Per gli adulti. È doveroso fare una precisazione. Occorre sfatare lidea che la terapia neuro e psicomotoria così come noi la proponiamo (con la collaborazione.

Slides:



Advertisements
Presentazioni simili
Casa di cura Città di Brà
Advertisements

La comunicazione con la famiglia a supporto delle vaccinazioni
Definiamo la proto- matematica:
Quali sono gli errori fondamentali dellorganizzazione attuale per lintervento nei disturbi dello sviluppo che si possono evidenziare già alla nascita?
Cosa vi portate a casa da queste due giornate? La consapevolezza che lavorare congiuntamente in rete facilita lacquisizione di competenze La crescita nel.
Laboratorio delle emozioni
Ricerca non sperimentale: La ricerca survey (inchiesta)
La costruzione dell’identità nel bambino in affido
Abilità Sport Strada chiesa Famiglia Capacità Conoscenze Competenze Scuola Società cittadino uomo.
Dipartimento Nazionale Formazione 1 Il problema della comunicazione.
1 LONCOLOGIA E LA PSICOLOGIA DI GENERE Reggio Emilia 24 settembre 2010 la competenza educativa dellinfermiere Catia Franceschini Hospice Maria Teresa Chiantore.
Gli strumenti di gestione per la disabilità: i Piani Integrati di Salute Dr.ssa Laura Brizzi Resp. U.F. Alta Integrazione Az. USL 8 Zona Valdarno Pisa.
TERZE OBIEZIONI Hobbes
La pianificazione della pensione
Ministero della Salute Guadagnare salute Rendere facili le scelte salutari.
4^ - 5^ scuola primaria 1^-2^-3^scuola secondaria di primo grado
MESTIERE O PROFESSIONE ?
Comunicazione Prof.ssa Maria Grazia Strepparava
Università degli Studi di Trieste Facoltà di Psicologia Corso di Psichiatria Sociale a.a. 2004/2005 La famiglia e il disturbo mentale grave. Un esempio.
LE ABILITA’ CHE FANNO DA SFONDO AGLI APRRENDIMENTI COMPLESSI
NOI SIAMO IL CONTESTO… 2013/2014 Daniela Romagnoli I.C. Via R. Parbeni.
Alcuni aspetti dell’educazione e formazione dell’adulto
“Peter Pan non abita più qui: disabilità intellettiva e adultità”
GUIDA PER ALUNNI E GENITORI
Parola di Vita Ottobre 2013.
“Educare per l’Autonomia, l’Autonomia per Educare ” La Comunicazione Aumentativa e Alternativa Marco Gagliotta Sant’Anastasia 27 marzo 2009.
Il comportamento dell’infermiere nella linea della parità dei diritti dei malati non può mutare da ammalato ad ammalato. L’unica diversità ammissibile.
TecnologicaMentis: Andragogia oggi …
“ L'importanza sia nel tuo sguardo, non nella cosa guardata ”
LE CAUSE D’ERRORE ARBITRALE
La mia autostima.
Una Puglia Solidale a partire dai Disabili" CONVEGNO REGIONALE MO.V.I. (Movimento Volontariato Italiano) – Federazione pugliese Bari, 23 Ottobre 2005 Terapie.
RAPPORTO TRA ATLETI-ALLENATORI-GENITORI
"vuoto di memoria" - errori di ritenzione e riproduzione quando siamo sotto stress - scarsa produttività quando abbiamo qualche problema - "aver la testa.
Con la collaborazione del gruppo di valutazione della ricerca Internazionale “Fattori di funzionamento psicologico nell’ospedalizzazione Pediatrica: il.
Fabio Cicciò ORATORIO SAVIO MESSINA. Ogni genere di attività che abbia per scopo la ricreazione e lo svago può essere definita attività di gioco; il tempo.
Crescita Personale.
La seduzione della pazzia
CURARE PER GUARIRE LA GRAVE PATOLOGIA MENTALE
Fazendo de conta... Fingendo che... Letícia Thompson.
Laboratorio area psicologica
2° / 3° INCONTRO LO SPORT E I BAMBINI L’ALLENATORE.
Libertà e Salvezza Temi teologici nell' IRC
Le teoriche del nursing
La figura dell’Animatore
ASCOLTA TE STESSO A CURA DEL DOTT. GIAMPIERO VITULLO
Istituto di istruzione superiore La scuola come laboratorio di ricerca didattica.
SEI CAPPELLI PER PENSARE
Parola di Vita Giugno 2011 "Non conformatevi alla mentalità di questo secolo, ma trasformatevi rinnovando la vostra mente, per poter discernere la volontà.
LA DISLESSIA EVOLUTIVA. Normalmente l’apprendimento è un processo abbastanza facile con tempi di maturazione sufficientemente definiti e conosciuti che.
La fibrosi cistica fuori da casa
1 Azioni informative 2011 – D.D.R. 519/11 Progetto provinciale “Azioni informative Belluno ” Azione 2 “Orientamento a lavoro e università” Laboratorio.
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI MACERATA FACOLTÀ DI SCIENZE DELLA FORMAZIONE SCIENZE PEDAGOGICHE PEDAGOGIA DELLA DISABILITA’ - MODULO A II SEMESTRE Dott.ssa.
Riabilitazione “Non esistono dati per sostenere che un metodo riabilitativo sia migliore di altri. Ciò che è certo è che il b. con s. di Down ha bisogno.
Perché alcuni bambini non funzionano come gli altri?
Bimbi e capricci
ISTITUTO COMPRENSIVO DI ALBINO
LE TAPPE DELLA FEDE In questo progetto vogliamo dare l’idea di come le persone del giorno d’oggi tengono in considerazione il concetto di fede.
4) Siamo disposti ad accettare l'idea che l'adultità di una persona con disabilità intellettiva possa realizzarsi solo parzialmente e magari in modi diversi.
Peter Pan non abita più qui
IL RUOLO DEI GENITORI NELLO SVILUPPO DELL’AUTOSTIMA
L’idea progettuale nasce dall’esigenza di fronteggiare e contrastare i fenomeni di disagio emergenti nella scuola. In effetti, sempre più, in questi.
“ABITARE LA VITA” INDAGINE PRELIMINARE Alessandro Lenzi, C. Di Vanni, S. Belli, A. Lombardi Dip. di Medicina Clinica e Sperimentale PIsa 21 febbraio 2013.
Analisi matematica Introduzione ai limiti
O quali metodi?. Insegnare non vuol dire necessariamente apprendere, l’apprendimento dello sport da parte dei bambini dipende fortemente dall’efficacia.
LA COPPIA NEL QUOTIDIANO transizione manuale LA COPPIA NEL QUOTIDIANO  Comprendere che l’amore ha una sua logica particolare diversa da quella in uso.
Ageing attivo. Diventare fragili «Non sappiamo chi siamo, se ignoriamo chi saremo: dobbiamo riconoscerci in quel vecchio, in quella vecchia; è necessario,
Il metodo sperimentale
Classe II a.s. 2010/2011 Prof.ssa Rita Schettino
Transcript della presentazione:

Per gli adulti

È doveroso fare una precisazione. Occorre sfatare lidea che la terapia neuro e psicomotoria così come noi la proponiamo (con la collaborazione dei famigliari) sia opportuna nei primi momenti della vita, ma non serva più a niente quando il bambino ha già avuto uno sviluppo patologico determinato.

Noi crediamo che sia facilmente applicabile anche nel bambino adulto (dall'anno in su) e ottenga sempre notevoli miglioramenti, evidenti a tutti in breve tempo. È molto importante lavorare con i piccoli, perché solo con loro si può ottenere il massimo dei risultati, (che vuol dire anche la normalizzazione), ma è un errore gravissimo pensare che oltre una certa età sia inutile applicarla.

abbiamo ripetute conferme che questa metodica lenta, dolce, ripetitiva, dà frutti innegabili, anche nelle forme patologiche ormai conclamate. Applicandola sull'adulto, oltre ai vantaggi per il paziente, si ha un vantaggio anche per loperatore che, per vari motivi facilmente comprensibili, impara ad applicarla con più frutto sul bambino piccolo.

La applicazione terapeutica a piccolissimi, piccoli o adulti non è diversa se non per le variazioni logiche imposte dalla diversa situazione psicologica, affettiva, intellettiva, dalla possibilità di collaborazione ( = disponibilità affettiva al trattamento) e dalle alterazioni, dismorfismi o posture coatte presenti.

Con i bambini oltre i sei mesi sarà necessario prevedere le possibili e abituali future alterazioni (retrazioni, lussazioni, scoliosi...) e prevenirle con accorgimenti e varianti particolari. Con i pazienti sopra lanno di età il trattamento neuromotorio deve essere integrato anche con una forma di impegno che potremmo definire più che terapeutico, di tipo ludico-ginnico tendente a proteggere e rinforzare le conquiste fatte. Naturalmente occorre molta prudenza per non correre il rischio di ottenere leffetto opposto.

Contestiamo vivamente quanti vanno affermando che non è pensabile tenere in trattamento pazienti adulti affetti da paralisi cerebrale infantile molto gravi, soprattutto se è presente anche deficit mentale o ridotta iniziativa psicomotoria. Noi affermiamo senza ombra di dubbio e senza alcun timore di esagerare che la terapia neuromotoria è fondamentale per questi pazienti come è fondamentale per tutti lo sviluppo e/o la conservazione delle proprie funzioni e abilità globalmente intese.

Dobbiamo anche contestare vivamente e con fermezza chi riterrebbe opportuno non far più nulla con pazienti per i quali non sia più possibile una ipotesi di raggiungimento della autonomia locomotoria o psicomotoria. Riteniamo assurdo ed insostenibile un tale concetto che intenderebbe impedire a questi pazienti di raggiungere e mantenere il massimo sviluppo ed equilibrio psicofisico possibile.

In questi casi la filosofia del riabilitatore non mirerà certo a lottare accanitamente per raggiungere una guarigione (termine del resto non ben definito e definibile) come del resto a tutti viene raccomandato, anche ai normali.ma a facilitare in questi pazienti più gravi lesercizio di corpo e mente e a guidarli con attività fisiche e mentali adeguate, come del resto a tutti viene raccomandato, anche ai normali.

Infatti anche pazienti con grave patologia hanno regolarmente un buon miglioramento all'inizio del trattamento e per un certo periodo. I miglioramenti sono una realtà importante anche se non sono la guarigione. Con i genitori si deve parlare molto chiaro e convincerli a proseguire la terapia, che deve essere ritenuta indispensabile, ma non per ricercare limpossibile: i miglioramenti saranno ovviamente relativi anche se importanti. Serve anche ad evitare la regressione!!!

Un altro punto importante da spiegare è che la terapia non va vissuta come un momento di ansia, angoscia, tensione... ma come momento tranquillo, di normale amministrazione della vita di ogni giorno, meglio ancora se positivo, allegro o di competizione nel dimostrare le abilità. Il riabilitatore inoltre deve avere un rapporto positivo con la famiglia: il rapporto di fiducia e di rispetto è indispensabile per avere i migliori risultati.