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L’ufficio stampa ai tempi dei “non-proprio-media” Leggi e strumenti della comunicazione pubblica in Italia Margherita Rinaldi.

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Presentazione sul tema: "L’ufficio stampa ai tempi dei “non-proprio-media” Leggi e strumenti della comunicazione pubblica in Italia Margherita Rinaldi."— Transcript della presentazione:

1 L’ufficio stampa ai tempi dei “non-proprio-media” Leggi e strumenti della comunicazione pubblica in Italia Margherita Rinaldi

2 Prima parte LE LEGGI ovvero: PERCHE’ SCRIVIAMO?

3 Controllori dei poteri Le regole professionali, il dovere di oggettività, di verifica, di controllo delle fonti, sono gli alter ego del concetto di trasparenza I giornalisti degli uffici stampa devono garantire la conoscibilità e l’accessibilità rispetto a tutte le azioni della Pubblica amministrazione

4 Lo strumento legislativo La Legge 150 del 2000Legge 150 del 2000 – canale diretto di comunicazione con i cittadini (Urp) – sdogana dal rischio di propaganda politica i giornalisti dell’Ufficio stampa – Perché distingue l’Ufficio stampa (informazione istituzionale) dal portavoce (comunicazione politica - strettamente legato non all’organo, ma alla persona che svolge la funzione di vertice) Il lavoro dei giornalisti degli uffici stampa comporta una serie di responsabilità, che si basano sul confronto quotidiano con il concetto di oggettività.

5 Oggettività e P.A. Quando una notizia esce dall’Ufficio stampa, deve essere pacifico per tutti che è pulita da qualsiasi posizione politica strumentale, anche se è il risultato di una determinata progettualità politica. Questo lavoro implica un rapporto di profonda fiducia professionale dell’addetto stampa con i colleghi degli organi di informazione e si basa sul presupposto che i cittadini hanno il diritto di conoscere gli sviluppi e la riuscita del progetto politico che hanno giudicato positivamente o negativamente attraverso l’esercizio democratico del voto. Ma non solo: essi hanno anche il diritto di influire attraverso una comunicazione biunivoca sulle scelte degli enti che li governano. La conoscenza è dunque il presupposto base della partecipazione

6 La fiducia professionale 1) La precisione del punto di vista: l’addetto stampa ha la consapevolezza del suo ruolo di fonte ufficiale e pone quindi massima attenzione all’attendibilità e alla completezza dei suoi contenuti. 2) Il comunicato stampa è un pezzo di notizia, è il punto di vista dell’ente. E’ una parte del tutto, ma, anche se parte, deve essere perfettamente autonoma. 3) In quanto fonte l’addetto stampa è in costante colloquio con i colleghi delle redazioni: per fare bene la sua parte ha infatti bisogno di conoscere con precisione il contesto in cui opera e in cui si muove la sua notizia.

7 IL PESO DELL’ASSENZA Non si può obbligare un sistema di informazione alla trasparenza. Un sistema di informazione è tale perché è trasparente, altrimenti non è un sistema di informazione, è altro. E’ propaganda, è pubblicità, è make up, è strategia difensiva

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9 Trasparenza Tutto ha inizio con il concetto di trasparenza amministrativa, introdotto nell’ordinamento italiano negli anni ’90 del ventesimo secolo. E’ da questo momento che cominciano a prendere forma l’idea, e la possibilità, che il mestiere del giornalista possa essere svolto all’interno delle pubbliche amministrazioni con una pratica di pari dignità rispetto a quella delle redazioni. Nel 2000 arriva la Legge 150, con una serie di premesse, e promesse, che potenzialmente potrebbero creare un sistema all’avanguardia e di grande garanzia democratica per i cittadini.

10 Legge 241/90* “l’attività amministrativa persegue i fini determinati dalla legge ed è retta da criteri di economicità, di efficacia, di pubblicità e di trasparenza” (art. 1). *modificata e integrata dalla L 15/2005

11 Accesso I cittadini hanno il diritto a una informazione qualificata, ad accedere ai documenti amministrativi, a conoscere lo stato dei procedimenti amministrativi che li riguardano Accesso agli atti: dipende dall’iniziativa personale di ogni singolo cittadino Accesso alle informazioni: Legge 150. E’ garantito sia in modo passivo, che attivo: organi di informazione, ma anche di comunicazione, che recepiscono le segnalazioni dei cittadini, trasformandole in indicazioni operative per l’ente

12 IL PADRONE DI CASA Il cittadino non è più solo il destinatario passivo dei provvedimenti della pubblica amministrazione, non è più ospite dell’ente, ma diventa il padrone di casa, il soggetto e fruitore dei servizi, al quale vengono forniti gli strumenti per partecipare consapevolmente ai processi decisionali. In quest’ottica il cittadino ha il diritto di essere informato e la legge stabilisce tre canali attraverso i quali, secondo modalità diverse, deve passare questa informazione: l’Ufficio per le relazioni con il pubblico, l’Ufficio stampa e il Portavoce.

13 Tre canali (150/1) Art. 6 “le attività di informazione si realizzano attraverso il portavoce e l’ufficio stampa e quelle di comunicazione attraverso gli uffici per le relazioni con il pubblico nonché attraverso analoghe strutture quali gli sportelli per il cittadino, gli sportelli unici della pubblica amministrazione, gli sportelli polifunzionali e gli sportelli per le imprese”

14 Tre missioni (150/2) Legge Art.1 Finalita' ed ambito di applicazione Nel rispetto delle norme vigenti in tema di segreto di Stato, di segreto d'ufficio, di tutela della riservatezza dei dati personali e in conformita' ai comportamenti richiesti dalle carte deontologiche, sono considerate attivita' di informazione e di comunicazione istituzionale quelle poste in essere in Italia o all'estero (…) volte a conseguire: – a) l'informazione ai mezzi di comunicazione di massa, attraverso stampa, audiovisivi e strumenti telematici; – b) la comunicazione esterna rivolta ai cittadini, alle collettivita' e ad altri enti attraverso ogni modalita' tecnica ed organizzativa; – c) la comunicazione interna realizzata nell'ambito di ciascun ente.

15 L’ufficio stampa non è un obbligo (150/3) Art Le amministrazioni pubbliche (…) possono dotarsi, anche in forma associata, di un ufficio stampa, la cui attività è in via prioritaria indirizzata ai mezzi di informazione di massa. 2. Gli uffici stampa sono costituiti da personale iscritto all’albo nazionale dei giornalisti. 3. L’ufficio stampa è diretto da un coordinatore, che assume la qualifica di capo ufficio stampa, il quale, sulla base delle direttive impartite dall’organo di vertice dell’amministrazione, cura i collegamenti con gli organi di informazione, assicurando il massimo grado di trasparenza, chiarezza e tempestività delle comunicazioni da fornire nelle materie di interesse dell’amministrazione. 4. I coordinatori e i componenti dell’ufficio stampa non possono esercitare, per tutta la durata dei relativi incarichi, attività professionali nei settori radiotelevisivo, del giornalismo, della stampa e delle relazioni pubbliche (…)

16 Non solo media (150/4) Al comma 1 l’articolo 9 della Legge 150 stabilisce che l’attività dell’ufficio stampa è indirizzata in via prioritaria agli organi di informazione, non escludendo, dunque, altri target. – Attività diretta: destinazione cittadino (prodotti informativi autonomi) – Attività mediata dagli organi di informazione (stampa, radio, tv, web, social network)

17 Tema libero? (150/5) Legge Art.1 Finalita' ed ambito di applicazione Le disposizioni della legge attuano i principi che regolano la trasparenza e l'efficacia dell'azione amministrativa e disciplinano le attività di informazione e di comunicazione delle pubbliche amministrazioni. Le attivita' di informazione e di comunicazione sono, in particolare, finalizzate a: a) illustrare e favorire la conoscenza delle disposizioni normative, al fine di facilitarne l'applicazione; b) illustrare le attivita' delle istituzioni e il loro funzionamento; c) favorire l'accesso ai servizi pubblici, promuovendone la conoscenza; d) promuovere conoscenze allargate e approfondite su temi di rilevante interesse pubblico e sociale; e) favorire processi interni di semplificazione delle procedure e di modernizzazione degli apparati nonche' la conoscenza dell'avvio e del percorso dei procedimenti amministrativi; f) promuovere l'immagine delle amministrazioni, nonche' quella dell'Italia, in Europa e nel mondo, conferendo conoscenza e visibilita' ad eventi d'importanza locale, regionale, nazionale ed internazionale.

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19 Ivy Lee Ivy Ledbetter Lee (Cedartown, 16 luglio 1877 – 9 novembre 1934) è considerato, assieme a Edward Bernays, uno dei padri delle moderne pubbliche relazioni.Edward Bernayspubbliche relazioni Avviò la sua carriera come giornalista nel New York Journal American, nel New York Times e nel New York World.New York Times Nel 1903 come direttore pubblicitario per il Citizens Union, organizzazione che appoggiava la candidatura del politico repubblicano Seth Low a sindaco di New York. Pubblicò il libro The Best Administration New York City Ever Had (La migliore amministrazione che New York abbia mai avuto).1903 L’anno seguente accettò un incarico per conto del partito democratico Democratic National Committee. All’interno di questo comitato, strinse dei rapporti col giornalista George Parker, il quale aveva gestito una campagna pubblicitaria per Grover Cleveland durante la sua terza candidatura presidenziale.Democratic National Committee Grover Cleveland Nel tardo 1904, i due colleghi fondarono la terza società di pubbliche relazione degli Stati Uniti, la Parker & Lee. La nuova agenzia si vantava di “Precisione, autenticità, e interessi”. Egli elaborò ed affermò la sua filosofia nel 1906 nella Declaration of Principles (Dichiarazione dei principi), la prima espressione del concetto che vedeva i professionisti delle relazioni pubbliche come coloro che si assumevano una responsabilità pubblica che si estende oltre gli obblighi verso il cliente. Nello stesso anno, passò alla società ferroviaria Pennsylvania Railroad come assistente del presidente.Pennsylvania Railroad

20 La fiducia del pubblico Per conquistare la fiducia del pubblico le aziende avrebbero dovuto sciogliere i sigilli mettere i loro libri contabili a disposizione di tutti fare appello alla gente comune. La politica del silenzio e del segreto non pagava

21 QUESTO NON E’ UN UFFICIO STAMPA SEGRETO Come press agent di una grande azienda produttrice di antracite, dichiarò: “Questo non è un ufficio stampa segreto. Tutto il nostro lavoro è fatto apertamente. Questa non è un’agenzia di pubblicità. Se pensate che qualcuna delle nostre occupazioni starebbe meglio all’ufficio commerciale, abbandonatela. Il nostro compito è preciso. Tutti i nuovi dettagli e tutto ciò che trattiamo sarà prontamente comunicato e ogni giornalista sarà assistito con il massimo dell’impegno nella sua verifica personale dello stato delle cose. …Con tutta onestà e chiarezza il nostro piano consiste nel dare alla stampa e al pubblico degli Stati Uniti informazioni accurate e tempestive su quanto il pubblico vuole sapere, tenendo presenti gli interessi tanto delle aziende, quanto delle pubbliche istituzioni”.

22 La dichiarazione fu fatta nel corso di uno sciopero e il lavoro dei cronisti fu molto semplificato. Sebbene infatti la stampa non fu ammessa nel locale dove si svolgevano le trattative fra aziende e scioperanti, Lee provvide a distribuire comunicati dopo ogni seduta. Nel 1906, quando era press agent della Pennsylvania Railroad, accadde un incidente ferroviario e lui con un treno speciale, per la prima volta, portò i giornalisti sul luogo dell’incidente e fornì loro ogni tipo di assistenza. L’azienda non aveva mai goduto di un trattamento così favorevole da parte della stampa.Pennsylvania Railroad

23 Publicity non è pubblicità Ivy Lee: il lavoro del comunicatore è: far capire l’azienda al pubblico e il pubblico all’azienda Publicity = relazioni pubbliche La “pubblicità” è inutile se non è preceduta e seguita da un comportamento corretto dell’impresa L’importanza del fattore umano

24 Seconda parte GLI INTERLOCUTORI

25 CON CHI PARLIAMO ADESSO?

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27 Mario Tedeschini Lalli Vicedirettore, direzione Innovazione e Sviluppo, Gruppo Editoriale L’Espresso. Fino all’ottobre 2008 caporedattore Multimedia, Kataweb, Gruppo Espresso. Da oltre 35 anni in tv, agenzie di stampa, quotidiani e sul web.Kataweb Docente di Giornalismo digitale, Istituto per la Formazione al Giornalismo a Urbino e di Storia del Giornalismo e delle Comunicazioni di massa all’Università Roma TreIstituto per la Formazione al Giornalismo Storia del Giornalismo e delle Comunicazioni di massa all’Università Roma Tre Membro del Comitato Internazionale della Online News Association Online News Association Continua a leggere su:

28 I giornalisti/1 “Per attività giornalistica deve intendersi la prestazione di lavoro intellettuale volta alla raccolta, al commento e alla elaborazione di notizie destinate a formare oggetto di comunicazione interpersonale attraverso gli organi di informazione. Il giornalista si pone pertanto come mediatore intellettuale tra il fatto e la diffusione della conoscenza di esso differenziandosi la professione giornalistica da altre professioni intellettuali proprio in ragione di una tempestività di informazione diretta a sollecitare i cittadini a prendere conoscenza e coscienza di tematiche meritevoli, per la loro novità, della dovuta attenzione e considerazione (Cass. Civ., sez. lav., 20 febbraio 1995, n. 1827). Tedeschini/1

29 L’universo disintermediato Possiamo ancora dire che Il giornalista si pone … come mediatore intellettuale tra il fatto e la diffusione della conoscenza di esso... ? Forse sì, ma non è più il solo e – specialmente – non è più materialmente necessario: l’universo digitale è un universo disintermediato E’ la “prima legge” dell’universo digitale. Tedeschini/2

30 Le nuove leggi – Universo disintermediato, dove non valgono le rendite di posizione Conseguenza: universo che mette in crisi concetti di autorità e di autorevolezza come cose date – Spazio e tempo cambiano: l’ubiquitario “qui” e il perenne “presente” – Google e social network nuovi paradigmi della conoscenza – Universo fatto di grigi, non di bianchi e di neri; universo dai confini incerti. Quindi un universo di ibridi, dove i ruoli si scambiano, si confondono, si sovrappongono – Universo del del “good enough”, del “quanto basta” – Universo della condivisione e della comunicazione pluridirezionale – Universo della frammentazione dei contenuti e dei pubblici – Universo dei contenuti “liquidi”, continuamente ricomposti Tedeschini/3

31 Le ere della comunicazione Per quasi quattro secoli è un’era di “monomedialità”: un unico strumento (testo a stampa) a disposizone Per un secolo e mezzo è un’era di “polimedialità”: diversi strumenti (immagini, audio, ecc.) utilizzati da diversi soggetti, per diverse narrazioni Negli ultimi 15 anni è l’era della “multimedialità”: –diversi strumenti utilizzati dallo stesso soggetto in una narrazione integrata: ogni strumento fa avanzare la sua parte di narrazione –web come “metamezzo”: luogo dove tutti i mezzi si incontrano, si ibridano e si trasformano definizioni da: N. Paul e C. Fiebich The Elements of Digital Storytelling, The Elements of Digital Storytelling Tedeschini/4

32 Nuovi paradigmi conoscitivi Motori di ricerca e reti sociali diventano i nuovi paradigmi conoscitivi “…fino a pochi anni fa il 50% del traffico andava alle home page dei giornali online mentre l'altro 50% andava direttamente agli articoli, oggi il 75% del traffico va direttamente alle pagine interne che contengono le singole storie giornalistiche. Questo riduce il valore del contenitore e mette in crisi il modello fondamentale del giornale.” Luca De Biase, Luca De Biase, Tedeschini/5

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34 Stijn Debrouwere Hi there! I’m Stijn Debrouwere. I just finished a stint at the Tow Center for Digital Journalism, working on analytics tools for non-profits. Before that, in 2013, I was a Knight-Mozilla OpenNews fellow at The Guardian in London. I blog about computer code and the future of journalism. on Twitter and you can reach me at stijn.Tow Center for Digital JournalismOpenNewsThe Guardian There are two essays people know me by: Fungible (about disruptive innovation in the news industry) and Information Architecture for News Websites.Fungible Information Architecture for News Websites I’ve also written about Wikipedia and why everyone should code. I want to make news easier to understand and follow and news sites not quite so awful as they are. I think about CMSes and metadata a lot, what computers can do and what they can’t.Wikipediawhy everyone should codemake news easier to understand and followCMSesmetadatawhat they can’t I maintain a bunch of open-source prototyping tools and sundries on GitHub.GitHub You can see what I’m bookmarking and reading on Delicious. Delicious If you’re wondering how to pronounce my name, it’s probably because you can’t. That’s okay. “stain duh- brow-were-uh” is pretty close, but don’t forget your French r! Give me a shout if you’re ever in Ghent, Belgium and let’s meet up.

35 Le risposte si moltiplicano/1 Ovunque siti web e organizzazioni stanno assumendo il ruolo dei giornali indirizzando il gusto, operando come controllori delle istituzioni e ospitando dibattiti. Questi nuovi attori sovvertitori non sostituiscono il giornalismo d’inchiesta, ma sostituiscono il restante 95 per cento di ciò che rendeva importanti le testate giornalistiche. Debrouwere-Tedeschini/1

36 Il “quasi-giornalismo” e i “forse-media” Noi non siamo riusciti a trovare il modo di far pagare le informazioni e i media online, ma loro sì. Noi piangiamo, ma dall’altra parte del fiume loro festeggiano con la loro “non- proprio-cronaca”, il loro “quasi-giornalismo” e i loro “forse-media”. Tedeschini-Debrouwere/4

37 Tra parentesi: La gente non dà al giornalismo il valore che gli danno i giornalisti La gente trova ancora valore nel giornalismo. Le imprese “tipo-quasi-ma-non-proprio-media” stanno lentamente erodendo una parte della value proposition dei mezzi d’informazione tradizionali. Ci sono parti che ancora amiamo. Il semplice piacere di leggere. L’importanza del giornalismo d’inchiesta in una democrazia. Il modo facile con il quale ci tiene informati di molte, molte questioni diverse (a volte almeno).a volte almeno E’ soltanto che la gente non dà al giornalismo il valore che gli danno i giornalisti. Tedeschini-Debrouwere/5

38 Se questo è il panorama dell’informazione…

39 La Legge 150 ci vede lungo? Diventa fondamentale parlare direttamente al cittadino Senza dimenticare il digital divide Con la testa sempre sveglia Per calibrare l’offerta in base alla domanda

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41 I social non sono un club Twitter, Facebook, ma anche le altre molteplici espressioni del web “sociale” non sono un “club”, sono parte integrante del nostro universo di relazioni e di linguaggi. In questo senso chiamarli “media” è riduttivo e fuorviante. Se, come credo, l’universo digitale è il luogo dove il senso e il significato si costruiscono, il giornalista non può escluderlo dalla sua vita - non più di quanto possa decidere di escludere i rapporti e le interazioni “analogiche” con ambienti e persone della propria vita personale e professionale. Il mondo è digitale, anche quella parte di mondo che ci sembra rimasta invariata, e il giornalista non può che essere digitale, anche se ha la ventura di produrre e diffondere il proprio giornalismo con mezzi pre-digitali. Tedeschini/1

42 Una notizia di media criticità sui social network in 4/5 ore raggiunge contatti equivalenti ai lettori di un giorno di Repubblica Renato Vichi (Unicredit) al Forum della Comunicazione 2014

43 Renato Vichi Relazioni esterne e rapporti con la stampa di UniCredit Group (head of media relations Italy and senior vice president) Dal 1990 svolge attività di formazione professionale presso i maggiori centri universitari e privati. Dopo aver conseguito Laurea a Roma alla Scuola Superiore Interpreti e Traduttori Laurea allo IULM di Milano con una specializzazione in Relazioni Internazionali.IULM Si è specializzato sempre a Roma in Scienze della Comunicazione con un Master in Confindustria del Centro Studi Comunicazione. 1985: Hill & Knowlton di New York. 1986: communication manager Clark Nexxen (media relations, eventi, advertising). Dopo un periodo alla NATO ( ), nel 1989 entra all'ANSA, dove, nel 1994 crea l'Area Comunicazione e Immagine, di cui è stato responsabile fino a marzo del 2001.ANSA Nel 2004, dopo un periodo alla Rowland Italia, entra in UniCredit.

44 #socialPa Il rapporto #TwitterPa2012

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46 La PA coinvolge il cittadino con i social network Un Comune capoluogo su due è sui social 12 Regioni hanno un account social attivo (11 su Facebook e 12 su Twitter) di Laura Vergani, Osservatorio eGovernment Politecnico di Milano

47 Un cittadino su due (48,1% degli italiani) discute e si informa dei servizi della Pubblica Amministrazione tramite social network: quasi esclusivamente su Twitter (62%) e Facebook (37%).

48 Ricerca dell’Osservatorio eGovernment - Politecnico di Milano Analizza l’uso dei social network, in particolare di Facebook e Twitter, da parte delle Regioni e dei Comuni capoluogo di provincia. L’indagine, durata tre mesi, ha avuto come obiettivo quello di rilevare dove si parla dei servizi della PA sul Web e come se ne parla, indagando quindi il sentimento dei cittadini verso la Pubblica Amministrazione.

49 Ricerca dell’Osservatorio eGovernment - Politecnico di Milano LA REGIONE LOMBARDIA A partire dal 2010 ha deciso di sperimentare la presenza su Facebook, Twitter e Youtube Uso del live tweeting = coinvolgimento

50 Ricerca dell’Osservatorio eGovernment - Politecnico di Milano REGIONE LOMBARDIA La funzione Comunicazione si occupa di gestire e monitorare l’interazione, rispondendo direttamente alle domande, grazie al patrimonio informativo disponibile in banca dati e sul portale Quando la richiesta riguarda casi specifici che necessitano di verifiche particolari, la Comunicazione può contare sul supporto delle direzioni generali di volta in volta coinvolte

51 Ricerca dell’Osservatorio eGovernment - Politecnico di Milano REGIONE LOMBARDIA Su tutti i canali che la Regione gestisce vengono comunicati contenuti a carattere informativo e di servizio: opportunità offerte a cittadini e imprese, bandi, fondi disponibili, eventi e notizie istituzionali

52 Ricerca dell’Osservatorio eGovernment - Politecnico di Milano COMUNE DI FIRENZE particolare attenzione all’integrazione fra i diversi canali

53 Ricerca dell’Osservatorio eGovernment - Politecnico di Milano COMUNE DI FIRENZE tre sportelli tradizionali dell’URP sito internet ufficiale con portali tematici e integrato con i social media (sull’home page è inserito un widget per visualizzare in tempo reale i tweet postati dagli utenti)

54 Ricerca dell’Osservatorio eGovernment - Politecnico di Milano COMUNE DI FIRENZE i due profili ufficiali aperti su Facebook e Twitter sono veri e propri “sportelli virtuali” – diffusori di informazioni – gestione delle emergenze – gestione delle problematiche relative a traffico e mobilità

55 Ricerca dell’Osservatorio eGovernment - Politecnico di Milano COMUNE DI MONZA Ha sviluppato apposite piattaforme social

56 Ricerca dell’Osservatorio eGovernment - Politecnico di Milano COMUNE DI MONZA User Voice: forum evoluto che consente agli utenti, sulla base di una tematica presentata dall’amministratore del sistema, di conoscere, commentare, inserire delle proposte e votare quelle di altri partecipanti

57 Ricerca dell’Osservatorio eGovernment - Politecnico di Milano COMUNE DI MONZA URP Virtuale: risposte rapide e veloci alle domande e segnalazioni inoltrate attraverso i canali social, modificando il linguaggio e lo stile comunicativo in base al canale utilizzato

58 Ricerca dell’Osservatorio eGovernment - Politecnico di Milano COMUNE DI MONZA Gestione emergenze: allerta esondazione o emergenza-neve. Il Comune ha fornito aggiornamenti e supporto ai cittadini in tempo reale direttamente attraverso la pagina FB

59 Ricerca dell’Osservatorio eGovernment - Politecnico di Milano COMUNE DI MONZA stimolare l'engagement: i social network sono utilizzati anche per scopi ludici, proponendo contenuti di forte coinvolgimento per l’utenza

60 Ricerca dell’Osservatorio eGovernment - Politecnico di Milano Dall’indagine emerge come gli Enti in grado di coinvolgere maggiormente il proprio seguito siano quelli capaci di sfruttare le opportunità degli strumenti social in termini di multimedialità dei contenuti e di arricchire le proprie comunicazioni con tematiche che vanno oltre la mera informazione sui servizi

61 Con i social network l’individuo assume un ruolo centrale

62 ci mette la faccia

63 Quindi chi entra entra alla pari

64 Che detto in termini tecnici è… La customer care dei social consente un rapporto 1/1

65 Che detto in termini tecnici è… Si passa dal marketing (stake holder) all’apertura duale Forum Comunicazione/1

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67 ENGAGEMENT La svolta del comunicatore social è la produzione di contenuti basato sull’interazione con l’utente: – Linguaggio semplificato – Linguaggio calibrato – Coinvolgimento narrativo (storytelling) Forum Comunicazione/2

68 Perché il social media diventa uno dei luoghi privilegiati per la formazione delle opinioni Forum Comunicazione/3

69 Quindi… La PA sui social ha bisogno di una identità

70 Identità REPUTAZIONE ECCELLENZA Forum/4

71 REPUTAZIONE Gestire digitalmente la reputazione non è più una scelta Per essere credibile il Paese deve alzare il profilo della reputazione, attraverso la valorizzazione delle eccellenze, che creano identità Forum/5

72 Quindi… IL BRAND NON VA PIU’ DIFESO MA (RI)COSTRUITO

73 Ma a questo punto

74 La domanda sorge spontanea

75 COME CAMBIANO LE REGOLE DI SCRITTURA DEL COMUNICATO STAMPA? Mantenere distinti i codici #scritturebrevi? La multimedialità su carta Il microtesto del titolo C’è un tempo…

76 Che fine ha fatto la piramide rovesciata?

77 l’origine di questo concetto risale alla Guerra Civile Americana. Sembra che i giornalisti tornassero freschi di informazioni nei loro uffici, ma che le loro linee di comunicazione venissero tagliate o intralciate dagli eventi di guerra. Quando avete a vostra disposizione soltanto 15 secondi al telefono per parlare con il vostro redattore, dovrete per forza leggere la pagina a partire dai fatti più importanti, fino ad arrivare a quelli meno importanti. Avviene la stessa cosa con i media di oggi: le nostre linee di comunicazione vengono tagliate ogni minuto da un nuovo sms, da , telefonate etc…

78 Semplicità “Semplice” non vuol dire necessariamente breve o povero di informazioni, ma selettivo e concentrato. Selettivo, puntare su ciò che si immagina più importante per l'interlocutore. ATTENZIONE! alla “Maledizione della Conoscenza”: quando sappiamo troppo può essere difficile mettersi nei panni di chi non sa nulla. Condizione più facile da raggiungere se invece del cosa ci domandiamo il perché di un'azione o di una scelta che dobbiamo comunicare o che chiediamo ai nostri interlocutori = METTERSI DALLA PARTE DI CHI LEGGERA’ Concentrato = lavorare anche con il potere evocativo delle parole.

79 Sorpresa La sorpresa suscita attenzione Per mantenerla ci vogliono l'interesse e la curiosità di chi ascolta o legge. Per creare sorpresa e svegliare l'interesse, dobbiamo trasformare la domanda “Quali informazioni devo trasmettere?” in “Quali domande devo suscitare?”

80 Concretezza L'astrazione è il lusso degli esperti, ma uccide sul nascere ogni interesse in chi ne sa di meno Gli esempi concreti si ricordano con più facilità

81 Credibilità intrinseca: ricchezza di dettagli e di descrizioni delle statistiche e dei numeri: utilizzati per creare relazioni, confronti, stimoli a pensare, contestualizzati nella vita quotidiana delle persone (gli attacchi degli squali fanno notizia, ma è 300 volte più probabile morire perché la nostra macchina si scontra con un cervo che essere attaccato da uno squalo) del “provare per credere”: fa appello alla capacità di verifica delle persone. E’ sempre più diffusa con le “conversazioni” in rete di un'antiautorità: in una campagna antifumo, un fumatore incallito che ha smesso invece di un grande medico

82 Emozioni Raccontare le storie dei singoli Fare appello all’interesse degli utenti Fare appello al senso di identità

83 Storie Lo storytelling è elemento chiave per l’ascolto e l’identificazione

84 GRAZIE!


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