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1 PRODURRE UTILITA’ SOCIALE DENTRO IL MERCATO DEI SERVIZI Il Bilancio di Utilità Sociale di ASPeF 2003.

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1 1 PRODURRE UTILITA’ SOCIALE DENTRO IL MERCATO DEI SERVIZI Il Bilancio di Utilità Sociale di ASPeF 2003

2 2 Privato non regolare A ) Il Mercato dei Servizi Una griglia di analisi...

3 3 A. ) Tra bisogni e domande Uno slittamento semantico? Dal paradigma: Bisogni – diritti – risposte Al paradigma: Domanda – convenienza - offerta

4 4 A.-) Tra bisogni e domande: convergenze parallele?

5 5 A.-) IL MERCATO Intendendo questo come: incontro tra domanda e offerta ed equilibrio economico finanziario ampliamento del portafoglio dell’offerta nella logica della customer satisfaction (parziale/totale) liberalizzazione del sistema dei servizi possibilità di scelta dell’offerta da parte del cittadino cliente

6 6 A.-) MERCATIZZAZIONE E AZIENDALIZZAZIONE “La mercatizzazione si struttura tramite una filiera aziendale fra pubblico e privato e il livello di efficacia è proporzionale al livello di aziendalità che pervade l’integrazione. Senza un orientamento deciso all’efficienza, efficacia e economicità aziendale, non si raggiungono risultati di welfare ottimali in una dimensione di orientamento operativo alla domanda e non un approccio di tipo solo giuridico istituzionale” (G.Fiorentini)

7 7 A.-) IL PUBBLICO DENTRO IL MERCATO Sul lato della gestione Sul lato della gestione: - Managerializzazione della gestione interna - Controllo di gestione - Tariffazione - Crescita della contrattazione privatistica – contratto di lavoro/esternalizzazione - Programmazione e Outsourcing - Outsourcing senza programmazione (terzo pagante) - Bonus - Project financing - Global service - Accordo di fornitura - Costituzione enti/aziende pubbliche/miste – sistema holding Sul lato della regolamentazione del mercato Sul lato della regolamentazione del mercato: - E-procurement - Livelli essenziali di assistenza - Accreditamento degli erogatori –Voucher - ISEE - Nuova contrattazione pubblica

8 8 A.-) SOGGETTI SOCIALI DENTRO IL MERCATO ( sussidiarietà orizzontale )  Volontariato  Associazioni  Fondazioni Bancarie  Patronati  Fondazioni  ASP

9 9 A.-) GLI ATTORI ECONOMICI DENTRO IL MERCATO  Imprese sociali  Cooperative sociali  Responsabilità sociale dell’impresa profit  Profit corporate humanitarism

10 10 A.-) EUROPEIZZAZIONE DEI SISTEMI DI WELFARE Trattato di Maastricht (1993) “Crescita, competitività, occupazione” (1993) Coordinamento aperto sull’occupazione (Lussemburgo 1997) Com. Com.E. “La problematica urbana: orientamenti per un dibattito europeo” (1997) Trattato di Amsterdam (entrata in vigore 1 maggio 1999) Consiglio Europeo di Tampere (immigrazione –1999) Trattato di Nizza- Carta dei diritti fondamentali (2000) Costruire un’Europa Solidale ( comunicazione Commissione marzo 2000) Lotta all’esclusione sociale (Lisbona 2000) Agenda Sociale 2000 – 2006 (tra cui conciliazione tra lavoro di cura e lavoro extradomestico) Comitato per la partecipazione Sociale Stoccolma 2001: linee guida europee ( piani nazionali di azione; banchmarking; incentivi premianti) I Programmi: Lotta all’esclusione sociale, Equal, Urban, Leda La nuova Costituzione dell’Europa Unita

11 11 A.-) IL LIBRO BIANCO SUL WELFARE (2003) “La concorrenza tra i modelli economico sociali è una forza pervasiva. Capace di modificare la solidarietà sociale anche all’interno di economie in grado di rispondere positivamente alla intensificata pressione del mercato. Il vero cambiamento sta tutto qui: la concorrenza rende obsoleta qualunque politica sociale e salariale di tipo egualitaristico basata su vecchi modelli. Proprio a causa dei vincoli originati dalla concorrenza, oggi non è possibile pensare di perseguire la giustizia sociale limitandosi a trasferire ricchezze dai settori o dalle aree a più alta produttività verso quelli meno produttivi. Per il semplice motivo che i primi, per poter continuare a esistere, hanno bisogno di reinvestire il proprio surplus economico o quantomeno di conservarlo per il futuro…

12 12...Se la politica di solidarietà sociale resta ancorata a livello nazionale, la sua sostanza sta però profondamente cambiando sotto l’incalzare di nuovi scenari. Le differenti collettività cercano di difendere i rispettivi modelli di solidarietà attraverso performance di sistema. Accanto al mercato e non contro… Al momento ciò che emerge è una forte differenziazione locale, su scala nazionale e tra i diversi paesi. La ricerca della coesione sociale avviene sempre più attraverso l’uguaglianza delle opportunità e percorsi di autonomia, piuttosto che su status predeterminati. Anche la solidarietà deve fare i conti con il principio di “efficienza”. Le fragilità degli individui e dei gruppi non vengono considerate in sé, né possono più essere affrontate con spirito paternalistico. Esse si inseriscono piuttosto all’interno di una azione ad ampio spettro finalizzata a garantire la coesione sociale come condizione stessa dello sviluppo. Lo sforzo di individui e comunità si orienta dunque verso investimenti “competitivi”.(pag. 5) A.-) IL LIBRO BIANCO SUL WELFARE (2003)

13 13 B.-) UTILITÀ SOCIALE B.-) UTILITÀ SOCIALE  Produrre beni non divisibili (es.relazionali)  Creare condizioni eque per l’allocazione fruibilità/accessibilità a beni individuali  Produrre beni individuali per una maggiore disponibilità degli stessi, nonostante la non convenienza per chi opera per fini di lucro  Promuovere fattori di socialità/capitale sociale (fiducia, benessere, appartenenza, sicurezza, competenze di sistema, integrazione..)

14 14 B.-) UTILITÀ SOCIALE B.-) UTILITÀ SOCIALE  Produrre beni indivisibili (valore aggiunto della rete assistenziale)  Produrre/mantenere prodotti, nonostante la non convenienza per chi opera per fini di lucro  Produrre beni individuali per una maggiore disponibilità degli stessi, imponendo standard economici e qualitativi  Promuovere fattori di socialità/capitale sociale (fiducia, benessere, appartenenza, sicurezza, competenze di sistema, integrazione..)

15 15 B.-)…evoluzione  Dell’assistenza domiciliare integrata  Degli enti per la gestione delle RSA  Degli enti per la gestione di servizi sanitari  Per l’opportunità di creare …

16 16 C.-) I RISULTATI 2003

17 17 C.2) TRENDS ECONOMICO GESTIONALI  Anno di costituzione dell’Azienda – Utile €  Completamento profilo multiservizi – Utile €  Analisi e verifica dati economici per settore - Disavanzo €  Riorganizzazione aziendale - Disavanzo €  Completo risanamento economico – Utile €  Sviluppo/evoluzione/trasformazione - Utile € 559

18 18 C.) TREND ASPEF ANDAMENTO UTILE - PERDITA

19 19 C.) TRENDS ECONOMICO GESTIONALI Sono aumentati i valori della Produzione …

20 20 C.) Valore della Produzione

21 21 C.-) TRENDS ECONOMICO GESTIONALI Non solo il dato di aumento della produttività è confermato, ma la composizione dei ricavi è significativamente diversa

22 22 Composizione ricavi: minori entrate euro di riduzione di contributi per la RSA I. D’Este euro di riduzione sul finanziamento per il servizio nuoto disabili euro di minori trasferimenti da parte dell’ASL per il servizio di assistenza socio assistenziale a domicilio, a parità di casi trattati ed aumentato carico assistenziale degli utenti; di minori entrate delle farmacie.

23 23 Composizione ricavi: maggiori entrate Un finanziamento regionale per il monitoraggio delle attività di animazione nelle RSA ex ONPI, di euro Un contributo della BAM, nuovo Tesoriere Aziendale,di euro Un contributo del Piano di Zona per il Dormitorio di euro ,68 Entrate per 13 posti letto di nuovo accreditamento di euro Incremento diaria giornaliera a carico del SSR per posto letto di complessivi euro

24 24 Il risultato finale positivo è stato garantito a fronte di euro di minor utile per il ritardo di mesi 8 del procedimento di accreditamento dei 13 nuovi posti letto della RSA I. D’Este di euro di minor utile per mancata apertura della RSA L. Bianchi nei termini ipotizzati (1° luglio 2003).

25 25 C.-) ASPEF Rapporto Costi/Ricavi

26 26 C.-) Trend economico gestionali Il trend positivo è accentuato dal progressivo ridursi del contributo ex ONPI, pari nel 1997, nella misura di € annui. Il 2003 è il primo a non beneficiare dello storico finanziamento a fondo perduto da parte della Regione Lombardia per le strutture ex ONPI

27 27 C.-) struttura dei costi per c.d.r. Anno 2003

28 28 C.-) struttura dei costi per c.d.r. Anno , ,0014, , ,000,0015Pensionat o sociale , ,00271, , , ,000, C.A.H , ,0028, , ,00 0, Nuoto Disabili ,00438,00514, , ,000, Agenzia di locazione , ,00467, , , , , Area Minori ,00610,00 104, , ,00 9. Servizio Trasporti TotaleCostidi struttura Oneri di Gestione Variazioni delle Rimanenze Costi per il Personale Costi per Godimenti di beni di Terzi Costi per Servizi Costi per materie prime sussidiare, di consumo e di merci

29 29 C.-) Struttura dei costi per c.d.r. Anno , ,00917, , , , , ,007.Farmacia 2P , , , , ,006.Pensionato Sociale , ,00261, , , ,005. Dormitorio Semipensionato Sociale , , , , ,004. C.D.I , , , , , , ,003. S.A.D , , , ,00542, , ,002. Ristorazione , , , , , , ,001. R.S.A. TOTALICosti di strutturaOneri di Gestione Variazioni delle Rimanenze Costi per il Personale Costi per Godimenti di beni di Terzi Costi per Servizi Costi per materie prime, sussidiare, di consumo e di merci

30 30 C.13) Struttura dei costi per c.d.r. Anno , ,00202, , ,005,0013. C.A.H , , , , Nuoto Disabili , ,00368, , , ,0011. Area Minori ,00996,0033, , , , Servizio Trasporti , , , , , , , ,009. Farmacia Gramsci 844,0025, ,0096,0008. Agenzia di Locazione TOTALICosti di struttura Oneri di Gestione Variazioni delle Rimanenze Costi per il Personale Costi per Godimenti di beni di Terzi Costi per Servizi Costi per materie prime, sussidiare, di consumo e di merci

31 31 C.-) Struttura Economico Patrimoniale Preventivo /Consuntivo , , 22 Incidenza Costi Risorse Umane su totale Costi 7,118,90Incidenza Costi Struttura su totali Costi ,71Ammortamenti e svalutazioni , ,50Costo per personale dipendente ,50Costi per godimenti beni di terzi , ,16Costi per servizio , ,16Costo per acquisto materie prime , ,03Costo indiretti (struttura) , ,03Ammortamento e svalutazioni , ,12Costo per personale dipendenti , ,15Costo per godimento beni di terzi , ,24Costo per Servizio , ,56Costi per acquisto materie prime , ,10Costi Diretti , ,28Costi della Produzione , ,72Valore della Produzione Preventivo Anno 2003Consuntivo Anno 2003

32 32 D.-) I RISULTATI 2003 DELLE SINGOLE UNITA’ D’OFFERTA

33 33 D.3) AREA RESIDENZIALE E SEMIRESIDENZIALE PER ANZIANI R.S.A. I. D’ESTE R.S.A. I. D’ESTE R.S.A. L. BIANCHI R.S.A. L. BIANCHI C.D.I. A. BERTOLINI C.D.I. A. BERTOLINI

34 34 D. ) R.S.A. I. D’ESTE Nell’anno 2000 il CdR rappresentava uno dei punti di maggiore criticità dell’Azienda: Lavori di ristrutturazione in corso Basso tasso di saturazione Inefficienza gestionale

35 35 D. ) R.S.A. I. D’ESTE 2003 Azioni positive Standardizzazione Case Manager Attivazione 13 posti letto accreditati Chiusura dei cantieri di ristrutturazione dell’edificio Riorganizzazione dei nuclei operativi Costumer satisfaction Nessun aumento delle rette

36 36 D.-) R.S.A. I. D’ESTE D.-) R.S.A. I. D’ESTE 2003 Costumer satisfaction elevata Tasso di saturazione del 100% Ottimizzazione delle risorse

37 37 D.) Costumer Satisfation R.S.A. I. D’Este

38 38 D.-) Costumer Satisfation R.S.A. I. D’Este

39 39 D. ) Costumer Satisfation R.S.A. I. D’Este

40 40 D. ) Costumer Satisfation R.S.A. I. D’Este

41 41 D.-) Costumer Satisfation R.S.A. I. D’Este

42 42 D.-) Costumer Satisfation R.S.A. I. D’Este

43 43 D.-) Costumer Satisfation R.S.A. I. D’Este

44 44 D.-) Costumer Satisfation R.S.A. I. D’Este (considerando le risposte ottimo e buono…) Accoglimento % Assistenza Sanitaria% Igiene ambiente% Adeguatezza stanza% Qualità vitto% Benessere psico-fisico%

45 45 Costumer satisfation

46 46 D.- ) R.S.A.

47 47 D.16) RISTORAZIONE n° pasti confezionati per la R.S.A

48 48 D.16) RISTORAZIONE n° giornate alimentati

49 49 D.-) RISTORAZIONE COSTI di PRODUZIONE

50 50 D.-) RISTORAZIONE: Costumer satisfation

51 51 D.-) CENTRO DIURNO INTEGRATO A. BERTOLINI Azioni positive ed esiti Valutazione partecipazione progetto regionale sulle attività di animazione Attività di animazione in acqua Costumer satisfaction elevata Tasso di saturazione posti 100% Soggiorno estivo

52 52 D.-) TASSO SATURAZIONE CDI A. BERTOLINI

53 53 D..) CONTO ECONOMICO CDI

54 54 D.) AREA DOMICILIARITA’ Servizio di assistenza domiciliare per anziani e per portatori di handicap

55 55 D.21) SERVIZIO DI ASSISTENZA DOMICILIARE Alta intensità assistenziale Assistenza Domiciliare integrata: voucher per il Distretto di Mantova Partnership con Fornitori Partnership con ASL 264 Nuclei Familiari assistiti, di cui 228 ad elevato carico assistenziale

56 56 D.22) Servizio di Assistenza a Domicilio La razionalizzazione nell’allocazione delle risorse ha consentito di garantire una qualificata assistenza a 228 nuclei ad elevato carico assistenziale

57 57 D.-) COMPOSIZIONE PRESTAZIONI SAD

58 58 D.-) SAD:Conto Economico

59 59 D.24) ASSISTENZA IN REGIME AMBULATORIALE Servizio di Riabilitazione Servizio Nuoto Disabili

60 60 D.-) SERVIZIO DI RIABILITAZIONE E SERVIZIO NUOTO DISABILI La pluralità dei servizi, che caratterizza ASPeF, ha consentito : Integrazione attività Servizio di Riabilitazione e Servizio Nuoto Disabili Forte integrazione del Servizio di Riabilitazione con il CDI A. Bertolini ed ampliamento attività Supporto Servizio Assistenza Domiciliare Presa in carico attività ambulatoriali erogate dal SETRA e dagli ambulatori di Via Trento, in partnership con ASL e Az. Osp.C.Poma

61 61 D.26) AREA INTEGRAZIONE SOCIALE Dormitorio Dormitorio Semi Pensionato Semi Pensionato Pensionato Sociale Pensionato Sociale Agenzia di locazione temporanea Agenzia di locazione temporanea

62 62 D.27) AREA INTEGRAZIONE SOCIALE Differenziazione e qualificazione della risposta

63 63 D.-) AREA INTEGRAZIONE SOCIALE

64 64 D.29) AREA INTEGRAZIONE SOCIALE

65 65 D.30) AREA INTEGRAZIONE SOCIALE

66 66 D.31) CAPACITA' ACCOGLIENZA AREA INTEGRAZIONE SOCIALE

67 67 D.32) AREA MINORI Centro di Aggregazione Giovanile Centro di Aggregazione Giovanile Servizio di Assistenza Domiciliare Minori Servizio di Assistenza Domiciliare Minori

68 68 D.) AREA MINORI Integrazione servizi Centro Aggregazione Giovanile e Servizio Assistenza Domiciliare per Minori Organizzazione del Servizio a territorialità diffusa Forte partnership con le istituzioni territoriali di riferimento

69 69 D.) TIPOLOGIA UTENZA CENTRO AGGREGAZIONE GIOVANILE

70 70 D.) Volume attività Servizio di Assistenza domiciliare minori Media casi assistiti17 Ore annue di assistenza5700

71 71 D.) AREA HANDICAP Comunità Alloggio handicap

72 72 D.) COMUNITA’ ALLOGGIO HANDICAP Rafforzamento partnership con ANFFAS Tasso di saturazione 100% Pareggio conto economico Completamento arredi Comunità

73 73 D.) TASSO SATURAZIONE COMUNITA' ALLOGGIO HANDICAP

74 74 D.) CONTO ECONOMICO CAH

75 75 D.39) Valutazione esiti permanenza in CAH

76 76 D.40) AREA SALUTE Farmacia Due Pini Farmacia Gramsci

77 77 D.42) TREND FARMACIA GRAMSCI

78 78 D.43) TREND FARMACIA 2 PINI

79 79 D.) TRASPORTO PROTETTO Partnership tra ASPeF e Onlus “Trasporto Protetto Città di Mantova”

80 80 D.) TRASPORTO PROTETTO Aumento del numero di prestazioni

81 81 D.46) TRASPORTO PROTETTO COSTI

82 82 D.47) TREND ATTIVITA' TRASPORTO PROTETTO

83 83 D.) Struttura Acquisti: Fornitori per Acquisti materie prime e di consumo CONSUNTIVO controllare Fornitori% 2003 Fornitori% Confarma S.p.A.73,24Confarma S.p.A.65,00 2Tea S.p.A.4,51Artsana S.p.A.7,80 3Scapa S.p.A.3,80Paul Hartmann Spa2,70 4Comifar S.p.A.5,88Maccari Farmaceutici S.p.A. 3,70 5Co.Far.Pa. S.r.l4,08Vivisol S.r.l.3,10 6Farmacie Comunali Re2,88Scapa S.p.A.8,10 7Paul Hartmann S.p.A.2,27Artoni Bevande2,20 8Artsana S.p.A.1,14Pulitalia2,90 9Cattafesta e Guzzoni1,05Tea S.p.A.4,30 10Pfizer italia S.r.l.1,15Mazzola e Bignardi SpA0,20

84 84 E.)Valorizzazione Risorse Umane Mantenimento del tasso di occupazione Raggiunta flessibilità organizzativa Razionalizzazione dei costi Aumento professionalità

85 85 E.2) Valorizzazione Risorse Umane numero operatori/Costi Numero Operatori UominiDonneCosto Dipendenti ,12 Co.Co.Co ,68 Incarico Libero Professionale Coop./Associazioni ,13 Convenzioni con altri Enti ,90 Totale ,15

86 86 E.3) Valorizzazione Risorse Umane Partnership Rapporto 2003/2002

87 87 E.5) TIPOLOGIE DI RAPPORTO CONTRATTUALE 2003 Profilo Socio-SanitarioProfilo non Socio-Sanitario DIPENDENTI5730 Co.Co.Co/Lib. Prof./Conv2318 Cooperative/Associazioni36 N.B. i dati si riferiscono al turn over registrato

88 88 E.6) Valorizzazione delle Risorse Umane Formazione 2003 FormazioneDurataDipendenti coinvolti Squadra antincendio16 ore12 (11 con attestato) Operatori Ufficio Personale10 giornate2 Progetto L’Imprenditorialità Femminile 150 ore15 D. Lgs 626/94, movimentazione carichi e rischio biologico 8 ore65

89 89 E.7) Valorizzazione delle Risorse Umane Dipendenti per Fascia di Età FasciaNumero Dipendenti 2003 Numero Dipendenti 2002 Percentuale 2003 Percentuale ,001, ,883, ,1011, ,8518, ,7321, ,9515, ,2013, ,6315, ,660 Totale %

90 90 E.8) Valorizzazione delle Risorse Umane Età dei Dipendenti ETA’ MAGGIORI DA TOTALE8292

91 91 E.9) Valorizzazione delle Risorse Umane anzianità dipendenti ANZIANITA’ SOPRA TOTALE8292

92 E.10) Valorizzazione delle Risorse Umane Titolo di Studio dei Dipendenti TITOLO DI STUDIO Numero 2003 Numero 2002 Percentuale 2003 Percentuale 2002 Licenza elementare 1101,2110,87 Licenza media46 56,1050,00 Diploma251930,4920,65 Diploma Universitario 090,009,78 Laurea10812,208,70 Totale %

93 93 E.11) Struttura del Fatturato: Costo del lavoro Anno ELIMINARE

94 94 E.12) VOLONTARI TRASPORTO PROTETTO FASCE D’ETA’ FASCIA D’ETÀ NUMERO VOLONTARI 2003 NUMERO VOLONTARI 2002 PERCENTUALE 2001 PERCENTUALE , , , , , ,5 TOTALE40100%

95 95 E.13) VALORIZZAZIONE DELLE RISORSE UMANE VOLONTARI TRASPORTO PROTETTO TITOLO DI STUDIO TITOLONUMERO 2003 NUMERO 2002 PERCENTUALE 2002 PERCENTUALE 2002 Licenza elementare 717,5 Licenza media1845,0 Diploma1435,0 Laurea12,5

96 96 CONSIDERAZIONI FINALI

97 97 La prima riguarda la maturità aziendale di ASPeF. Nonostante i margini di miglioramento ancora possibili e comunque necessari, il lavoro svolto nel corso dei suoi cinque anni di vita ha portato l’azienda ad un livello di qualità gestionale assolutamente significativo, riconosciuto peraltro da interlocutori autorevoli. Negli ultimi tre anni, in particolare, questo processo ha manifestato un valore aggiunto si è consolidato e qualificato uno staff gestionale coordinato dalla Direzione Generale - apprezzato sia dai fruitori e portatori di interessi mantovani dei nostri servizi (OO.SS., Associazioni di Volontariato, al Forum Provinciale del Terzo Settore), che dalle molteplici realtà che settimanalmente fanno visita alla azienda o chiedono un contributo di riflessione ed esperienza per approntare azioni innovative nelle proprie amministrazioni – grazie al quale è possibile affrontare con maggiore serenità le complesse sfide che si pongono innanzi.

98 98 La seconda riguarda i risultati economici. Come è acquisito dalla letteratura scientifica e come risulta evidente al buon senso di tanti nostri concittadini laboriosi, il pareggio di bilancio non è, di per sé, indice di buona gestione. Esso può essere raggiunto eliminando semplicemente delle attività, nel nostro caso servizi che hanno a che fare con le condizioni di disagio, di malattia, di emarginazione, di mancanza di diritti fondamentali di cittadini delle diverse età. Al contrario, la politica aziendale è stata orientata all’aumento dei servizi gestiti, alla loro riqualificazione sulla base delle priorità emergenti dalla condizione di bisogno della popolazione, al coinvolgimento degli attori sociali significativi del territorio, dentro un quadro di profonda riduzione della quota dei trasferimenti regionali ( euro rispetto al 1998), di aumento dei costi del personale (stimabile in euro) e per forniture (adeguamento Istat), di assestamento della spesa per acquisti da parte del Comune, senza considerare la quota di spese generali che nella gestione in economia non emergeva e che invece è presente nel bilancio aziendale. Quindi, al di là del fatto che nel corso dell’esercizio si sia arrivati a produrre un utile di poco più di euro, più importante è capire come ci si è arrivati e quanto esso è indice di economicità, di efficienza, di efficacia, di qualità delle prestazioni erogate.

99 99 Cinque sono le voci di bilancio, se confrontate con il 2001, che assumono, al riguardo, particolare interesse: riduzione di euro dei costi di struttura e di euro di acquisti; sono gli indicatori economici della maturità aziendale di ASPeF sopra richiamata soprattutto in quanto correlati all’aumento delle prestazioni e al miglioramento della qualità delle stesse raggiunto

100 100 riduzione di euro di spese per il personale dipendente e aumento di euro di spese per servizi di assistenza e sanitari; si tratta di due dati determinati da fattori diversi anche se, dal punto di vista aziendale, debbono essere visti insieme; il primo ci dice, in sostanza, che una corretta gestione del personale dipendente rende concorrenziale il pubblico rispetto al privato, ovvero che grazie alle scelte concertate con i lavoratori e accompagnate dall’impegno della maggioranza di essi, quelli che potevano essere posti di lavoro a rischio oggi sono stabili e molto più sicuri di quanto non sarebbero diventati nel corso di questi anni con l’introduzione del regime di concorrenza tra erogatori; il secondo che, a prescindere dalla fase transitoria determinata dalla realizzazione della nuova rsa Luigi Bianchi e dalla ristrutturazione della rsa Isabella d’Este con la conseguente necessità di acquisire dall’esterno una parte dei servizi di assistenza al fine di poter richiedere l’accreditamento, è stato fatto un ulteriore sforzo per migliorare e stabilizzare la componente sanitaria, con le positive conseguenze sul piano della qualità dei servizi;

101 101 riduzione dei trasferimenti regionali di euro; questo dato, infine, conferma che la riduzione non è imputabile solamente al venir meno dell’ultima trance del contributo forfetario ex ONPI (pari a poco meno di euro) ma al quadro complessivo di riduzione della spesa e di revisione delle forme di finanziamento, attuate in particolare dalla Regione Lombardia.

102 102 La terza riguarda gli scenari prossimi e futuri. Per non perdere quanto fin qui fatto è assolutamente necessario approntare una o più azioni strategiche che rafforzino le performance economiche e qualitative dei servizi. Si tratta di delineare una o più società miste di scopo, con una forma giuridica appropriata a seconda del tipo di attività, che trasformino i rami aziendali delle farmacie, dei servizi domiciliari, della ristorazione, dei servizi per lavoratori, in entità imprenditorialmente autonome, controllate o comunque compartecipate in modo significativo da ASPeF.


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