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IV domenica di Avvento Non temere Maria.

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Presentazione sul tema: "IV domenica di Avvento Non temere Maria."— Transcript della presentazione:

1 IV domenica di Avvento Non temere Maria

2 Prima di leggere il testo, preghiamo lo Spirito Santo per chiedere docilità nell’ascolto, illuminazione dell’intelligenza e cuore disponibile ad accogliere la Parola. Senza la presenza dello Spirito, non ci si può inoltrare nel cuore delle Scritture da Lui ispirate.

3 O Amore infinito, che procedi dal Padre e dal Figlio, insegnami ad agire sempre come vero figlio di Dio. Dimora in me e fa’ che io dimori in te, per amare come ami tu. Tienimi unito a Te, riempimi del tuo amore, affinché per mezzo tuo , resti unito al Padre e al Figlio. Donami di essere pienamente sensibile al tocco divino, infinitamente delicato. O Spirito di Gesù, fa’ crescere nel mio cuore la grazia dell’adozione a figlio perché si formi in me Gesù, a gloria di Dio Padre. Amen.

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5 Dal Vangelo secondo Luca (Lc 1,26-38)
26In quel tempo, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, 27a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. 28Entrando da lei, disse: «Rallégrati, piena di grazia: il Signore è con te». 29A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. 30L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. 31Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. 32Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre 33e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine». 34Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». 35Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. 36Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: 37nulla è impossibile a Dio». 38Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l’angelo si allontanò da lei.

6 Momento di silenzio orante ! Rileggiamo il testo personalmente
e apriamoci alla ricerca dei segni di Dio. Assumiamo un atteggiamento interiore di stupore e di meraviglia verso ‘questa’ Parola di Dio come se la stessimo ascoltando per la prima volta: è la parola che il Signore desidera rivolgere proprio a noi, qui ed ora!

7 26 L´angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazaret, 27 a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. Luca sente l’esigenza di ‘scrivere per ordine ‘ (Lc 1,3), di precisare nomi e luoghi, tempi: Elisabetta e Zaccaria al tempo di Erode, re della Giudea; una Vergine, una città della Galilea, Nazareth. Gabriele (Dio è forte) aveva per missione di rivelare agli uomini il senso delle visioni e spiegare il significato della storia; a lui toccava annunciare la venuta del Messia, come racconta il libro di Daniele (8,15; 9,2lss). L´angelo si diresse in un villaggio ignorato da tutto l´Antico Testamento, incluso da storici contemporanei, come Flavio Giuseppe. Luca, che conosce poco la geografia della Palestina, chiama “città” un piccolo villaggio. Nazaret apparteneva alla Galilea, la provincia meno credente di tutto il paese; provincia sempre pronta a rivolte politiche e formata da gente poco osservante della Legge di Dio e dei buoni costumi; per questo era conosciuta con disprezzo come “Galilea dei pagani”.

8 27 La vergine si chiamava Maria.
Nel paese di Nazaret viveva un giovane, di nome Giuseppe, da poco sposato con Maria, che poteva avere sui tredici anni, età in cui erano solite sposarsi le ragazze a quel tempo. Maria era una persona esclusa per tre motivi: per essere donna, per essere povera e per essere giovane. Ed è in quel luogo di emarginazione e povertà dove il progetto di Dio darà frutto. Giocando con i «cinque mesi» in cui Elisabetta rimase nascosta, nel «sesto mese» Dio mandò di nuovo il suo messaggero, dopo l´incontro con Zaccaria nel tempio. Per Maria, che non lo sa, questo sesto mese è il suo “oggi”. Come per lei anche per noi c’è un oggi che è un unico, luogo dell’invito ad entrare in un progetto pensato per noi

9 28 Entrando da lei «Entrando nella sua casa» oppure «entrando in lei». Maria ha visto l´angelo, o forse no? Sicuramente sì, perché poi tutto si realizzerà. Con che occhi lo ha visto? Con quelli del corpo o con quelli del suo spirito? Il mistero dell´incontro tra l´uomo e Dio non si può spiegare. Succede e basta. E´ un incontro che lascia il segno, e qui sta la grandezza del fatto. La piena di grazia non ha altri occhi che quelli dello spirito, di modo che per lei esiste un solo sguardo, quello dello spirito, lo sguardo trasparente del cuore puro, che può vedere Dio senza morire.

10 28 «Rallegrati, piena di grazia
’Gioisci’, sintesi di tutta la rivelazione: la proposta che Dio fa all’uomo è l’offerta della sua gioia, che è lui stesso. Gioia che si concretizza in: ‘Rallegrati, piena di grazia – ‘graziata’, il Signore è con te’. Maria scopre il suo nuovo nome, il vero nome: l’amore di Dio per lei. Ogni rivelazione, annuncio di salvezza parte da un ‘riconoscere’ che Dio riempie di grazia, del suo dono…della sua Presenza. Solo se mi lascio ‘disarmare’, turbare-stupire come Maria da questa Presenza amante posso accogliere e sentire il suo annuncio qui ed ora per la mia vita L´angelo si dirige a Maria (l´amata o esaltata da Dio) salutandola come se si trattasse di Gedeone, Giuditta o qualche altro grande personaggio biblico (Gdc 6,12; Gdt 13,11).

11 28 il Signore é con te». aiuto permanente di Dio, affinché realizzi un compito umanamente impensabile

12 29 A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo.
Il saluto non provoca timore in Maria, ma solo turbamento per la grandezza del suo contenuto. legittimo l´imbarazzo di Maria: si sente amata da Dio e povera creatura, non sa che è piena di grazia; per lei è normale essere com’è, aderire al bene sempre e in ogni luogo, a quella attrazione che la trasporta in alto.

13 30 L´angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio.
Il timore di Maria è il sentimento dei piccoli, di sorpresa e meraviglia, di stupore per essere oggetto di attenzione da parte di qualcuno molto importante. E se quel qualcuno è Dio, come sarà grande il timore? Al punto di essere cosciente della propria piccolezza e che tutto ciò che possiede è un dono gratuito d´amore

14 Il progetto di Dio: concepire, dare alla luce, chiamarlo
31 Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. 32 Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell´Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre, 33 e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine». Il progetto di Dio: concepire, dare alla luce, chiamarlo Maria è tutta per Gesù: il Salvatore è già lì nelle parole dell’angelo Ciò che resta oscura è la modalità della cooperazione umana: all’uomo resta la libertà di concretizzare ciò che è il compimento del suo pensiero

15 34 Allora Maria disse all´angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?».
Maria non dubita di Dio, sa che la parola pronunciata da Dio è sempre possibile: non riesce a capire come avverrà Maria non chiede garanzie, domanda semplicemente come questo si può realizzare. L´Israele fedele alle promesse non aspetta vita e fecondità da nessun uomo, neppure della linea davidica, ma solo da Dio, anche se non sa come si potrà realizzare quel piano Il caso di Maria, che concepisce senza intervento di uomo, è unico nel suo genere. Nella Bibbia si parla di madri sterili, che danno a luce per intervento di Dio, ma sempre con la collaborazione di un uomo. Quello di Maria è nuovo e inaspettato. Con questo linguaggio, così strano per l´uomo di oggi, si indica che Gesù nasce da Dio ed è un progetto portato avanti da Dio stesso; Dio, e non l´uomo, ha l´iniziativa

16 Maria dovrà semplicemente accogliere Sarà lo Spirito a scendere in lei
35 Le rispose l´angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell´Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Maria dovrà semplicemente accogliere Sarà lo Spirito a scendere in lei

17 36 Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch´essa un figlio e questo é il sesto mese per lei, che era detta sterile: 37 nulla é impossibile a Dio». La vicenda di Elisabetta conosciuta da Maria: il progetto è lo stesso A Maria, che non ha chiesto nessuna prova, l´angelo offre un segno. La ripetizione, per terza volta, del tema della «vecchiaia/sterilità» serve per sottolineare al massimo la situazione limite in cui si trovava la coppia di Elisabetta e Zaccaria; la ripetizione del tema dei «sei mesi» costituisce il modo più idoneo per racchiudere (apre e chiude il racconto) la nascita dell´Uomo nuovo nel «sesto giorno» della nuova e definitiva creazione. La forza creatrice di Dio non ha limiti: non solo ha restituito la fecondità all´Israele religiosamente sterile, ma ha ricreato l´Uomo nel seno di una ragazza del popolo, quando era ancora «vergine», senza partecipazione d´uomo

18 La risposta di Maria è essenziale: ecco la serva....
38 Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». Dio non impone il suo piano a Maria, glielo propone. E lascia che, con libertà, Maria decida. l´attenzione alla Parola pronunciata su di lei è di tale dimensione, che si può sentire unicamente “serva”: strumento utile per la realizzazione concreta del volere del Padre. Maria non dice che compirà il piano di Dio. Ella è cosciente della sua piccolezza. Solo chiede che quel piano si realizzi in lei: ella non metterà nessun ostacolo, non cercherà né di evitarlo né di affrettarlo. La risposta di Maria è essenziale: ecco la serva....

19 L’angelo esce dalla vita di Maria, lasciandola sola.
38 E l´angelo si allontanò da lei. L’angelo esce dalla vita di Maria, lasciandola sola. Da questo momento Maria cammina soltanto nella fede, sostenuta dalla memoria di quanto è accaduto

20 Canterò per sempre l'amore del Signore
Canterò in eterno l’amore del Signore, di generazione in generazione farò conoscere con la mia bocca la tua fedeltà, perché ho detto: «È un amore edificato per sempre; nel cielo rendi stabile la tua fedeltà». «Ho stretto un’alleanza con il mio eletto, ho giurato a Davide, mio servo. Stabilirò per sempre la tua discendenza, di generazione in generazione edificherò il tuo trono». «Egli mi invocherà: “Tu sei mio padre, mio Dio e roccia della mia salvezza”. Gli conserverò sempre il mio amore, la mia alleanza gli sarà fedele».

21 meditatio E’ il momento individuale della lectio:
la Parola ascoltata e compresa va ora meditata e assimilata , pregata e contemplata . ‘Meditare’ vuol dire far penetrare profondamente la Parola nell’intimità del tuo cuore e poi mobilitare tutte le tue energie per confrontare con essa il tuo vissuto attuale, operando così un’autentica conversione. Dall’ascoltare e meditare passa quindi a ‘pregare’ la Parola: è la tua risposta a Dio dopo averlo ascoltato; è dire ‘sì’ alla sua volontà e al suo progetto su di te.

22 Dio il totalmente lontano, colui che è stato cercato da sempre, Lui viene vicino a me, l’altissimo si curva, l’immenso si fa piccolo per essere abbracciato e concepito. Siccome l’uomo non può essere vicino a Dio con le sue forze, Dio ha deciso di essere vicino all’uomo. Perché la gioia di Dio, che è amore, è di essere con l’amata. Ma la storia non finisce con la proposta grandiosa, ma ad ogni annuncio di Dio nella vita segue un’ ’incarnazione’, una ‘nascita’ di Dio stesso nella storia mia e dei miei fratelli. A me non è dato di sapere il tempo o il luogo del compimento.. (‘Ora avvenne che, essendo Maria e Giuseppe là, si compirono per lei i giorni del suo partorire’ Lc 2,6) per Dio ogni ‘dove’ sarà il momento opportuno . A me, allora, rimane solo il compito di custodire con amorevole attenzione…l’annuncio-sussurro che Lui ha lasciato dentro di me…e dargli la possibilità di prendere forma, di prendere ‘carne’…allora Lui ci farà vedere con i nostri occhi e toccare il Verbo della Vita in germi di novità in noi e attorno a noi.

23 «A che cosa serve che io dica che Cristo è venuto soltanto nella carne che egli ricevette da Maria, se non manifesto che è venuto pure nella mia carne» (Origene)

24 Maria stella della nuova evangelizzazione
Evangelii Gaudium, n. 285 Maria, la Chiesa e ciascun fedele, in modi diversi generano Cristo Nelle Scritture divinamente ispirate, quello che si intende in generale della Chiesa, vergine e madre, si intende in particolare della Vergine Maria […] Si può parimenti dire che ciascuna anima fedele è sposa del Verbo di Dio, madre di Cristo, figlia e sorella, vergine e madre feconda […]. Cristo rimase nove mesi nel seno di Maria, rimarrà nel tabernacolo della fede della Chiesa fino alla consumazione dei secoli; e, nella conoscenza e nell’amore dell’anima fedele, per i secoli dei secoli  (Isacco della Stella)

25 Maria stella della nuova evangelizzazione
Evangelii Gaudium, n. 286 Maria, donna di fede, che cammina nella fede Maria si è lasciata condurre dallo Spirito, attraverso un itinerario di fede, verso un destino di servizio e fecondità. Noi oggi fissiamo lo sguardo su di lei, perché ci aiuti ad annunciare a tutti il messaggio di salvezza, e perché i nuovi discepoli diventino operosi evangelizzatori In questo pellegrinaggio di evangelizzazione non mancano le fasi di aridità, di nascondimento e persino di una certa fatica, come quella che visse Maria negli anni di Nazaret

26 Maria stella della nuova evangelizzazione
Evangelii Gaudium, n. 286 Maria, che cammina nella fede « È questo l’inizio del Vangelo, ossia della buona, lieta novella. Non è difficile notare in questo inizio una particolare fatica del cuore, unita a una sorta di « notte della fede » – per usare le parole di san Giovanni della Croce – , quasi un « velo » attraverso il quale bisogna accostarsi all’Invisibile e vivere nell’intimità col mistero. È in questo modo che Maria, per molti anni, rimase nell’intimità col mistero del suo Figlio, e avanzava nel suo itinerario di fede »

27 Maria stella della nuova evangelizzazione
Evangelii Gaudium, n. 288 stile mariano nell’attività evangelizzatrice della Chiesa Ogni volta che guardiamo a Maria torniamo a credere nella forza rivoluzionaria della tenerezza e dell’affetto. In lei vediamo che l’umiltà e la tenerezza non sono virtù dei deboli ma dei forti, che non hanno bisogno di maltrattare gli altri per sentirsi importanti. Guardando a lei scopriamo che colei che lodava Dio perché « ha rovesciato i potenti dai troni » e « ha rimandato i ricchi a mani vuote » (Lc 1,52.53) è la stessa che assicura calore domestico alla nostra ricerca di giustizia. È anche colei che conserva premurosamente « tutte queste cose, meditandole nel suo cuore » (Lc 2,19). Maria sa riconoscere le orme dello Spirito di Dio nei grandi avvenimenti ed anche in quelli che sembrano impercettibili. È contemplativa del mistero di Dio nel mondo, nella storia e nella vita quotidiana di ciascuno e di tutti. È la donna orante e lavoratrice a Nazaret, ed è anche nostra Signora della premura, colei che parte dal suo villaggio per aiutare gli altri « senza indugio » (Lc 1,39). Questa dinamica di giustizia e di tenerezza, di contemplazione e di cammino verso gli altri, è ciò che fa di lei un modello ecclesiale per l’evangelizzazione

28 Vergine e Madre Maria, tu che, mossa dallo Spirito, hai accolto il Verbo della vita nella profondità della tua umile fede, totalmente donata all’Eterno, aiutaci a dire il nostro “sì” nell’urgenza, più imperiosa che mai, di far risuonare la Buona Notizia di Gesù. Tu, ricolma della presenza di Cristo, hai portato la gioia a Giovanni il Battista, facendolo esultare nel seno di sua madre. Tu, trasalendo di giubilo, hai cantato le meraviglie del Signore. Tu, che rimanesti ferma davanti alla Croce con una fede incrollabile, e ricevesti la gioiosa consolazione della risurrezione, hai radunato i discepoli nell’attesa dello Spirito perché nascesse la Chiesa evangelizzatrice. Ottienici ora un nuovo ardore di risorti per portare a tutti il Vangelo della vita che vince la morte. Dacci la santa audacia di cercare nuove strade perché giunga a tutti il dono della bellezza che non si spegne. Tu, Vergine dell’ascolto e della contemplazione, madre dell’amore, sposa delle nozze eterne, intercedi per la Chiesa, della quale sei l’icona purissima, perché mai si rinchiuda e mai si fermi nella sua passione per instaurare il Regno. Stella della nuova evangelizzazione, aiutaci a risplendere nella testimonianza della comunione, del servizio, della fede ardente e generosa, della giustizia e dell’amore verso i poveri, perché la gioia del Vangelo giunga sino ai confini della terra e nessuna periferia sia priva della sua luce. Madre del Vangelo vivente, sorgente di gioia per i piccoli, prega per noi. Amen. Alleluia.

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