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HOME SCHEDA MINERALI. CLICCARE SULLARGOMENTO DESIDERATO MINERALOGIA UTILITA MINERALI, ROCCE E COMPOSTI CHIMICI ASPETTO CHIMICO TAGLIO DELLE GEMME ASPETTO.

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1 HOME SCHEDA MINERALI

2 CLICCARE SULLARGOMENTO DESIDERATO MINERALOGIA UTILITA MINERALI, ROCCE E COMPOSTI CHIMICI ASPETTO CHIMICO TAGLIO DELLE GEMME ASPETTO FISICO METODO DI CLASSIFICAZIONE APPLICAZIONI LINK UTILI CONTATORE GEIGER INDUSTRIA MINERARIA SCHEDA MINERALI CRISTALLOGRAFIA

3 HOME C D E B F G H-I J KV-W U T S R Q P O N MA X-Y-ZL

4 Mineralogia Scienza che si occupa dello studio e della classificazione dei minerali attraverso lidentificazione delle loro proprietà morfologiche, fisiche e chimiche, nonché della loro struttura, che permette di risalire ai processi genetici e alle eventuali trasformazioni subite. Principale scienza ausiliaria della mineralogia è la cristallografia: i minerali, infatti, in natura si trovano generalmente allo stato cristallino, e i cristalli delle diverse specie minerali vengono classificati in base alle loro forme poliedriche. A sua volta la mineralogia può essere considerata scienza ausiliaria della petrografia, disciplina che studia le proprietà e la genesi delle rocce, che altro non sono se non aggregati di minerali. La mineralogia applicata, unitamente alla petrografia e alla geologia, è diretta alla ricerca dei giacimenti di minerali importanti dal punto di vista economico.

5 Alcune materie naturali minerali si adoperano così come si trovano, altre richiedono una più o meno lunga lavorazione. Generalmente subiscono trasformazioni chimiche e danno migliaia di prodotti chimici che oggi si conoscono, impiegati dalle industrie per ottenere altri prodotti. L industria dipende tutta dalle materie prime minerali conosciute già dagli uomini primitivi. Le specie minerali oggi note sono oltre e questo numero è in continua crescita. Per verificare che il minerale sia veramente nuovo e non già esistente sotto altro nome è stata istituita una commissione in seno all'International Mineralogical Association che ha emanato severe norme anche per quanto riguarda la nomenclatura mineralogica. Dal luglio del 1969, da quando l'uomo ha iniziato l'esplorazione diretta della Luna (missioni Apollo), nuovo materiale di indagine per la mineralogia è rappresentato dai campioni di rocce e di suolo raccolti sul nostro satellite, che hanno aperto problematiche nuove ai ricercatori. Per lo studio delle rocce e dei minerali lunari, portati sulla Terra dalla prima spedizione, furono istituiti oltre 45 programmi di ricerca aventi per oggetto la composizione chimica, l'identificazione, la genesi e la classificazione dei materiali presi in esame.

6 La maggior parte dei minerali, se le condizioni di formazione lo consentono, assume forma cristallina. La cristallografia studia appunto le caratteristiche geometriche dei cristalli. A livello microscopico, essa si avvale di tecniche di indagine particolari (come la diffrattometria a raggi X) per risalire alla struttura dei reticoli cristallini di minerali macroscopicamente irriconoscibili. La cristallochimica, che spesso viene considerata un ramo della cristallografia, si occupa più strettamente delle relazioni tra la composizione chimica e la struttura del solido cristallino, ossia della disposizione degli atomi, dell'entità e delle caratteristiche delle forze di legame

7 Hans Geiger, nel 1908 sviluppa la prima bozza di strumento, che successivamente insieme a Ernest Rutherford chiamarono per la prima volta "Contatore Geiger". Ancora molto lontano dalle sue successive migliorie e affinamenti. Esso era limitato perchè riusciva solamente a rilevare le particelle Alfa,tralasciando il resto delle Radiazioni Ionizzanti esistenti. Cliccare qui per visualizzare la pagina successiva

8 Nel 1928 il Sig. Geiger insieme all'aiuto di Muller (un Fisico studente di Geiger) riuscirà ad estendere il rilevamento a tutto il resto delle Radiazioni ionizzanti. Il nome completo e corretto dello strumento diventerà allora "Contatore Geiger Muller". Era così in grado di Rilevare e quantificare le Radiazioni Alfa, Beta,Gamma e X. Molti contatori geiger sul mercato anche oggi, non rilevano le particelle alfa, ma si fermano alle beta-gamma. Questa è una prima divisione netta tra gli strumenti economici e quelli più professionali

9 La composizione chimica dei minerali viene determinata in base a metodi standard, qualitativi e quantitativi, di analisi chimica. Le principali classi di composti chimici presenti in forma di minerali sulla superficie terrestre sono: 1) gli elementi, come l'oro, la grafite, il diamante e lo zolfo, che si trovano non combinati; 2) i solfuri, costituiti dalla combinazione di differenti metalli con zolfo e comprendenti minerali come la galena o la sfalerite; 3) i sali solforati, minerali costituiti da piombo, rame o argento combinati con zolfo e uno o più elementi tra antimonio, arsenico e bismuto; 4) gli ossidi, minerali composti in generale dalla combinazione di un metallo con l'ossigeno, come ad esempio l'ematite, Fe2O3; 5) gli alogenuri, tra i quali il più importante è il cloruro di sodio, NaCl, che sono costituiti da metalli in combinazione con cloro, fluoro, bromo o iodio; 6) i carbonati, come la calcite, CaCO3, contenenti un gruppo carbonato; 7) i fosfati, come l'apatite, Ca5(PO4)3(F,Cl), che contengono un gruppo fosfato; 8) i solfati, come la barite, BaSO4, in cui è presente un gruppo solfato; 9) e infine i silicati, che sono la più vasta classe di minerali: contengono vari elementi combinati con silicio e ossigeno, e comprendono feldspato, mica, pirosseni, quarzo e le famiglie delle zeoliti e degli anfiboli.

10 Gli scienziati hanno cercato di compensare le difficoltà di analisi chimica dei minerali attraverso lo studio di altre proprietà, in particolare quelle fisiche. Le proprietà fisiche di base: colore, luminosità,densità, durezza, aspetto (sfaldatura) restano un sistema importante per la determinazione, soprattutto sul terreno. I principi del loro studio non sono variati dallinizio del XIX° secolo: nel 1820, il mineralogista austriaco F.Mohs, mentre fornisce la prima definizione rigorosa dei 7 sistemi cristallini, pubblica la scala di durezza a 10 gradi che viene utilizzata ancora oggi: 1)talco, 2)gesso, 3)fluorite, 4)calcite, 5)apatite, 6)ortoclasio, 7)topazio, 8)quarzo, 9)corindone, 10)diamante. Ma accanto alle caratteristiche evidenti, due proprietà presentano unimportanza particolare: interazione dei cristalli con la luce (proprietà ottiche) e proprietà termiche, molto utilizzate per lanalisi di alcuni minerali di piccolissime dimensioni (minerali delle argille)

11 Attività volta al recupero selettivo di minerali e altri materiali dalla crosta terrestre, escluse le sostanze organiche di recente formazione. Si tratta di una delle più antiche attività umane e, quasi fin dall'inizio dell'età della Pietra, permise all'uomo di sfruttare alcuni materiali per la fabbricazione di utensili, dapprima rudimentali, ma col passare del tempo sempre più efficienti e sofisticati. Esistono quattro metodi fondamentali di estrazione dei minerali. In primo luogo, essi possono essere estratti da miniere o da cave a cielo aperto, che sono di gran lunga le più diffuse; in secondo luogo, è possibile realizzare miniere in sotterraneo a cui si accede attraverso pozzi o gallerie; in terzo luogo, l'estrazione di minerali e di combustibili può essere eseguita mediante pozzi di trivellazione; infine si può praticare l'attività estrattiva subacquea, mediante dragaggio. Attualmente molte ricerche sono volte al potenziamento di quest'ultima tecnica, per poter raggiungere i fondali degli oceani.

12 Si chiamano rocce tutte le grandi masse di sostanze minerali che formano la crosta terrestre, l acqua, è una sostanza minerale costituita da una sola materia come altre rocce. Queste rocce formate da una sola sostanza, sono dette rocce semplici, quelle più frequentemente trovate, invece sono dette composte perché formate da più sostanze, come il granito, così: 1- la crosta terrestre è costituita da vari tipi di roccia 2- la roccia è formata da una o più sostanze 3- la mineralogia è la scienza che studia questi minerali. La mineralogia studia soltanto i minerali che esistono sulla superficie della terra, i minerali prodotti dall uomo detti prodotti chimici, vengono studiati dalla chimica inorganica. Perciò la mineralogia, ricerca e scopre i minerali, poi analizza i campioni per stabilire la composizione chimica, le proprietà fisiche e le caratteristiche per procedere alla classificazione dei minerali

13 La maggior parte dei minerali, se le condizioni di formazione lo consentono, assume forma cristallina. La cristallografia studia appunto le caratteristiche geometriche dei cristalli. A livello microscopico, essa si avvale di tecniche di indagine particolari (come la diffrattometria a raggi X) per risalire alla struttura dei reticoli cristallini di minerali macroscopicamente irriconoscibili. La cristallochimica, che spesso viene considerata un ramo della cristallografia, si occupa più strettamente delle relazioni tra la composizione chimica e la struttura del solido cristallino, ossia della disposizione degli atomi, dell'entità e delle caratteristiche delle forze di legame.

14 Le gemme grezze vengono conformate e lucidate al fine di accrescerne la bellezza e, in qualche caso, di eliminarne le imperfezioni. Il taglio più semplice e antico per le gemme è il cosiddetto taglio cabochon, con il quale si produce nelle pietre una superficie curva e levigata. Vari tipi di tagli sfaccettati, con i quali viene prodotto nelle gemme un gran numero di piani simmetrici, o faccette, vengono universalmente impiegati per i diamanti, ma sono usati molto spesso anche per altre pietre. Il taglio più comune è quello a brillante. In questo taglio la sommità della pietra è piatta, e per questo viene detta tavola; le faccette che circondano la tavola inclinano all'esterno fino alla cosiddetta cintura, il cerchio di calibro massimo della pietra. Al di sotto della cintura, le faccette inclinano all'interno con un angolo un poco maggiore rispetto al precedente, fino a una minuscola superficie piana parallela alla tavola, la tavola inferiore. Normalmente le pietre tagliate a brillante presentano, oltre alla tavola, 33 faccette nella parte superiore (la cosiddetta corona) e 24, oltre la tavola inferiore, nella parte al di sotto della cintura, il cosiddetto padiglione. In rari casi il numero delle faccette viene aumentato di multipli di 8. Cliccare qui per visualizzare la pagina successiva

15 Oltre che a brillante, le pietre preziose vengono tagliate in una varietà di forme (quadrate, triangolari, trapezoidali ecc.) con scelta determinata dalla forma originale della pietra. Rubini, zaffiri e smeraldi vengono spesso tagliati in forma quadrata o rettangolare, con una grande tavola circondata da un numero relativamente piccolo di faccette supplementari. Il taglio a smeraldo, che spesso viene usato anche per i diamanti, assomiglia al brillante, ma ha una grande tavola quadrata o rettangolare alla sommità e un totale di 58 faccette, alle quali se ne possono aggiungere o sottrarre altre in multipli di 8.

16 I minerali si formano in seguito a vari processi chimici e fisici naturali; la loro classificazione non è semplice e i primi tentativi di classificarli risalgono alla fine del XVIII sec. Nella prima metà del XIX sec. prevalse quella basata su criteri puramente chimici, soprattutto quella contenuta nel fondamentale trattato di J. D. Dana, che cominciò a uscire nel 1837 (e che continuò a essere aggiornato fino al 1892) e che fu successivamente rifatto a partire dal 1944, seguendo i nuovi criteri di classificazione. Questi sono fondati su basi cristallochimiche, che tengono conto non solo della composizione chimica ma anche della struttura dei minerali. Una classificazione cristallochimica è anche quella contenuta nelle tabelle mineralogiche di H. Strunz uscite nel 1941 e continuamente aggiornate. In tali classificazioni si usa distinguere i minerali in classi, in gruppi, in famiglie, in serie (senza però che si possa dare di queste suddivisioni una definizione valida per ogni classe e seguita da tutti gli autori), mentre ciascun minerale, dotato delle stesse proprietà essenziali, composizione chimica e forma cristallina costituisce una specie minerale.

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18 ANDALUSITE AZZURRITE ARGENTO ARAGONITE INDIETRO

19 CLASSE MINERALOGICA: silicato GRUPPO: trimetrico SISTEMA: rombico (gruppo spaziale: Pnnm) ABITO: prismatico tozzo a sezione quadrata, ma si trova anche andalusite massiva e granulare DUREZZA: 7,5 PESO SPECIFICO: 3,13-3,17 COLORE: bianco, rosso, arancio, verde, rosa, bruno, bruno-rosato, verde-bruno LUCENTEZZA: vitrea TRASPARENZA: da trasparente a traslucida SFALDATURA: buona in due direzioni STRISCIO: polvere bianca FRATTURA: subconcoide PLEOCROISMO: tricroismo forte (rosso-bruno, giallo-verdastro, verde-giallastro) GENESI: si origina in zone di metamorfismo di contatto, si rinviene appunto in rocce metamorfiche presso intrusioni granitiche GIACIMENTI: Spagna (Andalusia), Brasile (Minas Gerais), Sri Lanka, Ausralia, USA (California), Austria e Cina CENNI STORICI: il nome viene dalla regione dell'Andalusia, dove si rinvenne il suo primo giacimento, in precedenza se ne conosceva solo una varietà chiamata chiastolite(dalla lettera greca khi), che mostra una croce scura in sezione trasversale ALTRE CARATTERISTICHE ED UTILIZZO: è un polimorfo di cianite e sillimanite; è un nesosilicato e si può trovare nella già citata varietà chiastolite. L'andalusite viene utilizzata per la fabbricazione di materiali refrattari, in porcellane speciali, tagliata come pietra pregiata, ed inoltre venduta come minerale da collezione INDIETRO

20 CLASSE MINERALOGICA: carbonato GRUPPO: trimetrico SISTEMA: rombico (gruppo spaziale: Pmcn) ABITO: l'aragonite si rinviene con abito prismatico esagonale (spesso in geminati), piramidale, colonnare, aciculare, tabulare, fibroso ma anche stalattitica, coralloide, oolitica, pisolitica, radiale ed in aggregati microcristallini DUREZZA: 3,5-4 PESO SPECIFICO: 2,93-2,95 COLORE: incolore, bianco, giallo, rosa, viola, grigio, blu, bruno, bruno-rossastro, verde. Sono possibili le sfumature di tutte queste tonalità LUCENTEZZA: da vitrea a resinosa TRASPARENZA: da trasparente a traslucida SFALDATURA: distinta pinacoidale STRISCIO: polvere bianca FRATTURA: subconcoide PLEOCROISMO: assente GENESI: in ambiente sedimentario; é il costituente principale delle parti dure (conchiglie, perle) di molti organismi marini. Si forma anche in depositi fumarolici ed in cavità di rocce vulcaniche. GIACIMENTI: Stati Uniti, Messico, Marocco (immesse ultimamente massicce quantità sul mercato), Namibia, Spagna (con il giacimento di Aragon), Inghilterra, Scozia, Austria, Germania, Francia; in Italia troviamo aragonite in Sicilia (Girgenti) CENNI STORICI: fu Werner nel 1797 a scoprire questo minerale, che deve il nome alla sua località tipo di Aragon (Spagna). ALTRE CARATTERISTICHE ED UTILIZZO: polimorfo (stessa composizione chimica ma differente struttura) di calcite (trigonale) e vaterite (esagonale), viene detta Nicolsonite (quando contiene Zn) e Tarnowitzite (quando contiene Pb); reagisce facilmente all'attacco con acidi, é fortemente birifrangente, é fluorescente e fosforescente. Molto impiegato nell' industria edilizia per la produzione di cementi, é oggi utilizzato anche per la produzione di oggetti ornamentali; i campioni esteticamente più belli sono molto richiesti dai collezionisti INDIETRO

21 CLASSE MINERALOGICA: elemento nativo GRUPPO: monometrico SISTEMA: cubico (gruppo spaziale: Fm3m) ABITO: i cristalli singoli sono molto rari ma quando si presentano hanno abito cubico, ottaedrico o dodecaedrico; spesso l'argento si presenta in masse, fili intrecciati, incrostazioni, lamelle, rivestimenti e pepite DUREZZA: 2,5-3 PESO SPECIFICO: 9,6-12 COLORE: bianco argentato, tendente a diventare dal giallastro al nero in superficie LUCENTEZZA: metallica TRASPARENZA: opaco SFALDATURA: assente STRISCIO: polvere bianco argento FRATTURA: frastagliata PLEOCROISMO: assente GENESI: non ha mai origine primaria (in quanto in fase magmatica si formano sempre i solfuri), si forma quindi per alterazione in ambiente moderatamente riducente; si rinviene negli strati superiori dei giacimenti di solfuri (quali galena e argentite) GIACIMENTI: Usa (Michigan e Arizona), Canada, Cile, Perù, Messico, Norvegia (giacimenti europei più famosi), Russia e Germania. CENNI STORICI: l'argento è conosciuto sin dall'antichità, al punto che i gioielli più antichi ritrovati risalgono al quarto millennio avanti cristo; in passato ebbero particolare importanza le miniere spagnole, sfruttate dai Fenici, dai Cartaginesi e dagli Arabi, in età medievale l'attenzione si spostò nei giacimenti dell'Europa centrale; a quei tempi l'argento aveva lo stesso valore dell'oro, il crollo del prezzo avvenne con la scoperta dell'America e la successiva massiccia importazione dal Messico e dal Perù ALTRE CARATTERISTICHE ED UTILIZZO: l'argento è duttile, malleabile e facilmente lavorabile in fili sottili, ossia può essere lavorato per formare svariate forme ; si annerisce all'aria poiché si ricopre di uno strato di solfuro d'argento; l'argento nativo è piuttosto raro, per l'industria si utilizza essenzialmente quindi l'argento estratto da solfuri quali prousite, argentite, galena, etc. L'argento viene impiegato in leghe con altri metalli, per il conio di monete, in medicina, nell'industria fotografica ed in gioielleria INDIETRO

22 CLASSE MINERALOGICA: carbonato GRUPPO: trimetrico SISTEMA: monoclino (2/m) ABITO: i cristalli sono prismatici allungati o aghiformi (con disposizione raggiata); molte volte si presenta in masse microcristalline compatte o terrose. Spesso è associata a malachite, minerale in cui si altera DUREZZA: 3,5-4 PESO SPECIFICO: 3,7-3,9 COLORE: blu scuro nei cristalli, azzurro nelle masse terrose LUCENTEZZA: vitrea TRASPARENZA: da semitrasparente ad opaca SFALDATURA: distinta lungo una direzione, debole nelle altre STRISCIO: polvere blu chiara FRATTURA: concoide e fragile PLEOCROISMO: intenso in vari toni del blu GENESI: si forma con la malachite per alterazione all'aria di tutti i minerali di rame GIACIMENTI: i giacimenti più importanti sono in Namibia; altri posti dove cristallizza azzurite sono Arizona, Adelaide (Australia), Francia, Romania e Moldova. In Italia si trova qualcosa in Sardegna. CENNI STORICI: non ha avuto una particolare importanza nei secoli, l'unico evento è quando nel 1934, 1938 e 1982 gli azzurriti sono arrivati primi ai carbonati di calcio ALTRE CARATTERISTICHE ED UTILIZZO: spesso associata a malachite da cui si riconosce facilmente dal colore (la differenza è dovuta ai differenti rapporti stechiometrici tra l'elemento responsabile del colore (rame), il gruppo carbonatico e lo ione ossidrile). Viene usata come colorante dopo essere ridotta in polvere (poichè i cristalli tendono a dare un blu troppo profondo tendente al nero), il problema di queste vernici è la tendenza all'alterazione che ne può causare variazioni cromatiche; tagliata è molto brillante ed ha bellissime sfumature, il problema è però la sua scarsa durezza INDIETRO

23 BARITE BERILLO BENITOITE BAZZITE BRASILIANITE BORNITE INDIETRO

24 CLASSE MINERALOGICA: solfato GRUPPO: trimetrico SISTEMA: rombico (gruppo spaziale: Pnma) ABITO: tabulare, prismatico tozzo, rombico; cristalli possono pure presentarsi in aggregati (di solito sfaldabili) lamellari e fibrosi (raramente) DUREZZA: 3-3,5 PESO SPECIFICO: 4,48 (elevato per essere un minerale non metallico) COLORE: di solito bianco o incolore, ma anche verdastro, giallastro, rosso, bluastro, bruno LUCENTEZZA: da vitrea a madreperlacea TRASPARENZA: da traslucida a trasparente SFALDATURA: perfetta in una direzione, debole nelle altre STRISCIO: polvere bianca FRATTURA: concoide GENESI: si forma per deposito di soluzioni idrotermali, soprattutto a temperature elevate; può andare a costituire filoni o essere "ganga" di giacimenti metalliferi, oppure trovarsi in giacimenti sedimentari GIACIMENTI: Stati Uniti (Oklahoma, Connecticut e Colorado), Inghilterra, Germania, Russia ed in minor quantità Romania, Rep. Ceca e Sassonia CENNI STORICI: chiamata anche baritina, deve il suo nome alla parola greca barys=pesante, a causa del peso specifico molto elevato. A lungo fu considerato un minerale senza valore, nel Medio Evo gli alchimisti scoprirono grazie alla barite il fenomeno della luminescenza e tale minerale fu chiamato "la pietra fosforica di Bologna". Attualmente la barite tende ad essere sempre più impiegata nell'industria ALTRE CARATTERISTICHE ED UTILIZZO: di colore verde al saggio alla fiamma (si riconosce dalla celestina che dà invece colore rosso); può dar luogo a particolari formazioni dette "rosa del deserto" (vedi figura). Circa il % della barite estratta viene utilizzato per rendere più pesanti i fanghi di trivellazione; il resto viene utilizzato nell'industria chimica e farmaceutica, nella produzione dei colori (come pigmento bianco), nell'industria tessile, cartaria, della gomma, del vetro, come materiale di partenza per la produzione di sali di bario, nella produzione di calcestruzzo pesante, nelle funivie; piccole quantità vengono trasformate in metallo. La barite cristallizzata è destinata al mercato dei collezionisti di mineralicelestina

25 INDIETRO CLASSE MINERALOGICA: silicato GRUPPO: dimetrico SISTEMA: esagonale (gruppo spaziale: P6/mcc) ABITO: prismatico DUREZZA: 6,5 PESO SPECIFICO: 2,77 COLORE: blu, blu scuro, azzurro LUCENTEZZA: vitrea TRASPARENZA: traslucida (non si arriva alla trasparenza) SFALDATURA: debole basale STRISCIO: polvere blu pallido biancastro FRATTURA: concoide PLEOCROISMO: medio dicroismo (giallo-verdastro, blu) GENESI: si rinviene in vene e filoni di tipo pegmatitico GIACIMENTI: non si può parlare di giacimenti, in quanto la bazzite é estremamente rara, diciamo piuttosto che si rinviene in Italia (Piemonte località Baveno, Lago Maggiore) e Norvegia (Tørdal) CENNI STORICI: il minerale fu scoperto nel 1915 (dichiarazione di Artini) ed il nome é dovuto all'ingegniere italiano A. E. Bazzi (fortuna che il suo cognome non iniziava con la C) ALTRE CARATTERISTICHE ED UTILIZZO: é un ciclosilicato, ha la stessa struttura del berillo, tanto da essere considerata da alcuni autori come una varietà di berillo ricca in scandio (che va a sostituire in parte l'alluminio), non presenta fluorescenza. Non ha utilizzi industriali, ma é un minerale molto apprezzato e ricercato dai collezionisti, in particolare francesi (può raggiungere prezzi molto elevati)

26 INDIETRO CLASSE MINERALOGICA: silicato GRUPPO: dimetrico SISTEMA: esagonale (gruppo spaziale : P6c2-, é l'unico minerale che cristallizza nella classe ditrigonale bipiramidale) ABITO: : il piu' comune e' l'abito piramidale, si possono anche trovare cristalli di benitoite tabulari di forma triangolare ; i cristalli non raggiungono mai grosse dimensioni (massimo 5 cm) DUREZZA: 6-6,5 PESO SPECIFICO: 3,69 COLORE: il colore tipico é il blu (con varie tonalità), ma si trova anche rosa, giallo chiaro, azzurro violaceo ed incolore. Alcuni cristalli possono essere zonati con diminuzione della tonalità dal bordo al centro del cristallo ( può passare dal blu all'incolore) LUCENTEZZA: da vitrea a subadamantina TRASPARENZA: da trasparente a traslucida SFALDATURA: molto difficile, bipiramidale STRISCIO: polvere bianca FRATTURA: irregolare (a volte concoide) PLEOCROISMO: forte, a volte osservabile anche ad occhio nudo (colore blu guardando il cristallo attraverso le facce acute del romboedro ed incolore attraverso le facce ottuse) GENESI: si rinviene in vene all'interno del serpentino, in seguito a cristallizzazione da soluzioni idrotermali particolarmente ricche in elementi particolari (tra i quali Ba e Ti) GIACIMENTI: benitoite é stata trovata solo in California (San Benito), Texas e Belgio CENNI STORICI: il nome deriva dalla località di San Benito (California) dove tale minerale fu rinvenuto per la prima volta nel 1906 da J.M. Couch ; all'iniziò fu confuso con lo zaffiro ma, nel 1907, G. D. Louderback (professore con tanto di toga ! !) scoprì che si trattava di un nuova specie mineralogica ; il 1 Ottobre 1985 la benitoite viene nominata, dalla legislatura, gemma ufficiale dello stato della California ALTRE CARATTERISTICHE ED UTILIZZO: e' un ciclosilicato; spesso é associata ad altri minerali rari quali neptunite, natrolite e joaquinite ; ha fluorescenza blu alle radiazioni ultraviolette corte e ai raggi X. Il suo utilizzo é circoscritto al mercato delle gemme e a quello dei minerali da collezione ; in misura molto minore la benitoite viene impiegata per aggiustare ed allineare il fascio di elettroni in alcune microsonde

27 INDIETRO CLASSE MINERALOGICA: silicato GRUPPO: dimetrico SISTEMA: esagonale ABITO: prismatico esagonale con terminazioni pinacoidali (le terminazioni possono essere modificate da faccette bipiramidali) DUREZZA: 7,5-8 PESO SPECIFICO: 2,6-2,9 COLORE: verde, azzurro, giallo, rosa, rosso, arancio, incolore, blu LUCENTEZZA: vitrea TRASPARENZA: da trasparente a traslucida SFALDATURA: difficile basale STRISCIO: polvere bianca FRATTURA: concoide PLEOCROISMO: dicroismo da debole a medio (colori ed intensità dipendono dalla varietà, ovviamente il berillo incolore non presenta pleocroismo) GENESI: è di tipo primario: berilli si trovano in filoni pegmatitici, in vene all'interno di scisti calcarei e tremolitici e talcoscisti; a volte berilli si rinvengono anche in sedimenti di tipo alluvionale GIACIMENTI: i siti principali dove viene estratto il berillo sono quelli dove esso si rinviene nelle sue varietà principali e sono: smeraldo in Colombia dove abbiamo gli smeraldi più belli, in Rhodesia, in Brasile, in Russia, in Egitto ed Austria; giacimenti meno importanti commercialmente si trovano in Pakistan, India, Sudafrica, Tanzania, Australia, Stati Uniti, Italia (sono stati trovati smeraldi in Val d'Ossola ed in una dolomia delle Alpi Apuane); acquamarina in Brasile, in Russia, in Madagascar (berilli molto belli), in Afghanistan, Nigeria, Pakistan, California, sud Africa, Sri Lanka, India, Australia, Cina (questi ultimi meno importanti); i migliori eliodori si trovano in Afghanistan, Pakistan e Tagikistan, le migliori morganiti in Brasile CENNI STORICI: il nome deriva dal greco beryllos e significa "preziosa acqua blu-verde del mare"; occupa un posto di primissimo piano nella storia dell'uomo sia per le sue varietà d'impiego gemmologico che per l'estrazione del berillio, elemento fondamentale nell'industria moderna ALTRE CARATTERISTICHE ED UTILIZZO: è un minerale incolore ma assume le sue fantastiche colorazioni grazie a varie impurezze presenti nel reticolo cristallino, può presentare fluorescenza ai raggi UV. L'utilizzo del berillo, quando cristallizza in qualità da taglio, è nel campo della gioielleriA; il berillo è però anche fondamentale per l'estrazione del berillio, elemento che viene impiegato in leghe leggere e resistenti (trova moltissime applicazioni nell'industria aereospaziale); infine il berillo è un importantissimo minerale da collezione

28 INDIETRO CLASSE MINERALOGICA: solfuro GRUPPO: trimetrico SISTEMA: rombico (gruppo spaziale: Pbca) ABITO: i rari cristalli hanno abito cubibo, ottaedrico o dodecaedrico distorti con facce curve. Quasi sempre la bornite si rinviene massiva, reniforme o in granuli dispersi in matrice DUREZZA: 3-3,3 PESO SPECIFICO: 4,9-5,3 COLORE: bruno, nero; sulla superficie si ha spesso una tipica iridescenza viola-bluastra-rossastra (dovuta ad ossidi ed idrossidi di rame che si formano a contatto con l' aria) LUCENTEZZA: metallica TRASPARENZA: opaca SFALDATURA: molto difficile STRISCIO: polvere nero-grigiastra FRATTURA: concoide PLEOCROISMO: assente GENESI: si trova disperso in rocce ignee intrusive e come minerale primario e secondario nelle vene dei giacimenti di rame GIACIMENTI: la troviamo nei soliti giacimenti di rame, in USA (Montana, Colorado, Arizona), Messico, Cile, Perù, Bolivia, Namibia (Tsumeb), Congo, Marocco, Inghilterra (Cornovaglia) e Germania CENNI STORICI: fu dichiarato da Heidinger nel 1845 e deve il suo nome al mineralogista austriaco I. von Born ( ); un articolo dedicato alla bornite é uscito su American Mineralogist, volume 063, pp (1978) ALTRE CARATTERISTICHE ED UTILIZZO: é chiamata dai commercianti "peacock ore", é un solfuro che può accogliere come impurezze Ag,Ge,Bi,In e Pb. La bornite é uno dei minerali più importanti per l' estrazione del rame ed é questo il suo utilizzo principale; oggi tale minerale é anche utilizzato in cristalloterapia in quanto tali "scienziatoni" ritengono che sia la pietra dei nati sotto il segno dell' ariete e che sia in grado di fornire gioia ed allegria all' ambiente circostante

29 INDIETRO CLASSE MINERALOGICA: fosfato GRUPPO: trimetrico SISTEMA: monoclino (2/m) ABITO: prismatico da tozzo ad allungato con facce spesso striate; di solito in granuli irregolari, raramente in forma massiva DUREZZA: 5,5 PESO SPECIFICO: 2,98-3,02 COLORE: incolore, giallo, giallo-verdastro, verdastro LUCENTEZZA: vitrea TRASPARENZA: da traslucida a trasparente SFALDATURA: perfetta in una direzione (pinacoidale) STRISCIO: polvere bianca FRATTURA: concoide PLEOCROISMO: debole cambio di tonalità GENESI: di tipo pegmatitico, in particolare si origina in pegmatiti ricche in fosfati GIACIMENTI: i giacimenti più importanti sono in Brasile (Minas Gerais); altri giacimenti sono in USA (North Hampshire) CENNI STORICI: il nome (assegnato dai mineralogisti Pough e Anderson) deriva dal Brasile, dove questo minerale fu rinvenuto per la prima volta nel Dopo poco tempo fu scoperta della brasilianite anche in giacimenti americani fra lo stupore degli studiosi che non sapevano spiegarsi il motivo di tale ritardo nel diagnosticare questo minerale; pure se "nata" in ritardo, la brasilianite in questi anni si è andata pian piano conquistando un suo spazio nel mondo delle gemme e del collezionismo ALTRE CARATTERISTICHE ED UTILIZZO: la dispersione è 0,014; bei cristalli di brasilianite possono raggiungere pure i 12 cm di lunghezza; a causa del suo colore può essere confusa con topazio, quarzo (var. citrino), berillo (var. eliodoro), apatite e scapolite; la sua durezza non elevata ne penalizza il valore (è comunque uno dei fosfati più duri). La brasilianite viene tagliata per fini gemmologici (è il fosfato di maggior importanza come pietra semi- preziosa) e deve il suo valore al colore, alla lucentezza ed al fatto che rappresenta ancora un prodotto abbastanza nuovo sul mercato; alcuni cristalli vengono lasciati incastonati nella roccia madre e venduti come importanti pezzi da collezione mineralogica

30 CALCITE CORINDONE CIANITE CELESTINA CRISOBERILLO CORDIERITE INDIETRO

31 CLASSE MINERALOGICA: carbonato GRUPPO: dimetrico SISTEMA: trigonale (gruppo spaziale: R3_c) ABITO: romboedrico, scalenoedrico, prismatico esagonale e varie combinazioni tra questi, sempre rispettando la simmetria del sistema trigonale; frequenti sono i casi di geminazione, la calcite si trova comunque anche massiva, stalattitica e stalagmitica, fibrosa, nodulare, oolitica, dendritica, granulare, in strati ed in mille altri modi (compresi numerosi casi di pseudomorfismo) DUREZZA: 3 (e' un gradino della scala di Mohs) PESO SPECIFICO: 2,71 COLORE: incolore, bianco, rosa, giallo, bruno, grigio, ma anche arancio, rosso, blu e nero LUCENTEZZA: da vitrea a polverosa (nei campioni massivi) TRASPARENZA: trasparente, traslucida ed anche opaca SFALDATURA: perfetta romboedrica STRISCIO: polvere bianca FRATTURA: concoide PLEOCROISMO: assente GENESI: si trova ovunque, in ambiente sedimentario, igneo e metamorfico GIACIMENTI: nello Stato del Vaticano non si trova calcite, per il resto si trova ovunque, citiamo comunque: USA, Brasile, Messico, India, Germania, Inghilterra, Islanda CENNI STORICI: il nome deriva dal latino calx che significa roccia calcarea, la storia di questo minerale non coinvolge solo l'evoluzione dell'uomo, ma più in generale la calcite é un minerale fondamentale per l'ecosistema marino mondiale (fondamentale minerale per numerosi organismi viventi). La calcite fu molto usata in passato come strumento ottico (durante la seconda guerra mondiale era montata su ogni fucile e pistola) tanto da essere stato insignito del rango di minerale strategico ALTRE CARATTERISTICHE ED UTILIZZO: ha due minerali polimorfi (stessa composizione chimica ma diversa struttura cristallina): aragonite e vaterite (la calcite é trigonale, l'aragonite ortorombica e le vaterite esagonale); ha molti soprannomi (spato d'Islanda, travertino, carbonato di calcio e altri), ciò é dovuto alla varietà di tipi e località in cui si può rinvenire calcite; fortemente birifrangente, effervescente ad attacco con acidi, presenta il fenomeno della fluorescenza, fosforescenza e termoluminescenza. La calcite ha molte applicazioni industriali, tra esse spiccano la produzione di cementi, ceramiche e nell'industria cartaria, vetraria, siderurgica, chimica ed in ottica; é usata anche per la costruzione di oggetti ornamentali e venduta come minerale da collezione ed in cristalloterapia

32 INDIETRO CLASSE MINERALOGICA: solfato GRUPPO: trimetrico SISTEMA: rombico (gruppo spaziale: Pnma) ABITO: i cristalli sono di solito euedrali tabulari o prismatici. Si può trovare anche celestina di aspetto nodulare, fibroso e granulare DUREZZA: 3-3,5 PESO SPECIFICO: 3,9-4,0 COLORE: di solito blu, ma anche incolore e giallo con sfumature verdastro, rossastro, brunastro LUCENTEZZA: vitrea (a volte madreperlacea) TRASPARENZA: da trasparente a traslucida SFALDATURA: perfetta in una direzione, debole nelle altre STRISCIO: polvere bianca FRATTURA: concoide GENESI: la genesi idrotermale è quella più comune; la si ritrova nelle vene idrotermali, nelle alluvioni e nelle cavità delle rocce ignee GIACIMENTI: Stati Uniti (Ohio, Michigan), Madagascar (cristalli ben formati), Inghilterra, Egitto; in Italia vi sono giacimenti in Sicilia CENNI STORICI: il nome deriva dal latino caelestis=celeste, a causa del colore blu (forse i latini erano lievemente daltonici); in antichità aveva una sua importanza in quanto i preti del Bengala la usavano per colorare di rosso le fiamme sacre (questo effetto stupiva e terrorizzava i credenti), in tempi successivi fu invece utilizzata per i primi rudimentali fuochi d'artificio ALTRE CARATTERISTICHE ED UTILIZZO: colore rosso al test alla fiamma (si distingue così dalla barite che alla fiamma è verde pallido); alcuni campioni sono fluorescenti ai raggi UV. La celestina si utilizza come colorante nell'industria chimica; per la produzione di preparati di stronzio utili nel campo della pirotecnia, della ceramica, della cosmesi, dei lubrificanti; a volte si estrae stronzio puro da impiegare come metallo (poco utilizzato)barite

33 INDIETRO CLASSE MINERALOGICA: silicato GRUPPO: trimetrico SISTEMA: triclino (gruppo spaziale: P1-) ABITO: prismatico lamellare allungato quando si presenta in cristalli, la cianite si trova però anche sotto forma di aggregati squamosi DUREZZA: da 4 a 7 a seconda delle direzioni di scalfitura (da 4 a 5 lungo la direzione di allungamento del prisma, da 6,5 a 7 nella direzione perpendicolare ad essa) PESO SPECIFICO: 3,57 (fino a 3,7) COLORE: di solito blu, ma anche bianco o grigio (varietà reticite), raramente verde LUCENTEZZA: vitrea (fino a madreperlacea su alcune facce) TRASPARENZA: da trasparente a traslucida SFALDATURA: distinta in una direzione (pinacoidale) STRISCIO: polvere bianca FRATTURA: scheggiosa PLEOCROISMO: forte tricroismo (blu-violaceo, incolore, blu intenso) GENESI: metamorfica, la cianite si trova infatti negli scisti cristallini e negli gneiss (rocce metamorfiche formatesi ad alte pressioni); a volte si rinviene cianite anche in giacimenti secondari (ciottoli di fiume) GIACIMENTI: Brasile, USA (North Carolina e Georgia), Svizzera (Canton Ticino), Russia (Urali), Serbia, India, Kenya e lungo il confine tra Sudan e Zaire CENNI STORICI: la cianite era in origine detta distene dal greco dis=due e stenos=forza a causa della differente durezza a seconda della direzione considerata; attualmente il nome cianite è molto più diffuso. In antichità il nome della varietà blu era sapparè ALTRE CARATTERISTICHE ED UTILIZZO: è un polimorfo di sillimanite e andalusite; è resistente alle alte temperature, in rari casi presenta una debole fluorescenza rossa ai raggi ultravioletti, è difficilmente sfaccettabile a causa della forte anisotropia della durezza. La cianite viene utilizzata per la produzione di materiali refrattari, nella costruzione di forni, nell'industria vetriaria ed in ceramica; viene usata anche in gioielleria come pietra pregiata

34 INDIETRO CLASSE MINERALOGICA: ossido GRUPPO: dimetrico SISTEMA: trigonale (gruppo spaziale: R3_c) ABITO: bei cristalli di abito tabulare e prismatico DUREZZA: 9 (e' un gradino della scala di Mohs) PESO SPECIFICO: 3,98-4,10 (spesso però é proprio 4,00) COLORE: rosso (var. rubino), blu (var. zaffiro), arancio (var. padparadshah), bianco, giallo, bruno, grigio; sono possibili sfumature di viola, verde e rosa LUCENTEZZA: vitrea (fino a subadamantina) TRASPARENZA: da trasparente a traslucida ad opaca (viene chiamato radice) SFALDATURA: assente STRISCIO: polvere bianca FRATTURA: concoide PLEOCROISMO: dicroismo da debole a forte (colori ed intensità dipendono dalla varietà) GENESI: si forma in ambiente metamorfico (metamorfismo regionale e di contatto); corindone si rinviene anche in rocce ignee e depositi alluvionali GIACIMENTI: i siti principali dove viene estratto il corindone sono quelli dove esso si rinviene nelle sue varietà principali e sono: per i rubini in Birmania, Siam, Sri Lanka, in Vietnam, in Tanzania ed in minor parte in Cina e Yugoslavia; per quanto riguarda gli zaffiri le nazioni più ricche, in ordine di importanza sono Australia, Sri Lanka, Myanmar, Thailandia, Cambogia, Vietnam, Madagascar, India; i principali giacimenti di Padparadshah sono in Sri Lanka CENNI STORICI: il nome deriva dal sanscrito kuruvinda che era il nome con cui questa popolazione chiamava il rubino. Questo minerale ha sempre avuto ed ha ancora oggi un ruolo di primo piano nell'economia mineraria mondiale per la sua importanza in campo gemmologico ALTRE CARATTERISTICHE ED UTILIZZO: é famoso per le sue varietà: rubino, zaffiro e padparadshah; di solito è fluorescente, fonde a temperature di poco superiori ai 2000 °C ed è molto resistente ad agenti chimici corrosivi; può presentare i fenomeni ottici dell'asterismo e della cangianza. Gli usi del corindone sono molteplici: come abrasivo (è presente per un terzo nello smeriglio), in mole, affilatoi, carta vetrata, per la produzione di ceramiche e prodotti ininfiammabili (in forni) e come perno di supporto per orologi; ovviamente quando si rinviene in qualità da taglio viene impiegato in gioielleria. Viene inoltre venduto anche come minerale da collezione ed impiegato in cristalloterapia

35 INDIETRO CLASSE MINERALOGICA: silicato GRUPPO: trimetrico SISTEMA: rombico (gruppo spaziale: Cccm) ABITO: prismatico (in piccoli cristalli spesso geminati), anedrale, massivo e granulare in matrice metamorfica DUREZZA: 7-7,5 PESO SPECIFICO: 2,5-2,7 COLORE: blu, viola, grigio, bruno-giallastro, incolore. Il colore può variare a seconda della direzione d'osservazione nei campioni fortemente pleocroici LUCENTEZZA: vitrea TRASPARENZA: da trasparente a traslucida SFALDATURA: distinta in una direzione (010) FRATTURA: da concoide a subconcoide STRISCIO: polvere bianca PLEOCROISMO: fortemente tricroica (giallo, viola e blu sono i tre colori, ma sono possibli tutte le varie sfumature) GENESI: cordierite si trova in ambiente igneo (graniti), metamorfico (scisti e gneisses) e anche in depositi di tipo alluvionale GIACIMENTI: : USA (Connecticut), Canada, India, Birmania, Sri Lanka, Madagascar, Svezia e Germania CENNI STORICI: deve il nome all'ingegnere minerario e geologo P. L. A. Cordier ( ); la cordierite all'inizio veniva spesso confusa col quarzo (stessa durezza) dal quale però é facilmente distinguibile col saggio alla fiamma (la cordierite fonde più facilmente) ALTRE CARATTERISTICHE ED UTILIZZO: é un ciclosilicato, la cordierite é anche conosciuta col sinonimo di dicroite e col nome che assume quando si presenta in qualità gemma: iolite; la sua caratteristica più famosa é il fortissimo pleocroismo, spesso osservabile anche ad occhio nudo. Viene utilizzato come minerale da collezione (ma non é troppo diffuso) e tagliato per fini gemmologici

36 INDIETRO CLASSE MINERALOGICA: ossido GRUPPO: trimetrico SISTEMA: rombico (gruppo spaziale: Pmnb) ABITO: prismatico, tabulare, spesso si rinvengono geminati a triplette che danno un aspetto pseudo-esagonale al cristallo DUREZZA: 8,5 PESO SPECIFICO: 3,5-3,8 COLORE: verde, giallo, bruno e grigio (sono possibili tonalità bluastre) LUCENTEZZA: vitrea TRASPARENZA: da trasparente a traslucida SFALDATURA: distinta in una direzione [110] STRISCIO: polvere bianca FRATTURA: concoide PLEOCROISMO: debole tricroismo GENESI: l' ambiente del crisoberillo é quello dei dicchi granitici pegmatitici; si rinviene anche in alcuni micascisti, in depositi metamorfici e dolomitici ed in sabbie fluviali GIACIMENTI: Russia (Urali), Brasile, Sri Lanka, Birmania e India CENNI STORICI: il nome deriva dal greco chrysos che significa "d'oro" e dal berillo, elemento che caratterizza tale minerale. Il crisoberillo é sempre stato praticamente sconosciuto ma gode (e ha sempre goduto) di grande popolarità grazie alle sue varietà pregiate alessandrite e cimofane ALTRE CARATTERISTICHE ED UTILIZZO: fa parte del gruppo degli spinelli; sono molto famose le sue varietà alessandrite (cangiante, una delle varietà più apprezzate nel panorama gemmologico mondiale) e cimofane (gatteggiante). Crisoberillo viene impiegato per l' estrazione di berillio (elemento fondamentale in svariate leghe) e in gioielleria, come pietra preziosa, quando si presenta in qualità da taglio. Per gli amanti del genere, il crisoberillo é la pietra per i nati sotto il segno del leone e gli "scienziati" in cristalloterapia dicono che ha il potere di portare pace e autostima a chi la usa (anche se non ho capito come si dovrebbe usare, non credo in ogni caso che vada presa a mo' di supposta)

37 DIAMANTE DOLOMITE DIOPTASIO INDIETRO

38 CLASSE MINERALOGICA: elemento nativo GRUPPO: monometrico SISTEMA: cubico (gruppo spaziale: Fd3m) ABITO: spesso è quello tipico ottaedrico, ma si può trovare con abito cubico, tetraedrico, rombododecaedrico ed in abiti più complessi anche arrotondati ed in geminati DUREZZA: 10 (variabile a seconda delle direzioni) PESO SPECIFICO: 3,52 COLORE: giallo, incolore, verde, bruno arancio, viola, blu, rosso, nero LUCENTEZZA: adamantina TRASPARENZA: trasparente (può essere in alcuni casi anche opaco) SFALDATURA: distinta, parallelamente alle facce dell'ottaedro FRATTURA: complessa, raramente concoide FLUORESCENZA: da debole a forte, di solito azzurra, ma anche gialla, arancio, verde o rosa PLEOCROISMO: assente GENESI: il diamante si forma in condizioni di pressione e temperatura elevatissime, all'interno del mantello terrestre e viene portato in superficie attraverso dei condotti (camini kimberlitici) grazie alla risalita di magmi ultrabasici. Oltre che in queste rocce (kimberliti) troviamo anche diamanti in giacimenti secondari (placers, d'origine alluvionale) GIACIMENTI: diamanti si trovano principalmente in Australia, Botswana, Rep. Democratica del Congo, Russia, Rep. Sudafricana, Namibia, in minor parte si rinvengono in Lesotho, Sierra Leone, Tanzania, Angola, Brasile (Minas Gerais), India (il più antico giacimento conosciuto di diamanti); inoltre vi sono giacimenti dalle potenzialità non ancora definite in Canada e Cina ALTRE CARATTERISTICHE ED UTILIZZO: è un polimorfo di grafite, lonsdaleite e chaoite; spesso il diamante si trova sotto forma di geminati di contatto e più raramente di compenetrazione. La conducibilità termica è elevata, quella elettrica è bassa. È inattaccabile dagli acidi. I diamanti sono utilizzati come pietre preziose, ma solo il 23% della produzione viene utilizzata per questo scopo; il resto viene usato nell'industria (carotieri, strumenti da taglio ed abrasivi, perni di supporto per strumenti di precisione, trafile per fili metallici pregiati).

39 INDIETRO CLASSE MINERALOGICA: silicato GRUPPO: dimetrico SISTEMA: trigonale (gruppo spaziale: R3-) ABITO: prismatico tozzo (terminato con tre facce romboedriche), romboedrico ; spesso si presenta in ammassi micro e criptocristallini (cristalli indistinguibili ad occhio nudo) e come incrostazione DUREZZA: 5 PESO SPECIFICO: 3,28-3,35 COLORE: verde intenso (verde smeraldo), verde bluastro, blu verdastro LUCENTEZZA: vitrea TRASPARENZA: da traslucida a trasparente SFALDATURA: molto buona lungo le tre direzioni del romboedro STRISCIO: polvere verde FRATTURA: concoide PLEOCROISMO: debole dicroismo GENESI: é un minerale secondario che si forma nelle zone di ossidazione dei giacimenti di rame in seguito all'azione di soluzioni idrotermali GIACIMENTI: Namibia (Tsumeb, esemplari più belli, e Cochab), Zaire, Congo, Russia; USA (California e Arizona) e Cile CENNI STORICI: il nome deriva dal greco dioptezein=vedere dentro, in quanto nei cristalli trasparenti si possono vedere all'interno le tracce dei piani di sfaldatura; in antichità veniva a volte confuso con lo smeraldo ALTRE CARATTERISTICHE ED UTILIZZO: é un ciclosilicato (possibili le sostituzioni tra Al e ione ossidrile OH) idrato di rame ; cristallizza nella stessa classe della dolomite ; spesso é associato ad altri minerali di rame. Il dioptasio viene venduto principalmente come minerale da collezione, a volte viene tagliato come pietra semipreziosa (il colore é molto bello, purtroppo la relativa tenerezza e la facile sfaldabilità ne sconsigliano l'utilizzo in tal senso), molto più raramente è utilizzato per l'estrazione di rame

40 INDIETRO CLASSE MINERALOGICA: carbonato GRUPPO: dimetrico SISTEMA: trigonale (gruppo spaziale: R3-) ABITO: spesso in aggregati cristallini con blocchi di forma pressochè romboedrica (le facce sono leggermente curve), ma anche prismatica, massiva, granulare ed a costituire pacchi rocciosi DUREZZA: 3,5-4 PESO SPECIFICO: 2,8-2,9 COLORE: bianco, incolore, rosa, grigio, bianco rossastro, bianco brunastro; raramente giallo, verde e nero LUCENTEZZA: da vitrea a perlacea (ben visibile sulle superfici curve dei cristalli) TRASPARENZA: da trasparente a traslucida SFALDATURA: perfetta nelle tre direzioni del romboedro STRISCIO: polvere bianca FRATTURA: concoide PLEOCROISMO: assente GENESI: di tipo sedimentario, si ritrova spesso massiva intercalata in successioni stratigrafiche (é molto comune, a volte caratterizza i pacchi rocciosi e tali rocce vengono dette dolomitiche); il problema della genesi é però ancora dibattuto poiché a fronte di una grande abbondanza di dolomite prodottasi in passato, vi é il fatto che attualmente non si forma (in quantità così significative) da nessuna parte; deriva comunque dalla diagenesi di minerali come calcite e aragonite; dolomite si trova anche in ambiente metamorfico ed in vene idrotermali GIACIMENTI: é molto diffusa nel mondo, i siti più importanti sono in USA, Canada, Messico, Brasile, Svizzera, Italia, Inghilterra, Spagna e Germania CENNI STORICI: il nome deriva dal francese D. de Dolomieu ( ), celebre mineralogista e geologo, probabile appassionato di alta montagna specie nei suoi aspetti ludici delle settimane bianche ALTRE CARATTERISTICHE ED UTILIZZO: Fe e Mn possono in parte sostituire Mg e Ca; la dolomite é il più importante minerale di un gruppo di carbonati costituiti da un'impalcatura a strati differenziati (ciò la differenzia dalla calcite, dove non é presente il Mg); i cristalli presentano una caratteristica curvatura (particolare geminazione) tipica di questo minerale; a volte presenta fluorescenza azzurro biancastra o rosa alle onde ultraviolette corte. Gli usi sono molteplici, nell'industria edilizia (in cementi), per la produzione di magnesio, in medicina, nell'industria chimica per la preparazione di sali di magnesio, come roccia nell'industria dell'estrazione ed in campo ornamentale, come minerale é molto ambito (specie alcuni campioni dell'Oklahoma e della Spagna) dai collezionisti

41 EMATITE EUCLASIO EPSOMITE EPIDOTO INDIETRO

42 CLASSE MINERALOGICA: ossido GRUPPO: dimetrico _ SISTEMA: trigonale (gruppo spaziale: R 3c) ABITO: cristalli romboedrici spesso lamellari, lenticolari o tabulari; aggregati regolari; masse fibrose concrezionate; masse ferrose DUREZZA: 6-6,5 PESO SPECIFICO: 5,2 COLORE: spesso grigio acciaio iridato, con vene colorate; rosso nelle varietà fibrose e terrose LUCENTEZZA: metallica nei cristalli, semimetallica nelle masse fibrose e ferrose TRASPARENZA: opaca SFALDATURA: assente FRATTURA: scheggiosa STRISCIO: rosso fegato molto intenso FLUORESCENZA: nulla PLEOCROISMO: assente GENESI: la formazione di ematite è principalmente legata a processi di tipo sedimentario, ma si forma anche in ambiente metamorfico ed in minor quantità nelle vene idrotermali, nelle rocce magmatiche e nelle zone d'ossidazione GIACIMENTI: sono molto numerosi; i più ricchi si trovano in Svezia e nell'ex URSS; bei cristalli si rinvengono in Brasile, nell'isola d'Elba e nelle Alpi Centrali ALTRE CARATTERISTICHE ED UTILIZZO: il nome deriva dal greco aima (sangue) a causa della polvere color rosso fegato molto intenso; la varietà più comune è un'ematite a grana fine che si chiama ocra rossa; è un minerale che contiene circa il 70% di ferro ed è conosciuto e sfruttato sin dall'antichità; l'ematite è usata come abrasivo e per pulire, ma il maggiore utilizzo è quello di colorante, in quanto i colori offerti dall'ematite e dagli ossidi ferrosi hanno caratteristiche di bellezza e di permanenza nel tempo paragonabile a quelle dei prodotti sintetici; l'ematite rientra nella categoria di minerali a sospetta tossicità

43 INDIETRO CLASSE MINERALOGICA: silicato GRUPPO: trimetrico SISTEMA: monoclino (gruppo spaziale: P21/m) ABITO: prismatico (con striature superficiali più o meno visibili), tabulare, fibroso, aciculare, massivo e granulare; facilmente si trova geminato DUREZZA: 6-7 PESO SPECIFICO: 3,3-3,6 COLORE: : il colore tipico é il verde " pistacchio ", comunque si trova anche verde scuro, verde-giallastro, verde- brunastro, giallo, bruno, grigio, nero, bianco-brunastro ed incolore (elementi cromofori nell'epidoto sono Mg e Mn) LUCENTEZZA: vitrea, resinosa TRASPARENZA: da trasparente a traslucida ad opaca SFALDATURA: molto buona (in quanto le catene silicatiche che costituiscono l'epidoto si collocano su piani paralleli con deboli legami interstrutturali) STRISCIO: polvere bianco-grigiastra FRATTURA: da irregolare a subconcoide a scheggiosa PLEOCROISMO: debole tricroismo (molto difficile vedere tre colori) con tonalità di giallo, verde e grigio GENESI: l'epidoto si forma in vari ambienti: nelle pegmatiti di tipo granitico, nelle cavità delle rocce basaltiche, in rocce metamorfiche (metamorfismo di contatto); si rinviene infine anche in alcuni sedimenti marini. L'epidoto é un minerale accessorio che viene utilizzato per classificare gli stadi metamorfici GIACIMENTI: l'epidoto é presente in molte aree; i principali siti si trovano in USA, Messico, Norvegia, Austria ed Italia CENNI STORICI: scoperto da R. J. Haüy, René ( ) che, nel 1801 gli diede il nome di epidoto (dal greco epidosis=crescita), poichè la base del prisma possiede un lato più lungo dell'altro ALTRE CARATTERISTICHE ED UTILIZZO: é un sorosilicato, detto anche pistacite (termine in disuso); insolubile in acidi, fonde abbastanza facilmente, fragile, possibile fluorescenza. Viene utilizzato come minerale da collezione e raramente tagliato per scopi gemmologici; si usa per fini ornamentali una roccia verde e rosa, detta unakite, che é costituita appunto da epidoto (verde) e feldspato (rosa); un'ulteriore applicazione dell'epidoto é il suo utilizzo in cristalloterapia come pietra in grado di aumentare il potere spirituale di una persona

44 INDIETRO CLASSE MINERALOGICA: solfato GRUPPO: trimetrico SISTEMA: rombico (gruppo spaziale: P212121) ABITO: fibroso, aciculare ma si trova spesso in incrostazioni e come aggregato DUREZZA: 2-2,5 PESO SPECIFICO: 1,67 COLORE: incolore, bianco con possibili sfumature giallastra, verdastra o rosata LUCENTEZZA: vitrea TRASPARENZA: da trasparente a traslucida SFALDATURA: perfetta in una direzione, distinta nelle altre due STRISCIO: polvere da bianca ad incolore FRATTURA: concoide PLEOCROISMO: assente GENESI: si forma per precipitazione da vapore, si rinviene in depositi fumarolici (ad esempio sul monte Vesuvio), ma anche in depositi sedimentari di tipo evaporitico GIACIMENTI: Inghilterra (Epsom), Italia (O Vesuvio mioooo), Germania, Francia, USA, Canada e Sud Africa CENNI STORICI: deve il suo nome ad Epsom, località inglese dove fu scoperto tale minerale ALTRE CARATTERISTICHE ED UTILIZZO: facilmente solubile (nelle collezioni l'epsomite va tenuta in ambienti secchi, altrimenti può acquisire molecole d'acqua e convertirsi in hexahydrite (monoclino), sapore amaro, l'epsomite massiva viene a volte chiamata reichardite. Viene impiegata per la produzione di sali magnesiferi, nell'industria chimica, nel campo della medicina, nell'industria cartaria e per la produzione di zuccheri

45 INDIETRO CLASSE MINERALOGICA: silicato GRUPPO: trimetrico SISTEMA: monoclino (gruppo spaziale: P21/a) ABITO: prismatico monoclino (con striature parallele alla superficie del cristallo o al piano di sfaldatura), fibroso o massivo DUREZZA: 7,5 PESO SPECIFICO: 2,99-3,10 COLORE: blu, blu verdastro ed incolore sono i più comuni, ma anche verde chiaro, giallo chiaro, verde giallastro, bianco e più raramente blu violaceo (gli elementi in traccia responsabili delle variazioni cromatiche in questo minerale sono:Zn,F,Ca,Mg,Fe e Na) LUCENTEZZA: vitrea (ma può arrivare ad essere adamantina) TRASPARENZA: da trasparente a traslucida SFALDATURA: perfetta prismatica STRISCIO: polvere bianca FRATTURA: concoide PLEOCROISMO: assente GENESI: l'euclasio si rinviene in ambienti di tipo idrotermale e pegmatitico (di tipo granitico, stesso ambiente di topazi e berilli) ed in alcuni depositi alluvionali (a volte in associazione con l'oro) GIACIMENTI: Russia (zona sud degli Urali), Germania, Brasile (Minas Gerais), Colombia (magnifici esemplari), Kenya e Tanzania CENNI STORICI: il nome deriva dal greco eu=facile e klasis=rottura, datogli a causa della sua perfetta sfaldabilità; tale minerale fu dichiarato da Hauy nel 1792 ALTRE CARATTERISTICHE ED UTILIZZO: é un nesosubsilicato, viene anche chiamato euclasite ; alcuni esemplari possono presentare fluorescenza. Il suo impiego é in campo gemmologico (anche se la sua facile sfaldatura ne limita l'impiego sia per la difficile lavorazione che per la durata) per quel che riguarda i campioni con colori blu e blu verdastro ; l'euclasio viene anche venduto come minerale da collezione

46 FAYALITE FORSTERITE FLUORAPATITE FLUORITE INDIETRO

47 CLASSE MINERALOGICA: silicato GRUPPO: trimetrico SISTEMA: rombico (gruppo spaziale: Pbnm) ABITO: i cristalli hanno un abito da lamellare a tabulare (più o meno tozzo) ma sono rari, più spesso la fayalite si rinviene massiva e granulare (cristalli da euedrali a subedrali incassati in matrice) DUREZZA: 6,5-7 PESO SPECIFICO: 4,3-4,4 COLORE: verde, verde chiaro, verde giallastro, giallo-verdastro, bruno-verdastro, bruno-giallastro, bruno, nero LUCENTEZZA: vitrea (ma anche grassa e resinosa) TRASPARENZA: da trasparente a traslucida (raramente opaca) SFALDATURA: difficile in due direzioni a 90° tra di loro STRISCIO: polvere bianca FRATTURA: concoide PLEOCROISMO: medio dicroismo con variazione di tonalità da giallo-verdastro a giallo-aranciato GENESI: si trova nelle rocce ignee ultramafiche (qualora é presente in queste rocce in maniera predominante, tali rocce vengono dette duniti o peridotiti); la fayalite é anche presente in rocce metamorfiche ed in particolari gruppi di meteoriti ferro-nichelifere (anche in cristalli di qualità gemmologica) GIACIMENTI: si può trovare della fayalite in USA (Hawaii, California, Arizona), Australia, Myanmar, Russia, Svezia, Norvegia, Finlandia, Francia, Germania, Austria, Inghilterra. In Italia troviamo fayalite nelle isole Lipari (Sicilia e sul Monte Vesuvio) CENNI STORICI: il nome deriva dall'isola di Fayal (isole Azzorre) e fu G. Melin che ebbe l'onore di dichiarare al mondo la scoperta di questo minerale nel 1840, dandogli il nome della località tipo ALTRE CARATTERISTICHE ED UTILIZZO: é un nesosilicato facente parte del gruppo delle olivine, in effetti é un elemento termine della serie delle olivine, rappresenta un'olivina in cui il contenuto di Fe rispetto a quello di Mg+Mn è superiore al 90% (é il termine ferrifero della serie); ha un colore più scuro ed una densità maggiore della forsterite (il termine magnesifero; il termine manganesifero é la tephroite); fonde a temperature elevate (le olivine sono i primi minerali a cristallizzare in un magma mafico). La fayalite viene utilizzata come costituente di materiali refrattari ed abrasivi; i cristalli più trasparenti e con colorazioni più intense (var. peridoto) diventano gemme da mettere al collo delle belle signore (anche se raramente la fayalite raggiunge una qualità gemmologicamente interessante e anche se raramente una bella signore preferisce la fayalite ad uno smeraldo); i campioni più interessanti finiscono nelle vetrine dei collezionisti di minerali

48 INDIETRO CLASSE MINERALOGICA: alogenuro GRUPPO: monometrico SISTEMA: cubico (gruppo spaziale: Fm3m) ABITO: cubico ed ottaedrico prevalentemente, ma anche in geminati per compenetrazione ed in masse compatte o granulari; raramente l'abito può essere dodecaedrico DUREZZA: 4 PESO SPECIFICO: 3,1-3,2 COLORE: pura è incolore, spesso però si trova di colore viola, verde, giallo, arancio, azzurro, rosa, bruno, nero LUCENTEZZA: vitrea TRASPARENZA: quasi sempre trasparente ma può arrivare ad essere traslucida ed opaca SFALDATURA: perfetta lungo le facce dell'ottaedro STRISCIO: polvere incolore FRATTURA: irregolare e fragile PLEOCROISMO: assente GENESI: la fluorite è un tipico minerale idrotermale e costituisce numerosi filoni di cui può essere l'unico componente o può essere accompagnata da solfuri GIACIMENTI: è molto comune (specie come ganga), importanti giacimenti si trovano comunque negli Stati Uniti (Kentucky, Illinois) ed in Europa (Germania, Inghilterra, Francia, Russia). In Italia son stati trovati dei bei esemplari in Sardegna e Trentino CENNI STORICI: il nome deriva dal latino fluere=fondere (per il suo utilizzo come fondente in metallurgia), ma anche da minatori inglesi del Medio Evo che la chiamarono "fiore (flower) di minerale" per la sua bellezza; dalla fluorite deriva poi il nome del fluoro e del fenomeno della fluorescenza. Gli antichi greci la tagliavano come pietre preziosa, i romani la usavano per la costruzione di stupendi vasi multicolori. Nel 1824 Mohs scoprì la proprietà della fluorite di diventare luminosa se riscaldata e chiamò tale fenomeno fluorescenza (anche se poi si scoprì che si trattava di fosforescenza) ALTRE CARATTERISTICHE ED UTILIZZO: spesso geminata per compenetrazione; ha una forte fluorescenza alle onde lunghe; il valore della dispersione è 0,007; si può ottenere fluorite sintetica di tutti i colori. Circa la metà della fluorite estratta viene utilizzata nella produzione di acido fluoridrico utile nell'industria chimica, galvanotecnica e come fondente, conservante, fissativo, propellente nelle confezioni spray; l'altra metà viene utilizzata direttamente come fondente nell'industria siderurgica; una restante piccola percentuale è utilizzata nel campo della porcellana, del vetro, del cemento, come smalto e come componente di strumenti ottici. Qualche volta, raramente, la fluorite si taglia come pietra preziosa.

49 INDIETRO CLASSE MINERALOGICA: fosfato GRUPPO: dimetrico SISTEMA: esagonale (gruppo spaziale: P63/m) ABITO: prismatico esagonale; spesso si rinviene massiva e granulare DUREZZA: 5 PESO SPECIFICO: 3,1-3,2 INDICE DI RIFRAZIONE: ne=1.6325; nv=1.63 (birifrangenza ) COLORE: incolore, bianco, grigio, giallo, verde, verde-giallastro, bianco-bluastro, blu-violaceo, viola pallido, bruno, rosso, azzurro e rosa LUCENTEZZA: da vitrea a resinosa TRASPARENZA: da trasparente a traslucida (raramente opaca) SFALDATURA: distinta in direzione [0001] FRATTURA: da irregolare a concoide STRISCIO: polvere bianca PLEOCROISMO: assente GENESI: molto diffusa in vari ambienti, frequente in rocce ignee (specie graniti) GIACIMENTI: i principali sono in Messico, Canada (Ontario), Germania e Russia CENNI STORICI: dichiarato da Rammelsber nel 1860, tale minerale deve il nome alla sua composizione chimica e appartenenza al gruppo delle apatiti ALTRE CARATTERISTICHE ED UTILIZZO: é fluorescente, fosforescente e termoluminescente. Come le apatiti, anche questo minerale é utilizzato come sorgente di fosforo (elemento molto impiegato in vari settori, specie in agricoltura come fertilizzante); anche venduto come minerale da collezione e molto raramente tagliato per fini gemmologici

50 INDIETRO CLASSE MINERALOGICA: silicato GRUPPO: trimetrico SISTEMA: rombico (gruppo spaziale: Pbnm) ABITO: i cristalli hanno un bell'abito tabulare, ma la forsterite si rinviene anche granulare (cristalli da euedrali a subedrali incassati in matrice) DUREZZA: 6-7 PESO SPECIFICO: 3,2-3,3 COLORE: verde, giallo, giallo-verdastro, verde-giallastro, bianco ed incolore LUCENTEZZA: vitrea (ma anche grassa e resinosa) TRASPARENZA: trasparente SFALDATURA: distinta in due direzioni a 90° tra di loro STRISCIO: polvere bianca FRATTURA: concoide PLEOCROISMO: debole dicroismo con variazione di tonalità da giallo-verdastro ad incolore GENESI: si trova nelle rocce ignee mafiche ed ultramafiche (qualora é presente in queste rocce in maniera predominante, tali rocce vengono dette duniti o peridotiti); la forsterite é anche presente in rocce metamorfiche di tipo dolomitico ed in alcune meteoriti ferro-nichelifere GIACIMENTI: si può trovare forsterite in Italia (Vesuvio), Pakistan, Myanmar, Egitto, Sud Africa, Russia (Urali), Germania, Francia, penisola scandinava, Brasile, Australia, Messico, Etiopia, Canada e Stati Uniti CENNI STORICI: il nome deriva dal celebre naturalista tedesco Johann Forster (e chi non lo conosce) ALTRE CARATTERISTICHE ED UTILIZZO: é un nesosilicato facente parte del gruppo delle olivine, in effetti é un elemento termine della serie delle olivine, rappresenta un'olivina in cui il contenuto di Mg rispetto a quello di Fe+Mn è superiore al 90% (é il termine magnesifero della serie); ha un colore più chiaro ed una densità minore della fayalite; é anche conosciuta col sinonimo di crisolito; fonde a temperature elevate (circa a 1910°C). La forsterite viene utilizzata come costituente di materiali refrattari ed abrasivi, in apparecchi elettronici ad alta frequenza, pellicole sottili, ceramiche, leghe ed in collanti per alte temperature; i cristalli più trasparenti e con colorazioni più intense sono dedicati al mondo delle gemme; forsterite viene venduta anche come minerale da collezione ed in cristalloterapia il peridoto é la pietra dei nati in Agosto

51 GALENA GRAFITE GESSO GERMANITE INDIETRO

52 CLASSE MINERALOGICA: solfuro GRUPPO: monometrico SISTEMA: cubico (gruppo spaziale: Fm3m) ABITO: cubico, ottaedrico ed in combinazioni dei due. Si trova frequentemente anche in masse compatte o granulari DUREZZA: 2,5 PESO SPECIFICO: 7,4-7,6 COLORE: grigio nerastro, grigio piombo, grigio argentato; a volte sono possibili sfumature bluastre LUCENTEZZA: metallica TRASPARENZA: opaca SFALDATURA: perfetta lungo le direzioni del cubo STRISCIO: polvere grigia FRATTURA: indistinta PLEOCROISMO: assente GENESI: la genesi caratteristica è di tipo idrotermale, più raramente la galena ha genesi metamorfica (regionale) e sedimentaria (impregnazione) GIACIMENTI: Stati Uniti, Perù, Messico, Zambia, Germania, Austria, Inghilterra, Rep. Ceca. In Italia vi sono giacimenti a Raibl (presso Tarvisio), Montevecchio e Monteponi (Sardegna) CENNI STORICI: è molto conosciuta sin dall'antichità grazie alla facilità con cui era possibile estrarne il piombo; i babilonesi la utilizzavano quindi per la produzione di piombo utile per la costruzione dei vasi nei giardini pensili; gli antichi romani invece utilizzavano il piombo per le condutture dell'acqua e per coloranti e cosmetici; con l'invenzione della stampa il piombo ha avuto un'ulteriore impennata nel suo utilizzo. La galena è tutt'oggi il principale minerale di piombo ALTRE CARATTERISTICHE ED UTILIZZO: la lucentezza metallica è più luminosa sulle superfici di sfaldatura che sulle faccie del cristallo; la galena può contenere piccoli percentuali (1%) di argento, viene definita allora galena argentifera. Come detto sopra, dalla galena è possibile estrarre piombo, elemento estremamente utilizzato nell'industria; si utilizza piombo in leghe, nell'industria elettrica, metallurgica, chimica, come insetticida, nella fabbricazione di vetri, in coloranti, smalti ed in infinite altre applicazioni. Il problema del piombo è legato alla sua tossicità, dato che risulta un elemento tossico difficilmente eliminabile dall'organismo umano INDIETRO

53 CLASSE MINERALOGICA: solfuro GRUPPO: monometrico SISTEMA: cubico (gruppo spaziale: P-43n) ABITO: cristalli da anedreali a subeudrali in matrice, si rinviene anche in aggregati, massiva e mammellonare DUREZZA: 3-3,5 PESO SPECIFICO: 4,4-4,6 COLORE: grigio, bruno e nero con possibili tonalità dal rosa al viola al rosso LUCENTEZZA: metallica TRASPARENZA: opaca SFALDATURA: assente FRATTURA: fragile STRISCIO: polvere grigio-nerastra PLEOCROISMO: assente GENESI: di tipo idrotermale, nel caso in cui si abbiano soluzioni ricche in germanio e gallio GIACIMENTI: germanite si trova in Namibia (Tsumeb), Zaire CENNI STORICI: dichiarato da Pufhal nel 1922, che ne diede il nome in funzione del suo elemento chimico principale: il germanio; la località tipo é Tsumeb, Namibia. Per saperne di più consiglio di leggere l'articolo uscito su American Mineralogist, volume 074, pp. 951 (1989) ALTRE CARATTERISTICHE ED UTILIZZO: é un minerale che accetta nel suo reticolo, a livello di impurezze, elementi quali Ga, Zn, Mo, Fe, As, V; il suo gruppo di appartenenza é quello della colusite, spesso si rinviene in associazione con la reinerite. Il suo utilizzo é legato all'estrazione di elementi quali il germanio e il gallio INDIETRO

54 CLASSE MINERALOGICA: solfato GRUPPO: trimetrico SISTEMA: monoclino (gruppo spaziale: A2/n) ABITO: tabulare, prismatico, a volte il gesso si presenta in concrezioni ad alte percentuali di granelli di sabbia dette "rose del deserto"; sono frequenti i geminati [direzione (100)] e le masse microcristalline (varietà alabastro gessoso) DUREZZA: 2 PESO SPECIFICO: 2,3 COLORE: incolore, bianco, giallo, giallo-rossastro fino a bruno, grigio e nero LUCENTEZZA: da vitrea a madreperlacea TRASPARENZA: i cristalli sono da trasparenti a traslucidi SFALDATURA: buona in una direzione, distinta nelle altre due STRISCIO: polvere bianca FRATTURA: irregolare (raramente distinguibile) GENESI: genesi sedimentaria, il gesso in particolare si trova in giacimenti di tipo evaporitico GIACIMENTI: Spagna, Egitto, Stati Uniti (Utah e Colorado), Russia, Francia, Inghilterra, Polonia; in Italia è possibile trovare gesso in Toscana e Sicilia CENNI STORICI: é uno dei minerali più antichi che si conoscono, sin dai tempi della Magna Grecia che dell'impero romano il gesso veniva impiegato nella fabbricazione di calchi di volti umani e più in generale nel mondo dell'arte; nel 1695 il gesso ebbe l'onore di essere studiato (prima volta in assoluto per un minerale) al microscopio. Al giorno d'oggi deve combattere per la sua indipendenza dagli omonomi gessetti che si usano nelle aule scolastiche (ricordiamo che non si tirano gessetti e cancellini addosso agli insegnanti) ALTRE CARATTERISTICHE ED UTILIZZO: quando si presenta incolore, trasparente e con lucentezza perlacea abbiamo la varietà di gesso detta selenite (dal nome greco di luna); è spesso associato ad anidrite (minerale che può trasformarsi in gesso per assorbimento d'acqua); i cristalli sono flessibili ma non elastici, hanno una conduttività termica molto bassa, a volte possono essere fluorescenti; il gesso può avere molte inclusioni tra cui (oltre ai già citati granelli di sabbia) anche bolle d'acqua e aria. Il gesso si utilizza in edilizia, in medicina, per i calchi, per la fabbricazione dello solfo e dell'acido solforico, nell'industria della carta, della gomma, dei coloranti; la varietà alabastro gessoso si utilizza per scolpire piccoli oggetti ornamentali, la varietà selenite come pietra pregiata INDIETRO

55 CLASSE MINERALOGICA: elemento nativo GRUPPO: dimetrico SISTEMA: esagonale (gruppo spaziale: P63/mmc), romboedrica (gruppo spaziale: R3m) o disordinata ABITO: in natura la grafite si trova in masse compatte o scistose DUREZZA: 1 PESO SPECIFICO: 2,2 COLORE: dal nero ferro al grigio acciaio LUCENTEZZA: metallica TRASPARENZA: opaca SFALDATURA: perfetta in una direzione a causa delle deboli forze di legame tra i piani reticolari STRISCIO: polvere nera FRATTURA: scagliosa PLEOCROISMO: assente GENESI: è un minerale di genesi metamorfica, in quanto rappresenta l'ultimo prodotto del processo responsabile della formazione dei carboni fossili (resti vegetali che in seguito alla pressione dei sedimenti e all'azione della temperatura perdono componenti volatili e diventano via via sempre più ricchi in carbonio) GIACIMENTI: giacimenti di grafite si trovano in Boemia, Baviera e Sri Lanka CENNI STORICI: il nome deriva dal greco graphein=scrivere ed il primo a chiamarla così fu A. Werner nel 1799; nel XVIII secolo si credeva che la grafite fosse costituita da ferro e carbonio, solo a fine secolo J. Berzelius dimostrò che quel minerale con cui si poteva scrivere non era altro che puro carbonio ALTRE CARATTERISTICHE ED UTILIZZO: è un polimorfo di diamante, lonsdaleite e chaoite ma se ne differenzia per la diversa disposizione reticolare degli atomi di carbonio; buon conduttore di elettricità, la grafite è la fase stabile del carbonio in condizioni superficiali (un diamante può tendere a trasformarsi in grafite ma vi assicuro che la punta delle vostre matite non diventerà mai un bel diamante). In passato si utilizzava solo per matite e colori, attualmente si usa per la preparazione di crogiuoli e ceramica refrattaria, per lubrificanti, nell'industria elettrica, come antiruggine, negli impianti di raffreddamento delle centrali nucleari, nell'industria siderurgica in varie leghe INDIETRO

56 HAUSMANNITE HOWLITE HAUYNE INDIETRO

57 CLASSE MINERALOGICA: ossido GRUPPO: dimetrico SISTEMA: tetragonale (gruppo spaziale : I41/amd) ABITO: pseudo-ottaedrico (tetragonale bipiramidale), l'hausmannite si presenta anche massiva e granulare; sono frequenti i casi di geminazione DUREZZA: 5,5 PESO SPECIFICO: 4,7-4,8 COLORE: nero-brunastro, nero-grigiastro LUCENTEZZA: submetallica (fino a metallica) TRASPARENZA: opaca SFALDATURA: perfetta basale STRISCIO: polvere bruna, bruno-rossastra FRATTURA: irregolare PLEOCROISMO: assente GENESI: in rocce ignee principalmente di tipo granitico, spesso in associazione con altri minerali di manganese GIACIMENTI: vuoi trovare dell'hausmannite? E allora vai negli States (Arizona), Germania (Ilfeld, Harz), Svezia (Langban) e Russia (zona degli Urali) CENNI STORICI: questo minerale fu dedicato al mineralogista tedesco J. F. L. Hausmann ( ), da Haidinger che ne annunciò al mondo intero la scoperta nel 1827 ALTRE CARATTERISTICHE ED UTILIZZO: viene inserito nel gruppo degli spinelli; a volte le facce dei cristalli presentano striature orizzontali; all'interno del reticolo cristallino possiamo trovare a livello di impurezze Zn, Fe, Ca, Ba e Mg. Può essere utilizzato come minerale utile per l'estrazione di manganese (ma non e' senz'altro uno dei principali in tal senso) e venduto tal quale come minerale da collezione (ma anche qui non siamo su livelli d'importanza assoluta)

58 CLASSE MINERALOGICA: silicato GRUPPO: monometrico SISTEMA: cubico (gruppo spaziale : P43n-) ABITO: i cristalli hanno abito pseudo-ottaedrico e dodecaedrico, ma più spesso l'hauyne si trova massiva, granulare ed in aggregati; frequenti i geminati DUREZZA: 5-6 PESO SPECIFICO: 2,4-2,5 COLORE: il colore tipico é il blu, blu-azzurro, ma si trova anche di colore verde-bluastro, verde, rosso, giallo, grigio, bianco-grigiastro ed incolore. Gli elementi cromofori sono Fe,Mg,K e C LUCENTEZZA: vitrea, resinosa TRASPARENZA: da subtrasparente a traslucida SFALDATURA: perfetta STRISCIO: polvere bianco-azzurrastra FRATTURA: da concoide ad irregolare PLEOCROISMO: assente GENESI: si forma in rocce ignee povere in silice e ricche in elementi alcalini GIACIMENTI: troviamo l'hauyne in Italia (Monte Somma), Germania, USA CENNI STORICI: furono Brunn e Neergard nel 1807 a fare la dichiarazione di questo minerale (indicandone come località tipo il Monte Somma) dedicandolo a R. J. Haüy (un famosissimo cristallografo francese) ALTRE CARATTERISTICHE ED UTILIZZO: é un tettosilicato facente parte del gruppo della sodalite (minerale molto simile) viene anche detto hauyina o hauynite. Non ha particolari utilizzi, si vende a collezionisti di mineralogia sistematica e molto raramente viene tagliata per fini gemmologici INDIETRO

59 CLASSE MINERALOGICA: silicato (alcuni lo riportano come borato) GRUPPO: trimetrico SISTEMA: monoclino (gruppo spaziale: P21/c) ABITO: nodulare, massivo (i cristalli, abito tabulare, sono molto rari) DUREZZA: 3,5 PESO SPECIFICO: 2,5-2,6 COLORE: bianco con venature grigie e nere, ma anche incolore LUCENTEZZA: da terrosa a polverosa a subvitrea TRASPARENZA: da opaca a traslucida SFALDATURA: assente FRATTURA: da concoide a indistinta STRISCIO: polvere bianca PLEOCROISMO: assente GENESI: é un minerale secondario, tipico di ambienti aridi come i depositi evaporitici continentali GIACIMENTI: Stati Uniti (California) e Canada (Nova Scotia) sono le località più produttive per questo minerale CENNI STORICI: fu descritto per la prima volta da Henry How, geologo della Nova Scotia, nel Negli anni ha purtroppo acquistato importanza in quanto questo minerale, trattato con tinture, offre ai commercianti disonesti un' ottima falsificazione di una gemma più pregiata e famosa: la turchese ALTRE CARATTERISTICHE ED UTILIZZO: é un nesosilicato idrato contenente boro e calcio; si dissolve in HCl senza produrre bolle. Si usa per l'estrazione di boro e per la produzione di oggetti artigianali; in campo gemmologico l' howlite viene tagliata come pietra semi-preziosa principalmente a cabochon (ma anche a cuore, etc.), viene inoltre usata come imitazione della turchese. Per chi crede e alle proprietà metafisiche dei minerali, l'howlite é la pietra dei gemelli e serve ad aumentare la sapienza, la ragione e la pazienza INDIETRO

60 JAMESONITE INDIETRO

61 CLASSE MINERALOGICA: solfuro GRUPPO: trimetrico SISTEMA: monoclino (gruppo spaziale : P21/a) ABITO: aciculare, fibroso (anche di dimensioni capillari); i cristalli si rinvengono in ammassi ed in aggregati radiali e stellari DUREZZA: 2,5 PESO SPECIFICO: 5,5-5,6 COLORE: il colore tipico é il grigio (in varie tonalità grigio scuro, grigio piombo, grigio acciaio, grigio metallizzato) LUCENTEZZA: metallica TRASPARENZA: opaca SFALDATURA: buona nella direzione perpendicolare alla lunghezza STRISCIO: polvere nero-grigiastra FRATTURA: irregolare PLEOCROISMO: assente GENESI: si forma in tutti quei giacimenti di solfuri ove vi sia disponibilità di Pb, Fe e Sb GIACIMENTI: se vuoi trovare un po' di jamesonite fai il biglietto per gli Stati Uniti (Sud Dakota e Arkansas), Messico, Inghilterra (Cornovaglia) o Romania CENNI STORICI: il nome deriva dal mineralogista scozzese R. Jameson ( ) a cui il minerale fu dedicato da Haidinger, che identificò la jamesonite nel 1825 (e indicò come località tipo la Cornovaglia) ALTRE CARATTERISTICHE ED UTILIZZO: la jamesonite é un solfosale complesso di piombo e viene anche detta comuccite o antimonio grigio; é uno dei pochi solfuri che appare con abito fibroso (insieme a boulangerite e millerite); la jamesonite non é un minerale flessibile. Non ha utilizzo se non quello di essere un minerale da collezione per chi fa la sistematica

62 KAINITE KOLBECKITE INDIETRO

63 CLASSE MINERALOGICA: solfato GRUPPO: trimetrico SISTEMA: monoclino (gruppo spaziale: C2/m) ABITO: tabulare, spesso in aggregati, massivo e granulare in matrice DUREZZA: 2,5-3 PESO SPECIFICO: 2,15 COLORE: : incolore (con possibili sfumature rossastre e giallastre), blu, viola grigio, grigio-bluastro LUCENTEZZA: vitrea TRASPARENZA: da trasparente a traslucida SFALDATURA: buona in una direzione STRISCIO: polvere bianca FRATTURA: scagliosa PLEOCROISMO: assente GENESI: si forma in ambiente sedimentario per evaporazione di soluzioni saline (contenenti Mg e K) GIACIMENTI: il sito mondiale principale di Kainite é in Germania (Brunswick) CENNI STORICI: il nome deriva dal greco Kainos=contemporaneo e fu assegnato da Zincken, che scoprì questo minerale nel Chi ne vuol sapere di più vada a leggersi l' articolo su American Mineralogist, volume 057, pp (1972) ALTRE CARATTERISTICHE ED UTILIZZO: é solubile in acqua, ha un gusto tipicamente alcalino (un misto fra salato, amaro e metallico). Viene impiegato in fertilizzanti e venduto come minerale da collezione

64 INDIETRO CLASSE MINERALOGICA: fosfato GRUPPO: trimetrico SISTEMA: rombico (gruppo spaziale : P212121) ABITO: prismatico, aciculare; può presentarsi in aggregati nodulari DUREZZA: 5 PESO SPECIFICO: 2,44 COLORE: azzurro-grigiastro, bianco verdastro, giallo chiaro, azzurro chiaro, incolore LUCENTEZZA: vitrea, perlacea TRASPARENZA: trasparente SFALDATURA: buona in una direziona STRISCIO: polvere bianca FRATTURA: concoide PLEOCROISMO: debole pleocroismo nei campioni con colorazioni più intense GENESI: si rinviene in vene idrotermali od in noduli di variscite in associazione con altri fosfati GIACIMENTI: non é molto facile trovare questo minerale, é stato rinvenuto in USA (Nevada, Arkansas), Germania (Sassonia) ed Austria CENNI STORICI: la dichiarazione di questo minerale fu fatta nel 1926 da Edelmann che lo chiamò Kolbeckite in onore di F. Kolbeck ALTRE CARATTERISTICHE ED UTILIZZO: é un fosfato facente parte del gruppo della variscite; é uno dei rarissimi minerali di scandio. Non ha utilizzi industriali, però per la sua rarità si fa apprezzare dai collezionisti di sistematica e viene quindi venduto nel mercato dei minerali

65 LABRADORITE LEUCITE LEPIDOLITE INDIETRO

66 CLASSE MINERALOGICA: silicato GRUPPO: trimetrico SISTEMA: triclino (gruppo spaziale: C1-) ABITO: granulare (cristalli immersi in matrice); spesso la labradorite si presenta in blocchi compatti, quasi sempre é geminata polisinteticamente (ben visibile in sezione sottile al microscopio ottico) DUREZZA: 6-6,5 PESO SPECIFICO: 2,68-2,72 COLORE: incolore, bianco, grigio, grigio-nerastro, grigio-biancastro, giallo, bruno, verde pallido LUCENTEZZA: vitrea TRASPARENZA: da trasparente a traslucida SFALDATURA: perfetta, buona e distinta lungo le direzioni [001], [010], e [110] rispettivamente FRATTURA: da irregolare a concoide STRISCIO: polvere bianca PLEOCROISMO: assente GENESI: si rinviene in varie rocce magmatiche (gabbri e altre rocce ignee mafiche a basso contenuto in silice) e metamorfiche; la labradorite é il minerale principale nelle anortositi; presente anche in rocce lunari GIACIMENTI: i siti principali sono in Canada (Labrador) e nella penisola scandinava CENNI STORICI: questo minerale fu scoperto nel 1780 da Foster che si ispirò per il nome alla sua località tipo, la penisola Labrador (Canada); un bell' articolo sulla labradorite si trova su American Mineralogist, volume 065, pp. 81 (1980) ALTRE CARATTERISTICHE ED UTILIZZO: é un tettosilicato, facente parte del gruppo dei feldspati ed in particolare é un membro della serie dei plagioclasi (Ab40An60); é il minerale in cui trionfa il fenomeno ottico della labradorescenza, ossia uno scintillio di lampi di colore azzurro, viola, verde, giallo e arancio (non necessariamente tutti insieme) qualora il minerale prenda la luce sotto varie angolazioni (tale fenomeno é dovuto alla struttura lamellare interna del cristallo che determina fenomeni di rifrazione con la luce incidente); quando é di colore grigio-nero prende il nome commerciale di spectrolite. La labradorite viene usata in campo ornamentale, in cristalloterapia e specialmente in campo gemmologico dove viene impiegata come pietra semi-preziosa, spesso tagliata cabochon (ma in alcun casi può anche venir tagliata a brillante); é inoltre il minerale principale di una roccia chiamata appunto labradorite, utilizzata per durezza e bellezza (dovuta alla labradorescenza del minerale ) come "marmo" per banconi e ripianI

67 INDIETRO CLASSE MINERALOGICA: silicato GRUPPO: trimetrico SISTEMA: monoclino (2/m) ABITO: da tabulare a prismatico pinacoidale, ma anche micaceo, lamellare e granulare DUREZZA: 2,5-3 PESO SPECIFICO: 2,8-2,9 COLORE: da violetto a rosa, rosa pallido, porpora, raramente bianco, grigio; possibili sfumature giallastre e verdastre LUCENTEZZA: da vitrea a perlacea TRASPARENZA: da trasparente a traslucida SFALDATURA: perfetta in una direzione, si sfalda in lamelle STRISCIO: polvere bianca FRATTURA: irregolare ma non osservabile a causa della perfetta sfaldabilità GENESI: si forma in masse granitiche (di solito in fasi pegmatitiche), che contengono elevate percentuali di litio GIACIMENTI: USA (Maine, California), Brasile, Russia (Urali) e Germania (in Sassonia) CENNI STORICI: è stata scoperta per la prima volta in Moravia ed il suo sfruttamento iniziò all'inizio del XIX secolo; solo negli ultimi decenni la lepidolite è divenuta un minerale facilmente disponibile sul mercato minerario

68 INDIETRO CLASSE MINERALOGICA: silicato GRUPPO: monometrico (sotto ai 605°C) e dimetrico (sopra ai 605°C) SISTEMA: cubico (gruppo spaziale: Ia3d) sotto i 605°C e tetragonale (gruppo spaziale: I41/a) sopra i 605°C ABITO: icositetraedrico (24 facce trapezoidi tutte uguali); leucite si trova anche granulare e massiva DUREZZA: 5,5-6 PESO SPECIFICO: 2,4-2,5 COLORE: bianco, bianco-grigio con possibili sfumature giallastre e rossastre LUCENTEZZA: vitrea (fino a grassa) TRASPARENZA: da trasparente a traslucida, ma più comunemente opaca SFALDATURA: assente STRISCIO: polvere bianca FRATTURA: concoide PLEOCROISMO: assente GENESI: la leucite è un minerale che si rinviene nelle rocce vulcaniche ricche in alcali GIACIMENTI: USA (Maine, Arkansas, Leucite Hills), Brasile, Ontario, Germania e Italia (sul Monte Vesuvio, famosa la pizza ai quattro feldspatoidi) CENNI STORICI: il nome deriva dal greco leucos=bianco, tale minerale è conosciuto dal XVII secolo in seguito all'interesse che destavano le cristallizzazioni di leucite nelle lave del Vesuvio, anche se all'inizio veniva considerata una varietà di granato; solo più tardi quando ne fu fatta un'analisi chimica si scoprì che era un minerale appartenente ad un altro gruppo e con importanti quantità di potassio ALTRE CARATTERISTICHE ED UTILIZZO: è un tettosilicato facente parte del gruppo dei feldspatoidi; la superficie è spesso alterata in pseudoleucite (misto di analcime, ortoclasio e nefelina). La leucite può essere utilizzata per l'estrazione di potassio e alluminio, viene inoltre venduta come minerale da collezione

69 MAGNETITE MALACHITE INDIETRO

70 CLASSE MINERALOGICA: ossido GRUPPO: monometrico SISTEMA: cubico (gruppo spaziale: Fd3m) ABITO: ottaedrico e più raramente rombododecaedrico; quasi sempre la magnetite si rinviene però massiva o granulare DUREZZA: 5,5-6,5 PESO SPECIFICO: 5,1-5,2 COLORE: nero, nero-grigiastro, nero-brunastro LUCENTEZZA: metallica TRASPARENZA: opaca SFALDATURA: assente FRATTURA: subconcoide STRISCIO: polvere nera PLEOCROISMO: assente GENESI: si origina in ambiente igneo, metamorfico, sedimentario e si rinviene in quasi tutte le meteoriti (specie nella crosta di fusione) GIACIMENTI: minerale molto comune e diffuso su tutto il pianeta (ne abbiamo perfino in Italia); i giacimenti principali sono però in USA, Sud Africa, Russia e Germania CENNI STORICI: scoperta da Heidinger nel 1845, il nome deriva dalla sua capacità di essere attratta dai magneti; informazioni sulla magnetite si possono trovare su: Acta Crystallographica, C40, 1491 (1984) ALTRE CARATTERISTICHE ED UTILIZZO: é un magnete naturale, ciò é dovuto al trasferimento di elettroni tra i siti con ferro bivalente e ferro trivalente e tale movimento elettrico genera un campo magnetico. L' uso principale di questo minerale é ovviamente l' estrazione del ferro, elemento tuttora fondamentale per la nostra tecnologia, la magnetite é il minerale più importante in tal senso; i campioni più belli sono venduti ai collezionisti

71 INDIETRO CLASSE MINERALOGICA: carbonato GRUPPO: trimetrico SISTEMA: monoclino (2/m) ABITO: è quasi sempre microcristallina (strato d'alterazione dei minerali di rame), ma si trova anche sotto forma di strati fibrosi, in ammassi reniformi o efflorescenti. In alcune cavità può essere raramente rinvenuta malachite in piccoli cristalli aghiformi DUREZZA: 4 PESO SPECIFICO: 4,0 LUCENTEZZA: da vitrea a sericea TRASPARENZA: opaca SFALDATURA: distinta in una direzione ma raramente visibile STRISCIO: polvere verde FRATTURA: da concoide a scheggiosa PLEOCROISMO: assente GENESI: l'ambiente genetico della malachite è quello dei solfuri primari di rame, dove si rinviene superficialmente come prodotto d'alterazione GIACIMENTI: malachite si trova in Zaire, Zambia, Russia, Australia, Usa. In Italia è possibile trovarne all'Isola d'Elba CENNI STORICI: nell'antichità veniva usata come amuleto da Greci e Romani (si dice che proteggesse dagli infortuni). I vecchi minatori la chiamavano a causa del suo colore "verdura delle rocce"; da sempre è una pietra che va di moda, attualmente i più bei campioni sono conservati a San Petroburgo ALTRE CARATTERISTICHE ED UTILIZZO: spesso si trova associata ad altri minerali di rame; effervescente in acido cloridrico; in Russia viene prodotta malachite sintetica (identica a quella naturale), la malachite può inoltre essere imitata da plastica, ceramica e vetro. Da sempre un minerale "di moda" per le sue caratteristiche zonature di colore, la malachite è attualmente usata come pietra semi-preziosa ornamentale per scolpirvi piccoli oggetti (tartarughe, scacchiere, ciondoli, ecc…)

72 NADORITE INDIETRO

73 CLASSE MINERALOGICA: alogenuro GRUPPO: trimetrico SISTEMA: rombico (gruppo spaziale: Bmmb) ABITO: prismatico, tabulare (fino a lamellare), lenticolare; si trova anche massiva e granulare DUREZZA: 3,70 PESO SPECIFICO: 7,2 COLORE: bruno, giallo-brunastro, bruno-grigiastro, bruno-nerastro, giallo LUCENTEZZA: adamantina, resinosa TRASPARENZA: traslucida SFALDATURA: perfetta STRISCIO: polvere giallo-biancastra FRATTURA: indistinta PLEOCROISMO: assente GENESI: di tipo idrotermale in sostituzione dei carbonati; si forma in zone dove vi é un ambiente favorevole all'ossidazione dell'antimonio GIACIMENTI: la nadorite é molto rara, i tre siti principali sono in Algeria, Marocco e Svezia CENNI STORICI: la dichiarazione di questo minerale fu fatta nel 1870 da Flajolot che per il nome si riferì alla località tipo di Djebel Nador (Algeria) ALTRE CARATTERISTICHE ED UTILIZZO: é un minerale molto raro, di solito di dimensioni che difficilmente superano il millimetro (anche se recentemente in Marocco sono stati trovati campioni di dimensioni centimetriche). Può essere molto raramente (data la sua scarsa diffusione) utilizzato come minerale accessorio per l'antimonio; come tutti i minerali rari ha un suo mercato nel mondo dei collezionisti di sistematica

74 ORO INDIETRO

75 CLASSE MINERALOGICA: elemento nativo GRUPPO: monometrico SISTEMA: cubico (gruppo spaziale: Fm3m) ABITO: di solito si trova in particelle invisibili ad occhio nudo, raramente si trova in pagliuzze, grani, fili ed in casi eccezionali in pepite DUREZZA: 2,5-3 PESO SPECIFICO: 15,5-19,3 COLORE: giallo oro LUCENTEZZA: metallica TRASPARENZA: opaco SFALDATURA: assente STRISCIO: polvere giallo oro FRATTURA: frastagliata GENESI: l'oro si forma nelle rocce madri o per deposizione da fluidi caldi in circolo (si separa nella fase idrotermale) o per decomposizione di minerali che lo contengono in tracce (pirite, antimonite, marcasite, calcopirite, nagyagite, calaverite, sylvanite, krennerite). Poiché non si ossida, non si modifica in condizioni normali e non tende a legarsi ad altri elementi, si trova quasi sempre allo stato nativo (può però formare leghe naturali con l'argento). In maggior parte si rinviene sulle vene di quarzo aurifero che attraversano rocce granitiche, ma a causa dell'elevata densità l'oro si rinviene anche in giacimenti secondari (placers), dove l'oro si deposita nella fase sedimentaria GIACIMENTI: le principali località dove è possibile trovare oro sono: California e South Dakota, USA; Siberia, Russia; South Africa; Canada, Australia e in tutte le migliori gioiellerie CENNI STORICI: l'oro è un metallo che ha rivestito da sempre un ruolo primario nell'economia del genere umano, basti pensare che si ha notizia di ornamenti d'oro di età neolitica e si pensa che proprio l'oro sia stato il primo metallo conosciuto dall'uomo. L'oro è da sempre sinonimo di potenza e ricchezza ed è per questo che su di esso sono nate leggende (Re Mida) e scienze (l'alchimia, nata per fabbricare oro da altri materiali); sin dal VII secolo a.c. si coniavano monete d'oro, ancora oggi l'oro rappresenta sempre un buon investimento ALTRE CARATTERISTICHE ED UTILIZZO: l'oro è perfettamente duttile e malleabile e può essere ridotto in fili sottilissimi, ha una densità particolarmente elevata perfino per i metalli, è inossidabile in condizioni normali. Oltre ad essere utilizzato in gioielleria e per coniare monete, l'oro è impiegato anche in medicina, in odontoiatria, nell'industria del vetro e nell'industria in generale a formare leghe (specie con metalli più duri come argento, rame, nichel e platino).

76 PIRITE PLATINO INDIETRO

77 CLASSE MINERALOGICA: solfuro GRUPPO: monometrico SISTEMA: cubico (gruppo spaziale: Pa3) ABITO: cubico a facce striate, ottaedrico, pentagonododecaedrico, icositetraedrico ed in cristalli con combinazioni di queste forme; pirite si trova comunemente in noduli, ma anche massiva ed in sostituzione di altri minerali e fossili a formare pseudomorfi DUREZZA: 6-6,5 PESO SPECIFICO: 5,1 COLORE: dal giallo ottone con riflessi grigi al giallo oro LUCENTEZZA: metallica TRASPARENZA: opaca SFALDATURA: completamente indistinta STRISCIO: polvere nera verdastra, diversa da quella gialla dell'oro FRATTURA: concoide FLUORESCENZA: nulla PLEOCROISMO: assente GENESI: la pirite si forma in quasi ogni tipo di ambiente, comunque le maggiori quantità si originano nelle rocce sedimentarie metamorfiche, dove si forma per deposito fuori del contatto dell'aria; la genesi idrotermale è quella che fornisce le più belle cristallizzazioni, la genesi sedimentaria dà invece masse microcristalline GIACIMENTI: i maggiori produttori di pirite sono Spagna e Giappone; vi sono poi giacimenti in Grecia, Svezia e Stati Uniti; in Italia bei cristalli provengono dall'isola d'Elba ma pirite si trova anche a Gavorrano, Niccioleta, Sardegna, Alpi. CENNI STORICI: il suo nome viene dal greco pyr (fuoco) perché produce scintille quando la si percuote; i greci la portavano come amuleto, gli incas ne facevano degli specchi, nel Medioevo veniva confusa con l'oro ed era quindi chiamata "oro degli sciocchi" ALTRE CARATTERISTICHE ED UTILIZZO: è un polimorfo della marcasite; è un semiconduttore, si decompone con l'acido nitrico, è facilmente fusibile, non è malleabile (a differenza dell'oro). La pirite è utilizzata per la produzione di acido solforico per usi svariati nell'industria chimica, inoltre si estrae zolfo utile per concimi, fabbricazione di cellulosa, vulcanizzazione del caucciù, antiparassitari, cosmetici, prodotti farmaceutici

78 INDIETRO CLASSE MINERALOGICA: elemento nativo GRUPPO: monometrico SISTEMA: cubico (gruppo spaziale: Fm3m) ABITO: cubico (molto raro), più spesso granulare e a fiocchi (cristalli immersi in matrice), ma si trovano anche belle pepite DUREZZA: 4-4,5 PESO SPECIFICO: (ma il platino puro ha peso specifico di 21,44) COLORE: grigio, grigio acciaio, grigio acciaio-biancastro, grigio argento LUCENTEZZA: metallica TRASPARENZA: opaca SFALDATURA: assente STRISCIO: polvere bianco-grigiastra FRATTURA: rugosa, scagliosa PLEOCROISMO: assente GENESI: l'origine del platino nella crosta terrestre avviene all'interno di rocce ignee ultramafiche in associazioni con cromite ed olivina; si rinviene però più facilmente in depositi di tipo alluvionale dopo che la corrente ha spazzato via i corpi meno densi GIACIMENTI: Russia (Urali), Brasile, Colombia, Sud Africa e Stati Uniti (Alaska) CENNI STORICI: il nome deriva dallo spagnolo platina, che a sua volta deriva da plata=argento, e simboleggia gli errori che si facevano in antichità, fino a quando nel 1750 Sir Brownrigg ne diagnosticò la differente composizione; é un metallo che, per le sue caratteristiche, ha visto negli anni aumentare a dismisura il suo valore (ovviamente il prezzo varia di giorno in giorno in funzione all'offerta e richiesta sul mercato, anche in seguito a nuove scoperte che ne rendono necessario un suo utilizzo) ALTRE CARATTERISTICHE ED UTILIZZO: malleabile, duttile, settile, facilmente lavorabile, magnetico o paramagnetico (dovuto all'ingresso di ferro nella struttura cristallina), inalterabile, inattaccabile agli acidi, conduttore d'elettricità, é un metallo estremamente raro e costoso; il minerale ha un colore un po' più chiaro dell'elemento lavorato, può accogliere a livello d'impurità vari elementi (Ir, Pd, Rh, Fe, Cu, Ni, Au, Os). É il principale minerale per l'estrazione del platino, elemento che viene utilizzato in svariati campi: gioielleria (metallo per bracciali, collane etc.), chimica (é un importante catalizzatore), medicina (leghe odontoiatriche e altro), industria siderurgica (come costituente in moltissime leghe); si impiega inoltre in forni (come refrattario),

79 QUARZO INDIETRO

80 CLASSE MINERALOGICA: silicato (può essere anche classificato come ossido) GRUPPO: dimetrico SISTEMA: trigonale (gruppo spaziale: P3121,P3221) ABITO: il quarzo ha più abiti di Armani, il più comune é quello prismatico esagonale terminato con una piramide a sei facce romboedriche, ma quarzo si trova in druse, geodi, botroidale, globulare, stalattitico e chi più ne ha più ne metta DUREZZA: 7 (è un gradino della scala di Mohs) PESO SPECIFICO: 2,60 - 2,65 COLORE: incolore (var. ialino o cristallo di rocca), viola (var. ametista), giallo e arancio (var. citrino), marrone, nero e grigio (var. affumicato), rosa (var. rosa), bianco (var. latteo); sono possibili anche colorazioni intermedie e casi di policromatismo LUCENTEZZA: vitrea TRASPARENZA: da trasparente a traslucida ad opaca SFALDATURA: assente STRISCIO: polvere bianca FRATTURA: concoide PLEOCROISMO: generalmente assente GENESI: si trova veramente ovunque, in ambiente igneo, metamorfico e sedimentario; e' in assoluto il minerale più diffuso sulla crosta terrestre GIACIMENTI: premesso che forse l'unico stato senza quarzo é lo stato del vaticano, i principali giacimenti sono in Brasile, Uruguay, Canada, USA, Messico, varie località africane, India, Germania e Russia CENNI STORICI: il nome deriva dal termine tedesco quarz anche se l'origine di tale parola é ancora oggetto di dibattito; la storia di questo minerale segue di pari passo quella dell'uomo, basti pensare che é stato il primo minerale impiegato dai primitivi per la costruzione di armi da caccia ed é il minerale da cui attualmente si estrae il silicio, probabilmente l'elemento più importante oggigiorno per tutta l'industria elettronica ALTRE CARATTERISTICHE ED UTILIZZO: ha proprietà piezoelettriche e piroelettriche; esistono in natura minerali polimorfi del quarzo che sono tridimite, cristobalite, Melanophlogite, Coesite, Stishovite e Lechatelierite; in compenso il quarzo ha una struttura unica; il quarzo può inoltre presentare degli effetti ottici come gatteggiamento (che dona quattro varietà di quarzo: var. occhio di gatto, di colore giallastro; var. occhio di tigre, di colore giallo-bruno; var. occhio di bue, di colore rosso, rosso-brunastro; var. occhio di falco, di colore bluastro), iridescenza (var. iris), lattescenza e raramente asterismo; a volte il quarzo può avere delle inclusioni che lo caratterizzano al punto da fornire ulteriori varietà (le principali sono quarzo fantasma, rutilato, tormalinato e dendritico); il quarzo può formare cristalli giganteschi, in Brasile é stato trovato un quarzo ialino di 44 tonnellate. Gli usi sono molto numerosi, il quarzo viene impiegato nella produzione di vetri, di componenti elettriche, di lenti ottiche, di abrasivi, di materiali edili, di utensili in generale; è molto frequente il suo impiego anche in campo gemmologico, ornamentale e collezionistico ed ultimamente anche nel settore della cristalloterapia; comunque di giorno in giorno si scoprono nuovi impieghi per questo famosissimo minerale

81 RAME INDIETRO

82 CLASSE MINERALOGICA: elemento nativo GRUPPO: monometrico SISTEMA: cubico (gruppo spaziale: Fm3m) ABITO: i cristalli singoli sono molto rari ma quando si presentano hanno abito cubico od ottaedrico; spesso però il rame si presenta in masse filiformi, arborescenti, ramificate od in incrostazioni DUREZZA: 2,5-3 PESO SPECIFICO: 8,4-8,9 COLORE: rosso ramato (con sfumature verdastre nei campioni alterati) LUCENTEZZA: metallica TRASPARENZA: opaco SFALDATURA: assente STRISCIO: polvere bruno-nera FRATTURA: frastagliata PLEOCROISMO: assente GENESI: non ha mai origine primaria (in quanto in fase magmatica si formano sempre i solfuri), si forma quindi per alterazione in ambiente moderatamente riducente (si rinviene nelle zone superficiali dei filoni) GIACIMENTI: Usa (Michigan e Arizona), Australia, Russia, Germania, Inghilterra CENNI STORICI: è stato il primo metallo utilizzato dall'uomo; gli antichi romani sfruttarono gli abbondanti giacimenti dell'isola di Cipro (in latino cuprum, da cui deriva il simbolo Cu). Nei secoli il rame nativo è stato estremamente sfruttato al punto che attualmente non esistono giacimenti economicamente importanti di questo minerale ALTRE CARATTERISTICHE ED UTILIZZO: il rame non si ossida a temperatura ambiente e all'aria secca, ha elevata conduttività elettrica e notevole conduttività termica, è duttile, malleabile e facilmente lavorabile in fili sottili, ossia può essere lavorato per formare svariate forme (fili, superfici laminari, etc.); è un elemento tossico per ingestione ed inalazione. Il rame è un elemento fondamentale nell'economia mondiale, si usa in leghe (ottoni, bronzi etc.), nell'industria elettrica, chimica, meccanica, mineraria, dei coloranti ed in agricoltura

83 SALGEMMA SOLFO SIDERITE INDIETRO

84 CLASSE MINERALOGICA: alogenuro GRUPPO: monometrico SISTEMA: cubico (gruppo spaziale: Fm3m) ABITO: cubico se ha fessure dove crescere, altrimenti si trova sotto forma massiccia o granulare DUREZZA: 2,5 PESO SPECIFICO: 2,1-2,2 COLORE: incolore, grigio, raramente rossastro o bluastro LUCENTEZZA: da vitrea a opaca TRASPARENZA: trasparente SFALDATURA: cubica perfetta STRISCIO: polvere incolore FRATTURA: concoide PLEOCROISMO: assente GENESI: è sedimentaria di tipo evaporitico, in quanto vi è cristallizzazione per evaporazione del solvente. Salgemma si estrae sia da tali giacimenti che dall'acqua di mare GIACIMENTI: i principali produttori di sale sono gli Stati Uniti, la Gran Bretagna, la Germania, la Siberia. Famosi sono anche i giacimenti dell'Austria e della Polonia; curiose cristallizzazioni si trovano anche in prossimità di laghi salati (Mar Morto et al.) CENNI STORICI: il sale è indispensabile all'uomo per questo già nella preistoria il commercio del sale aveva un'enorme importanza; fu menzionato in molti opere greche e latine, gli furono dedicate strade (la Salaria era una importante via per il commercio). Nonostante la grande importanza ed interesse del sale, la composizione chimica fu stabilita solo nel 1810 da H. Davy ALTRE CARATTERISTICHE ED UTILIZZO: è salato al gusto, i cristalli possono arrivare fino a 30 cm. Viene usato come sale da cucina, nella chimica, nella preparazione dei saponi, come antigelo e nel campo dell'ottica

85 INDIETRO CLASSE MINERALOGICA: carbonato GRUPPO: dimetrico SISTEMA: trigonale (gruppo spaziale: R3_c) ABITO: romboedrico (spesso con facce curve o arrotondate), scalenoedrico, tabulare; la siderite si presenta però anche in aggregati botroidali, sferoidali, a grappoli, ma anche in stalattiti, ooliti, granulare, nodulare, fibrosa e mammellonare DUREZZA: 3,5-4 PESO SPECIFICO: 3,95 COLORE: grigio, giallo, bianco, grigio-giallastro, giallo-brunastro, giallo-verdastro, bruno-rossastro LUCENTEZZA: da vitrea a perlacea TRASPARENZA: da traslucida a subtraslucida SFALDATURA: perfetta romboedrica STRISCIO: polvere bianca FRATTURA: concoide PLEOCROISMO: assente GENESI: la siderite si forma ed é comune in ambiente sedimentario ed idrotermale, é comunque possibile trovarne anche in rocce metamorfiche ad alto contenuto in ferro ed in pegmatiti GIACIMENTI: troviamo siderite in USA (Arizona, California, New Jersey), Canada (Quebec), Perù, Bolivia, Brasile, Australia, Namibia; in Europa ne troviamo in Inghilterra (Cornovaglia), Francia (Lorraine), Rep. Ceca (Bohemia), Germania (Harz Mountains, Portogallo (Panasqueira) e Groenlandia CENNI STORICI: il nome deriva dal greco sideros che significa ferro. Ha avuto una sua importanza solo in quelle nazioni che, sprovviste di giacimenti utili di ferro, hanno utilizzato la siderite per estrarre tale elemento ALTRE CARATTERISTICHE ED UTILIZZO: é conosciuta anche col sinonimo di Chalybite, esistono le varietà di siderite chiamate: sphaerosiderite (quando si rinviene in sferule) ed oligonite (quando vi è un alto contenuto in Mn); forma una serie con magnesite (MgCO3) e rodocrosite (MnCO3) con sostituzioni tra Fe, Mn e Mg fino al 50%; diviene magnetica se riscaldata, é leggermente effervescente se attaccata dagli acidi; alcune concrezioni nodulari di siderite sono famose per il contenuto in flora e fauna fossile. Gli utilizzi sono limitati, la siderite viene infatti scarsamente impiegata nell'estrazione del ferro e venduta come minerale da collezione

86 INDIETRO CLASSE MINERALOGICA: elemento nativo GRUPPO: trimetrico SISTEMA: rombico (solfo alfa, gruppo spaziale: Fddd), raramente monoclino (solfo ß, é il polimorfo e si chiama Rosickyte, gruppo spaziale: P21/a) ABITO: si possono rinvenire splendidi aggregati di cristalli con abito bipiramidale, prismatico, pinacoidale od in combinazione di questi ; spesso però il solfo si presenta massivo ed in aggregati polverosi, più raramente reniforme ed in stalattiti e stalagmiti DUREZZA: 1,5-2 (solfo alfa) ; 2,5 (solfo ß) PESO SPECIFICO: 2,0-2,1 COLORE: giallo, giallo e ancora giallo (a volte giallo-bruno); biancastro nelle masse microcristalline LUCENTEZZA: da resinosa a grassa TRASPARENZA: da traslucida a subtrasparente SFALDATURA: molto debole in due direzioni STRISCIO: polvere da incolore a gialla FRATTURA: concoide PLEOCROISMO: debole nelle tonalità del giallo GENESI: principalmente si rinviene in depositi vulcanici e fumarole; si può trovare solfo anche in rocce sedimentarie evaporitiche, domi salini e come minerale secondario GIACIMENTI: Italia (dalla bella Sicilia i campioni più belli), Stati Uniti (Texas, Lousiana, California), Svizzera, Francia, Spagna CENNI STORICI: il nome deriva da un termine sanscrito che i latini tradussero in sulvere, da cui sulfur e quindi solfo (o zolfo) ALTRE CARATTERISTICHE ED UTILIZZO: odora (puzza) di uovo marcio poiché a contatto con l'acqua sviluppa H2S (fetido gas); si frattura se esposto a fonti di calore e si scioglie in acqua calda. Viene usato per l'estrazione di zolfo ed in altri svariati impieghi industriali: insetticidi, funghicidi, esplosivi; é venduto inoltre per la sua bellezza ai collezionisti di minerali

87 TALCO TOPAZIO TITANITE INDIETRO

88 CLASSE MINERALOGICA: silicato GRUPPO: trimetrico SISTEMA: monoclino (gruppo spaziale: C2/c) ABITO: lamellare, scaglioso, tabulare; il talco si presenta spesso massivo, sono molto rari i grossi cristalli singoli DUREZZA: 1 (é il gradino più basso della scala di Mohs) PESO SPECIFICO: 2,7-2,8 COLORE: bianco (con possibili tonalità di verde, giallo, grigio, argento e bruno), verde chiaro, grigio chiaro LUCENTEZZA: da vitrea a perlacea a grassa TRASPARENZA: da traslucida ad opaca SFALDATURA: perfetta lamellare STRISCIO: polvere bianca FRATTURA: irregolare PLEOCROISMO: debole dicroismo (dall' incolore al verde pallido) GENESI: si forma in seguito ad alterazione idrotermale di silicati abbondanti in magnesio e poveri in alluminio GIACIMENTI: é molto diffuso in tutto il mondo; i giacimenti principali sono in USA, Sud Africa, Germania, Austria (zona del Tirolo) e Scozia; in Italia troviamo talco in Toscana CENNI STORICI: il nome deriva dall' arabo "talq" e fu scoperto nel lontano 1546 da un tale Agricola; in quest' ultimo secolo ha acquistato importanza come utile minerale industriale fino al punto da essere anche prodotto sinteticamente ALTRE CARATTERISTICHE ED UTILIZZO: é un fillosilicato, quando si presenta massivo é anche detto steatite (o lardite), meno diffusi sono i termini kerolite e pietra sapone (dall' inglese "soapstone"); é fluorescente ai raggi UV, flessibile ma non elastico, resiste al calore, all' elettricità ed agli acidi. Tutti conoscono il talco come costituente principale del borotalco, in realtà questo minerale conosce svariati utilizzi, si usa in ceramiche, colori, gomme, insetticidi, articoli elettrotecnici isolanti, rivestimenti, riempimenti ed inoltre viene impiegato anche nell'industria cartaria, cosmetica e farmaceutica

89 INDIETRO CLASSE MINERALOGICA: silicato GRUPPO: trimetrico SISTEMA: monoclino (gruppo spaziale: C2/c) ABITO: prismatico, tabulare e cuneiforme; raramente si presenta in aggregati; frequenti sono i geminati DUREZZA: 5-5,5 PESO SPECIFICO: 3,3-3,6 COLORE: giallo e verde in varie tonalità, bianco, bruno, rosso-bruno, nero LUCENTEZZA: adamantina TRASPARENZA: da trasparente a traslucida, raramente opaca SFALDATURA: indistinta in due direzioni STRISCIO: polvere bianca FRATTURA: concoide PLEOCROISMO: forte tricroismo GENESI: si rinviene in filoni pegmatitici ed in rocce metamorfiche (spesso in scisti cristallini) GIACIMENTI: Usa (California), Canada (Ontario), Russia, Pakistan ed anche in Italia (Monte Vesuvio) CENNI STORICI: la titanite è un minerale a cui sono stati assegnati nel tempo molti nomi in funzione delle sue varietà: una varietà trasparente è chiamata sfeno (in greco significa cuneo), la titanite gialla vinosa è chiamata castellite (dal nome dello scopritore Castelli), altra varietà è il leucoxeno ALTRE CARATTERISTICHE ED UTILIZZO: è un nesosilicato, ha una elevata dispersione (0,051), caratteristica che le dona un bellissimo fuoco (non ha però un grande impiego in gemmologia a causa della non elevata durezza); osservandola con una lente si può osservare lo sdoppiamento delle inclusioni a causa dell'alta birifrangenza. La titanite è un minerale da cui è possibile ricavare titanio, elemento di enorme importanza nella preparazione di leghe (conferisce una elevata resistenza agli acidi ed alla corrosione), nell'industria vetraria, della ceramica e tessile; la titanite può essere utilizzata come minerale tal quale per fini gemmologici (tagliata a brillante) ma non è molto preziosa

90 INDIETRO CLASSE MINERALOGICA: silicato GRUPPO: trimetrico SISTEMA: rombico (gruppo spaziale: Pbnm) ABITO: prismatico piramidato, più o meno tozzo, spesso ben formato (le facce prismatiche sono striate verticalmente); si presenta pure in grani o in frammenti uniformi DUREZZA: 8 PESO SPECIFICO: 3,50-3,58 (a seconda del contenuto di fluoro) COLORE: dal giallastro al giallo, giallo bruno, azzurro, rosa, rosa violetto, bruno, arancio-bruno, verdastro, rosso, viola pallido, arancio rosato (topazio imperiale), incolore LUCENTEZZA: da vitrea a grassa TRASPARENZA: trasparente SFALDATURA: facile e perfetta sfaldatura basale FRATTURA: concoide FLUORESCENZA: giallastra o verdastra nei topazi blu o incolori PLEOCROISMO: da debole a forte dicroismo GENESI: il topazio può avere genesi magmatica (principalmente nella fase pneumatolitica), metamorfica (metamorfismo da contatto) e sedimentaria (nei depositi secondari alluvionali) GIACIMENTI: i campioni più famosi provengono dal Brasile (Minas Gerais, Ouro Preto), vi sono poi giacimenti in Russia (Urali, Siberia), Giappone, Sri Lanka, Australia, America Settentrionale, Sassonia (giacimento europeo più conosciuto) CENNI STORICI: è una delle pietre preziose più antiche conosciute, deve il nome all'isola di Topazos nel Mar Rosso dove si trova un'olivina che gli antichi confusero col topazio; al mondo esistono cristalli di topazi giganteschi, uno di 300 Kg è esposto a New York ed uno di 150 Kg a Firenze; la più bella collezione di topazi tagliati fa parte del tesoro di Dresda ALTRE CARATTERISTICHE ED UTILIZZO: il topazio presenta frequenti inclusioni liquide; in alcuni topazi azzurri si può osservare l'effetto ottico del gatteggiamento. Il principale utilizzo è in gioielleria (anche se la relativa abbondanza ne impedisce prezzi troppo elevati), può però essere utilizzato nel campo dell'ottica di precisione e per operazioni di politura (in polvere)

91 URANINITE INDIETRO

92 CLASSE MINERALOGICA: ossido GRUPPO: monometrico SISTEMA: cubico (gruppo spaziale: Fm3m) ABITO: i cristalli hanno abito cubico, ottaedrico e dodecaedrico (molto distorti) ma sono rari; più frequentamente l'uraninite si rinviene massiva, botroidale, lamellare, granulare, dendritica, reniforme o "a grappolo d'uva" DUREZZA: 5-6 PESO SPECIFICO: 10,7 (pura), ma rientra nel range 6,5 - 10,95 COLORE: nero, nero-verdastro, nero-brunastro, grigio, grigio-nerastro LUCENTEZZA: submetallica TRASPARENZA: opaca (molto raramente traslucida) SFALDATURA: molto debole lungo le direzioni dell'ottaedro STRISCIO: polvere nero-brunastra FRATTURA: concoide PLEOCROISMO: assente GENESI: si può trovare uraninite in graniti, pegmatiti sienitiche, vene idrotermali ed in vari tipi di conglomerati (fra cui quelli derivati da giacimenti d'oro), quindi anche in ambiente sedimentario (in associazione ad altri minerali secondari uraniferi) GIACIMENTI: questo minerale é abbastanza raro ma diffuso su tutto il pianeta, se ne trova infatti in Norvegia, Francia, Germania, Rep. Ceca, Portrogallo, Inghilterra, Svizzera, Italia (a Carrara in Toscana), Sud Africa, Zaire, Brasile, Canada (Ontario) ed ovviamente USA (Utah, North Carolina, New Hampshire, Maine) CENNI STORICI: il nome deriva ovviamente dell'uranio, elemento chimico simbolo di questo minerale; una volta l'uraninite non era considerata da nessuno, ma da quando venne scoperta l'utilità dell'uranio é diventato un minerale di importanza mondiale anche perché é il più abbondante tra quelli contenenti uranio ALTRE CARATTERISTICHE ED UTILIZZO: minerale altamente radioattivo, a volte può essere presente thorio in piccole percentuali (viene chiamata broggerite) e radio ed elio in tracce; l'uraninite ha una varietà chiamata pitchblende (in realtà si tratta di uraninite in combinazione con altri minerali), inoltre quando contiene più del 10% di terre rare si parla di Cleveite; raramente si può incontrare qualcuno che chiama questo minerale gummite. Viene utilizzata per l'estrazione di uranio, ma anche di thorio, elio e radio; può anche essere venduto come minerale da collezione (ma non sono troppi i collezionisti di minerali radioattivi, anche se quei pochi, sono molto appassionati)

93 VANADINITE VESUVIANITE WOLFRAMITE INDIETRO

94 CLASSE MINERALOGICA: vanadato GRUPPO: dimetrico SISTEMA: esagonale (6/m) ABITO: prismatico esagonale con terminazione pinacoidale (raramente piramidale); si trova anche in aggregati fibrosi a superficie reniforme o masse grossolane DUREZZA: 3 PESO SPECIFICO: 6,8-7,1 COLORE: brunastro, dal giallo, giallo-arancio al rosso; raramente grigio LUCENTEZZA: da vitrea ad adamantina TRASPARENZA: traslucida, ma anche trasparente SFALDATURA: assente STRISCIO: polvere bianca FRATTURA: concoide GENESI: è un minerale che si forma per ossidazione dei minerali di piombo, si rinviene quindi sia in ambiente metamorfico (contatto) che idrotermale (sottoprodotto nei solfuri) GIACIMENTI: Arizona, Messico, Namibia, Zambia, Sud Africa, Argentina, Algeria, Marocco, Australia ed in Europa in Carinzia e negli Urali CENNI STORICI: in passato la vanadinite era un minerale importante in quanto solo da esso si estraeva il vanadio (oggi si ricava principalmente da minerali ferriferi); attualmente viene considerato per lucentezza (anche adamantina) e colore (la varietà rosso rubino) un importante minerale da collezione ALTRE CARATTERISTICHE ED UTILIZZO: la vanadinite fa parte di una serie chimica che comprende altri due minerali quali Pyromorphite (Pb5(PO4)3Cl) e Mimetite (Pb5(AsO4)3Cl), tale serie si realizza per sostituzione dei gruppi anionici (PO4), (AsO4) e (VO4). La vanadinite è un minerale da cui si può estrarre Vanadio, elemento impiegato essenzialmente dall'industria dell'acciaio in leghe speciali, ma anche utilizzato come catalizzatore e per la fabbricazione di colori, vernici e vetri.

95 CLASSE MINERALOGICA: silicato GRUPPO: dimetrico SISTEMA: tetragonale (gruppo spaziale: P4/n) ABITO: prismatico con terminazioni piramidali tetragonali, ma sono comuni i ritrovamenti di vesuvianite massiva e granulare in matrice DUREZZA: 6,5 PESO SPECIFICO: 3,3-3,4 COLORE: giallo, bruno, blu, verde (var. californite) e bianco LUCENTEZZA: da vitrea a resinosa TRASPARENZA: da subtrasparente a traslucida SFALDATURA: debole lungo una direzione STRISCIO: polvere bianca FRATTURA: concoide PLEOCROISMO: discreto dicroismo (bruno, bruno rossastro fino ad incolore lungo l'asse ottico e; grigio, giallo- verdastro lungo w) GENESI: si rinviene in vene ed in rocce metamorfiche da contatto GIACIMENTI: Stati Uniti (California, New England), Canada (Quebec), Russia (Urali), Svizzera e nella nostra bella Italia (alle pendici d'oooo Vesuvio) CENNI STORICI: il nome vesuvianite viene ovviamente dal Monte Vesuvio, vulcano dove fu trovato questo minerale, l'altro nome idocrasio deriva dal greco e significa " forma mista " in quanto i cristalli mostrano spesso una combinazione di forme. Vesuvianite in qualità da taglio fu trovata in California a Pulga (primi anni del 1900), doveva anche essere nominata gemma di stato della California ma fu battuta in volata dalla benitoite ALTRE CARATTERISTICHE ED UTILIZZO: é un sorosilicato, conosciuto anche con i nomi commerciali di idocrasio, californite (verde e di qualità da taglio, tipica della California) e giada di Pulga; i cristalli presentano striature superficiali. La vesuvianite viene impiegata in gioielleria (pietra di ottima qualità, spesso tagliata cabochon), come minerale da collezione ed in cristalloterapia INDIETRO

96 CLASSE MINERALOGICA: wolframato GRUPPO: trimetrico SISTEMA: monoclino (2/m) ABITO: i cristalli sono tabulari o prismatici, spesso allungati lungo l'asse c; a volte si ritrova wolframite in aggregati colonnari ed ammassi tabulari e lamellari DUREZZA: 4,5-5,5 PESO SPECIFICO: 7,0-7,5 COLORE: nero con possibili sfumature brunastre e grigiastre LUCENTEZZA: da submetallica a metallica, a volte resinosa TRASPARENZA: da traslucida ad opaca SFALDATURA: perfetta in una direzione STRISCIO: polvere nera FRATTURA: irregolare PLEOCROISMO: assente GENESI: la sua genesi tipica è quella pegmatitico-pneumatolitica; si rinviene spesso nei filoni di cassiterite ma anche in vene quarzifere e nei placers fluviali, alluvionali e colluvionali GIACIMENTI: Cina (47% della produzione mondiale), Corea del Sud, Corea del Nord, Russia, Australia, Canada, USA, Bolivia, Portogallo ed Inghilterra CENNI STORICI: il nome deriva dal termine sassone wolf=lupo, poichè gli antichi minatori tedeschi non riuscivano a fondere lo stagno in presenza di wolframite che lo "sbranava"; per molto tempo questo minerale non ebbe importanza, fino a quando si scoprì l'utilità del tungsteno (wolframio) specie per la fabbricazione di filamenti per lampade eletriche: l'importanza della wolframite aumentò quindi a dismisura (al punto che la mancanza di wolframio in Italia fu uno dei punti di debolezza del regime autarchico fascista). Attualmente il wolframio ha perso la sua importanza strategica a causa dei numerevoli metalli che possono sostituirlo ALTRE CARATTERISTICHE ED UTILIZZO: la wolframite è un termine intermedio della serie Ferberite (FeWO4)- Hubnerite (MnWO4); i cristalli sono striati in senso longitudinale. Tra i minerali di wolframio è il più importante (ne contiene il 76%), si utilizza quindi per l'estrazione di questo metallo, che viene impiegato sotto forma di filamento per lampade eletriche, come anticatodo nei tubi generatori di raggi X, in leghe per acciai ad alta resistenza, nella fabbricazione di magneti permamenti, come colorante (l'ossido di wolframio) INDIETRO

97 YUKSPORITE ZINCITE ZIRCONE INDIETRO

98 CLASSE MINERALOGICA: silicato GRUPPO: trimetrico SISTEMA: rombico ABITO: lamellare, scaglioso e nodulare DUREZZA: 5 PESO SPECIFICO: 3,0-3,1 COLORE: rosa, giallo, rosa rossastro, rosa giallastro, rosa brunastro, giallo brunastro LUCENTEZZA: vitrea TRASPARENZA: da semitrasparente a traslucida ad opaca SFALDATURA: perfetta FRATTURA: non definita STRISCIO: polvere bianca PLEOCROISMO: debole dicroismo su tonalità giallo-rosate GENESI: si origina in rocce sienitiche alcaline GIACIMENTI: si rinviene solo in Russia nella penisola di Kola (monte Yukspor e località limitrofe) CENNI STORICI: fu descritto per la prima volta da Fersman nel 1922, deve il nome alla località tipo di Yukspor (penisola di Kola). Sue descrizioni accurate sono apparse su American Mineralogist, volume 012, pp. 58 (1927); American Mineralogist, volume 062, pp (1977) ALTRE CARATTERISTICHE ED UTILIZZO: é un inosilicato; minerale molto raro, é uno dei pochi silicati dove é il titanio a sostituire il silicio nei tetraedri e non l' alluminio. Il suo unico impiego é come minerale da collezione per gli appassionati di sistematica

99 CLASSE MINERALOGICA: silicato GRUPPO: dimetrico SISTEMA: tetragonale (gruppo spaziale: I41/amd) ABITO: bipiramidale, prismatico DUREZZA: 7-7,5 PESO SPECIFICO: 4,00-4,70 COLORE: bruno-giallo, giallo-bruno, verde-giallastro, bruno-rosso, rosso, blu, nero ed incolore LUCENTEZZA: adamantina TRASPARENZA: da trasparente a traslucido SFALDATURA: debole prismatica STRISCIO: polvere bianca FRATTURA: irregolare GENESI: lo zircone si rinviene nelle pegmatiti e nelle rocce filoniane alcaline (rocce vulcaniche basiche o femiche); si trova anche nelle rocce metamorfiche ed in depositi alluvionali GIACIMENTI: Norvegia, Pakistan, Russia, Canada (Sudbury, Ontario), USA (New Jersey, Colorado), Brasile (Pocos De Caldas), India e Sri Lanka CENNI STORICI: la sua storia come pietra preziosa è relativamente giovane, infatti lo zircone acquista importanza solo negli ultimi decenni come imitazione del diamante; prima veniva commercializzato con il nome di "diamante matara" ed era importato in Europa dallo Sri Lanka; solo alla fine del XVIII secolo nei "diamanti matara" fu scoperto l'elemento zirconio che diede poi il nome a questa specie mineralogica. Al giorno d'oggi si crea confusione tra zircone e zirconia cubica che è invece un prodotto sintetico con diversa formula chimica ALTRE CARATTERISTICHE ED UTILIZZO: è un nesosilicato, a volte fluorescente, spesso radioattivo (a causa della vicarianza tra zirconio ed uranio), ha dispersione 0,038 il cui valore è simile a quello del diamante (ha quindi un "fuoco" analogo). Dallo zircone si estrae zirconio (ed a volte anche elementi radioattivi); viene usato inoltre come refrattario, vetro speciale, abrasivo ed anticorrosivo in reattori atomici; lo zircone viene anche tagliato per fini gemmologici e deve il suo successo al fatto che per lucentezza e fuoco è un'ottima imitazione del diamante (anche se quest'ultimo ha una durezza molto più elevata ed è un minerale monorifrangente) INDIETRO

100 CLASSE MINERALOGICA: ossido GRUPPO: dimetrico SISTEMA: esagonale (gruppo spaziale: P63mc) ABITO: piramidale esagonale (a volte distorto); zincite si trova però principalmente massiva, fibrosa, lamellare e granulare in matrice DUREZZA: 4-5 PESO SPECIFICO: 5,5-5,7 (media 5,56) COLORE: arancio, giallo, giallo scuro, arancio-giallastro, arancio-verdastro, rosso (fino al cupo), bruno-rossastro, bruno LUCENTEZZA: da adamantina a submetallica TRASPARENZA: da traslucida a subtrasparente SFALDATURA: buona prismatica STRISCIO: polvere arancio-giallastra FRATTURA: concoide PLEOCROISMO: quasi impercettibile GENESI: : si forma per alterazione di rocce metamorfiche, ma ha anche genesi primaria (in vene) GIACIMENTI: il principale giacimento di zincite é negli Stati Uniti (New Jersey), ne troviamo in quantità minori in Colorado, Australia, Namibia, Polonia, Spagna e pure in Italia (Toscana) CENNI STORICI: descritto per la prima volta da Bruce nel 1810; il nome deriva dallo zinco, elemento che caratterizza questo minerale (dal tedesco zink ), e fu proposto da Haidinger (1845), ma solo nel 1920 Bragg ne decifrò la struttura cristallina ALTRE CARATTERISTICHE ED UTILIZZO: quantità fino al 7% di Mn sono ammesse nel reticolo cristallino di questo minerale, viene anche detto "ossido rosso di zinco"; il cristallo di zincite più grosso rinvenuto é di 5-6 cm; molto raramente presenta debole fluorescenza giallastra ai raggi UV; zincite viene prodotta sinteticamente (metodo idrotermale). Viene usato per l'estrazione di zinco, venduto come minerale da collezione (belle druse) e raramente impiegato in gioielleria (belle gemme sono nelle collezioni di vari musei) INDIETRO


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