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Gabriele dAnnunzio Il poeta superuomo 5. Il romanzo delle visioni.

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Presentazione sul tema: "Gabriele dAnnunzio Il poeta superuomo 5. Il romanzo delle visioni."— Transcript della presentazione:

1 Gabriele dAnnunzio Il poeta superuomo 5. Il romanzo delle visioni

2 Il trionfo della morte iniziato nel 1889 parzialmente a puntate su La Tribuna illustrata Linvincibile interrotto al capitolo VII del terzo libro 8 nuovi capitoli altri 11 sei libri a Milano nel 1894 Francesco Paolo Michetti

3 Il trionfo della morte Nietzsche: Jenseits von Gut und Böse Es giebt Bücher, welche für Seele und Gesundheit einen umgekehrten Werth haben, je nachdem die niedere Seele, die niedrigere Lebenskraft oder aber die höhere und gewaltigere sich ihrer bedienen; im ersten Falle sind es gefährliche, anbröckelnde, auflösende Bücher, im anderen Heroldsrufe, welche die Tapfersten zu ihrer Tapferkeit herausfordern. prefazione dedicatoria – la necessità di modernizzare lo stile

4 Il trionfo della morte Avevamo più volte insieme ragionato dun ideal libro di prosa moderno che – essendo vario di suoni e di ritmi come un poema, riunendo nel suo stile le più diverse virtù della parola scritta – armonizzasse tutte le varietà del conoscimento e tutte le varietà del mistero; alternasse le precisioni della scienza alle seduzioni del sogno; sembrasse non imitare ma continuare la Natura; libero dai vincoli della favola, portasse alfine in sé creata con tutti i mezzi dellarte letteraria la particolar vita – sensuale sentimentale intellettuale – di un essere umano collocato nel centro della vita universa. uno sviluppo organico allinterno della trama

5 Il trionfo della morte I suoi sentimenti, le sue idee, i suoi gusti, le sue abitudini non variano secondo le vicende di una qualunque avventura svolta di pagina in pagina con laiuto di una logica più o meno severa; ma presentano il principal carattere dogni vita organica, consistente in un equilibrio definito tra ciò che è variabile e ciò che stabile, tra le forme costanti e le forme avventizie fugaci illogiche. Una sensazione, un sentimento e unidea iniziali, apparsi nelle prime pagine, si vanno sviluppando – secondo le leggi che governano i fenomeni – a traverso una selva innumerevole di segni varii che tutti corrispondono in una stessa anima comprensiva e perspicua. Dalla vana acredine di parole esalata sul sedile del Pincio alla feroce lotta notturna sul margine del precipizio, la persona sente pensa e si commuove in un continuo succedersi di stati della sua coscienza sempre vigile.

6 Il trionfo della morte Concorrere efficacemente a costituire in Italia la prosa narrativa e descrittiva moderna: ecco la mia ambizione più tenace. La massima parte dei nostri narratori e descrittori non adopera ai suoi bisogni se non poche centinaia di parole comuni, ignorando completamente la più viva e la più schietta ricchezza del nostro idioma che qualcuno anche osa accusare di povertà e quasi di goffaggine. Il vocabolario adoperato dai più si compone di vocaboli incerti, inesatti, dorigine impura, trascolorati, difformati dalluso volgare che ha loro tolta o mutata la significazion primitiva costringendoli ad esprimere cose diverse e opposte. E questi vocaboli vengono coordinati in periodi quasi sempre eguali, mal connessi fra loro, privi dogni ritmo, che non hanno alcuna rispondenza col movimento ideale delle cose di cui vorrebbero dare unimagine.

7 Il trionfo della morte Cicerone e Tito Livio Boccaccio i manieristi del tardo Cinquecento Giorgio Aurispa le misteriose pulsioni dietro lapparenza delle cose Ippolita Sanzio Tristano di Wagner Zarathustra di Nietzsche un invincibile desiderio di morte

8 Il trionfo della morte Io ho circonfuso di luce, di musica e di profumo le tristezze e le inquietudini del morituro; ho evocato intorno alla sua agonia le più maliose Apparenze; ho disteso un tappeto variopinto sotto i suoi passi obliqui. Dinanzi a colui che perisce, una bella donna voluttuaria, terribilis ut castrorum acies ordinata, alta su un mistero di grandi acque glauche sparse di vele rosse, morde e assapora con lentezza la polpa dun frutto maturo mentre dagli angoli della bocca vorace le cola giù pel mento il succo simile a un miele liquido. prima parte: Il passato in un albergo dei colli romani gli ultimi momenti di una passione

9 Il trionfo della morte [Giorgio] riconosceva ingiusto ogni risentimento contro di lei, riconoscendo un ordine superiore di necessità fatali. La sua miseria non proveniva da alcuna creatura umana, ma dallessenza stessa della vita. Egli non doveva dolersi dellamata ma dellamore. Lamore, a cui per natura tutto il suo essere tendeva con invincibile veemenza, lamore era la più grande fra le tristezze terrene. Ed egli era legato a quella suprema tristezza, forse fino alla morte. […] prepariamo nellarte con sicura fede lavvento dellUebermensch, del Superuomo La parola è un segno imperfetto. Lanima è intrasmissibile. il corpo – simbolo per il carattere di una persona e per i desideri

10 Il trionfo della morte Gli chiuse gli occhi, per ammirarle [le ciglia]. Poi gli accarezzò la fronte, le tempie; si fece baciare di nuovo le dita, a una a una, con la testa china verso di lui. Ed egli, dal basso, vedeva la bocca di lei aprirsi con infinita lentezza e dal fondo sorgere il calice niveo dei denti. Ella la richiudeva: e ancóra, lentamente, lentamente, le labbra si schiudevano, come un fiore di due petali; e sorgeva dal fondo il candore perlato. venerdì santo – la morbosità del rito della passione secondo libro: La casa paterna Il commiato fu doloroso come non mai. Giorgio era in un periodo di sensibilità acutissimo. Tutti i suoi nervi tesi ed esacerbati lo tenevano in uno stato di inquietudine incessante. Egli pareva incredulo della felicità promessa, della quiete ventura.

11 Il trionfo della morte la zia malata di mente il padre tradisce la madre Egli guardò il padre. Notò che allangolo di ciascun occhio, su la tempia, aveva un fascio di rughe e sotto ciascun occhio un gonfiore, una specie di borsa violacea. Notò il collo corto, gonfio, rossastro, apoplettico. Si accorse che i baffi e i capelli portavano tracce di tintura. Letà, il principio della vecchiezza in un essere voluttuario, la implacabile opera del vizio e del tempo, il vano e mal riuscito artificio a nascondere la canizie senile, la minaccia duna morte repentina, tutte queste cose misere e tristi, basse e tragiche, tutte queste cose umane diedero al cuore del figliuolo un turbamento profondo. la concubina e i figli avuti da lei linfanzia felice accanto alla sorella Cristina

12 Il trionfo della morte leffimerità dei sentimenti e la vanità della beatitudine Ippolita – una profetessa della morte Gli riapparve nellimmaginazione, vagamente, il gesto dellamante che calava il velo nero su lultimo bacio; gli riapparve il fanciullo dalla stampella, che raccoglieva le lacrime della cera. Pensò: «Bisogna morire.» lo zio Demetrio – il suicidio la filosofia stoica Madame de Staël: Réflexions sur le suicide (1813) Flaubert: Madame Bovary (1857) Tolstoi: Anna Karenina (1877)

13 Il trionfo della morte terzo libro: Leremo in una casa isolata in riva al mare le numerose digressioni folkloristiche Egli portava nel suo organismo i germi ereditati dal padre. Egli, essere dintelligenza e di sentimento, portava nella carne la fatale eredità di quellessere bruto. Ma in lui listinto diveniva passione; la sensualità assumeva quasi le forme di un morbo. Ed egli nera appunto afflitto come dun morbo vergognoso. Egli aveva orrore di quelle febbri che lo assalivano dimprovviso e lo ardevano miseramente e lo lasciavano avvilito, arido, debole di pensiero. Soffriva di certi suoi bassi impeti come duna degradazione. Certi passaggi repentini di brutalità, come uragani su un cólto, gli devastavano lo spirito, gli chiudevano tutte le fonti interiori, gli aprivano solchi dolorosi che per lungo tempo egli non riesciva a colmare.

14 Il trionfo della morte Ippolita lo raggiunge nel suo paradiso rurale scene di estasi amorosa Egli considerò a una a una, mentalmente, le nudità della sua amata. Ciascuna forma, vista a traverso la fiamma della brama, assumeva uno splendore specioso, chimerico, quasi sovrumano. Egli considerò a una a una, mentalmente, le carezze della sua amata. Ciascuna attitudine assumeva un fascino voluttuoso duna intensità quasi inconcepibile. In lei tutto era luce, aroma, ritmo. La stupenda creatura, egli, ben egli, la possedeva, egli solo! Ma un pensiero di gelosia gli nacque spontaneo dal desiderio, come un fumo da un fuoco torbido. lillusione di una Vita Nuova, quarto libro la cultura borghese corrotta delle città moderne

15 Il trionfo della morte la religiosità dei contadini la razza abruzzese un ascetico senza Dio la Casa della Vergine di Casalbordino un rito vampante di delirio e di invocazioni la fiera degli spettacoli deformi il Messia degli Abruzzi la morte di un bambino, creduto vittima delle streghe la frenesia generale

16 Il trionfo della morte – La grazia! la grazia. A quegli urli che parevano lacerare i petti da cui irrompevano, a quelle sillabe iterate senza tregua con la stessa persistenza fidente e invitta, a quel denso fumo che sappesantiva come una nube di tempesta, a quel contatto dei corpi, a quella mescolanza dei fiati, alla vista del sangue e delle lacrime, tutta la moltitudine in un punto fu posseduta da una sola anima, divenne un essere solo, miserabile e terribile, chebbe un gesto, una voce, uno spasimo e un furore. Tutti i mali divennero un solo unico male che la Vergine doveva distruggere; tutte le speranze divennero una sola unica speranza che la Vergine doveva compire.

17 Il trionfo della morte Egli era estraneo a quella moltitudine come a una tribù di oceanidi; egli era anche estraneo al suo paese, alla terra natale, alla patria, comera estraneo alla sua famiglia, alla sua casa. Egli doveva rinunziare per sempre a quella vana ricerca del punto fisso, dellappoggio stabile, del sostegno sicuro. quinto libro, Tempvs destrvendi una perfetta vita spirituale la presenza troppo materiale della donna la meditazione su Zarathustra e Friedrich Nietzsche lamore mistico di Tristano ed Isotta lopera lirica di Wagner la sublimazione estetica del desiderio inappagabile

18 Il trionfo della morte lultimo libro, Linvincibile Ippolita, banale e sensuale, sempre più insopportabile il suicidio comune Era tutta ardente e tutta bella. La sua bellezza sera accesa come una face. Il suo lungo corpo serpentino vibrava a traverso la tenuità della veste. I suoi grandi occhi oscuri emanavano il fascino delle supreme ore di passione. Ella era la sovrana Lussuria che ripeteva: «Io sono sempre linvitta… Sono più forte del tuo pensiero… Lodore della mia pelle può dissolvere in te un mondo!» da uno scoglio nel mare

19 Il trionfo della morte Fu una lotta breve e feroce come tra nemici implacabili che avessero covato fino a quellora nel profondo dellanima un odio supremo. E precipitarono nella morte avvinti. il fallimento del superuomo il volontarismo egoistico il dramma della volontà contemplativa il volere astratto e il contemplare spirituale le pulsioni incontrollabili e le ossessioni istintive Empedocle, filosofo greco del quinto secolo a. Cr. Friedrich Hölderlin: Empedokles-Fragmente (1797ss.)

20 Il trionfo della morte lestetismo e il simbolismo la stanchezza spirituale e il disgusto dei sensi unumanità atroce, dolorosa, avvilita e buona la trasfigurazione mitica della gente dAbruzzo

21 Le vergini delle rocce a puntate nel 1895 su Il convitto in volume a Milano nel 1896 Claudio Cantelmo, nobile e disgustato Francesco Crispi ( ) primo ministro piuttosto autoritario dal 1887 al 1891 e dal 1893 al 1896

22 Le vergini delle rocce immergersi nellarcaico ed avito Abruzzo Ho vissuto alcuni anni in Roma, – continuai, con una confidenza più sicura – in quella terza Roma che doveva rappresentare lAmore indomato del sangue latino alla terra latina e raggiare dalle sue sommità la luce oltremirabile di un Ideale novissimo. Sono stato testimonio delle più ignominiose violazioni e dei più osceni connubii che mai abbiano disonorato un luogo sacro. la missione salvifica di una rigenerazione totale

23 Le vergini delle rocce la distruzione dei valori patriottici Giuseppe Garibaldi Primieramente dunque, o caro padre, in Roma ho appreso questo: Il naviglio dei Mille salpò da Quarto sol per ottenere che larte del baratto fosse protetta dallo Stato. lintegrità interiore il museo dellEccezionale ripulire il Paese dalla feccia democratica lesempio di gesta eroiche e guerresche

24 Le vergini delle rocce Il mondo è la rappresentazione della sensibilità e del pensiero di pochi uomini superiori, i quali lo hanno creato e quindi ampliato e ornato nel corso del tempo e andranno sempre più ampliandolo e ornandolo nel futuro. Il mondo, quale oggi appare, è un dono magnifico largito dai pochi ai molti, dai liberi agli schiavi: da coloro che pensano e sentono a coloro che debbono lavorare. lideologia fascista di dAnnunzio la venerata stirpe degli superuomini Le plebi restano sempre schiave, avendo un nativo bisogno di tendere i polsi ai vincoli. Esse non avranno dentro di loro giammai, fino al termine dei secoli, il sentimento della libertà.

25 Le vergini delle rocce Alessandro Cantelmo, conte di Volturara un fittizio ritratto dipinto da Leonardo da Vinci Non cavalcavo anchio verso le principesse nubili, prigioniere nel giardino chiuso? E non forse ciascuna di loro nel suo cuore segreto aspettava lo Sposo? la folla, i commerci e loperosità filistea procreare un individuo restaurare lantico ordine distrutto fornire il seme alla nuova razza eletta

26 Le vergini delle rocce Rebursa, paese dalle vertebre di roccia Trigento Luzio Capece Montaga un clima di disfacimento e di dolore donna Aldoina, una mentecatta Antonello e Oddo Così, subitamente, mi si rivelava nella sua atrocità il supplizio a cui il Destino aveva condannato quegli ultimi superstiti duna stirpe caduta; e la figura evocata dalle parole duna vittima certa mi appariva ingigantita sotto una luce tragica. Io vedeva nella mia imaginazione la vecchia principessa demente, seduta nellombra di una stanza remota, e uno de suoi figli chino verso di lei, con le mani imprigionate nelle mani materne.

27 Le vergini delle rocce Massimilla, Anatolia e Violante, le vergini delle rocce Le tre principesse nubili aspettavano quivi lamico non veduto da lungo tempo, il quasi coetaneo a cui erano legate da qualche ricordo di puerizia e di adolescenza, lunico erede di un nome non meno antico e non meno insigne del loro. Aspettavano così un loro eguale, un reduce dalle città magnifiche apportatore dun soffio di quella grande vita a cui esse avevano rinunziato. E ciascuna forse nel suo cuore segreto aspettava lo Sposo.

28 Le vergini delle rocce le personificazioni dei suoi sogni Massimilla, gracile e soave la virtù e la timidezza sottomesse e adoranti Un bisogno sfrenato di schiavitù mi fa soffrire dice Massimilla silenziosamente, seduta sul sedile di pietra, con le dita delle mani insieme tessute, tenendovi dentro il ginocchio stanco. Io non ho il potere di comunicare la felicità, ma nessuna creatura viva e nessuna cosa inanimata potrebbe, come la mia persona tutta quanta, divenire il possesso perfetto e perpetuo di un dominatore.

29 Le vergini delle rocce Anatolia, la femminilità Io soffro dice Anatolia duna virtù che dentro di me si consuma inutilmente. La mia forza è lultimo sostegno duna rovina solitaria, mentre potrebbe guidar sicura dalle scaturigini alla foce un fiume colmo di tutte le abondanze della vita. Violante, lamore sterile lussuriosa, intangibile, attediata – i capelli Dice Violante: Io sono umiliata. Sentendo su la mia fronte pesare la massa dei miei capelli, ho creduto di portare una corona; e i miei pensieri sotto quel peso regale erano purpurei.

30 Le vergini delle rocce le qualità contrastanti: nellapparenza fisica nellatteggiamento nei gesti Le tre sorelle, poggiati i gomiti su la sponda di pietra, tenevano le mani in fuori nude, senza anelli, immerse nel sole come in un tepido bagno aurino. Massimilla, con le dita insieme tessute; Anatolia, con luna palma presa nellaltra in croce per modo che i due pollici soprastavano; Violante, premendo alcune mammole già languide tolte alla sua cintura e lasciandole poi cadere nello spazio.

31 Le vergini delle rocce la donna = uno strumento per i progetti procreativi Tutte sembravano nate a servire le mie volontà di perfezione in terra. E il doverle disgiungere luna dallaltra mi offendeva come un disordine, mi irritava come un sopruso del pregiudizio e del costume. Come le Càriti, come le Górgoni e come le Moire, tre erano le vergini che maccompagnavano per mezzo a quella primavera misteriosa. E io amavo imaginar me medesimo simile a quel giovine, raffigurato sul vaso di Ruvo, cui adduce sul limitare dun mirteto un Genio aligero. Sopra il suo capo è scritto il nome di Felicità; e tre vergini lo circondano: luna recante nelle sue mani un piatto carico di frutti, e laltra tuttavvolta in un manto costellato, e la terza col filo di Lachesi tra le dita agili.

32 Le vergini delle rocce le Càriti: Eufrosine, Aglaia, Talia = le Grazie latine, figlie di Giove e Eurinome le Gòrgoni: Medusa, Eurialo e Steno figlie di Forco e Ceto le Moire: Cloto, Làchesi ed Atropo dee del destino il vaso di Ruvo ? la principessa prescelta ?

33 Le vergini delle rocce la dissoluzione e la nevrosi nellaristocrazia meridionale contro il suffragio universale e legualitarismo della democrazia la morte dellarte provocata dallindustrializzazione Hypnerotomachia Poliphili una parafrasi Dicevano: «Affrettatevi; affrettatevi! Intrecciate in ghirlande le rose belle per cingerne le ore che passano.» PRAECIPITATE MORAS, VOLVCRES CINGATIS VT HORAS NECTITE FORMOSAS, MOLLIA SERTA, ROSAS. la misteriosa lotta nel sogno di Polifilo

34 Le vergini delle rocce Francesco Colonna le visioni di processioni trionfali la celebre edizione aldina del 1499 larte = la rappresentazione del pensiero oscurato dalla natura lArte = la semplificazione delle linee

35 Le vergini delle rocce malattia e salute ombra e luce acqua e pietra autunno e primavera aridità e fertilità follia e bellezza uno stucchevole decorativismo limpotenza psichica del protagonista il romanzo-poema la dimensione lirica la tipologia delle mani Quelle mani in fatti, alle cui dita lunghe avevo cinto i miei più sottili sogni come anelli invisibili, quelle mani mi sembravano già diverse apparendomi come i ricettacoli dinfinite forze innominate da cui potevano sorgere meravigliose generazioni di cose nuove.

36 Il Fuoco 1900 Stelio Èffrena una dottrina di vita le doti eccezionali di intelletto e di spirito la forza suadente della parola il coraggio indomito lesaltazione vitalistica ancora 15 anni il campione della stirpe italica

37 Il Fuoco un romanzo autobiografico Eleonora Duse LImaginifico Stelio Èffrena Foscarina, la grande attrice tragica

38 Il Fuoco Un lungo grido concorde salutò lapparizione della Regina bionda e perlata in cima alla Scala dove un tempo il Doge eletto riceveva linsegna ducale alla presenza del popolo. Anche una volta il nome del bianco fiore stellare e della perla purissima fu ripetuto agli echi del marmo. Folgori di gioia crepitarono nel cielo. Mille colombe ardenti sinvolarono dai pinnacoli di San Marco, messaggere del Fuoco. – LEpifania del Fuoco! – esclamò la Foscarina, uscendo sul Molo, dinanzi allo spettacolo allucinante. esaltazioni e disperazioni, armonie e gelosie la musa ispiratrice, la carica vitale, la catalizzatrice della sua creatività artistica

39 Il Fuoco la giovane cantante Donatella Arvale i canti in dialetto veneziano la tradizione goldoniana La zoventù xe un fior Che apena nato el mor, E un zorno gnanca mi No sarò quela. un Richard Wagner vecchio e malato Wort-Ton-Kunst il linguaggio ricco, duttile, preciso lo stile carico di metafore, visioni e simboli

40 Il Fuoco lentusiasmo, la grandezza, la potenza È vero, è vero pensava Stelio Èffrena. La fortuna dItalia è inseparabile dalle sorti della Bellezza, cui ella è madre. il culto della Bellezza O beata solitudo! O sola beatitudo! Conosco il romanzo e ne ho autorizzato la stampa, perché la mia sofferenza, qualunque essa sia, non conta, quando si tratta di dare un altro capolavoro alla letteratura italiana. E, poi, ho quarantanni... e amo!

41 Il Fuoco Henry James ( ): The Wings of the Dove (1902) aprile 1904 nel Quarterly Review: una splendida accumulazione di materiale estetico Tintoretto, Veronese, il Giorgione, i coloristi veneti la condizione stessa della parola John Ruskin: The Stones of Venice (1851-3) rivelare i misteri della natura Hippolyte Taine: Voyage en Italie, 1866 Pompeo Molmenti: La storia di Venezia nella vita privata, 1880 La dogaressa di Venezia, 1887 Maurice Barrès: Culte du moi – Un homme libre (1889)

42 La Leda senza cigno luglio-agosto 1913 da tre anni in Francia a puntate sul Corriere della sera il romanzo-poema visionario la Licenza il contenuto misterioso le strutture formali della musica il ritmo frammentario e incerto dellesistenza i momenti intensi, ma precari e discontinui il narratore si sdoppia Desiderio Moriar = morirò di desiderio Tristano e Isotta di Wagner: Desiderare e morire! Di desiderio morire! la noia – la feccia della mente umana

43 La Leda senza cigno Ero in una di quelle giornate di tedio, che si dice sieno state inventate per le nature ambigue dal precettore di Nerone, quando la virtù attiva della vita si ritrae dai cerchi dellanima come lacqua dalle gore duna gualchiera o dun mulino lasciando a secco i fossi ingombri di rottami e di lordumi intorno ai congegni inerti. Par di fiutare in ogni pensiero un odore di melma in fermento. in una chiesa del sud della Francia Ma, pur a traverso la più recente eleganza, dalla linea che si generava nella ondulazione della sua guancia, elle era per me disegnata sino ai piedi quale gli artisti devono imaginarsi lantica Leda dellEurota. Dalla cintola in giù la sua grazia pareva inflessa verso il mistero del divino Olore, come avrebbe detto Poliphilo. E ripensai a quella Leda di Leonardo, che Cassiano del Pozzo, lamico del Pussino, poté tuttavia vedere a Fontanabeliò nel 1625 e chio mi sogno sempre di ritrovare in qualche maniera inverosimile.

44 La Leda senza cigno Leda – la figlia del re spartano Tindaro in riva al fiume Eurota i Dioscuri, Clitennestra ed Elena Hypnerotomachia Poliphili: uno bianchissimo cygno negli amorosi amplexi duna inclyta nympha – divino olore tra le delicate et nivee coxe collocato il voyeurismo pornografico un quadro misterioso Limagine della Leda senza cigno veniva nondimeno a me, assai spesso, con un vero alito vivo tra le labbra che il gioco dissimulatore non poteva più deformare, non mai chiuse perfettamente ma di continuo socchiuse come quelle che devono lasciar respirare più dunanima.

45 La Leda senza cigno un paradiso artificiale di droga Camminavo lungo le vetture in cerca del mio amico e di me, quando lo scopersi ripiegato contro la spalla della madre, cèreo, come intorpidito da un narcotico, là, con le gambe flosce, con un po del bianco degli occhi apparente fra le palpebre mal chiuse. Un gesto della vecchia signora prevenne limportunità dogni mia parola, dogni mio atto. Ella si chinò con infinita cautela verso di me, evitando di riscuotere il figlio; e mi bisbigliò: – Stanotte sè uccisa. lo sdoppiamento nella personalità del protagonista

46 La Leda senza cigno la super-donna pari al super-uomo fallito unattività compensativa nella politica il dandyismo moderatamente razzista il suo elitarismo artistico il suo militarismo politico


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