzato, Gesù uscì dall'acqua: ed ecco, si aprirono per lui i cieli ed egli vide lo Spirito di Dio discendere come una colomba e venire sopra di lui. Ed ecco una voce dal cielo che diceva: «Questi è il Figlio mio, l'amato: in lui ho posto il mio compiacimento» (Mt 3, 13-17).

7 L’acqua è la materia prima, l’elemento di base del mondo. È il simbolo naturale della vita, perché non c’è vita senz’acqua.

8 In principio Dio creò il cielo e la terra. La terra era informe e deserta e le tenebre ricoprivano l'abisso e lo spirito di Dio aleggiava sulle acque (Gen 1, 1-2).

9 Dio disse: «Le acque che sono sotto il cielo si raccolgano in un unico luogo e appaia l'asciutto». E così avvenne. Dio chiamò l'asciutto terra, mentre chiamò la massa delle acque mare. Dio vide che era cosa buona (Gen 1, 9-10). Nel libro della Genesi, la creazione della vita è presentata come la liberazione della terra asciutta dall’acqua – una vittoria della Spirito di Dio sulle acque, caos della non-esistenza. In un certo senso, quindi, la creazione è la trasformazione dell’acqua in vita. Schmemann

10 Ma è anche il simbolo della distruzione e della morte.

11 Dio disse a Noè: «È venuta per me la fine di ogni uomo, perché la terra, per causa loro, è piena di violenza; ecco, io li distruggerò insieme con la terra (Gen 6,13).

12 Noè entrò nell'arca e con lui i suoi figli, sua moglie e le mogli dei suoi figli, per sottrarsi alle acque del diluvio (Gn 7,7).

13 La croce è l’arca… Nella morte di Cristo l’umanità peccatrice – il vecchio Adamo che egli ha assunto – è annientata dalle grandi acque della morte. Isaia aveva già annunziato un nuovo diluvio in cui Dio è chiamato a rinnovare la vittoria contro Raab, il serpente del mare…

14 Isaia 51, 9-12 Svégliati, svégliati, rivèstiti di forza, o braccio del Signore. Svégliati come nei giorni antichi, come tra le generazioni passate. Non sei tu che hai fatto a pezzi Raab, che hai trafitto il drago? Non sei tu che hai prosciugato il mare, le acque del grande abisso, e hai fatto delle profondità del mare una strada, perché vi passassero i redenti? Ritorneranno i riscattati dal Signore e verranno in Sion con esultanza; felicità perenne sarà sul loro capo, giubilo e felicità li seguiranno, svaniranno afflizioni e sospiri. Io, io sono il vostro consolatore.

15 In Cristo morto e risorto: in Lui, vero Noé, che ha conosciuto le grandi acque della morte, avviene la distruzione dell’uomo antico e la creazione dell’uomo nuovo che sale dal regno dei morti per essere principio di un nuovo universo.

16 Isaia 65, Ecco, infatti, io creo nuovi cieli e nuova terra; non si ricorderà più il passato, non verrà più in mente, poiché si godrà e si gioirà sempre di quello che sto per creare, poiché creo Gerusalemme per la gioia, e il suo popolo per il gaudio. E vidi un cielo nuovo e una terra nuova: il cielo e la terra di prima infatti erano scomparsi e il mare non c'era più. E Colui che sedeva sul trono disse: «Ecco, io faccio nuove tutte le cose». E soggiunse: «Scrivi, perché queste parole sono certe e vere». E mi disse: «Ecco, sono compiute! Io sono l'Alfa e l'Omèga, il Principio e la Fine. A colui che ha sete io darò gratuitamente da bere alla fonte dell'acqua della vita (Ap 21, 1.5-6).

17 Allora Mosè stese la mano sul mare. E il Signore durante tutta la notte risospinse il mare con un forte vento d'oriente, rendendolo asciutto; le acque si divisero. Gli Israeliti entrarono nel mare sull'asciutto, mentre le acque erano per loro un muro a destra e a sinistra (Es 14,21-22).

18 E, infine, è il simbolo della purificazione, perché senza di essa non c’è niente di pulito. Naamàn allora scese e si immerse nel Giordano sette volte, secondo la parola dell'uomo di Dio, e il suo corpo ridivenne come il corpo di un ragazzo; egli era purificato (2 Re 5,14).

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20 La discesa di Cristo nel Giordano è considerata come una discesa agli inferi. Secondo la concezione giudaica, sottoterra si trovano le acque, perché Dio ha steso la terra sulle acque e l’ha fondato sui mari… Salmo 136: (1) Rendete grazie al Signore perché è buono, perché il suo amore è per sempre… (6) Ha disteso la terra sulle acque, perché il suo amore è per sempre. Salmo 24,2: Del Signore è la terra e quanto contiene: il mondo, con i suoi abitanti. È lui che l'ha fondato sui mari e sui fiumi l'ha stabilito.

21 Il Giordano è tutte le acque della terra. Tramite la sua discesa nel Giordano, ogni acqua diventa così il potenziale luogo della rigenerazione:

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24 Per cui c’è una equivalenza tra inferi e mare, tanto che, secondo l’Apocalisse, nella nuova creazione, quando Dio eserciterà pienamente la sua sovranità, il mare non ci sarà più (cf Ap 21,1). Sebbene con il peccato il mondo intero sia caduto sotto il potere del diavolo, l’acqua come elemento primordiale, come “abisso”, rimane il luogo e l’abitazione di questo potere.

25 Perciò rappresenta la morte, e il battesimo di Gesù nel Giordano è l’inizio della sua discesa agli inferi, della sua lotta con la morte. Colui che sta per essere battezzato si prepara anch’egli a discendere nell’acqua battesimale, che ha lo stesso significato di discendere nella tomba, cioè intraprendere una “discesa agli inferi”.

26 Allora, tramite alcune preghiere che evocano esempi tipici della liberazione operato da Dio, nella consacrazione delle acque le potenze demoniache sono espulse affinché il battezzato, salvato, possa risalire fuori dal mare della morte.

27 La benedizione delle acque precedente al battesimo sottolinea il significato cosmico del battesimo in quanto sacramento della nuova creazione in cui l’acqua, purificata, è ripristinata nella sua natura iniziale. La materia del mondo non solo indica, ma precontiene, in qualche modo, le realtà celesti che nei sacramenti significa; perciò il suo ruolo è di trasmettere una suggestione viva del mondo di Dio.

28 BENEDIZIONE DELL'ACQUA BATTESIMALE O Dio, per mezzo dei segni sacramentali, tu operi con invisibile potenza le meraviglie della salvezza; e in molti modi, attraverso i tempi, hai preparato l'acqua, tua creatura, ad essere segno del Battesimo. Fin dalle origini il tuo Spirito si librava sulle acque perché contenessero in germe la forza di santificare; e anche nel diluvio hai prefigurato il battesimo, perché, oggi come allora, l'acqua segnasse la fine del peccato e l'inizio della vita nuova. Tu hai liberato dalla schiavitù i figli di Abramo, facendoli passare illesi attraverso il Mar Rosso, perché fossero immagine del futuro popolo dei battezzati. Infine, nella pienezza dei tempi, il tuo Figlio, battezzato da Giovanni nell'acqua del Giordano, fu consacrato dallo Spirito Santo; innalzato sulla croce, egli versò dal suo fianco sangue e acqua, e dopo la sua risurrezione comandò ai discepoli: «Andate, annunziate il Vangelo a tutti i popoli, e battezzateli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo». Ora, Padre, guarda con amore la tua Chiesa e fa scaturire per lei la sorgente del Battesimo. Infondi in quest'acqua, per opera dello Spirito Santo, la grazia del tuo unico Figlio, perché con il sacramento del Battesimo l'uomo, fatto a tua immagine, sia lavato dalla macchia del peccato, e dall'acqua e dallo Spirito Santo rinasca come nuova creatura. Il sacerdote immerge il cero pasquale nell'acqua: Discenda, Padre, in quest'acqua, per opera del tuo Figlio, la potenza dello Spirito Santo. Tenendo il cero nell'acqua, prosegue: Tutti coloro che in essa riceveranno il Battesimo, sepolti insieme con Cristo nella morte, con lui risorgano alla vita immortale. Per Cristo nostro Signore. Amen. Toglie il cero dall'acqua, mentre l'assemblea fa questa acclamazione o altre: Sorgenti delle acque, benedite il Signore: lodatelo ed esaltatelo nei secoli.

29 Il Signore è il mio Pastore: non manco di nulla. Su pascoli erbosi mi fa riposare, ad acque tranquille mi conduce… (Salmo 23)

30 L’acqua battesimale rappresenta la materia del cosmo, il mondo come vita dell’uomo. E la sua benedizione all’inizio del rito battesimale acquista così un significato veramente cosmico e redentore. Dio ha creato il mondo, lo ha benedetto e lo ha dato all’uomo come suo cibo e sua vita, come mezzo di comunione con Lui. La benedizione dell’acqua significa il ritorno o la redenzione della materia nel suo signficato primo ed essenziale. Accettando il battesimo di Giovanni, Cristo ha santificato l’acqua, ha fatto di essa l’acqua della purificazione e della riconciliazione con Dio. Schmemann

31 La redenzione significa ripristinare la rivelazione di Dio anche attraverso il mondo, conoscere Dio attraverso il cosmo. La liberazione dell’uomo comincia dalla liberazione/purificazione della materia, che è ripristinata nella sua funzione originaria, quella cioè di essere un mezzo della presenza di Dio. Il cosmo diventa trasparente per la trasparenza ritrovata nel Verbo e nello Spirito. L’acqua del battesimo, come la materia in tutti i sacramenti, ha una intensità che solo la creazione sapeva esprimere e, dopo il peccato, solo il suo uso liturgico, in quanto anticipo della nuova creazione. È il dono del mondo come comunione con Dio, vita, salvezza e divinizzazione. Nello spazio e nel tempo della Chiesa, la materia consacrata diventa tempio della presenza del Creatore, segno dell’alleanza e della comunione ritrovata.

32 Il Cantico delle Creature


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