25/26 Settembre 2015 Centro Multifunzionale Agricolo "I medici" di Quarrata (PT) L’agricoltura sociale nell’attuale contesto socio-economico, culturale.

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25/26 Settembre 2015 Centro Multifunzionale Agricolo "I medici" di Quarrata (PT) L’agricoltura sociale nell’attuale contesto socio-economico, culturale e istituzionale Alfonso Pascale

Agricoltura sociale realtà sociale e produttiva che affonda le proprie radici nei caratteri comunitari e civili dei territori rurali, riemersa nelle moderne forme di una reinventata ruralità, tra gli anni ‘70 e ‘80 del secolo scorso, e oggi elemento costitutivo essenziale della multifunzionalità dell’agricoltura e della sua sostenibilità

Agricoltura = comunità L’AS (pratiche innovative che rivitalizzano le comunità mediante l’utilizzo delle risorse agricole e la creazione di ambienti di vita capaci di promuovere le persone) richiama la nascita dell’agricoltura che avvenne diecimila anni fa. L’agricoltura non nasce per produrre cibo ma per dar vita alle prime comunità umane stanziali. Nasce come ambito di regolazione condivisa per utilizzare le risorse ambientali comuni e così organizzare al meglio le attività comunitarie di cura. Nasce come attività di servizio per poter abitare un determinato territorio.

coltivare = servire coltivare = edificare coltivare = servire la natura e la comunità al fine di abitare dignitosamente in un luogo. La lingua tedesca chiama con una medesima voce l’arte di edificare e l’arte di coltivare; il nome dell’agricoltura (Ackerbau) non suona coltivazione, ma costruzione; il colono è un edificatore (Bauer).

Ruralità e agricoltura Sono sempre stati due concetti distinti: rus = campagna agricultura = coltivazione dell’ager (della terra)

ruralità mediterranea le città e i borghi – dove i contadini vivono, fanno più mestieri, vanno al mercato e si amalgamano con gli altri – costruiscono le campagne i prodotti tipici portano il nome delle città

Sistema mezzadrile singolo podere isolato in mezzo alla campagna; una dimora più grande, talora una vera e propria villa, che poteva essere l’abitazione permanente o semplicemente estiva del proprietario, le fattorie intese come centri di servizi, I centri abitati (borghi o villaggi) Nel podere isolato abitava il mezzadro con funzioni sia produttive, per l’autosostentamento alimentare e per ripagare in natura il proprietario, sia di manutenzione e sistemazione idraulico-agraria del territorio. Nel centro abitato c’era il mercato di sbocco dei prodotti agricoli, ai cui flussi non erano estranei i mezzadri, e c’erano le relazioni con altri soggetti sociali, economici e istituzionali. Il perno su cui ruotava il sistema territoriale era la fattoria, dove si concentravano i servizi amministrativi e tecnici, quelli di conservazione, trasformazione e commercializzazione dei prodotti, e i servizi sociali per i dipendenti (abitazioni, mense, ecc.).

22 aprile milioni di americani manifestano per l’ambiente Quella diventa la data in cui tutto il mondo festeggia la Giornata della Terra. Lo sviluppo dell’agricoltura nei paesi occidentali aveva risolto finalmente il problema dell’autosufficienza alimentare di quelle popolazioni ma aveva al tempo stesso determinato gravi contraddizioni. L’attività umana che originariamente aveva dato vita ai primi insediamenti comunitari stanziali, si era trasformata in un’attività produttiva capace di erodere capitale sociale e ricchi patrimoni culturali, saperi secolari legati alla qualità dei cibi e alla custodia del territorio.

Nuova ruralità nei territori rurali industrializzati e nelle città traboccate nelle campagne circostanti, nascono nuove forme di ruralità. All’esodo rurale incomincia a subentrare l’esodo urbano. I figli e i nipoti di chi era fuggito nei decenni precedenti dalle campagne alla ricerca di condizioni socio-economiche più appaganti scoprono che, a ricreare alcuni aspetti della società tradizionale fuori del suo contesto di miseria, le cose potrebbero andare meglio. Si affermano così stili di vita che integrano gli aspetti irrinunciabili della condizione urbana con le opportunità che solo i territori rurali sono in grado di offrire.

Una nuova agricoltura come correttivo di civiltà In una globalizzazione che pare aver smarrito il senso del luogo - riemerge un’agricoltura di servizi che incrocia inediti filoni culturali e operativi presenti nei servizi sociali e sociosanitari (che guardano con approccio critico e riflessivo al vecchio Stato sociale che si va decomponendo) - riemerge un’agricoltura sociale che ricostruisce territori e comunità, sperimenta nuovi modelli di welfare, promuove inserimenti socio- lavorativi di persone svantaggiate in contesti non assistenzialistici ma produttivi - riemerge un’agricoltura civile che reintroduce nello scambio economico il mutuo aiuto e la reciprocità delle relazioni interpersonali

L’AS ha molto a che fare con la virtù civile La virtù civile è un tratto del carattere di chi la pratica, una disposizione di lungo periodo, una buona abitudine o un habitus da coltivare nel tempo, e da rendere stabile, e che una volta acquisito produce frutti, che sono frutti d’eccellenza. La virtù civile caratterizza le pratiche di AS. Le pratiche si “ricevono” da una tradizione che si reinventa in nuove forme.

AS = percorso partecipativo dal basso con cui una comunità sprigiona il proprio potenziale produttivo Si tratta di iniettare cultura imprenditoriale che manca (autodisciplina per acquisire costanza, ingegnosità, conoscenza del contesto, capacità di inventare un’idea e pilotarla verso il successo). L’imprenditoria è il risultato di processi motivazionali che vanno stimolati, accompagnati e orientati verso le migliori pratiche, tenendo conto delle vocazioni e prerogative territoriali. È il frutto di legami comunitari, di beni relazionali, di fiducia da tessere costantemente.

AS = aspetto della multifunzionalità delle imprese agricole -finalizzato allo sviluppo di interventi e di servizi sociali, socio- sanitari, educativi e di inserimento socio-lavorativo -finalizzato all’erogazione di servizi tecnici e organizzativi ai proprietari di piccoli appezzamenti di terra che svolgono attività agricola prevalentemente a fini di autoconsumo -finalizzato al servizio orti sociali per quei cittadini che non hanno terreni e vorrebbero fare un’esperienza di coltivazione (tale servizio potrebbe essere erogato sia nella fattoria sociale che nei “fazzoletti di terra” dei proprietari a cui si prestano i servizi tecnici e organizzativi per i loro appezzamenti) -finalizzato alla reinvenzione di forme collettive di gestione dei domini civici

L’agricoltore multifunzionale è un nuovo “mestiere” capacità di sviluppare:  relazioni, tecnologie e abilità per un uso multiplo delle risorse  nuovi mercati da una mentalità di mercato indifferenziato basata sulla competitività di prezzo a una mentalità di mercato che privilegia:  la differenziazione territoriale  la qualità dei prodotti e dei processi  le nuove esigenze del consumatore e della società

Peculiarità dell’agricoltura relazionali terapeutiche

Peculiarità relazionali gratuità mutuo aiuto reciprocità

peculiarità terapeutiche  specificità del contesto agricolo:  le attività si svolgono all’aperto interagendo con organismi viventi  comprendono non solo la produzione di un bene ma anche la sua valorizzazione ed eventuale vendita  caratteristiche del ciclo produttivo:  le attività seguono ritmi lavorativi non stressanti (è la natura a dettare i tempi)  sono molto differenziate (versatilità degli ordinamenti produttivi e la varietà delle tecniche di produzione)

Pluralità di attori -agricoltori, educatori, psicologi, psicoterapeuti, ecc. -servizi socio-sanitari locali, servizi per le tossicodipendenze, amministrazione penitenziaria, servizi per il volontariato, associazioni di familiari di persone in difficoltà, aziende ospedaliere, centri di cura e riabilitazione, comunità terapeutiche, comunità di accoglienza per minori, scuole, enti parco, centri per gli anziani, centri di accoglienza per gli immigrati, ecc. -cittadini

Creare mercati civili Passare dal prevalente modello competitivo di tipo posizionale (c’è chi vince e c’è chi perde come in una gara sportiva) al modello di competitività, denominato co-opetition, in quanto si fonda sul mutuo vantaggio dei soggetti che partecipano allo scambio di mercato. Tali soggetti agiscono come un team per raggiungere obiettivi comuni in grado di avvantaggiare tutti i partecipanti dello scambio economico.

Guardare al mondo Le tecnologie digitali oggi fanno miracoli nel permettere la costruzione di relazioni intense tra territori di regioni e Paesi anche molto lontani. Una fattoria sociale che nasce in Italia potrebbe interagire con fattorie sociali che nascono in altri territori, scambiando non solo beni e servizi tra le rispettive reti, ma anche modelli di produzione e consumo, nonché di protezione sociale. Le arti creative possono favorire la capacità delle comunità- territorio di costruire la propria immagine e di riscoprire in modo permanente il “Genius loci” come processo culturale di autocoscienza e di apertura agli altri.