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Il contenuto di sostanza organica di un liquame viene caratterizzato mediante il BOD (Biochemical Oxygen Demand) ed il COD (Chemical Oxygen Demand). Il.

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Presentazione sul tema: "Il contenuto di sostanza organica di un liquame viene caratterizzato mediante il BOD (Biochemical Oxygen Demand) ed il COD (Chemical Oxygen Demand). Il."— Transcript della presentazione:

1 Il contenuto di sostanza organica di un liquame viene caratterizzato mediante il BOD (Biochemical Oxygen Demand) ed il COD (Chemical Oxygen Demand). Il BOD esprime la quantità di ossigeno (mg) consumata da una flora batterica per metabolizzare la sostanza organica (carbonio organico) biodegradabile contenuta in un litro di liquame. Il COD esprime la quantità di ossigeno (espressa in mg) necessaria per ossidare chimicamente (con K 2 Cr 2 O 7 e H 2 SO 4 a caldo per 2 ore) la sostanza organica presente nel liquame. PROCESSI DEPURATIVI DEPURAZIONE BIOLOGICA DI ACQUE REFLUE (liquami domestici) 1

2 Il BOD, rappresenta quindi una misura indiretta del contenuto di materia organica biodegradabile presente in un campione d'acqua. Può essere usato per stimare le qualità generali dell'acqua e il suo grado di inquinamento ed è un parametro usato nella gestione della qualità dell'acqua e nella depurazione. Alcune sostanze possono essere ossidate chimicamente, ma non biologicamente, e quindi, in genere, il COD è maggiore del BOD. Anche se meno facilmente correlabile con il contenuto di materia organica, il COD ha il vantaggio di essere misurabile in tempi molto brevi. BOD e COD sono indicatori grossolani della composizione del liquame, ma forniscono un dato facile da ottenere e direttamente correlabile con il grado di inquinamento di unacqua di scarico. 2

3 Il BOD misura un consumo di ossigeno da parte di microrganismi a una temperatura fissata e in un periodo di tempo determinato. Per assicurare che le condizioni siano ripetibili, in ogni campione d'acqua da analizzare viene inoculata una quantità molto piccola di microrganismi. L'inoculo consiste solitamente in fanghi attivi diluiti opportunamente con acqua deionizzata. Il test può avere differenti durate, comunemente il periodo d'analisi è di cinque giorni (al buio per impedire che si sviluppino reazioni di fotosintesi che generino ossigeno) a 20°C, BOD 5 20, ma in alcuni casi vengono svolti test con periodi diversi. 3

4 BOD - Metodo per diluizione Il test del BOD viene effettuato diluendo un campione dell'acqua da analizzare con acqua deionizzata satura di ossigeno, inoculando una quantità fissata di microrganismi, sigillando il campione (per impedire che altro ossigeno passi in soluzione) e quindi conservandolo al buio, alla temperatura di 20 °C per tutta la durata del test (solitamente 5 giorni) e al termine di questo periodo viene misurato l'ossigeno disciolto residuo (A = O inizio - O fine ). Parallelamente si effettua la misura su un campione bianco, ovvero non contenente i liquami ed anche di questo si misura lossigeno disciolto residuo (B). BOD n (mg/l) = (A) x FD - (B) dove: FD = Fattore di diluizione del campione 4

5 BOD - Metodo respirometrico Il campione viene inserito in un contenitore dotato di manometro differenziale e sigillato ermeticamente per evitare scambi di ossigeno. Nel corso della degradazione biologica del contenuto organico si ha consumo di ossigeno, e ciò genera una depressione nel gas, misurata dal manometro. Se preventivamente tarato, il manometro restituisce immediatamente il valore di BOD del campione. In questo test è presente un'interferenza legata alla produzione di anidride carbonica; viene quindi aggiunta alla fase gassosa della potassa caustica che sottrae chimicamente la CO 2. 5

6 La totale ossidazione della sostanza organica ha luogo in un periodo di tempo di circa 20 giorni. 6

7 Di norma, si assume che il valore BOD 5 rappresenti il 70% della richiesta complessiva di ossigeno, che si può pertanto ricavare estrapolando il BOD 5. Landamento delle reazioni di consumo dellossigeno operate dai microrganismi, in realtà, non è costante. Per conoscere in modo più preciso come esse decorrano, si possono effettuare misurazioni della quantità di ossigeno dopo sole 24, 48 ore dal momento iniziale della prova. Lossidazione completa dei composti organici spesso richiede molti giorni (si ritiene che il BOD a 20 giorni possa esprimere con buona approssimazione lossigeno totale richiesto). 7

8 La misurazione del BOD effettuata con il metodo diretto risulta adatta allesame di acque che si suppongono poco inquinate, dotate di una certa popolazione batterica e il cui carico di inquinanti sia sostanzialmente di natura organica. Nel caso le acque considerate risultino contaminate da sostanze che potrebbero inibire lazione batterica (come il cloro, il piombo, sostanze battericide), o nel caso le sostanze siano poco biodegradabili, o, ancora, nel caso di acque molto inquinate che risultino sterili (cioè prive di flora batterica), la misurazione del BOD è più complessa e può richiedere, ad esempio, operazioni preliminari di diluizione dei campioni dacqua, o di inoculazione di colonie batteriche. "BOD," Microsoft® Encarta® Enciclopedia Online

9 Valori tipici: Un fiume incontaminato ha solitamente valori di BOD 5 minori di 1 mg/l. Un fiume moderatamente inquinato avrà valori di BOD 5 fra i 2 e gli 8 mg/l. L'acqua di scarico trattata efficacemente da un impianto di depurazione acque reflue avrà valori di BOD di circa 20 mg/l. L'acqua di scarico non trattata ha valori variabili, mediamente attorno ai 600 mg/l, ma spesso anche maggiori come nel caso degli scarichi di industrie casearie (2000 mg/l) o delle acque di vegetazione degli oleifici (>5000 mg/l). Il valore di BOD 5 medio degli scarichi influenti in un impianto di depurazione per liquami urbani è all'incirca di 200 mg/l. 9

10 COD E un indice che individua non solo la sostanza organica ossidabile biologicamente (biodegradabile), ma anche quella ossidabile solo per via chimica. Reazione di ossidazione da parte del bicromato: Cr 2 O H + 2Cr H 2 O + 1.5O 2 Reazione di ossidazione del carbonio organico: C x H y O z + (x+1/2y-z) O 2 x CO 2 + ½y H 2 O 10

11 Valori tipici per liquami domestici: BOD 5 = mg/L COD= mg/L Valori limite per scarico in acque superficiali: BOD 5 =40 mg/L COD=160 mg/L 11

12 Il sistema a fanghi attivi è costituito essenzialmente da un reattore biologico aerato artificialmente seguito da un separatore di particelle sedimentabili. Nella vasca di aerazione (VA) il liquame grezzo (LG), generalmente dopo aver subito una sedimentazione primaria nel sedimentatore S1 (LS), si mescola con una massa di solidi fioccosi (FR) allo stato di fango molto diluito (3-6 Kg di solidi/mc) allinterno del quale vive un gran numero di microorganismi, soprattutto batteri, che si nutrono e riproducono a spese della sostanza organica apportata dal liquame (disciolta, colloidale o in sospensione). PROCESSO A FANGHI ATTIVI (depurazione di reflui da sostanze organiche) 12

13 La miscela liquido depurato (LD) + fango attivo (FA) dalla vasca di aerazione viene inviata ad un sedimentatore secondario (S2) che separa il liquame depurato, che sfiora superiormente, dal fango attivo che si ispessisce sul fondo (6-12 Kg/mc). Questo è in gran parte riciclato (FR) alla vasca di aerazione e in piccola parte, quello che continuamente si produce, allontanato dal sistema (fango di supero (FS). 13

14 I FIOCCHI DI FANGO ATTIVO TIPI DI MICROORGANISMI PRESENTI I microorganismi responsabili della depurazione sono una massa eterogenea di origine fecale, che abita e costituisce il fiocco di fango attivo. Tra essi predominano i batteri saprofiti, molto minore è la presenza di alghe, funghi, protozoi. Il fiocco di fango attivo è un agglomerato gelatinoso dellordine di qualche millimetro, costituito da un insieme di sostanze sospese, (prevalentemente organiche, frequentemente allo stato colloidale) e da una numerosa popolazione di organismi viventi, principalmente batteri. 14

15 I batteri sono i diretti responsabili della rimozione della sostanza organica, della formazione e della stabilizzazione dei fiocchi. Le caratteristiche chimiche dei composti presenti nel liquame sono la causa che determina la predominanza di alcune specie batteriche piuttosto che altre. Una relativamente alta concentrazione di proteine favorisce la predominanza di Alcalingenens, Flavobacterium e Bacillus. Un elevato tenore di carboidrati favorisce la crescita di Pseudomonas). 15

16 I protozoi saprofiti (che si nutrono di sostanza organica morta), appartenenti soprattutto alla classe dei flagellati, sono in competizione alimentare con i batteri. I protozoi predatori, appartenenti soprattutto alla classe dei ciliati, si nutrono principalmente a spese dei batteri dispersi presenti nel liquame (fagotrofi). La presenza di protozoi ciliati porta a notevoli miglioramenti nella depurazione. 16

17 Il tenore di biomassa attiva nel fango dipende dal carico del fango (Cf). Indicando con: F (mc/d) la portata del liquame in ingresso BOD 0 (Kg/mc) la concentrazione del substrato in ingresso V (mc) il volume della vasca di aerazione SSa (Kg/mc) la concentrazione dei solidi sospesi nella vasca il carico del fango è definito come: Cf=(F* BOD 0 )/(V*SSa) (Kg BOD applicato/Kg SS*giorno) 17

18 Il tenore di biomassa attiva si aggira sul 10% del peso secco totale per sistemi a basso carico (Cf 0.5). Con solidi volatili (SV) si indica la componente organica del fango. 18

19 Il fiocco si forma per bioflocculazione, un fenomeno che si manifesta spontaneamente aerando un liquame organico contenente batteri. Un alto carico organico provoca una crescita microbica dispersa non flocculenta con scarsa capacità di sedimentazione. Un fango a basso carico, mentre da un lato è meno attivo perché contiene una minor percentuale di batteri, da un altro lato produce fiocchi più grossi e più compatti, di migliore sedimentabilità. Tramite la bioflocculazione il fiocco è in grado di aggregare su di se le sostanze sospese nel liquame (la massa batterica produce esopolimeri, soprattutto polisaccaridi, in grado di assorbire molti colloidi presenti nel liquame, agendo come un flocculante). 19

20 La sedimentabilità del fango è espressa dallindice del fango SVI (Sludge Volume Index), che rappresenta il volume (cc) occupato da un grammo di fango lasciato sedimentare per 30 minuti in un cono Imhoff. 20

21 La bioflocculazione è ostacolata dalla turbolenza dellambiente. Un fango attivo di buona sedimentabilità è costituito da una calibrata miscela di organismi zoogleali e filamentosi, entrambi essenziali alla integrità della microstruttura del fiocco. I filamenti interni costituiscono una struttura armata attorno alla quale attecchiscono le forme zoogleali cosicché il fiocco riesce a resistere alla turbolenza esterna senza rompersi: 21

22 Se le condizioni ambientali spostano lequilibrio batterico verso una predominanza delle forme filamentose e queste si diramano oltre il fiocco stesso, fino ad interagire con altri fiocchi circostanti, si ha il fenomeno del bulking, una lenta sedimentazione ed una scarsa compattezza del fango. 22

23 Inversamente, la scarsità di forme filamentose allinterno del fiocco indebolisce la sua struttura cosicché è facile che la turbolenza del mezzo spezzi i fiocchi producendo un effluente torbido e ricco di particelle sospese (pin-point). 23

24 La rimozione di sostanza organica per mezzo dei fanghi attivi avviene attraverso i seguenti stadi: 1. Per contatto del fango attivo col substrato si verificano i fenomeni di bioadsorbimento e bioflocculazione sul fiocco: METABOLISMO 24

25 2. Demolizione catalitica extracellulare condotta ad opera di enzimi idrolitici estromessi dai batteri nellambiente circostante. Gli enzimi spezzano le grosse molecole (proteine, polisaccaridi, lipidi, ecc.) in molecole più piccole tali da poter essere facilmente bioadsorbite e metabolizzate allinterno delle cellule batteriche. 25

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28 La vasca viene aerata sostanzialmente mediante due sistemi: -Attraverso insufflazione di aria nel liquame. -Attraverso una turbolenta agitazione meccanica del liquame mediante turbine verticali o rotori orizzontali. VASCA DI AERAZIONE E SEDIMENTATORE 28

29 Vasca di sedimentazione a flusso ascensionale tipo Dortmund, di tipo cilindrico 29

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33 CONDIZIONI OPERATIVE DELLIMPIANTO F = portata giornaliera dei liquami (mc/d) Va = volume vasca di aerazione (mc) BOD 0, BOD 1 = concentrazione del substrato nel liquame in ingresso e nel liquido depurato in uscita dalla vasca di aerazione Ssa, SSr = concentrazione dei solidi sospesi nella vasca di aerazione e nel fango ispessito R = rapporto di ricircolo 33

34 Dal bilancio dei solidi sospesi nella vasca di aerazione (la quantità di fango generata nella vasca è trascurabile rispetto a quella ricircolata): La concentrazione dei solidi nel fango di ricircolo dipende dallispessimento che ha subito nel sedimentatore e in genere è compresa tra 6-12 Kg/mc. Poiché la portata di ricircolo, per ragioni idrauliche vincolate alla sedimentazione, non è mai superiore al % della portata di alimentazione, ne deriva che la concentrazione dei solidi sospesi nella vasca di aerazione è compresa tra 3-7 Kg/mc. 34

35 RENDIMENTO DI RIMOZIONE DEL BOD 35

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37 Comunque, oltre allobiettivo primario della depurazione del liquame, bisogna tener conto anche del problema del trattamento e smaltimento del fango di supero: la quantità e la putrescebilità del fango di supero sono infatti caratteristiche legate alletà ed al carico del fango (più basso è il carico del fango e minore è la produzione di fango di supero, il quale per valori di Cf molto bassi (inferiori a 0.1) risulta pressoché stabilizzato). Altro obiettivo può essere la nitrificazione dellazoto ammoniacale, realizzabile solo a carico del fango molto basso (< ). Il ricorso a carichi di fango molto bassi comporta un volume molto grande della vasca di aerazione. 37

38 PRODUZIONE DI FANGO (fango di supero) La produzione di fango deriva dalla crescita microbica e dalla bioflocculazione, meno la degradazione della massa biodegradabile. Pertanto la produzione giornaliera di fanghi ( SS in Kg/d) è esprimibile come: SS = c BOD + f BOD – Kd Va SSa Dove: c = coefficiente di crescita batterica lorda f = coefficiente di bioflocculazione Kd = coefficiente di degradazione della biomassa biodegradabile Per i liquami domestici: c 0.5 f 0.5 Kd = 0.05*1.08 T-20 (d -1 ) 38

39 La produzione di fango per unità di BOD rimosso è data da: 39

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41 ETA DEL FANGO Letà media del fango ( ) è data dal rapporto tra la quantità di fango presente nella vasca di aerazione ed il fango prodotto nellunità di tempo: Quindi letà del fango dipende dalla temperatura (attraverso la Kd) e dal carico del fango (attraverso il termine (Cf)*Cf). 41

42 I fanghi prodotti a Cf molto bassi (<0.1) hanno bassa putrescibilità (fanghi stabilizzati), in quanto hanno un basso contenuto di sostanza facilmente biodegradabile. Letà del fango diminuisce allaumentare del carico del fango (a parità di temperatura) e aumenta allaumentare della temperatura (a parità di carico del fango). 42

43 CONSUMO DI OSSIGENO METABOLICO La quantità di ossigeno richiesta dal processo metabolico deriva dal catabolismo di respirazione attiva e di respirazione endogena. Pertanto il consumo giornaliero di O 2 ( O 2 in Kg/d) è esprimibile come: 43 Indicativa della densità della popolazione microbica Attività ossidativa della biomassa

44 Quindi il consumo di ossigeno dipende dalla temperatura (attraverso la Ke) e dal carico del fango (attraverso il termine (Cf)*Cf). 44

45 Il consumo di ossigeno diminuisce allaumentare del carico del fango (a parità di temperatura) e aumenta allaumentare della temperatura (a parità di carico del fango). 45

46 INFLUENZA DEI FATTORI AMBIENTALI La temperatura del liquame non influenza sensibilmente il processo finché si resta al di sopra di 10°C, ma lo rallenta a valori minori. La temperatura influisce non solo sui fattori biologici, ma anche sul trasporto di O 2 dallaria allacqua. Siccome il tenore di saturazione di O 2 disciolto nellacqua diminuisce allaumentare della temperatura, si verifica che allaumentare di T, se da un lato corrispondono alte velocità di utilizzazione biologica dellO 2, dallaltro lato si ha una bassa velocità di ossigenazione dellacqua, col risultato che la penetrazione dell O 2 nella massa biologica resta un fenomeno superficiale che si esaurisce rapidamente negli strati più esterni, lasciando allinterno una zona anaerobica. 46

47 Gli effetti del pH sui processi biologici sono normalmente dovuti alla dipendenza della velocità delle reazioni enzimatiche dal pH (ogni enzima ha un optimum di attività ad un determinato pH). Il campo di pH entro il quale possono operare i sistemi a fanghi attivi va da pH=5 a pH=9. In tali condizioni, la CO 2 sviluppata nel metabolismo aerobico è presente nel mezzo acquoso prevalentemente sotto forma di ione bicarbonato: C O 2 + H 2 O H + + HCO 3 - Oltre alleffetto del pH a livello biochimico, si ha anche un effetto selettivo nei confronti dei tipi di microorganismi (al di sotto di pH =6 i fanghi cominciano a competere con i batteri e predominano nettamente su di essi a pH=4.5). 47

48 La presenza di metalli (Cd, Cr, Cu, Hg, Ni, Pb, Zn) nel liquame comporta spesso unazione tossica, in relazione soprattutto alla loro concentrazione, ma se questi sono presenti in concentrazioni abbastanza basse, lazione bioflocculatoria dei fanghi attivi svolge anche nei loro confronti unazione di rimozione dalla fase liquida: MetalliConc media nel liquame (mg/L) Rimozione (%) Conc nei fanghi (mg/Kg) Cd Cr Cu Hg Ni Pb n

49 Scopo della nitrificazione è la trasformazione, per ossidazione biologica, dellNH 3 in nitrati. La nitrificazione, integrata con la denitrificazione, permette la rimozione dellazoto: la denitrificazione, cioè la trasformazione dellazoto in N 2 e quindi la sua rimozione, è possibile solo se si parte da azoto in forma nitrica, per cui i due sistemi nitrificazione-denitrificazione sono sempre accoppiati. Valori limite per scarico in acque superficiali: Azoto ammoniacale (come NH 4 + ) 15 mg/L Azoto nitroso (come N) 0.5 mg/L Azoto nitrico (come N) 20 mg/L NITRIFICAZIONE - DENITRIFICAZIONE 49

50 NITRIFICAZIONE Nei liquami urbani e zootecnici, lazoto è prevalentemente presente sotto forma organica (proteine) e come urea CO(NH 2 ) 2 generata dalle urine. In ambiente idrico entrambe le forme subiscono rapidamente un processo di fermentazione e trasformazione in azoto ammoniacale (non si fa in genere distinzione fra azoto organico e azoto ammoniacale, entrambi compresi nella determinazione analitica del TKN (Total Kjeldhal Nitrogen), in quanto lazoto organico è destinato a diventare azoto ammoniacale). 50

51 La nitrificazione dellazoto ammoniacale avviene ad opera di batteri autotrofi, che traggono lenergia necessaria (ATP) alle loro funzioni vitali dallossidazione di NH 3 (catabolismo). Essi inoltre utilizzano la CO 2 (formatasi dalla fermentazione aerobica) come fonte di carbonio (anabolismo). La trasformazione di NH 3 in nitrati avviene in due stadi di cui il primo, la nitrosazione, cioè il passaggio di NH 3 a nitriti, avviene ad opera dei batteri Nitrosomonas, mentre il secondo, la nitrazione, cioè il passaggio dei nitriti a nitrati, avviene ad opera dei batteri Nitrobacter: NH O 2 2H + +H 2 O+ NO 2 - NO ½ O 2 NO

52 La nitrificazione viene realizzata simultaneamente allossidazione del BOD in sistemi ad aerazione prolungata in cui letà del fango è di circa 10 giorni, cui corrisponde un carico del fango di I batteri nitrificanti rappresentano circa il 4% dei batteri totali, circa il 2% dei solidi sospesi totali. 52

53 I Nitrosomonas e i Nitrobacter sono caratterizzati da una velocità di crescita notevolmente inferiore a quella dei batteri chemioeterotrofi che operano lossidazione del BOD. Pertanto, se letà del fango non è sufficientemente alta, si ha dilavamento completo dei batteri nitrificanti con il fango di supero. Cioè la loro velocità di crescita è inferiore a quella con cui vengono allontanati e il processo di nitrificazione non può avvenire. 53

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55 Il processo di nitrificazione è un fenomeno praticamente del tipotutto o niente, cioè al di sotto di crit lossidazione del TKN non avviene, al di sopra di crit la concentrazione del TKN decresce rapidamente con. 55

56 DENITRIFICAZIONE La denitrificazione è operata da batteri chemioeterotrofi facoltativi (Pseudomonas, Microcossus, ecc.), in genere abbondantemente presenti nelle normali fasi biologiche ossidative, che posti però in condizioni di anossia (cioè assenza di ossigeno disciolto) possono utilizzare i nitrati invece dellO 2 per attivare la catena metabolica. Una fonte di carbonio organico è comunque sempre necessaria per la sintesi cellulare. 56

57 NO sostanza organica cellule + NO CO 2 NO sostanza organica cellule + N 2 + CO 2 Mentre un trattamento biologico classico volto alla riduzione del BOD dà una riduzione del TKN dellordine del 10-40% per fenomeni di bioflocculazione e sintesi batterica, la nitrificazione accoppiata alla denitrificazione è in grado di dare unefficienza di rimozione dellazoto totale del 90% ed oltre. 57

58 IMPIANTO DI DENITRIFICAZIONE (predenitrificazione, ossidazione a basso carico e nitrificazione) La frazione ricircolata è data dalla componente di fango ricircolato a valle del sedimentatore (generalmente di entità equivalente alla portata di alimentazione) unita ad una componente ricircolata direttamente a valle della nitrificazione, per evitare sovradimensionamento del sedimentatore. Lazoto residuo, in uscita dallimpianto è relativo alla frazione di N-NO 3 che non è stato avviato alla denitrificazione tramite il ricircolo. 58

59 Bilancio dellazoto fra le sezioni A e B (si suppone unefficienza di nitrificazione del 100%) con: N 0 = concentrazione di N-TKN entrante con il liquame grezzo N 1 = concentrazione di N-NO 3 in uscita dalla denitrificazione N0N0 N1N1 N1N1 N1N1 59

60 Il rendimento totale di rimozione dellazoto ( tot ) è dato 60

61 Il rendimento di rimozione totale dellazoto dipende dal prodotto tra rapporto di ricircolo e rendimento di denitrificazione. Presupponendo questultimo intorno al 100%, ne deriva un R per un rendimento di rimozione totale dellazoto pari all80% circa, ma aumentando anche il costo di pompaggio e la complessità dellimpianto. 61

62 Diventa: O 2 = a BOD + KeVa*SSa N-NH 3 Pertanto, indicando con N-NH 3 i Kg/giorno di N-NH 3 ossidato a N-NO 3, leq Consumo di ossigeno: Per lossidazione di NH 3 a nitrato: NH 3 + CO 2 + O 2 cellule + NO 3 - Sono richiesti circa 4.6 Kg di ossigeno per Kg di N-NH 3. 62

63 RIMOZIONE BIOLOGICA DEL FOSFORO Un fango biologico di un impianto a fanghi tradizionale presenta una concentrazione media di fosforo nel fango pari al 1.5% (sul secco); si ottiene così, con i fanghi di spurgo, una rimozione del fosforo del 20-30%. Nei processi anaerobici-aerobici, i fanghi prodotti contengono una percentuale di P più elevata (fino al 3-6%), con conseguente aumento dellefficienza di abbattimento. 63

64 Questo risultato si ottiene grazie ad un gruppo di microorganismi in grado di accumulare nella cellula una quantità di P più elevata rispetto a quanto si verifica in un processo a fanghi attivi completamente aerobico. In particolare, i batteri del genere Acinetobacter prediligono come fonte di C degli intermedi metabolici a basso peso molecolare quali acido acetico, etanolo, ecc. Tali composti vengono comunemente prodotti in condizioni anaerobiche da un gran numero di batteri eterotrofi facoltativi metabolizzando le sostanze più biodegradabili. 64

65 Gli acinetobacter risultano così sfavoriti in ambiente aerobico; in queste condizioni, tali batteri potranno essere attivi solo se avranno accumulato sufficienti quantità di substrato metabolizzante. Per accumulare il substrato nella fase anaerobica, gli acinetobacter necessitano di energia sotto forma di ATP. La fonte energetica è costituita da polifosfati (poli-Pn) accumulati dalle cellule batteriche nella fase aerobica, attraverso lassunzione di fosforo inorganico superiore alle normali esigenze metaboliche. Il substrato carbonioso a basso peso molecolare (tipicamente acidi organici a corta catena, quali acido acetico, prodotti nella fermentazione anaerobica dei batteri eterotrofi facoltativi) viene utilizzato per la sintesi di materiale di riserva quale il poli- - idrossibutirrato (PHB) o poli-idrossivalerianato (PHV). 65

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67 Nella fase aerobica, gli Acinetobacter metabolizzano il substrato carbonioso accumulato precedentemente e quindi, attraverso il loro normale metabolismo aerobico, producono energia (sotto forma di ATP) e nuove cellule. Lenergia prodotta dallossidazione del substrato viene in parte utilizzata per la sintesi dei polifosfati. 67


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