La relazione d’aiuto in una prospettiva sistemico-evolutiva www

Slides:



Advertisements
Presentazioni simili
Luca Ercoli- Bruna Peraboni
Advertisements

Una definizione L’educazione terapeutica:
H.PEPLAU Ha svolto attività clinica presso ospedali pschiatrici.
Claudio Girelli usp Peschiera 23 ott 09
Dagli obiettivi alle competenze
Giugno Dal pensiero lineare al pensiero complesso: educare “alla” e “attraverso” la complessità Giugno
“la teoria della inadeguata cura di sé”
La costruzione dell’identità nel bambino in affido
Gruppo 1 Valutazione della relazione insegnamento apprendimento
quale responsabilità educativa?
Corso di formazione sull’osservazione triadica
Codice Deontologico dellInfermiere 1999 punto 3.1 Linfermiere aggiorna le proprie conoscenze attraverso: 1.La Formazione Permanente 2.La Riflessione Critica.
L’esperienza dei gruppi di post-adozione nella Provincia di Parma
Promuovere i metodi di studio Anno Accademico
Nel processo di orientamento sono implicate numerose variabili che si possono raggruppare in: –Individuali –Psico-sociali –Sociali Le stesse variabili.
Piano nazionale per il benessere dello studente
Lorientamento, gli orientatori CORSO DI FORMAZIONE PER I REFERENTI DELLORIENTAMENTO dicembre febbraio 2007.
“LO SFONDO CULTURALE DELLE INDICAZIONI”
Percorso di sostegno alla Genitorialità
La scuola promotrice di salute
Introduzione.
Perché????. Ospedaletto Summonte Mercogliano primaria Secondaria 1° grado infanzia Secondaria 1° grado infanzia primaria Secondaria 1° grado.
Carta Etica Un patrimonio di bene comune S.Donato Milanese 10 novembre 2012.
Le abilità essenziali per il salto di qualità Presenta
LA SOC. COOP. SOC. “SPAZIO BAMBINI” in ATI con LA SOC. COOP. SOC
IL BENESSERE E LA QUALITÁ DELLA VITA
VIAGGIO NEL NOSTRO PIANETA SANITA’
SCUOLA SECONDARIA I° GRADO “RICCI-MURATORI” Ravenna
SEI EDUCAZIONI ALLA CONVIVENZA CIVILE
SCUOLA DELL’INFANZIA DI ASSO A.S. 2010/2011
Chi è lo Psicologo? Lo psicologo è un professionista della salute.
Reti di insegnanti che creano reti di scuole Inforscuola 2003 Una comunità affettiva Leadership condivisa La dimensione etica Libertà di crescere Le scuole.
Forte Flusso Migratorio Intercultura Disagio Legalità
Progetto di educazione sociale e affettiva dai 3 ai 18 anni
Il futuro è oggi. Orientare per non disperdere
Conferenza Integrating Cities Milano, 5-6 novembre 2007 A scuola con le mamme Fondazione Franco Verga - C.O.I. A cura di Maria Paola Colombo Svevo.
Uno sguardo sul gioco Dall’esperienza della “Mondolfiera” Ludoteca del Comune di Firenze A cura della coordinatrice della Ludoteca Barbara Hoffmann.
Perché occuparsi di COUNSELLING?
“Progetto Adolescenti”
PROMOZIONE DEL BENESSERE PSICOFISICO NELLE SCUOLE SUPERIORI
dalle abilità alle competenze
Le teoriche del nursing
PROGETTO “ZATTERA” OVVERO LA PALESTRA DELLE ABILITA’ SOCIALI
Linee guida nazionali per l’orientamento permanente
Un SERVIZIO di COUNSELLING SISTEMICO per la scuola
«Compito della scuola è assicurare il successo scolastico di tutti gli studenti, facendo in modo che la «diversità» o le situazioni di svantaggio sociale,
«Qualsiasi attività intrapresa per migliorare e/o proteggere la salute di tutti gli utenti della scuola» «Giovani sani che vanno a scuola tendono ad imparare.
MASTER DSA LUMSA 30 novembre 2012
Giuseppe Richiedei ESSERE GENITORI ATTIVI e la sfida educativa Rosolina Mare 22 maggio 2011.
ATTIVITA’ RISERVATE ALLA LIBERA PROFESSIONE. 1° ambito: Lavoro sociale professionale di base con persone / famiglie  Informazione e orientamento  Esame,
Perché scegliere i nostri PROGETTI? Quali SERVIZI offriamo? Attraverso un progetto elaborato per le specifiche esigenze del bambino, è possibile fornire.
DOCENTI NEOASSUNTI GESTIONE DELLA CLASSE E DELLE PROBLEMATICHE
Perché scegliere i nostri PROGETTI? nostri PROGETTI? Quali S ERVIZI offriamo? Attraverso i nostri progetti è possibile affrontare diverse problematiche.
Cap.8 PER UNA POLITICA DEL LAVORO 8.1. Teorie del mercato del lavoro 8.2. Per un nuovo welfare lavoristico 8.3. Osservazioni conclusive.
GESTIONE CLASSE DISPERSIONE SCOLASTICA INCLUSIONE SOCIALE
Persone con specifiche abilità che possono essere scelte per svolgere un determinato lavoro.
L’idea progettuale nasce dall’esigenza di fronteggiare e contrastare i fenomeni di disagio emergenti nella scuola. In effetti, sempre più, in questi.
L’angolo delle emozioni…
COMUNE di ROMA MUNICIPIO ROMA 1 CENTRO STORICO Progetto GENITORI SI DIVENTA Il sostegno precoce alla genitorialità Francesca Pezzali.
Rapporteur: Laura Baldassarre
1 “Luoghi di bene e bambini vulnerabili: l’accoglienza che educa e sostiene” Dr.ssa Daniela Piscitelli.
La malattia di Alzheimer
STOP AL BULLISMO ! Il progetto di “Prevenzione al bullismo” è finalizzato a fare in modo che i processi di inserimento nel gruppo e l’intreccio.
Avviso pubblico n. 7/2012 P.O. Puglia ASSE III – Inclusione sociale.
Valori e innovazione per il miglioramento della qualità e della sostenibilità del sistema sociale e sanitario regionale BOLOGNA, 29 NOVEMBRE 2013.
I° Istituto d’Istruzione Superiore “L. DA VINCI – G. GALILEI” “DIRITTI A SCUOLA” – Progetto C Sportello di “ASCOLTO PSICOLOGICO” per gli studenti appartenenti.
Progetto di Rete: “A scuola ho un nuovo compagno: il VOLONTARIATO. FULL IMMERSION” PRESENTA TOGETHER IS BETTER Promuovere stili e comportamenti cooperativi.
Il Progetto network Tutti segnalano che l’educare e il prendersi cura oggi richiede un investimento consistente non solo in termini emotivi - affettivi,
«COME TENERE LA CLASSE» CORSO DI FORMAZIONE PROF.SSA DAPHNE BOLLINI A.S. 2015/2016.
L’ANALISI DEI BISOGNI DI FORMAZIONE Laboratorio per la formazione Spi Atto Primo Gruppo Arancio Lido di Camaiore 1- 3 febbraio 2011.
Transcript della presentazione:

La relazione d’aiuto in una prospettiva sistemico-evolutiva www La relazione d’aiuto in una prospettiva sistemico-evolutiva www.iprnapoli.it

Alla nascita il bambino dipende totalmente dall’aiuto degli altri, solo così può svilupparsi. La sua crescita è legata alla scelta di un adulto, o di una comunità, di prendersi cura di lui.

Questa comune esperienza ci predispone ad aiutare l’altro e ci rende appartenenti alla comunità. Non aiutare, invece, ci rende soli, tristi, e ci priva della possibilità di restituire all’altro il dono della cura. Aiutare, quindi, non serve solo agli altri, ma anche a noi stessi.

Aiutare quindi deriva da un bisogno di compensazione rispetto a ciò che abbiamo ricevuto (onorare l’impegno assunto dai nostri genitori). Ci sono diversi modi per farlo… Aiutare in modo professionale è un’arte. Come tale implica una capacità che si può acquisire ed esercitare. Aiutare in modo professionale prevede, dunque, un apprendimento, una formazione.

Obiettivi principali di una formazione alla professione d’aiuto: - acquisire una visione di se stessi collegati al mondo (epistemologia); - conoscenza approfondita di se stessi; - capacità di stabilire e gestire una relazione d’aiuto utile.

Principi del pensiero sistemico: - i sistemi viventi sono totalità integrate le cui proprietà non possono essere ricondotte a quelle di parti più piccole (il tutto è più della somma delle parti) - in tutto il mondo vivente troviamo sistemi inseriti dentro altri sistemi tra loro connessi (tutto è collegato) - ciò che definiamo una parte non è altro che uno schema di una trama inscindibile di relazioni - rete (spostamento dagli oggetti alle relazioni).

La concezione sistemica dell’essere umano: - Il “modello di articolazione intersistemica” di L. Baldascini. - Universi intrapsichici e universi interpersonali. - Isomorfismo tra mondi interni e mondi interpersonali. - “Mobilità” e “immobilità” tra i sistemi.

La conoscenza di sé prevede fondamentalmente: - Conoscere la propria famiglia, attraverso le generazioni. - Individuare i propri schemi relazionali e modelli di riferimento. - Approfondire il proprio stile di personalità.

La relazione d’aiuto Acquisire una visione sistemica (aerea) che consente di comprendere contemporaneamente più cose e cogliere i rapporti reciproci tra esse Esercitare la doppia attenzione a se stesso in quanto particolare e al sistema (famiglia, gruppo, relazione d’aiuto) in quanto universale Sostenere esperienze correttive rispetto a quelle primarie vissute (individuare le risorse).

“La relazione d’aiuto è un ponte che stabilisce un legame tra due o più soggetti. Nei momenti difficili essa procede se chi chiede aiuto sente di essere compreso e non c’è ricompensa migliore, per lo sforzo di liberarsi dalle cattive abitudini, che sentirsi compresi.” Baldascini, 2008

Il counselling secondo l’Associazione Europea di Counselling “I counsellor professionisti lavorano con individui, famiglie ed organizzazioni. Il counselling è un impegno condiviso tra counsellor e clienti per identificare obiettivi e possibili soluzioni a problemi che causano disagio emozionale; gli interventi mirano a migliorare la comunicazione e le capacità di affrontare sfide, a rafforzare la stima di sé, a promuovere cambiamenti nel comportamento e nel benessere mentale...

…attraverso il counselling si esaminano comportamenti, pensieri e sentimenti che provocano disagio nella vita quotidiana. Si imparano modi efficaci di affrontare problemi, facendo leva sulle risorse personali. Il counsellor professionista promuove la crescita e lo sviluppo personale secondo modalità che potenziano gli interessi e il benessere del cliente”. In breve, usa tutti i modi congruenti con l’assunto del rispetto e del’autonomia del cliente per promuovere il suo benessere e prevenire il disagio

Chi è il counsellor? operatore sociale operatore sanitario assistente psicologo consulente medico insegnante infermiere operatore sociale operatore sanitario educatore assistente sociale

Professionalità che si aggiunge a quella esistente Professionalità specifica nella relazione d’aiuto

La carta d’identità del counsellor Promuove l’incontro e l’integrazione con la diversità È una figura di rete Non cura la patologia ma valorizza le risorse