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Torniamo sulla definizione di “segno” proposta da Agostino e Port-Royal Segno = qualcosa (di percepibile con i sensi) che sta in luogo di qualcos’altro.

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Presentazione sul tema: "Torniamo sulla definizione di “segno” proposta da Agostino e Port-Royal Segno = qualcosa (di percepibile con i sensi) che sta in luogo di qualcos’altro."— Transcript della presentazione:

1 Torniamo sulla definizione di “segno” proposta da Agostino e Port-Royal Segno = qualcosa (di percepibile con i sensi) che sta in luogo di qualcos’altro (a sua volta sia percepibile, sia non percepibile)

2 Due tipologie di segni 1.Segni naturali = non implicano volontà di comunicazione – ad es. il rossore di un volto indicante imbarazzo, il fumo che indica il fuoco ecc. 2.Segni istituzionali (o artificiali o convenzionali) = implicano volontà di comunicazione – ad es. le parole di una lingua, i gesti fatti per manifestare un’emozione, un pensiero, un sentimento

3 I segni di tipo 2. sono riconducibili a due funzioni semiotiche: Segno serve a: 1. Esprimere Emozioni Sentimenti pensieri 2. Far partecipi gli altri

4 Tornando a Ago e Port-Royal I segni di tipo 1. sono segni solo a patto che qualcuno li riconosca come tali: se non so che dove c’è fumo c’è fuoco, non avverto il rischio dell’incendio; se non so che quell’orma è l’orma di un cinghiale, non penso a difendermi da un animale potenzialmente aggressivo ecc.; Dunque I segni di tipo 1. sono segni solo a patto che qualcuno li riconosca come tali: se non so che dove c’è fumo c’è fuoco, non avverto il rischio dell’incendio; se non so che quell’orma è l’orma di un cinghiale, non penso a difendermi da un animale potenzialmente aggressivo ecc.; Dunque i segni 1. richiedono per funzionare come tali un interprete; invece i segni 1. richiedono per funzionare come tali un interprete; invece i segni di tipo 2. si completano attraverso l’interprete, ma sono già pensati per essere segni. i segni di tipo 2. si completano attraverso l’interprete, ma sono già pensati per essere segni.

5 Due possibili semiotiche A certe condizioni, possiamo decidere che solo i segni di tipo 2. sono segni. In questo caso facciamo leva sulla progettazione intrinseca al segno. Semiotica “parsimoniosa” o “deflazionista”. A certe condizioni, possiamo decidere che solo i segni di tipo 2. sono segni. In questo caso facciamo leva sulla progettazione intrinseca al segno. Semiotica “parsimoniosa” o “deflazionista”. Facendo leva sulla centralità dell’interprete, possiamo dire che tutto è potenzialmente segno, in quanto tutto, a certe condizioni, può funzionare come segno (semiotica onnivora o “inflazionista”) Facendo leva sulla centralità dell’interprete, possiamo dire che tutto è potenzialmente segno, in quanto tutto, a certe condizioni, può funzionare come segno (semiotica onnivora o “inflazionista”)

6 Tre categorie di Ch. S. Peirce ( ) Indici, icone, simboli Che cosa significano questi termini?

7 Che cos’è un indice? indici = hanno una contiguità fisica con la loro causa Es. fumo/fuoco; rossore del volto /imbarazzo

8 Che cos’è una icona? icone = richiamano il significato mediante una somiglianza fisica, o una isomorfia strutturale, o una analogia secondo un certo criterio ecc. (ad es. un quadro figurativo rispetto al suo soggetto, una mappa rispetto al territorio sul quale verte, una silhouette rispetto alla figura umana ecc.)

9 Una mappa è un’icona Non “copia” la realtà ma istituisce una isomorfia strutturale fra i suoi punti e i punti del reale. Deve sussistere una corrispondenza ordinata fra i due insiemi.

10 I simboli invece… simboli = hanno natura convenzionale: l’espressione si associa al contenuto in virtù di un patto: ad es. un sistema di scrittura, il codice braille, gli emoticons ecc.

11 Quel semiotico di nome Sherlock Holmes… indizi = anche a prescindere da ogni contiguità fisica e dalla presenza di volontà comunicativa, sono segno di qualcosa di pertinente relativo a un soggetto (es: una sigaretta rivela una presenza; un tono di voce indica uno stato d’animo; un dettaglio nel modo di vestire ci fa capire che quella persona è ad es. distratta, esibizionista, trascurata, vanitosa ecc. ecc.).

12 Osservazione/deduzione (o meglio abduzione) Di fronte ad alcune spiegazioni che non rientrano nello schema consueto occorre inventare delle ipotesi che diano ragione a tale spiegazione. L’abduzione è allora l’inferenza che permette di ipotizzare ciò. In che modo? La forma dell’inferenza è la seguente: si osserva un fatto sorprendente; ma se A fosse vero, C sarebbe spiegato come fatto naturale; dunque c’è ragione che sia sospettato che A sia vero.

13 Indizio e inferenza Un’inferenza ha la forma Se…allora La lettura di un fatto in termini di indizio avviene dunque tramite una inferenza Assumere che qualcosa sia segno di qualcos’altro presuppone dunque una forma di ragionamento, una logica inferenziale di tipo abduttivo

14 Deduzione, induzione, abduzione Deduzione Regola Tutti i fagioli di questo sacchetto sono bianchi Caso Questi fagioli vengono da questo sacchetto Risultato Questi fagioli sono bianchi Induzione Caso Questi fagioli vengono da questo sacchetto Risultato Questi fagioli sono bianchi Regola Tutti i fagioli di questo sacchetto sono bianchi Abduzione Risultato Questi fagioli sono bianchi Caso Questi fagioli vengono da questo sacchetto


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