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La via di Maria Tratto da scritti di Chiara Lubich adattati a scopo catechistico a cura di Ciro Notarangelo.

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Presentazione sul tema: "La via di Maria Tratto da scritti di Chiara Lubich adattati a scopo catechistico a cura di Ciro Notarangelo."— Transcript della presentazione:

1 La via di Maria Tratto da scritti di Chiara Lubich adattati a scopo catechistico a cura di Ciro Notarangelo

2 Perché una via di Maria? Maria ci appare la discepola di Gesù per eccellenza modello per ogni cristiano e, per questo, modello per ogni cristiano. “… una donna … disse (a Gesù): «Beato il ventre che ti ha portato e il seno da cui hai preso il latte!». Ma Egli disse: «Beati piuttosto coloro che ascoltano la parola di Dio e che la custodiscono!». (Lc 11,27-28)” Maria dunque non è “beata” solo perché è madre di Gesù, ma perché più di tutti ha ascoltato la parola di Dio e l’ha messa in pratica. I diversi momenti della vita di Maria diventano allora tappe a cui l’anima può guardare per averne luce, guida e sprone.

3 Maria ci appare nel Vangelo tutta rivestita della Parola di Dio “Maria, da parte sua, serbava tutte queste cose, meditandole nel suo cuore”.(Lc 2,19) E nel “Magnificat” (Lc 1,46-55) ci appare così nutrita di Parola di Dio da usare le sue stesse espressioni. Così deve essere di ogni cristiano.

4 Maria è Madre di Dio Perché è madre dell’umanità dell’unica Persona del Verbo, che è Dio. E il Verbo non può mai essere pensato diviso dal Padre e dallo Spirito Santo. (Gv 14,9-10) Chi meglio di lei può generare Gesù in noi, intercedere per noi e accompagnarci lungo il “santo viaggio” della vita? S.Luigi Maria Grignon di Monfort dice nel suo libro “Il segreto di Maria” che Maria è il “paradiso di Dio”

5 Maria è Madre di ogni uomo e della Chiesa Gesù, in croce, poteva dire a Giovanni: “con questa mia passione Io ti redimo”, invece attraverso il discepolo ci ha consegnati a Maria (Gv 19,26) dunque non c’è altra strada per usufruire in pieno della redenzione che fare ciò che ha fatto Giovanni: “Prendere” con noi Maria e attraverso di lei arrivare a Gesù Il Monfort nel suo “trattato della vera devozione” dice: nella generazione soprannaturale … c’è un Padre che è Dio e una madre che è Maria”

6 Maria, parola di Dio vivente, prima discepola, esempio e madre dei discepoli, incarna il “dover essere” di ogni discepolo di Gesù Dobbiamo dunque rivivere Maria, essere come Maria, altre piccole Maria, vivendo come lei la Parola

7 L’annunciazione

8 L’annunciazione Quando qualcuno, ad un certo punto della sua vita, attraverso una persona, un libro, un incontro… scopre Dio - Amore e sente la chiamata a sceglierLo mettendolo al primo posto nella sua vita dicendo il suo “si”, avviene anche in lui qualcosa di simile a quanto è successo in Maria nell’annunciazione e in tanti santi. Cristo nel suo cuore inizia a svilupparsi e a crescere spiritualmente attualizzando la grazia del battesimo.

9 Visita ad Elisabetta

10 La scelta di amare Dio si traduce necessariamente nell’amore al fratello, al prossimo, avvicinando come ha fatto Maria le persone nel bisogno, partecipando alle loro necessità. A volte succede che tali persone si accorgano che nel cuore di chi li aiuta c’è qualcosa che lo differenzia dagli altri: disponibilità, gioia… Per cui manifestano il desiderio di conoscerne il segreto: arriva così il momento di comunicare la propria esperienza di Dio. Avviene spesso in chi ascolta, come una conversione o riconversione: il loro incontro/annunciazione con Dio Amore.

11 Nascita di Gesù

12 Il cristiano, come Maria, amando il prossimo, porta Gesù al mondo, lo fa rivivere oggi. L’amore è contagioso e, quando ricambiato, realizza un’altra promessa di Gesù: “Dove sono due o tre riuniti nel mio nome (cioè nel mio amore), io sono in mezzo a loro” (Mt 18,20) È un “generare Cristo”, come dice papa Paolo VI, nelle famiglie, nelle fabbriche, nelle scuole … …e la Sua presenza dà nuova gioia, nuova pace, amore, pazienza, benevolenza, bontà, mitezza, fedeltà, dominio di sé (Galati 5,2)

13 Presentazione di Gesù al tempio

14 Fu, per Maria, un momento di gioia e di dolore: da un lato ebbe conferma che Gesù è il Figlio di Dio, dall’altro ebbe il PREANNUNCIO DELLA CROCE. Come Maria, ogni cristiano vive qualcosa di simile: se in un primo tempo si è come trasportati dall’entusiasmo per la nuova vita di fede, un giorno il Signore ci fa capire che esiste una condizione indispensabile perché questa vita sia autentica: “Chi vuol venire dietro me rinneghi se stesso prenda la sua croce e mi segua”. Come per Maria, è necessario fidarsi dell’amore di Dio e dire un nuovo “si”: un si alla croce.

15 Fuga in Egitto

16 La vita del cristiano è in antitesi con quella del mondo, perché il cristiano, come Gesù, è segno di contraddizione. Inizieranno quindi le critiche, le riserve, gli attacchi, magari dagli stessi parenti… Questa fase si supera ricorrendo ai sacramenti, restando legati alla Chiesa, come tralci alla vite, e all’eventuale movimento spirituale o gruppo di appartenenza, amando e pregando per coloro che ci ostacolano.

17 Lo smarrimento di Gesù nel tempio

18 Lo stato d’animo di Maria che smarrisce Gesù nel tempio è simile a quello del cristiano che dopo aver ricevuto da Dio tante grazie spirituali, avverte, a volte dopo anni, un RIAFFIORARE DELLE TENTAZIONI, che sembravano vinte, e DEI DUBBI. L’entusiasmo svanisce e lo slancio è frenato. Chi vive questa tappa della “via di Maria” sembra, nel dolore, rivolgersi a Gesù dicendogli, come Maria: “Ti eri reso così presente alla mia anima! Perché ti sei allontanato da me e mi hai lasciato nel buio?” Allora anche a lui il Signore, come a Maria, ripete: “Non sapevi che tutto quello che ti ho dato lo hai ricevuto per grazia? Ora ti ho sottratto tali doni perché tu possa comprenderlo” Vengono così messe nell’animo le basi dell’umiltà, necessarie perché Cristo possa continuare a vivere e crescere nel cuore.

19 L’intimità della vita a Nazaret

20 Il rapporto intimo tra Maria e Gesù era il rapporto più sublime e più divino che si possa pensare, dopo quello fra le persone della Santissima Trinità. Come Maria, quanti accettano umilmente e superano le precedenti tappe, si trovano spesso a percorrere il loro viaggio spirituale provando UNA NUOVA E PIÙ PROFONDA UNIONE CON GESÙ, in cui lo Spirito Santo effonde anche costantemente i suoi doni di confidenza, di pace, di luce, di amore. In questo periodo, che può durare a lungo, tuttavia non mancano le croci.

21 L’uscita a vita pubblica

22 Questa tappa ricorda al cristiano quel tempo del cammino spirituale nel quale, per l’abitudine acquisita di ASCOLTARE LA VOCE DI GESÙ che parla nel loro cuore, attraverso l’unione con i fratelli, attraverso la Scrittura e la Chiesa, sentono come propria quella Voce e la seguono. La loro vita, le loro azioni, le loro parole, così, si impregnano di Vangelo. E con stupore vedono operare lo Spirito Santo in loro ed intorno a loro. Sbocciano così conversioni, vocazioni, opere concrete.

23 La Desolata

24 Poi per Maria arriva L’ORA DELL’IMMOLAZIONE. Ella si trova ai piedi della croce e Gesù rivolto a Lei dice: “Donna, ecco il tuo figlio” e a Giovanni: “Ecco la tua madre” (Gv 19,26-27). Maria, in un abisso di dolore, passa la prova di perdere Gesù, non solo perché Egli sta morendo, ma anche perché il discepolo prende il suo posto. La sua grandezza era Gesù, suo figlio. Ora doveva perderlo per divenire madre di tutti gli uomini e della Chiesa. Ella paga tutto ciò con la più nera desolazione, è sola, senza Gesù: è la Desolata.

25 La Desolata

26 Ella vive la “notte dello spirito” e anche nel suo cuore riecheggia il grido di Gesù: “Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?” Alcuni cristiani arrivano, a un certo punto della loro vita terrena, a provare in cuor loro una “notte dello spirito”, quando, ad esempio, Dio permette che la persona, dopo una vita di comunione con Lui, non Lo “senta più” o quando si è provati nella fede, nella speranza e nella carità. Da Maria possiamo imparare a “stare ritti” pur nel dolore, ai piedi della croce, nella completa adesione alla volontà di Dio.

27 La Desolata Più semplicemente ci si può trovare a vivere qualcosa che può, in piccolo, ricordare la desolazione di Maria anche quando, ad esempio, per qualche motivo, occorre abbandonare quell’opera a cui si è lavorato per anni con tutte le proprie forze: È come perdere “quel Gesù” cui si era dato vita. La si imita anche quando si rimane senza quell’aiuto spirituale che sembrava così indispensabile. O ancora quando ci si trova da soli, in un ambiente scristianizzato, dove sembra che si debba ricominciare tutto daccapo.

28 Maria nel Cenacolo

29 Maria nel cenacolo non “segue” più Gesù, ma appare in un certo modo come trasformata in Lui, come dice anche San Paolo: “non sono più io che vivo, ma Cristo in me” (Gal 2,20). E’ quanto accade a quei cristiani che hanno provato in cuor loro “notti oscure” spaventose. Il Signore vive in loro, quasi trasformandoli in Lui, per cui arrivano a fare grandi cose per la Sposa di Cristo che è la Chiesa.

30 L’assunzione

31 L’assunzione Se saremo fedeli, come Maria, anche la nostra morte non sarà semplicemente una morte fisica, ma una morte d’amore. In Cielo vedremo Maria circondata da tutti quelli che l’hanno amata in modo particolare. Anche noi, come piccole Maria, ci vedremo circondati da coloro che con i nostri sacrifici (aggiunti a quelli di Gesù e di Maria, come goccia nell’oceano del loro amore), con le nostre parole, con le nostre preghiere avremo fatto sì che realizzassero il disegno di Dio su di loro, raggiungendo così il Paradiso.

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