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1 Ottobre-novembre 2010 OIC e IAS/IFRS PRINCIPI CONTABILI LE RIMANENZE DI MAGAZZINO Aspetti procedurali Dott. Valter Ruffa Ottobre - novembre 2010 OIC.

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1 1 Ottobre-novembre 2010 OIC e IAS/IFRS PRINCIPI CONTABILI LE RIMANENZE DI MAGAZZINO Aspetti procedurali Dott. Valter Ruffa Ottobre - novembre 2010 OIC e IAS/IFRS

2 2 Ottobre-novembre 2010 OIC e IAS/IFRS Art – bis, comma 1, c.c. «Gli elementi patrimoniali destinati ad essere utilizzati durevolmente devono essere iscritti tra le immobilizzazioni». Dipende dalla destinazione attribuita dallimpresa: Investimenti duraturi=>immobilizzazioni Ciclo produttivo e/o commerciale =>rimanenze DISTINZIONE FRA RIMANENZE E IMMOBILIZZAZIONI MATERIALI

3 3 Ottobre-novembre 2010 OIC e IAS/IFRS Documento OIC , n. 16 – A I prodotti utilizzati per dimostrazione, allestimento vetrine, esposizione, con durata di utilizzo per tale scopo non superiore a un esercizio sono da classificare fra le rimanenze. Non costituiscono rimanenze, ma immobilizzazioni materiali, gli utensili specifici di cui limpresa resta proprietaria (esempio: stampi). DISTINZIONE FRA RIMANENZE E IMMOBILIZZAZIONI MATERIALI

4 4 Ottobre-novembre 2010 OIC e IAS/IFRS Casi particolari in cui elementi, normalmente facenti parte delle immobilizzazioni, sono da ricomprendere fra le rimanenze Immobili e terreni Se l'attività dellimpresa consiste nella loro produzione e/o commercializzazione. Valori mobiliari Se l'attività dellimpresa consiste nel trading finanziario. DISTINZIONE FRA RIMANENZE E IMMOBILIZZAZIONI MATERIALI

5 5 Ottobre-novembre 2010 OIC e IAS/IFRS La medesima tipologia di beni può essere destinata contemporaneamente: BENI A DESTINAZIONE POLIVALENTE Se vi è incertezza sulla destinazione occorre considerare: 1. il tipo di attività svolta dallimpresa; 2. il tipo di bene (vita utile, deperibilità,…). Il bene è da iscriversi fra le immobilizzazioni materiali quando: a)viene affittato a terzi per un periodo superiore ad un anno o b)viene utilizzato come mezzo di produzione di altri beni. -a essere venduta -data in locazione -utilizzata dallimpresa

6 6 Ottobre-novembre 2010 OIC e IAS/IFRS Documento OIC , n A Documento OIC , n A Gli immobili possono essere contabilizzati come rimanenze se vengono acquistati o costruiti con lo specifico scopo di vendita. Gli immobili detenuti per essere utilizzati nei processi produttivi, per essere concessi in locazione o per fini amministrativi devono essere iscritti fra le immobilizzazioni materiali. CLASSIFICAZIONE DEGLI IMMOBILI

7 7 Ottobre-novembre 2010 OIC e IAS/IFRS Documento OIC , n. 16 Le immobilizzazioni materiali (compresi gli immobili) possono essere trasferite dagli investimenti immobilizzati alle rimanenze a seguito di cambio di destinazione. In tal caso, il costo dellimmobilizzazione da contabilizzare come rimanenza deve essere pari al valore contabile netto alla data del cambio di destinazione. CAMBIAMENTO DI DESTINAZIONE

8 8 Ottobre-novembre 2010 OIC e IAS/IFRS Spesso, dallo smontaggio, vendita o distruzione di una immobilizzazione materiale si riescono a recuperare parti della stessa. La classificazione di bilancio di detti recuperi dipende dalla relativa destinazione duso. CAMBIAMENTO DI DESTINAZIONE Beni smobilizzati dai cespiti

9 9 Ottobre-novembre 2010 OIC e IAS/IFRS Se sono destinati a venire rimontati o installati su altri cespiti=>immobilizzazioni Se di importo significativo, possono essere iscritti in apposita voce. Se sono destinati ad essere utilizzati nella produzione come materiali di consumo=>rimanenze CAMBIAMENTO DI DESTINAZIONE Beni smobilizzati dai cespiti

10 10 Ottobre-novembre 2010 OIC e IAS/IFRS Documento OIC , n. 16 (D.VI.b - D.VII) Il trattamento contabile e la classificazione variano in funzione del loro uso: PEZZI DI RICAMBIO a)acquistati in vista di un loro utilizzo immediato; b)acquistati in vista di riparazioni differite.

11 11 Ottobre-novembre 2010 OIC e IAS/IFRS Sostituzione di un pezzo guasto o danneggiato con un elemento identico o equivalente: PEZZI DI RICAMBIO: a)acquistati in vista di un loro utilizzo immediato imputazione dei costi al conto economico. Il costo del pezzo viene spesato nellesercizio in cui è avvenuto lacquisto e la sostituzione; le lavorazioni eseguite rappresentano dei costi di esercizio per prestazioni di servizi di manutenzione.

12 12 Ottobre-novembre 2010 OIC e IAS/IFRS Nota bene: se la riparazione prolunga in modo certo la durata della vita utile del bene è possibile incorporare (capitalizzare) limporto della riparazione nel valore netto contabile del bene, previo storno del valore del pezzo sostituito, e rivedere il piano di ammortamento alla luce della nuova vita utile. PEZZI DI RICAMBIO: a)acquistati in vista di un loro utilizzo immediato

13 13 Ottobre-novembre 2010 OIC e IAS/IFRS pezzi non specifici (con utilizzi diversificati): sono da includere fra le rimanenze. Possono esserne esclusi qualora il loro valore unitario non sia significativo (importo complessivo modesto) PEZZI DI RICAMBIO: b) acquistati in vista di riparazioni differite

14 14 Ottobre-novembre 2010 OIC e IAS/IFRS pezzi specifici (utilizzati esclusivamente per manutenzione e riparazione di immobilizzazioni non intercambiabili): di importo modesto, possono essere spesati nellesercizio e non inclusi nelle rimanenze; di costo non significativo in rapporto al costo dellimmobilizzazione, ma che non rappresentano un valore modesto: sono assimilabili ai pezzi non specifici e quindi da includere tra le rimanenze; PEZZI DI RICAMBIO: b) acquistati in vista di riparazioni differite (segue)

15 15 Ottobre-novembre 2010 OIC e IAS/IFRS pezzi specifici (utilizzati esclusivamente per manutenzione e riparazione di immobilizzazioni non intercambiabili): di importo significativo: sono assimilati alle immobilizzazioni di cui fanno parte, seguendone la sorte, e sono ammortizzati secondo la durata della loro vita utile prevista, anche prima della messa in servizio. Quando il ricambio è messo in servizio, il pezzo sostituito deve essere eliminato dallattivo effettuando una svalutazione o un ammortamento eccezionale. Il nuovo pezzo di ricambio deve essere capitalizzato e ammortizzato in base alla durata della vita probabile di utilizzo. PEZZI DI RICAMBIO: b) acquistati in vista di riparazioni differite (segue)

16 16 Ottobre-novembre 2010 OIC e IAS/IFRS Gli acquisti di cancelleria possono essere classificati alla voce B.6 del conto economico. Gli acquisti non ancora utilizzati alla fine dellesercizio costituiscono rimanenze di beni e devono essere inclusi nellattivo circolante dello stato patrimoniale. E accettabile, nei casi di importi non significativi e di modesti quantitativi in giacenza, spesare gli acquisti di cancelleria nel conto economico e non gestire tali beni a magazzino. CANCELLERIA

17 17 Ottobre-novembre 2010 OIC e IAS/IFRS Art – bis, comma 1, n. 1, c.c. Documento OIC , n. 13 Criterio base delle imprese in funzionamento («going concern»): iscrizione al costo di acquisto o produzione; se minore, iscrizione al valore di realizzo desumibile dall'andamento del mercato; eventuale ripristino di valore nei bilanci successivi. CRITERI DI VALUTAZIONE

18 18 Ottobre-novembre 2010 OIC e IAS/IFRS CRITERI DI VALUTAZIONE Documento OIC , n. 5 Criterio base delle imprese in liquidazione : Valore di realizzo per stralcio dei beni, al netto degli oneri diretti di realizzo (valore normalmente inferiore all'ordinario prezzo di vendita).

19 19 Ottobre-novembre 2010 OIC e IAS/IFRS Art – bis, comma 1, nn. 9 e 10, c.c. Documento OIC , n D.IV I metodi di determinazione del costo previsti dal codice civile e dai principi contabili sono i seguenti: Metodo del Costo Specifico (se i beni non sono intercambiabili); Metodo FIFO (First In First Out); Metodo del Costo Medio Ponderato (CMP); Metodo LIFO (Last In First Out) continuo o a scatti. METODI DI DETERMINAZIONE DEL COSTO

20 20 Ottobre-novembre 2010 OIC e IAS/IFRS METODI DI DETERMINAZIONE DEL COSTO Raffronto fra i diversi metodi Il metodo CMP, rispetto al FIFO ed al LIFO, tende a mediare le fluttuazioni dei prezzi. Il metodo FIFO tende a contrapporre a ricavi più recenti costi più remoti, con rimanenze finali esposte nello stato patrimoniale a costi più recenti. Possibile effetto: prezzi crescenti=>valore delle rimanenze crescente risultato d'esercizio crescente prezzi decrescenti=>valore delle rimanenze decrescente risultato d'esercizio decrescente

21 21 Ottobre-novembre 2010 OIC e IAS/IFRS METODI DI DETERMINAZIONE DEL COSTO Raffronto fra i diversi metodi Il metodo LIFO tende a contrapporre a ricavi più recenti costi più recenti, con rimanenze finali esposte nello stato patrimoniale a costi più remoti. Possibile effetto: prezzi crescenti=>valore delle rimanenze decrescente risultato d'esercizio decrescente prezzi decrescenti=>valore delle rimanenze crescente risultato d'esercizio crescente Il metodo LIFO mitiga i «profitti di magazzino» con prezzi crescenti, ma crea dei possibili effetti distorsivi sullo stato patrimoniale, in caso di forte crescita dei prezzi.

22 22 Ottobre-novembre 2010 OIC e IAS/IFRS Se i valori determinati con l'adozione di uno dei metodi precedenti sono inferiori al costo corrente, la differenza, qualora di entità rilevante, deve essere indicata nella nota integrativa. Non si possono effettuare riduzioni arbitrarie di valore, contrarie al requisito di rappresentazione veritiera e corretta (art c.c.) e al principio di evidenza e verità degli utili conseguiti (art c.c.) METODI DI DETERMINAZIONE DEL COSTO

23 23 Ottobre-novembre 2010 OIC e IAS/IFRS Documento OIC , n D.XII Beni per cui non è possibile determinare il costo In tali casi occorre effettuare delle stime basate sul valore di mercato del bene, sia come valore di vendita, sia come valore netto di realizzo. Ai valori ottenuti devono essere sottratte le spese di distribuzione. METODI DI DETERMINAZIONE DEL COSTO

24 24 Ottobre-novembre 2010 OIC e IAS/IFRS VALUTAZIONE DELLE RIMANENZE Il valore di mercato Documento OIC , n D.VI Per valore di mercato si intende: il costo di sostituzione, per le materie prime e sussidiarie e semilavorati d'acquisto; il valore netto di realizzo, per le merci, i prodotti finiti, semilavorati di produzione e prodotti in corso di lavorazione.

25 25 Ottobre-novembre 2010 OIC e IAS/IFRS VALUTAZIONE DELLE RIMANENZE Valore di mercato: valore netto di realizzo Rappresenta il prezzo di vendita nel corso della normale gestione («going concern»), al netto dei costi di completamento e delle spese dirette di vendita (provvigioni, trasporto, imballaggio,...) che possono ragionevolmente prevedersi. Nel caso di produzione su ordini specifici, il prezzo di vendita coincide con quello dell'ordine confermato.

26 26 Ottobre-novembre 2010 OIC e IAS/IFRS VALUTAZIONE DELLE RIMANENZE Valore di mercato – costo di sostituzione Rappresenta il costo con il quale, in normali condizioni di gestione (acquisto di quantità normali in normali circostanze), una determinata voce di magazzino può essere riacquistata o riprodotta (in caso di manufatto).

27 27 Ottobre-novembre 2010 OIC e IAS/IFRS Documento OIC , n. 13 – D.VII.d Per la determinazione del valore di mercato di beni «particolari» o di difficile collocazione sul mercato (merci obsolete, a lento movimento, seconda scelta, danneggiate,…) è necessario procedere a una previsione o a delle stime: per fare questo si tiene conto dei principi della prudenza e della imparzialità. VALUTAZIONE DELLE RIMANENZE Valore di mercato – beni particolari

28 28 Ottobre-novembre 2010 OIC e IAS/IFRS Le attrezzature industriali, i piccoli utensili e i materiali di consumo in genere che, di fatto, sono continuamente rinnovati e hanno valori modesti in relazione alla dimensione dellattività aziendale, possono essere iscritti nellattivo ad un valore costante (art. 2426, comma 1, n. 12, c.c.). Al fine dellapplicazione della deroga in esame, le rimanenze devono essere: a)costantemente rinnovate nellambito dellazienda; b)non suscettibili di variazioni sensibili da un esercizio allaltro per entità, valore e composizione; c)complessivamente di scarsa importanza rispetto allattivo del bilancio. ATTREZZATURE INDUSTRIALI E PICCOLI UTENSILI

29 29 Ottobre-novembre 2010 OIC e IAS/IFRS Rientrano nella fattispecie anche le stoviglie e la biancheria di alberghi e ristoranti. Tale valutazione è convenzionale e facoltativa, in quanto la società può scegliere di spesare direttamente a conto economico gli acquisti di tali beni. Qualora gli acquisti di tali beni presentino variazioni importanti nellentità, nel valore o nella composizione, la costanza di valutazione non può essere mantenuta e si devono valutare in base alle regole normali. ATTREZZATURE INDUSTRIALI E PICCOLI UTENSILI

30 30 Ottobre-novembre 2010 OIC e IAS/IFRS Applicato dagli operatori della grande distribuzione e dagli esercenti attività di commercio al minuto, non costituisce realmente un metodo di costo alternativo. Per essere accettabile deve produrre risultati similari al costo LIFO, FIFO o Medio (Documento OIC , n D.IV.f). Si basa sulla contrapposizione tra i valori di costo ed i valori di vendita aggiornati periodicamente. E codificato come metodo fiscale alternativo di valutazione delle rimanenze finali. METODO DEI PREZZI AL DETTAGLIO («Retail Method»)

31 31 Ottobre-novembre 2010 OIC e IAS/IFRS Il carico di magazzino viene rilevato sia al prezzo di costo che al prezzo di vendita. Il valore delle rimanenze viene determinato sottraendo dal totale delle merci disponibili, espresse ai prezzi di vendita, lammontare dei ricavi conseguiti per quel bene: limporto che ne risulta è espresso ai prezzi di vendita, e va riportato al costo moltiplicandolo per il rapporto tra costo e prezzo, cioè per il complemento a 100 della percentuale di ricarico. METODO DEI PREZZI AL DETTAGLIO («Retail Method»)

32 32 Ottobre-novembre 2010 OIC e IAS/IFRS Esempio: bene X", costo di acquisto Euro 1,50 e prezzo di vendita Euro 2,00 quindi: 2,00 – 1,50 = 0,50 => ricarico 0,50 / 2,00 = 25% => percentuale di ricarico, 1,50 / 2,00 = 75% => percentuale del costo rispetto al prezzo METODO DEI PREZZI AL DETTAGLIO («Retail Method»)

33 33 Ottobre-novembre 2010 OIC e IAS/IFRS METODO DEI PREZZI AL DETTAGLIO («Retail Method»)

34 34 Ottobre-novembre 2010 OIC e IAS/IFRS Considerando le rimanenze valorizzate al prezzo di vendita si avrà: – = 750 Considerando il ricarico del 25% 750 * 25% = 187,50, si avrà il seguente Valore delle rimanenze: 750 – 187,50 = 562,50, Stesso risultato si otterrà moltiplicando: 750 * 75%= 562,50 METODO DEI PREZZI AL DETTAGLIO («Retail Method»)

35 35 Ottobre-novembre 2010 OIC e IAS/IFRS Documento OIC , n. 13 – D.IX In linea generale, unimpresa deve utilizzare lo stesso metodo di valutazione per tutte le giacenze che hanno simile natura e uso. Per le giacenze che hanno differente natura o uso, può essere giustificato lutilizzo di un differente metodo di valutazione. Il trattamento contabile prescelto deve essere adeguatamente descritto in nota integrativa. COESISTENZA DI PIÙ CRITERI DI VALUTAZIONE

36 36 Ottobre-novembre 2010 OIC e IAS/IFRS Occorre effettuare la ripartizione del costo congiunto in funzione del valore di mercato dei beni, ovvero del prezzo di vendita realizzabile dagli stessi. E' opportuno giustificare la scelta del criterio utilizzato in nota integrativa, se gli importi sono significativi. BENI ACQUISTATI CONGIUNTAMENTE

37 37 Ottobre-novembre 2010 OIC e IAS/IFRS Esempio: imprese che svolgono attività di acquisto e valorizzazione degli immobili, con successiva vendita frazionata. La vendita frazionata avviene in più esercizi. Per la valutazione della parte di immobili presente a fine esercizio lunico criterio accettabile è quello di stimare il prezzo di vendita di ogni singola unità e procedere alla suddivisione del costo totale proporzionalmente ai valori di vendita stimati. BENI ACQUISTATI CONGIUNTAMENTE

38 38 Ottobre-novembre 2010 OIC e IAS/IFRS Vengono ottenuti inscindibilmente da ununica lavorazione. Esempio: impresa molitoria che ottiene contemporaneamente più prodotti (farina, crusca, etc.). Guida OIC , n. 3 Costi di trasformazione di ogni prodotto non identificabili separatamente => ripartizione tra i prodotti secondo un criterio razionale e uniforme. BENI PRODOTTI CONGIUNTAMENTE

39 39 Ottobre-novembre 2010 OIC e IAS/IFRS Possibili procedimenti suggeriti dalla pratica al fine di ripartire i costi di produzione (*): a)ripartizione sulla base del valore di mercato dei prodotti (v. precedente); b)ripartizione per differenza: utilizzato quando vengono realizzati un prodotto principale e uno o più prodotti secondari (si determina il ricavo di vendita presunto, al netto dei costi di distribuzione, dei sottoprodotti e si attribuisce al prodotto principale il valore di costo pari alla differenza tra costo totale e valore dei sottoprodotti); BENI PRODOTTI CONGIUNTAMENTE

40 40 Ottobre-novembre 2010 OIC e IAS/IFRS Possibili procedimenti suggeriti dalla pratica al fine di ripartire i costi di produzione (segue): c)attribuzione del costo totale al prodotto principale: quando uno solo può essere considerato prodotto vero e proprio, mentre gli altri hanno scarso o nessun valore; d)ripartizione in base al peso o al volume dei prodotti ottenuti: non essendoci quasi mai una diretta correlazione fra quantità fisica e costi, si ritiene che questo criterio sia arbitrario. (*) cfr. Memento Contabile Ipsoa BENI PRODOTTI CONGIUNTAMENTE

41 41 Ottobre-novembre 2010 OIC e IAS/IFRS Ai fini della valutazione delle rimanenze finali occorre verificare se: 1)dal processo produttivo si formano un prodotto principale e dei sottoprodotti; 2)dal processo produttivo non si formano sottoprodotti, ma i beni prodotti hanno uguale valenza ed un loro mercato di vendita. BENI PRODOTTI CONGIUNTAMENTE

42 42 Ottobre-novembre 2010 OIC e IAS/IFRS 1)prodotto principale e sottoprodotti: se i sottoprodotti possono essere venduti separatamente, si applicano la lettera b) o c) precedenti; altrimenti, al costo di produzione occorre aggiungere i costi per la distruzione e leliminazione degli stessi; 2)prodotti con uguale valenza e con mercato di vendita: per la suddivisione dei costi comuni di produzione si utilizza preferibilmente il procedimento di cui alla lettera a) precedente. BENI PRODOTTI CONGIUNTAMENTE

43 43 Ottobre-novembre 2010 OIC e IAS/IFRS Documento OIC , n. 13 – D.XII Scarti: prodotti che non hanno il livello o le qualità desiderati: essi possono essere distrutti, riciclati, oppure venduti allo stato in cui si trovano ad un prezzo fortemente scontato. 1.Scarti rivendibili: si applica la regola generale del minore fra costo e valore presumibile di realizzo; 2.Scarti da distruggere: il costo per lo smaltimento deve essere aggiunto al costo di produzione dei beni principali; 3.Scarti riutilizzabili nel processo produttivo, come materie prime: valutati al costo della materia prima; RESIDUI DI LAVORAZIONE

44 44 Ottobre-novembre 2010 OIC e IAS/IFRS 4.Scarti non recuperabili: essi non possono essere valutati e hanno valore uguale a zero; se si devono sostenere dei costi per lo smaltimento, vanno accantonati e devono aggiungersi al costo di produzione del prodotto principale. Sfridi: materie prime che sono state immesse nel ciclo produttivo ma che non si trovano più nel prodotto finito. Se non vi è alcun recupero, vanno valutati a valore zero; se si devono sostenere dei costi per lo smaltimento, vanno aggiunti. RESIDUI DI LAVORAZIONE

45 45 Ottobre-novembre 2010 OIC e IAS/IFRS Documento OIC , n A Le materie prime e i semilavorati di proprietà dellimpresa, in corso di lavorazione presso terzi, costituiscono rimanenze. Nel bilancio vanno iscritte fra i «prodotti in corso di lavorazione». Ai fini della valutazione si deve tener conto dei costi di acquisto, aumentati degli oneri accessori (comprese le spese di trasporto presso terzi per la lavorazione) e di una quota delle spese per prestazioni di servizi, da calcolarsi in base allo stato avanzamento lavori o delleffettiva quantità lavorata. LAVORAZIONI ESTERNE

46 46 Ottobre-novembre 2010 OIC e IAS/IFRS Capita spesso che la quantità riconsegnata dal terzista dopo la lavorazione risulti inferiore rispetto alla resa standard. Motivi dei cali : Scarsa qualità della materia prima: Il costo causato dalla minor resa non è da imputarsi al costo di produzione per lottenimento dei prodotti. I prodotti finiti in rimanenza sono valorizzati secondo le regole generali (minore fra costo di produzione unitario, calcolato in base alla resa standard, e valore di mercato). Il costo della materia prima non utilizzata, danneggiata, è da spesare a costi di produzione. LAVORAZIONI ESTERNE Cali della lavorazione

47 47 Ottobre-novembre 2010 OIC e IAS/IFRS Motivi dei cali (segue): Scarsa qualità del lavoro del terzista: non si ha nessun effetto sui costi se risultano recuperabili tramite la richiesta di rimborso al terzista; Cause naturali non di carattere eccezionale: trattandosi di evento che rientra nella normalità del processo produttivo, è giusto che gravi sul costo per lottenimento dei prodotti. LAVORAZIONI ESTERNE Cali della lavorazione

48 48 Ottobre-novembre 2010 OIC e IAS/IFRS Comunicazione Consob DAC/RM/ del 24 aprile 1996 E' corretto contabilizzare i costi sostenuti nellesercizio al lordo dei contributi ricevuti nella voce B) «Costi della produzione», del conto economico. I contributi vanno iscritti nella voce A.5) «Altri ricavi e proventi». Le variazioni delle rimanenze dei semilavorati e dei prodotti finiti devono essere iscritte nella specifica voce di conto economico (A.2) per un importo pari al costo al netto dei contributi ricevuti, al fine di evitare ingiustificati effetti sul risultato di periodo. CONTRIBUTI SUGLI ACQUISTI

49 49 Ottobre-novembre 2010 OIC e IAS/IFRS Documento OIC , n. 29 Documento OIC 1 – Interpretazioni A seguito del cambiamento di metodo di valutazione, gli effetti reddituali devono essere imputati al conto economico, nellambito della voce E «oneri e proventi straordinari». Esempio: 31/12/2009, valutazione al LIFO a partire dal 2010, passaggio al FIFO CAMBIAMENTO DI PRINCIPIO CONTABILE

50 50 Ottobre-novembre 2010 OIC e IAS/IFRS Innanzi tutto, occorre procedere con la valutazione delle rimanenze all'1/1/2010 con il metodo FIFO. La differenza fra le rimanenze iniziali LIFO e FIFO deve essere imputata fra gli oneri e proventi straordinari. Al 31/12/2010, si effettuerà la valutazione delle rimanenze finali al FIFO. Se il cambiamento di principio contabile ha un impatto significativo sullesercizio corrente o su eventuali esercizi precedenti, è necessario fornire adeguate informazioni in nota integrativa in merito ai motivi del cambiamento ed agli effetti sul conto economico. CAMBIAMENTO DI PRINCIPIO CONTABILE

51 51 Ottobre-novembre 2010 OIC e IAS/IFRS Documento OIC , n. 29 Documento OIC 1 – Interpretazioni Se limpresa rettifica costi di esercizi precedenti per omesse o errate registrazioni contabili, per errori di rilevazione di fatti di gestione, gli effetti reddituali relativi a tale cambiamento devono essere imputati fra gli «oneri e proventi straordinari». RETTIFICA DI COSTI DI PRECEDENTI ESERCIZI

52 52 Ottobre-novembre 2010 OIC e IAS/IFRS Documento OIC , n. 26 Il valore in divisa estera di rimanenze detenute presso magazzini esteri è convertito in euro al momento dellacquisto o di entrata in magazzino, al cambio del giorno. Per la determinazione del valore di mercato delle giacenze a fine esercizio, si utilizzerà la quotazione espressa in valuta locale, convertita al cambio di fine esercizio, se la vendita sarà presumibilmente effettuata allestero. CONVERSIONE DELLE RIMANENZE DETENUTE ALLESTERO

53 53 Ottobre-novembre 2010 OIC e IAS/IFRS Documento OIC , n. 13 – D.III.e Nel caso di rimanenze prodotte in Italia e trasportate in magazzini esteri per la successiva vendita, nel costo di produzione in euro si includono i costi del trasporto fino al magazzino sito allestero. CONVERSIONE DELLE RIMANENZE DETENUTE ALLESTERO

54 54 Ottobre-novembre 2010 OIC e IAS/IFRS La vendita è differita, ma il prezzo è fissato: se, in fase di valutazione delle rimanenze, il valore di mercato è inferiore al costo di acquisto o produzione, occorre valutare se procedere o meno ad una svalutazione: -non occorre svalutare, se il prezzo fissato nel contratto è superiore al costo maggiorato degli oneri ancora da sostenere per la vendita; -in caso contrario è necessario svalutare. CONTRATTI A TERMINE DI VENDITA

55 55 Ottobre-novembre 2010 OIC e IAS/IFRS Lacquisto della proprietà dei beni è differito I costi non devono essere contabilizzati ma, se di importo significativo, devono essere menzionati in nota integrativa. Ai sensi dellart. 2427, comma 9, c.c., infatti, occorre fornire «… le notizie sulla composizione e natura di tali impegni … la cui conoscenza sia utile per valutare la situazione patrimoniale e finanziaria della società …». CONTRATTI A TERMINE DI ACQUISTO

56 56 Ottobre-novembre 2010 OIC e IAS/IFRS Documento OIC , n B.III Limpegno assunto può essere registrato, come memoria, tra i conti dordine (non è un obbligo). Nel caso in cui al momento di assunzione dellimpegno si sostengano dei costi (premi, spese generali) relativi allacquisto a termine delle merci, tali oneri devono essere differiti fino al momento in cui il contratto produce i suoi effetti e le obbligazioni si sono realizzate. Questi costi devono essere inseriti tra i costi dei beni acquistati a termine. CONTRATTI A TERMINE DI ACQUISTO

57 57 Ottobre-novembre 2010 OIC e IAS/IFRS Documento OIC , n. 13 – E.II.h Se alla data di predisposizione del bilancio si prevedono delle perdite connesse agli impegni presi (sugli ordini confermati di acquisto oppure sugli impegni di vendita), in base al principio della prudenza tali perdite devono essere imputate al bilancio in chiusura. Vanno indicate a conto economico tra i costi della produzione ed accantonate in apposito fondo del passivo (fondi per rischi e oneri). CONTRATTI A TERMINE

58 58 Ottobre-novembre 2010 OIC e IAS/IFRS Documento OIC , n. 13 – D.X Le perdite previste, di ammontare significativo, sugli ordini confermati di acquisto devono essere riconosciute nel momento in cui divengono note, in conformità al principio della prudenza. Le perdite devono essere determinate sulla base degli stessi costi utilizzati per la valutazione delle rimanenze di magazzino. ORDINI DI ACQUISTO

59 59 Ottobre-novembre 2010 OIC e IAS/IFRS Art c.c. «nella vendita a rate con riserva della proprietà, il compratore acquista la proprietà della cosa con il pagamento dellultima rata del prezzo, ma assume i rischi dal momento della consegna». Nonostante il titolo di proprietà non sia ancora stato trasferito, il costo si considera sostenuto, perché è certa lesistenza del suo ammontare; inoltre il bene è in possesso dellacquirente che ne utilizza, di fatto, i benefici. Pertanto, i beni devono figurare fra le rimanenze del magazzino dellacquirente sin da subito. BENI ACQUISTATI CON CLAUSOLA DI RISERVA DELLA PROPRIETÀ

60 60 Ottobre-novembre 2010 OIC e IAS/IFRS Documento OIC , n E.II.e Qualsiasi gravame (ivi compreso il riservato dominio) deve essere indicato in nota integrativa. Se, tra il momento di consegna del bene e quello del trasferimento della proprietà, il bene subisce un deprezzamento senza che il prezzo che lacquirente deve ancora pagare possa essere ridotto, tale deprezzamento deve essere rilevato valutando i beni al valore di mercato. Se limporto è rilevante, deve essere menzionato in nota integrativa. BENI ACQUISTATI CON CLAUSOLA DI RISERVA DELLA PROPRIETÀ

61 61 Ottobre-novembre 2010 OIC e IAS/IFRS Se le politiche commerciali di gruppo prevedono la rettifica dei prezzi di vendita/acquisto, al fine di determinare risultati prefissati in virtù di rapporti contrattuali, nel bilancio individuale di ciascuna società le rimanenze devono essere valutate alleffettivo prezzo di acquisto, tenendo quindi anche conto di dette politiche, ossia delle note credito emesse/ricevute (*). (*) cfr. Memento Contabile Ipsoa TRANSFER PRICE E NOTE DI CREDITO

62 62 Ottobre-novembre 2010 OIC e IAS/IFRS Le rimanenze finali si iscrivono a bilancio in ossequio ai generali principi della competenza economica e della correlazione fra costi e ricavi. Per effettuare la rilevazione contabile delle giacenze finali di materie prime, materiali di consumo e merci è necessario: -aver identificato le quantità in giacenza; -aver effettuato il processo di valutazione; -individuare il costo di acquisto o di produzione; -individuare il presumibile valore di realizzazione. RILEVAZIONE RIMANENZE FINALI

63 63 Ottobre-novembre 2010 OIC e IAS/IFRS Documento OIC , n. 5 In caso di liquidazione, il criterio di valutazione delle attività non può essere, come per il bilancio d'esercizio (ossia il bilancio separato o individuale), il costo, bensì il valore di realizzo per stralcio dei beni, al netto degli oneri diretti di realizzo. Per le rimanenze di magazzino e le altre attività correnti, il valore di realizzo per stralcio di solito è inferiore al presunto prezzo di vendita sul mercato in ipotesi di normale operatività dell'impresa. VALUTAZIONI DI LIQUIDAZIONE

64 64 Ottobre-novembre 2010 OIC e IAS/IFRS Rendiconto della gestione degli amministratori Il rendiconto sulla gestione degli amministratori, relativo al periodo successivo all'ultimo bilancio approvato, si fonda su criteri valutativi di funzionamento, seppure tenendo conto dell'intervenuto scioglimento della società e, quindi, dei relativi riflessi per la mancanza della prospettiva di continuità aziendale. VALUTAZIONI DI LIQUIDAZIONE

65 65 Ottobre-novembre 2010 OIC e IAS/IFRS Prima della data di avvio della gestione liquidatoria e della cessazione dell'attività di impresa non è possibile adottare i criteri di liquidazione in luogo dei criteri di funzionamento. L'inventario (bilancio) iniziale di liquidazione Deve redigersi a cura dei liquidatori alla data di inizio della gestione di liquidazione e si fonda, invece, su criteri valutativi coerenti con la diversa destinazione del patrimonio sociale (la liquidazione) individuabili nei presumibili valori di realizzo per le attività e nei valori di estinzione delle passività. VALUTAZIONI DI LIQUIDAZIONE

66 66 Ottobre-novembre 2010 OIC e IAS/IFRS Rendiconto della gestione degli amministratori Il problema valutativo attiene il rischio di presenza di materie, merci e prodotti finiti fuori mercato o a lento rigiro; o ancora di semilavorati e prodotti in corso di lavorazione. In questi casi, si rende necessaria un'apposita svalutazione del relativo costo, tenendo conto che il parametro di confronto utile a individuare l'eventuale minor valore si considera prudentemente inferiore al tradizionale valore desumibile dall'andamento del mercato di cui all'art. 2426, n. 9 c.c., ciò per le difficoltà ordinariamente emergenti in fase di liquidazione. VALUTAZIONI DI LIQUIDAZIONE

67 67 Ottobre-novembre 2010 OIC e IAS/IFRS Bilancio iniziale di liquidazione e bilanci intermedi Per merci, prodotti, materie e semilavorati destinati alla vendita, i liquidatori, nel ricercare il probabile valore di realizzo, terranno conto dei seguenti elementi: -possibilità o meno del realizzo, per merci o materie deperite, alterate o comunque insuscettibili di scambio sul mercato; -tempi di realizzo e modalità di vendita, tenuto conto anche del tipo di clientela cui potranno essere vendute le varie partite; -spese da sostenere per la vendita (trasporto, assicurazioni, imballaggi, ecc.) ed oneri finanziari connessi all'incasso del prezzo (spese bancarie, ecc.). VALUTAZIONI DI LIQUIDAZIONE

68 68 Ottobre-novembre 2010 OIC e IAS/IFRS Il valore di presunto realizzo va considerato anche nell'ipotesi in cui i liquidatori ritengano opportuno ultimare con gli impianti della società o presso altre aziende, le lavorazioni in corso o trasformare le materie prime esistenti in prodotti finiti: comportamento assolutamente doveroso al fine di evitare una riduzione del valore del patrimonio sociale, che danneggerebbe i soci ed i creditori. Il valore di presunto realizzo è indicato al netto dei costi di realizzo. VALUTAZIONI DI LIQUIDAZIONE

69 69 Ottobre-novembre 2010 OIC e IAS/IFRS Documento OIC , n. 30 Le rimanenze di magazzino alla chiusura del periodo intermedio devono essere valutate con gli stessi criteri adottati per il bilancio annuale, in osservanza del criterio generale secondo cui un bilancio intermedio rappresenta un autonomo, ancorché più breve, esercizio finanziario. I BILANCI INTERMEDI

70 70 Ottobre-novembre 2010 OIC e IAS/IFRS Di conseguenza si dovranno utilizzare le stesse configurazioni di costo (FIFO, LIFO, Medio Ponderato) di fine anno e si dovrà valutare, ad ogni chiusura di periodo intermedio, l'eventuale necessità di svalutazione per ricondurre le scorte al minor valore di realizzo. Quest'ultimo dovrà essere stimato in funzione degli elementi conosciuti alla data di valutazione senza anticipare mere aspettative di recupero nei periodi successivi. I BILANCI INTERMEDI

71 71 Ottobre-novembre 2010 OIC e IAS/IFRS Nel caso di rimanenze il cui costo è determinato in funzione del metodo LIFO, l'applicazione del criterio generale può comportare variazioni anche di importo consistente nella cosiddetta "riserva LIFO", in particolare per le imprese soggette a forte stagionalità nelle vendite in periodi precedenti alla chiusura annuale. I BILANCI INTERMEDI

72 72 Ottobre-novembre 2010 OIC e IAS/IFRS Infatti queste imprese riducono notevolmente il volume delle scorte per far fronte alle vendite concentrate in un certo periodo dell'anno, per poi ricostituire successivamente un livello ottimale di giacenze di magazzino. Di conseguenza si ha l'emersione della "riserva LIFO" (e relativi profitti) in un certo periodo infrannuale (quello caratterizzato dalla elevata stagionalità di vendita) che sarà poi riassorbita a fine anno (annullando i precedenti profitti). I BILANCI INTERMEDI

73 73 Ottobre-novembre 2010 OIC e IAS/IFRS E' sempre necessario riflettere nei bilanci intermedi l'effetto derivante dalla riduzione delle scorte valutate a LIFO, anche se vi è una ragionevole aspettativa che l'effetto di tale riduzione sarà poi annullato a fine anno. Non è ritenuto accettabile eliminare tale effetto, sia perché esso introdurrebbe un'eccessiva discrezionalità, sia perché priverebbe il lettore di bilancio di un'utile informazione circa gli effetti della stagionalità sui bilanci intermedi dell'impresa. I BILANCI INTERMEDI

74 74 Ottobre-novembre 2010 OIC e IAS/IFRS L'esplicitazione del fatto che una parte degli utili di periodo sia dovuta dall'emersione temporanea della riserva LIFO e l'indicazione che tali utili potrebbero essere annullati, in tutto o in parte, dalla ricostituzione delle scorte in uno o più periodi intermedi successivi, costituiscono tuttavia un'informativa importante da fornirsi nelle note illustrative al bilancio intermedio. I BILANCI INTERMEDI


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