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MEMORIE di GUERRA: i reduci raccontano… Scuola secondaria di I° grado “G. Zanellato” Monselice Classe 3C A cura della prof.ssa Ester Besusso Incontro con.

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Presentazione sul tema: "MEMORIE di GUERRA: i reduci raccontano… Scuola secondaria di I° grado “G. Zanellato” Monselice Classe 3C A cura della prof.ssa Ester Besusso Incontro con."— Transcript della presentazione:

1 MEMORIE di GUERRA: i reduci raccontano… Scuola secondaria di I° grado “G. Zanellato” Monselice Classe 3C A cura della prof.ssa Ester Besusso Incontro con gli alunni il 16 e il 21 marzo 2013

2 Ho tra le mani il libretto illustrato della terza C Zanellato (una sigla che mi ricorda, e ne sento grande nostalgia, tutti gli anni che mia moglie Adriana ha dedicato con totale abnegazione ed entusiasmo ai ragazzi della sezione C). E’ una breve fotocronaca dedicata a quelli che amichevolmente chiamo i vecchioni, ma anch’io oramai ho i capelli bianchi! e che da tre anni sto accompagnando tra gli allievi delle scuole dell’obbligo, e non, a testimoniare quanti lutti, quante incredibili tragedie e quanto dolore la 2° guerra mondiale (ma tutte le guerre!) ha lasciato nei cuori di chi l’ha vissuta combattendo oppure affrontando, da civile, i mille pericoli dei bombardamenti, prima, e dell’invasione germanica, poi, avendo anche davanti agli occhi i collaboratori italiani dei seguaci di Hitler, perché avevano aderito (a volte non proprio volontariamente) alla Repubblica Sociale di Mussolini dopo l’otto settembre Che dire! Abbiamo sempre constatato l’attenzione in ogni classe, dalle Elementari alle Superiori, l’educata e rispettosa accoglienza e a volte, la partecipazione diretta con domande e interventi, sicuri comunque che poi allievi e insegnanti hanno imparato l’insolita lezione di umanità! Avevano infatti incontrato persone o, meglio, soldati (chiamati a combattere per una patria che non li stava amando ma tradendo a causa del regime fascista) che hanno avuto il coraggio di resistere. Lo hanno fatto da prigionieri nei campi di concentramento, rifiutando le lusinghe del primo alleato germanico che li avrebbe voluti ancora al proprio fianco in armi, o partecipando alla pericolosa lotta partigiana in attesa dei liberatori, americani e inglesi in prima fila, riscattando in tal modo la grave colpa di un’Italia assalitrice di popoli… Un grazie quindi di cuore ai giovani redattori della terza C e alla loro brava insegnante, che so essere molto sensibile nel favorire una scuola aperta al mondo che ci circonda. Roberto Valandro

3 Scoprire il passato attraverso la testimonianza di chi il passato l’ha costruito … con la propria vita! Un’esperienza da non perdere!

4 Nel mese di marzo 2013 abbiamo avuto il piacere di incontrare alcuni membri dell’Associazione Reduci della seconda guerra mondiale di Monselice, e precisamente i signori: Stelvio ZIRON, Giuseppe TREVISAN, Attilio BIZZOTTO, Domenico TIENGO, accompagnati dal prof. Roberto VALANDRO, esperto di storia locale.

5 Testimonianza di Stelvio Ziron “ Lavoravo a Monselice come ferroviere ed ebbi modo di vedere transitare in stazione molti treni - merci carichi di armi e di Ebrei. Dai vagoni provenivano grida ed urla disperate… Cercavo di aiutare queste povere persone, dando loro di nascosto del cibo e dell’acqua, anche a rischio di essere scoperto e imprigionato per questo…

6 Continua il signor Ziron: ”Ero telegrafista; dalla stazione di Bologna mi veniva riferito ciò che contenevano i treni che sarebbero transitati per Monselice. Io dovevo comunicare ai capistazione gli ordini di servizio che ricevevo.

7 Poi divenni io stesso capostazione. Feci il tirocinio a Vicenza. Una sera, mentre ero di scorta ad un treno, il ‘Pippo’, un aereo inglese che bombardava qualunque cosa fosse in movimento, colpì la locomotiva in cui mi trovavo. Mi salvai lanciandomi in un fiume ghiacciato e trovando riparo sotto il ghiaccio superficiale. prima che la stessa locomotiva scoppiasse.

8 Facendo il mio lavoro, ero a conoscenza degli spostamenti di truppe ed armi, informazioni preziose che riferivo a chi combatteva i fascisti e i tedeschi. Conoscevo direttamente solo una persona, così, se mi avessero catturato e torturato per avere da me notizie sulla Resistenza, non avrei potuto fare il nome di nessuno. Fui arrestato ed imprigionato tre o quattro volte. Sono fiero di aver combattuto per la liberazione del mio Paese!”

9 Testimonianza di Giuseppe Trevisan “Ero un sergente di fanteria. Mi imprigionarono tra l’8 ed il 9 settembre 1943 e mi rinchiusero in un lager tedesco, del distretto 17 A, dove rimasi per più di due anni in condizioni di vita durissime!

10 I lager erano luoghi terribili, recintati con filo spinato, sorvegliati da guardie che sparavano su chiunque tentasse di fuggire. Eravamo costretti a vivere in baracche piccole e malsane, il cibo era scarso e poco nutriente (carote, patate,pane…), avevamo così tanta fame che eravamo ridotti a cibarci di roditori. Quando si doveva dividere il pane, era una lotta anche fra di noi…

11 Tutto quello che si possedeva era molto importante, anche le scarpe, che molti prigionieri portavano persino la notte per paura che potessero essere rubate da qualche compagno che ne era sprovvisto. Il mio era un lager destinato agli operai e i prigionieri venivano fatti lavorare in modo straziante ed eccessivo”.

12 Il professor Valandro ci ha presentato la storia di altri reduci: Domenico Tiengo, ad esempio, partì per la guerra a 19 anni e fu mandato nei Balcani. Le condizioni di vita dei soldati erano durissime: tutti mangiavano e dormivano pochissimo, così erano colpiti da molte malattie. Lui si ammalò di scabbia, la “malattia dei poveri”; ricoverato e poi dimesso, ritornò a combattere.

13 Attilio Bizzotto durante la guerra combattè come soldato-carabiniere e come partigiano sul Monte Grappa. Pietro Gattolin ha riportato in un libro le sue esperienze di guerra ed il prof. Valandro ce ne ha letti alcuni passi.

14 Incontrare queste persone, che ci hanno parlato con lucidità e chiarezza delle loro esperienze di soldati e partigiani, ci ha emozionato e ci ha permesso di:

15 capire la dura realtà degli anni di guerra; conoscere persone che hanno dimostrato il loro coraggio ed il loro valore, aiutando chi era perseguitato; riflettere sull’importanza di vivere in uno Stato democratico, che rispetta la libertà ed i diritti di ognuno. Per questa libertà e per questi diritti dobbiamo ringraziare chi ha combattuto, mettendo a repentaglio la propria vita, per consentire a tutti di vivere in un mondo migliore. I testi sono stati scritti grazie agli appunti di: Aurora e Sarah, Luna, Federica, Tracy e Francesca, Egon e Francesco.

16 GRAZIE!


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