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Quando l’Aspromonte era un’isola UNIVERSITÀ DELLA CALABRIA Dipartimento di Ecologia.

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Presentazione sul tema: "Quando l’Aspromonte era un’isola UNIVERSITÀ DELLA CALABRIA Dipartimento di Ecologia."— Transcript della presentazione:

1 Quando l’Aspromonte era un’isola UNIVERSITÀ DELLA CALABRIA Dipartimento di Ecologia

2 Il Plio-Pleistocene inizia circa 5 milioni di anni fa e termina circa anni fa

3 circondate da un sistema di faglie (Bonfiglio et al., 2002). In questo periodo dovevano essere presenti tre isole principali, che corrispondono agli attuali: Capo Vaticano Serre Massiccio dell’Aspromonte Da Bonfiglio et al., 2002

4 sollevarsi All’inizio del Pleistocene medio (circa anni fa) i tre blocchi iniziarono a sollevarsi sul livello del mare, in modo non sincrono. Secondo i geologi, il mare ha circondato le tre isole fino al Pleistocene superiore (circa anni fa)

5 suggerisce Ma la scoperta nella Calabria meridionale di un elefante di piccola taglia suggerisce che una paleo isola sia esistita per un tempo più lungo, forse fino al Tirreniano (circa anni fa) (Bonfiglio et al., 2002). Per un lungo periodo, quindi, la fauna terrestre della penisola italiana non ha potuto raggiungere l’estremità della Calabria.

6 E’ molto probabile, però, che nel frattempo (Pleistocene medio e superiore) siano avvenute più volte connessioni temporanee con la Sicilia. Infatti, i complessi di fossili di fauna della Sicilia e della Calabria meridionale riferibili a questo periodo sono molto simili. E’ esistito anche un ponte temporaneo? Da Bonfiglio et al., 2002

7 Alla fine del Tirreniano scompare il mare dalla piana di Catanzaro e probabilmente si ristabiliscono i contatti con la Calabria settentrionale ed il resto della penisola italiana.

8 I fossili ritrovati ad Archi e Iannì (RC) sono infatti ricchi di fauna continentale ed è presente anche l’uomo di Neanderthal Archi Iannì Da Bonfiglio et al., 2002

9 Durante le glaciazioni del Quaternario il meridione della penisola ha rappresentato un rifugio per le specie spinte a sud dall’avanzata dei ghiacci. Qui, le diverse isole che costituivano la Calabria hanno funzionato da centri separati di differenziamento genetico. © Mara Cagnin

10 Evidenze che l’Aspromonte ha rappresentato un rifugio durante le glaciazioni quaternarie derivano dall’analisi delle caratteristiche delle popolazioni di Faggio (Fagus sylvatica) della penisola. Dal rifugio dell’Aspromonte la specie ha colonizzato il resto dell’Appennino fino alla piana del Po (Magri et al., 2006). © Mara Cagnin

11 Il contributo della zoologia allo studio della paleogeografia della Calabria meridionale Non solo lo studio delle rocce e dei fossili ci aiuta a capire il passato, ma anche quello di specie animali e vegetali attualmente presenti in Calabria. Infatti, nel periodo in cui queste specie sono rimaste isolate, il loro patrimonio genetico si è evoluto autonomamente diversificandosi da quello di origine. Mentre quando si sono avute connessioni (ad esempio con la Sicilia) il patrimonio genetico delle popolazioni venute in contatto si è rimescolato.

12 Ad esempio le popolazioni di: Talpa romana (Ungaro et al., 2001) Rana (Pelophylax) lessonae (Santucci et al., 1996) Hyla intermedia (Canestrelli et al. 2007) Bombina pachypus (Canestrelli et al., 2006) Lacerta bilineata (Bohme et al., 2007) Hierophis viridiflavus (Nagy et al., 2002) dell’Aspromonte mostrano caratteristiche genetiche diverse da quelle della Calabria settentrionale. Le popolazioni di alcune specie presenti nel sud della Calabria mostrano dei caratteri genetici (aplotipi, alleli) diversi da quelli di origine e/o caratteristici dei diversi settori geografici calabresi.

13 Le popolazioni di Talpa romana della Calabria sono le uniche che si differenziano geneticamente rispetto a quelle dell’intero areale della specie e quelle dell’Aspromonte costituiscono una unità a parte (Ungaro et al., 2001) © gaetano aloise

14 Raganella italiana in questa specie, Hyla intermedia, le popolazioni della Calabria centrale e meridionale mostrano affinità genetiche con quelle siciliane. La piana Crati- Sibari ha agito come barriera alla diffusione della specie verso nord (Canestrelli et al., 2007)

15 Ramarro occidentale: in Aspromonte è presente una varietà distinta Lacerta viridis chloronota (Bohme et al., 2007)

16 Le popolazioni di Ululone appenninico mostrano in Calabria una grande variabilità genetica. La popolazione dell’Aspromonte è geneticamente differenziata (Canestrelli et al., 2006) Bombina pachypus

17 La popolazione di Biacco Hierophis viridiflavus dell’Aspromonte mostra una affinità con quelle siciliane mentre quella della Calabria settentrionale è simile a quelle dell’Italia peninsulare orientale (Nagy et al., 2002)

18 La storia paleogeografica dell’Aspromonte, quindi, ha rappresentato un importante ruolo sia nel differenziamento genetico che nella successiva diffusione di nuove linee genetiche sia verso nord (la penisola italiana) che verso sud (Sicilia).

19  Böhme M.U.,Fritz U., Džudič G., Ljubisavljevič L., Berendok T Phylogeography and cryptic variation within the Lacerta viridis complex (Lacertidae, Reptilia) Zoologica Scripta, 36, 2: 119–131.  Bonfiglio L., Mangano G., Marra A.C., Masini F., Pavia F., Petruso D Pleistocene Calabrian and Sicilian bioprovinces. Geobios Mémoire spécial, 24:  Canestrelli D., Nascetti G Phylogeography of the pool frog Rana (Pelophylax) lessonae in the Italian peninsula and Sicily: multiple refugia, glacial expansions and nuclear-mitochondrial discordance. J. Biogeography, 35(10):  Canestrelli D., Cimmaruta R., Costantini V., G. Nascetti Genetic diversity and phylogeography of the Apennine yellow-bellied toad Bombina pachypus, with implications for conservation. Molecular Ecology 15, 3741–3754.  Canestrelli D., Cimmaruta R., Costantini V., G. Nascetti Phylogeography and historical demography of the Italian treefrog, Hyla intermedia, revals multiple refugia, population expansions and secondary contacts within peninsular Italy. Molecular Ecology 16:  Magri D., Vendramin G. G., Comps B., Dupanloup I., Geburek T., Gömöry D., Lataowa M., Litt T., Paule L., Roure J.M., Tantau J., van der Knaap W. O., Petit R. J., de Beaulieu J A new scenario for the Quaternary history of Europeanbeech populations: palaeobotanical evidence and genetic Consequences. New Phytologist 17: 199–221.  Nagy Z. T., Joger U., Guicking D. & Wink M Philogeography of the European Whip Snake Coluber (Hierophis) viridiflavus as inferred from nucleotide sequences of the mitochondrial cytochrome b  Santucci F., Nascetti G., Bullini L Hybrid zones between two genetically differentiated forms of the pond frog Rana lessonae in southern Italy. J.Evol.Biol. 9:  Taberlet P., Fumagalli L., Wust-Saucy A.G., Cossons J.F Comparative phylogeography and postglacial colonization routes in Europe.Molecular Ecology 7:  Ungaro A., Cecchetti S., Aloise G., Nascetti G Paleogeographic events in Southern Italy and the genetic structure of Talpa romana. 8th Congress of the European Society for Evolutionary Biology (ESEB). Aarhus, Danmerk, 20th-25th August Abstracts: 88 Bibliografia citata

20 Mara Cagnin Gaetano Aloise Laboratorio di Teriologia Dipartimento di Ecologia Università della Calabria UNIVERSITÀ DELLA CALABRIA


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