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ECONOMIA AZIENDALE (CORSO PROGREDITO) ECONOMIA AZIENDALE 1.

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Presentazione sul tema: "ECONOMIA AZIENDALE (CORSO PROGREDITO) ECONOMIA AZIENDALE 1."— Transcript della presentazione:

1 ECONOMIA AZIENDALE (CORSO PROGREDITO) ECONOMIA AZIENDALE 1

2 Affinché una società possa esercitare l'attività di assicurazione sia nei rami danni che nel ramo vita è necessario che vi sia: a) l’autorizzazione da parte dell’IVASS per l'esercizio dell'attività assicurativa; b) sussistenza di taluni requisiti minimi di capitale; c) onorabilità e professionalità dei soggetti che intendono amministrare l'impresa; d) validità del programma di attività presentato; e) in ciascun esercizio di attività, mezzi patrimoniali sufficienti a garantire la copertura del margine di solvibilità previsto dalla legge; f) attivi prestabiliti, ritenuti idonei dal legislatore al fine della copertura degli impegni assunti dalla società nei confronti dei propri assicurati; g) adozione di modelli peculiari di bilancio e principi prefissati dal legislatore. CENNI SUL SETTORE ASSICURATIVO 2

3 PROBLEMATICHE INERENTI IL TRASFERIMENTO DI UN PORTAFOGLIO ASSICURATIVO L'art. 64 del D. Lgs. 17 marzo 1995, n. 174 definisce le regole che devono essere osservate nel caso si attui un trasferimento del portafoglio polizze italiano di una impresa vita Una compagnia oltre a poter essere trasferita nella sua interezza può essere sottoposta a modifiche parziali del suo assetto; L'art. 64 inoltre stabilisce che le condizioni e le deliberazioni relative al trasferimento volontario del portafoglio italiano devono essere specificatamente approvate dall’IVASS con apposito provvedimento da pubblicare sulla Gazzetta Ufficiale; ci sono regole peculiari nell’ipotesi in cui il trasferimento del portafoglio avvenga a beneficio di imprese aventi la propria sede in Italia, o in relazione ad imprese aventi la propria sede legale in altri stati dell’UE; 3

4 L'impresa acquirente deve disporre di elementi patrimoniali costitutivi del margine di solvibilità e della quota di garanzia sufficienti a far fronte ai requisiti minimi normativi previsti (D. Lgs. n. 174 del 1995); Il trasferimento dell’intero portafoglio inerente ad un certo ramo di attività comporta per l’impresa cedente la decadenza dell’autorizzazione ad operare in quel ramo assicurativo; Devono essere approvate dall’IVASS anche le condizioni e le deliberazioni relative all’operazione di fusione tra due o più imprese del ramo assicurazioni vita PROBLEMATICHE INERENTI IL TRASFERIMENTO DI UN PORTAFOGLIO ASSICURATIVO 4

5 Con il metodo patrimoniale semplice non si può pervenire a una corretta determinazione del capitale economico in quanto tale metodo si basa sulla determinazione a valori correnti degli elementi attivi e passivi presenti nello stato patrimoniale. Diventa quindi indispensabile valutare taluni beni immateriali della compagnia che sono alla base della redditività sia presente che futura nonché espressione della capacità concorrenziale sul mercato. SI RITIENE QUINDI CHE IL METODO PATRIMONIALE COMPLESSO DI SECONDO GRADO SIA IL CRITERIO PREFERIBILE DA APPLICARE LIMITI del Metodo Patrimoniale Semplice 5

6 IL CAPITALE NETTO RETTIFICATO In sede di stima del capitale netto rettificato occorre prestare particolare attenzione a:  Riserve tecniche  Provvigioni di acquisto  Fenomeno riassicurativo 6

7 IL CAPITALE NETTO RETTIFICATO  le “riserve tecniche”, rappresentano la parte più cospicua del passivo di una compagnia assicurativa e devono essere determinate tramite un metodo attuariale prospettivo prudente che valuti tutti gli impegni a carico dell’impresa In particolare devono essere considerate: 1) tutte le prestazioni garantite, compresi i valori di riscatto e le future partecipazioni agli utili di qualsiasi genere; 2) le partecipazioni agli utili cui gli assicurati hanno diritto sia individualmente che collettivamente; 3) tutte le opzioni cui ha diritto l’assicurato ai termini del contratto; 4) le spese di impresa, comprese le provvigioni.  Le “riserve tecniche” sono formate da: -riserve matematiche -riserva per partecipazione agli utili -riserva per spese future -riserve aggiuntive Inoltre ai fini del calcolo si deve tener conto dei premi futuri da incassare. 7

8 provvigioni di acquisto  Il perito inoltre deve prestare attenzione alle “provvigioni di acquisto”. Queste rappresentano il compenso che la compagnia di assicurazione corrisponde all'intermediario dopo l'avvenuta stipula del contratto assicurativo, che nel ramo vita ha durata pluriennale.  La legislazione vigente lascia le imprese libere di decidere se considerare tale costo come un onere di competenza dell’esercizio o come una spesa da capitalizzare e da ripartire nei successivi anni di attività.  Il perito deve pertanto prestare attenzione alla scelta effettuata dall’impresa considerando il fatto che le provvigioni di acquisto costituiscono un’ anticipazione monetaria da parte dell’impresa a fronte di un onere non interamente di competenza dell’esercizio. IL CAPITALE NETTO RETTIFICATO 8

9 fenomeno riassicurativo Il perito, nella valutazione, oltre alle riserve tecniche e alle provvigioni d’acquisto deve prestare attenzione al “fenomeno riassicurativo” che si sostanzia nella cessione, da parte dell’impresa assicuratrice (cedente), del rischio assunto, ad un soggetto terzo (il riassicuratore) che ottiene parte degli utili di portafoglio quale contropartita della sua partecipazione ai rischi assunti dalla cedente. Il perito devo quindi accertare l’effettiva sussistenza e regolarità dei rapporti esistenti per l’impresa in esame. IL CAPITALE NETTO RETTIFICATO 9

10 Il capitale economico, considerando i caratteristici beni immateriali del settore assicurativo quali il portafoglio premi, la rete di vendita, il capitale umano e l'autorizzazione, può essere definito come: W = K’ + Wpp + Rv + Cu + Au dove: W = valore del capitale economico; K’ = patrimonio netto rettificato; Wpp = valore del portafoglio premi chiuso; Rv = valore della rete di distribuzione di cui dispone la compagnia; Cu = ammontare monetario corrispondente al capitale umano; Au = importo dell'autorizzazione; 10

11 11 Ai fini della valutazione del capitale economico esistono due tipi di portafoglio premi: Portafoglio premi chiuso Portafoglio premi chiuso è l’insieme delle polizze stipulate dalla compagnia che, grazie alla loro durata pluriennale, assicurano alla medesima un certo flusso di entrate in anni successivi a quello in cui viene effettuata la valutazione. Portafoglio premi aperto Portafoglio premi aperto è l’insieme sia della totalità dei contratti in essere, sia dell'ammontare dei contratti che verranno probabilmente stipulati in futuro dall'impresa. In questa sede si fa riferimento solo alla problematica esistente ai fini della determinazione del valore economico di un portafoglio premi chiuso abbinato alla quantificazione del valore della rete di vendita. IL PORTAFOGLIO PREMI

12 12 Gli elementi che compongono l’utile di portafoglio possono essere riassunti come segue (con formule di Fackler-Fouret e Homans): l'utile di mortalità: l'utile di mortalità: generato ogni qualvolta la base demografica utilizzata per il calcolo del premio puro di tariffa si presenta più prudenziale rispetto al tasso di mortalità vigente al momento della valutazione Generato dalla differenza esistente fra la mortalità effettiva (q’ x + t ) e la mortalità teorica (q x+t ) fissata dalle basi demografiche della tariffa: IL PORTAFOGLIO PREMI

13 13 l'utile di sovrainteresse l'utile di sovrainteresse : determinato dalla differenza fra rendimento effettivo degli investimenti posti a copertura delle riserve matematiche ed i tassi tecnici adoperati per la costruzione del premio di tariffa. Dovuto allo spread esistente fra tasso di rendimento effettivamente conseguito o realizzabile per il futuro (i’) e tasso tecnico di tariffa (i): l'utile di decadenza : l'utile di decadenza : deriva dalle cosiddette “eliminazioni anomale”, ossia da quegli abbandoni delle posizioni assicurative da parte dei contraenti per ragioni differenti rispetto al verificarsi dell'evento attinente la vita umana preso a base della polizza.

14 14 l'utile di caricamento l'utile di caricamento : generato dalla differenza fra i costi di incasso e di gestione dei contratti previsti al momento della costruzione della tariffa e le spese effettivamente sostenute. Dovuti all’esistenza di caricamenti teorici ( , ,  ) complessivamente superiori alle spese effettivamente sostenute o che sosterrà la compagnia per la gestione dei contratti esistenti: l'effetto delle provvigioni d'acquisto l'effetto delle provvigioni d'acquisto: nel caso di ammortamento delle provvigioni su più esercizi, si rende necessario calcolare il valore attuale di quella parte di provvigioni che, anche se già state pagate agli agenti, sono state rinviate per competenza agli esercizi futuri.

15 15 l'effetto della riassicurazione: l'effetto della riassicurazione: genera un effetto immediato e positivo per l'impresa, connesso con la cessione di una parte del rischio e con l'acquisizione di provvigioni attive, ma allo stesso tempo comporta che al riassicuratore sia girata anche una parte degli utili provenienti dal portafoglio. l’utile o perdita residua: l’utile o perdita residua: riassume in sé quelle componenti di reddito positive o negative che non rientrano nelle grandezze riportate in precedenza

16 16 IL CALCOLO DEL VALORE ECONOMICO PUÒ ESSERE SVOLTO IN MODO PUNTUALE: 1. Mediante l’utilizzo di una metodologia di tipo attuariale ed analitico; 2. Con riferimento a prefissate nuove ipotesi demografiche e finanziarie; 3. Ricorrendo a modelli simulativi, trattando le grandezze interessate come variabili casuali e stimando il loro valore nel tempo

17 17 METODOLOGIA ATTUARIALE ANALITICA Dove: = utile generato dal portafoglio nell'anno successivo a quello in cui si effettua la valutazione; = utile di sovrainteresse dovuto allo spread esistente fra tasso di rendimento effettivamente conseguito o realizzabile per il futuro e tasso tecnico di tariffa; = utile di mortalità generato dalla differenza esistente tra la mortalità effettiva e la mortalità teorica fissata dalle basi demografiche della tariffa; = utile da caricamenti teorici complessivamente superiori alle spese effettivamente sostenute o che sosterrà la compagnia per la gestione dei contratti esistenti; = utile o perdita residua. Riassume in sé quelle componenti di reddito positive o negative che non rientrano nelle grandezze già riportate; = parte della redditività generata dagli investimenti e retrocessa agli assicurati sotto forma di rivalutazione delle prestazioni a scadenza.

18 18 METODOLOGIA ECONOMICO AZIENDALE = valore economico del portafoglio premi chiuso; = valore attuale dell'utile netto derivante dalla gestione, fino alla scadenza ipotizzata, delle polizze stipulate relative alla tariffa i-esima; = fattore di attualizzazione inerente il complesso del portafoglio; = durata media residua dei contratti in essere; = congrua remunerazione del capitale; = capitale proprio investito al fine di ottenere in portafoglio tutti i contratti stipulati.

19 19 valore attuale degli utili netti Per determinare il valore attuale degli utili netti generati dalla gestione, negli anni futuri, delle polizze già in portafoglio, è necessario stimare preliminarmente gli indici: che definiscono la percentuale di utile,distinto per tariffa, che consegue il titolare del portafoglio, dato un certo ammontare di premi.

20 20 METODOLOGIA PER IL CALCOLO DEGLI INDICI: utilizzo dei valori di budget a) utilizzo dei valori di budget (aziende che effettuano una programmazione pluriennale); valore probabile b) individuazione del valore probabile delle grandezze ricercate estrapolando i dati storici; medie degli utili c) semplici medie degli utili e del volume premi per tipo tariffario considerando gli ultimi 5 anni; valore normalizzato d) il riferimento al valore normalizzato, che dette grandezze hanno assunto nell'ultimo esercizio.

21 21 Metodologia basata sulla media degli importi delle grandezze (ultimi 5 esercizi)  Metodologia basata sulla media degli importi delle grandezze (ultimi 5 esercizi) Per la i-esima tariffa si avrà:

22 22 valore attuale dei premi Una volta che gli indici sono stati individuati verranno utilizzati per calcolare il valore attuale dei premi che la compagnia prevede di raccogliere nell’ipotesi in cui continui a gestire quel portafoglio. Per la generica tariffa i:

23 23 Ai fini dell’individuazione del valore economico del portafoglio premi chiuso, l’importo dell’utile atteso dovrà essere decurtato dell’ammontare della congrua remunerazione sul capitale proprio che deve in ogni caso essere garantita all'acquirente. Sarà pertanto necessario stimare 2 grandezze: 1.Il valore attuale del capitale proprio 1.Il valore attuale del capitale proprio che risulta investito dall'impresa per la gestione dei contratti assicurativi già stipulati ( x ). 2. Il saggio di congrua remunerazione 2. Il saggio di congrua remunerazione (CR).

24 24 Per calcolare ( CI p x v ) si deve determinare CI p ( capitale investito nel portafoglio premi): Viene posto in relazione l’intero capitale investito nell’attività dell’impresa (CI i ) con tutti i ricavi realizzati dalla società (FATT i ), e il capitale relativo al portafoglio polizze (Ci p ) con i proventi che derivano dalla gestione del portafoglio (FATT p ). L’origine logica dell’algoritmo trova la sua origine nella seguente proporzione:

25 v -> v -> Il fattore di attualizzazione sarà pari alla media dei saggi di attualizzazione usati per calcolare i valori attesi degli utili in portafoglio. t -> t -> sarà invece dato dalla durata media ponderata finanziaria dei contratti in essere. tasso di congrua remunerazione Per la determinazione del tasso di congrua remunerazione (i) viene assunta semplicemente la seguente formula: I = tasso privo di rischio + remunerazione per il rischio ammontare monetario del portafoglio premi chiuso A questo punto il perito, essendo in possesso di tutti i dati necessari per l’applicazione della formula può procedere alla determinazione dell’ammontare monetario del portafoglio premi chiuso. 25

26 La rete di distribuzione riveste un ruolo strategico all'interno di una compagnia di assicurazione in quanto è composta da quelle persone che hanno contatti quotidiani e diretti con la clientela sia esistente che potenziale. R v = C s x n x α x β x γ LA RETE DI VENDITA 26

27 costo di sostituzione di un agente Cs  Il costo di sostituzione di un agente (Cs) è dato dalla somma delle spese sostenute dalla compagnia per la selezione, l'addestramento, il reclutamento e l'inserimento dello stesso al netto di quegli oneri prevedibili necessari per mantenere in buon funzionamento la rete (es. indennità di anzianità corrisposta agli agenti, ecc.); coefficiente indicativo α  Il coefficiente indicativo delle capacità produttive degli intermediari (α) si calcola facendo riferimento a moltiplicatori utilizzati per quantificare il “profilo aziendale” e quindi la specializzazione del personale dipendente ; coefficienteβ  Il coefficiente (β) stima la volatilità relativa degli intermediari coefficiente indicativo della distribuzione territoriale γ  Il coefficiente indicativo della distribuzione territoriale (γ) è l'indicatore della dispersione delle agenzie e dei punti vendita sul territorio nazionale. numero dei punti di collocamento n  Il numero dei punti di collocamento in essere (n) indica l’offerta prestata dalla compagnia. 27

28 APPLICABILITA’ DEGLI ALTRI METODI DI STIMA DEL CAPITALE ECONOMICO Le imprese di assicurazione esercente il ramo vita possono applicare metodologie di stima del capitale economico alternative rispetto al metodo patrimoniale complesso, poiché rappresentano il massimo grado della razionalità ma, per contro, difettano di obiettività e generalità. Tre metodologie alternative: Finanziaria a) Finanziaria Reddituale b) Reddituale Mista c) Mista 28

29 a) METODO FINANZIARIO  Si opera una classificazione delle poste tecniche (capitale circolante e capitale fisso).  Viene definito il vincolo di leverage. I mezzi di terzi a disposizione della compagnia non sono, come per le imprese industriali, frutto di veri e propri finanziamenti bensì rappresentano gli impegni nei confronti di terzi (riserve tecniche). 29

30 b) METODO REDDITUALE Applicazione per quelle imprese che dispongono di uno scarso grado di patrimonializzazione. Si ritiene concretizzabile in quanto: a) molte compagnie di assicurazione hanno modificato le strategie di investimento diminuendo l'incidenza degli immobili sul totale degli attivi a beneficio dei titoli a reddito fisso. b) i prodotti assicurativi vita più recenti presentano delle caratteristiche spiccatamente finanziarie e sempre meno rispondenti alla sola esigenza di previdenza. c) alcune compagnie effettuano una pianificazione dei proventi straordinari derivanti dalla negoziazione dei titoli, delle partecipazioni degli immobili in modo da beneficiare di un continuo flusso di reddito nel tempo. d) ingente ammontare di beni immateriali (portafoglio premi, rete di vendita, capitale umano, autorizzazione) 30

31 c) METODO MISTO Può essere utilizzato da imprese che escono al di fuori dei valori medi di settore. Si concentra sulla valutazione dell'ammontare del sovrareddito o sottoreddito futuro, quale elemento distinto rispetto ai beni materiali o immateriali posseduti dalla società. Due metodologie distinte: a) stima separata del valore dell'avviamento. Si basa sulla determinazione del risultato medio prospettico atteso (R) - (metodo preferibile ma complicato) a) ponderazione di elementi patrimoniali e reddituali. 31

32 CONSIDERAZIONI FINALI È importante sottolineare che in sede di valutazione di un’ impresa assicurativa sono presenti variabili che rivestono un ruolo fondamentale ai fini della redditività di un portafoglio di polizze sulla vita: il tasso d'interesse a) il tasso d'interesse che deriva all'impresa dagli investimenti effettuati con le risorse provenienti dall'attività assicurativa; politica di retrocessione degli utili b) la politica di retrocessione degli utili praticata in base alle condizioni contrattuali; saggio di attualizzazione c) il saggio di attualizzazione dei risultati futuri. VARIAZIONI ANCHE PICCOLE DELLE CITATE GRANDEZZE DETERMINANO MODIFICHE SIGNIFICATIVE DEL VALORE DEL PORTAFOGLIO. 32


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