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Modelli e tecniche di valutazione ambientale dei progetti e dei piani VAS e VIncA Modelli e tecniche di valutazione ambientale dei progetti e dei piani.

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Presentazione sul tema: "Modelli e tecniche di valutazione ambientale dei progetti e dei piani VAS e VIncA Modelli e tecniche di valutazione ambientale dei progetti e dei piani."— Transcript della presentazione:

1 Modelli e tecniche di valutazione ambientale dei progetti e dei piani VAS e VIncA Modelli e tecniche di valutazione ambientale dei progetti e dei piani VAS e VIncA Sandra Carollo Università Iuav di Venezia

2 2 Inquadramento normativo

3 3 Inquadramento normativo in materia di valutazione ambientale PROGETTI PROGETTI E PIANI PIANI E PROGRAMMI Direttiva 85/337/CEE sulla Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) - PROGETTI Direttiva 92/43/CEE sulla Valutazione di Incidenza Ambientale (VIncA) - PROGETTI E PIANI Direttiva 2001/42/CE concernente la Valutazione degli effetti di determinati piani e programmi sullambiente (VAS) - PIANI E PROGRAMMI VAS – recepimento in Italia VAS – recepimento in Italia D.lgs n. 152 del 3 marzo Norme in materia ambientale - Parte Seconda (insieme di norme su VIA, VAS ed Autorizzazione Ambientale Integrata IPPC) in vigore dal D.lgs. 16 gennaio 2008 n. 4 (Correttivo del D.lgs 152/06 ) in vigore dal 13 febbraio 2009

4 4 Recepimenti VAS Regione Veneto Deliberazione Giunta Regionale n dell 1 ottobre 2004 Deliberazione Giunta Regionale n del 24 ottobre 2006 Deliberazione Giunta Regionale n del 5 dicembre 2006 (riferimento normativo: Direttiva 2001/42/CE)

5 5 Fase transitoria – deliberazione n del 7 agosto 2007 A seguito dellentrata in vigore della Parte Seconda ( ) del D.Lgs 152/2006, e nelle more dei lavori di rivisitazione sostanziale delle disposizioni della stessa Parte seconda in un tavolo congiunto Ministero dellAmbiente e Regioni, la Regione Veneto è intervenuta con la Deliberazione n del 7 agosto 2007 così disponendo: Per quanto riguarda la VAS, come è noto, la Regione Veneto è intervenuta con gli indirizzi operativi di cui alle deliberazioni n del 1 ottobre 2004, n del 24 ottobre 2006 e n del 5 dicembre Tali indirizzi operativi sono stati modulati sulla Direttiva 2001/42/CE per cui la Regione ha adempiuto ai prescritti comunitari La Regione ha dunque continuato ad applicare le deliberazioni citate senza dare applicazione al Codice Ambiente nella sua stesura originaria.

6 6 Norma transitoria 2 D.Lgs. 16 gennaio 2008, n. 4 Sulla base di questa disposizione la Regione Veneto ha continuato fino al 13 febbraio 2009 ad applicare la propria disciplina dettata dalle deliberazioni già citate, intervenendo solo con la previsione legislativa con cui viene individuata lAutorità Ambientale competente, specificato lambito di applicazione e prevedendo una disciplina transitoria. Con ciò si è rinviata lapplicazione del c.d. Correttivo fino a questanno, anche in considerazione del fatto che nuovamente a livello di legislazione nazionale è stata messa in discussione la Parte Seconda del Codice ambiente paventando unaltra possibile modifica.

7 7 Deliberazione 21 marzo 2009 N. 791 A seguito dellentrata in vigore a tutti gli effetti del c.d. Correttivo, quindi dopo il 13 febbraio 2009, la Regione Veneto è intervenuta con una nuova deliberazione per adeguare le procedure al citato correttivo dettando indicazioni metodologiche e procedurali. Perché con deliberazione? Per due ordini di motivi: il primo, come già avvenuto in passato, al fine di evitare di emanare una legge che nascesse già vecchia atteso che sono nuovamente in corso concertazioni finalizzate alla modifica del testo di legge; il secondo per sperimentare la procedura al fine di affinarne e semplificarne i contenuti nella futura sede legislativa. Tutto ciò sulla base della considerazione che, pur configurandosi la delibera come atto giuridicamente più debole, tuttavia i suoi contenuti ripercorrono quelli del correttivo: rappresenta quindi unesplicazione del correttivo stesso senza modifiche sostanziali.

8 8 Direttiva 2001/42/CEEobiettivi Direttiva 2001/42/CEE: obiettivi 1.Garantire un elevato livello di protezione dellambiente 2.Contribuire allintegrazione delle considerazioni ambientali (Rapporto Ambientale) allatto della elaborazione di piani e programmi e prima della loro approvazione, al fine di promuovere lo sviluppo sostenibile 3. Garantire, mediante la partecipazione, la condivisione degli obiettivi e delle scelte di piano o programma anche al fine di migliorare i processi decisionali 4. Verificare, mediante il monitoraggio, gli effetti ambientali dellattuazione del piano o del programma

9 9 Direttiva 2001/42/CEE ambito di applicazione Direttiva 2001/42/CEE: ambito di applicazione sono esclusi piani e programmi di difesa nazionale e di protezione civile piani e programmi finanziari o di bilancio Valutazione di piani e i programmi nei seguenti settori: agricolo, forestale, della pesca, energetico, industriale, dei trasporti, della gestione dei rifiuti e delle acque, delle telecomunicazioni, turistico, della pianificazione territoriale o della destinazione dei suoli piani che definiscono il quadro di riferimento per l'autorizzazione dei progetti elencati negli allegati I e II della direttiva 85/337/CEE piani che necessitano di essere sottoposti a VIncA (art. 6 e 7 Direttiva 92/43/CEE HABITAT)

10 10 Direttiva 2001/42/CEE: valutazione delle strategie? La direttiva 2001/42/CE, comunemente nota con lacronimo VAS, non valuta in relatà le strategie, essendo stato scelto di eliminare dal suo ambito di applicazione anche le politiche in genere Lespressione valutazione ambientale strategica viene utilizzata solo una volta allinterno della Direttiva, definita come protocollo giuridicamente vincolante da aggiungere alle norme in vigore sulla valutazione di impatto ambientale in un contesto transfrontaliero Si deve quindi più propriamente parlare di valutazione ambientale di piani e programmi, ovvero della valutazione degli effetti sullambiente generati da un piano o programma

11 11 Le alternative Ragionevoli alternative (art. 5): modo diverso di raggiungere gli obiettivi del piano Poiché il testo della Direttiva non lo specifica, si possono valutare alternative localizzative ( usi diversi di aree destinate ad attività o a scopi specifici, nonché aree alternative per le medesime attività) allinterno di un piano, non piani completamente diversi Le alternative vere e proprie possono riguardare opere infrastrutturali e piani di settore: Smaltimento dei rifiuti: diversi metodi di smaltimento, alternativi per il medesimo scopo (diverse tecnologie, modalità...) Rete elettrica nazionale: individuazione delle macroalternative strategiche di interconnessione con Stati esteri

12 12 Direttiva 2001/42/CE CONFRONTO TRA - scelte territoriali di trasformazione (funzioni residenziali, produttive, ecc.) - caratteristiche ambientali (sistemi abiotici, biotici e umani) Valutazione ambientale Pianificazione territoriale e valutazione ambientale

13 13 Pianificazione e valutazione ambientale: quale relazione Tre approcci prevalenti nel dibattito culturale - VAS come elemento che trasforma drasticamente il processo pianificatorio e che ne condiziona gli indirizzi di sviluppo, sostituendosi alla decisone politica APPROCCIO INTERDISCIPLINARE, attenzione privilegiata allaspetto valutativo - Valutazioni ambientali (soprattutto VAS e VincA) come protocolli che costringono a seguire un processo logico, razionale e coerente già codificato ( approccio sistematico ), rappresentandosi come aiuto alla decisione, elevando così il livello medio della pianificazione APPROCCIO INTERDISCIPLINARE, attenzione privilegiata al processo pianificatorio - Valutazioni ambientali come corollario amministrativo obbligatorio, senza vere interazioni con il piano (sorta di timbro a posteriori) APPROCCIO MONODISCIPLINARE, attenzione autocentrata sul piano

14 14 Rapporto paesaggio - piano Le nuove normative: -Convenzione europea del paesaggio, 2000; - D.lgs. 22 Gennaio 2004, n. 42 Codice dei beni culturali, denominatoCodice Urbani) Laccezione di paesaggio: contenitore di cultura e identità locale elemento fondante per la cultura locale ricchezza di elementi caratteristici che danno figurabilità al luogo (capacità di evocare nellosservatore immagini forti) Lettura strutturale del paesaggio allinterno del PIANO (nei tre sistemi) VAS come contenitore privilegiato per la VALUTAZIONE del PAESAGGIO

15 15 VAS: aspetti metodologici

16 16 Caratteristiche di un modello di Valutazione Ambientale ai piani Strumento valutativo di aiuto alla pianificazione, attraverso metodologie e tecniche semplici e facilmente utilizzabili Valutazione ambientale preventiva dello strumento di pianificazione, sulla base dei trend storici (Rapporto ambientale) Valutazione ambientale degli effetti derivanti dalla attuazione dei piani, attraverso il monitoraggio Non costituisce la decisione (che viene demandata agli organi politici e alla popolazione), bens ì un aiuto alla decisione Valutazione dei potenziali impatti negativi derivanti dalle scelte operate nello strumento e definisce le misure idonee per impedirli, ridurli o compensarli (mitigazioni) Strumento che attua l integrazione ambientale, evitando la duplicazione in procedure parallele

17 17 ex ante, a monte della redazione del piano, per poter fornire le linee guida e i criteri per lo sviluppo futuro in itinere, contestualmente alla gestazione del piano, divenendo parte integrante dello stesso ex post, a valle delliter pianificatorio, come verifica a posteriori della sostenibilità del Piano VAS - fasi di applicazione

18 18 Schema logico Destrutturazione dellAmbiente Componenti Biotiche Componenti abiotiche Componenti umane Destrutturazione del Piano Azioni a vasta scala (Politiche) Normative urbanistiche Opere pubbliche Partecipazione pubblica

19 19 Tecniche valutative Scheda Operativa Scheda Operativa - indicatori sintetici chimico-fisici di tipo quantitativo - valutazione di tipo processuale, con verifica nel tempo della coerenza tra previsioni ambientali e trasformazioni territoriali generate dal piano, attraverso il monitoraggio permanente Map-Overlay -definizione di norme urbanistiche ed edilizie Map-Overlay - indicatori cartografici - valutazione di tipo fisico, per individuare gli ambiti più vocati alla trasformazione e quelli a maggior criticità ambientale Coni ottici paesaggistici - introduzione di prescrizioni urbanistiche di carattere generale Coni ottici paesaggistici - indicatori paesaggistici, visualizzano le trasformazioni avvenute (rispetto a coni ottici storicizzati) e simulano quelle future - rappresentazionediacronica delle trasformazioni - si basa sul concetto di identità dei luoghi

20 20 Scheda Operativa

21 21 Scheda Operativa - percorso metodologico rappresentazione sintetica dello stato dell ambiente (analisi) valutazione degli indicatori azioni coerenti con la valutazione ambientale (Politiche, normativa urbanistica, Opere pubbliche e Partecipazione) livello di coerenza delle azioni del Piano

22 22 Schema concettuale IndicatoreAndamento storico indicatore Azioni suggerite dallandamento dellindicatore ambientale Azioni del Piano Politiche Pianificazione Opere pubbliche Partecipazione Politiche Pianificazione Opere pubbliche Partecipazione BENZENE (traffico) Individuazione, attraverso il Piano, di possibili performance degli indicatori Verifica della coerenza tra le azioni del Piano con quelle suggerite dallandamento dellindicatore ambientale

23 23 Caratteristiche indicatori pochi semplici strategici correlati alla pianificazione di processo (trend) calcolabili (monitorati statisticamente)

24 24 Tipologia indicatori Quattro categorie A.Indicatore quantitativi con standard di legge (Scheda operativa) B.Indicatori quantitativi senza standard di legge (Scheda operativa) C.Indicatori qualitativi con eventuali elementi quantitativi (Coni ottici pesaggistici) A.Indicatori cartografici (Map Overlay)

25 25 Il caso applicativo del PSC di Ferrara – schema concettuale

26 26 Gli indicatori per il PSC di Ferrara - ARIA COMPONENTETEMATICA Tipologia indicatore INDICATORE Anni di rilevamento ARIA QUALITÀ DELLARIA A 1.Indicatore Biossido di zolfo (SO2) mediana delle concentrazioni medie giornaliere dell anno ° percentile delle medie giornaliere dellanno mediana delle concentrazioni medie giornaliere invernali concentrazione media giornaliera 1994/ /2001 A 2. Indicatore Biossido di azoto (NO 2 ) Concentrazione media di 1h ° percentile delle medie orarie 1999/ /2001 A 3.Indicatore Polveri Totali Sospese (PTS) media delle medie giornaliere ° percentile delle concentrazioni giornaliere nellanno concentrazione di 24 h 94/96e99/ /2001 A 4. Indicatore Polveri Fini (PM10) media mobile delle concentrazioni giornaliere 1999/2001 A 5. Indicatore Monossido di Carbonio (Co) Media annuale di 8 h. giornaliere 1995/2001 A 6. Indicatore Ozono (O3) Media di1 h da non raggiungere più di una volta al mese. 1994/2001 A 7. Indicatore Benzene media annuale(centralina fissa) media annuale, 31 postazioni campionate (campagna mobile) % di vie per ogni classe di concentrazione (c. mobile) 1994/ /2001 RUMORE A 8. Indicatore Rumore 8.1 – 8.19 rilevamento diurno 1991/1997

27 27 Gli indicatori per il PSC di Ferrara - ACQUA COMPONENTETEMATICA Tipologia indicatore INDICATORE Anni di rilevamento ACQUA CONSUMO ACQUA B 9. Indicatore Consumo di Acqua consumi di acqua - % perdite prelievi acque superficiali prelievi da acque di falda % acqua di sup. utilizzata a fini potabili % acqua di falda utilizzata a fini potabili consumo pro capite 1992/ / / /2000 QUALITÀ DELLE ACQUE SUPERFICIALI A 10. Indicatore Qualità delle acque superficiali qualità da macrodescrittori - Po di Volano - Canal Bianco - Fiume Po qualità biologica (IBE) - Po di Volano - Canal Bianco 1993/ / e 95/ TRATTAMENTO REFLUI B 11. Indicatore Depurazione del Comune di Ferrara Indicatore Capacità di depurazione del Comune di Ferrara % scarichi depurati 1995/ e99e00 A 12. Indicatore Qualità del ciclo delle acque (input-auput) del Depuratore Gramicia Indicatore Azoto Ammoniacale, (NH 4+) Indicatore Tensioattivi anionici (MBAS) Indicatore PH Indicatore Fosforo Totale (P) Indicatore COD Indicatore BOD Indicatore Solidi Sospesi Totali 1993/1997

28 28 Gli indicatori per il PSC di Ferrara - URBANISTICA COMPONENTETEMATICA Tipologia indicatore INDICATORE Anni di rilevamento URBANISTICA RIFIUTI A 13. Indicatore Raccolta Differenziata variazione % della racc. differenziata % racc. differenziata sul totale tonnellate pro capite annue 1997/2001 B 14. Indicatore Raccolta Talquale1997/2001 TRAFFICO B 15. Indicatore Modalità di trasporto % auto % bicicletta % a piedi % moto, scooter, ciclomotore % treno % altro % trasporto collettivo 91e97e00 QUALITA URBANA B 16. Indicatore Piste ciclabili km piste ciclabili 1990/2001

29 29 Esempio: valutazione (CO) Valutazione Lindicatore presenta un trend che passa da un livello basso di insostenibilità (-2) a un livello medio di sostenibilità (+3), migliorando di molto la situazione iniziale.

30 30 Azioni coerenti con la valutazione (CO) Politiche Mantenere e incrementare la metanizzazione per il riscaldamento urbano. Realizzare impianti di cogenerazione. Prescrivere l'obbligo del bollino blu e riorganizzare il sistema del traffico attraverso separazione delle funzioni. Monitorare losservanza delle leggi sugli inquinamenti atmosferici. Pianificazione Realizzare il PUT (in particolare per togliere il traffico dal centro). Opere pubbliche Realizzare tangenziali e rotatorie. Partecipazione Applicare i sistemi di gestione ambientale (ISO , EMAS, ecc) per i cicli produttivi.

31 31 Scheda Operativa Sintetica componente Aria OSSERVAZIONIOBIETTIVI AMBIENTALIPOLITICHEPIANIFICAZIONEOPERE PUBBLICHEPARTECIPAZIONEPOLITICHE PIANIFICAZIONE (Norme Tecniche di Attuazione) OPERE PUBBLICHE PARTECIPAZIONE La qualità dellaria nel comune di Ferrara è abbastanza buona se si osservano i valori rilevati per indicatori quali il Biossido di Zolfo, Biossido di Azoto, Monossido di Carbonio,Benzene e PTS. La riduzione dellimpiego di combustibili contenenti zolfo (gasolio) per impianti di riscaldamento e della progressiva sostituzione delle vecchie caldaie funzionanti a gasolio, con impianti a metano e con il teleriscaldamento hanno certamente contribuito a mantenere negli anni una situazione di sostenibilità dal punto di vista ambientale. Va posta ancora una certa attenzione sulle PM10 e le concentrazioni di ozono i cui valori non si collocano ancora al di sotto dei limiti previsti dalla legge. -Limitare le emissioni acide in atmosfera (SO2, NO2, NH3) e favorire appropriati sistemi di gestione del territorio. -Limitare le emissioni di gas ad effetto serra che contribuiscono al riscaldamento globale e ai cambiamenti climatici (CO2, CH3, N2O e Cfc). -Ridurre i rischi per la salute umana, lecosistema e la qualità della vita derivanti dallemissione in atmosfera di sostanze nocive o pericolose. -Concorrere al rispetto degli obiettivi fissati per il contributo nazionale alle emissioni globali. -Mantenere e incrementare la metanizzazione per il riscaldamento urbano. -Realizzare impianti di cogenerazione. -Monitorare losservanza delle leggi sugli inquinamenti atmosferici. -Realizzare il PUT (in particolare per togliere traffico dal centro). -Realizzare tangenziali e rotatorie. -Applicare i sistemi di gestione ambientale (ISO , EMAS, ecc) per i cicli produttivi. -Lintroduzione di nuovi assi di scorrimento (tangenziali, circonvallazioni, ecc) alternative ai tracciati storici di collegamento. AZIONE COERENTE -Le due U. Attribuire alla grande U e alla piccola U il compito di selezionare e drenare progressivamente (dallesterno verso linterno) il traffico che entra in città, o la vuole semplicemente attraversare. AZIONE COERENTE -Realizzare una città dellautomobile, il PSC punta ad un migliore e più chiaro collegamento delle attività legate allautomobile con due caselli autostradali ( attraverso la formazione di un nuovo asse di collegamento tra i due caselli autostradali) e ad un ridisegno delle sezioni ed intersezioni stradali teso a rendere più fluido e sicuro il traffico. AZIONE COERENTE -Ampliamento della linea metropolitana a nord e rafforzamento della rete ciclabile. AZIONE COERENTE -Miglioramento del traffico urbano e soprattutto la riduzione del traffico pesante in città e lo spostamento di una quota di traffico su mezzi alternativi (treno e idrovia). AZIONE COERENTE -Ipotesi di ristrutturazione, di bonifica e di adeguamento a nuovi e più adatti standard del petrolchimico AZIONE COERENTE -Previsione di una cintura di verde posta oltre i tessuti edificati. Su questa fascia esterna si affacciano altri ambiti verdi, come i parchi urbani, che, ricondotti a loro volta a sistema, rappresentano un importante elemento per la costruzione di nuove connessioni tra le parti della città AZIONE COERENTE

32 32 Map Overlay

33 33 Map Overlay - Schema concettuale Carta Tematica A Carta Tematica B Carta Tematica C Carta di Piano

34 34 I tematismi per il caso del PSC di Ferrara TEMATISMI DEL PIANO Sistema Residenziale Sistema della Produzione Sistema della Mobilità Sistema Verde TEMATISMI DELLAMBIENTE 1. Pericolosità da allagamento fluviale scenario gravità media 2. Pericolosità allagamento da canali 3. Geotecnica sinottica 4. Vulnerabilità intrinseca del sistema idrogeologico 5. Minima soggiacenza della tavola dacqua 6. Centri di potenziale pericolo 7. Elettromagnetismo

35 35 Gli interventi del piano

36 Sistema Residenziale 1.Espandere il centro 2.Tracce di nuova città Obiettivi PSC Sistema Produttivo 1.Confermare e rafforzare leconomia ferrarese 2.Nuovi insediamenti di completamento di aree esistenti 3.Realizzazione di aree filtro e di compensazione ambientale 36

37 Mobilità e Sistema Infrastrutturale 1.Le due U 2.La città dellautomobile 3.Laccesso al centro antico 4.I centri intermodali 5.Le Reti alternative 6.Le aree verdi di compensazione Obiettivi PSC Sistema Ambientale (non oggetto di valutazione ) 1.La città verde 2.Le aree di interesse naturalistico 3.Le aree agricole 37

38 Sistema Residenziale Elaborazioni ISP, Iuav Studi e Progetti Obiettivi PSC 38

39 Sistema Produttivo Elaborazioni ISP, Iuav Studi e Progetti Obiettivi PSC 39

40 Sistema della Mobilità Elaborazioni ISP, Iuav Studi e Progetti Obiettivi PSC 40

41 Elaborazioni ISP, Iuav Studi e Progetti Obiettivi PSC Sistema Ambientale 41

42 Gradi di Valutazione Alta Conformità quando le indicazioni di piano si collocano in ambiti a basso o nullo livello di rischio ambientale Media Conformità quando le indicazioni di piano si collocano in ambiti a medio livello di rischio ambientale Bassa Conformità quando le indicazioni di piano si collocano in ambiti ad alto livello di rischio ambientale 42

43 Sovrapposizioni cartografiche Cartografie di Piano, 3 Sistemi del Preliminare del PSC A. Sistema Residenziale B. Sistema della Produzione C. Sistema della Mobilità Cartografie tematiche, 7 tematismi ambientali 1. Pericolosità da allagamento fluviale scenario gravità media 2. Pericolosità allagamento da canali 3. Geotecnica sinottica 4. Vulnerabilità intrinseca del sistema idrogeologico 5. Centri di potenziale pericolo 6. Minima soggiacenza della tavola dacqua 7. Elettromagnetismo Map Overlay 43

44 Sovrapposizioni 44

45 Lettura del processo valutativo di Map Overlay: schematizzazione informazioni 45

46 Valutazione Sintetica 46

47 47 La carta della pericolosità da allagamento fluviale LEGENDA Traduzione classificazione specialistica in GRADI DI RISCHIO Gradi di Pericolosità 0 Molto Basso Basso Medio Alto Fascia B Molto Alto Fascia di rischio mortale

48 48 Valutazione degli interventi di piano Ambito 1 (residenza) Carta TematicaGrado di rischioValutazionePrescrizi oni In questo Ambito si prevede di esportare i caratteri urbani del centro ai tessuti edilizi costruiti a ridosso delle principali direttrici di espansione della città. Carta per lo studio dellallagamento da fiumi, di gravità media, in funzione della quantità dacqua che potrebbe essere riversata dalla rotta. MoltoBasso: 70% Basso: 5% Medio: 25% alta coerenza - Ambito di intervento del piano Carta tematica ambientale Livello complessivo di rischio Valutazione (giudizio di coerenza) Prescrizioni/norme urbanistiche di natura ambientale Descrizione sintetica delle caratteristiche (sistema pianificatorio di appartenenza, interventi previsti,ecc). Descrizione del tematismo ambientale e delle finalità della rappresentazio ne cartografica. Definizione del livello complessivo di rischio ambientale (percentuale dei differenti livelli di rischio presenti - range 1÷3 oppure 1÷5). Definizione del grado di coerenza (Alta, Media, Bassa) tra le azioni di piano e il livello complessivo di rischio ambientale Indicazioni urbanistiche di carattere generale atte a mitigare il livello di rischio presente (compresa opzione zero). Esempio: Sovrapposizione Ambito 1 (residenza) alla carta della Pericolosità da allagamento fluviale

49 Pericolosità allagamento fluviale Pericolosità allagamento da canali SISTEMA RESIDENZIALE Dalle sovrapposizioni emerge un grado di conformità complessivo che si attesta su valori di alta conformità, ad eccezione dellAmbito 3, per il quale si esprime un giudizio di media conformità (emerge la necessità di rendere meno vulnerabile la zona in esame al fenomeno dellallagamento) + 49

50 Valutazione complessiva finale - sintesi 50

51 51

52 52

53 53

54 54 Sintesi valutazione: potenzialità urbanistiche/criticità ambientali Sistema della Residenza AmbitoCriticità ambientaliPotenzialità urbanistichePrescrizioni Ambito 1 LAmbito non presenta elevati livelli di rischio. La parte sud dellAmbito (quadranti B e C) è caratterizzata da una alta coerenza con il complessivo sistema ambientale, confermando così la sua vocazione alla trasformazione. La parte nord (quadranti A e D), invece, è caratterizzata da una media coerenza con il sistema ambientale nel suo complesso, per la presenza di alcuni elementi problematici: -rischio medio da allagamento fluviale, -terreni di consistenza molle, -alcuni siti puntuali di potenziale pericolo nella parte a nord. La criticità presente nella parte a nord trova una buona risposta nelle previsioni di piano (Sistema Verde) per la realizzazione, nellarea a nord di via Modena, di un ambito verde di compensazione sia per il contenimento delle acque meteoriche e superficiali, sia come barriera (vegetale) dagli insediamenti produttivi e dallinceneritore presenti più a nord. LAmbito rappresenta la parte ovest del sistema di consolidamento ed espansione urbana denominato asse est-ovest. Lobiettivo generale del piano riguarda la concentrazione delle principali aree di espansione residenziale parallelamente alla direzione dei principali sistemi di mobilità e di trasporto pubblico e allambito di valore paesaggistico costituito dal corso dacqua Poatello-Volano e dalle sue golene. Lambito previsto consente inoltre la riqualificazione dei centri preesistenti (Porotto e Cassana)sia attraverso la previsione di nuovi servizi e spazi versi, che con il potenziamento dei collegamenti verso il centro urbano (risezionamento di via Modena, pista ciclabile su via Arginane e sul tracciato della ferrovia) -preferirei quadranti B e C. -i nuovi insediamenti residenziali nel quadrante D dovranno essere preceduti da indagini specifiche in sito. Ambito 2 Lambito interessa un settore articolato, con elevate differenze interne. Se problematica può essere considerata la presenza di alcuni siti puntuali di potenziale pericolo nella parte nord (impianti produttivi), nelle parti centrali e meridionali si riscontra invece un valore di rischio basso e lassenza di particolari vincoli ambientali. Verso sud è comunque necessario impedire gli allagamenti, proteggere la falda e consolidare il terreno (innalzamento ed impermeabilizzazione del suolo, consolidamento degli argini). Considerata la presenza di quattro buffer (ad est), due tratti di aeronudo ed interferenze provocate dalle antenne televisive, specifici accorgimenti si rendono necessari per quanto riguarda i rischi legati allelettromagnetismo. Attualmente è presente anche una linea ferroviaria a servizio delle aree industriali petrolchimiche, che però il piano prevede di spostare allesterno dellarea di progetto. Il piano prevede di realizzare, oltre che una serie di spazi verdi e di uso pubblico, una fascia ambientale di compensazione e di protezione nella zona est (tra i nuovo insediamento e la ferrovia Venezia-Bologna). Questo ambito, attualmente occupato da aree produttive dimesse, addossato alle mura urbane e compreso tra la stazione ferroviaria e il terminal automobilistico da un lato e dallidrovia dallaltro, costituisce uno dei più importanti luoghi di potenziale riqualificazione urbana. Qui è possibile realizzare un nuovo quartiere urbano (caratterizzato da un mix di funzioni residenziali, terziarie e commerciali) direttamente collegato ai mezzi di trasporto collettivo, che può diventare di fatto una sorta di prolungamento del centro antico e, con lattenta progettazione delle sponde dellidrovia, anche occasione di ripristino del rapporto della città con i corsi dacqua che la attraversano. -preferirei quadranti A e D; - i nuovi insediamenti residenziali nel quadrante B e C dovranno essere preceduti da indagini specifiche in sito.

55 55 Coni ottici paesaggistici

56 56 Schema concettuale Coni ottici paesaggistici 1900 stato storico I Piano II Piano Sfondo 2010 stato di Piano I Piano II Piano Sfondo I Piano II Piano Sfondo 2000 stato di fatto

57 57 Lettura estetico-percettiva (confronto passato/presente)

58 58 Lettura estetico-percettiva (confronto passato/presente)

59 59 Lettura estetico-percettiva: le trasformazioni future

60 60 Indicatori per lanalisi strutturale 1. elementi vegetazionali ed aree agricole Vegetazione dellorizzonte submontano, Bosco, Masse arboree, Vegetazione arbustiva, Alberi sparsi, Viali alberati, Colture prative, Prati con elevata densità di alberate e siepi campestri, Prati con ridotta consistenza del corredo arboreo, Aree con presenza di seminativi, Presenza di piantate o alberature Incolto, Sistemazioni agrarie con terrazzamenti, Sistemazioni agrarie a mosaico, Sistemazioni agrarie con disposizioni regolari, a rete 2. morfologia del territorio Terreno pianeggiante, Terreno con modesti dislivelli, Terreno con notevoli dislivelli, Morfologia ripida e scoscesa), Elementi dacqua 3. elementi dacqua Torrenti, Canali, Canalizzazioni minori, Vegetazione spondale 4. tipologia architettonica Centro urbano - Presenza di edifici emergenti nel paesaggio, Chiese e/o campanili, Ciminiere, Altro ; edificato - Presenza di edifici emergenti nel paesaggio, Chiese e/o campanili, Ciminiere, Altro; Aggregato rurale, Case isolate rurali,Edifici industriali recenti, archeologia industriale 5. trama urbana Viabilità - Strade di scorrimento veloce, Strade di collegamento tra centri, Strade poderali, strade interpoderali; Infrastrutture – Ponti, Cavi e tralicci, Altro; Disegno urbano – Geometrico, Naturale 6. aspetti visivi (tipologico-formali) Ambiti con forte contrasto tra elementi verticali e orizzontali, Ambiti con forte orizzontalità, molto aperti e panoramici, Effetto limite esercitato dai boschi o da alberature, Ambiti, giardini e orti curati

61 61 Scheda di analisi strutturale N. CONO OTTICO PIANI DI LETTURA 1° PIANO2° PIANO 3° PIANO (sfondo) Presenza AltaBassaAltaBassaAltaBassa ELEMENTI VEGETAZIONALI Vegetazione dellorizzonte submontano Bosco Masse arboree Vegetazione arbustiva Alberi sparsi Viali alberati ColtureColture prative Prati con elevata densità di alberate e siepi Prati con ridotta consistenza del corredo arboreo Aree con presenza di seminativi Presenza di piantate o alberature Incolto Sistema- zioni agrarie Presenza di terrazzamenti A mosaico Disposizioni regolari, a rete MORFOLOGIA Terreno pianeggiante Terreno con modesti dislivelli Terreno con notevoli dislivelli Morfologia ripida e scoscesa ELEMENTI DACQUA Torrenti Canali Canalizzazioni minori Vegetazione spondale TIPOLOGIA ARCHITETTONICA

62 62 Lettura strutturale

63 63 Lettura strutturale

64 64 Livelli di efficacia delle tecniche

65 65 Potenzialità/Limiti Scheda Operativa Limiti Scarsa utilità nella fase di redazione del piano ( ex ante ) Difficile localizzazione spaziale delle valutazioni Potenzialità Elevata efficacia in fase di monitoraggio ( ex post ) Alta capacità di visualizzare il percorso logico (analisi- valutazione-definizione coerenza azioni del piano) Capacità di organizzare il Rapporto ambientale ( integrazione informazioni ) Alta capacità di gestire dati

66 66 Potenzialità/Limiti Map Overlay Limiti Efficacia nulla in fase ex post Incapacità di leggere le trasformazioni in senso temporale Potenzialità Elevata efficacia in fase di prima definizione delle scelte di piano Elevata capacità di localizzare le valutazioni

67 67 Potenzialità/Limiti Coni ottici paesaggistici Limiti Scarsa significatività in zone di pianura Restituzione parziale delle trasformazioni (solo rispetto a coni ottici storicizzati, non sulla totalità del territorio comunale) Non consente lattribuzione di giudizi di sostenibilità Potenzialità Lettura delle trasformazioni nei tre piani (1° piano - architetture, 2° piano – trama e sfondo - skyline), destrutturazione informazioni Elevata capacità di visualizzare le trasformazioni per il sapere comune

68 68 VIncA

69 69 Biodiversità

70 70 Composizione e livelli della biodiversità

71 71 Distribuzione della biodiversità

72 72 Valori e funzioni della biodiversità

73 73 Valori e funzioni della biodiversità 1

74 74 Valori e funzioni della biodiversità 2

75 75 Valori e funzioni della biodiversità 3

76 76 Valori e funzioni della biodiversità 4

77 77 I postulati della biodiversità

78 78 Perdita di biodiversità: le estinzioni di massa

79 79 La perdita di biodiversità: tassi destinzione

80 80 Che fare? Perché preoccuparsi?

81 81 Cause della perdita di biodiversità

82 82 1- Distruzione (degradazione e perdita) di habitat

83 83 Strumenti di conservazione

84 84 B. 2 - Riserve

85 85 B. 2 - Riserve

86 86 B. 2 - Riserve

87 87 B. 2 - Riserve

88 88 Rete ecologica

89 89 Rete ecologica

90 90 Rete Natura 2000

91 91 Obiettivi Direttiva Habitat

92 92 Allegato I - Habitat di interesse comunitario

93 93 Regioni biogeografiche

94 94 Habitat prioritari

95 95 Allegato II - specie di interesse comunitario

96 96 Definizioni Siti di Importanza Comunitaria – SIC Contribuiscono in modo significativo a mantenere o ripristinare un tipo di habitat naturale di cui allallegato I o una specie di cui allallegato II Zone Speciali di Conservazione – ZSC SIC designati dagli Stati membri mediante atti ufficiali in cui sono applicate le misure di conservazione Zone di Protezione Speciale – ZPS Direttiva 79/409/CEE Uccelli concernente la conservazione degli uccelli selvatici

97 97 Costruzione della Rete Ogni Stato membro propone un elenco di siti (pSIC) secondo i criteri dellallegato III della Direttiva Habitat e compilando per ognuno un Formulario standard Gli elenchi dei singoli Stati, trasmessi alla Commissione, vengono elaborati in un progetto delenco unico (Seminari biogeografici) I SIC in tale elenco divengono ZSC Si possono avere SIC di designazione comunitaria

98 98 Gestione della Rete - Misure di conservazione/ripristino - Piani di gestione - Valutazioni dIncidenza Ambientale (VIncA)

99 99 Schema concettuale VIncA

100 100 Tecnica di VIncA Modello fonte-vettore-bersaglio Tecnica valutativa Modello fonte-vettore-bersaglio - destrutturazione: - del piano in fattori di pressione e abitanti equivalenti - dellambiente (area vasta) in vettori - dellambiente (SIC) in bersagli Tentativo di coniugare sviluppo antropico e conservazione della biodiversità

101 101 - Definizione incidenza significativa (criterio: concetto di reversibilità degli impatti) - Definizione ambito di valutazione (criterio: presenza di un vettore capace di trasportare la pressione albersaglio nel SIC) Modello fonte-vettore-bersaglio

102 102 Modello fonte-vettore-bersaglio Scheda valutativa puntuale AB CDEFG Fonte di pressioneIndicatore di pressioneVettoreBersaglio ambientale nel SIC Descrizione quantitativa dellimpatto sulla specie Valore dellimpattoDescrizione del Valore dellimpatto Strutture ricettive1 Illuminazione…………… Caldaie e camini2 Emissioni da riscaldamento Traffico motorizzato; presenza umana 3 Rumore …..… Valutazione Totale quantitativa Valutazione qualitativa

103 103 Scheda valutativa ponderata nel caso della VIncA alla Variante al PRG di Campagna Lupia

104 104 Riflessioni teorico-metodologiche

105 105 Valutazioni ambientali VIA VIA Progetti VIncA VIncA Progetti e Piani VAS VAS Piani e Programmi capacità di mitigare il progetto e migliorarlo limitato ambito dazione incapacità di considerare effetti cumulativi sinergici e indiretti visione parziale, non STRATEGICA valutazione effettuata molto spesso ex post conservazione della biodiversità visione più ampia della VIA attenzione focalizzata sugli aspetti biotici molte componenti ambientali visione STRATEGICA fattore temporale (ex ante, itinere, ex post) No valutazione delle strategie politiche No individuazione di piani alternativi

106 106 Differenze sostanziali tra VIA, VAS e VIncA Campo di applicazione Progetti specifici in una localizzazione definita Progetti e piani, non ha un campo geografico di applicazione già definito (anchearee contermini) Piani, individua criticità di lungo periodo e a scala territoriale Oggetto valutativo stato di fatto e stato di progetto (presente/futuro) stato di fatto e stato di progetto (presente/futuro)Trend storici (passato/presente/futuro) Finalità individua gli impatti singoli di un progetto sulle componenti ambientali Individua lincidenza del progetto/piano da solo e CONGIUNTAMENTE ad altri interventi presenti nellambito amministrativo di riferimento prevede gli impatti cumulativi generati dal piano e verifica nel tempo gli effetti (monitoraggio) Tipo di valutazione Verifica della compatibilitàVerifica della incidenza Verifica della sostenibilità (processo di conoscenza che accompagna lintero sviluppo del piano) Datiprevalentemente quantitativiQuantitativi quantitativi e quali-quantitativi Processo di tipo autorizzativoDi tipo autorizzativo argomentativo di costruzione delle decisioni (natura ENDOPROCEDIMENTALE) RedazioneÈ elaborato dal proponente È lesito di un rapporto di interazione tra soggetti pubblici e stake- holders Rapporto con la decisione Aiuto alla decisione Decisione (dichiarazione finale di INCIDENZA SIGNIFICATIVA o di INCIDENZA NON SIGNIFICATIVA) Aiuto alla decisione VIA VIncA VAS VIA VIncA VAS

107 107 Potenzialità/Limiti modello fonte-vettore-bersaglio Limiti Visione parziale dellambiente (componenti biotiche del SIC) Potenzialità Traduzione delle scelte del piano in fattori di pressione ed abitanti equivalenti Individuazione di misure attenuative e compensative in grado di ridurre gli impatti su habitat e specie del SIC Definizione dei criteri per lindividuazione geografica dellambito di indagine Definizione dei criteri per la definizione di incidenza significativa

108 108 Punti di forza VAS e VIncA Introduzione del fattore tempo nel piano (interfaccia continua con il territorio) VAS e VIncA sono protocolli che obbligano a seguire un percorso consequenziale e sistematico, migliorando il livello medio della pianificazione VAS e VIncA sono parte del piano, non momenti a sé, e si integrano allinterno dei procedimenti pianificatori La VAS consente una lettura comparata di potenzialità urbanistiche/criticità ambientali Obbligo della consultazione - partecipazione pubblica (stake-holders) La VAS richiede lutilizzo di un insieme di tecniche

109 109 Debolezze di VAS e VIncA VAS e VIncA non possono esistere senza un piano/programma (il dominus dellintero processo è il PIANO) VAS e VIncA non possono valutare le strategie del piano (indirizzo politico), bensì gli impatti generati dalla sua realizzazione Le alternative non possono rappresentarsi come Piano B, bensì come localizzazioni diverse di funzioni allinterno dello stesso piano (tracciati infrastrutture, localizzazione impianti) o modi diversi di raggiungere gli stessi obiettivi (piani di settore) VAS e VIncA sono procedure che generano un elevato impatto amministrativo La VAS richiede lutilizzo di un insieme di tecniche

110 110 RAPPORTO AMBIENTALE Programmazione a scala vasta A)Piani di settore; B)Vincoli sovracomunali; C)Programmi di sviluppo locali; D) ……. Componenti Ambientali 1. Aria 2. Acque 3. Suolo 4. Habitat 5. Specie 6. Struttura Urbanistica 7. Struttura Sociale 8. Struttura Economica 9. ……. Piani Attuativi e Progetti -Piani zone produttive; -Piani di riqualificazione urbanistica; -Progetti pubblici -………………………. VALUTAZIONE DI INCIDENZA AMBIENTALE DIRETTIVA 92/43/CE - VIncA Valutazione dei piani e dei progetti in area SIC per le componenti ambientali: - Habitat; - Specie Giudizio di Incidenza Ambientale VALUTAZIONE DI IMPATTO AMBIENTALE DIRETTIVA 85/337/CE - VIA Quadro di riferimento Progettuale Fase di Cantiere Fase di Esercizio Fase di Post esercizio MODELLI VALUTATIVI Scheda Operativa (Politiche, Pianificazione Opere pubbliche, Partecipazione) Paesaggio (Coni ottici) Map Overlay (Carte tematiche) PIANO URBANISTICO Politiche, Pianificazione, Opere pubbliche, Partecipazione (Scheda Operativa) Coni ottici paesaggistici (Paesaggio) Carte tematiche (Map Overlay) Verifica di Coerenza Integrazione procedurale valutazioni ambientali


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