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1 Genesi e natura del processo di riforma delle amministrazioni pubbliche I condizionamenti della finanza pubblica nel processo di riforma delle amministrazioni.

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Presentazione sul tema: "1 Genesi e natura del processo di riforma delle amministrazioni pubbliche I condizionamenti della finanza pubblica nel processo di riforma delle amministrazioni."— Transcript della presentazione:

1 1 Genesi e natura del processo di riforma delle amministrazioni pubbliche I condizionamenti della finanza pubblica nel processo di riforma delle amministrazioni pubbliche Lattuale sistema pubblico è figlio dellevoluzione della Finanza Pubblica Italiana dalla riforma tributaria degli anni 70 ad oggi. Le tappe che caratterizzano levoluzione e il ruolo degli enti territoriali negli ultimi 40 anni si focalizzano sul principio dellautonomia, interpretato in modo dicotomico e opposto in funzione dei diversi periodo storici.

2 2 Gli anni 70 del 1900 Gli anni 70 del secolo scorso, sono caratterizzati da interventi nazionali finalizzati a fornire al governo centrale un maggior numero di strumenti per il controllo delleconomia. Il Decreto Legge approvato nel gennaio del 1977, denominato Stammati 1, relativo al consolidamento delle esposizioni bancarie a breve termine di Comuni e Province pose: limitazioni allassunzione di nuovi mutui, consolidò i debiti a breve termine contratti dagli enti locali con gli istituti di credito, ponendo a carico dello Stato il pagamento delle rate di ammortamento dei mutui pregressi D.L. 17 gennaio 1977, n.2 (Decreto Stammati 1), convertito in Legge 17 marzo 1977

3 3 Segue… Gli anni 70 Con un secondo Decreto, denominato Stammati 2, vengono ridefiniti i rapporti tra finanza statale e finanza locale. In particolare, viene sancito sia lobbligo di deliberazione del bilancio di previsione in pareggio, sia il limite di espansione della spesa corrente degli Enti Locali, fissato in una percentuale rispetto alle spese del precedente periodo amministrativo. Il Decreto: impose lobbligo di ricorre al debito per finanziare le spese correnti; consentì di aumentare le aliquote dei tributi propri comunali e delle tariffe dei servizi per finanziare la spesa pubblica non produttiva e di avallare il principio della spesa storica, ossia della determinazione delle erogazioni statali a favore dei singoli enti locali, in misura pari alla spesa sostenuta lanno precedente, ovvero il 1977, aumentata di una certa percentuale fissa, maggiorata per gli Enti Locali afferenti alle Regioni del mezzogiorno D.L. 29 dicembre 1977, n.946 (Decreto Stammati 2), convertito in Legge 27 febbraio 1978.

4 4 Segue… Gli anni 70 Viene sancito luso distorto delle risorse pubbliche trasferite dal bilancio statale ai bilanci degli Enti locali, senza responsabilizzazione dalla spesa a livello locale. Mette sullo stesso piano le amministrazioni virtuose con quelle inefficienti e pone le basi per lesplosione del debito pubblico avallando il principio della spesa storica.

5 5 Gli anni 80 del 1900 Dal 1980, lo Stato concesse mutui a favore degli enti locali per il ripiano dei disavanzi di amministrazione in essere nel 1977 ma, pur di sostenere il crescente volume di spesa locale, fu costretto a ricorrere sempre di più al debito per trasferire risorse alla periferia e colmare la parte di deficit annuale.

6 6 Segue… Gli anni 80 Le distorsioni del criterio della spesa storica si fecero subito notare sui diversi territori; si sosteneva che con tale criterio si premiavano gli enti che avevo speso maggiormente e forse male, penalizzando, di conseguenza, i più virtuosi, ma non si andava a vedere se ad una spesa storica più elevata corrispondessero, oppure no, più elevate capacità dintervento o migliori servizi resi.

7 7 Segue… Gli anni 80 Per porre rimedio a questo problema, nel 1981, con il D.L. denominato Andreatta 1, convertito in Legge n. 153/1981, venne istituito un fondo perequativo, destinato a ridistribuire i trasferimenti erariali, non più sulla base della spesa storica, ma anche tenendo conto degli enti e dei territori più svantaggiati

8 8 Segue… Gli anni 80 Le entrate di Comuni e Province vennero sostanzialmente riclassificate in funzione della loro natura. Nello specifico: trasferimento ordinario erogato dallo Stato sulla base della spesa storica; contributo perequativo; entrate proprie ripartite in entrate tributarie, che nel 1985 costituivano il 12% delle entrate totali, ed entrate extratributarie, che ammontavano invece al 14,5%. Dal 1986, lo Stato ha concorso al finanziamento dei bilanci comunali in modo più articolato: attraverso un fondo ordinario, un fondo perequativo ed un fondo sviluppo investimenti.

9 9 Gli anni 90 del 1900 I limiti del modello di finanza pubblica derivata, pongono lesigenza - dal di avviare un nuovo processo di riforma. Attraverso le riforme iniziate nel 1990 con la Legge 142, e proseguite con le Leggi Bassanini, il passaggio da un sistema di finanza derivata ad un sistema di finanza – quasi – autonoma ha modificato la capacità di reperire le risorse necessarie per sostenere leconomia locale.

10 10 Segue… Gli anni 90 La stessa elezione diretta dei sindaci e dei presidenti di Province e Regioni, esprime la necessità di responsabilizzare gli amministratori locali nel contenimento del debito pubblico, attraverso una efficiente politica di programmazione degli interventi sul territorio e dalluso ponderato degli strumenti di finanziamento

11 11 Verso un Sistema a Finanza Autonoma

12 12 I limiti della Finanza Derivata Ogni livello di responsabilità riceve dal livello superiore trasferimenti finalizzati e non finalizzati Privilegio della spesa storica Incoraggiamento alla spesa Complessità del quadro normativo

13 13 I vantaggi della Finanza Autonoma Responsabilizzazione sulluso delle risorse Rapporto diretto tra ente erogatore e cittadino utente Pianificazione e Programmazione economica e finanziaria è opportuno regolamentarne il funzionamento per evitare: competizioni tra enti un paese a più velocità anche se …. Generati dalla rilevanza della capacità contributiva e della relativa spesa pubblica

14 14 RUOLO DELLA SPESA PUBBLICA NON PRODUTTIVA Trasferimenti Salari e stipendi NON PRODUTTIVA Trasferimenti Salari e stipendi SPESA PUBBLICA PRODUTTIVA / INVESTIMENTI PUBBLICI Infrastrutture viarie e trasporti Formazione (capitale umano) Telecomunicazioni, reti elettriche e telefoniche PRODUTTIVA / INVESTIMENTI PUBBLICI Infrastrutture viarie e trasporti Formazione (capitale umano) Telecomunicazioni, reti elettriche e telefoniche Quali effetti…

15 15 Conclusioni Il passaggio del sistema da finanza derivata a finanza autonoma è, in termini teorici, perseguibile attraverso il decentramento della spesa e il decentramento delle entrate. Se il primo decentramento è perseguibile attraverso un trasferimento omogeneo di competenze ai diversi livelli istituzionali attraverso atti legislativi, il secondo è condizionato dal trasferimento della capacità impositiva ai singoli livelli istituzionali che, ad oggi, si regge sulla capacità degli stessi di reperire risorse dal proprio territorio di competenza.

16 16 Segue… Conclusioni Proprio questo secondo aspetto fa emergere come le caratteristiche territoriali diventino centrali, poiché ogni territorio è in grado di esprimere una propria capacità contributiva composta sia dalla dotazione patrimoniale, sia reddituale, sia connessa ai consumi, nonché dalla capacità endogena di ogni territorio di creare valore e sviluppo.

17 17 … un primo legame Il passaggio alla Finanza Autonoma richiede un nuovo approccio, dove lanalisi del territorio e la valutazione economica degli investimenti diventano gli ingredienti di garanzia della spesa pubblica di natura produttiva

18 18 … un secondo legame FINANZATERRITORIO ECONOMIA funzione di risposta delle variabili strutturali alla spesa pubblica variabile dinamica dal punto di vista economico e sociale, luogo di manifestazione degli effetti esprime quel mix di variabili che consentono di mettere in relazione lo stato si salute di un bilancio pubblico e reperimento/utilizzo/gestione delle risorse finanziarie dedicate ad investimenti.


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