Sentirsi a casa Restituire dignità al territorio con percorsi di accompagnamento educativo.

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Transcript della presentazione:

Sentirsi a casa Restituire dignità al territorio con percorsi di accompagnamento educativo

Finanziato dal Ministero del “Lavoro e delle Politiche Sociali” con il fondo di promozione dell’associazionismo sociale Realizzato dalle 2 associazioni salesiane: Federazione SCS/CNOS e PGS in varie città del Centro e del Sud d’Italia attraverso la collaborazione di vari enti partner: Roma, Palermo, Catania, Foggia, Bova marina (RC), Molfetta (BA), Taranto

Finalità La finalità del progetto è quella di attuare un intervento promozionale e preventivo: 1) per diffondere sul territorio una sensibilità educativa per i preadolescenti e soprattutto per chi tra loro fa più fatica; 2) costruendo, attraverso il coinvolgimento delle forze presenti sul territorio, una rete sociale capace di… 3) monitorare e riflettere sulla sua incidenza educativa ed attivando vari progetti d’intervento.

Destinatari I destinatari del progetto sono: i preadolescenti gli adulti: genitori, insegnanti, educatori le agenzie educative e di socializzazione che lavorano con questa fascia evolutiva: le scuole medie, le istituzioni, le associazioni educative, le cooperative sociali, i gestori del tempo libero

3 azioni congiunte Creazione di una rete sociale Lotta alla dispersione scolastica Prevenzione all’emarginazione sociale dei ragazzi

1. Costruzione della rete sociale Presentazione del progetto a tutte le realtà presenti sul territorio Istituzione del Gruppo Progetto Locale, composto da rappresentati delle varie agenzie, con il compito di pianificare, sostenere e monitorare l’intero percorso Mappatura dei bisogni/risorse del territorio Attuazione degli obiettivi previsti nelle altre 2 azioni

2. Lotta alla dispersione scolastica e al pericolo di emarginazione sociale I ragazzi, con situazioni di dispersione scolastica, sono stati segnalati ai centri. A ciascun ragazzo è stato abbinato un giovane volontario (o tutor) che lo seguisse personalmente nei compiti di casa ma con lo scopo ancor più importante di costruire con lui una relazione di amicizia e di sostegno. I tutor sono stati accompagnati da un’equipe educativa con funzioni di formazione, supervisione ed elaborazione dei piani educativi personalizzati dei ragazzi. Gli insegnati delle scuole oltre a segnalare i ragazzi si sono tenuti in contatto con il tutor per verificare di volta in volta il percorso fatto dallo studente.

3. Prevenzione all’emarginazione sociale dei ragazzi Questa parte del progetto è stato dedicata ai ragazzi che hanno smesso di andare a scuola, non hanno un lavoro stabile e frequentano ordinariamente la strada. Gli educatori di strada sono stati seguiti nel loro impegno da un’equipe educativa che si è presa il compito di organizzare la loro formazione e di supervisionare il loro intervento.

Le fasi di questo lavoro hanno seguito le seguenti tappe: mappatura aggancio consolidamento della relazione progettualità distacco. Con una particolare valorizzazione della risorsa “sport” quale strumento di aggregazione ed educazione.

Alcuni elementi di verifica Novità più significative: apertura dei centri coinvolti al territorio lotta alla dispersione scolastica un’attenzione maggiore ai ragazzi in difficoltà

Elementi di difficoltà (o nuove sfide?) difficoltà ad uscire e progettare oltre le attività ordinarie l’ente pubblico visto come “luogo di interessi” piuttosto che come partner di un percorso comune mancanza di formazione specifica negli operatori laici e religiosi a lavorare sui temi del disagio e in una prospettiva di rete