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Istituto Omnicomprensivo Statale di Filadelfia – VV Istituto Comprensivo di Filadelfia Istituto Comprensivo di Briatico Istituto Omnicomprensivo di Pizzo.

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Presentazione sul tema: "Istituto Omnicomprensivo Statale di Filadelfia – VV Istituto Comprensivo di Filadelfia Istituto Comprensivo di Briatico Istituto Omnicomprensivo di Pizzo."— Transcript della presentazione:

1 Istituto Omnicomprensivo Statale di Filadelfia – VV Istituto Comprensivo di Filadelfia Istituto Comprensivo di Briatico Istituto Omnicomprensivo di Pizzo Verso un curricolo verticale nella scuola dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione Misure di accompagnamento

2 Gli ambienti in cui la scuola è immersa sono più ricchi di stimoli culturali, ma anche più contraddittori. Scuola ieri Monopolio delle informazioni e dei modi di apprendere Trasmissioni standardizzate e normative delle conoscenze Contenuti invarianti pensati per individui medi Logica del programma Scuola domani…già oggi ma non ancora :-) Pluralità di agenzie formative Percorsi formativi personalizzati Logica del curricolo: analisi dei bisogni formativi e costruzione del sapere

3 Il percorso di insegnamento/apprendimento deve tener conto di Molteplici cambiamenti che caratterizzano la nostra società Aumento di rischi e opportunità per la scuola, i docenti … per gli studenti per le famiglie

4 La scuola è investita da una domanda che comprende, insieme, l’apprendimento e “il saper stare al mondo” Imparare ad imparare =imparare come imparare = con-segnare un metodo di studio per apprendere in modo significativo, critico e sempre più autonomo una disciplina o materia che è punto di vista sulla realtà che la tradizione fornisce come ipotesi da assumere e innovare.

5 Curricolo, perché? Il contesto dell’autonomia richiede ad ogni istituto di assumersi la responsabilità di dotarsi di un proprio "curricolo di scuola" ed implica, perciò, il superamento di rigidi e minuziosi programmi nazionali in favore di quadri culturali più sintetici e di indirizzi di riferimento.

6 Curricolo primo ciclo Curricolo progressivo non più conclusivo dell’obbligo, caratterizzato dalla padronanza delle competenze di base Unitario, in cui il passaggio dagli ambiti alle discipline si costruisce per successive specificazioni e si declina all’interno di un’unità culturale, in grado di sviluppare una formazione integrale della persona

7 Curricolo primo ciclo orientativo, in grado di collegare l’esperienza personale con l’esplorazione dei contesti, utilizzando in modo graduale i saperi formalizzati in continuità, con la scuola dell’infanzia, nel passaggio graduale da un legame forte con le esperienze a forme più pronunciate di astrazione; con la scuola secondaria, mediante l’ulteriore formalizzazione dei saperi in campi disciplinari, saldandosi con il completamento dell’obbligo nel ciclo secondario.

8 Indicazioni nazionali Esplicitano “i livelli essenziali di prestazione del servizio che tutte le istituzioni scolastiche del Sistema Educativo Nazionale di Istruzione e Formazione sono tenute ad assicurare al fine di garantire il diritto personale, sociale e civile all’istruzione e alla formazione di qualità degli allievi”.

9 Indicazioni nazionali Il curricolo si delinea con particolare attenzione alla continuità del percorso educativo dai 3 ai 14 anni. Ogni scuola predispone il curricolo, all’interno del Piano dell’offerta formativa, nel rispetto delle finalità, dei traguardi per lo sviluppo delle competenze, degli obiettivi di apprendimento posti dalle Indicazioni. Il curricolo si articola attraverso i campi di esperienza nella scuola dell’infanzia e attraverso le discipline nella scuola del primo ciclo.

10 Indicazioni non programmi Progettazione creativa e responsabile di scelte educative e didattiche Non mera esecuzione di istruzioni Non applicazione burocratica di norme

11 Scuola: comunità che vive e si organizza imparando e “facendo” imparare da uomini La scuola si realizza come ambiente e mezzo come comunità che apprende come luogo e strumento dell’insegnamento/apprendimento di persone

12 Ipotesi di lavoro in vista di una meta Il traguardo può ritenersi raggiunto se le conoscenze disciplinari e interdisciplinari e le abilità operative apprese ed esplicitate nel sistema formale (la scuola), non formale (le altre istituzioni formative) e informale (la vita sociale nel suo complesso) sono diventate competenze personali di ciascuno.

13 Un consiglio di classe per l'intelligenza e la libertà dello studente Vuole e sa trovare risorse e tempo per.. creare in classe le condizioni del lavoro di comprensione coltivare simpatia ed apertura verso l'oggetto di apprendimento-insegnamento, con-segnando un metodo di studio raggiungere un linguaggio comune e definire unitariamente obiettivi, criteri e scale di valutazione

14 Un consiglio di classe per l'intelligenza e la libertà dello studente

15 Il perno del curricolo: la competenza Interrogarci a fondo Sul concetto di competenza Sulla natura delle competenze da promuovere, Sulla loro qualità "formativa" Sul rapporto tra apprendimento, insegnamento e competenze

16 Il perno del curricolo: la competenza La competenza è capacità del soggetto di trarre frutto autentico dalla conoscenza (base ineludibile sulla quale la competenza poggia), incrementando la propria apertura all’esperienza, il proprio rapporto cosciente e attivo con la realtà, il proprio protagonismo umano, sociale e culturale, la effectance e l’autoefficacia. La competenza, come indicatore di crescita integrale, implica senso dello scopo, del significato del vivere, della totalità, ed è generabile solo all’interno di rapporti autenticamente educativi. (R.Mazzeo)

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18 Cum-petere: con tutto se stesso e collaborando con tutti Classe in cui si scopre una comunanza di umanità un'interdipendenza nello svolgimento delle attività, unità e diversità lo studio come "dialogo" con i compagni, con i libri, con se stessi.

19 Disegno di valutazione delle competenze Che cosa guardare nell’atto valutativo? ciò che lo studente sa, ciò che sa agire e come, come sa essere, con ciò che sa.

20 Valutare per insegnare Condizioni per insegnare (e quindi valutare) competenze curare la qualità dell’apprendere con-segnare un metodo di studio sempre più personale, efficace e funzionale alla disciplina proporre un’esperienza di studio come esercizio della ragione, gesto di libertà, passione per il vero.

21 Autovalutazione per promuovere le competenze La valutazione guida e facilita l'autovalutazione, senza la quale non c'è consapevolezza della qualità di apprendimento, autoregolazione del processo, coscienza dei progressi e dei risultati nello studio, soddisfazione ed incremento della motivazione

22 Valutare le competenze Valutazione, documentazione e orientamento Accompagnano lo studente nel suo percorso scolastico promuovono l’azione riflessiva con lo studente favoriscono la collaborazione tra docenti nello scambio di informazioni, la continuità educativa, l’orientamento.

23 Passi per valutare competenze Valutazione, documentazione e orientamento 1.Definire i profili di competenza → situazione attesa 2.Proporre opportune attività ed esperienze significative nelle quali l’allievo faccia emergere prestazioni indicatrici della presenza di risorse e della loro mobilitazione → situazione osservata 3.Utilizzare Rubriche valutative per esplicitare: i criteri di valutazione, i livelli di qualità della prestazione, i criteri di attribuzione dei punteggi (scoring) alle prestazioni

24 Passi per valutare competenze Valutazione, documentazione e orientamento 4. → sistema di riferimento per l’assegnazione di significato e di valore agli esiti del confronto 5.Utilizzare Diari di bordo con resoconti dettagliati delle attività formative e valutative → ricostruzione dei processiche hanno portato agli esiti ottenuti 6.Esprimere un giudizio valutativo sulla base dei livelli EQF e del grado di padronanza delle competenze considerate → decisione conseguente alla valutazione (Roberto Trinchero, Università degli studi di Torino)

25 Riferimenti bibliografici Bezzi C. (2007), Cos’è la valutazione, Franco Angeli, Milano Hadji C., La valutazione degli azioni educative, Editrice La Scuola, Brescia 1995 Giussani L.(2004), Il rischio educativo, Rizzoli Gardner Howard (1993), Educare al comprendere, Feltrinelli Goleman D (1997), Intelligenza emotiva, Rizzoli Mazzeo R. (1997), Insegnare un metodo di studio, Il Capitello. Mazzeo R. (2005), L’organizzazione efficace dell’apprendimento, Erikson. Mazzeo R. (2011), Studiare: missione impossibile?, La Scuola Editrice Pellerey M. (2010), Ripensare le competenze, in Orientamenti Pedagogici, n. 2-3, Erikson Puricelli E., Le unità di apprendimento e gli obiettivi formativi, Scuola e didattica, 15 ottobre 2003 Reboul O. (1998), Apprendimento, insegnamento e competenza, Armando


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