La presentazione è in caricamento. Aspetta per favore

La presentazione è in caricamento. Aspetta per favore

LA CENTRALE DEI RISCHI Universit à Luiss Guido Carli – Roma Universit à Luiss Guido Carli – Roma 10 maggio 2013 10 maggio 2013.

Presentazioni simili


Presentazione sul tema: "LA CENTRALE DEI RISCHI Universit à Luiss Guido Carli – Roma Universit à Luiss Guido Carli – Roma 10 maggio 2013 10 maggio 2013."— Transcript della presentazione:

1 LA CENTRALE DEI RISCHI Universit à Luiss Guido Carli – Roma Universit à Luiss Guido Carli – Roma 10 maggio maggio 2013

2 AGENDA LA CONDIVISIONE DEI MICRODATI SUL CREDITO I SISTEMI DI CREDIT REPORTING I SISTEMI DI CREDIT REPORTING LE FINALITA DELLA CENTRALE DEI RISCHI LE FINALITA DELLA CENTRALE DEI RISCHI IL QUADRO NORMATIVO DI RIFERIMENTO IL QUADRO NORMATIVO DI RIFERIMENTO IL FUNZIONAMENTO IL FUNZIONAMENTO I SERVIZI PER GLI INTERMEDIARI I SERVIZI PER GLI INTERMEDIARI GLI UTILIZZI DEI DATI CR GLI UTILIZZI DEI DATI CR LA CR IN CIFRE LA CR IN CIFRE

3 per i singoli intermediari: più efficiente impiego delle risorse, migliore qualità dei portafogli per la clientela meritevole: più agevole accesso al credito in termini di quantità e prezzo per il sistema: miglioramento dei livelli di concorrenza,efficienza e stabilità attenua il problema delladverse selection disincentiva comportamenti di moral hazard riduce le rendite informative La condivisione dei microdati sul credito

4 I sistemi di credit reporting I sistemi di credit reporting Secondo la proprietà Credit reporting pubblici (Centrali dei rischi) e privati (Credit bureaus) La scelta è di tipo empirico Secondo la tipologia di informazioni Credit reporting positivi, negativi (black list), full data model Secondo la finalità economica Credit reporting for profit e non profit

5 5 Privati presenti soprattutto nei paesi di civil-law gestiti da soggetti pubblici (la Banca Centrale o altro organismo di supervisione) con lobiettivo di tutelare la stabilità del sistema finanziario partecipano obbligatoriamente banche e finanziarie raccolgono dati sui prestiti e le loro caratteristiche forniscono solo informazioni oggettive presenti soprattutto nei paesi di common-law gestiti da soggetti privati su base volontaria partecipano banche, finanziarie e altri operatori raccolgono dati dettagliati sui prestiti e altre informazioni presenti in banche dati pubbliche (es. protesti). forniscono informazioni oggettive e servizi aggiuntivi (es. sistemi di scoring del portafoglio). sono specializzati nel comparto del credito al consumo e alle piccole imprese. I sistemi di credit reporting Pubblici

6 I Sistemi di credit reporting in Italia Sistemi privati (SIC) CRIF, CTC, EXPERIAN, ASSILEA T.U. Privacy (D.lgs. 196/03) Codice deontologico SIC (2005) Sistema pubblico (CR BI)

7 I sistemi di credit reporting: PCRs v/ PCBs

8 I sistemi di credit reporting secondo la proprietà

9

10 10 Iniziative internazionali Forte richiesta di utilizzo dei micro dati sul credito delle CR nazionali (e di altri data base) per finalità statistiche, di politica monetaria, di supervisione in ambito ESCB JTF on credit registers (2012/2013) JTF on Analytical credits datasets (2013/2014) Strategia di Breve e M/L periodo to meet the ESCB and SSM micro data needs Alcuni temi da affrontare Le CR come fonte informativa per la vigilanza europea Obbligatorietà delladesione degli intermediari alle CR e dellutilizzo dei dati per le valutazioni del merito creditizio della clientela Processo di convergenza delle CR esistenti (perimetro, copertura fenomeni, attributi e contenuto dei dati), eventuale creazione di CR nei Paesi che non ne dispongono Ruolo delle CR private Verso un sistema federato europeo delle CR?

11 11 Iniziative internazionali Definizione in ambito World Bank - BIS di standards internazionali in materia di credit reporting General Principles for Credit Reporting (september 2011) Assessment Methodology for the General Principles for Credit Reporting (march 2013)

12 Le finalità della Centrale dei rischi Le finalità della Centrale dei rischi Assicura: agli intermediari, informazioni utili per la valutazione e il monitoraggio del rischio di credito alla Banca dItalia, informazioni utili per lespletamento delle funzioni istituzionali (vigilanza, ricerca economica) Stabilità del sistema Sana e prudente gestione degli intermediari Sistema informativo sulle relazioni di credito

13 Interesse pubblico Cornice normativa di rango primario e secondario, coerenti con le best practice e con gli standard internazionali sulla materia. Essa tiene conto dellesigenza di ridurre, ove possibile, il reportig burden per gli intermediari Capacità impositiva Potere sanzionatorio Continuità e stabilità del servizio Flessibilità in relazione alle esigenze informative del sistema Il quadro normativo di riferimento Il quadro normativo di riferimento

14 I tre livelli della regolamentazione Legislatore D. Lgs. 385/93 (Testo unico bancario) D. Lgs. 196/03 (Testo unico sulla Privacy) L. 130/99 recante Disposizioni sulla cartolarizzazione dei crediti Comitato interministeriale per il credito e il risparmio Delibera C.I.C.R. del , ora Decreto MEF dell Banca dItalia Istruzioni per gli intermediari (circ. 139/91) Provv. del Obbligo di partecipazione delle società finanziarie Istruzioni per la settorizzazione economica (Circ. 140/91)

15 Il Trattamento dei dati riservati Il trattamento di dati personali da parte di privati o enti pubblici economici è ammesso con il consenso espresso dell interessato (art. 23) Linteressato ha diritto di conoscere i dati che lo riguardano, chiederne la cancellazione, la rettifica.Ha altresì il diritto di opporsi, in tutto o in parte, al trattamento stesso (art. 7) La Banca dItalia, in quanto ente pubblico non economico, non necessita del consenso dellinteressato per il trattamento dei dati. Linteressato non può esercitare nei confronti della Banca dItalia i sopra citati diritti in quanto i dati CR sono richiesti per finalità di controllo degli intermediari e dei mercati creditizi e finanziari e di tutela della loro stabilità (artt. 8 e 23) Gli intermediari sono tenuti a comunicare i dati alla C.R. in base a obblighi di legge (T.U.B.) e pertanto non necessitano del consenso dellinteressato (art. 24) Previsioni Deroghe Il D. lgs. 196/03

16 RISERVATEZZA DEI DATI CR NON SUSSISTONO ESIGENZE DI RISERVATEZZA NEI CONFRONTI DEI DIRETTI INTERESSATI LA BANCA DITALIA E GLI ENTI SEGNALANTI POSSONO COMUNICARE AI TERZI I DATI DELLA CENTRALE DEI RISCHI A QUESTI ULTIMI RIFERITI GLI INTERMEDIARI FORNISCONO I DATI DA LORO STESSI SEGNALATI E LA POSIZIONE GLOBALE DI RISCHIO PRESENTE NEL FLUSSO DI RITORNO RICEVUTO DALLA CR LA BANCA DITALIA FORNISCE IL DETTAGLIO DELLE SEGNALAZIONI PRODOTTE DA CIASCUN INTERMEDIARIO (circa istanze di accesso annue ) La Delibera CICR del

17 La responsabilità nel trattamento dei dati CR Intermediari segnalanti Esattezza e aggiornamento dei dati segnalati Correzione immediata degli errori (inserimenti, cancellazioni, modifiche) Banca dItalia Corretto funzionamento delle procedure di elaborazione/aggregazione dati Acquisizione nel continuo delle rettifiche e, se riferite alle ultime 36 rilevazioni, comunicazione della posizione rettificata a tutti gli intermediari interessati Il trattamento dei dati da parte della CR come attività pericolosa ex art c.c. Gli ordini giurisdizionali diretti alla Banca dItalia (es. ordine di cancellazione di una segnalazione a sofferenza) Ottemperanza tempestiva agli ordini dellAG

18 Banche italiane (comprese le filiali estere) Filiali italiane di banche estere Soc. finanziarie iscritte nellalbo ex art. 64 T.U. B.(*) Soc. finanziarie iscritte nellelenco speciale ex art. 107 T.U.B.(*) Soc. Veicolo (SV) ex legge 130/99 ( per i crediti già segnalati in CR ) (*) Provvedimento della Banca dItalia del : Sono tenuti a partecipare alla CR gli intermediari che esercitano in via esclusiva o prevalente attività di finanziamento sotto qualsiasi forma. Sono esonerati gli intermediari finanziari per i quali lattività di credito al consumo rappresenti oltre il 50 % dellattività di finanziamento Il funzionamento Gli intermediari segnalanti Recepimento D.Lgs. 141

19 Il quadro normativo di riferimento Il quadro normativo di riferimento Decreto MEF dell ART. 2 Intermediari partecipanti Partecipano alla Centrale dei rischi: a)le banche iscritte nell'albo di cui all'art. 13 TUB e le società cessionarie di crediti di cui allart. 3 legge 30 aprile 1999, n Sono esonerati gli intermediari di minore complessità nel rispetto del principio di proporzionalità dellazione di vigilanza. La Banca d'Italia individua con proprio provvedimento i criteri di esonero in base alle caratteristiche operative, dimensionali e organizzative; b)le altre categorie di soggetti che la Banca d'Italia può individuare in relazione ai poteri ad essa attribuiti dalla legge di emanare disposizioni nei loro confronti per il contenimento del rischio di credito. ART. 4 Caratteristiche e utilizzo dei dati - Omissis - 3. Nel caso di gruppi bancari di cui allarticolo 60 TUB, alla capogruppo e alle banche e società finanziarie estere del gruppo è consentito conoscere, secondo le modalità stabilite dalla Banca dItalia, i dati della Centrale dei rischi di nominativi di loro interesse, solo per finalità connesse con lassunzione e la gestione del rischio di credito. La Banca dItalia può subordinare laccesso ai dati alla comunicazione delle informazioni sul nominativo per il quale è interrogata la Centrale dei rischi.

20 I Soggetti segnalati Sono segnalabili tutte le tipologie di clienti, indipendentemente dalla loro natura, dallattività svolta, dalla residenza in Italia o allestero purché abbiano unautonomia decisionale e contabile. I soggetti segnalati sono quindi: persone fisiche persone giuridiche (società private/enti pubblici) altri organismi La corretta identificazione anagrafica del cliente (CF e numero REA) è alla base del processo segnaletico e dellaffidabilità dei dati registrati in CR Il funzionamento CODICE CENSITO

21 Forme di coobbligazione ovvero relazioni di tipo giuridico tra più soggetti solidalmente responsabili nelladempimento delle obbligazioni assunte verso gli intermediari. Le coobbligazioni rilevate sono: Le cointestazioni Le società di persone (e le SaS/SAPA) Altre forme di collegamento (garante-garantito, cedente-ceduto) sono presenti nelle segnalazioni di rischio. I Legami Il funzionamento

22 Informazioni positive e negative sui rapporti di credito e di garanzia di ciascun cliente (singolarmente o in cointestazione) in essere nellultimo giorno del mese Soglia di censimento: euro per gli impieghi vivi ( euro fino a dicembre 2008) i crediti in sofferenza e i passaggi a perdita di crediti in sofferenza devono essere segnalati qualunque sia il loro ammontare Oggetto della segnalazione Il funzionamento

23 Le segnalazioni di rischio hanno frequenza mensile (rilevazione mensile) Linformazione qualitativa sui passaggi a sofferenza e la ristrutturazione dei crediti è segnalata nel continuo entro 3 gg. dalla delibera (rilevazione inframensile di status). Le rettifiche di dati errati sono comunicate nel continuo, appena l'errore è individuato Periodicità della segnalazione Il funzionamento Visibilità dei dati CR Per gli intermediari: ultime 36 date contabili Per la BI, la magistratura e i soggetti segnalati: senza limite (dal 1/89)

24 A1 G P1 C AA1 H P1 C C P2 C C E Q1 D A1 C C C Cred. per cassa - op. in pool - totale Cred. per cassa - op. in pool - azienda partecipante Cred. per cassa - op. in pool - azienda capofila Operazioni effettuate per conto terzi Garanzie connesse con oper. di natura Finanziaria Garanzie connesse con oper. di natura Comm.le Rischi a revoca Rischi a scadenza 1.1 Rischi autoliquidanti Sofferenze Finanziamenti a procedura concorsuale e altri 1 - CREDITI PER CASSA 2 - CREDITI DI FIRMA 3 - GARANZIE RICEVUTE 5 - SEZIONE INFORMATIVA LocalizzazioneDurata originariaDurata residuaValutaImport/exportTipo attivitàCensito collegatoStato del rapportoTipo garanziaFenom. correlatoaccordatoAccordato operat.UtilizzatoSaldo medio Valore intrinsecoAltri importiValore garanziaImporto garantito I R1 MZ L Crediti ceduti a terzi Sofferenze - crediti passati a perdita Rischi autoliquidanti - crediti scaduti Cred. Acq.ti da client. non interm. - deb. ceduti BB1 F P2 4 - DERIVATI FINANZIARI B B1 B B Q.Tà del credito M M M M Rapporti contestati - incaglio - ristrutturato - scaduti/sconfinanti - in bonis Rapporti non contestati - incaglio - ristrutturato - scaduti/sconfinanti - in bonis CATEGORIE DI CENSIMENTO MODELLO DI RILEVAZIONE DEI RISCHI (IN VIGORE DA GIUGNO 2010) VARIABILI DI CLASSIFICAZIONE CLASSI DI DATI

25 finanziamenti (fido concesso, importo erogato) garanzie reali e personali rilasciate allintermediario (importo garantito, valore della garanzia) garanzie rilasciate dallintermediario a favore della clientela altre informazioni (qualità del portafoglio anticipato) regolarizzazioni dei ritardi di pagamento e estinzioni delle sofferenze Le informazioni sui rischi Le informazioni positive

26 sofferenze incagli Informazioni soggettive sul cliente (+ incagli oggettivi ) Informazioni oggettive sulla linea di credito (senza soglia, senza compensazione) Il default nei dati CR crediti ristrutturati scaduti o sconfinamenti persistenti da più di 90/180 giorni Le informazioni sui rischi

27 garantire una più compiuta rappresentazione delle relazioni di credito accrescere la trasparenza nel rapporto banca-cliente assicurare un migliore raccordo tra le informazioni sul default della Centrale dei rischi e le partite deteriorate rilevate nelle segnalazioni statistiche di vigilanza Le informazioni sui rischi Gli interventi dellultimo triennio hanno avuto lobiettivo di

28 Evidenza della pendenza di una contestazione presso unautorità (Autorità giudiziaria, Garante della Privacy o altra preposta alla risoluzione stragiudiziale delle controversie con la clientela) in posizione di terzietà rispetto alle parti. La contestazione è riferita a qualsiasi aspetto del rapporto che abbia riflessi sulla segnalazione di Centrale dei rischi. 1. I CREDITI CONTESTATI Le informazioni sui rischi

29 Gli intermediari devono informare per iscritto il proprio cliente e i suoi coobbligati (garante, soci illimitatamente responsabili) la prima volta che lo segnalano a sofferenza Non integra gli estremi di una richiesta di consenso al trattamento dei dati. Le informazioni sui rischi. 2. Informativa su PRIMA SEGNALAZIONE A SOFFERENZA

30 in caso di RIFIUTO DI CREDITO BASATO SUI DATI CR (art. 125 tub, 2° comma) su PRIMA SEGNALAZIONE DI INFORMAZIONI NEGATIVE (art. 125 tub, 3° comma) 3. al CONSUMATORE EX ART. 125 TUB 3. Informativa al CONSUMATORE EX ART. 125 TUB Scaduti/sconfinamenti persistenti Crediti ristrutturati Sofferenze Le informazioni sui rischi

31 Differenze nelle logiche di rilevazione dei dati ai fini CR e di Vigilanza portano ad escludere dalle attivit à deteriorate di vigilanza talune esposizioni segnalate in CR come scadute/sconfinanti in via continuativa (deroghe prudenziali per alcuni portafogli, possibilita di compensazioni nell approccio per debitore, soglia di rilevanza del 5%) Il dettaglio informativo della qualit à del credito evidenzia se un credito qualificato anomalo in base alla normativa CR rientri o meno tra le attivit à deteriorate ai fini di vigilanza La qualifica di credito deteriorato è utilizzata solo negli sfruttamenti interni alla Banca d Italia (cfr. anche partite incagliate). Non e quindi presente nei flussi di dati nominativi restituiti dalla BI agli intermediari (flusso di ritorno e prima informazione) Le informazioni sui rischi 4. La qualità del credito: uninformazione per i soli utenti BI

32 CENTRALE DEI RISCHI INTERMEDIARI CREDITIZI E FINANZIARI Segnalazione mensile di rischio informazioni a richiesta (prima informazione) Rettifiche Segnalazioni inframensili flusso di ritorno mensile flusso di ritorno inframensile I Servizi per gli intermediari

33 periodici Prima informazione/Servizio di informazione periodica Flusso su posizione globale di rischio - relativa alle ultime 24 o 36 rilevazioni - della clientela effettiva (ma non segnalata) o potenziale. Flusso mensile su posizione globale di rischio di una lista di soggetti non segnalati, riferito allultima data contabile rilevata. a richiesta I Servizi per gli intermediari Flussi di ritorno personalizzati Prodotti statistici Flusso mensile con il quale gli intermediari ricevono per ciascun nominativo segnalato e per i collegati la posizione di rischio globale. Informazioni mensili sulla struttura del mercato del credito. Tassi di decadimento dei crediti per cassa.

34 Flusso di ritorno personalizzato Per ogni affidato Codice censito e dati anagrafici Posizione parziale di rischio Posizione globale di rischio, vs finanziarie, vs gruppo creditizio Dati sullandamento del rapporto: - sconfinamento e margine disponibile per tipo di rischio - N. di enti segnalanti (totali, per la 1^ volta, che non segnalano più, sofferenza) - N. di prime informazioni per richiesta fido negli ultimi 6 mesi - Presenza di garanti Sui collegati/coobbligati (es. garantiti, ceduti/cointestazioni/cointestatari, soci/società) Codice censito e dati anagrafici Posizione globale di rischio da maggio 2012 informazioni sulle regolarizzazioni dei ritardi nei pagamenti relativi ai finanziamenti a scadenza e sul venir meno degli sconfinamenti persistenti nei finanziamenti revolving.

35 I tempi Disponibile nei primi giorni del secondo mese successivo alla data contabile di riferimento; è dato in input ai modelli aziendali di rating interni e ai sistemi di scoring automatici sul credito al consumo (cd. informazioni andamentali) La vista degli intermediari Gli intermediari partecipanti ricevono le informazioni con il medesimo livello di dettaglio con cui sono obbligati a produrle e dispongono di informazioni aggiuntive frutto di un mero calcolo della BI sui dati di input (ad es. sconfinamenti/margini disponibili). Non ricevono le informazioni sugli incagli e la qualità del credito, raccolte solo per fini di vigilanza. Flusso di ritorno personalizzato

36 Il servizio di Prima Informazione 1° Livello: dati del soggetto richiesto: Codice CR + dati anagrafici Posizione globale di rischio, vs Finanziarie, vs Gruppo creditizio Sconfinamento e Margine disponibile No. di enti segnalanti (totali, 1^ volta, non più, sofferenza) No. di Prime Informazioni per richiesta fido negli ultimi 6 mesi Presenza di garanti Codice CR + dati anagrafici di eventuali collegati/coobbligati 2° livello: dati dei collegati/coobbligati (garantiti,ceduti): Posizione globale di rischio Servizio a pagamento. Le tariffe dipendono dal livello della richiesta

37 Il servizio di informazione periodico Per ogni affidato non segnalato (ultima data contabile) codice censito e dati anagrafici posizione globale di rischio, vs finanziarie, vs gruppo creditizio dati sullandamento del rapporto: - sconfinamento e margine disponibile - N. di enti segnalanti (totali, 1^ volta, che non segnalano più, sofferenza) - N. di prime informazioni per richiesta fido negli ultimi 6 mesi - presenza di garanti codici censiti e dati anagrafici di eventuali collegati/coobbligati posizione globale di rischio dei collegati/coobbligati Il flusso è restituito con la stessa tempistica del flusso di ritorno personalizzato

38 Cosa: viene rilevato il cambiamento dello status del cliente Da A Impiego vivo Sofferenza Impiego vivo Ristrutturazione del credito Sofferenza Estinzione (perdita, rimborso e riclassificazione) Perché: per anticipare linformazione che sarà presente nella segnalazione mensile successiva al verificarsi dellevento Quando: entro 3 giorni lavorativi dalla delibera della sofferenza o della ristrutturazione del credito; appena disponibile, per lestinzione Flusso di ritorno: gli intermediari ricevono nel continuo linformazione qualitativa relativa al cambiamento dello stato del rapporto intervenuto sulla clientela di interesse La rilevazione inframensile di status La rilevazione inframensile di status

39 Flusso di ritorno statistico Gli intermediari ricevono un flusso di ritorno statistico elaborato sui dati nominativi della CR I dati sono articolati per: categorie di censimento variabili di classificazione attività economica della clientela classe di grandezza degli affidamenti caratteristiche degli intermediari segnalanti

40 LA SOFFERENZA RETTIFICATA - E uninformazione ricavata dalle segnalazioni dei singoli intermediari alla Centrale dei rischi - attiene allesposizione complessiva per cassa dellaffidato al fine di determinarne lo stato di sofferenza a livello di sistema - ai fini statistici è un concetto più robusto della singola segnalazione a sofferenza Flusso sul decadimento dei finanziamenti per cassa

41 Informazioni (numero di soggetti e importi) sul flusso delle sofferenze rettificate e sullo stock di impieghi vivi; il flusso è costruito considerando i soggetti che sono a sofferenza rettificata al tempo t ed erano a impiego vivo al tempo t-1; i dati sono riferiti alla clientela dellintermediario che riceve il flusso, allintero sistema, al totale delle banche e degli intermediari finanziari; i dati sono articolati per territorio, attività economica, classe di grandezza degli affidamenti; Le informazioni fornite possono essere usate per calcolare il tasso di decadimento dei prestiti, che si ottiene rapportando il flusso delle sofferenze rettificate rispetto allo stock degli impieghi vivi Flusso sul decadimento dei finanziamenti per cassa

42 Utilizzi dei dati CR UTILIZZO DELLE INFORMAZIONI CR PER LO SVOLGIMENTO DELLE FUNZIONI ISTITUZIONALI Ricerca economica Analisi della struttura dei mercati Vigilanza a supporto dellattività di analisi cartolare e ispettiva riguardante, in particolare: La rischiosità dei crediti Il grado di concentrazione del portafoglio prestiti

43 Ulteriori utilizzi DATI NOMINATIVI MAGISTRATURA PENALE ALTRE AUTORITA (es. Consob)/ ORGANISMI legittimati ex lege (Org. di comp. delle crisi da sovraindebitamento ex art. 18, 1° co. L.3/12) DIRETTI INTERESSATI DATI AGGREGATI UNIVERSITA, ENTI DI RICERCA PUBBLICAZIONI (es. Bollettino Statistico)

44 Bollettino Statistico

45 BIP on line

46

47 Austria, Belgio, Francia, Germania, Italia, Portogallo, Spagna, Repubblica Ceca e Romania Le Centrali dei rischi pubbliche di Austria, Belgio, Francia, Germania, Italia, Portogallo, Spagna, Repubblica Ceca e Romania hanno sottoscritto un Memorandum of understanding (MoU) per lo scambio di informazioni da fornire agli intermediari. Ciascuna centrale dei rischi riceve dalle altre informazioni sullindebitamento globale dei soggetti residenti e sui non residenti presenti nel proprio archivio Le informazioni riguardano i soggetti (diversi dalle persone fisiche) con un indebitamento globale, presso il sistema creditizio del paese che fornisce i dati, pari o superiore a euro. Le informazioni riguardano i crediti per cassa e i crediti di firma relativi a singoli debitori o a posizioni cointestate Le informazioni oggetto di scambio sono accessibili anche alle Banche Centrali e alle Autorità di Vigilanza dei paesi partecipanti, nonché ai diretti interessati che ne facciano richiesta Cooperazione tra le CR europee

48 I flussi per gli intermediari La Banca dItalia invia agli intermediari per i soggetti segnalati le informazioni ricevute dalle altre CR dell'UE (flusso di ritorno personalizzato) Gli intermediari possono chiedere alla CR informazioni su soggetti residenti in Italia o in uno degli altri paesi partecipanti agli scambi (prima informazione).

49 La Centrale dei rischi in cifre Intermediari partecipanti Intermediari partecipanti di cui finanziarie 472 di cui finanziarie 472 Soggetti affidati 11 milioni Soggetti affidati 11 milioni Segnalazioni mensili 14 milioni Segnalazioni mensili 14 milioni Richieste di prima informazione * Richieste di prima informazione * *media mensile *media mensile Dati a marzo 2013

50 GRAZIE PER LATTENZIONE! Tel Banca d'Italia Servizio R.E.S.


Scaricare ppt "LA CENTRALE DEI RISCHI Universit à Luiss Guido Carli – Roma Universit à Luiss Guido Carli – Roma 10 maggio 2013 10 maggio 2013."

Presentazioni simili


Annunci Google