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I disturbi specifici dell’apprendimento DSA LA NORMATIVA di RIFERIMENTO Nera Maria Matilde102/04/2015.

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1 I disturbi specifici dell’apprendimento DSA LA NORMATIVA di RIFERIMENTO Nera Maria Matilde102/04/2015

2 Presentazione Il percorso prende avvio da un interrogativo: Perché si è ritenuto di dover emanare una legge apposita in materia di disturbi specifici di apprendimento? La scuola, con le sue disposizioni normative generali, non garantiva già una giusta considerazione di ciascun alunno e, quindi, anche dei ragazzi con disturbi specifici di apprendimento? Quindi centra il focus sulla legge 170/2010 che detta Nuove norme in materia di disturbi specifici di apprendimento in ambito scolastico e sui successivi provvedimenti applicativi non senza, prima, gettare uno sguardo a indicazioni e disposizioni che ne hanno preparato il terreno. 02/04/2015Nera Maria Matilde 2

3  02/04/2015Nera Maria Matilde3 Prima della legge 170/2010  DPR n. 275/ 1999 (art. 4 c.1; art. 4 c.2)  D.L.gvo n. 59/2004 (art.3 c.2– scuola dell’infanzia; art. 7 c. 2 - scuola primaria; art. 10 c.2 – scuola secondaria di I grado) Le istituzioni scolastiche  realizzano il diritto ad apprendere  sostengono la crescita educativa di tutti gli alunni  riconoscono e valorizzano le diversità  promuovono le potenzialità di ciascuno  favoriscono il successo formativo.  regolano i tempi dell'insegnamento e dello svolgimento delle singole discipline e attività nel modo più adeguato al tipo di studi e ai ritmi di apprendimento degli alunni. I docenti curano  la personalizzazione delle attività educative (scuola infanzia)  la personalizzazione dei piani di studio (scuola primaria) (scuola sec. I grado)-

4 Riconoscimento e Valorizzazione delle diversità Promozione delle potenzialità, delle aspirazioni di ciascuno Personalizzazione dei piani di studio realizzazione del diritto ad apprendere crescita educativa di tutti gli alunni successo formativo 4Nera Maria Matilde02/04/2015 Attenzione ai tempi e ai ritmi di apprendimento

5 Nera Maria Matilde5 Sopra il foglio bianco si preparano al balzo lettere che possono mettersi male, un assedio di frasi che non lasceranno scampo. ( W. Szymborska) 02/04/2015

6 Nera Maria Matilde 6 I versi, mutuati da una poesia di W. Szymborska evocano sensazioni, ansie, inquietudini che - possiamo immaginare - attraversano la mente e il cuore di chi, incompreso, vive la condizione di dislessico. Con la disposizione a comprendere, nutrita di empatia e creatività, avviamo un percorso di conoscenza di norme, strumenti, risorse che possono aiutare gli insegnanti a riorientare modalità di intervento consolidate ed esplorare con fiducia sentieri inediti. * ”C’è pure chi educa…sognando gli altri come ora non sono: * ciascuno cresce solo se sognato”. * (Danilo Dolci)

7 Verso la legge 170/2010 Nota Prot. n 4099/A/4 del  sollecitazioni dei genitori.  cos’è la dislessia.  strumenti compensativi strumenti dispensativi  iniziative di formazione Nera Maria Matilde7 Verso la legge 170/ /04/2015

8 Altre note del MIUR Nota del “Iniziative relative alla dislessia” ( necessità della diagnosi specialistica ). Nota del “Iniziative relative alla dislessia” Nota del “Esami di Stato alunni affetti da dislessia” (consentire tempi più lunghi ). Nota del “Esami di Stato alunni affetti da dislessia Nota del “Attività di programmazione dell’integrazione scolastica degli alunni…a.s ”(strumenti compensativi e misure dispensative). Nota del “Attività di programmazione dell’integrazione scolastica degli alunni…a.s Nota del “Disturbi di apprendimento - Indicazioni operative ” (impossibilità di esonerare dalle prove scritte; valutazione più attenta ai contenuti che alla forma). Nota del “Disturbi di apprendimento - Indicazioni operative 8Nera Maria Matilde02/04/2015

9 Nera Maria Matilde9 Con le note ministeriali è iniziato un cammino di attenzione ai disturbi specifici di apprendimento  Gli insegnanti hanno avviato riflessioni comuni per saperne di più.  Nel linguaggio professionale sono entrati termini come strumenti compensativi e misure dispensative.  Si è cominciato a parlare di diagnosi specialistica.  Si è data la possibilità di assegnare tempi più lunghi per lo svolgimento delle prove di verifica.  In sede di valutazione si è raccomandato di prestare attenzione ai contenuti piuttosto che alla forma.  Si sono consigliati interventi di aggiornamento e di formazione per gli insegnanti.

10 un riconoscimento importante un articolo dedicato Legge 30 ottobre 2008, n. 169 “Disposizioni urgenti in materia di istruzione e università”, art. 3 comma 5 DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 22 giugno 2009, n Regolamento recante coordinamento delle norme vigenti per la valutazione degli alunni. Art. 10. Valutazione degli alunni con difficoltà' specifica di apprendimento (DSA ) “Con regolamento …, si provvede al coordinamento delle norme vigenti per la valutazione degli studenti, tenendo conto anche dei disturbi specifici di apprendimento…” 1. Per gli alunni con difficoltà' specifiche di apprendimento (DSA) adeguatamente certificate, la valutazione e la verifica degli apprendimenti, …, devono tenere conto delle specifiche situazioni soggettive di tali alunni; a tali fini, nello svolgimento dell‘ attività' didattica e delle prove di esame, sono adottati, nell'ambito delle risorse finanziarie disponibili a legislazione vigente, gli strumenti metodologico-didattici compensativi e dispensativi ritenuti più idonei. 2. Nel diploma finale rilasciato al termine degli esami non viene fatta menzione delle modalità' di svolgimento e della differenziazione delle prove. 02/04/2015Nera Maria Matilde10

11 LEGGE 8 ottobre 2010, n. 170 Nuove norme in materia di disturbi specifici di apprendimento in ambito scolastico. (entrata in vigore il 2 novembre 2010) definisce i diritti e indica iniziative e misure necessarie per una adeguata promozione dello sviluppo delle caratteristiche degli alunni

12 Articolazione della Legge 170/ riconoscimento e definizione dei DSA 2. finalità 3. diagnosi 4. formazione 5. misure educative e didattiche 6. misure per i familiari 7. disposizioni di attuazione 8. competenze regioni a statuto speciale e province autonome 9. invarianza finanziaria 02/04/2015Nera Maria Matilde12

13 Nera Maria Matilde13 1. “La legge riconosce la dislessia, la disgrafia, la disortografia e la discalculia quali disturbi specifici di apprendimento («DSA»), che si manifestano in presenza di capacità cognitive adeguate, in assenza di patologie neurologiche e di deficit sensoriali, ma possono costituire una limitazione importante per alcune attività della vita quotidiana.”dislessia, la disgrafia, la disortografia e la discalculia 02/04/2015

14 Disturbi specifici di apprendimento in sintesi Dislessia si manifesta attraverso una minore correttezza e rapidità della lettura Disortografia difficoltà nel tradurre correttamente i suoni che compongono le parole; si manifesta attraverso una minore correttezza del testo scritto Disgrafia difficoltà nel tracciare in modo fluido, regolare e riconoscibile i segni grafici Discalculia riguarda la lettura e scrittura dei numeri, l’abilità di calcolo a volte in Comorbilità compresenza dei disturbi descritti e altri disturbi (disturbi dell’attenzione con iperattività, disturbi del linguaggio…) 02/04/2015 Nera Maria Matilde 14

15 02/04/2015Nera Maria Matilde 15 I disturbi specifici dell’apprendimento non hanno impedito né impediscono di raggiungere mete ambiziose come dimostrano dislessici, disgrafici, disortografici, discalculici famosi.

16 “Il mio principale punto debole è stato la cattiva memoria, specialmente la cattiva memoria per le parole e i testi” in Maryanne Wolf, Proust e il calamaro. Storia e scienza del cervello che legge. Vita e Pensiero, Milano, 2009, p /04/2015Nera Maria Matilde16

17 “ Nel mio caso, non sono stato in grado di leggere per quasi due anni. Ero due anni indietro rispetto alla mia classe. Ero imbarazzato all’idea di alzarmi in piedi e leggere davanti a tutti”. (Steven Spielberg) 02/04/2015Nera Maria Matilde17

18 Troppo tardi ho scoperto di essere dislessico, pesantemente. Ecco perché a scuola, la mia prima grande nemica, non ce la facevo, non riuscivo. Ed ero pure balbuziente. Ma ora con gli audiolibri mi si è aperto un mondo. Meraviglioso. (Roberto Cavalli) 02/04/2015Nera Maria Matilde18

19 A scuola non andavo bene perché ero dislessico ma nessuno lo capiva. Sono stato a casa un anno a suonare il piano e studiare canto con un’insegnante russa finché non ho trovato una scuola speciale: invece di scrivere facevo disegni e li univo visualmente con delle frecce, registravo le lezioni e le riascoltavo per memorizzarle. Le canzoni, invece, le scrivevo a orecchio, come faccio ancora ora. A 17 anni ho risolto il problema, ma ormai vivevo in un mondo fantastico”.(Mika) 02/04/2015Nera Maria Matilde19

20 02/04/2015Nera Maria Matilde20 Sviluppo potenzialità Formazione adeguata Successo scolastico Diritto all’istruzione La legge 170/2010 FINALITA’ in sintesi

21 02/04/2015Nera Maria Matilde21 riduzione disagi relazionali ed emozionali forme di verifica e di valutazione adeguate preparazione insegnanti e sensibilizzazione genitori diagnosi precoce e percorsi didattici riabilitativi misure didattiche di supporto collaborazione tra famiglia, scuola e servizi sanitari Assicurazione di uguali opportunità di sviluppo delle capacità scuola IMPEGNI

22 D.M. 12/7/2011 Art. 2 individuazione di alunni e studenti con DSA le istituzioni scolastiche gli Uffici Scolastici Regionali provvedono a segnalare alle famiglie le eventuali evidenze di un possibile disturbo specifico di apprendimento. attivano tutte le necessarie iniziative e procedure per favorire il rilascio di una certificazione diagnostica dettagliata e tempestiva da parte delle strutture preposte. La certificazione di DSA viene consegnata dalla famiglia ovvero dallo studente di maggiore età alla scuola o all’università, che intraprendono le iniziative ad essa conseguenti. Nera Maria Matilde2202/04/2015

23 Dall’osservazione alla diagnosi La famiglia richiede la valutazione alle strutture accreditate Gli insegnanti identificano i casi sospetti programmano attività di recupero didattico mirato E in caso di persistenti difficoltà comunicano alla famiglia le difficoltà Iter diagnostico Le asl o le strutture accreditate effettuano la diagnosi e la consegnano alla famiglia La famiglia consegna la diagnosi alla scuola 02/04/201523Nera Maria Matilde La scuola progetta adeguati e mirati percorsi

24 Indicazioni per la diagnosi e la certificazione dei DSA (Conferenza permanente Stato, Regioni, province autonome di Trento e Bolzano ) Deve essere tempestiva (non oltre il 31 marzo per gli alunni che frequentano gli anni terminali di ciascun ciclo). Può essere rilasciata da strutture accreditate Criteri per l’accreditamento: – documentata esperienza nell’attività diagnostica dei DSA – disponibilità di un’équipe multidisciplinare (neuropsichiatri infantili, psicologi, logopedisti, altri professionisti sanitari – dichiarazione di impegno a rispettare le Raccomandazioni per la pratica clinica dei DSA e i risultati della Consensus Conference dell’Istituto Superiore di Sanità. Il percorso diagnostico deve essere attivato dopo la messa in atto degli interventi educativo-didattici (una anticipazione eccessiva aumenta la rilevazione di falsi positivi). Contiene le informazioni necessarie per delineare un profilo di funzionamento (caratteristiche individuali, punti di forza e di debolezza). Il profilo deve essere aggiornato al passaggio da un ciclo scolastico all’altro e ogni qualvolta si ritenga necessario. Deve essere scritta in termini comprensibili e traducibile in indicazioni operative per la prassi didattica. 02/04/2015Nera Maria Matilde24

25 Scuola dell’infanzia: Osservazione sistematica. Rilevazione delle potenziali difficoltà (anche attraverso strumenti di rilevazione utilizzati dagli insegnanti adeguatamente formati ). Sviluppo di data base informatizzati per la raccolta dei risultati per la ricerca e per il monitoraggio dell’efficacia degli strumenti utilizzati in relazione agli esiti. Proposta di specifiche attività educative e didattiche condivise con la famiglia. Solo i bambini con disturbo del linguaggio conclamato possono essere avviati ad un percorso diagnostico. 02/04/2015Nera Maria Matilde25 Linee guida per l’individuazione precoce dei casi sospetti (decreto Miur-Ministero della Salute - 17 aprile 2013 )

26 Linee guida per l’individuazione precoce dei casi sospetti (decreto Miur-Ministero della Salute aprile 2013) Scuola primaria Individuazione di indicatori di rischio nel corso del I anno (osservazione degli apprendimenti, utilizzo di procedure di rilevazione utilizzate dagli insegnanti adeguatamente formati ). Percorso didattico mirato a piccoli gruppi o a singoli bambini. Segnalazione alle famiglie delle difficoltà persistenti per l’invio ai servizi sanitari ( la diagnosi viene effettuata durante il II quadrimestre della seconda classe per la dislessia e disortografia; al termine del terzo anno per la discalculia e disgrafia ). Protocolli regionali di intesa (USR, Istituzioni scolastiche, Regioni, Servizi sanitari)per la realizzazione delle attività di individuazione precoce Ruolo e competenze delle istituzioni e professionalità coinvolte. Modalità e tempi per la rilevazione e l’indicazione di strumenti efficaci. Modalità di collaborazione tra scuole e servizi sanitari. 02/04/2015Nera Maria Matilde26

27 Formazione del personale docente e dirigenziale delle scuole di ogni ordine e grado comprese le scuole dell’infanzia (legge 170/2010, art. 4) preparazione riguardo alle problematiche relative ai DSA competenza per individuare precocemente i segnali di rischio capacità di applicare strategie didattiche, metodologiche e valutative adeguate. 02/04/2015Nera Maria Matilde27

28 Legge 170/2010, art. 5 Misure educative e didattiche di supporto didattica individualizzata e personalizzata strumenti compensativi, misure dispensative strumenti compensativimisure dispensative per l'insegnamento delle lingue straniere, è prevista anche la possibilità dell'esonero. adeguate forme di verifica e di valutazione, anche per quanto concerne gli esami universitari, gli esami di Stato, di ammissione all'università. Nera Maria Matilde2802/04/2015

29 didattica individualizzata e personalizzata La didattica individualizzata attività di recupero individuale per potenziare determinate abilità o per acquisire specifiche competenze. La didattica personalizzata accrescimento dei punti di forza di ciascun alunno, sviluppo consapevole delle sue ‘preferenze’ e del suo talento. (dalle Linee guida) 02/04/201529Nera Maria Matilde

30 3002/04/2015 STRUMENTI COMPENSATIVI: tabella dell’alfabeto, tavola pitagorica, sintesi vocale, registratore, programmi di videoscrittura con correttore ortografico, audiolibri, libri digitali, calcolatrice, formulari, mappe concettuali…

31 misure dispensative da alcune prestazioni non essenziali ai fini della qualità dei concetti da apprendere dalla lettura ad alta voce dalla scrittura veloce sotto dettatura dall’uso del vocabolario dallo studio mnemonico delle tabelline dallo studio della lingua straniera in forma scritta dallo studio mnemonico delle tabelline …. Nera Maria Matilde3102/04/2015

32 Art. 6 Misure per i familiari I familiari hanno diritto di usufruire di orari di lavoro flessibili. Nera Maria Matilde3202/04/2015

33 Decreto ministeriale n del 12 luglio 2011 Nera Maria Matilde3302/04/2015

34 Decreto ministeriale del 12 luglio 2011 Finalità le modalità di formazione dei docenti e dei dirigenti scolastici,modalità di formazione le misure educative e didattiche di supporto utili a sostenere il corretto processo di insegnamento/apprendimentomisure educative e didattiche di supporto le forme di verifica e di valutazione per garantire il diritto allo studioforme di verifica e di valutazione p Nera Maria Matilde3402/04/2015

35 D.M. 12/7/2011 Art. 5 Interventi didattici individualizzati e personalizzati 1. La scuola garantisce ed esplicita interventi didattici individualizzati e personalizzati, anche attraverso la redazione di un Piano didattico personalizzato, con l’indicazione degli strumenti compensativi e delle misure dispensative adottate. Nera Maria Matilde3502/04/2015

36 Articolazione del Piano didattico personalizzato 1. dati relativi all’alunno 2. descrizione del funzionamento delle abilità di lettura (velocità, correttezza, comprensione), scrittura (grafia, tipologia di errori, produzione), calcolo (mentale, per iscritto) 3. strategie metodologiche e didattiche adottate (utilizzo di linguaggi diversi dal codice scritto, di mappe concettuali, attività laboratoriali, tutoraggio tra pari…) 4. misure dispensative, strumenti compensativi, tempi aggiuntivi); strategie e strumenti utilizzati dall’alunno 8. criteri e modalità di verifica e valutazione 02/04/2015Nera Maria Matilde36

37 D.M. 12/7/2011 art.6 forme di verifica e di valutazione Le Commissioni degli esami di Stato Le Commissioni degli esami di Stato possono riservare ai candidati tempi più lunghi di quelli ordinari; l’utilizzazione di idonei strumenti compensativi e adottano criteri valutativi attenti soprattutto ai contenuti piuttosto che alla forma. Le Istituzioni scolastiche attuano ogni strategia didattica per consentire ad alunni e studenti con DSA l’apprendimento delle lingue straniere, privilegiando l’espressione orale e ricorrendo agli strumenti compensativi e alle misure dispensative più opportune. Si possono dispensare alunni e studenti dalle prestazioni scritte in lingua straniera in corso d’anno scolastico e in sede di esami di Stato, se c’è una certificazione di DSA attestante la gravità del disturbo e recante esplicita richiesta di dispensa dalle prove scritte. I candidati con DSA che superano l’esame di Stato conseguono il titolo valido per l’iscrizione alla scuola secondaria di secondo grado ovvero all’università. Nera Maria Matilde3702/04/2015

38 D.M. 12/7/2011 art. 6 Forme di verifica e di valutazione Solo in casi di particolari gravità del disturbo di apprendimento, anche in comorbilità con altri disturbi o patologie, l’alunno o lo studente possono – su richiesta delle famiglie e conseguente approvazione del consiglio di classe - essere esonerati dall’insegnamento delle lingue straniere e seguire un percorso didattico differenziato. In sede di esami di Stato, i candidati con DSA che hanno seguito un percorso didattico differenziato possono sostenere prove differenziate finalizzate solo al rilascio dell'attestazione. In ambito universitario, gli Atenei assicurano agli studenti con DSA l’accoglienza, il tutorato, la mediazione con l’organizzazione didattica e il monitoraggio dell’efficacia delle prassi adottate. Per le prove di ammissione ai corsi di laurea e di laurea magistrale sono previsti tempi aggiuntivi, comunque non superiori al 30% in più rispetto a quelli stabiliti per la generalità degli studenti. Nera Maria Matilde3802/04/2015

39 riservare tempi più lunghi 02/04/2015Nera Maria Matilde39 Verifica e Valutazione coerente con gli interventi pedagogico-didattici. attenzione alla padronanza dei contenuti disciplinari considerazione delle specifiche situazioni soggettive criteri valutativi attenti ai contenuti piuttosto che alla forma utilizzazione di idonei strumenti compensativi per la verifica delle lingue straniere, privilegiare l’espressione orale

40 a ) la legge 8 ottobre 2010, n. 170; b) caratteristiche delle diverse tipologie di DSA; c) principali strumenti per l’individuazione precoce del rischio di DSA; d) strategie educativo-didattiche di potenziamento e di aiuto compensativo; e) gestione della classe in presenza di alunni con DSA; f) forme adeguate di verifica e di valutazione; Nera Maria Matilde40 D.M. 12/7/2011 Art. 7 Interventi per la formazione 02/04/2015

41 D.M. 12/7/2011 Art. 7 Interventi per la formazione g) indicazioni ed esercitazioni concernenti le misure educative e didattiche; h) forme di orientamento e di accompagnamento per il prosieguo degli studi in ambito universitario, dell’alta formazione e dell’istruzione tecnica superiore; i) esperienze di studi di caso di alunni con DSA, per implementare buone pratiche didattiche. 02/04/2015Nera Maria Matilde41

42 formazione: CHI FA…CHE COSA… Il Ministero predispone appositi piani di formazione, anche in convenzione con università, enti di ricerca, società scientifiche, associazioni e servizi sanitari territoriali. Gli Uffici Scolastici Regionali possono stipulare appositi accordi con le facoltà di Scienze della Formazione per l’attivazione di corsi di perfezionamento o master in didattica e psicopedagogia per i disturbi specifici di apprendimento. Le istituzioni scolastiche possono attivare, in base alle necessità ed alle risorse, interventi formativi in materia. 02/04/2015Nera Maria Matilde42

43 Nera Maria Matilde43 D.M. 12/7/2011 Art. 8 Centri Territoriali di Supporto 1. Le istituzioni scolastiche possono avvalersi del supporto dei Centri Territoriali di Supporto (CTS) istituiti con il progetto “Nuove Tecnologie e Disabilità”. I CTS sono centri di consulenza, formazione, collegamento e monitoraggio. Art. 9 Gruppo di lavoro nazionale 1. Sarà istituito un Gruppo di lavoro nazionale con il compito di monitorare l’attuazione delle norme della Legge 170/2010 e delle disposizioni contenute nel presente decreto, nonché con compiti di supporto tecnico all’attività di coordinamento delle iniziative in materia di DSA. Il gruppo avrà compiti consultivi e propositivi, con particolare riguardo: - alla formulazione di eventuali proposte di revisione delle presenti disposizioni e delle Linee guida, sulla base dei progressi della ricerca scientifica, degli esiti dei monitoraggi e dell’evoluzione normativa in materia; - alla sperimentazione e innovazione metodologico-didattica e disciplinare. 02/04/2015

44 LINEE GUIDA PER IL DIRITTO ALLO STUDIO DEGLI ALUNNI E DEGLI STUDENTI CON DISTURBI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO allegate al decreto ministeriale 12 luglio 2011

45 dalle Linee guida (6.1.) gli Uffici scolastici regionali Predisposizione di protocolli per condividere procedure e comportamenti (strategie per individuare i segnali di rischio, modelli di piani didattici personalizzati, di contratto formativo con le famiglie…) Gruppi di coordinamento Accordi con le associazioni e con il sistema sanitario Formazione Potenziamento centri territoriali di supporto per tecnologie e disabilità (CTS) 02/04/2015Nera Maria Matilde45

46 dalle Linee guida (6.2) Il dirigente scolastico Raccordo scuola-territorio Trasmissione comunicazioni alle famiglie Attività di formazione; seminari informativi Promozione, valorizzazione, coordinamento di progetti mirati Definizione, su proposta del collegio docenti, delle modalità di documentazione e revisione dei piani personalizzati Gestione delle risorse umane e strumentali Intensificazione dei rapporti tra docenti e famiglie Monitoraggio Il dirigente potrà avvalersi della collaborazione di un docente referente 02/04/2015Nera Maria Matilde46

47 dalle Linee guida (6.3) Il referente di istituto con formazione adeguata Informazioni circa la normativa Indicazioni su strumenti compensativi e misure dispensative Collaborazione alla elaborazione di strategie mirate Supporto ai colleghi riguardo a materiali didattici e di valutazione Cura della dotazione bibliografica e dei sussidi Diffusione delle iniziative di formazione Informazioni riguardo alle associazioni/Enti/istituzioni/Università Informazioni circa siti o piattaforme on line per la condivisione di buone pratiche Mediazione tra colleghi, famiglie, studenti, operatori dei servizi sanitari, EE.LL., agenzie formative accreditate Supporto agli insegnanti supplenti 02/04/2015Nera Maria Matilde47

48 dalle Linee guida (6.4) I docenti Rilevazione dei segnali di rischio Acquisizione e Rafforzamento dei prerequisiti Strategie di recupero Segnalazione alla famiglia della persistenza delle difficoltà Presa visione della certificazione diagnostica Documentazione, in collaborazione con i colleghi, dei percorsi individualizzati e personalizzati Strategie di potenziamento e aiuto compensativo Adozione di misure dispensative Verifica e valutazione adeguate Realizzazione di incontri di continuità 02/04/2015Nera Maria Matilde48

49 Dalle Linee guida ( 6.5) la famiglia Cosa fa la famiglia Sollecitazione alla scuola a una osservazione mirata Richiesta di valutazione per la diagnosi. Consegna della diagnosi alla scuola. Condivisione dei percorsi individualizzati e personalizzati Formalizzazione di un Patto formativo (autorizzazione ai docenti a usare strumenti compensativi e strategie dispensative). Verifica lo svolgimento dei compiti a casa. Assicurazione che vengano portati a scuola i materiali richiesti. Incoraggiamento. Cosa fa la scuola per la famiglia Guida alla conoscenza del problema. Informazione costante sulle strategie didattiche, sulle verifiche, sui risultati. Incontri a cadenza mensile o bimestrale. 02/04/2015Nera Maria Matilde49

50 dalle Linee guida (6.6) GLI STUDENTI Diritto a una chiara informazione riguardo alla diversa modalità di apprendimento e alle strategie di supporto allo sviluppo delle potenzialità. Diritto a una didattica individualizzata e personalizzata e all’utilizzo di strumenti compensativi e misure dispensative. Dovere dell’impegno nel lavoro scolastico. Indicazione di strategie di apprendimento maturate autonomamente. 02/04/2015Nera Maria Matilde50

51 Dalle linee guida (6.7) Gli atenei Acquisizione della diagnosi[ non superiore a 3 anni dalla data di rilascio] (o individuazione di casi sospetti). Concessione di tempi aggiuntivi (30% in più) per i test di ammissione. In caso di gravità gli atenei possono adottare ulteriori misure atte a garantire pari opportunità nell’espletamento delle prove. 02/04/2015Nera Maria Matilde51

52 Gli atenei Misure dispensative privilegiare verifiche orali prevedere nelle prove scritte la riduzione quantitativa, ma non qualitativa nella valutazione delle prove considerare i contenuti piuttosto che la forma Strumenti compensativi Registrazione delle lezioni Utilizzo di testi in formato digitale Programmi di sintesi vocale Altri strumenti tecnologici 02/04/2015Nera Maria Matilde52

53 Gli atenei Supporto di tutor specializzati Consulenza per l’organizzazione dello studio Costituzione di gruppi di studio fra studenti dislessici e non Lezioni o esercizi on line Mediazione didattica Servizi di tutorato 02/04/2015Nera Maria Matilde53

54 Direttiva ministeriale 27 dicembre 2012 “Strumenti d’intervento per alunni con bisogni educativi speciali e organizzazione territoriale per l’inclusione scolastica” Circolare ministeriale n. 8 del 6 marzo 2013 Direttiva ministeriale 27 dicembre 2012 “Strumenti d’intervento per alunni con bisogni educativi speciali e organizzazione territoriale per l’inclusione scolastica”. Indicazioni operative.

55 a)Potenziamento della cultura del’inclusione b)Approccio educativo (individuare strategie e metodologie di intervento) c)Riconoscimento dei BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI (riferimento al modello ICF). d)Estensione a tutti gli studenti con bisogni educativi speciali del diritto alla personalizzazione dell’apprendimento. e)Corresponsabilità di tutta la comunità educante nella presa in carico dei BES. f)Ridefinizione dei compiti dei gruppi di lavoro a livello di singola istituzione scolastica e territoriale. Punti di forza

56 area della disabilità area dei disturbi evolutivi specifici ( disturbi specifici dell’apprendimento, deficit del linguaggio, delle abilità non verbali, disturbi dell’attenzione e dell’iperattività…) area dello svantaggio socio-economico, linguistico, culturale bisogni educativi speciali BES

57 “Ogni alunno, con continuità o per determinati periodi, può manifestare bisogni educativi speciali: o per motivi fisici, biologici, fisiologici, rispetto ai quali è necessario che le scuole offrano adeguata e personalizzata risposta ” diritto alla personalizzazione dell’apprendimento per tutti gli studenti con bisogni educativi speciali Le misure previste dalla legge 170/2010 sono estese agli alunni con BES.

58 Il piano didattico personalizzato redatto collegialmente ( corresponsabilità) deliberato in consiglio di classe o team docente firmato dal dirigente scolastico, dai docenti e dalla famiglia ha lo scopo di definire monitorare documentare le strategie di intervento più idonee i criteri di valutazione degli apprendimenti 02/04/201558MARIA MATILDE NERA

59 Formazione dei docenti piano del MIUR in convenzione con le Università Corsi/master in Didattica e psicopedagogia dei DSA, per l’autismo, l’ADHD, le disabilità intellettive e i funzionamenti intellettivi limite, l’educazione psicomotoria e le disabilità sensoriali. Per una didattica inclusiva

60 c) Centri territoriali di supporto – CTS  Intese e accordi territoriali  Punto di riferimento per le scuole  Coordinamento con province, Comuni, Municipi, servizi sanitari, associazioni, centri di ricerca  diffusione delle buone pratiche  Informazione riguardo alle risorse tecnologiche disponibili 02/04/2015Nera Maria Matilde60

61 c) Centri territoriali di supporto – CTS  iniziative di formazione sui temi dell’inclusione e sull'uso delle tecnologie (rivolte agli insegnanti, agli altri operatori scolastici, ai genitori e agli alunni)  consulenza su didattiche e tecnologie specifiche  gestione degli ausili e comodato d’uso  attività di ricerca didattica e di sperimentazione di nuovi ausili 02/04/2015Nera Maria Matilde61

62 L’équipe di docenti specializzati In ogni CTS è presente una équipe di docenti specializzati - sia curricolari sia per il sostegno – che offrono alle scuole supporto e consulenza specifica sulla didattica dell’inclusione. L’équipe è composta da tre operatori, di cui uno specializzato sui DSA. Si tratta di risorse interne (docenti che hanno maturato competenze relative ai bisogni educativi speciali). Per quanto riguarda l’area della disabilità si tratterà in primis di docenti specializzati in attività di sostegno (senza però escludere docenti curricolari esperti nelle tecnologie per l’inclusione). 02/04/201562MARIA MATILDE NERA

63 verso una società sempre più inclusiva 02/04/201563MARIA MATILDE NERA

64 02/04/2015MARIA MATILDE NERA64 Ognuno, ma proprio ognuno, è il centro del mondo e il mondo è prezioso poiché è pieno di tali centri. Questo è il senso della parola uomo:ognuno un centro a fianco di innumerevoli altri, i quali lo sono quanto lui. (Elias Canetti, La coscienza delle parole).

65 02/04/2015Nera Maria Matilde65 Riferimenti bibliografici Giacomo Stella, Storie di dislessia. I bambini di oggi e i bambini di ieri raccontano la loro battaglia quotidiana, Libri liberi, Firenze, Maryanne Wolf, Proust e il calamaro. Storia e scienza del cervello che legge. Vita e Pensiero, Milano, 2009, p Bruna Grasselli, Leggere la dislessia. Resilienza, Riconoscimento, Competenze, Armando, Roma A. Esposito, L. Chiappetta Cajola, I disturbi specifici di apprendimento. Aspetti giuridici, clinici, psicologici e didattico-metodologici, Anicia, Roma, 2012.

66 Riferimenti normativi Nota ministeriale prot. N. 4099/A/4 del 5 ottobre Nota ministeriale n.26 del “Atto di indirizzo e coordinamento relativo ai compiti delle Unità Sanitarie Locali in materia di alunni portatori di handicap” Nota del “Esami di Stato – Alunni affetti da dilsessia”. Nota del “Attività di programmazione dell’integrazione scolastica degli alunni, a.s ”. Nota del n. 4674“Disturbi di apprendimento – Indicazioni operative”. C.M. n. 28 del 15 marzo 2007 “Esame di Stato conclusivo del primo ciclo di istruzione nelle scuole statali e paritarie per l’anno scolastico ”. Per quanto riguarda gli alunni con DSA si veda in particolare il punto 4. Ordinanza ministeriale n. 26 del 15 marzo 2007 “Istruzioni e modalità organizzative ed operative per lo svolgimento degli esami di Stato conclusivi dei corsi di studio di istruzione secondaria superiore nelle scuole statali e non statali. Anno scolastico 2006/2007”. Per quanto riguarda gli alunni con DSA si veda in particolare l'art. 12, 7° comma, quarto punto. D.P.R. del 22 giugno 2009, n. 122 “Regolamento recante coordinamento delle norme vigenti per la valutazione degli alunni”. Art. 10. Valutazione degli alunni con difficoltà' specifica di apprendimento (DSA). Legge 8 ottobre 2010, n. 170 “ Nuove norme in materia di disturbi specifici di apprendimento in ambito scolastico”- G. U. n. 244 del 18 ottobre Consensus Conference “Disturbi specifici dell’apprendimento “ Roma 6-7- dicembre Decreto Ministeriale n.5669 del 12 luglio Linee guida per il diritto allo studio degli alunni e degli studenti con DSA allegate al D.M. del 12 luglio /04/2015Nera Maria Matilde66

67 Riferimenti normativi Accordo tra governo, regioni e province autonome di Trento e Bolzano su “Indicazioni per la diagnosi e la certificazione dei disturbi specifici di apprendimento (DSA) Direttiva Ministeriale 27 dicembre 2012 “ Strumenti d’intervento per alunni con bisogni educativi speciali e organizzazione territoriale per l’inclusione scolastica”. Circolare Ministeriale n.8, prot. 561 del 6 marzo 2013 “Direttiva ministeriale 27 dicembre 2012 strumenti d’intervento per alunni con bisogni educativi speciali e organizzazione territoriale per l’inclusione scolastica”. Indicazioni operative. Decreto Miur- Ministero della Salute del “Linee guida per la predisposizione dei protocolli regionali per le attività di individuazione precoce dei casi sospetti di DSA.” 02/04/2015Nera Maria Matilde67

68 Sitografia di supporto alla scuola 02/04/2015Nera Maria Matilde68


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