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Tommaso Campanella Metafisica.

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Presentazione sul tema: "Tommaso Campanella Metafisica."— Transcript della presentazione:

1 Tommaso Campanella Metafisica

2 Riprende da Telesio l’universale animazione
delle cose,presupposto della magia.

3 La sensibilità come chiave di lettura del mondo, filo conduttore dell’universo
Sposta l’asse della conoscenza sulla SENSIBILITA’, poiché la vera sapienza è quella fondata sui sensi, i quali possono verificare, confutare e correggere ogni conoscenza incerta.

4 Di Telesio accetta anche gli studi fisici su
Caldo- freddo- massa corporea come elementi costitutivi degli esseri naturali

5 Nesso Causa-Effetto Il filosofo ritiene che, poiché gli esseri ,effetto dei 3 principi hanno la sensibilità, essendo essi degli effetti, deve esserci quindi sensibilità anche nelle cause

6 Ci deve essere quindi un’anima del mondo,
detentrice di tutte quelle potenze che vediamo nell’effetto, la quale lega tra loro tutte le cose naturali rivolgendole ad un unico scopo

7 Capito che la conoscenza si risolve modo l’anima conosce se stessa
nella sensibilità, bisogna capire in che modo l’anima conosce se stessa

8 L’anima, soggetto di conoscenza,
conosce attraverso il”sentire” le cose e , “sente” in forma innata (attraverso un sapere originario) se stessa. Quanto detto è la condizione di ogni conoscenza

9 Sappiamo inoltre che la sensazione è la
modificazione di uno stato, quindi l’ anima proprio in virtù della conoscenza originaria avverte i cambiamenti prodotti da cose esterne

10 E’ bene ricordare che questa conoscenza originaria
non è tipica dell’uomo ma appartiene a tutte le cose naturali,in quanto tutte sono dotate di sensibilità. Essa è però oscurata dalla conoscenza acquisita che deriva dalle cose esterne

11 Deriva quindi da questo ragionamento che ogni cosa è dotata di:
Una conoscenza acquisita che arricchisce ma allo stesso tempo offusca. Un sapere originario fondante e alla base di tutto.

12 Il sapere originario oltre ad essere il Fondamento della conoscenza ci porta anche A sentire le tre primalità dell’essere: - Potestà:condizione dell’essere e dell’azione di ogni cosa - Sapienza:ogni cosa è dotata della conoscenza di sé e della conoscenza delle altre cose - Amore:tutti gli enti amano il proprio corpo e desiderano conservarlo

13 Queste primalità sono limitate nelle Cose finite;dobbiamo quindi
Concludere che esistono anche tre primalità del non essere: Impotenza - Insipienza - Odio

14 In Dio solo, che è infinito le primalità non sono
limitate dal non essere. Dio possiede infatti solo le 3 primalità dell’essere attraverso le quali crea e governa il mondo

15 La città del Sole

16 Si delinea l’ideale perfetto di uno stato teologico universale
Si delinea l’ideale perfetto di uno stato teologico universale .L’inquadramento fantastico dell’opera è costituito dal racconto fatto dal nocchiere genovese della nave Colombo al cavaliere degli Ospedalieri riguardo al contatto avuto con una popolazione, che lo conduce alla città del Sole.

17 Questa città sorge su un colle ed è divisa in sette gironi,ognuno dei quali ha il nome di un pianeta.Vi si accede attraverso quattro porte, ciascuna orientata a un punto cardinale. Alla sommità della città vi è un tempio, al cui interno vi è un altare. Su questo ci sono due mappamondi, su uno è dipinto tutto il cielo, sull’altro la terra. Nell’altare si celebra un culto che è simile a quello del cristianesimo, tranne che nei sacramenti,e che è l’espressione di un religione naturale innata in tutti gli esseri viventi.

18 A capo della città è SOLE che ha il potere sia spirituale che temporale. Con lui cooperano tre principi che sono Potestà, Sapienza e Amore, i quali si occupano delle questioni militari, della scienza, dell’educazione e dell’unione di maschi e femmine. La gente dello Stato del Sole ha poi una filosofia comune, la comunità delle donne e di tutte le altre cose. Proprio per questo non possono donarsi nulla, poiché tutto hanno in comune e quindi quando uno ha bisogno tutti l’hanno. L’amico si riconosce tra loro nelle guerre, nella malattia e nella scienza dove si aiutano a vicenda

19 In più come noi abbiamo le virtù, essi l’offiziale, che può rappresentare Liberalità, Castità, Fortezza, ecc. Questi sono rappresentati da coloro che nelle scuole da fanciulli si vedevano predisposti a tali virtù. Bisogna poi dire che tutti gli uomini sono ritenuti uguali e si allevano allo stesso modo in tutte le arti. Dopo i 3 anni i fanciulli imparano la lingua e l’alfabeto e quattro vecchi li guidano e li insegnano. Dopo i 7 anni li conducono alle officine delle arti meccaniche e liberali e mirano l’inclinazione. Gli offiziali vengono poi eletti da quei quattro capi, che sanno bene chi è più adatto in quella virtù.

20 Tartaglione Maria Teresa
Lavoro svolto da Tartaglione Maria Teresa II L


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