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Progettazione di una mostra temporanea Nella progettazione di un allestimento temporaneo c’è un grado di libertà molto maggiore di quello che ci si può.

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Presentazione sul tema: "Progettazione di una mostra temporanea Nella progettazione di un allestimento temporaneo c’è un grado di libertà molto maggiore di quello che ci si può."— Transcript della presentazione:

1 Progettazione di una mostra temporanea Nella progettazione di un allestimento temporaneo c’è un grado di libertà molto maggiore di quello che ci si può permettere nella progettazione di un allestimento permanente. La scelta del tema e dei criteri o ‘linguaggi’ espositivi può prescindere in larga parte da quella che è l’identità del museo, al punto che un museo naturalistico può anche progettare e realizzare legittimamente un mostra d’arte (non, però, una qualsiasi mostra d’arte). Il rispetto di quello che è il progetto culturale del museo potrà suggerire di evitare soggetti e approcci ‘stonati’, ma non impedirà di fare scelte ‘a 360 gradi’.

2 Anche sul piano tecnico nella progettazione di un allestimento temporaneo sono possibili soluzioni che sono ‘vietate’, cioè da evitare, nella progettazione di un allestimento permanente. Abbiamo già visto, ad esempio, che è possibile utilizzare un certo tipo di vetrine, più economiche:

3 Va detto subito, però, che esiste una grossissima (e grave) indeterminatezza semantica o più semplicemente lessicale nell’uso del termine ‘mostra temporanea’. Che si parli sempre di ‘mostra temporanea’ e che non esista un altro termine per indicare cose diversissime tra loro è un indice della superficialità e della approssimazione di un mondo contemporaneo che va troppo di fretta. (Ricordiamo cosa disse Albert Camus: «dare un nome sbagliato alle cose contribuisce all'infelicità del mondo».)

4 Le mostre italiane più visitate ( ) n° visitatori - Titolo della mostra - Museo - Città - Date Caravaggio Scuderie del Quirinale Roma 19 feb giu Salvador Dalí. Il sogno si avvicina Palazzo Reale Milano 22 set. ’ gen. ’ Edward Hopper Fondazione Roma Museo Roma 16 feb giu Da Rembrandt a Gauguin a Picasso Castel Sismondo Rimini 10 ott. ’ mar. ’ Da Corot a Monet. Sinfonia della natura Complesso del Vittoriano Roma 6 mar giu Biennale internazionale di architettura Giardini Arsenale Venezia 29 ago nov Bronzino, pittore e poeta dei Medici Palazzo Strozzi Firenze 24 set. ’ gen. ’ Alexander Calder Palazzo delle Esposizioni Roma 23 ott. ’ feb. ’ I segreti della Città proibita Casa dei Carraresi Treviso 24 ott. ’ mag. ’ Ritorno al Barocco. Caravaggio-Vanvitelli Sedi varie Napoli 12 dic. ’ apr. ’ Steve McCurry «Sud-Est» Palazzo della Ragione Milano 11 nov. ’ mar. ’ L’età di Courbet e Monet Villa Manin Codroipo 26 set. ’ mar. ’ Serie Fuori Serie Triennale di Milano Milano 21 mar. ’ feb. ’ Gesù. Il corpo, il volto nell’arte Reggia di Venaria Reale Venaria 1 apr. - 5 set Cima da Conegliano Palazzo Sarcinelli Conegliano 26 feb giu Schiele e il suo tempo Palazzo Reale Milano 25 feb. - 6 giu De Chirico, Ernst, Magritte, Balthus Palazzo Strozzi Firenze 26 feb lug.

5 Alcune considerazioni. Mostre che puntano a volumi di pubblico di visitatori non hanno nulla a che vedere con mostre i cui volumi di pubblico si misurano intorno agli o anche visitatori. Mostre che totalizzano visitatori (le “grandi mostre”) hanno motivazioni, finalità e sostegni politici tali da sbaragliare qualsiasi considerazione su identità e progetti culturali dei musei che le avessero progettate e realizzate. Di fatto, queste mostre hanno poco a che vedere con gli obiettivi dei musei. Rivediamo la tabella:

6 Le mostre italiane più visitate ( ) n° visitatori - Titolo della mostra - Museo - Città - Date Caravaggio Scuderie del Quirinale Roma 19 feb giu Salvador Dalí. Il sogno si avvicina Palazzo Reale Milano 22 set. ’ gen. ’ Edward Hopper Fondazione Roma Museo Roma 16 feb giu Da Rembrandt a Gauguin a Picasso Castel Sismondo Rimini 10 ott. ’ mar. ’ Da Corot a Monet. Sinfonia della natura Complesso del Vittoriano Roma 6 mar giu Biennale internazionale di architettura Giardini Arsenale Venezia 29 ago nov Bronzino, pittore e poeta dei Medici Palazzo Strozzi Firenze 24 set. ’ gen. ’ Alexander Calder Palazzo delle Esposizioni Roma 23 ott. ’ feb. ’ I segreti della Città proibita Casa dei Carraresi Treviso 24 ott. ’ mag. ’ Ritorno al Barocco. Caravaggio-Vanvitelli Sedi varie Napoli 12 dic. ’ apr. ’ Steve McCurry «Sud-Est» Palazzo della Ragione Milano 11 nov. ’ mar. ’ L’età di Courbet e Monet Villa Manin Codroipo 26 set. ’ mar. ’ Serie Fuori Serie Triennale di Milano Milano 21 mar. ’ feb. ’ Gesù. Il corpo, il volto nell’arte Reggia di Venaria Reale Venaria 1 apr. - 5 set Cima da Conegliano Palazzo Sarcinelli Conegliano 26 feb giu Schiele e il suo tempo Palazzo Reale Milano 25 feb. - 6 giu De Chirico, Ernst, Magritte, Balthus Palazzo Strozzi Firenze 26 feb lug.

7 Riguardo le 17 mostre che, in Italia, nel hanno totalizzato più di visitatori: - tanto per cominciare, nessuna era di soggetto scientifico- naturalistico - 13 erano mostre d’arte (solo 1 di fotografia, 1 di architettura e 2 di soggetto ‘altro’) - in sostanza sono una ‘partita’ giocata tra poche grandi città (Roma, Milano ecc.) o grandi città d’arte (Firenze, Venezia) - ma soprattutto nessuna è stata progettata, realizzata e/o ospitata da un museo! Dunque si può dire che la la politica della grandi mostre ha creato (o visto sorgere) dei poli di attrazione che sono, di fatto, dei nuovi potenti competitori dei musei…

8 In definitiva la politica della grandi mostre ha rappresentato un problema e non un’opportunità per i musei, considerati i loro scopi e i loro interessi: ha sottratto e sottrae ai musei risorse, sottrae attenzioni da parte delle amministrazioni proprietarie, sottrae anche attenzioni da parte del pubblico. Che i musei inseguano il miraggio di un loro ‘rilancio’ attraverso le grandi mostre è autolesionista. Però molti musei lo fanno perché le grandi mostre corrispondono a un bisogno sentito dalla società di oggi (come dimostra il loro successo). Quindi bisogna occuparsene.

9 Il bilancio di una grande mostra si aggira in media sui 2-3 milioni di euro (il bilancio annuo di un museo ‘medio’, senza contare le spese fisse, va dai ai euro). Benché per la loro temporaneità le grandi mostre siano tutt’altro che un ‘investimento’, di fatto vengono finanziate come se lo fossero. Ma soprattutto, perché siano delle ‘imprese’ realistiche e non delle velleità: - devono avere un bilancio proprio; - devono avere una rigorosa programmazione e un’altrettanto rigorosa tempistica; - devono essere sostenute da precise e diversificate professionalità.

10 Quanto al bilancio, le entrate non possono assolutamente basarsi solo sui biglietti venduti. Una grande mostra deve prevedere sempre un catalogo (lussuoso!) e articoli vari (dalle cartoline ai bloc-notes ai poster ecc.) da mettere in vendita. La programmazione deve prevedere i tempi minimi e massimi per ogni fase della progettazione e della realizzazione. A una grande mostra si comincia a lavorare almeno due anni prima dell’inaugurazione. Il controllo rigoroso della tempistica è fondamentale. Quanto alle professionalità, può essere istruttivo un esempio pratico…

11 Ferrara Arte è la fondazione costituita dal Comune di Ferrara e dalla Provincia di Ferrara allo scopo di organizzare grandi mostre di livello internazionale nella sede di Palazzo dei Diamanti. Fino al 2012 era una S.p.A. Quello che segue è l’organigramma di una mostra-campione di qualche anno fa, quando Ferrara Arte era ancora una S.p.A.: DirezioneDipartimento editoriale Segreteria di direzioneProduzione e vendite Coordinamento scientificoCall center RegistrarIlluminotecnica Amministrazione e contabilitàTrasporti SicurezzaUfficio stampa* AllestimentoImpianti e assistenza tecnica sicurezza* *Dipartimenti esternalizzati

12 Rivediamo chi è e cosa fa il Registrar : Registrar: responsabile del servizio prestiti e della movimentazione delle opere Responsabilità, ambiti e compiti Il registrar assicura dal punto di vista organizzativo la movimentazione delle opere, la relativa documentazione e le procedure che la regolano, soprattutto in connessione ai prestiti. In particolare: – redige, documenta e organizza gli atti relativi all’acquisizione, al prestito, all’assicurazione, alla spedizione e alla sicurezza delle opere; – segue l’iter inerente al trasferimento delle opere, all’esterno e all’interno del museo; – è responsabile delle procedure di prestito in entrata, nel caso di mostre organizzate dal museo; – collabora con il responsabile della sicurezza e della conservazione nello svolgimento dei propri compiti. (Dalla Carta delle professioni museali ICOM)

13 Ricordiamo anche la figura del Conservatore−curatore bis Conservatore−curatore Nel caso in cui l’attività del museo sia prevalentemente basata sulla produzione di mostre temporanee, è prevista la figura del curatore - con i medesimi requisiti per l’accesso all’incarico e modalità d’incarico del conservatore - il quale: – svolge attività di ricerca scientifica, di studio, consulenza ed elaborazione – cura la progettazione scientifica nonché la realizzazione di mostre temporanee – verifica e controlla i progetti d’allestimento delle mostre temporanee, – cura i cataloghi e le pubblicazioni relativi alle esposizioni da lui progettate e contribuisce alle pubblicazioni correlate alla comunicazione, promozione e pubblicizzazione dell’evento di cui è responsabile – collabora alla progettazione delle attività didattiche e educative e degli eventi collaterali connessi alle esposizioni – contribuisce all’attivazione di network per la coproduzione degli eventi espositivi – partecipa alle strategie di valorizzazione dell’istituzione. (Dalla Carta delle professioni museali ICOM)

14 In conclusione al ‘capitolo grandi mostre’ possiamo dire (e se ne capirà facilmente il motivo) che le ormai famose vetrine ‘economiche’, non adatte a un allestimento permanente, non sono adatte nemmeno all’allestimento di una grande mostra…

15 Infatti tutto un altro mondo (se non altro molto più ‘controllabile’) rispetto alle grandi mostre è quello delle… mostre senza aggettivi accrescitivi. Le mostre che i musei sono in grado di gestire e di finalizzare ai loro scopi e ai loro interessi sono queste ultime. Vediamo quali sono le differenze rispetto alle ‘grandi mostre’: Le mostre ‘normali’ spesso vengono realizzate ‘in economia’ (cioè senza ricorrere a debiti con soggetti esterni), e comunque il loro budget non è quasi mai superiore a qualche migliaio di euro. Queste spese vengono sempre finanziate sul bilancio corrente del museo, mai come ‘investimenti’. Una mostra ‘normale’ non ha un bilancio proprio (entrate / uscite), semplicemente le spese trovano copertura sul bilancio in uscita del museo e i ricavi vengono contabilizzati sul bilancio in entrata del museo../.

16 Anche le mostre ‘normali’ devono avere una programmazione e una tempistica abbastanza rigorose, ma non è raro che programmazione e tempistica vengano modificate in corso d’opera (per le ‘grandi mostre’ è un ‘incidente’ molto grave). Le mostre ‘normali’ sono sostenute, in genere, dalle professionalità di cui dispone il museo che le ha progettate e che le realizza. (Però, per alcuni aspetti, si ricorre anche a professionalità esterne). Per le ragioni che abbiamo visto prima in relazione agli aspetti contabili, in sostanza non è necessario che una mostra ‘normale’ chiuda in pareggio o addirittura in attivo. Di conseguenza la vendita (di cataloghi, di gadgets, ecc.) può essere un aspetto del tutto accessorio o addirittura non essere prevista. Non è raro che in queste mostre, se c’è un piccolo catalogo, sia addirittura in distribuzione gratuita. Anche per le mostre ‘normali’ è opportuno che la programmazione preveda i tempi minimi e massimi per ogni fase della progettazione e della realizzazione. A una di queste mostre si comincia a lavorare intorno ai sei mesi prima dell’inaugurazione, dunque, in genere, nell’ambito della programmazione annuale.

17 Nessuna mostra, comunque, nemmeno quelle realizzate interamente in economia, deve essere ‘improvvisata’. Per ogni mostra che si vuole realizzare bisogna sempre domandarsi: - Per prima cosa, trattandosi di mostre tematiche, perché si è scelto quell’argomento (occorre evitare scelte ‘autoreferenziali’). - Qual è il risultato, in termini di volumi di pubblico (n° visitatori) che si vuole conseguire: in seguito si deve poter giudicare se la mostra è stata un successo o meno. - Qual è il risultato, in termini di gradimento o di altri riscontri, che si vuole conseguire; in particolare che tipo di beneficio ci si aspetta per il museo. - Qual è il target di pubblico a cui la mostra si rivolge: non esistono mostre buone per tutte le età e per tutti i gusti. - Quali azioni a supporto della mostra (es. attività didattiche) si vogliono mettere in atto e come. Infine, ma a mostra conclusa, che cosa era migliorabile e perché.


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