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Scharnhorstgymnasium Hildesheim Liceo Statale G. Mazzini Napoli Progetto di scambio.

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Presentazione sul tema: "Scharnhorstgymnasium Hildesheim Liceo Statale G. Mazzini Napoli Progetto di scambio."— Transcript della presentazione:

1 Scharnhorstgymnasium Hildesheim Liceo Statale G. Mazzini Napoli Progetto di scambio

2 La cittadella di Santa Chiara con la sua Basilica ed il Monastero fu tra i primi complessi monastici ad essere eretti nel centro storico di Napoli. La sua fondazione avvenne nel 1310 per volere di Roberto DAngiò, re di Napoli, e della sua seconda moglie Sancia di Maiorca.

3 La Basilica con la sua imponente mole fu realizzata nelle forme del gotico provenzale, uno stile che le conferisce laspetto di una fortezza inespugnabile. La cultura gotica di Santa Chiara, infatti, è una cultura gotica- romanica influenzata anche dallappartenenza allordine francescano, dedito alla povertà ed alla preghiera: è priva dellabside ed ha una sola navata con cappelle laterali. Le forme di Santa Chiara, inoltre, non furono realizzate da architetti gotici come labside della Chiesa di San Lorenzo o la Chiesa di SantEligio al Mercato, ma da angioini meridionalizzati, che avevano subito linfluenza napoletana. La scelta di preferire una struttura caratterizzata del forte spessore delle murature, inoltre, fu determinata anche dalla nota sismicità della zona, dove le strutture a scheletro tipiche del gotico doltralpe avrebbero fatto correre maggiori rischi.

4 La fase di realizzazione del monastero si protrasse fino al 1340, anno in cui la Basilica fu consacrata e nel corso dei secoli subì molte trasformazioni, proprio a causa dei frequenti terremoti a cui seguirono interventi di restauro. Proprio in occasione di uno di questi interventi fu adeguata al gusto barocco, ma la chiesa barocca sarà completamente distrutta il 4 agosto 1943 a causa dei bombardamenti delle Fortezze volanti americane. Interno verso lingresso prima della guerra

5 Linsula monastica era circondata da mura e si poteva accedere solo attraverso due varchi, uno posto in Piazza del Gesù, laltro in via Santa Chiara, ma ospitando le monache di clausura non era accessibile ai laici. La cittadella francescana fu realizzata in una modalità atipica, costruendo due conventi contigui ma separati, uno femminile, relativo allordine di clausura delle clarisse ospitate nel chiostro grande maiolicato in epoca barocca, e laltro maschile ospitante i frati minori francescani che avevano lingresso posto allesterno. Tale concessione straordinaria, accordata nel 1317, fu dovuta ai buoni rapporti che intercorrevano tra la dinastia angioina e il papa francese Clemente V. Dopo la guerra, il bombardamento e lincendio della chiesa si ebbe lo scambio dei due chiostri: attualmente, infatti, il chiostro maiolicato ospita i frati francescani, anche se molti locali sono stati adibiti a nuove destinazioni duso come le celle monastiche dove sono ospitate le sale del Museo dellOpera.

6 Altare Maggiore Il monastero fino al settecento mantenne nel complesso il suo aspetto gotico. Nellepoca dei lumi e in particolare negli anni , si ebbe il radicale cambiamento del monastero e della Basilica; la chiesa, infatti, rivestita di stucchi e marmi, fu trasformata in un sontuoso edificio barocco e loriginale soffitto a carena rovesciato venne coperto da una volta decorata con affreschi di Giuseppe Bonito, Francesco De Mura e Paolo De Maio. Linterno verso lAltare Maggiore prima della guerra

7 Il Vaccaro, inoltre, poliedrico artefice del Barocco napoletano, capace di spaziare tra pittura, scultura e architettura, avvalendosi delloperato dei maestri riggiolari napoletani Donato e Giuseppe Massa, diede luogo alla trasformazione del chiostro trecentesco delle clarisse che assunse laspetto attuale, caratterizzato da viali con pilastri ottagoni e sedili maiolicati. Le riggiole, utilizzando i tipici colori della tradizione napoletana, il blu, il giallo ed il verde, aprono una finestra bucolica sulla Napoli settecentesca ed il suo regno, dando luogo così ad un unicum, un artificio barocco che dialoga con i colori circostanti – il blu del cielo, il giallo ed il verde del giardino e degli agrumeti – e che ha reso il chiostro celebre in tutto il mondo.

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10 Linterno verso lAltare Maggiore con i lavori di blindatura

11 Dopo limpatto delle bombe e degli spezzoni incendiari, divampò un rogo che, fomentato anche dalla presenza dei sacchi di sabbia dei blindamenti, durò fino al 10 agosto lasciando in piedi solo le mura perimetrali.

12 Il crollo delle strutture e lincendio dellenorme travatura lignea del tetto trecentesco e dellarmatura del settecentesco sottotetto ad incannucciata, causarono la perdita totale delle opere di De Mura, Bonito, Conca, Giovanni da Nola, oltre al danneggiamento gravissimo dei sepolcri tre e quattrocenteschi di Tino di Camaino, Pacio e Giovanni Bertini, Bamboccio da Piperno. Rovine

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14 Il restauro determinò non pochi problemi specialmente in merito alla scelta delle modalità di intervento. La basilica di Santa Chiara era divenuta uno dei simboli della città, limpatto psicologico sulla popolazione risultò vivissimo, e le fasi della ricostruzione furono complesse e, specialmente nelle fasi iniziali, non prive di discussioni metodologiche, affrontate, comunque, con una tempistica dettata dallemergenza e fortemente condizionate da una forte carica emotiva. trecentesca. Linterno della chiesa subito dopo lo spegnimento dellincendio

15 In un articolo pubblicato il 25 ottobre su Il Risorgimento, si legge: >. Linterno verso lAltare nel 1944

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17 Lavori esterni di ricostruzione del tetto Le capriate dopo il restauro

18 Progetto grafico per il ripristino del monumento di Antonio Penna Il monumento di Antonio Penna dopo il l bombardamento Il monumento di Antonio Penna stato attuale

19 Senza alcuna intermediazione concettuale ed operativa furono cancellati resti per nulla trascurabili dellapparato decorativo settecentesco in stucchi policromi, ancora riconoscibili in alcune foto depoca anteriori alla fase più avanzata dei lavori di ripristino, procedendo con unimplacabile univocità di riproposizione morfologica, più o meno integrale ed in parte solo immaginata, al recupero dellantica basilica trecentesca.

20 Targa posta sulla facciata dopo il restauro


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