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Eugenio Montale. Un grande del Novecento europeo.

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Presentazione sul tema: "Eugenio Montale. Un grande del Novecento europeo."— Transcript della presentazione:

1 Eugenio Montale

2 Un grande del Novecento europeo

3 Montale e il Novecento Quella di Eugenio Montale – saggista, traduttore, brillante critico letterario e musicale, e, soprattutto, grandissimo poeta – è stata una delle voci più importanti del Novecento europeo Eugenio Montale riceve il premio Nobel per la letteratura, nel 1975 Rigoroso testimone del proprio tempo, antifascista e critico acuto della nuova civiltà industrializzata, Montale nei suoi versi ha dato espressione al disagio dell’uomo moderno

4 La giovinezza a Genova 12 ottobre 1896: Eugenio Montale nasce a Genova, da una famiglia borghese e benestante. Trascorre l’infanzia tra Genova e Monterosso. Compie studi commerciali, ma coltiva la passione per la letteratura : Si arruola nell’esercito e partecipa alla Prima guerra mondiale. Al rientro a Genova inizia a frequentare grandi scrittori e a pubblicare poesie e articoli di critica letteraria. 1925: Esce la raccolta poetica Ossi di seppia. Firma il Manifesto degli intellettuali antifascisti di Benedetto Croce. La fama di Montale si consolida anche a Torino, Trieste e all’estero. Eugenio Montale nella redazione del «Corriere della Sera», a Milano

5 Gli anni fiorentini 1927: Si trasferisce a Firenze. Lavora presso la casa editrice Bemporad e collabora con importanti riviste. 1929: Assume la direzione del «Gabinetto scientifico-letterario Vieusseux». 1933: Stringe un rapporto amoroso e intellettuale con l’americana Irma Brandeis (chiamata Clizia nelle poesie). 1938: In seguito all’emanazione delle leggi razziali, Irma Brandeis, ebrea, lascia l’Italia. A causa della sua mancata adesione al partito fascista, Montale è allontanato dal Gabinetto Vieusseux. 1939: Esce Le occasioni. Inizia la convivenza con Drusilla Tanzi (chiamata Mosca nelle poesie). 1945: Alla fine della guerra si iscrive – per pochissimo tempo – al partito d’Azione. Fonda il quindicinale «Il Mondo».

6 Gli anni milanesi 1948: È assunto come redattore al «Corriere della Sera» e si trasferisce a Milano. 1956: Esce la terza raccolta di poesie, La bufera e altro, e il volume di prose Farfalla di Dinard. 1967: Dopo aver ricevuto vari premi e lauree honoris causa, viene nominato senatore a vita. 1971: Esce la raccolta Satura, dove confluiscono i versi dedicati alla moglie, morta nel : Esce la raccolta di liriche Diario del ’71 e del ’ : Riceve il premio Nobel. 1977: Esce la raccolta Quaderno di quattro anni. 1980: Esce l’ultima raccolta, Altri versi. 1981: Muore a Milano. 1996: Esce Diario postumo, che raccoglie le liriche dedicate alla poetessa Annalisa Cima.

7 L’opera poetica Le principali raccolte poetiche di Montale sono le seguenti Ossi di seppia (1925) Il poeta dà voce al suo disagio interiore, alla disarmonia che si è creata tra l’uomo e la natura Le occasioni (1939) Piccoli eventi miracolosi sembrano far intravedere il senso dell’esistenza I passaggi della donna-angelo sono occasioni di salvezza per il poeta La bufera e altro (1956) Il poeta affronta gli orrori della Seconda guerra mondiale e la delusione per il dopoguerra italiano Satura (1971) Vi confluiscono i versi composti in memoria della moglie A un mondo sempre più volgare deve essere opposta una poesia che ne mostri le contraddizioni

8 Il male di vivere Nei versi di Montale trova espressione il disagio interiore tipico dell’uomo del Novecento La condizione dell’uomo è quella di un’asfissiante prigionia Intorno a sé il poeta vede solo angoscia, sofferenza, dolore È il male di vivere Il bene è un’esperienza rara, casuale: le sue apparizioni sono affidate al capriccio di un’entità ironica e distante, la «divina Indifferenza» Neppure la memoria reca conforto: il tempo allontana inesorabilmente anche i ricordi più cari Edvard Munch, Malinconia (1892)

9 Un mondo scolorito Il male di vivere è una condizione di disagio che va oltre la sfera umana Il paesaggio che fa da sfondo alle liriche di Montale – soprattutto a quelle della raccolta Ossi di seppia – è cupo, grigio, aspro Dovunque regna la disarmonia Solo rari lampi di luce, piccoli eventi miracolosi, sembrano talora infrangere la campana di vetro in cui il poeta si sente imprigionato e far intravedere il senso dell’esistenza Filippo De Pisis, Marina con conchiglie (1916)

10 Parole scabre e poetica del non Il senso di squallore che domina la realtà trova corrispondenza nello stile adottato dal poeta Il linguaggio è scabro ed essenziale I termini sono caratterizzati da una sonorità aspra e dura La parola non è in grado di descrivere il mondo perché si è rotta l’armonia che regnava tra il mondo stesso e l’uomo Il poeta non è più «vate», guida per gli uomini: non sa più trovare, e dunque esprimere, un senso della vita Tutto ciò che si può dire è per negazione: ciò che l’uomo non è, ciò che non vuole Giorgio De Chirico, L’incertezza del poeta (1913)

11 L’importanza degli oggetti Soprattutto a partire dalla seconda raccolta poetica, Le occasioni, Montale affida il compito di esprimere le sue meditazioni ai fatti concreti della vita Sono gli oggetti, emblemi del suo mondo interiore, a parlare per lui, senza bisogno di commenti Emozioni e concetti astratti possono essere espressi tramite una correlazione con oggetti determinati e concreti È la tecnica espressiva del correlativo oggettivo (espressione coniata dal poeta anglo-americano T.S. Eliot) Giorgio Morandi, Natura morta (1921)

12 Le figure femminili Nella sua vita Montale incontrò alcune donne importanti per lui, con le quale strinse rapporti di amore o di affettuosa amicizia Queste figure femminili tornano nei suoi versi – in particolare nelle raccolte Le occasioni e La bufera e altro – sotto sembianze particolari o con nomi simbolici Quella della donna- angelo è una figura poetica che ha origine nello Stilnovo e che trova il più alto interprete in Dante (Beatrice) La donna-angelo di Montale è la custode della cultura e l’unico essere in grado di svelare il senso dell’esistenza Solo il poeta percepisce il fugace passaggio nel mondo della donna-angelo e coglie il senso miracoloso e salvifico dell’incontro Gustav Klimt, Ritratto di Johanna Staude, particolare ( )


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