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LUSO DI BEVANDE ALCOLICHE NELLE DONNE IN GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO: ABITUDINI DI CONSUMO, PERCEZIONE DEI RISCHI E SPERIMENTAZIONE DI INTERVENTO. Indagine.

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Presentazione sul tema: "LUSO DI BEVANDE ALCOLICHE NELLE DONNE IN GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO: ABITUDINI DI CONSUMO, PERCEZIONE DEI RISCHI E SPERIMENTAZIONE DI INTERVENTO. Indagine."— Transcript della presentazione:

1 LUSO DI BEVANDE ALCOLICHE NELLE DONNE IN GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO: ABITUDINI DI CONSUMO, PERCEZIONE DEI RISCHI E SPERIMENTAZIONE DI INTERVENTO. Indagine nel territorio dellAz. ULSS n. 9 di Treviso Dottoranda: Bazzo Stefania Docente: prof.ssa Czerwinsky Domenis Loredana Anno Accademico 2008/2009 – Secondo anno

2 PREMESSA Il consumo di bevande alcoliche durante la gravidanza e lallattamento può avere conseguenze anche gravi sulla salute del feto, del neonato e del bambino. Gli effetti delluso di alcolici rientrano in uno spettro di patologie e disabilità denominate Disturbo dello Spettro Fetale Alcolico (FASD), la cui manifestazione più evidente è la Sindrome Alcolica Fetale (FAS). Sebbene la probabilità di effetti dannosi aumenti in relazione allentità del consumo, la ricerca scientifica non ha ancora individuato una quantità di alcol che si possa ritenere completamente sicura e priva di ogni rischio. Pertanto, attualmente lunico modo per combattere la FASD sembra essere lastensione totale dallalcol in gravidanza e allattamento. Al fine di modificare i comportamenti di consumo in gravidanza e allattamento, sono ritenuti necessari interventi di prevenzione universale e selettiva, rivolti alla popolazione generale e alle donne in particolare.

3 OBIETTIVI Rilevare i consumi alcolici a rischio in gruppi specifici di popolazione femminile, attraverso la somministrazione di uno strumento di identificazione validato (questionario A.U.D.I.T.). Effettuare una sperimentazione pilota di un intervento informativo breve, finalizzato a modificare i comportamenti di consumo in gravidanza e allattamento. DESTINATARI Donne in età fertile, in gravidanza e allattamento residenti nel territorio dellAzienda ULSS n. 9 di Treviso.

4 1.RILEVAZIONE PRELIMINARE CON OPERATORI SOCIO - SANITARI Dissonanza tra dato scientifico e percezione del fenomeno in merito alla questione alcol (consumo – abuso). Studio descrittivo con questionario autosomministrato. Destinatari: operatori socio – sanitari ospedalieri e territoriali dellAzienda ULSS 9, che sono in contatto con donne in gravidanza e allattamento. Indagine su intera popolazione (300 operatori coinvolti). Scarsa rilevanza attribuita al consumo di alcol nelle donne in gravidanza e allattamento. AZIONI Attenzione alluso di alcolici nelle adolescenti e giovani donne, in previsione di gravidanze future. Risultati

5 2. STUDIO DESCRITTIVO SUI CONSUMI ALCOLICI DI GIOVANI DONNE IN ETÀ FERTILE Studio descrittivo con somministrazione del test per lidentificazione dei consumi a rischio (A.U.D.I.T. – C). Destinatari: adolescenti frequentanti il terzo anno di scuola media inferiore (maschi e femmine per un totale di 500 soggetti). diciottenni frequentanti i corsi per conseguire la patente di guida (maschi e femmine per un totale di circa 500 soggetti). Indagine su campione rappresentativo di popolazione (randomizzazione degli istituti scolastici e delle autoscuole). Analisi statistica dei dati. AZIONI

6 Questionario A.U.D.I.T. - C (Alcohol Use Disorders Identification Test - OMS) 1. Con quale frequenza consumi una bevanda che contiene alcol? Risultati – Studenti del terzo anno di scuola media inferiore 1 o 2 (0 punti)3 o 4 (1 punto) 5 o 6 (2 punti)7 o 9 (3 punti)10 o più (4 punti) mai (0 punti)meno di 1 volta al mese (1 punto) 2-4 volte al mese (2 punti) 2-3 volte a settimana (3 punti) 4 o più volte a settimana (4 punti) 2. Quanti bicchieri standard di bevande alcoliche consumi in media al giorno? 3. Con quale frequenza ti è capitato di bere 6 o più bicchieri di bevande alcoliche in ununica occasione? mai (0 punti)meno di 1 volta al mese (1 punto) 1 volta al mese (2 punti) 1 volta alla settimana (3 punti) ogni giorno o quasi (4 punti) Numerosità del campione: 252 ragazze, 315 ragazzi. Adattamento del test A.U.D.I.T. alla specificità di rischio del target. Studentesse: circa 1 su 3 risulta avere delle abitudini di consumo a rischio. Di queste il 56% a basso rischio (punteggio 1), il 44% a rischio più elevato (punteggio da 2 in su).

7 3. SPERIMENTAZIONE PILOTA DI UN PERCORSO INFORMATIVO BREVE PER DONNE IN GRAVIDANZA Destinatari: donne in gravidanza frequentanti i corsi in preparazione al parto. Intervento sperimentale con gruppo sperimentale e gruppo di controllo (circa 80 soggetti per gruppo). Tipologia di intervento: intervento breve. Valutazione tramite pre-test e post-test. Test di identificazione dei consumi a rischio (A.U.D.I.T. – C) adattato alla specificità del target. AZIONI


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