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A chi è triste non domandare la storia della sua disgrazia. E meglio se gli dici che ha in te un amico.

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Presentazione sul tema: "A chi è triste non domandare la storia della sua disgrazia. E meglio se gli dici che ha in te un amico."— Transcript della presentazione:

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2 A chi è triste non domandare la storia della sua disgrazia. E meglio se gli dici che ha in te un amico.

3 A chi piange non scandagliare le ragioni del suo dolore. E meglio se gli dici che hai per lui una spalla su cui appoggiarsi o un sorriso da donare. A chi avanza barcollante nella vita non domandare perché non ha mai conseguito la sua meta. E meglio se gli dici che hai una luce, un consiglio, un bastone nel caso ne avesse bisogno.

4 A chi è senza fede e incapace di pregare, non domandare perché è diventato miscredente. E meglio se gli mostri Dio e lo poni al centro delle tue preghiere.

5 A quanti hanno una vita caotica non domandare le ragioni del loro disordine. E meglio se mostri loro la via della fede e il fluire ordinato della tua esistenza. A chi avanza sotto il peso della croce non chiedere perché gli pesi tanto. E meglio se laiuti a portarla facendoti solidale con lui.

6 A chi si sente vinto dalle tentazioni non parlargli di norme, non fargli ragionamenti. E meglio se gli mostri lesempio della tua vita virtuosa.


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