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Lezioni di Psicologia dello Sviluppo Prof. Marina Pinelli Dipartimento di Psicologia B.go Carissimi, 10 43100 PARMA Tel. 0521034830

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2 Lezioni di Psicologia dello Sviluppo Prof. Marina Pinelli Dipartimento di Psicologia B.go Carissimi, PARMA Tel

3 PROGRAMMA DI PSICOLOGIA DELLO SVILUPPO I ANNO (anno accademico: ) Parte Comune A-L e M-Z Definizione di Sviluppo Metodi di Ricerca in Psicologia Evolutiva Principali Teorie dello Sviluppo Umano Sviluppo Prenatale e Nascita Il neonato: aspetti dello sviluppo motorio, percettivo, cognitivo, e sociale Sviluppo cognitivo Sviluppo delle capacità di apprendimento, di attenzione e di memoria Sviluppo sociale ed emotivo Teorie dell’attaccamento Sviluppo del concetto di sé nella prima infanzia e primi processi di socializzazione Sviluppo del linguaggio e delle capacità comunicative. TESTI CONSIGLIATI Schaffer D. R. (1997). Psicologia dello Sviluppo, PICCIN.(A-L e M-Z) Novak G. (1999). Psicologia dello Sviluppo, MC GRAW-HILL.(M-Z) Miller P.H. (1994) Teorie dello Sviluppo Psicologico, il MULINO.(A-L)

4 Il concetto di sviluppo Sviluppo significa cambiamento nel tempo Definizione Bijou e Baer (1961,1978) definirono lo sviluppo psicologico come un insieme di cambiamenti progressivi nelle interazioni tra i comportamenti di una persona e gli eventi che si verificano nel suo ambiente APPROCCIO DEI SISTEMI COMPORTAMENTALI

5 Caratteristiche dello sviluppo Comportamenti normali ad una età sono anormali ad un’altra Definizione: lo sviluppo è una sequenza ordinata di cambiamenti comportamentali

6 I cambiamenti si verificano nel corso di tutta la vita Cambiamenti nelle interazioni 1. Impariamo in quali condizioni emettere i comportamenti 2. Si sviluppano nuove relazioni tra comportamento e ambiente 3. Gli eventi e gli oggetti del nostro ambiente assumono nuove funzioni Cambiamenti progressivi 1.Lo sviluppo è cumulativo: si costruisce su ciò che è accaduto prima 2. Progressivo non implica un più elevato livello di funzionamento

7 I cambiamenti sono direzionali cumulativi caratterizzati da differenziazione integrazione

8 Lo sviluppo dipende dall’interazione tra fattori Genetici Cambiamenti maturativi che hanno luogo nel cervello maturazione Ambientali Possibilità di apprendere apprendimento

9 Lo sviluppo umano è un processo olistico La prospettiva olistica è una veduta globale dei processi di sviluppo che pone l’accento sulle importanti relazioni tra aspetti fisici, mentali, sociali ed emozionali dello sviluppo umano

10 Oggetto di studio sono due processi paralleli Filogenesi Studio dei cambiamenti comportamentali che avvengono nel tempo Entro una determinata specie Confronti tra specie diverse sono ambito di ricerca della psicologia comparata Ontogenesi evolutiva Studio dei cambiamenti negli individui lungo la loro vita Si studiano diverse sezioni dell’arco di vita Approcci diversi

11 Contingenze se-allora Contingenze filogeniche e ontogeniche se-allora Le contingenze filogeniche Le contingenze filogeniche sono le forze che modellano lo sviluppo delle specie nel loro periodo di evoluzione Selezione naturale Se allora Se l’orso ha il pelo bianco e vive nell’Artico allora sopravviverà Le contingenze ontogeniche Le contingenze ontogeniche sono le forze che modellano lo sviluppo comportamentale degli individui lungo l’arco della loro vitaApprendimento (processo parallelo alla selezione naturale) Se allora Se l’orso cattura un pesce in una pozza d’acqua allora tornerà a quella pozza per pescare

12 Lo sviluppo è un processo che implica sistemi dinamici (persona e ambiente) 1.Lo sviluppo implica relazioni tra elementi (persona e ambiente) 2.La relazione tra questi elementi muta costantemente (persona  ambiente) 3.Gli effetti di tali elementi sono reciproci (persona  ambiente) (condizioni iniziali) 4.Lo sviluppo è caratterizzato da un ampio numero di fattori che agiscono simultaneamente (condizioni iniziali) (cambiamenti di fase) 5.Lo sviluppo non è lineare (cambiamenti di fase) (nuovi attrattori) 6.Lo sviluppo è emergente (nuovi attrattori)

13 La ricerca in psicologia dello sviluppo  Ricerca di base  Ricerca applicata  Approccio naturalistico: osservazione e descrizione dello sviluppo nel suo ambiente naturale  Metodo sperimentale: in laboratorio consente un maggior controllo sulle variabili  Convergenza di metodologie di ricerca

14 La convergenza di metodologie di ricerca prevede una sequenza logica 1.Osservazione naturalistica per identificare il problema e le potenziali variabili causali nel mondo reale 2.Portare i fenomeni sotto controllo in un ambiente di laboratorio per identificare i processi coinvolti 3.Tornare al mondo reale per verificare che i processi individuati in laboratorio funzionino nel mondo esterno

15 Il metodo scientifico Atteggiamento o valore finalizzato all’acquisizione della conoscenza che obbliga i ricercatori ad essere oggettivi e a consentire che siano i dati a decidere circa il merito della loro teoria AffidabilitàAffidabilità della procedura: 1.informazioni che tengono nel tempo 2. le stesse per i vari osservatori ValiditàValidità della misura: misura ciò che si suppone di misurare

16 Metodi di ricerca in psicologia evolutiva metodovantaggilimiti Interviste e questionariRapidità- Molte informazioni- Forme standardizzate Inaccuratezza Insincerità – influenza di capacità verbali e di comprensione Studio dei casiMolte fonti di raccolta di dati Inaccuratezza – insincerità – soggettività-differenza da caso a caso Metodo clinicoMetodologia flessibile-casi singoli Inaffidabile-interpretazioni soggettive - influenza delle capacità verbali Osservazione naturalisticaStudio del comportamento reale nel mondo Condizionamento nei confronti dell’osservatore-influenza della presenza dell’osservatore- comportamenti inusuali non compaiono nell’osservazione Osservazione strutturataAmbiente standardizzato- atti infrequenti e socialmente indesiderabili Osservazione non naturale

17 Progetti di ricerca comunemente usati progettoproceduravantaggilimiti Progetti generali CorrelazionaleInformazioni circa due o + variabili non manipolate Stima la forza e la direzione tra le variabili nell’ambiente naturale Non spiega causa- effetto tra le variabili Esperimento di laboratorio Manipola la V.I. e la V.D. Determina causa- effetto Ambiente artificiale Esperimento sul campoManipola la V.I. e la V.D. Determina causa- effetto e generalizzazione al mondo reale Difficile controllo delle variabili in ambiente naturale Esperimento naturaleManipolazione naturale da parte dell’ambiente Studio di eventi naturali non riproducibili in laboratorio Causa-effetto Difficoltà di controllo

18 Progetti di ricerca comunemente usati progettoproceduravantaggilimiti Progetti evolutivi TrasversaleOsserva persone di diverse età o gruppi in un preciso momento di tempo Dimostra differenze di età e suggerisce tendenze evolutive Poco caro poco tempo Differenze tra i gruppi piuttosto che differenze di sviluppo; non fornisce dati sui singoli soggetti LongitudinaleOsserva gli individui di un gruppo ripetutamente nel tempo Dati sullo sviluppo dei singolo individui; differenze e uguaglianze tra individui nel tempo Costoso e dispendioso di tempo; perdita di soggetti che riduce la generalizzabilità; mutamenti transgenerazionali SequenzialeOsservazione di diversi gruppi ripetutamente nel tempo Discrimina le linee evolutive; confronto tra gruppi;meno costoso e meno tempo del longitudinale Più costoso e dispendioso di tempo del transazionale; generalizzazione al di là del gruppo è discutibile

19 Comparazione transculturale Studio che compara il comportamento e/o lo sviluppo delle persone che appartengono a diversi contesti culturali o subculturali Diversità culturali influenzano…

20 Etica della ricerca Modelli di comportamento che i ricercatori sono eticamente tenuti a rispettare al fine di proteggere i partecipanti alle loro ricerche da ogni danno fisico o psicologico

21 Le teorie Organizzano il pensiero Danno coerenza alle osservazioni Forniscono spiegazioni degli eventi in termini di causa-effetto Stimolano nuove ipotesi di ricerca Teoria: un insieme di concetti e di proposizioni orientate ad organizzare, descrivere e spiegare una serie di osservazioni già effettuate

22 Le teorie differiscono su diverse dimensioni Struttura vs funzione Descrizione vs spiegazione (previsione e controllo) Natura vs cultura

23 Nove criteri per valutare le teorie dello sviluppo Precisione Chiarezza Prevedibilità Applicabilità Coerenza interna Parsimonia Provabile (falsificabile) Produttività (euristica) Persuasività

24 Il ruolo della teoria nella ricerca scientifica Osservazioni iniziali Formulazione teorica Ipotesi Rifiuto della teoria attuale Assunzione e adattamento della teoria attuale no sì I dati della ricerca confermano l’ipotesi? Nuove osservazioni (dati della ricerca) Schema della ricerca per provare le ipotesi

25 Lo sviluppo è il risultato di interazioni complesse Si risolve nella continua e reciproca riorganizzazione dei sistemi dinamici Il comportamento è funzione dell’interazione reciproca di quattro fattori (Alan Ross,1982): 1.Corredo genetico-costituzionale 2.Storia delle interazioni precedenti 3.Condizioni fisiologiche attuali 4.Condizioni ambientali attuali + 5.Dinamiche comportamentali

26 I principi dinamici dello sviluppo Funzioni che producono le strutture evolutive: 1.Determinazione multipla 2.Equifinalità 3.Non linearità 4.Proprietà emergenti 5.Cambiamenti di fase 6.Organizzazione coalescente 7.Selettività-organizzazione attraverso le conseguenze 8.Attrattori comportamentali 9.Traiettorie di sviluppo

27 Non linearità e modelli di sviluppo Modello lineare semplice Modello interazionale Modello non lineare A B A B A1 B1 A2 B2 A3 X1

28 Cambiamenti di fase e stadi di sviluppo teorie stadiali si possono comprendere meglio gli elementi fondamentali dello sviluppo osservandoli come differenti aspetti qualitativi del comportamento. FreudFreud individua gli stadi psicosessuali dello sviluppo della personalità PiagetPiaget identifica gli stadi dello sviluppo cognitivo I cambiamenti di fase I cambiamenti di fase possiedono 4 caratteristiche: Sono improvvisi Il loro ordine è prevedibile Il comportamento nuovo differisce nella forma dai comportamenti che lo precedono La forma e spesso la cadenza del cambiamento di fase sono prevedibili entro la specie

29 Organizzazione coalescente o organizzazione combinata È il termine che indica il processo dinamico, attraverso il quale i vari elementi si riuniscono insieme in schemi coerenti di Comportamento (patterns) Gli schemi comportamentali emergono perché molti fattori, tra cui quelli genetici, la struttura fisica, le esperienze precedenti, le condizioni ambientali e il compito, obbligano tutte le possibili forme comportamentali nello schema emergente Per esempio la struttura fisica dei bambini piccoli limita la locomozione Le nostre caratteristiche fisiche selezionate filogeneticamente non ci consentono di volare comportamenti universali

30 Proprietà dell’organizzazione combinata Gli aspetti formali del comportamento sono determinati dal compito particolare che si sta per eseguire ovvero dalla sua funzione e dalle sue conseguenze Classe di risposte Anche se la specificità del comportamento è il risultato di vari elementi concomitanti di tipo organismico e ambientale, dai Singoli elementi non si può prevedere quali caratteristiche assumerà il comportamento. Alcuni fattori influenzano il risultato in modo sproporzionato dominantiParametri di controllo Funzione di controllare lo sviluppo dei comportamenti emergenti

31 Cuspidi evolutive persona/ambiente Cambiamenti nelle interazioni persona/ambiente, che rendono possibili nuove interazioni multiple cuspide evolutiva Una cuspide evolutiva è una modificazione, come il camminare, che poiché si è verificata, rende possibile lo sviluppo di molte nodo rami albero interazioni nuove, quali i comportamenti sociali, quelli esplorativi e tanti altri… nodo rami albero principio dinamico della non linearità L’esplosione di rami evolutivi multipli, resa più probabile da una cuspide, è coerente con il principio dinamico della non linearità

32 Organizzazione attraverso le contingenze Il compito è importante per l’organizzazione del comportamento Il comportamento è funzionale cioè produce un risultato La combinazione del comportamento dipende dai risultati ottenuti contingenze cioè dalle contingenze Le contingenze ambientali Le contingenze ambientali determinano le caratteristiche del comportamento

33 Stati attrattori comportamentali Attrattore Attrattore è il pattern coerente che emerge in conseguenza dell’organizzazione combinata Il termine attrattore Il termine attrattore è una descrizione del comportamento emergente lo schema assemblato È lo schema assemblato dalla coalescenza dell’insieme delle condizioni presenti Gli attrattori Gli attrattori sono assemblaggi deboli schemi di comportamento emergenti Gli schemi di comportamento emergenti sono piuttosto fragili e si possono facilmente disgregare se cambiano le condizioni nelle quali si sono strutturati Gli attrattori Gli attrattori sono dinamici

34 Traiettorie evolutive Lo sviluppo è un processo dinamico, multilivello e non stazionario traiettoria Il tracciato del comportamento o traiettoria può seguire tre possibili pattens Rimanere stabile Continuare lungo la stessa traiettoria lineare o curvilinea Subire improvvisi cambiamenti di fase Momento evolutivo

35 Il modello organismo/ambiente di Horowitz HorowitzHorowitz definì il suo modello di sviluppo “strutturale/comportamentale” Caratteristiche dell’organismo sono : disposizione genetica, struttura fisiologica, repertorio di comportamenti Procedono lungo due dimensioni: Vulnerabile-Invulnerabile Leso-Illeso Tipi di comportamento – tre categorie: Universali di primo tipo Universali di secondo tipo Non Universali

36 Funzioni: l’ambiente Favorevole-Sfavorevole Esiti evolutivi: minimali-ottimali La disposizione genetico-costituzionale e la storia delle interazioni sono fattori organismici. Le condizioni fisiologiche e ambientali attuali sono fattori ambientali. Le loro transazioni dinamiche producono gli esiti evolutivi.

37 Rassegna cronologica dello sviluppo Periodo della vita Arco d’età approssimativo Periodo prenataleDal concepimento alla nascita InfanziaPrimi due anni di vita Periodo prescolareDai 2 ai 6 anni FanciullezzaDai 6 ai 12 anni AdolescenzaDai 12 ai 20 GiovinezzaDai 20 ai 40 Mezza etàDai 40 ai 65 VecchiaiaDai 65 e oltre

38 “le grandi quattro” Punto di vista psicanalitico Punto di vista dell’apprendimento Punto di vista dello sviluppo cognitivo Punto di vista etologico Estensioni e complementi Genetica del comportamento Information processing ……

39 Cinque aspetti fondamentali oggetto di controversie teoriche 1.I bambini sono ontologicamente buoni o cattivi? 2.È la natura (forze biologiche) o la cultura (forze ambientali) ad avere l’influenza primaria sullo sviluppo umano? 3.I bambini sono attivamente coinvolti nel processo dello sviluppo o piuttosto sono recettori passivi delle influenze sociali e biologiche? 4.Lo sviluppo è continuo o discontinuo? 5.I bambini seguono vie di sviluppo simili o differenti?

40 Il punto di vista psicanalitico La teoria psicanalitica di Freud ( ) Il neonato è mosso da due tipi di istinti Eros = istinto di vita Tanatos = istinto di morte Lo sviluppo umano è un processo conflittuale tra bisogni biologici e regole sociali: conflitti biosociali e regole sociali: conflitti biosociali

41 Tre componenti della personalità: id, io,superio id Principio del piacereComponente irrazionale io Principio di realtà Componente razionale superio Componente costituita dai principi morali internalizzati Principi morali

42 Stadi dello sviluppo psicosessuale Stadio orale Dalla nascita ad un anno Piacere attraverso la bocca Stadio anale 1-3 anni Piacere attraverso la capacità di trattenere e lasciare andare Stadio fallico 3-6 anni Complesso di Edipo Complesso di Elettra Periodo di latenza 6-12 anni Repressione Attività socialmente accettabili Stadio genitale Dai 12 anni in poi Vs un istinto sessuale maturo

43 La teoria di Erikson dello sviluppo psicosociale Anche secondo E. esistono istinti di base e la personalità consiste di id - io - superio -, ma dà una grande importanza all’io. Ritiene che gli esseri umani siano creature fondamentalmente razionali i cui pensieri, sentimenti ed azioni sono ampiamente controllati dall’io Lo sviluppo avviene attraverso stadi: il bambino - esploratore attivo e adattivo - deve risolvere positivamente alcune crisi o conflitti tipici di ciascuno stadio al fine di prepararsi per le crisi che compariranno più tardi nella vita. E. è un revisionista, poiché la sua teoria differisce da quella di F. per molti aspetti importanti: è uno psicologo dell’io e mette l’accento sugli aspetti sociali e culturali dello sviluppo.

44 Il punto di vista dell’apprendimento (comportamentismo) Il comportamentismo di Watson ( ) La mente di un bambino è tabula rasa Lo sviluppo umano dipende da associazioni apprese tra stimoli e risposte Lo sviluppo è un processo continuo: acquisizione graduale di nuove e più sofisticate modalità di comportamento o abitudini Lo studio dello sviluppo umano deve basarsi su osservazioni del comportamento manifesto

45 La teoria dell’apprendimento operante di Skinner (comportamentismo radicale) Skinner ( ) afferma che la maggioranza delle abitudini acquisite dai bambini - le reali risposte che costruiscono una personalità - sono operazioni liberamente effettuate che sono diventate più o meno probabili come risultato delle loro conseguenze Il comportamento è motivato da stimoli esterni - rinforzi od eventi punitivi - piuttosto che da forze interne come motivazioni o istinti Determinismo ambientale

46 La teoria dell’apprendimento cognitivo sociale di Bandura Bandura (1925) ritiene processo centrale dello sviluppo l’apprendimento osservativo L’a.o. permette ai bambini piccoli di acquisire qualunque numero di nuove risposte in una grande varietà di situazioni in cui i loro modelli stanno semplicemente facendo i fatti loro e non tentano di insegnare alcunchè ad alcuno Determinismo reciproco reciproco: l’ambiente ha influenza sul bambino, ma i comportamenti a loro volta influenzano l’ambiente Lo sviluppo umano è una interazione recirpoca continua tra i bambini e i loro ambienti

47 Il modello ecologico di Brofenbrenner L’ambiente è descritto come un insieme di strutture definite Ciascuna dentro l’altra come una matriosca Microsistema Famiglia Bambini Madre Padre mesosistema esosistema macrosistema educazione scuola coetanei Luogo lavoro genitori Rete sociale Amm. locale Eventi storici cultura

48 Il punto di vista cognitivo-evolutivo Jean Piaget ( ) P. definì l’intelligenza come un processo mentale fondamentale che aiuta un organismo ad adattarsi al suo ambiente I bambini crescendo acquisiscono strutture cognitive sempre più complesse che li aiutano ad adattarsi al loro ambiente Struttura cognitivaschema Modello organizzato di pensiero o azione usato per spiegare qualche aspetto dell’esperienza I bambini costruiscono attivamente nuovi modi di comprensione del mondo basati sulla loro esperienza

49 schemi assimilazione accomodamento disequilibrio Le esperienze vengono interpretate con gli schemi preesistenti Modificazione degli schemi preesistenti per adattarli alle nuove esperienze equilibrio

50 Quattro stadi di sviluppo cognitivo StadioStadio sensomotorio: sensomotorio: dalla nascita ai due anni StadioStadio preoperatorio: preoperatorio: dai due ai sette anni StadioStadio delle operazioni concrete: concrete: dai sette agli undici o dodici anni StadioStadio delle operazioni formali: formali: dagli undici-dodici anni ed oltre Nessuno stadio può essere saltato perché ciascuno si costruisce sul precedente e rappresenta una modalità di pensiero più complessa

51 Il punto di vista etologico L’etologia è lo studio scientifico delle basi evolutive del comportamento e dei contributi che le risposte comportamentali danno per la sopravvivenza e lo sviluppo di una specie I membri di tutte le speci animali nascono con un certo numero di comportamenti biologicamente programmati Prodotti dall’evoluzione adattivi Per la sopravvivenza Jhon Bowlby ritiene che anche i bambini abbiano comportamenti preprogrammati per la sopravvivenza e lo sviluppo normale

52 Due grandi vedute uomo=macchina Modello meccanico: uomo=macchina 1.Collezione di parti che possono essere staccate 2.Passivo 3.Cambia perché parti sono aggiunte o sottratte Modello organismico: uomo=organismo vivente 1.Realtà unitaria 2.Attivo 3.Evolve attraverso stadi

53 Sviluppo prenatale e nascita Lo sviluppo prenatale avviene tra il momento del concepimento e la nascita. Si divide in: 1. periodo germinale 2. periodo embrionale 3. periodo fetale Influenze ambientali 1.Età materna 2.Stato emozionale della madre 3.Dieta della madre

54 Principi dello sviluppo prenatale Leggi della direzione dello sviluppo Stabiliscono l’ordine in cui emergono le caratte ristiche Tre leggi specifiche Legge cefalo-caudale Legge prossimo-distale Legge grosso-fine Le tre leggi sono reciprocamente collegate

55 Ruolo della sequenza temporale dello sviluppo Le leggi della direzione evolutiva riflettono l’importanza del trascorrere del tempo nello sviluppo La crescita è più rapida durante il periodo prenatale rispetto ad ogni altro stadio evolutivo La crescita rapida ha importanti implicazioni per lo sviluppo, soprattutto quando insorgono problemi I teratogeni I teratogeni sono sostanze prodotte da una malattia o assunte come farmaci, che causano anormalità fisiche o fisiologiche teratologia La teratologia è lo studio dei difetti presenti alla nascita

56 teratogeni Agenti conclamati come teratogeni comportamentali (sindrome fetale da alcool, avvelenamento da piombo, malattia fetale di Minamata, causata da avvelenamento da mercurio) Agenti che sono probabili teratogeni comportamentali (sindrome fetale anticonvulsiva, fumo di sigarette e nicotina, narcotici, PCB, ormoni e radiazioni) Agenti sospettati di essere teratogeni comportamentali (marijuana, anenstetici, antidepressivi, aspirina, talidomide e farmaci ansiolitici, infezioni materne, metalli pesanti e solventi industriali) Lista di agenti ambientali ordinata in riferimento agli effetti nocivi

57 Nascita e ambiente perinatale L’ambiente perinatale è l’ambiente che circonda il momento della nascita. Comprende diversi fattori: 1.Medicine date alla madre durante il travaglio 2.Pratiche usate per far avvenire il parto 3.Ambiente sociale che circonda il bambino appena nato

58 L’ambiente sociale che circonda la nascita L’esperienza dei genitori Parto preparato o naturale Coinvolgimento del padre Depressione post-partum Esperienza del neonato Esperienza del bambino più grande Complicazioni e pericoli perinataliComplicazioni e pericoli perinatali Screening prenatale Anossia Posizione anormale del feto Effetti delle terapie ostetriche Complicazioni del basso peso alla nascita Il rischio riproduttivo e la capacità di recupero del bambinoIl rischio riproduttivo e la capacità di recupero del bambino

59 Il neonato Test di Apgar NBAS scala di valutazione del comportamento neonatale di Brazelton Al momento della nascita valuta: battito cardiaco respirazione tono muscolare colorito riflessi Pochi giorni dopo la nascita valuta: 20 riflessi innati lo stato del bambino le reazioni agli stimoli ambientali

60 Le competenze del neonato Riflessi di sopravvivenza Riflesso di respirazione Riflesso di ammiccamento Riflesso pupillare Riflesso di orientamento Riflesso di suzione Riflesso di deglutizione Riflessi primitivi Riflesso di Babinski Riflesso di prensione Riflesso di Moro Riflesso del nuoto Riflesso di appoggio

61 Gli stati del neonato Peter Wolff (1966) ha descritto 6 stati di coscienza che possono Verificarsi durante il giorno: sonno regolare sonno irregolare sonnolenza inattività cosciente attività di risveglio pianto Durante i primi giorni di vita i neonati passano circa il 70% del tempo (16-18 ore al giorno) dormendo e soltanto 2 o 3 ore nello stato cosciente inattivo. I cicli di sonno sono brevi e durano da 45 minuti a due ore. Esiste una grande variabilità individuale che influenza il comportamento dei genitori

62 Mutamenti evolutivi degli stadi di coscienza All’età che va da 4 a 6 settimane i bambini dormono soltanto ore; tra i 3 e i 7 mesi dormono di notte e durante il giorno fanno solo 2 o 3 pisolini A 6 mesi il sonno REM si riduce al 25, 30% del sonno totale Teoria dell’autostimolazione Morte improvvisa o nella culla Dai 2 ai 4 mesi I neonati passano il 6-7% del loro tempo piangendo

63 Tipi di pianto Pianto da fame Ritmico comincia sottovoce e diventa Sempre più forte e sempre più sostenuto Pianto “pazzo” o arrabbiato Ritmico, ma molto intenso Pianto da dolore Comincia con un lungo grido seguito da alcuni secondi di silenzio e poi da un pianto più vigoroso Mezzi per consolare un bambino agitato

64 La capacità di rispondere all’ambiente Capacità sensorialisensazione Rilevazione della presenza di stimoli vista udit o olfatto gusto tatto Relazione tra un evento presente nell’ambiente – stimolo – e un recettore sensoriale specifico percezione Risposta organizzata ad uno stimolo È innata o acquisita?

65 Metodo della preferenza visiva Robert Fantz mise a punto una procedura per valutare l’acuità visiva nel neonato, attraverso una particolare apparecchiatura la camera visiva, in cui venivano presentati al neonato diversi stimoli con diverse quantità di dettagli. Il precipizio visivo Walk e Gibson hanno messo a punto un apparato, noto come il precipizio visivo, costituito da un pannello di vetro posto sopra una parte piana e una che sprofonda. I bambini di sei mesi evitano di gattonare sul lato profondo. Abituazione disabituazione

66 Procedure di condizionamento operante Il bambino è rinforzato se produce una risposta in presenza di uno stimolo e una seconda risposta in presenza di un altro Stimolo. Gli stimoli possono essere presentati uno alla volta o simultaneamente Le risposte possono essere: volgere il capo, succhiare una tettarella, scalciare un oggetto mobile I rinforzatori possono essere: la voce della madre, il latte, il battito cardiaco intrauterino

67 Capacità sensoriali Capacità visive Capacità uditive Gamma normale come gli adulti Non pari all’adulto migliora nei primi sei mesi Acutezza Percezione del colore Buone capacità discriminative Già funzionante prima della nascita Da uno a tre mesi quasi la stessa gamma degli adulti

68 Le capacità percettive come comportamenti Universali I Sono risposte fortemente preformate a stimoli che tutti i neonati umani possiedono alla nascita Sono il risultato dell’interazione fra variabili genetiche e ambientali prenatali e ci rendono capaci di apprendere dal nostro ambiente, anche prima del momento della nascita

69 I riflessi come comportamenti Universali I Le relazioni tra determinati stimoli e determinate risposte sono parte del nostro corredo genetico È adattivo per il neonato possedere questi comportamenti alla nascita Un riflesso non equivqle qd un comportamento Un riflesso consiste in una relazione tra un evento ambientale (stimolo)(risposta) (stimolo) e un comportamento (risposta) Stimolo incondizionato Risposta incondizionata Lo stimolo elicita la risposta

70 Come si modificano i riflessi Possono rimanere gli stessi Possono scomparire condizionamento rispondentePossono essere elicitati da nuovi stimoli: il condizionamento rispondente condizionamento operantePossono essere elaborati in nuovi comportamenti: condizionamento operante

71 Maturazione e crescita Cambiamenti in peso e statura Cambiamenti nelle proporzioni del corpo Sviluppo dello scheletro Sviluppo muscolare Sviluppo del cervello e del sistema nervoso Sviluppo neurale e plasicità Differenziazione del cervello e crescita mielinizzazione Laterizzazione cerebrale

72 Sviluppo motorio capacità 50%90% Alza la testa di 90° mentre giace sull’addome Rotola Si mette a sedere Si siede senza supporto Sta in piedi con supporto Cammina con supporto Sta per alcuni momenti in piedi da solo Sta bene in piedi da solo Cammina bene Sale gli scalini Calcia una palla

73 Prime capacità manipolatorie e coordinazione visuo-motoria Afferramento ulnarepinza Sviluppo motorio nella seconda infanzia A tre anni i bambini sanno camminare o correre in linea retta Saltare sui due piedi A quattro anni sanno saltare alla corda, camminare su una sola gamba, afferrare una palla grande con entrambi le mani e correre più a lungo e più veloci di prima A cinque anni il bambino corre muovendo le braccia va in bici cletta ecc.

74 Lo sviluppo percettivo TeoriaTeoria dell’arricchimento dell’arricchimento (Piaget, 1954,1960): dobbiamo usare gli schemi cognitivi che abbiamo a disposizione per dare significato alla sensazione TeoriaTeoria della differenziazione differenziazione (Gibson, 1969,1987): dobbiamo rilevare gli aspetti distintivi contenuti nella sensazione stessa

75 Metodi di studio relativi ai neonati Metodo della preferenza Paradigma dell’abituazione I potenziali evocati La procedura “hig amplitude sucking”

76 Metodo della preferenza Looking chamber (camera di osservazione) Fantz anni ‘60 Metodo della abituazione È una forma semplice di apprendimento Potenziale evocato Cambiamento della forma delle onde cerebrali che indica che l’individuo rileva uno stimolo

77 High amplitude sucking Uno speciale succhiotto contiene un circuito elettrico che consente al bambino un controllo sulla presentazione degli stimoli, variando la velocità di suzione rispetto alla linea di base Tatto temperatura e dolore

78 Percezione visiva nell’infanzia Percezione di modelli e forme Percezione primaria (0-2 mesi) I bambini sono attratti da modelli molto contrastati con contorni ben delineati tra aree chiare e scure I visi e gli scarabocchi di un viso possono essere ugualmente interessanti I bambini preferiscono guardare tutto ciò che possono vedere bene figure poco complesse contrastate che si muovono

79 Percezione successiva dei modelli e della forma (2 mesi -1 anno) Philip Kellman ed Elizabeth Spelke con bambini di 4 mesi utilizzarono un dispositivo consistente in uno schermo e un bastone che venivano diversamente presentati per vedere se il bambino percepiva il rapporto figura sfondo I bambini di 5-7 mesi sono in grado di organizzare gli oggetti in figura sfondo senza utilizzare come indizio il movimento A 9 mesi preferiscono configurazioni di luci sincrone al movimento umano A 12 mesi sono capaci di costruire forme da un’informazione limitata

80 Percezione sociale precoce: visi ed espressioni facciali I bambini di 3 mesi preferiscono i visi normali ad altri modelli identici in cui vi siano aree di chiaroscuro invertite Riconoscono la fotografia della madre Discriminano i visi di due estranei I bambini di 5-7 mesi possono distinguere i familiari dagli estranei Riconoscere che un profilo e la foto della stessa persona rappresentano il medesimo individuo Esiste qualche contrasto sull’età in cui i bambini cominciano a leggere i visi e a categorizzare le espressioni emozionali Riferimento sociale Fine primo anno

81 Percezione spaziale stereopsi Indizi pittorici Convergenza dell’immagine visiva dei due occhi per produrre un’immagine singola che non si sovrappone e che ha profondità Precipizio visivo Avvicinamento visivo Espansione dell’immagine di un oggetto fino ad occupare l’intero campo visivo Costanza della dimensione Tendenza a percepire un oggetto come dotato delle stesse dimensioni nonostante i mutamenti di dimensione della sua immagine retinica (6-8 mesi)

82 Percezione uditiva Riconoscimento della voce La voce della madre è riconosciuta nei primi 3 giorni di vita Reazioni alla parola e al linguaggioA 2 giorni i n. discriminano tra a e i A 2, 3 mesi discriminano tra “b” e “p”e tra “da” “ba” “bu” “du” Il suono musicale A 4-6 mesi distinguono le melodie

83 Percezione intersensoriale Percezione transmodale I sensi sono integrati alla nascita? I bambini piccoli provano disagio di fronte a Incongruenze sensoriali Il transfert transmodale tra le modalità visive e uditive compare a 4 mesi A 5 mesi i bambini integrano indizi uditivi e visivi e distanza

84 Controversia arricchimento/differenziazione I teorici della differenziazione pensano che i sensi sono integrati alla nascita Il fatto che molti tipi di integrazione transmodale non avvengano prima dei 4, 6 mesi è a sostegno della teoria dell’arricchimento I sensi maturano a velocità diversa L’accurateza di una percezione attraverso due sensi è limitata dalle capacità percettive che hanno una modalità di sviluppo più lenta

85 Apprendimento percettivo e suo sviluppo nell’infanzia Sviluppo dell’attenzione Mutamenti nella durata attentiva La formazione reticolare non è completamente mielinizzata Mutamenti nell’esplorazione visiva Mutamenti nella selezione attentiva Con l’età i bambini diventano più capaci di Di concentrarsi su un compito per lunghi periodi Di pianificare la ricerca delle informazioni che li aiuteranno a raggiungere uno scopo Di focalizzarsi sull’informazione pertinente

86 Sviluppo della percezione della forma Rilevare le forme visive Teoria della differenziazione della Gibson Apprendimento percettivo Teoria dell’arricchimento di Piaget Sapere che in un certo contesto ci può essere un certo stimolo può creare un’attesa cognitiva…

87 Influenze ambientali sulla percezione Punto di vista interazionista Gli stimoli ambientali che sono rilevati dai ricettori sensoriali stimolano le risposte neurologiche che, a loro volta, contribuiscono alla maturazione delle aree sensoriali del cervello e delle vie nervose tra il cervello e i recettori L’ambiente in cui il bambino viene allevato determina in ampia misura il tipo di input sensoriali che rapidamente il sistema nervoso, che sta maturando, interpreterà e analizzerà

88 Quali esperienze sono importanti Usalo o perdilo Effetti neurologici della deprivazione visiva Neuroni particolari della corteccia visiva rispondono selettivamente a figure orizzontali, verticali e oblique Astigmatismo visivo Effetti del movimento sulla percezione Ipotesi del movimento (Walk)

89 Influenze sociali e culturali Percezione degli stimoli fisiciPercezione delle figure Valori sociali e percezione Ambienti sociali e percettivi Dipendenza/indipendenza di campo Test di Witkin Differenze sessuali Ricerche transculturali Stile percettivo e personalità

90 Che cos’è lo sviluppo percettivo? È la crescita delle capacità interpretative, un processo complesso che dipende: 1.Dalla maturazione dei recettori sensoriali 2.Dal tipo di esperienze sensoriali 3.Dalle emergenti capacità cognitive 4.Dal contesto sociale La percezione è un aspetto centrale di ogni cosa, poiché non vi è nulla che noi facciamo che non sia influenzato dalla nostra interpretazione del mondo che ci circonda La percezione è realmente al centro dello sviluppo umanoLa percezione è realmente al centro dello sviluppo umano


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