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Il mito della biga alata Il mito del carro e dell'auriga (o della biga alata) tratta dal Fedro di Platone, serve a spiegare la teoria platonica della reminiscenza.

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Presentazione sul tema: "Il mito della biga alata Il mito del carro e dell'auriga (o della biga alata) tratta dal Fedro di Platone, serve a spiegare la teoria platonica della reminiscenza."— Transcript della presentazione:

1 Il mito della biga alata Il mito del carro e dell'auriga (o della biga alata) tratta dal Fedro di Platone, serve a spiegare la teoria platonica della reminiscenza dell'anima, un fenomeno che durante la reincarnazione produce ricordi legati alla vita precedente.

2 Il mito si apre con la presentazione dellanima come la potenza dinsieme di una pariglia alata e di un auriga. Lauriga raffigura la parte razionale, mentre la biga è trainata da due cavalli: uno bianco, nobile e buono, corrispondente al carattere spirituale dellanima; uno nero, irascibile, volto al mondo sensibile e imperfetto. Quindi gli esseri viventi si dividono in mortali e immortali: lanima dei primi si crea perdendo le ali e appigliandosi a un corpo, quella dei secondi, alata e quindi perfetta, costituisce le divinità che governano il mondo.

3 Lanima degli dei va in alto senza fatica, poiché non è corrotta, in quanto i cavalli sono buoni e la pariglia è equilibrata. Lanima dei viventi, invece, è in parte corrotta, infatti uno dei cavalli è maligno e va in basso e, quindi, la biga non riesce a raggiungere liperuranio, meta ambita da tutti.

4 Liperuranio, o mondo delle idee, costituisce unessenza incolore, informe e intangibile,che si raggiunge solo con il lògos e che scaturisce dalla scienza (conoscenza certa): ciò vuol dire che si contempla lessere e la verità e non il divenire.

5 Le anime dei mortali contemplano a fatica le verità delliperuranio, poiché sono distolte dallobiettivo a causa del cavallo nero. Le ali di ciascuna anima si nutrono delle realtà delliperuranio e non di doxa e, dato che quelle dei mortali non ci entrano in contatto, pian piano si staccano. In realtà, diventeranno uomini solo quelle che hanno contemplato qualche verità e più realtà avrà visto, migliore sarà lessere reincarnato.

6 Ogni mille anni avviene il giudizio delle anime: quelle che hanno perseguito una vita filosofica e, quindi, la sapienza, verranno premiate, cioè saranno innalzate alla giustizia; le altre punite, andando nelle prigioni sotterranee. Quando unanima ha superato positivamente il giudizio per tre volte, questa può tornare alliperuranio prima dei 10mila anni previsti. Coloro che hanno contemplato il mondo delle idee possono reincarnarsi in un uomo, le altre in animali. Perciò, lanima dei filosofi ritorna alata in un tempo minore, in quanto ricordano e contemplano le idee.

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