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© Studio Legale Sutti - Dipartimento di Diritto Industriale - Marcatura d'origine ed etichettatura nell'import/export.

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Presentazione sul tema: "© Studio Legale Sutti - Dipartimento di Diritto Industriale - Marcatura d'origine ed etichettatura nell'import/export."— Transcript della presentazione:

1 © Studio Legale Sutti - Dipartimento di Diritto Industriale - Marcatura d'origine ed etichettatura nell'import/export Simona Cazzaniga Dipartimento di Diritto Industriale SUTTI S TUDIO L EGALE

2 © Studio Legale Sutti - Dipartimento di Diritto Industriale - Il MADE IN… Ovvero, la c. d. MARCATURA DI ORIGINE è uno strumento sempre in grado di suscitare nel consumatore tutta una serie di valori, caratteristiche e suggestioni…

3 © Studio Legale Sutti - Dipartimento di Diritto Industriale - Il valore aggiunto dal MADE IN… puo variare enormemente… a seconda del Paese indicato (made in Italy, made in China, made in France,...)

4 © Studio Legale Sutti - Dipartimento di Diritto Industriale - a seconda del settore merceologico… (abbigliamento, arredamento, agroalimentare, tecnologico…)

5 © Studio Legale Sutti - Dipartimento di Diritto Industriale - a seconda della nazionalità e dei preconcetti del consumatore finale…

6 © Studio Legale Sutti - Dipartimento di Diritto Industriale - Made in e… MERCATO GLOBALE …è necessaria una PIANIFICAZIONE STRATEGICA di natura COMMERCIALE …basata su di una solida CONSAPEVOLEZZA LEGISLATIVA, sia NAZIONALE, sia INTERNAZIONALE.

7 © Studio Legale Sutti - Dipartimento di Diritto Industriale - MADE IN… …e larmonizzazione che non cè! Allo stato, infatti non esiste alcuna convenzione internazionale, né una legge comunitaria che disciplini in modo uniforme il tema della marcatura dorigine dei prodotti dettando regole chiare sulle informazioni che devono essere fornite – o meno – dalle aziende in sede di esportazione.

8 © Studio Legale Sutti - Dipartimento di Diritto Industriale - LA NORMATIVA SULLORIGINE Risalente agli inizi del commercio internazionale (Convenzione di Parigi ) Funzione erariale strettamente nazionale (per sua natura diversa nello spazio e nel tempo)

9 © Studio Legale Sutti - Dipartimento di Diritto Industriale - MADE IN… Normativa nazionale italiana e comunitaria. NON E PREVISTO ALCUN OBBLIGO DI MARCATURA DORIGINE/ETICHETTATURA CON INDICAZIONE DEL PAESE DI ORIGINE DI TIPO MADE IN…

10 © Studio Legale Sutti - Dipartimento di Diritto Industriale - MADE IN… ITALY in ITALY ed EU! In Italia - come in Europa - non vi è alcun obbligo di indicazione, (salvo interpretazioni restrittive della normativa introdotta negli ultimi mesi del 2009 e di quella relativa a prodotti specifici.) …MA ovviamente, è consentito alle imprese che lo desiderano, apporre tale marcatura (con finalità descrittive) su tutti i prodotti, a condizione che queste indicazioni siano corrette ovvero non risultino false!

11 © Studio Legale Sutti - Dipartimento di Diritto Industriale - ITALIA e nellUNIONE EUROPEA Nessun obbligo di marcatura… sulle merci in entrata. Ma può essere pretesa lapposizione del Made in (o di diverse indicazioni a chiarimento, imported by) se la merce reca un marchio che risulti intrinsecamente decettivo circa la provenienza: - semplice nome o ditta (non marchio registrato) - marchio che suggerisce provenienza diversa

12 © Studio Legale Sutti - Dipartimento di Diritto Industriale - Alcuni casi: - Caso Cacharel: merce senza made in perchè suggeriva la provenienza dalla Francia (Genova n. 2751/1994 – R.G.GIP 7160/94) - Caso Gatteschi: merce senza made in contrassegnata dalla mera ragione sociale dell'importatore che doveva essere completata con made in Honk Kong (Como, n /1991)

13 © Studio Legale Sutti - Dipartimento di Diritto Industriale - Casi recenti:è lecito delocalizzare - Caso DOREL: con l'espressione origine o provenienza del prodotto il legislatore ha inteso fare riferimento alla provenienza del prodotto da un determinato produttore e NON da un determinato luogo, atteso che l'origine e la provenienza sono funzionali alla qualità del prodotto garantita da un imprenditore che ha la responsabilità giuridica, economica e tecnica del processo di produzione (Trib. Genova, – R.G. 488/2008).

14 © Studio Legale Sutti - Dipartimento di Diritto Industriale - Le ORIGINI… oltre la CE IL CONCETTO DI ORIGINE DI UN BENE/MERCE… …NON HA NATURA UNIVOCA. Lorigine di un bene varia in relazione alla finalità cui esso è destinato. ORIGINE DOGANALE ORIGINE COMMERCIALE (regole doganali) (made in… e tutela del consumatore)

15 © Studio Legale Sutti - Dipartimento di Diritto Industriale - ORIGINE DOGANALE Regole di Origine Preferenziale (meramente erariale): Scaturiscono da Accordi di natura bi o plurilaterale, di volta in volta negoziati tra un Paese e un determinato Paese terzo o gruppo di Paesi in base ai quali le merci possono ottenere talune agevolazioni (riduzioni o esenzioni daziarie) allatto della loro importazione. Regole di Origine Non-Preferenziale: Sono emanate in via autonoma da ciascun singolo Paese e incidono sugli scambi non legati ad essa da accordi tariffari specifici.

16 © Studio Legale Sutti - Dipartimento di Diritto Industriale - Cosa accade in ipotesi di global export? COME AVERE MARCATURE CORRETTE? I miei prodotti sono interamente realizzati in Italia? Si tratta di prodotti complessi? Le componenti tecnologiche sono straniere?

17 © Studio Legale Sutti - Dipartimento di Diritto Industriale - Qual è il Paese di destinazione? 1) Esiste un obbligo di marcatura nel Paese di Destinazione? Quando tale obbligo non esiste, si può scegliere di rinunciare alla marcatura (e alleventuale appeal commerciale…)

18 © Studio Legale Sutti - Dipartimento di Diritto Industriale - Se lobbligo di marcatura dorigine esiste… 2) Quali sono i criteri in vigore nel Paese di Destinazione per determinare lOrigine della Merce? (Altrimenti detto… Come faccio a sapere se i miei prodotti verranno considerati italiani dalle Autorità del Paese di destinazione?) 3) Lindicazione di made in… come e dove deve essere apposta? (Altrimenti detto… sul corpo del prodotto in modo permanente, con una semplice etichetta, sullimballaggio, nella documentazione accompagnatoria, in quale/i lingue…)

19 © Studio Legale Sutti - Dipartimento di Diritto Industriale - PURTROPPO…le norme variano da Paese a Paese In relazione allobbligatorietà o meno di indicazione, 2. In relazione alle diverse tipologie di prodotto considerato, 3. Nelle modalità con cui deve essere indicato, ma soprattutto variano 4. le regole da considerare in caso di prodotti composti o complessi per determinare lorigine prevalente

20 © Studio Legale Sutti - Dipartimento di Diritto Industriale - Esiste un appiglio uniforme cui aggrapparsi? Ancora no! Il GATT (General Agreement on Tariffs and Trade)… …non prevede alcuna disposizione che consenta di identificare univocamente il Paese di Origine di un prodotto.

21 © Studio Legale Sutti - Dipartimento di Diritto Industriale - PROGRAMMA di ARMONIZZAZIONE G.A.T.T. (General Agreement on Tariffs and Trade) Sebbene vi sia un incondizionato riconoscimento dellimportanza di armonizzare le Rules Of Origin… I redattori dellaccordo hanno previsto espressamente che ciascun Paese importatore debba mantenere la libertà di determinare le Regole di Origine atte ad individuare il Paese di Origine (appunto!) delle merci in entrata…

22 © Studio Legale Sutti - Dipartimento di Diritto Industriale - GATT – A.R.O.O. Negoziati multilaterali dell'Uruguay Round ( ) Allegato 1 (OMC-GATT 1994) Agreement on Rules Of Origin Accordo relativo alle regole in materia di origine

23 © Studio Legale Sutti - Dipartimento di Diritto Industriale - A.R.O.O. – Armonizzazione Laccordo sulle regole di origine mira allarmonizzazione delle regole di origine non preferenziali e ad assicurare che queste regole non creino ostacoli non necessari al commercio. Fino al completamento del programma per larmonizzazione ci si aspetta dai Membri che le loro regole in materia di origine siano: -trasparenti -amministrate in maniera: uniforme, imparziale e ragionevole…

24 © Studio Legale Sutti - Dipartimento di Diritto Industriale - A.R.O.O. - RULES OF ORIGIN PARTE I - DEFINIZIONI E AMBITO DI APPLICAZIONE Articolo 1 Regole in materia di origine 1. Ai fini delle parti dalla I alla IV del presente accordo, con l'espressione «regole in materia di origine» si intendono le leggi, i regolamenti e le norme amministrative di ambito generale applicate dai membri per determinare il paese di origine delle merci, purché tali regole in materia di origine non siano connesse a disposizioni contrattuali o regimi commerciali autonomi che comportano la concessione di tariffe preferenziali al di là dell'applicazione dell'articolo 1, paragrafo 1 del GATT 1994.

25 © Studio Legale Sutti - Dipartimento di Diritto Industriale - AMBITO DI APPLICAZIONE delle Regole di Origine (non-preferenziali) trattamento della nazione più favorita, ai sensi degli articoli I, II, III, XI e XIII del GATT 1994; dazi antidumping e dazi compensativi ai sensi dell'articolo VI del GATT 1994; misure di salvaguardia, ai sensi dell'articolo XIX del GATT 1994; obblighi in materia di marchi d'origine, ai sensi dell'articolo IX del GATT 1994; restrizioni quantitative discriminatorie o contingenti tariffari; appalti pubblici e le statistiche commerciali.

26 © Studio Legale Sutti - Dipartimento di Diritto Industriale - A.R.O.O. – Il lavoro di armonizzazione… Il Lavoro è portato avanti dal Comitato WTO sulle Regole di Origine a Ginevra e dal Comitato Tecnico del WCO (World Customs Organization) a Bruxelles… Questultimo si occupa delle seguenti materie: 1. Definizione di PRODOTTI INTERAMENTE OTTENUTI 2. Definizione di ULTIMA TRASFORMAZIONE SOSTANZIALE e dei relativi CRITERI SUPPLEMENTARI

27 © Studio Legale Sutti - Dipartimento di Diritto Industriale - A.R.O.O. – Il lavoro di armonizzazione… 1.Definizione di PRODOTTI INTERAMENTE OTTENUTI Il lavoro prevede la ricerca di una definizione univoca dei beni che dovrebbero essere considerati totalmente ottenuti in un Paese e pertanto originari dello stesso, oltre alla ricerca delle operazioni minime e dei processi che non conferiscono lOrigine ad un prodotto.

28 © Studio Legale Sutti - Dipartimento di Diritto Industriale - A.R.O.O. – Il lavoro di armonizzazione… 1.Definizione di ULTIMA TRASFORMAZIONE SOSTANZIALE salto tariffario (es. zucchero) 2.2 – valore aggiunto minimo (es. motore) 2.3 – lavorazione sostanziale (es. alluminio grezzo)

29 © Studio Legale Sutti - Dipartimento di Diritto Industriale - Per intendersi… Il SALTO TARIFFARIO E un criterio in base al quale un processo o una lavorazione conferisce lorigine nazionale quando essa agendo su prodotti non- originari… …comporta un cambiamento del codice doganale della merce.

30 © Studio Legale Sutti - Dipartimento di Diritto Industriale - Per intendersi… Il VALORE AGGIUNTO MINIMO E un criterio in base al quale le operazioni di assemblaggio e lincorporazione di materiali non originari… …devono determinare un aumento nel valore del prodotto superiore ad un coefficiente prestabilito (es. 40%) rispetto alla somma del valore dei singoli elementi del prodotto prima della trasformazione.

31 © Studio Legale Sutti - Dipartimento di Diritto Industriale - Per intendersi… la TRASFORMAZIONE SOSTANZIALE ovvero la lavorazione che conferisce lorigine. E un criterio in base al quale si individuano alcuni processi ed operazioni di manifattura che conferiscono (o meno) lorigine o meno del Paese in cui essi sono posti in essere (elenco tassativo di lavorazioni enumerate in apposite tabelle a seconda del prodotto, ad es. per lalluminio grezzo, lorigine viene conferita dalla fabbricazione tramite trattamento termico o elettrolitico)

32 © Studio Legale Sutti - Dipartimento di Diritto Industriale - Paesi Membri che hanno notificato Regole di Origine Non-Preferenziali (37)

33 © Studio Legale Sutti - Dipartimento di Diritto Industriale - Paesi Membri che hanno notificato di non avere Regole di Origine Non-Preferenziali (40)

34 © Studio Legale Sutti - Dipartimento di Diritto Industriale - RITARDATARI Paesi Membri che non hanno notificato Regole di Origine Non-Preferenziali (46)

35 © Studio Legale Sutti - Dipartimento di Diritto Industriale - Paesi Membri che hanno notificato Regole di Origine Preferenziali (79)

36 © Studio Legale Sutti - Dipartimento di Diritto Industriale - Paesi Membri che hanno notificato di non avere Regole di Origine Preferenziali (4) Burundi (G/RO/N/34) Chinese Taipei (G/RO/N/37) Hong Kong, China (G/RO/N/1) Macao, China (G/RO/N/21)

37 © Studio Legale Sutti - Dipartimento di Diritto Industriale - RITARDATARI Paesi Membri che non hanno notificato Regole di Origine Preferenziali (40)

38 © Studio Legale Sutti - Dipartimento di Diritto Industriale - RIASSUMENDO… Oggi, non esistono regole internazionali di origine uniformi Una indicazione di Made in Italy considerata corretta secondo le regole di origine valide in un Paese, potrebbe essere contestata delle Autorità di un altro Paese di destinazione e commercializzazione, Limpresa esportatrice potrebbe venire quindi accusata di fornire al consumatore una informazione non veritiera. N.B. Spesso, le dogane vengono stimolate ad intervenire proprio dalle imprese concorrenti.

39 © Studio Legale Sutti - Dipartimento di Diritto Industriale - Ed ecco le norme che Italia ed UE applicano alle importazioni: Regolamento CEE del 12/10/1992 n. 291 Cod. Dog. Com. art Nozione di merce originaria di un paese. 1. Sono originarie di un paese le MERCI INTERAMENTE OTTENUTE in tale paese. 2. Per MERCI INTERAMENTE OTTENUTE in un paese d'intendono: a) i prodotti minerali estratti in tale paese; b) i prodotti del regno vegetale ivi raccolti; c) gli animali vivi, ivi nati ed allevati; d) i prodotti che provengono da animali vivi, ivi allevati; e) i prodotti della caccia e della pesca ivi praticate; f) i prodotti della pesca marittima e gli altri prodotti estratti dal mare, al di fuori delle acque territoriali di un paese, da navi immatricolate o registrate in tale paese e battenti bandiera del medesimo; g) le merci ottenute a bordo di navi-officina utilizzando prodotti di cui alla lettera f), originari di tale paese, sempreche' tali navi- officina siano immatricolate o registrate in detto paese e ne battano la bandiera; h) i prodotti estratti dal suolo o dal sottosuolo marino situato al di fuori delle acque territoriali, sempreche' tale paese eserciti diritti esclusivi per lo sfruttamento di tale suolo o sottosuolo; g) i rottami e i residui risultanti da operazioni manifatturiere e gli articoli fuori uso, sempreche' siano stati ivi raccolti e possono servire unicamente al recupero di materie prime; j) le merci ivi ottenute esclusivamente dalle merci di cui alle lettere da a) ad i) o dai loro derivati, in qualsiasi stadio essi si trovino.

40 © Studio Legale Sutti - Dipartimento di Diritto Industriale - I PRODOTTI PARZIALMENTE OTTENUTI IN PAESI DIVERSI La determinazione dell'origine è più intricata per un PRODOTTO COMPLESSO, i cui elementi costitutivi provengono da paesi diversi Preliminarmente, occorre conoscere accuratamente il prodotto, i suoi componenti e le fasi della produzione…

41 © Studio Legale Sutti - Dipartimento di Diritto Industriale - Regolamento CEE del 12/10/1992 n CODICE DOGANALE COMUNITARIO art. 24 Merce prodotta da più paesi. Una merce alla cui produzione hanno contribuito due o piu' paesi e originaria Del paese in cui e' avvenuta lULTIMA TRASFORMAZIONE O LAVORAZIONE SOSTANZIALE: - economicamente giustificata - effettuata in un'impresa attrezzata a tale scopo, - che si sia conclusa con la fabbricazione di un prodotto nuovo od abbia - rappresentato una fase importante del processo di fabbricazione.

42 © Studio Legale Sutti - Dipartimento di Diritto Industriale - Regolamento di attuazione (CEE) n. 2454/93 ed i relativi allegati: le c.d. regole di lista per indivuduare lultima trasformazione sostanziale ALLEGATO 9 (linee guida) NOTE INTRODUTTIVE AGLI ELENCHI DELLE LAVORAZIONI O TRASFORMAZIONI ALLE QUALI DEVONO ESSERE SOTTOPOSTI I MATERIALI NON ORIGINARI AFFINCHÉ IL PRODOTTO FINITO POSSA AVERE IL CARATTERE DI PRODOTTO ORIGINARIO ALLEGATO 10 (tabella su come individuare lorigine nei prodotti tessili) ELENCO DELLE LAVORAZIONI O TRASFORMAZIONI ALLE QUALI DEVONO ESSERESOTTOPOSTI MATERIALI NON ORIGINARI AFFINCHÉ IL PRODOTTO FINITO POSSA AVERE IL CARATTERE DI PRODOTTO ORIGINARIO. ALLEGATO 11 (tabella su come induviduare lorigine su alcuni prodotti diversi dalle materie tessili) ELENCO DELLE LAVORAZIONI O TRASFORMAZIONI ALLE QUALI DEVONO ESSERE SOTTOPOSTI I MATERIALI NON ORIGINARI AFFINCHÉ IL PRODOTTO FINITO POSSA AVERE IL CARATTERE DI PRODOTTO ORIGINARIO.

43 © Studio Legale Sutti - Dipartimento di Diritto Industriale - Le Piu' recenti modifiche normative MODIFICHE 1997 e 1999: - norme di semplificazione delle formalità di dichiarazione doganale; - controllo delle zone franche - relative al settore del transito doganale e garanzie finanziarie

44 © Studio Legale Sutti - Dipartimento di Diritto Industriale - MODIFICHE del 2000 L'atto modificativo del codice doganale del 2000 riguarda: - procedure per prevenire frodi; - semplificazioni alle procdure doganali; - presentazione di dichiarazioni doganali per via elettronica; - procedimento di perfezionamento attivo sotto il controllo doganale; - tutela della buona fede degli importatori in casi di accordi preferenziali.

45 © Studio Legale Sutti - Dipartimento di Diritto Industriale - MODIFICHE DEL 2005 Istituzione del operatore economico autorizzato (OEA) per permettere agli operatori di fornire alle autorità doganali informazioni sulla merce prima dell'importazione o esportazione nel territorio comunitario.

46 © Studio Legale Sutti - Dipartimento di Diritto Industriale - PROPOSTA DEL 2005 Nel novembre 2005 la Commissione ha proposto una modifica al codice doganale comunitario per : - ulteriore semplificazione delle procedure; - coerenza ed uniformità terminologica; - sviluppo al ricorso alle autorizzazioni uniche valide all'interno della comunità (IVO - informazione vincolante sull'origine e ITV – informazione tariffaria vincolante)

47 © Studio Legale Sutti - Dipartimento di Diritto Industriale - RIFERIMENTI NORMATIVI COMUNITARI Reg. CEE n. 29/1992 in vigore dal Reg. CE n. 955/1999 in vigore dal Reg. CE n. 2700/2000 in vigore dal Reg. CE n. 648/2005 in vigore dal Reg. CE n. 1791/2006 in vigore dal Proposta di Regolamento Ce del Parlamento europeo e del Consiglio (COM def. non pubblicato [COD/2005/0246]) Proposta di decisione del Parlamento europeo e del Consiglio del (COM def. non pubblicato [COD/2005/0247])

48 © Studio Legale Sutti - Dipartimento di Diritto Industriale - Disciplina Comunitaria I PEZZI DI RICAMBIO Regolamento CEE del 02/07/1993 n Art. 41 Origine dei pezzi di ricambio. 1. Gli accessori, i pezzi di ricambio e gli utensili consegnati insieme ad un materiale, una macchina, un apparecchio o un veicolo e facenti parte della sua normale attrezzatura sono considerati della stessa origine del materiale, della macchina, dell'apparecchio o del veicolo considerati. 2. I pezzi di ricambio essenzialmente destinati ad un materiale, una macchina, un apparecchio o un veicolo precedentemente immessi in libera pratica o esportati sono considerati della stessa origine del materiale, della macchina, dell'apparecchio o del veicolo considerati, purche' sussistano le condizioni contemplate nella presente sezione.

49 © Studio Legale Sutti - Dipartimento di Diritto Industriale - CONCLUSIONI: In attesa dellAROO lazienda, in caso di export globale, deve: -analizzare il prodotto (materie prime, componenti, lavorazioni) alla luce delle normative doganali nazionali; -ottenere risposte certificate dalle autorità doganali di ogni singolo Paese. ATTENZIONE Loperazione deve essere ripetuta nel tempo (normativa nazionale di imprevedibile modifica). E possibile concludere accordi ad hoc con le singole autorità doganali, valide per un periodo predeterminato (mediamente 3 anni, come lIVO europeo, cioè lInformazione Vincolante sullOrigine).

50 © Studio Legale Sutti - Dipartimento di Diritto Industriale - ED ECCO PERCHE: MADE IN… è POINTILLISME LEGISLATIVO. La voile verte (Paul Signac)


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