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Volume uno di tre Avanza con un clic La vertigine dellInfinito: Senza questa sensazione non potrebbero esistere passi in avanti, e ancor meno verso.

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Presentazione sul tema: "Volume uno di tre Avanza con un clic La vertigine dellInfinito: Senza questa sensazione non potrebbero esistere passi in avanti, e ancor meno verso."— Transcript della presentazione:

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5 Volume uno di tre Avanza con un clic

6 La vertigine dellInfinito: Senza questa sensazione non potrebbero esistere passi in avanti, e ancor meno verso l'alto. La vertigine dell'Infinito è la grande inizializzatrice di tutti i pellegrinaggi verso di Sé... o verso Dio, se preferite. Come vivere con questa vertigine? Agli occhi dei Servitori degli Angeli del Signore, la vera domanda sarebbe piuttosto questa: «Come vivere senza?» Vale a dire, come si fa a credere che la vita sia degna del suo nome mentre si continua a irrigi­dirsi dietro le muraglie delle vecchie certezze? La vertigine dellInfinito: Senza questa sensazione non potrebbero esistere passi in avanti, e ancor meno verso l'alto. La vertigine dell'Infinito è la grande inizializzatrice di tutti i pellegrinaggi verso di Sé... o verso Dio, se preferite. Come vivere con questa vertigine? Agli occhi dei Servitori degli Angeli del Signore, la vera domanda sarebbe piuttosto questa: «Come vivere senza?» Vale a dire, come si fa a credere che la vita sia degna del suo nome mentre si continua a irrigi­dirsi dietro le muraglie delle vecchie certezze?

7 Incarnare un nuovo schema evolutivo Nota: La spiegazione o meglio la descrizione che segue, fa venire veramente le vertigini considerando che la nostra umanità raramente ha preso coscienza della sacralità procreativa. Nei mondi evoluti, la procreazione è scelta come «via al Servizio» e si basa esclusivamente in stato di comunione con il tutto e con il proprio Intimo Sentire. Vi suggerisco di leggere e rileggere quanto segue poiché il tutto è quasi sconosciuto alle nostre coscienze terrene. (vedi le nascite divine) La potenza delle galassie spinge anche noi... e vi facciamo precipitare nel vuoto a vostra volta... È lo spazio di una nuova condizione dellessere, solare e infini­to.

8 Uno spazio che scoprirete essere tanto terrestre quanto aereo, poiché dovrete incarnarlo nel quotidiano. È il vostro compito... Si, ho detto "incarnare". L'anima non potrà mai spiegare le sue ali se prima non avrete consolato il corpo. Allestremità della coscienza di chi scrive c'è una mano: questa mano regge una penna una penna che si immerge nel­le tenebre dell- inchiostro per poi ondeggiare sulla carta e illuminarla. Non dimenticatelo...

9 La vostra vita assomiglia a quest'im­magine. Ne siete l'ideatore, lo scrittore e lo strumento usato per scrivere. In essa tutto è rispettato e onorato. Incarnare significa scendere nel cuore del cuore della cel­lula, parlargli, amarlo e incidere in esso la sua missione, che la nostra. Ora lasciate che vinsegni uno schema di espansione della coscienza, uno dei più belli schemi di crescita immaginati dai Soli-Cristi nei loro percorsi verso l'Assoluto.

10 Si tratta di una via fra tante altre ma, accettando di espri­merci nel contesto della nostra dimensione spazio-temporale, è considerata "rapida". È una via di fusione, quella di alcuni di noi che sanno di essere prima di tutto delle cellule, cioè so­li in divenire. Ve la insegno a titolo di riflessione, perché è vissuta in molti sistemi Solari di questa galassia, e perché anche noi amiamo imboccarla nel nostro percorso di ascensione verso l'Unità divina. Sappiate che innanzitutto una via di maturità è, più an­cora, una via che richiede la maturità del vero sguardo d'alta quota.

11 Non la maturità di un escursionista della spiritualità, né di un buon alpinista dell'anima, ma proprio quella di un Viaggiatore Atem- porale. Ora lasciatevi cogliere dal sorriso che si dice così enigma­tico del Buddha, permet- tetegli dimpregnarvi, perché lascia stillare questa visione e comprensione sublimi. Lo schema evolutivo che devo spiegarvi qui interessa la globalità dell'essere: corpo, anima e spirito. Tuttavia l'abbor­derò soltanto nella sua realtà sessuata - quindi non a livello dell'androginato - per rendervelo più vicino. Allora ascolta­temi... Che cos'è una coppia se non una forma di cellula?

12 Il ma­schile e il femminile vi si incontrano e vi si completano intor­no al nucleo solare che è l'amore. Ma un nucleo, vedete, per essenza è sempre un motore d'espansione. La sua funzione è di seminare, cioè di far crescere la vita e di superare continua­mente i propri limiti. A partire da questa realtà naturale e costitutiva del nostro universo, è stata immaginata una via che si è tracciata da sola. I principi della Comunione e poi della Fusione sono quin­di contemporaneamente la sua origine e il suo scopo, mentre l'Amore ne rappresenta la linfa.

13 Si, l'Amore... torniamo sempre lì! È l'estrema espressione dell'essenza divina dell'essere, qualunque tipo di coniugazio­ne utilizzi per manifestarsi. E vi ricordo che l'Amore, nel cuo­re della Creazione come nel nostro, non esclude nulla. Inglo­ba il denso e il sottile, il corpo e la coscienza. La procreazione è il prolungamento più evidente della cel­lula formata da una coppia. È in questo modo che la trinità uomo, donna e amore genera un quarto elemento: la sua discendenza.

14 La stabilità del quattro può tuttavia manifestarsi in altro modo, secondo una modalità che non si perpetua essenzial­mente in orizzontale, ma che invita a un movimento diretta­mente verticale, in altri termini nell'ordine del sottile. Certo, si potrà dire che l'amore si trova sempre nella ver­ticalità, un dato di fatto; eppure, a nome di quelli che rap­presento, io qui vi comunico uno dei suoi aspetti particolari, in una via notevolmente ascendente. Ecco...

15 Nei nostri mondi, mentre ci si trova alla ricer- ca del Divi­no e della Sua realizzazione in Sé, avviene di frequente che due cellule uomo-donna che abbiano già realizzato individualmente l'armonia di coppia decidano di unirsi. Dalla cellula principiale alla cellula maestra Nota: Sul piano della procreazione fisica, quando lovulo è fecondato, promuove un inter energetico-spirituale affinché unAnima possa incarnarsi. Diversamente, nei mondi evoluti, tale processo attivato su unottava superiore, non necessariamente porta alla manifestazione fisica. Comunque trattasi, di una materia quintessenziata. Nei nostri mondi, mentre ci si trova alla ricer- ca del Divi­no e della Sua realizzazione in Sé, avviene di frequente che due cellule uomo-donna che abbiano già realizzato individualmente l'armonia di coppia decidano di unirsi.

16 Il loro scopo è semplice e chiaramente definito: provocare la nascita di un'altra cellula basata sulla forza stabile del quattro e organiz­zata intorno ad un nucleo, il sole del loro amore, vera e propria quintessenza dinamizzante. Una simile cellula viene chiamata cellula principiale, perché contiene in sé il principio di disgregazione delle tradizio­nali frontiere dell'ego umano incarnato.

17 Cerchiamo di capirci bene. Si tratta in questo caso di un'unione a vocazione essenzial­mente sacra. Per noi Sacro significa "che nobilita l'essere e lo proietta verso le sue dimensioni superiori, oltre le convenzioni sociali e temporali". Sacro significa anche "che ingloba tutti i li­velli di manifestazione della Vita come altrettante espressioni del Divino che portano al Divino stesso".

18 Riassumendo, ai nostri occhi il Sacro è lo strumento per mezzo del quale creiamo Dio in noi e con cui, simultanea­mente, Egli cresce attraverso di noi. L'emergere di una cellula principiale costituisce quindi una forza inizia- tica di primo ordine. Attraverso l'unione delle coscienze e dei corpi, essa genera progres- sivamente una sfera di energia trasformatrice. Trasformatrice delle personalità al­l'interno della stessa cellula e del suo entourage, infine tra­sformatrice di tutto un mondo, attraverso la contaminazione luminosa e il germe di espansione di cui si fa portatrice. Ritornerò sui principi dell'unione che pone le fondamenta di una simile cellula.

19 Per il momento, lasciate che vi insegni i suoi sviluppi in uno degli schemi evolutivi del nostro universo... Quando due coppie, entrando in comunione, sono riusci­te a generare una massa energetica stabile, armoniosa e quin­di meravigliosamente amorevole, la loro quintessenza entra in azione. Offre e attrae. Superati gli ostacoli delle personalità e acquisita la stabilità del Quattro, essa si volge verso il princi­pio divino del Tre... In questo modo aspira all'unione con altre due cellule princi­piali.

20 Di con­seguenza, la gioia ne diventa il motore, e l'idea di un lavoro da compiere lascia il posto all'espressione dell'entusiasmo. Così dodici esseri - sei di polarità femminile e sei di polarità maschile - si incontreranno in un unico slancio verso lAssoluto e al Suo servizio. Formeranno quella che chiamiamo cellula secondaria. Comprendete che in simili incontri, come in quelli prece­denti, è opportuno vedere un ritrovarsi di anime. A quel li­vello, non si può concepire una vera e propria unione se non nello scrigno di una stessa famiglia di esseri concepiti dal sof­fio di un medesimo Progetto o Sotto-progetto divino. Di con­seguenza, la gioia ne diventa il motore, e l'idea di un lavoro da compiere lascia il posto all'espressione dell'entusiasmo.

21 Appena realizzata l'armonia tra quei dodici esseri, appena compiuta la loro missione di coscienza collettiva capace di gui­dare gruppi umani, la loro cellula secondaria sarà imme- diatamente attirata da altre due cellule dello stesso tipo, per formare un'altra comunità di anime che qui chiamerò cellula ternaria. Allora questa entità energetica, che è quindi costituita da tre volte dodici esseri, cioè da trentasei anime, manifesterà - riusci­te a concepirlo? - un vero e proprio "Consiglio dei saggi".

22 Coppia A Cellula principale (4) Coppia B Cellula secondaria Cellula secondaria Cellula sacra 108 Cellula maestra 144 Apporto Esterno al Sistema solare Uno degli schemi di fusione delle coscienze nel sistema solare Rappresenterà una forza psichica di fondamentale importan­za e, a questo titolo, si vedrà affidare l'allestimento di progetti precisi in un mondo a cui serve aiuto. Potrà trattarsi della supervisione di una nuova forma di vita, o ancora dell'appoggio da fornire ad un grande essere incaricato di una missione specifica per esempio un vero Boddhisatva, o persino un Avatar. Ma, vedete, la "via della cellula" non si ferma lì.

23 La cellu­la ternaria, fatta di trentasei coscienze in completa unione, pri­ma o poi si fonderà con altre due cellule della stessa natura. Allora si realizzerà l'unità del centootto, chiamata anche cellula sacra. Il suo ruolo sarà quello di scortare dei Cristi o dei Buddha incarnati, a partire dai piani sottili delta Coscienza, o persino di incarnarsi a sua volta, parzialmente o totalmente. Il suo motore energetico servirà anche a prolungare l'impatto del loro insegnamento. A questo stadio di responsabilità, per una cellula sacra di centootto anime in fusione, tutto può cambiare.

24 A un certo punto della propria maturazione - perché nessuno smette mai di crescere - potrà essere chiamata a ricevere in sé un'altra cellula di trentasei esseri generata da un sistema solare lontano dal suo, e quindi diverso. Inutile precisare che in quel momento tutte le anime coinvolte compiono un salto prodigioso... Si tratta di un'altra specie di Sposalizio, una nuova apertura verso altri riferimen­ti interiori e verso sensibilità diverse. Così nasce una cellula di centoquarantaquattro presenze fuse tra loro, una cellula maestra. Avrà una natura tanto stupefacente e tanto purificata da divenire una specie di Università del mondo dell'anima.

25 Essa interpreterà di fatto il ruolo di matrice di Maestri, pronti ad accollarsi le più alte respon- sabilità in questo universo, ovun­que sarà richiesto un aiuto. Ecco dunque uno dei possibili schemi evolutivi dell'anima all'interno di un sistema solare. Ne esistono altri, più solitari, o che si basano su rapporti numerici diversi, poiché l'Intelli­ genza della Vita... e la Presenza di Dio sperimentano tutto, ma proprio tutto.

26 Bisogna solamente comprendere che ogni essere, nel corso della sua traiettoria verso la reintegrazione nella Coscienza del Sé, è chiamato a fare delle scelte secondo le sue capacità domi­nanti e la sua sensibilità... Esattamente nello stesso modo in cui un artista privilegia uno strumento espressivo fra molti.

27 La natura della fusione: cambiare ottava Ora, che cosa sottintende esattamente il concetto di fusio­ne? Come si può concepire? Come si realizza e quali sono le sue implicazioni? A priori, sul piano intellettuale, il suo principio è semplice da cogliere. Diversi elementi si fondono quando un agente co­mune li spinge a sciogliersi uno nell'altro per creare un'unita stabile e armoniosa. A livello della materia grezza, quello dei metalli, per esem­pio, una simile idea e la sua realizzazione non creano proble­mi a nessuno.

28 Tuttavia, quando si tratta di esseri umani, e inevitabilmente tutta un'altra cosa! È diverso, perché all'inter­no di un uomo e di una donna le realtà di ordine psichico, emotivo, mentale e spirituale non soltanto sono raramente allineate, ma per di più si fanno per la maggior parte del tem­po una guerra subdola. Quanti di voi, su questa Terra, sono in unione con se stes­si o stanno per esserlo? Non parlo della pacificazione totale, che contr- addistingue i Maestri realizzati, ma di quell- impulso costante, volitivo e tuttavia dolce dell'umano verso una condizione di coerenza.

29 È la coerenza, vedete, è semplicemente l'abolizione delle lotte tra tutti gli strati di ciò che costituisce la Vita, e l'abrogazione di tutte le frontiere interiori. Non è pensabile realiz- zare una fusione finché non si è usciti dalla terribile serie di reazioni a catena provocata dai riflessi dua­listici. Allo stesso modo, acc- edervi rimane una chimera finché ci si mostra incapaci di passare dall'immagine del Due ad altro. Riuscite a seguirmi se vado un po' oltre? Che cos'è la carne e che cos'è lo spirito? Fare una simile domanda equivale a chiedere di spiegare la differenza che esi­ste tra il do di base disegnato sotto un pentagramma e quello raffigurato sopra di esso.

30 Si parla della stessa realtà... ma col­locata a un'ottava diversa. Questo per portarvi a comprendere che, nell'idea della fu­sione in quanto strumento della manifestazione di Dio, il principio del corpo si confonde con quello dello spirito. Ancora una bestemmia, diranno alcuni! Non importa! I Servitori degli Angeli del Signore vedono la vera bestemmia solo nell'offesa fatta al Principio di Dio nel momen- to in cui Lo si amputa delle Sue radici e dei suoi Rami nella Creazione. Il corpo è lo strumento privilegiato di una fusione offerta all'uomo e alla donna quando sono arrivati a un certo punto della loro maturazione.

31 Ai nostri occhi è chiaro che sperimen­tandolo in ciò che ha di più nobile può diventare l'iniziatore di una trasformazione decisiva, di una svolta nell'evoluzione della coscienza. Il corpo racconta dell'anima, sapete? Il più piccolo gesto, il più discreto degli sguardi, ne traduce il linguaggio, anche se in modo un po' goffo. Il considerarlo un sistema cosmico, con i suoi pianeti, i suoi soli e le sue galassie, la conoscenza intima dei suoi meccanismi sottili ne fanno inevitabilmente un eccezionale portale d'accesso alla Presenza del Divino. Sin­tetizza tutta la Creazione... Non è quindi logico rendere omaggio alla sua sacra essenza?

32 […] Le vie di comunicazione tra il formale e l'informale, tra il denso ed il sottile, sono sempre state aperte per colui che, a sua volta, era aperto, perché in verità non ci sono differenze fra le due rive di un fiume, e le possibilità di gioia sono essenzialmente le stesse su entrambe le rive. Il denso è il campo di crescita del sottile, mentre il sottile è l'embrione che offre a ciò che è pesante la sua occasione di vita, la sua promessa daffinamento;

33 cercate di capirmi al di là delle parole che la vostra lingua mi consente: maturate questo concetto in voi, e fatelo sentire agli altri piuttosto che cercare di spiegarlo con concetti accessibili a pochi. Così, non disprezzate nulla, non respingete nulla: non fate come quelli che, scoprendo con meraviglia le bellezze di altri mondi, decidono di ignorare gli splendori di questo. Vorreste forse concepire un figlio che rifiuti sua madre per correre dietro soltanto a suo padre?

34 Il nutrimento dei vostri campi può essere grande quanto quello del sole di mio Padre: esso attende semplicemente che voi lo riscopriate, che ristabiliate con esso un legame, che gli rendiate infine ciò che gli appartiene, la sua dignità, la sua nobiltà, quel granello di vita che conduce anche al centro del Tutto… Quando dico il "Padre mio" e il "Padre vostro", mi riferisco alla Potenza e all'Amore del Grande Creatore cosmico, dal quale ogni cosa è nata, del quale ogni cosa è intessuta.

35 Perché, in verità, non vi è una sola "cosa" tra quelle che esistono intorno a voi o in voi, che non sia parte integrante del Suo corpo, e frutto del Suo Spirito. Non facciamo altro che sperimentare la Vita in tutta libertà, lungo il fascio della Sua coscien­za: tutto ciò che assimilate nasce embrionalmente dal Suo soffio, e si oggettivizza secondo la coscienza dellumanità, secondo l'apertura del suo cuore. In tutto questo non vi sono immagini, ma la semplice formula­zione, facilmente comprensibile, di un principio eterno che la vostra scienza stessa riuscirà a capire. Perché, in verità, non vi è una sola "cosa" tra quelle che esistono intorno a voi o in voi, che non sia parte integrante del Suo corpo, e frutto del Suo Spirito. Non facciamo altro che sperimentare la Vita in tutta libertà, lungo il fascio della Sua coscien­za: tutto ciò che assimilate nasce embrionalmente dal Suo soffio, e si oggettivizza secondo la coscienza dellumanità, secondo l'apertura del suo cuore. In tutto questo non vi sono immagini, ma la semplice formula­zione, facilmente comprensibile, di un principio eterno che la vostra scienza stessa riuscirà a capire..

36 Così dunque dovete capire che ogni istante della vostra vita può essere occasione di un'Eucaristia: assi­ milate il Tutto in ogni momento, per poco che vogliate esserne coscienti; ora, sgombrate questo termine di "Eucaristia" delle sue connotazioni religiose, non vo­ gliate vedervi né carne né sangue, ma qualcosa di più, quell'inimmaginabile amore energia con il quale ognu­no di noi ha la possibilità di comunicare. La vera Eu­caristia che sono venuto a distribuire (o meglio, a re­stituire) all'umanità, è proprio questa. Sappiate assa­porare il gusto e la forza dell'attimo presente perché tutto, la generazione come la rigenerazione, risiede in esso;

37 tutto è così vicino a voi, se non vi accanite ad allontan- arlo con le mille circonvoluzioni dei vostri disordinati appetiti; il Padre cosmico di cui vi parlo è il Padre Madre di tutte le galassie, l'Oceano Ain Soph al quale alludono tutte le culture. Smettete dunque di immaginarlo lontano da voi, giacché siete realmente in lui, nel suo corpo, e giacché egli stesso penetrerà persino nell'inchiostro con cui scriverete… Avviarsi verso mondi spirituali, amici miei, signifi­ca cominciare con il mettere ordine fra le cose del cor­po: il vostro corpo sarà sporco e vile se nell'anima vostra saranno presenti scorie e bassezze; infatti, per sua essenza, in verità, il corpo è tutta luce.

38 Voi uomini siete dotati di un'incommensurabile for­za che potrete rendere nobile se soltanto lo vorrete: se invece vi accanirete a lottare per il contrario, allora di­venterete anche voi un "contrario", per sperimentare sempre di più i disordini e le disarmonie. Non è la pu­nizione di coloro che non vedono e non sentono, ma il logico cammino che essi stessi si tracciano finché non ne potranno più di rinnegarsi…

39 Segue: Uno di tre


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