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1 Assistenza infermieristica al paziente oncologico sottoposto a chemioterapia.

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Presentazione sul tema: "1 Assistenza infermieristica al paziente oncologico sottoposto a chemioterapia."— Transcript della presentazione:

1 1 Assistenza infermieristica al paziente oncologico sottoposto a chemioterapia

2 2 Tossicità §Intossicazione acuta o cronica §Azione sulle cellule a rapida crescita (epiteli, midollo osseo, follicoli…)

3 3 Chemioterapia §Utilizzo di agenti antineoplastici per provocare la distruzione delle cellule tumorali interferendo nelle funzioni di riproduzione cellulare §Per trattamenti sistemici §Può essere usata singolarmente, associata a terapia chirurgica o radioterapia o altri generi di terapia (ormonoterapia, terapia omeopatica)

4 4 Scopi della chemioterapia §Ridurre prima dell’intervento le dimensioni del tumore §Distruggere dopo l’intervento le cellule tumorali rimaste §Curare alcune forme di neoplasie

5 5 Tossicità §Gastrointestinale: nausea, vomito, anoressia l Trattamento con farmaci antiemetici, tecniche di rilassamento e distrazione, alimentazione con piccoli pasti o ridurre l’introduzione di cibo l L’intero apparato gastrointestinale è suscettibile di mucositi (infiammazione del rivestimento mucoso) che possono causare diarrea

6 6 Sintomi del paziente tumorale §Inappetenza: vista dal pz e dai familiari come peggioramento della patologia. l OBT: dare piacere al pz tramite tavola ben apparecchiata, compagnia, cibi preferiti, pasti piccoli, cibi morbidi e con alto contenuto proteico; posizione semi-seduta per evitare nausea. (Si evita l’NPT in caso di paziente terminale – in cure palliative – non cause chemioterapiche)

7 7 §Alterazione del gusto §infezioni del cavo orale per immunodepressione e malnutrimento l OBT: prevenzione con igiene del cavo orale dopo ogni pasto, usare spazzolini con setole morbide, collutori, pulizia protesi dentale. Evitare tabacco, cibi piccanti e caldi. Ammorbidire le labbra. Se grave frullare i cibi

8 8 Tossicità §Alopecia: consigliare foulard, parrucche, spazzole morbide per ridurre la caduta dei capelli. Consigliare di tagliare i capelli corti, non lavarli spesso, non fare permanenti o tinte e asciugarli a basse temperature

9 9 §Secchezza delle fauci: che comporta difficoltà a parlare, mangiare, deglutire. Utlizzare umidificatori, aumentare l’assunzione di liquidi, masticare ananas per aumentare la salivazione, bagnarsi la bocca con garza umida, spruzzare in bocca umettanti artificiali. Infusioni endovenose se necessario

10 10 §Nausea e vomito: praticare farmaci antiemetici per effetti immediati dovuti a farmaci e terapie che causano emesi. Praticare sciacqui e pulizia del cavo orale

11 11 Tossicità §Sistema emopoietico depressione del midollo osseo con riduzione di produzione delle cellule ematiche. La mielosopressione diminuisce il numero dei globuli bianchi, rossi, piastrine, aumentando il rischio di infezione ed emoraggia - il controllo dell’emocromo periodico - ruolo infermieristico = collaborare per la prevenzione di tali rischi ed eventualmente contribuire per una diagnosi precoce

12 12 Tossicità : sistema renale §Danni renali durante l’escrezione dei chemioterapici in seguito ad accumulo di residui - controllo periodico di azotemia, creatinina e della clereance della creatinina

13 13 Il Dolore §E’ dimostrato che la conoscenza in merito al dolore è aumentata negli ultimi 20 anni con ricerche e insegnamenti in merito. §Solo negli anni 80 compaiono riviste inf. Che parlano di dolore in modo sistematico §le tre grandi spinte sono state: il parto, i pz con cancro e pz con malattie cronico degenerative

14 14 Segni e sintomi del dolore §Stretta alla gola §sospiri e senso di soffocamento §persita di peso, nausea §tensione §senso di irrealtà §distanza dagli altri §preoccupazione e senso di colpa §relazioni con gli altri condotte con irritabilità §concentrazione limitata e nervosismo

15 15 Metodiche per il controllo del dolore §Controllo dell’analgesia da parte del paziente: l tecniche di analgesia loco-regionale l sistemi totalmente impiantabili l terapie psicologiche l tens

16 16 Catetere rachideo §Si introduce un ago nello spazio peridurale lasciando in situ un catetere §è presente un filo antibatterico sostituito ogni giorni e medicato settimanalmente salvo necessità §si introduce fisiologica e oppiaceo con bolo o pompa infusionale §effetti collaterali: ritenzione urinaria, stipsi, vomito, sonnolenza, sudorazione

17 17 Pompa §Studiata per mantenere un livello ottimale di analgesico durante il periodo di trattamento sia in ospedale che a casa §funzionano con pile, si impostano velocità, dose somm.ta, n° chiamate fatte, limite delle chiamate §se in stop esiste un segnale acustico

18 18 Sistema Infusor §Ha un cilindro elastomerico, che riempito funge da contenitore di farmaco §è monouso, non dipende da altre fonti di energia, ha un peso ridotto §non permette regolazione §si può collegare per via EV, SC e epidurale §può avere il sistema chiamata

19 19 Manipolazione antiblastici: linee guida 7/10/1999 §Preparazione da parte di personale qualificato e aggiornato §Sede centralizzata l zona filtro: (con wc, doccia, uno spogliatoio) locale per stoccaggio dei mezzi di protezione individuale - maschere, camice, calzare, guanti) e quelli di pronto intervento (maschere con filtro, camici monouso, materiale per assorbire il farmaco, ipoclorito di sodio al 10% per la neutralizzazione chimica per eventuali incidenti causali), sistemi che evitano contemporaneamente l’apertura di porte e finestre

20 20 Aspirazione controllata §Con cappe a flusso laminare verticale - per controllare la dispersione di farmaco (polveri, aereosoldispersa, aereosol,) attraverso la cappa a flusso laminare di classe II dotate di filtri HEPA (higt efficienty particulate Air) per le preparazioni sterili - manuntenzione periodica e pulizia con disinfezione/decontaminazione

21 21 segue §Pavimenti e pareti in materiale plastico lavabile §idoneo ricambio di aria naturale o forzato in depressione rispetto agli ambienti comunicanti (10 ricambi/h) §Cappa lontana da porte e finestre §Comunicazione vivavoce §Zona di decontaminazione (lavandino, pedale, lava occhi di sicurezza §Kit di emergenza decontaminazione ambientale §Contenitore rigido per rifiuti speciali ed ospedalieri (RSO) §Protocolli con le procedure di sicurezza

22 22 Momenti di maggior rischio di contaminazione §Apertura della fiala - disinfettare con alcool prima dell’apertura e con l’aiuto di una garza sterile §estrazione ago da flacone - §espulsione dell’aria dalla siringa per il dosaggio del farmaco

23 23 L’operatore deve accertarsi di aver preparato §Telino monouso Tnt §Siringhe con attacco luer - lock §Garze monouso in Tnt §Cloroderivato per la decontaminazione §Contenitore rigido per taglienti

24 24 Si raccomanda §Uso di detergenti a ph elevato (sapone di marsiglia e ipoclorito di sodio) §alcool etilico al 70% per la pulizia della cappa prima di introdurci il materiale per la preparazione o (ipoclorito di sodio al 55 - LG. 1999)

25 25 Procedure di emergenza in caso di contaminazione accidentale §Notifica dal responsabile di U.O. alla direzione sanitaria e contattare il Servizio di Prevenzione e Protezione e il medico competente, con data ora, luogo, il nome del farmaco nominativi operatori contaminati e descrizione dell’incidente - intervento di bonifica ambientale

26 26 §Camice in tessuto non tessuto §Maschera rigida a conchiglia

27 27 KIt d’emergenza in caso di contaminazione ambientale §Camice in tessuto non tessuto §Maschera rigida a conchiglia con carbone attivo (FPP3) §Occhiali di protezione §Guanti in gomma §Calzari monouso §Cuffia monouso in tnt §Fogli assorbenti §Contenitore rigido per taglienti §Contenitore per rifiuti speciali §Ipoclorito di sodio al 5% per detergere §Spazzola monouso §Paletta a perdere monouso §Kit antidoti per contaminazione personale §acqua §Sol fisiologica §Sapone §Sol. Tampone fosfato §Pomata cortisonica §Sol. Di sodio carbonato

28 28 Camici §Si consiglia l’uso di guanti di tipo chirurgico in tnt, e non di stoffa, a maniche lunghe con polsino e manicotto elastico o maglia - i guanti devono aderire sopra il camice stesso

29 29 §Occhiali protettivi: certificati Uni - EN 166 garanzia trattamento antiappanante e uso di lenti otticamente neutre con protezione laterale §Maschere a conchiglia: protezione FFP3 quelle chirurgiche non garantiscono protezione §Cuffie tnt per proteggere i capelli da inquinanti e per evitare le contaminazioni da capelli

30 30 Azioni da eseguire §Muovere le braccia solo in direzione parallela al piano di lavoro §lavorare al centro della cappa §Tenere il flacone leggermente inclinato §Pulire e disinfettare l’interno della cappa §Spegnere la cappa 30 minuti dopo l’ultima manipolazione §Aprire le fiale dopo aver letto le indicazioni §Avvolgere il collo delle fiale con garza sterile inbevuta di alcool per evitare dispersione del farmaco e ferite

31 31 Al termine del lavoro §Indossare i dispositivi di protezione individuale §I piani e le superfici vanno lavate con soluzione acquosa di ipoclorito di sodio al 10% o con alcool al 70%

32 32 Somministrazione chemioterapico §Via orale, ev, sc, im, locale, locoregionale (con cateteri) §Per somministrazioni prolungate CVC o sistemi totalmente impiantabili (port a cath) programmare prima che le vene periferiche siano danneggiate §Sistemi butterfly per boli e somministrazioni brevi - facendo attenzione al patrimonio vascolare §Tutti i dispositivi devono essere dotati di sistema luer look sistemi a 3 rubinetti per alternare chemioterapico vescicante a soluzione fisiologica

33 33 Materiali per infusione periferica §CVP in teflon o poliuretano, aghi butterfly, deflussori, raccordi a rubinetto o giunti Y con connessione luer - look §Materiale: laccio, guanti monouso, camici monouso in tnt, occhiali in plastica, telino monouso in TNT, occhiali in plastica, telino monouso in tnt con un lato impermeabile, garze non sterili, cerotto medicato, disinfettante cutaneo (clorexidina al 2%) tappino perforabile, eventuale set per prelievo, arcella monouso contenitore rigido per aghi, bidone per rifiuti speciali Ospedalieri e taglienti

34 34 Scelta del sito venoso periferico §Attenzione al patrimonio venoso – preferire vene affidabili di calibro adeguato tollelarbile dalla persona §Una volta scelta la vena ed incanulata iniziare l’infusione con sol fis per valutare di essere perfettamente in vena e prevenire lo stravaso §Educare il paziente

35 35 Sito centrale §Port a cath §PICC line (peripherically Inserted central Catheter §CVC giugulare o succlavia l scarso patrimonio venoso, farmaci istolesivie ad elevata osmolarità, terapie di lunga durata e continua, supporto nutrizionale

36 36 Port a cath PICC

37 37 Stravaso del sito centrale §Causa scorretto posizionamento del prot, disgiunzione del catetere, danni del catetere nella parte tunnellizzata.

38 38 Stravaso : perché pericoloso §Evento avverso con accidentale fuoriuscita del farmaco dal sito di inserzione nel tessuto circostante. Ciò può comportare un danno funzionale o estetico con conseguenze anche irreversibili tanto da costituire un problema di ordine medico legale

39 39 Incidenza stravasi §Dai dati del centro studi EBN è tra 0,1% - 6,5% mentre in passato erano attorno al 20%-30% §Cardine della gestione è la PREVENZIONE

40 40 Tossicità locale: stravaso §I chemioterapici si distinguono in Necrotizzanti, Vescicanti, irritanti e non irritanti 1.Necrotizzanti: si legano al DNA e producono danno immediato con ulterazione e necrosi dei tessuti. Causano una tossicità grave a lungo termine spesso si rende necessario un intervento chirurgico. 1. Atracicline, Doxorubicina (ha capacità lipofile e rimane a lungo nei tessuti)

41 41 2. Vescicanti §Hanno la capacità di essere metabolizzati velocemente in conseguenza inducono un danno immediato con infiltrato infiammatorio con formazione di flittene e edemi causando danni alla funzionalità e dolore intenso (es.mostarde azotate, alcaloidi della vinca, derivanti del platino, taxani)

42 42 3. Irritanti §Causano sofferenza venosa ma raramente conseguenze serie (ciclofosfamide, fluorouracile ecc)

43 43 4. Non vescicante e non irritanti §Es. Metotrexato sodio, se esce dal lume ematico non causa danni ai tessuti solo stravaso del farmaco.

44 44 Identificazione dello stravaso §Dolore nella sede di inserzione §Rallentamento o interruzione del flusso §Assenza del reflusso ematico §Aumento della resistenza in caso di infusione §Presenza di gonfiore o eritema §Alterazione del colorito cutaneo attorno al sito di infusione §Comparsa di rigonfiamento della parete toracica o di dolore retrosternale in pazienti con accesso venoso centrale

45 45

46 46 Principi per il trattamento §Spesso sottovalutato e non notificato §In caso di sospetto occorre intervenire tempestivamente: interrompendo l’infusione senza rimuovere l’ago (Joanna Briggs Istitute livello IV) aspirare nel sottocute più possibile farmaco stravasato §Ora rimuovere l’ago ed elevare l’arto del paziente per almeno 48 h. §Applicare impacchi ghiaccio o caldi in caso di alcaloidi della vinca o taxani. In letteratura non sono riportati studi in merito all’applicazione del calore o ghiaccio negli stravasi citotossici

47 47 KIT per stravaso §Anestetico per uso topico §Disinfettante cutaneo §INDIVIDUARE ANTIDOTI SPECIFICI § Idrocortisone – crema cortisonica §Acqua per preparazioni iniettabili §Siringhe monouso §Aghi gouge 24 (piccolo calibro) §Pennarello indelebile (fotografia della lesione) §Ghiaccio per impacchi §Garze sterili §Sospensore per arto

48 48 segue §Segnalare e circoscrivere la zona interessata e fotografarla – per monitorarla nel tempo §Nel frattempo chiamare il medico §Utilizzare gli ANTIDOTI ( glucorticoidi, sodio bicarbonato. §Tali faramaci a seconda delle indicazioni vanno somministrati per via sottocutanea, o per via endovenosa o per uso topico

49 49 Trattamento chirurgico §Escissione locale del tessuto coinvolto con eliminazione della parte necrotica e per la presenza dell’antiblastico nel tessuto (efficace nelle prime 24 ore) §Segue innesto cutaneo

50 50 TECNICA FLUSCHUT

51 51 Scheda di rilevazione e monitorizzazione dello stravaso §L’evento va denunciato alla Direzione Sanitaria, per fini assicurativi e legali, Documentare sulla scheda apposita i dati anagrafici, patologia, tipo di farmaco, data di somministrazione, trattamento adottato, data intervento, infermiere che ha eseguito la procedura, nome del medico che ha prescritto l’antidoto. §Controllare il paziente nel tempo con visite e follw-up dal neurologo e dermatologo

52 52 STRAVASO DA DOXORUBICINA

53 53 STRAVASO DA VESCICANTE

54 54 FLEBITE

55 55 STRAVASO DA VESCICANTE


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