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Università degli Studi di Perugia STEFANO VILLAMENA MODULO 2 COSTITUZIONI E COSTITUZIONALISMO NEI PAESI ARABI.

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Presentazione sul tema: "Università degli Studi di Perugia STEFANO VILLAMENA MODULO 2 COSTITUZIONI E COSTITUZIONALISMO NEI PAESI ARABI."— Transcript della presentazione:

1 Università degli Studi di Perugia STEFANO VILLAMENA MODULO 2 COSTITUZIONI E COSTITUZIONALISMO NEI PAESI ARABI

2 Università degli Studi di Perugia STEFANO VILLAMENA UNO SGUARDO ALLE SINGOLE REALTA’ COSTITUZIONALI IL MAROCCO COSTITUZIONE VIGENTE (1996) “Parlamentarismo monarchico di ispirazione francese”

3 Università degli Studi di Perugia STEFANO VILLAMENA IL PREMABOLO “IL REGNO DEL MAROCCO … E' UNO STATO ISLAMICO A REGIME MONARCHICO” 1. Tipico della esperienza francese 2. Preambolo:come dichiarazione programmatica 3. Evoluzione che si ebbe nell’ordinamento francese

4 Università degli Studi di Perugia STEFANO VILLAMENA I PRINCIPI FONDAMENTALI COSA SONO I “PRINCIPI FONDAMENTALI”? * Criteri ermeneutici; limiti alla revisione costituzionale

5 Università degli Studi di Perugia STEFANO VILLAMENA I PRINCIPI FONDAMENTALI ARTICOLO 1 IL MAROCCO E' UNA MONARCHIA COSTITUZIONALE DEMOCRATICA E SOCIALE Cosa si intende con le espressioni: “democratica” e “sociale”?

6 Università degli Studi di Perugia STEFANO VILLAMENA I PRINCIPI FONDAMENTALI ARTICOLO 2 LA SOVRANITA' APPARTIENE ALLA NAZIONE CHE LA ESERCITA DIRETTAMENTE MEDIANTE REFERENDUM E INDIRETTAMENTE ATTRAVERSO LE ISTITUZIONI COSTITUZIONALI SUSSISTE UNA DIFFERENZA TRA “POPOLO” E “NAZIONE”?

7 Università degli Studi di Perugia STEFANO VILLAMENA SEGUE … I PRINCIPI FONDAMENTALI (E RELIGIOSI) ARTICOLO 5 TUTTI I CITTADINI MAROCCHINI SONO UGUALI DI FRONTE ALLA LEGGE AFFERMAZIONE DELLA C.D. EGUAGLIANZA FORMALE

8 Università degli Studi di Perugia STEFANO VILLAMENA PRINCIPIO “CONFESSIONALE” ARTICOLO 6 L'ISLAM E' LA RELIGIONE DELLO STATO. LO STATO DEVE GARANTIRE LA LIBERTA' DI CULTO A TUTTI. - Lo Statuto Albertino [4 marzo 1848] – nel preambolo contenente la dichiarazione del Re CARLO ALBERTO – affermava: “Per la grazia di Dio …” Art La Religione Cattolica, Apostolica e Romana è la sola Religione dello Stato. Gli altri culti ora esistenti sono tollerati conformemente alle leggi.

9 Università degli Studi di Perugia STEFANO VILLAMENA SEGUE … I PRINCIPI ARTICOLO 8 UOMINI E DONNE DEVONO GODERE DEGLI STESSI DIRITTI POLITICI. SONO ELETTORI TUTTI I CITTADINI MAGGIORENNI DEI DUE SESSI

10 Università degli Studi di Perugia STEFANO VILLAMENA SEGUE … PRINCIPI ARTICOLO 9 LA COSTITUZIONE DEVE GARANTIRE A TUTTI I CITTADINI QUANTO SEGUE: -LIBERTA' DI MOVIMENTO E DI SISTEMAZIONE IN OGNI PARTE DEL REGNO -LIBERTA' DI OPINIONE, DI ESPRESSIONE IN OGNI FORMA E DI ASSEMBLAMENTO PUBBLICO -LIBERTA' DI ASSOCIAZIONE E DI APPARTENENZA A QUALSIASI UNIONE O GRUPPO POLITICO -NESSUNA LIMITAZIONE, PUO' ESSERE APPLICATA NELL'ESERCIZIO DI TALI LIBERTA', SE NON IN BASE ALLA LEGGE (principio della riserva di legge)

11 Università degli Studi di Perugia STEFANO VILLAMENA SEGUE … I PRINCIPI ARTICOLO 10 NESSUNO PUO' ESSERE ARRESTATO, MESSO SOTTO CUSTODIA O PENALIZZATO SE NON NELLE CIRCOSTANZE E PROCEDURE PRESCRTITTE DALLA LEGGE. IL DOMICILIO E' INVIOLABILE. IL MANDATO DI PERQUISIZIONE DEVE ESSERE ADOTTATTO E LE INDAGINI AVVIATE NEL RISPETTO DELLE CONDIZIONI E DELLE PROCEDURE PREVISTE DALLA LEGGE Cioè (anche se non c’è il riferimento al Giudice) l’ “habeas corpus” - Adottato in tutte le Costituzioni occidentali - Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo adottata dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 10 dicembre 1948, che all'Articolo 9 recita: Nessun individuo potrà essere arbitrariamente arrestato, detenuto o esiliato.

12 Università degli Studi di Perugia STEFANO VILLAMENA Un piccolo cenno storico Habeas Corpus Act (il 27 maggio 1679) Il writ di habeas corpus - La sua importanza può meglio essere compresa se si considera che nel diritto originario ogni suddito poteva essere soggetto a una pluralità di giurisdizioni locali (dei “signorotti” locali). - Tutte potevano disporre fisicamente del soggetto. - Con l'emissione del writ di habeas corpus una Corte reale poteva ordinare a qualsiasi altra giurisdizione la consegna del prigioniero garantendolo dall'arbitrio.

13 Università degli Studi di Perugia STEFANO VILLAMENA LA FORMA DI GOVERNO (IL MONARCA) ARTICOLO 19 IL RE "AMIR AL-MUMIN" (CAPO DELLA FEDE) E‘ - RAPPRESENTANTE SUPREMO DELLA NAZIONE - GARANTE DELLA PERPETUAZIONE E DELLA CONTINUITA' DELLO STATO - DIFENSORE DELLA FEDE - DEVE GARANTIRE IL RISPETTO DELLA COSTITUZIONE - DEVE ESSERE IL PROTETTORE DEI DIRITTI E DELLE LIBERTA' DEI CITTADINI, DEI GRUPPI SOCIALI E DELLE ORGANIZZAZIONI

14 Università degli Studi di Perugia STEFANO VILLAMENA I POTERI DI NOMINA DEL MONARCA ARTICOLO 24 - IL RE DEVE NOMINARE IL PRIMO MINISTRO - UNA VOLTA NOMINATO IL PRIMO MINISTRO, IL RE DEVE NOMINARE GLI ALTRI MEMBRI DEL GOVERNO, PUO’ METTERE FINE ALLE LORO FUNZIONI - IL RE PONE FINE ALLE FUNZIONI DEL GOVERNO SIA PER SUA INIZIATIVA CHE A CAUSA DI DIMISSIONI DEL GOVERNO

15 Università degli Studi di Perugia STEFANO VILLAMENA I POTERI DEL RE ARTICOLO 25 IL RE DEVE PRESIEDERE ALLE RIUNIONI DEL CONSGLIO DEI MINISTRI ARTICOLO 27 IL RE PUO' SCIOGLIERE UNA O DUE CAMERE DEL PARLAMENTO CON DECRETO REALE

16 Università degli Studi di Perugia STEFANO VILLAMENA I POTERI “ECCEZIONALI” I POTERI ECCEZIONALI OVVERO QUANTO DI PIU’ LONTANO DAL COSTITUZIONALISMO IN SENSO PIENO

17 Università degli Studi di Perugia STEFANO VILLAMENA (PREMESSA: IL MODELLO FRANCESE) Art. 16. – Quando: - le istituzioni della Repubblica, - l'indipendenza della Nazione, - l'integrità del territorio - l'esecuzione degli impegni internazionali - sono minacciati in maniera grave ed immediata e il regolare funzionamento dei poteri pubblici costituzionali è interrotto, - il Presidente della Repubblica adotta le misure richieste da tali circostanze, L'Assemblea Nazionale non può essere sciolta durante l'esercizio dei poteri eccezionali.

18 Università degli Studi di Perugia STEFANO VILLAMENA CLAUSOLE DI SALVAGUARDIA (ART. 16 COSTITUZIONE FRANCESE) - Sentiti il Primo Ministro, i Presidenti delle assemblee ed il Presidente del Consiglio Costituzionale. - informandone la Nazione mediante un messaggio. - I provvedimenti devono essere ispirati alla volontà di assicurare ai poteri pubblici costituzionali, nel minor tempo possibile, i mezzi necessari per provvedere ai loro compiti. - II Consiglio Costituzionale è consultato in materia. - Il Parlamento si riunisce di diritto. - L'Assemblea Nazionale non può essere sciolta durante l'esercizio dei poteri eccezionali.

19 Università degli Studi di Perugia STEFANO VILLAMENA I POTERI “ECCEZIONALI” il modello storico. La Costituzione di Weimar del 1919 L’Art Il presidente può prendere le misure necessarie al ristabilimento dell’ordine e della sicurezza pubblica, quando essi siano turbati o minacciati in modo rilevante, e, se necessario, intervenire con la forza armata. - A tale scopo può sospendere in tutto o in parte la efficacia dei diritti fondamentali stabiliti dagli articoli 114, 115, 117, 118, 123, 124 e 153.

20 Università degli Studi di Perugia STEFANO VILLAMENA Segue … le limitazioni ai diritti fondamentali di cui all’art. 48 Art. 114 La libertà della persona è inviolabile. Una diminuzione è possibile solo in virtù di legge. Art. 115 L’abitazione di ogni tedesco è per lui un luogo di asilo ed è inviolabile. Eccezioni sono ammissibili solo in virtù di legge Art. 117 Il segreto epistolare e quello telegrafico e telefonico è inviolabile, salvo le limitazioni da stabilire con legge del Reich. Art. 123 Tutti i tedeschi hanno il diritto di riunirsi pacificamente e senza armi, all’infuori di ogni preavviso, o speciale permesso. La legge può subordinare le riunioni all’aperto all’obbligo del preannunzio e disporre la loro proibizione quando da esse derivi un immediato pericolo per la sicurezza pubblica.

21 Università degli Studi di Perugia STEFANO VILLAMENA SEGUE … I POTERI DEL RE ARTICOLO 35 IN CASO DI MINACCIA ALL'INTEGRITA' TERRITORIALE DELLA NAZIONE O IN CASO DI INTERRUZIONE DEL NORMALE CORSO DELLE ISTITUZIONI COSTITUZIONALI IL RE HA IL DIRITTO DI DICHIARARE LO STATO DI ECCEZIONE…

22 Università degli Studi di Perugia STEFANO VILLAMENA I LIMITI AL POTERE DI ECCEZIONE PREVISTI NELL’ART AVER CONSULTATO IL PRESIDENTE DELLA CAMERA DEI RAPPRESENTANTI, IL PRESIDENTE DELLA CAMERA DEL CONSIGLIO, IL PRESIEDENTE DEL CONSIGLIO COSTITUZIONALE … DEVE ESSERSI RIVOLTO ALLA NAZIONE - “LO STATO DI ECCEZIONE NON DETERMINA LO SCIOGLIMENTO DEL PARLAMENTO” - Formula molto equivoca: perché sembrerebbe voler dire che, al momento della dichiarazione, lo scioglimento non può avvenire. Ma dopo sembrerebbe di sì.

23 Università degli Studi di Perugia STEFANO VILLAMENA IL PARLAMENTO ARTICOLO 36 IL PARLAMENTO … FORMATO DA DUE CAMERE: CAMERA DEI RAPPRESENTANTI (la sola a poter votare La sfiducia) CAMERA DEL CONSIGLIO.

24 Università degli Studi di Perugia STEFANO VILLAMENA SEGUE … LE IMMUNITA’ PARLAMENTARI (LA INSINDACABILITA’) ARTICOLO 39 NESSUN MEMBRO PUO' ESSERE PERSEGUITO OPINIONI ESPRESSE O VOTO NELLO SVOLGIMENTO DELLE SUE FUNZIONI. ECCETTO QUANDO TALI OPINIONI SIANO INGIURIOSE NEI CONFRONTI DEL SISTEMA MONARCHICO E DELLA RELIGIONE ISLAMICA

25 Università degli Studi di Perugia STEFANO VILLAMENA IL PARLAMENTO: ORGANO LIMITATO (perché non continuo) 1. ARTICOLO 40 IL PARLAMENTO DEVE SVOLGERE LE RIUNIONI DURANTE LE DUE SESSIONI ANNUALI. …

26 Università degli Studi di Perugia STEFANO VILLAMENA SEGUE … LA RISERVA DI REGOLAMENTO (tipica del sistema francese) 2. ARTICOLO 46 IN AGGIUNTA ALLE MATERIE ESPLICITAMENTE ASSEGNATE IN ALTRI ARTICOLI DELLA COSTITUZIONE, IL POTERE LEGISLATIVO DEVE AVERE COMPETENZA NELLE SEGUENTI MATERIE: …

27 Università degli Studi di Perugia STEFANO VILLAMENA SEGUE … 2.1. ARTICOLO 47 LE MATERIE AL DI FUORI DELL’AMBITO LEGISLATIVO SARANNO DISCIPLINATE MEDIANTE REGOLAMENTI (* mentre, l’ art. 37 della Costituzione francese dice: “Le materie diverse da quelle riservate alla legge hanno carattere regolamentare”.)

28 Università degli Studi di Perugia STEFANO VILLAMENA IL GOVERNO ARTICOLO 59 IL GOVERNO DEVE ESSERE COMPOSTO DAL PRIMO MINISTRO E DAI MINISTRI ARTICOLO 60 IL GOVERNO DEVE RISPONDERE AL RE E AL PARLAMENTO

29 Università degli Studi di Perugia STEFANO VILLAMENA SEGUE … ARTICOLO 76 - LA CAMERA DEI RAPPRESENTANTI PUO’ FAR VALERE LA RESPONSABILITA’ DEL GOVERNO, ADOTTANDO UNA MOZIONE DI SFIDUCIA. - LA MOZIONE DI SFIDUCIA DEVE ESSERE APPROVATA … CON VOTO A MAGGIORANZA ASSOLUTA DEI MEMBRI.

30 Università degli Studi di Perugia STEFANO VILLAMENA IL CONSIGLIO COSTITUZIONALE ARTICOLO 79 IL CONSIGLIO COSTITUZIONALE … - FORMATO DA SEI MEMBRI NOMINATI DAL RE PER UN PERIODO DI NOVE ANNI, - ALTRI SEI MEMBRI SONO NOMINATI PER LO STESSO PERIODO: META’ DI LORO DAL PRESIDENTE DELLA CAMERA DEI RAPPRESENTANTI E L’ALTRA META’ DAL PRESIDENTE DELLA CAMERA DEI CONSIGLI. … * Distinzione con il sistema francese (v. dopo)

31 Università degli Studi di Perugia STEFANO VILLAMENA In Francia … Art Il Consiglio Costituzionale comprende nove membri, il cui mandato dura nove anni e non è rinnovabile. - Tre sono nominati dal Presidente della Repubblica, tre dal Presidente dell'Assemblea Nazionale, tre dal Presidente del Senato. - Fa parte di diritto e a vita del Consiglio Costituzionale chi è stato Presidente della Repubblica. - Il Presidente è nominato dal Presidente della Repubblica. In caso di parità, il suo voto prevale.

32 Università degli Studi di Perugia STEFANO VILLAMENA IL CONTROLLO OBBLIGATORIO ART LE LEGGI ORGANICHE – PRIMA DI ESSERE PROMULGATE – E LE REGOLE DI PROCEDURA DI OGNI CAMERA PRIMA DELL’ATTUAZIONE – DEVONO ESSERE SOTTOPOSTE AL CONSIGLIO COSTITUZIONALE PER VERIFICARE LA COOERENZA CON LA COSTITUZIONE.

33 Università degli Studi di Perugia STEFANO VILLAMENA SEGUE … IL CONTROLLO EVENTUALE (controllo “preventivo” ed “astratto”) ART. 81 LE LEGGI POSSONO ESSERE SOTTOPOSTE AL CONSIGLIO COSTITUZIONALE … PRIMA DELLA PROMULGAZIONE, DAL RE … DAL PRIMO MINISTRO, DAL PRESIDENTE DELLA CAMERA DEI RAPPRESENTANTI, DAL PRESIDENTE DELLA CAMERA DEI CONSIGLI O DA UN QUARTO DEI MEMBRI CHE FORMANO UNA O L’ALTRA CAMERA * Vedi dopo modello francese

34 Università degli Studi di Perugia STEFANO VILLAMENA Modello francese (id. controllo “preventivo” ed “astratto”) Art. 61. sono sottoposti al Consiglio Costituzionale: - Prima della loro promulgazione le leggi organiche - I regolamenti delle assemblee parlamentari, prima della loro entrata in vigore. - Agli stessi effetti, le leggi possono essere deferite al Consiglio Costituzionale, prima della loro promulgazione, dal Presidente della Repubblica, dal Primo Ministro, dal Presidente dell'Assemblea Nazionale, del Presidente del Senato, o da 60 deputati o 60 senatori.

35 Università degli Studi di Perugia STEFANO VILLAMENA LA REVISIONE COSTITUZIONALE (la “rigidità” costituzionale) ARTICOLO 104 UNA PROPOSTA DI REVISIONE … DEVE ESSERE - ADOTTATA SOLO SE VOTATA DA DUE TERZI DELLA MAGGIORANZA DEI MEMBRI DELLA CAMERA. - ESSERE SOTTOPOSTA ALL’ALTRA CAMERA CHE PUO’ ADOTTARLA CON DUE TERZI DELLA MAGGIORANZA DEI MEMBRI

36 Università degli Studi di Perugia STEFANO VILLAMENA SEGUE … REFERENDUM: “NECESSARIO” ARTICOLO 105 I PROGETTI DI REVISIONE E LE PROPOSTE DEVONO ESSERE SOTTOPOSTE ALLA NAZIONE CON REFERENDUM DECISO CON DECRETO REALE…

37 Università degli Studi di Perugia STEFANO VILLAMENA I LIMITI ALLA REVISIONE ARTICOLO 106 NON POSSONO ESSERE SOTTOPOSTE A REVISIONE COSTITUZIONALE - STATO DI MONARCHIA - LE NORME RIFERITE ALLA RELIGIONE ISLAMICA

38 Università degli Studi di Perugia STEFANO VILLAMENA I LIMITI ALLA REVISIONE (CASO FRANCESE) Art. 89. La forma repubblicana di governo non può costituire l'oggetto di una revisione.

39 Università degli Studi di Perugia STEFANO VILLAMENA PROCEDIMENTO (CASO FRANCESE) Art I CASO. Il disegno o la proposta di revisione deve essere votata dalle due assemblee nell'identico testo. La revisione è definitiva dopo essere stata approvata con referendum. - II CASO. Il progetto di revisione non è sottoposto a referendum quando il Presidente della Repubblica decide di sottoporlo al Parlamento convocato in Congresso; in tal caso, il progetto di revisione si considera approvato solo se riporta la maggioranza dei tre quinti dei voti validi.

40 Università degli Studi di Perugia STEFANO VILLAMENA CASO FRANCESE (“UN FATTO DA RICORDARE”) L’INTRODUZIONE DELLA ELEZIONE DIRETTA NEL CASO DELLA V REPUBBLICA FRANCESE Art. 6. II Presidente della Repubblica è eletto per cinque anni a suffragio universale diretto.

41 Università degli Studi di Perugia STEFANO VILLAMENA LO “STRATAGEMMA” DI DE GAULLE (per bypassare l’art. 89) Art Il Presidente della Repubblica, su proposta del Governo - può sottoporre referendum ogni progetto di legge concernente l'organizzazione dei pubblici poteri comportante l'approvazione di un accordo della Comunità o tendente ad autorizzare la ratifica di un trattato - che, senza essere contrario alla Costituzione, potrebbe avere incidenza sul funzionamento delle istituzioni. - Se il referendum è favorevole, il Presidente della Repubblica promulga la legge


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