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Le opere e gli atteggiamenti di Gesù ci fanno conoscere che Dio è vita. Che le nostre opere, i nostri atteggiamenti facciano sapere agli altri che credere.

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Presentazione sul tema: "Le opere e gli atteggiamenti di Gesù ci fanno conoscere che Dio è vita. Che le nostre opere, i nostri atteggiamenti facciano sapere agli altri che credere."— Transcript della presentazione:

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2 Le opere e gli atteggiamenti di Gesù ci fanno conoscere che Dio è vita. Che le nostre opere, i nostri atteggiamenti facciano sapere agli altri che credere in Lui è non avere timori, e che è necessario continuare a camminare, con gioia e speranza, verso la promessa di libertà, pienezza e vita. Gustavo Gutiérrez Testo: Giovanni 6, // 18 Tempo Ordinario –B- Musica: Chopin. Serenata cello e piano.

3 In quel tempo, quando la folla vide che Gesù non era più là e nemmeno i suoi discepoli, salì sulle barche e si diresse alla volta di Cafàrnao alla ricerca di Gesù. Lo trovarono di là dal mare e gli dissero: «Rabbì, quando sei venuto qua?». Gesù rispose loro: «In verità, in verità io vi dico: voi mi cercate non perché avete visto dei segni, ma perché avete mangiato di quei pani e vi siete saziati. Datevi da fare non per il cibo che non dura, ma per il cibo che rimane per la vita eterna e che il Figlio dell’uomo vi darà. Perché su di lui il Padre, Dio, ha messo il suo sigillo». La gente continua a cercare Gesù. Nasce una prima riflessione e un impegno per noi: Che cosa faccio io per incontrarmi con Gesù? Lo cerco? Perché lo cerco? Dove lo cerco ? Per trovarlo bisogna andare “dall’altra parte”. Quando Gesù si accorge che lo cercano per interesse, dice loro che c’è un alimento superiore, che è più conveniente, quello che dà la “vita eterna”. Non si riferisce “all’altra vita”. E’ un invito a un cambio di vita, a una forma di vita diversa dall’esistenza precedente.

4 Gli dissero allora: «Che cosa dobbiamo compiere per fare le opere di Dio?». Gesù rispose loro: «Questa è l’opera di Dio: che crediate in colui che egli ha mandato». Gesù dice che non si tratta di fidarsi solo delle proprie forze e delle proprie azioni, che ciò che è fondamentale e si aspetta da noi è: ere cristiani è credere in Gesù, abbandonare false sicurezze, lasciarsi trasformare da Lui. La fede in Gesù non ha niente a che fare con catechismi, formule, credi, riti, leggi morali... La fede in Gesù è non rimanere chiusi; è avanzare, rinnovarsi, crescere, costruire, condividere, vivere aperti al futuro. “La fede è un movimento che si impossessa della vita della persona e la fa diventare una marcia permanente” (Blank). Credere in Lui. Essere cristiani è credere in Gesù, abbandonare false sicurezze, lasciarsi trasformare da Lui. La fede in Gesù non ha niente a che fare con catechismi, formule, credi, riti, leggi morali... La fede è adesione personale a Gesù, al suo messaggio, al suo progetto, al suo modo e stile di vita. La fede in Gesù è non rimanere chiusi; è avanzare, rinnovarsi, crescere, costruire, condividere, vivere aperti al futuro. “La fede è un movimento che si impossessa della vita della persona e la fa diventare una marcia permanente” (Blank). La fede in Gesù dà significato a tutto ciò che faccio, a tutto quello che mi accade nella vita o solo mi “serve” nei momenti di problemi e di difficoltà?

5 Allora gli dissero: «Quale segno tu compi perché vediamo e ti crediamo? Quale opera fai? Il segno che Gesù offre è che ciò che importa è una vita in cui domini più di tutto la bontà, l’ affetto, il rispetto, la solidarietà, la giustizia, la compassione, l’amore. Così la vita si riempie di gioia e di senso e si cerca di risolvere non solo l’ingiustizia della fame materiale, ma molti dei problemi che fanno soffrire le persone. Quale segno do perché, vedendolo, le persone credano, abbiano vita e si sentano più contente? Qual è la mia opera?

6 I nostri padri hanno mangiato la manna nel deserto, come sta scritto: “Diede loro da mangiare un pane dal cielo”». Rispose loro Gesù: «In verità, in verità io vi dico: non è Mosè che vi ha dato il pane dal cielo, ma è il Padre mio che vi dà il pane dal cielo, quello vero. Infatti il pane di Dio è colui che discende dal cielo e dà la vita al mondo». Gesù sta parlando a giudei e perciò ci sono allusioni all’Antico Testamento. L’ evangelista stabilisce un contrasto tra ieri e oggi. Quello che è accaduto nel deserto è ormai superato con Gesù. La parola di Gesù è sempre novità, coerenza e coraggio. Gesù afferma in modo provocatorio che fu Dio e non Mosè a dare il pane vero, correggendo precetti e dottrine della Legge e dei Profeti.

7 Allora gli dissero: «Signore, dacci sempre questo pane». «Signore, dacci sempre questo pane». Gesù rispose loro: «Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà fame e chi crede in me non avrà sete, mai!». Spesso non vediamo, non capiamo e neppure riusciamo a supporre che abbiamo davanti ciò di cui abbiamo bisogno e che cerchiamo. Le parole e le azioni di Gesù sono speranza e luce per tutte le persone che si sentono affamate e assetate nel deserto della vita. Ci dice, per colmarci di gioia e fiducia, che Lui è la Forza e la Fonte nel nostro cammino.

8 E’ veramente cosa buona e giusta renderti grazie, è bello cantare per Te, sorgente di ogni bene. Sei tu che doni vita e futuro a tutto ciò che esiste: apri la tua mano e sazi ogni creatura. Il pane che noi mangiamo è dono dell’intero cosmo. E’ il pane del nostro pellegrinaggio, pane incompiuto che tu riempirai di speranza. Il pane che noi spezziamo è la memoria vivente del tuo Figlio. Per amore egli è venuto, d’amore è vissuto. Egli ci ha insegnato a dare il pane a chi ha fame e ad accendere fame di altro in chi è sazio di pane. Ci ha insegnato a fidarci, come l’amore si fida e a fare di ogni cosa dei sacramenti di comunione, a trasformare il “mio” in “nostro” a non accumulare tesori di illusione che i tarli divorano tesori sempre rubati alla fame di altri.. /.

9 Fa’ o Signore che non ti cerchiamo solo per il pane ma per la tua Parola che affascina e consola, che ferisce e divampa, fiamma delle cose e della storia. Giorno per giorno, dolcemente e tenacemente bussa alla nostra ansia di vivere liberandoci dalle false fami, dai desideri inutili e rendici persone essenziali come le tue creature piccole e felici, come i fiori, come gli uccelli, come il pane. Pane trovato nella terra, pane fatto dalle mani, pane di lacrime, pane dal sapore umano, pane guadagnato a caro prezzo, pane della nostra convivenza. Donaci Signore il pane, la vita, la gioia, perché per il pane, per la vita, per la gioia tu ci hai creati. E allora tutte le creature che ti cercano che su questa terra amano e sperano ti pregheremo con le parole della fede che Cristo ci ha insegnato: Abbà, Padre. Ermes Ronchi


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