La presentazione è in caricamento. Aspetta per favore

La presentazione è in caricamento. Aspetta per favore

Italia ed Europa: scenario geo-economico Di Nicolò Rossetto – IUSS Pavia e ISPI Con il contributo di Matteo Verda Dicembre 2015.

Presentazioni simili


Presentazione sul tema: "Italia ed Europa: scenario geo-economico Di Nicolò Rossetto – IUSS Pavia e ISPI Con il contributo di Matteo Verda Dicembre 2015."— Transcript della presentazione:

1 Italia ed Europa: scenario geo-economico Di Nicolò Rossetto – IUSS Pavia e ISPI Con il contributo di Matteo Verda Dicembre 2015

2 Sommario Il panorama energetico dell’Unione europea L’Italia e gli altri stati membri La politica energetica europea L’Unione dell’energia e gli obiettivi al 2020 e al 2030 Conclusioni Bibliografia Geopolitica.info Roma dicembre 20152

3 1) Il panorama energetico dell’Unione europea L’Unione europea è un’associazione politico- economica che riunisce 28 stati europei, i quali hanno ceduto alle istituzioni comunitarie la sovranità su una serie di materie. La UE è una delle più grandi economie del mondo con un PIL di circa 13.500 miliardi di euro e una popolazione di circa 510 milioni di abitanti. 3Geopolitica.info Roma dicembre 2015

4 La UE è il 3° consumatore al mondo di energia primaria (1.640 Mtep nel 2012), dietro a Cina (2.890 Mtep) e Stati uniti (2.140 Mtep). La UE è il 1° importatore netto di energia primaria al mondo (930 Mtep nel 2012), molto più di Cina (470 Mtep) e Stati uniti (370 Mtep).  La UE si caratterizza per una forte dipendenza energetica (53,4% nel 2012), che trova somiglianze solo con i casi di Giappone e Corea del Sud. La UE presenta rispetto alle altre principali economie un paniere energetico relativamente bilanciato, con un moderato ricorso al carbone e un significativo uso del nucleare e del gas naturale. Significativo il ricorso alle fonti non rinnovabili diverse dall’idroelettrico. I combustibili fossili rappresentano comunque i ¾ dell’intero paniere energetico. 4Geopolitica.info Roma dicembre 2015

5 5

6 La dipendenza dalle importazioni è da attribuire all’elevato sviluppo economico dell’area e alla relativa scarsità della dotazione di fonti fossili, anche a seguito dello sfruttamento realizzato nei decenni passati. Ciò trova conferma nell’aumento del tasso di dipendenza, passato dal 43% del 1995 al 52,2% del 2005 e assestatosi negli ultimi anni attorno al 53%, in virtù del progressivo esaurimento dei giacimenti di idrocarburi nel Mare del Nord, della decrescente economicità delle miniere di carbone italiane, spagnole e dell’Europa centro-orientale e della difficoltà di sviluppare nuovi bacini di idrocarburi. Questa tendenza è solo in parte bilanciata dalla recente minore dinamica della domanda (il picco è stato toccato nel 2005-06) e dal maggiore ricorso alle fonti rinnovabili domestiche (sole, vento e biomasse). 6Geopolitica.info Roma dicembre 2015

7 7

8 IL paniere energetico della UE ha subito, e subisce tuttora, un graduale cambiamento per effetto dello sviluppo tecnologico, la dotazione di risorse, i prezzi delle materie prime energetiche e le politiche pubbliche. Negli anni ‘90 si è assistito a un calo dei combustibili solidi e alla crescita del peso del gas naturale. Poi è stato il petrolio ad accelerare la riduzione della sua quota, già iniziata negli anni precedenti. Dopo il 2005 la penetrazione del gas si è arrestata e, anzi, è leggermente diminuita, a favore di una ripresa dei solidi e, soprattutto, delle fonti rinnovabili (eolico, biomasse e solare in primis). 8Geopolitica.info Roma dicembre 2015

9 9

10 La UE storicamente importa molto petrolio e derivati. Tra gli anni ‘90 e i primi anni 2000 a ciò si sono aggiunte quote crescenti di gas naturale. La UE importa piccole quantità di elettricità dalla Russia e un certo ammontare di biomasse e biocarburanti da vari paesi. 10Geopolitica.info Roma dicembre 2015

11 Negli ultimi anni la UE ha visto crescere la sua dipendenza dalle importazioni di petrolio e, soprattutto, di carbone e gas. Per il petrolio vale l’89%, per il gas naturale il 66%, per i combustibili solidi il 42%. Nel complesso però l’aumento della dipendenza (linea viola) dopo il 2004-05 è stato modesto. 11Geopolitica.info Roma dicembre 2015

12 La Russia è la principale fonte esterna di energia per la UE, in particolare per petrolio (34%) e gas naturale (32%). Con riferimento a quest’ultimo, significativo è pure il ruolo della Norvegia. Nel caso del carbone vi è invece una pluralità di fornitori importanti. 12Geopolitica.info Roma dicembre 2015

13 L’energia disponibile per i consumi finali è stata di oltre 1.200 Mtep nel 2012, continuando il trend in leggera diminuzione iniziato dopo il 2005. Una volta tolti circa 100 Mtep per usi non energetici, il resto si ripartisce per circa 1/3 nei trasporti (32%), per circa ¼ negli usi industriali (26%) e per gli usi residenziali (26%), mentre il rimanente 1/7 viene usato nei servizi e nell’agricoltura e pesca (15%). Nel corso degli ultimi anni si notano alcuni andamenti piuttosto comuni tra le economie sviluppate: Crescente utilizzo dell’energia elettrica nei consumi finali (da 5,31 MWh pro capite nel 1995 a 6,12 nel 2012, pari a circa il 22% dei consumi finali); Stabilità nei consumi residenziali e del terziario, mentre sono in calo quelli dell’industria, soprattutto durante le recessioni del 2008-09 e del 2011-12; Dopo una forte espansione negli anni ’90-’00, anche i consumi nei trasporti sono in calo. 13Geopolitica.info Roma dicembre 2015

14 Flussi di energia nella UE nel 2012 (dati Commissione europea) 14Geopolitica.info Roma dicembre 2015

15 Si noti l’evidente calo dell’uso dei petrolio e derivati dopo il 2005-06. Si noti la scarsa correlazione tra la domanda di energia del residenziale e l’andamento economico. 15Geopolitica.info Roma dicembre 2015

16 La UE ha prodotto nel 2012 circa 3.300 TWh di energia elettrica grazie a una potenza installata pari a circa 950 GW. Di questa produzione, circa 2.800 TWh sono stati utilizzati per i consumi finali, ripartendosi in parti grosso modo uguali tra industria, residenziale e terziario. Limitato il peso dell’elettricità nei trasporti. Il mix di generazione è piuttosto bilanciato, con ampio uso dei combustibili solidi (28,4%) e del nucleare (26,8%). Seguono in crescita le rinnovabili (23,6%) e in calo il gas (17, 6%). Marginale il ruolo del petrolio e derivati e dei rifiuti. Da notare che negli ultimi anni la potenza installata è cresciuta più rapidamente della produzione, segnalando un più basso fattore di carico degli impianti. 16Geopolitica.info Roma dicembre 2015

17 17Geopolitica.info Roma dicembre 2015

18 Alcune altre importanti statistiche: La UE presenta una delle più basse intensità energetiche al mondo, circa 0,09 tep/1.000 $, e continuamente in calo (per gli USA vale 0,13 e per la Cina 0,33), cosa che consente il disaccoppiamento tra PIL e domanda di energia; Grazie al suo efficiente uso dell’energia, nonostante l’elevato reddito personale nella UE si utilizzano solamente 3,1 tep pro capite; Il settore energetico vale circa il 2,5% del PIL UE, al netto dell’autoproduzione presso i produttori industriali; La UE è responsabile di circa 3.500 milioni di tonnellate di CO 2 l’anno, ossia circa l’11% di quelle mondiali, e ha una tra le più basse intensità di carbonio pari a circa 0,25 t CO 2 /1.000 $; Grazie all’efficienza energetica e al crescente ricorso alle rinnovabili, le emissioni complessive di CO 2 sono in calo; I prezzi unitari dell’energia per i consumatori finali sono tra i più alti al mondo, in particolare se raffrontati agli Stati uniti. 18Geopolitica.info Roma dicembre 2015

19 Quando si analizza il panorama energetico europeo va tuttavia ricordato che gli stati membri della UE sono estremamente eterogenei tra di loro. Tale eterogeneità vale peraltro anche se ci si limita a guarda i paesi più grandi. Es.: L’Italia e il Regno unito hanno una popolazione e un reddito pro capite analogo, ma nel primo caso la dipendenza energetica vale l’80,8%, mentre nel secondo vale solamente il 42,2%. => Gli interessi dei vari stati membri possono divergere molto l’uno dall’altro e politiche pensate per alcuni paesi possono essere poco attraenti o adatte per altri. 19Geopolitica.info Roma dicembre 2015

20 20Geopolitica.info Roma dicembre 2015

21 21Geopolitica.info Roma dicembre 2015

22 22Geopolitica.info Roma dicembre 2015 Mix elettrico di alcuni paesi membri: elaborazioni su dati BP (2015)

23 2) L’Italia e gli altri stati membri L’Italia è uno dei maggiori consumatori di energia al mondo, sebbene negli ultimi anni la crisi economica, la terziarizzazione e la maggiore efficienza energetica abbiano causato un continuo calo della domanda di energia. Dopo il picco di 197,8 Mtep nel 2005, il consumo interno di energia è stato di circa 166,4 Mtep nel 2014 (MiSE 2015).  Siamo tornati ai livelli della metà anni ‘90. NB: i dati riportati provengono da diverse fonti non sempre perfettamente omogenee. Geopolitica.info Roma dicembre 201523

24 Geopolitica.info Roma dicembre 201524 Fonte: dati IEA.

25 Geopolitica.info Roma dicembre 201525 TPES in Mtep 1965-2014 – Fonte: elaborazione su BP(2015). Italia: evoluzione del paniere di fonti primarie

26 Non solo il consumo interno di energia è cambiato, ma nel tempo è mutato anche il peso delle varie fonti di energia. Il petrolio ha visto progressivamente ridursi il proprio ruolo e anche il gas naturale, dopo un’intensa crescita nei primi anni 2000 sta conoscendo una contrazione. Il ruolo del carbone e dell’idroelettrico (al netto delle fluttuazioni dovute alla piovosità) è piuttosto stabile. In crescita, ma da valori di partenza bassi il peso delle nuove rinnovabili (eolico, fotovoltaico e biomasse moderne). Petrolio e gas naturale hanno registrato quote analoghe attorno al 2011-12, ma più recentemente l’uso del gas è sensibilmente calato (crisi termoelettrico, stagioni miti). Geopolitica.info Roma dicembre 201526

27 Geopolitica.info Roma dicembre 201527 Fonte: IEA su 2012.

28 Geopolitica.info Roma dicembre 201528 L’evoluzione del paniere si può apprezzare ancora meglio se si guarda alla generazione elettrica, cresciuta molto negli ultimi decenni a seguito della progressiva elettrificazione dei consumi finali.

29 Geopolitica.info Roma dicembre 201529 Guardando al lungo periodo … Elaborazione Wikipedia su dati Terna.

30 Geopolitica.info Roma dicembre 201530 … e guardando al più recente passato.

31 Geopolitica.info Roma dicembre 201531 In ogni caso si registra eccesso di capacità installata, con i primi segnali di inversione del ciclo degli investimenti. Dati: Terna (2015).

32 Geopolitica.info Roma dicembre 201532 Anche il consumo di prodotti petroliferi è mutato in valore assoluto e in peso relativo dei vari prodotti. L’olio combustibile è ormai poco usato, mentre è elevata la domanda di diesel per autotrazione.

33 Il confronto con gli altri paesi europei Anche le altre principali economie europee hanno registrato negli ultimi anni un disaccoppiamento (decoupling) tra crescita economica e consumo interno di energia. Anche là, come in Italia, la crisi economica e la modificazione strutturale dell’economia hanno accentuato la riduzione dei consumi. Tuttavia, l’economia, la dotazione di risorse naturali e le politiche passate e attuali giustificano significative differenze, soprattutto con riferimento alla composizione del paniere.

34 Geopolitica.info Roma dicembre 201534 TPES in Mtep 1965-2014 – Fonte: elaborazione su BP(2015). Germania: evoluzione del paniere

35 Geopolitica.info Roma dicembre 201535 TPES in Mtep 1965-2014 – Fonte: elaborazione su BP(2015). Francia : evoluzione del paniere

36 Geopolitica.info Roma dicembre 201536 Regno Unito : evoluzione del paniere TPES in Mtep 1965-2014 – Fonte: elaborazione su BP(2015).

37 Geopolitica.info Roma dicembre 201537 Spagna : evoluzione del paniere TPES in Mtep 1965-2014 – Fonte: elaborazione su BP(2015).

38 Geopolitica.info Roma dicembre 201538 Polonia : evoluzione del paniere TPES in Mtep 1965-2014 – Fonte: elaborazione su BP(2015).

39 Le differenze possono essere ben apprezzate confrontando la ripartizione del paniere di fonti primarie per un singolo anno. Emerge chiaramente la peculiarità italiana, caratterizzata da assenza di energia nucleare, modesto contributo del carbone, elevata penetrazione del gas naturale e significativo ruolo delle rinnovabili (idroelettrico e fotovoltaico in primis). Proprio queste differenze e gli interessi che vi stanno dietro sono alla base delle difficoltà a sviluppare una politica energetica europea, che vada oltre una generica integrazione dei mercati europei e la difesa della concorrenza. Geopolitica.info Roma dicembre 201539

40 Geopolitica.info Roma dicembre 201540 2014 – Fonte: elaborazione su BP(2015). Media UE: olio 37%, gas 22%, carbone 17%, nucleare 12%, FER 12%.

41 Geopolitica.info Roma dicembre 201541 Oltre al paniere sbilanciato su alcune foni costose, l’Italia si caratterizza per una bassa intensità energetica, dovuta alla presenza di una forte industria leggera e un clima mite. Tonnellate equivalenti di petrolio ogni milione di dollari di PIL Tonnellate equivalenti di petrolio pro capite consumate in un anno 2014 – Fonte: elaborazione su BP(2015) e IMF(2015).

42 Geopolitica.info Roma dicembre 201542 Da notare che l’Italia è stata storicamente un paese a bassa intensità energetica. Anzi, è negli ultimi anni che questo valore ha smesso di migliorare sensibilmente, mentre altri paesi europei hanno registrato progressi importanti. Dati: ENEA (2014).

43 La dipendenza dalle importazioni Altra caratteristica strutturale dell’Italia è la forte dipendenza dalla importazioni nette di energia. Nel 2012 l’Italia ha registrato importazioni nette per circa 134 Mtep di energia (EC 2014), pari a circa l’81% dei consumi interni di energia. Tale valore è dovuto alla scarsità di fonti fossili prodotte nel nostro paese (produzione quasi nulla di carbone e modesta di petrolio e gas) e alla scarsa competitività del mix elettrico (circa il 15% del fabbisogno elettrico è importato). Tuttavia, negli ultimi anni questo valore è andato calando, a causa della diminuzione della domanda e della crescita della produzione da rinnovabili. Geopolitica.info Roma dicembre 201543

44 Geopolitica.info Roma dicembre 201544 Meno idrocarburi e più rinnovabili prodotte.

45 Geopolitica.info Roma dicembre 201545 1981-2014 – Fonte: elaborazione su BP(2015).

46 Geopolitica.info Roma dicembre 201546 Mtep

47 Geopolitica.info Roma dicembre 201547 Mtep

48 Geopolitica.info Roma dicembre 201548 mld $200920102011201220132014 petrolio415670696151 gas242630312720 carbone334432 totale6885104 9173 La riduzione della dipendenza, assieme al recente calo delle quotazioni delle materie prime, si è tradotto in una bolletta energetica più leggera. 2009-2014 – Fonte: elaborazione su UNCTADStats(2015).

49 49Geopolitica.info Roma dicembre 2015 Le infrastrutture di adduzione del gas naturale in Europa.

50 3) La politica energetica europea Progressiva “europeinizzazione” della politica energetica a partire dagli anni ‘90. Sviluppo per competenze “prossime”: mercato unico, ambiente, infrastrutture. Col Trattato di Lisbona (2009) la UE ottiene la competenza specifica in materia energetica (art.194 TFUE). Si fa salvo il diritto degli Stati Membri nello scegliere il proprio mix e nel definire il proprio approvvigionamento energetico, nonché nel decidere il livello di sfruttamento delle risorse energetiche proprie. Geopolitica.info Roma dicembre 201550

51 Oggi il diritto primario dell’Unione europea è stabilito dal Trattato di Lisbona (firma 13 dicembre 2007 - entrata in vigore 1 dicembre 2009), che ha modificato i precedenti trattati. La versione consolidata dei trattati si articola nel Trattato sull’Unione europea (TEU) e nel Trattato sul funzionamento dell’unione europea (TFUE). Ad essi si aggiunge il Trattato sull’Euratom, mentre il Trattato sulla CECA è scaduto nel 2002 e non è stato rinnovato. Dopo tale riforma “costituzionale”, sono numerosi i riferimenti all’energia nel TFUE. In base all’art. 4 TFUE, l’Unione ha competenza concorrente con quella degli stati membri in materia di energia, così come in materia di mercato interno, ambiente e reti trans-europee. 51Geopolitica.info Roma dicembre 2015

52 Maggiori dettagli si trovano nella Parte terza del TFUE, quella dedicata alle politiche e azioni interne dell’Unione (art. 26 e sgg.), dove il Titolo XXI è appunto dedicato all’energia. L’art. 194, l’unico del titolo e che riprende il testo del Trattato che adotta una Costituzione per l’Europa del 2004, definisce al primo paragrafo gli obiettivi della politica dell’Unione in materia di energia: “Nel quadro dell’instaurazione e del funzionamento del mercato interno e tenendo conto dell’esigenza di preservare e migliorare l’ambiente la politica dell’Unione nel settore dell’energia è intesa, in uno spirito di solidarietà tra Stati membri, a: a) Garantire il funzionamento del mercato dell’energia; b) Garantire la sicurezza dell’approvvigionamento energetico dell’Unione; c) Promuovere il risparmio energetico, l’efficienza energetica e lo sviluppo di energie nuove e rinnovabili, d) Promuovere l’interconnessione delle reti energetiche”. 52Geopolitica.info Roma dicembre 2015

53  La lettera del trattato conferma politiche che de facto già erano praticate dall’Unione, ma evidenzia altresì il contesto in cui questi obiettivi devo essere perseguiti: mercati concorrenziali aperti su base continentale, la sostenibilità ambientale e la solidarietà fra Stati membri. Il secondo paragrafo stabilisce il processo decisionale generale: “Fatte salve le disposizioni dei trattati, il Parlamento europeo e il Consiglio, deliberando secondo la procedura legislativa ordinaria, stabiliscono le misure per conseguire gli obiettivi di cui al paragrafo 1. Tali misure sono adottate previa consultazione del Comitato economico e sociale e del Comitato delle regioni.” => La lettera del trattato conferma il ruolo paritario di Parlamento e Consiglio nel decidere sulle proposte legislative avanzate dalla Commissione europea, secondo quella che prima si chiamava co- decisione. 53Geopolitica.info Roma dicembre 2015

54 Il paragrafo prevede però dei limiti chiari: “Esse [le misure] non incidono sul diritto di uno Stato membro di determinare le condizioni di utilizzo delle sue fonti energetiche e la struttura generale del suo approvvigionamento energetico, fatto salvo l’articolo 192, paragrafo 2, lettera c).” Il riferimento ci dice che in vari casi, tra cui appunto quello di decisioni che riguardano la scelta delle fonti energetiche, il Consiglio adotta misure deliberando all’unanimità secondo una procedura legislativa speciale e previa consultazione del Parlamento europeo, del Comitato economico e sociale e del Comitato delle regioni. => Si ribadisce il diritto degli Stati a scegliere il proprio paniere energetico, la struttura delle proprie forniture e lo sfruttamento delle proprie risorse energetiche. 54Geopolitica.info Roma dicembre 2015

55 Infine, il paragrafo tre conclude dicendo: “In deroga al paragrafo 2, il Consiglio, deliberando secondo una procedura legislativa speciale, all’unanimità e previa consultazione del Parlamento europeo, stabilisce le misure ivi contemplate se sono principalmente di natura fiscale.”  Si ribadisce la sovranità degli Stati in materia di fiscalità, cosa che ovviamente rende difficile scelte a livello comunitario. In questo senso la UE è meno “potente” di altri governi federali, che possono tassare l’energia. Anche la dimensione “esterna” della politica energetica risulta poco sviluppata. 55Geopolitica.info Roma dicembre 2015

56 Altri riferimenti all’energia all’interno del TFUE sono: Art. 122: “Fatta salva ogni altra procedura prevista nei trattati, il Consiglio, su proposta della Commissione, può decidere, in uno spirito di solidarietà tra Stati membri, le misure adeguate alla situazione economica, in particolare qualora sorgano gravi difficoltà nell’approvvigionamento di determinati prodotti, in particolare nel settore dell’energia.”  È possibile, ma non necessario, l’intervento dell’Unione in caso di problemi gravi nell’approvvigionamento di energia. Art. 170: “Per contribuire al raggiungimento degli obiettivi di cui agli articoli 26 e 174 e per consentire ai cittadini dell’Unione, agli operatori economici e alle collettività regionali e locali di beneficiare pienamente dei vantaggi derivanti dall'instaurazione di uno spazio senza frontiere interne, l’Unione concorre alla costituzione e allo sviluppo di reti trans- europee nei settori delle infrastrutture dei trasporti, delle telecomunicazioni e dell'energia.” => La UE partecipa alla realizzazione delle infrastrutture che permettono di collegare i mercati nazionali dell’energia, secondo le modalità definite degli artt. 171-172. 56Geopolitica.info Roma dicembre 2015

57 Il Trattato Euratom dà alcuni specifici obiettivi dell’azione comunitaria. All’art. 1 si legge: “La Comunità ha il compito di contribuire, creando le premesse necessarie per la formazione e il rapido incremento delle industrie nucleari, all'elevazione del tenore di vita negli Stati membri e allo sviluppo degli scambi con gli altri paesi.” Questi obiettivi, in linea con gli obiettivi del Trattato sulla CEE, sono poi meglio declinati in concreto nell’art. 2: “Per l'assolvimento dei suoi compiti, la Comunità deve, alle condizioni previste dal presente trattato: a) sviluppare le ricerche e assicurare la diffusione delle cognizioni tecniche, b) stabilire norme di sicurezza uniformi per la protezione sanitaria della popolazione e dei lavoratori e vigilare sulla loro applicazione, 57Geopolitica.info Roma dicembre 2015

58 c) agevolare gli investimenti ed assicurare, particolarmente incoraggiando le iniziative delle imprese, la realizzazione degli impianti fondamentali necessari allo sviluppo dell'energia nucleare nella Comunità, d) curare il regolare ed equo approvvigionamento di tutti gli utilizzatori della Comunità in minerali e combustibili nucleari, e) garantire, mediante adeguati controlli, che le materie nucleari non vengano distolte dalle finalità cui sono destinate, f) esercitare il diritto di proprietà che le è riconosciuto sulle materie fissili speciali, g) assicurare ampi sbocchi e l'accesso ai migliori mezzi tecnici, mediante la creazione di un mercato comune dei materiali e delle attrezzature speciali, la libera circolazione dei capitali per gli investimenti nucleari e la libertà d'impiego degli specialisti all'interno della Comunità, h) stabilire con gli altri paesi e con le organizzazioni internazionali tutti i collegamenti idonei a promuovere il progresso nell'utilizzazione pacifica dell'energia nucleare.” 58Geopolitica.info Roma dicembre 2015

59 4) L’Unione dell’energia e gli obiettivi al 2020 e al 2030 Terzo pacchetto Liberalizzazioni (2007-09). Pacchetto Energia-Clima per il 2020. Iniziative varie per l’efficienza energetica e la sicurezza.  Tre macro-obiettivi: mercato interno dell’energia (energia competitiva); sviluppo infrastrutture e trasparenza sui mercati (energia sicura); Ets e sussidi alle rinnovabili (energia sostenibile) Geopolitica.info Roma dicembre 201559

60 Geopolitica.info Roma dicembre 201560 La politica europea, così come la politica energetica degli altri paesi si può interpretare come un tentativo di risolvere il tri- lemma dell’energia, ponendo l’attenzione di volta in volta su uno dei tre corni del problema.

61 La UE è (grosso modo) in linea con gli obiettivi fissati per il 2020. Grazie anche alla crisi economica e ai forti sussidi elargiti alle rinnovabili, la UE già nel 2012 ha:  ridotto le sue emissioni clima-alteranti (-18% rispetto al 1990);  accresciuto il peso delle rinnvabili sui consumi finali lordi (14,1%);  contenuto la dinamica dei consumi rispetto all’andamento previsto (-12% circa). Nonostante i buoni risultati, la UE non è soddisfatta di quanto fatto e nell’ottica di garantire la sicurezza degli approvigionamenti, ridurre i costi per le famiglie e le imprese e garantire la sostenibilità ambientale tramite la decarbonizzazione quasi completa ha avviato un nuovo dibattito. Questo ha portato all’adozione di un primo accordo nel Consiglio europeo dell’ottobre 2014 sul quadro energia-clima al 2030. 61 Geopolitica.info Roma dicembre 2015

62 Elementi centrali di questo accordo (per ora non vincolante) sono: la riduzione delle emissioni di almeno il 40% entro il 2030 con obiettivi vincolanti per i singoli Stati Membri; una quata delle rinnovabili nei consumi lordi finali di almeno il 27% a livello di UE; la riduzione dei consumi energetici del 27% rispetto alle previsioni fatte nel 2007 (obiettivo indicativo). Si noti che l’accordo, raggiunto dopo mesi di negoziati, comprende una serie di misure compensative improntate su equità e solidarietà. L’accordo prevede anche un’attenzione alle interconnessioni fra gli Stati, in particolare tra quelli periferici. Eliminazione delle isole energetiche del gas e dell’elettricità. Sviluppo di una governance dell’energia (?) che sia affidabile, trasparente e priva di oneri amministrativi. Incentrata su Piani d’azione nazionali, essa dovrà permettere la coordinazione delle politiche nazionali, pur nel rispetto dell’autonomia degli Stati Membri 62

63 L’Unione dell’energia Idea sviluppata da D. Tusk nell’aprile 2014 a seguito dell’aggravarsi della crisi russo-ucraina. J.C. Junker riprende l’idea e la identifica come uno dei capisaldi della sua proposta politica. M. Sefcovic, nuovo vice-presidente della Commissione, accoglie e sostiene la proposta. Nel febbraio 2015 la Commissione europea presenta una comunicazione in merito, che il Consiglio europeo del marzo 2015 in parte accoglie. L’Unione dell’energia si basa su cinque dimensioni cardine: La sicurezza energetica, solidarietà e fiducia; Un mercato europeo pienamente integrato; L’efficienza energetica per moderare la domanda; De-carbonizzazione dell’economia; Ricerca, innovazione e concorrenza. 63

64 Pur citando gli obiettivi della sostenibilità e della competitività, è evidente la forte attenzione al tema della sicurezza. Il Consiglio europeo non sembra però incline ad accontentare le posizione più “spinte” di alcuni Stati membri dell’est Europa o della Commissione europea. Come per l’Unione bancaria, anche per l’Unione dell’energia il processo di europeizzazione non è semplice e lineare. 64

65 Aggiornamenti: Tour di Sefcovic (autunno 2015); Stato dell’Unione dell’energia (novembre 2015); Consiglio dei ministri Trasporti ed energia (novembre 2015); Attuazione degli obiettivi al 2020; Traduzione dell’accordo dell’ottobre 2014 in norme giuridiche; Conferenza ONU di Parigi sul cambiamento climatico (dicembre 2015). 65

66 5) Conclusioni L’Unione europea e l’Italia in particolare si è avviata su un percorso di bassa crescita economica, con progressiva terziarizzazione della struttura produttiva. La domanda di energia sta rallentando e registra un parziale disaccoppiamento dalla crescita economica. Questo rende più facile la de-carbonizzazione dell’economia e il perseguimento degli obiettivi climatici ed energetici. In questo quadro generale, permangono forti differenze tra gli stati membri che rendono difficoltosa l’attuazione di politiche comuni. La Commissione europea sta cercando di accrescere il suo ruolo nella definizione della politica energetica (europeizzazione), sfruttando il testo del Trattato di Lisbona e le sue competenze tecniche ed economiche, superiori a quelle di molti governi nazionali. Geopolitica.info Roma dicembre 201566

67 6) Suggerimenti bibliografici Commissione europea, Stato dell’Unione dell’energia, COM (2015) 572 finale; Commissione europea, Country Factsheet Italy, SWD (2015) 229; Unione europea, EU energy in figures. Statistical pocketbook, Lussemburgo (2015); ISPI, Focus Sicurezza energetica, nn. 21-22, Milano (2015) Rutten D., Energiewende: politica energetica e politica industriale, Energia, Bologna (2015); Ministero dello Sviluppo Economico, La situazione energetica nazionale nel 2014, Roma (2015); Geopolitica.info Roma dicembre 201567

68 Gestore dei Servizi Energetici, Rapporto statistico Energia da fonti rinnovabili – Anno 2013, Roma (2015); Rossetto N. (2015), L’energia in Europa al 2030: ambiente vs competitività?, in Verda M. (a cura di), Energia e geopolitica. Gli attori e le tendenze del prossimo decennio, Milano (2015). Commissione X della Camera dei Deputati, Indagine conoscitiva sulla strategia energetica nazionale e sulle principali problematiche in materia di energia, Roma (2014); Agenzia Internazionale dell’Energia, Energy policies of IEA countries – European Union 2014 Review, Parigi (2014); Geopolitica.info Roma dicembre 201568

69 Commissione europea, EU energy, transport and GHG emissions trends to 2050. Reference scenario, Lussemburgo (2014); Ministero dello Sviluppo Economico, Strategia energetica nazionale: per un’energia più competitiva e sostenibile, Roma (2013); Agenzia Internazionale dell’Energia, Energy policies of IEA countries – Italy 2009 Review, Parigi (2009). Buchan Davide, Energy and climate change: Europe at the Crossroads, Oxford (2009). 69Geopolitica.info Roma dicembre 2015

70 Per domande e commenti potete contattarmi a: nicolo.rossetto@dottorandi.iusspavia.it Per chi fosse interessato segnalo: www.sicurezzaenergetica.it www.ispionline.it/energywatch Si ringrazia Matteo Verda per alcuni grafici ed elaborazioni utilizzati. Grazie per l’attenzione. Geopolitica.info Roma dicembre 201570


Scaricare ppt "Italia ed Europa: scenario geo-economico Di Nicolò Rossetto – IUSS Pavia e ISPI Con il contributo di Matteo Verda Dicembre 2015."

Presentazioni simili


Annunci Google