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ISTITUTO COMPRENSIVO STATALE di Scuola dellInfanzia – Primaria e Secondaria di 1°grado COMO-LAGO Via Brambilla 49 – COMO Tel. 031/308552 – Fax 031/301279.

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1 ISTITUTO COMPRENSIVO STATALE di Scuola dellInfanzia – Primaria e Secondaria di 1°grado COMO-LAGO Via Brambilla 49 – COMO Tel. 031/ – Fax 031/ – c.f VADEMECUM di orientamento per unintegrazione consapevole e condivisa 1

2 Indice: ISCRIZIONE - CHIARIMENTI SULLE CERTIFICAZIONI ISCRIZIONE - CHIARIMENTI SULLE CERTIFICAZIONI 1 - Verso liscrizione: la certificazioneVerso liscrizione: la certificazione 2 - LiscrizioneLiscrizione 3 - Diagnosi funzionaleDiagnosi funzionale ASPETTI E RISORSE DELLA SCUOLA ASPETTI E RISORSE DELLA SCUOLA 1 - La continuità e i gruppi di lavoroLa continuità e i gruppi di lavoro 2 - Il POF ( Piano dellOfferta Formativa )Il POF ( Piano dellOfferta Formativa ) 3 - Linsegnante per le attività di sostegnoLinsegnante per le attività di sostegno 4 - Individuazione del Consiglio di Classe/SezioneIndividuazione del Consiglio di Classe/Sezione 5 - Numero degli alunni per classe: normativaNumero degli alunni per classe: normativa 6 - Assistenza per lautonomia e la comunicazioneAssistenza per lautonomia e la comunicazione 7 - Il Profilo Dinamico Funzionale (PDF)Il Profilo Dinamico Funzionale (PDF) 8 - Il Piano Educativo Individualizzato (PEI)Il Piano Educativo Individualizzato (PEI) 9 - Compiti specifici dellAzienda Ospedaliera e dei centri convenzionati in relazione allaCompiti specifici dellAzienda Ospedaliera scuola 10 - Materiali ed ausiliMateriali ed ausili 11 - TrasportiTrasporti 12 - Visite didattiche e distruzioneVisite didattiche e distruzione 13 - Valutazione ed esamiValutazione ed esami 14 - OrientamentoOrientamento 2

3 PREMESSA Gentile famiglia, questo vademecum è opera del Gruppo di studio e lavoro sullintegrazione degli alunni disabili dellIstituto Comprensivo Como Lago, composto da genitori, docenti, Dirigente Scolastico; per la sua stesura è stato utilizzato materiale prodotto da Associazioni, A.S.L., Centri Risorse, GLIP. Ringraziamo lAssessore Anna Veronelli e la circoscrizione n° 5 del Comune di Como per il contributo economico che ci ha permesso di stamparlo e diffonderlo. La logica ispiratrice di questo vademecum è quella di mettere a disposizione di tutte le famiglie un insieme di informazioni da utilizzare agevolmente per sostenere in modo concreto i propri diritti. Questo strumento è unutile fonte anche per coloro (operatori, insegnanti, dirigenti scolastici) che vogliano farsi parte attiva per far rispettare i principi di uguaglianza e di integrazione nel mondo della scuola. Con la parola diritti intendiamo non solo le disposizioni previste dalla legge, ma anche quegli aspetti relativi allaccoglienza, al rispetto, allattenzione, alla partecipazione che devono essere adeguati alle peculiarità delle singole persone. Crediamo che un buon progetto di vita per le persone diversamente abili passi anche attraverso limpegno, serio, competente e consapevole, di tutti i soggetti coinvolti. Questo vademecum, che contiene i riferimenti di legge relativi allinserimento scolastico, vorrebbe porsi come strumento di facile consultazione, per orientarci meglio tra le continue modifiche della normativa scolastica ed essere un primo passo per un reciproco aiuto fra famiglia, scuola e operatori socio-sanitari. Cordialmente, il Gruppo di studio e lavoro sullintegrazione degli alunni disabili dellIstituto Comprensivo Como Lago 3

4 ISCRIZIONI – CHIARIMENTI SULLE CERTIFICAZIONI 1.VERSO LISCRIZIONE: LA CERTIFICAZIONE Con la circolare, datata 11/12/2006, la Regione Lombardia rende note le nuove modalità e criteri per lindividuazione dellalunno con handicap. Questa delibera, che decorre dalla.s. 2007/2008, si applica ai bambini disabili di nuova individuazione, tra cui in particolare quelli che si iscrivono al 1° anno della scuola dellInfanzia o della scuola Primaria, con le seguenti modalità: -la domanda deve essere prodotta direttamente dalla famiglia dellalunno o da chi esercita legittimamente la podestà; -la domanda va prodotta al collegio dellASL di residenza; -la domanda deve essere corredata da certificazione della patologia con indicazione se trattasi di patologia stabilizzata o progressiva, rilasciata da medico specialista di struttura pubblica e da relazione clinica, contenente i dati richiesti nel modello di domanda, rilasciata da medico specialista o psicologo delletà evolutiva, di struttura pubblica ed eventuale altra documentazione ritenuta utile; - laccertamento produce un verbale, che sottoscritto da tutti i componenti del collegio, al termine della valutazione collegiale, viene consegnato contestualmente al richiedente, che dovrà farlo pervenire tempestivamente allIstituzione Scolastica presso cui è iscritto lalunno. Pertanto si ritiene che la presentazione della documentazione di accertamento di handicap per lanno scolastico successivo debba avvenire nel periodo tra il 1° ottobre e il 15 maggio; il termine di conclusione del procedimento del collegio sarà di 30 giorni, comunque in tempo utile per la formazione delle classi. Resta inteso che questo termine si ritiene interrotto in caso di presentazione di documentazione incompleta. Gli eventuali contenziosi e ricorsi non avverranno davanti alla magistratura ordinaria, ma ad un Osservatorio di riesame nominato dalle ASL. LIstituto resta a disposizione delle famiglie interessate per ogni eventuale chiarimento. 4

5 2. LISCRIZIONE Nella scelta della scuola è importante tenere conto delle opportunità sociali e culturali offerte dalterritorio. Prima di effettuare liscrizione è bene che i genitori prendano contatto con i Capi di Istituto delle scuole del proprio bacino di utenza per verificare se ci sono tutti i presupposti per unadeguata accoglienza. Si consiglia di chiedere in visione copia del P.O.F. ( Piano dellOfferta Formativa). La scelta della scuola spetta congiuntamente ad entrambi i genitori. In caso di divergenze insanabili spetta al giudice. Nel caso di minori soggetti a tutela, liscrizione spetta al tutore. Le iscrizioni degli alunni che documentino la loro situazione di handicap non possono essere rifiutate. Qualora si verifichi un numero di iscrizioni eccedente le capacità ricettive dellIstituto, deve essere data la precedenza alliscrizione degli alunni con handicap ( punto f, C.M. n. 364 del ). La famiglia provvede alla iscrizione del proprio figlio nelle date previste, presentando alle scuole, oltre alla documentazione richiesta per tutti gli alunni, la Diagnosi Funzionale. 3. DIAGNOSI FUNZIONALE (DF) Alla stesura della DF provvede lunità multidisciplinare che è composta dal neuro-psichiatra infantile, dal terapista della riabilitazione dellAzienda Ospedaliera competente, da centri medici o enti convenzionati e/o accreditati. La Diagnosi Funzionale è un atto sottoposto alla Legge che tutela la Privacy. Se léquipe multidisciplinare non fa la Diagnosi Funzionale, in tempo utile per liscrizione, può essere sollecitata dai genitori (o dalla scuola, ma solo su espressa richiesta della famiglia). In mancanza della Diagnosi Funzionale, la scuola non è messa in grado di realizzare la progettazione individualizzata per lalunno disabile. La Diagnosi Funzionale non si limita ad accertare il tipo e la gravità del deficit, ma indica le aree di potenzialità dal punto di vista funzionale e le capacità dellalunno. La D.F. dovrà essere predisposta per gli alunni che: a) si iscriveranno alla scuola dellinfanzia, b) al 1° anno della scuola primaria, c) al 1° anno della scuola secondaria di primo e secondo grado, d) per le nuove segnalazioni e certificazioni. Se necessario la D.F. può essere aggiornata in qualunque momento della carriera scolastica. 5

6 ASPETTI E RISORSE DELLA SCUOLA 1.LA CONTINUITA E I GRUPPI DI LAVORO Nel passaggio da una scuola allaltra, sono importanti tutte le informazioni fornite dalla famiglia, dagli insegnanti, dai medici e dagli operatori che conoscono il bambino tali da garantire un reale percorso di integrazione scolastica. Le notizie fornite dalla famiglia e quelle provenienti dalla scuola di partenza al momento delliscrizione, sono indispensabili alla scuola successiva per garantire la realizzazione del progetto di integrazione scolastica ed inoltrare, a cura del Dirigente Scolastico, le richieste al Comune, alla Direzione Regionale, allAzienda Ospedaliera e alla Provincia. Nel nostro Istituto è previsto un progetto di continuità, tra scuola dellinfanzia, primaria e secondaria di primo grado, per prendere in esame la situazione degli alunni di nuova iscrizione e progettare in modo più pertinente le prime fasi del processo di integrazione. Il Dipartimento dei Docenti di Sostegno esamina le iscrizioni pervenute, organizza incontri con le famiglie e i docenti della scuola di provenienza, realizza osservazioni e valuta le necessità degli alunni e le richieste da inoltrare agli Enti. Queste richieste devono essere inoltrate in tempo utile dalla scuola agli Enti competenti, per consentire la programmazione del servizio per lanno scolastico successivo. Per questa ragione è di norma che le famiglie segnalino al momento delliscrizione tutte le necessità. Una relazione sulle nuove iscrizioni deve essere presentata dal Dipartimento al Dirigente Scolastico e al GSLIH (Gruppo di studio e lavoro sullintegrazione degli alunni disabili). Nei primi mesi dellanno scolastico, come citato dalla C.M. n. 1/88, è possibile che linsegnante di sostegno dellanno precedente segua in un primo momento il passaggio nella nuova scuola; liniziativa dovrà essere programmata dintesa tra i Collegi Docenti interessati. Nel nostro Istituto sono attivi tre gruppi di lavoro. Gruppo di Studio e Lavoro per lHandicap ( GSLIH ). Il Dirigente Scolastico ha nominato ( in base alla legge 104/ 92, art. 15, comma 2) un Gruppo di studio e lavoro sullintegrazione degli alunni disabili composto da Docenti di Sostegno e Curricolari, da genitori di alunni disabili e non solo e da operatori dei servizi sociosanitari. Tale gruppo opera monitoraggio e verifiche sullo stato dei processi di integrazione nella nostra scuola e propone e realizza iniziative atte a migliorare lofferta formativa e la qualità dellintegrazione. 6

7 Dipartimento docenti di sostegno Il dipartimento docenti di sostegno, formato da tutti i docenti nominati su attività di sostegno nei diversi plessi, esamina le iscrizioni, predispone e realizza progetti di continuità, sostiene e verifica la stesura del Profilo Dinamico Funzionale (PDF) e del Piano Educativo Individualizzato (PEI) - vedi più avanti -, discute le problematiche inerenti lintegrazione dei singoli alunni, propone iniziative atte a migliorare lofferta formativa e la qualità dellintegrazione. Gruppo Propositivo dei genitori Da questanno nellIstituto si riunisce un gruppo di genitori di alunni, disabili e non, per confrontarsi con le difficoltà e gli ostacoli che si possono incontrare nellattuazione di una buona integrazione. La presenza di diverse prospettive ed esperienze saranno un fattore importante per offrire maggiori spunti e concretare opportunità in grado di soddisfare i bisogni sempre più diversificati. 2. IL POF ( Piano dellOfferta Formativa ) La legge sullautonomia prevede che ogni scuola rediga il suo Piano dellOfferta Formativa (POF). In base al Regolamento in materia di autonomia ( DM 275/ 99, art. 3), il POF è lo strumento attraverso cui la scuola afferma la propria identità educativa e organizzativa, e attraverso cui esplicita le modalità dei rapporti con il territorio; è anche lo strumento attraverso cui la scuola espone le scelte culturali, educative, metodologiche con le quali intende realizzare il proprio disegno formativo. In relazione allintegrazione delle persone in situazione di handicap, nel POF dovranno essere indicati i diritti e gli obblighi degli studenti disabili e i criteri per lesercizio del loro diritto allo studio. Sarà opportuno che venga specificato il compito di collaborazione allintegrazione scolastica, con particolare riguardo a: - flessibilità organizzativa e didattica - innovazione didattica - iniziative di recupero e sostegno - insegnamenti integrativi e facoltativi - interventi formativi, anche aggiuntivi - accoglienza e continuità educativa fra i diversi gradi di scuola, compreso il rapporto tra asilo nido e scuola dellinfanzia - orientamento scolastico e professionale. Il compito della elaborazione del Piano è affidato al Collegio dei Docenti il quale deve tener conto delle proposte e dei pareri formulati dagli organismi e dalle associazioni, anche di fatto, dei genitori. 7

8 Nella comunicazione del POF è previsto un preciso obbligo di informazione da parte delle scuole nei confronti delle famiglie e degli studenti. Listituto deve farlo conoscere al momento delle iscrizioni, ma è suo interesse diffonderlo già prima. 3. LINSEGNANTE PER LE ATTIVITA DI SOSTEGNO 3. LINSEGNANTE PER LE ATTIVITA DI SOSTEGNO. La figura dellinsegnante di sostegno, prevista nella scuola dellobbligo dalla L. 517/ 77 e dalle successive circolari, è stata estesa alla scuola dellinfanzia con la L. 270/ 82 e alla scuola superiore in attuazione della C.M. 262/ 88. E comunque con la legge 104/ 92 (art. 13, comma 6) che si dispone lutilizzazione dellinsegnante di sostegno specializzato in ogni ordine di scuola. Secondo le date stabilite da ogni Direzione Scolastica Regionale, il Dirigente Scolastico inoltra allUfficio Studi e Programmazione competente tutta la documentazione raccolta al momento della iscrizione, con la richiesta delle ore di sostegno necessarie. Il Capo di Istituto (sentito il parere del Dipartimento Docenti di Sostegno) assegna linsegnante di sostegno alla classe che accoglie lalunno disabile, in contitolarità con i docenti curriculari. Le azioni prioritarie del docente per l attività di sostegno sono: - assumere la contitolarità delle classi/sezioni in cui opera e partecipare quindi a pieno titolo alle attività di docenza (attività di progettazione, verifica e valutazione del Consiglio di classe/sezione); - promuovere la conoscenza dellalunno e della sua patologia con le principali problematiche ad essa connesse tra i colleghi del Consiglio di classe in cui opera, anche attraverso la visione diretta della documentazione pervenuta alla scuola, della Diagnosi Funzionale (DF) innanzitutto; - promuovere e mantenere un rapporto privilegiato con lunità multidisciplinare e/o gli specialisti dellAzienda ospedaliera /Ente; - promuovere e mantenere un rapporto privilegiato con la famiglia dellalunno avuto in carico con lintento di attivare il più presto possibile e arricchire nel tempo, una effettiva conoscenza reciproca tra scuola e famiglia, al fine di promuovere una efficace sinergia tra le figure che operano in contesti differenti; - collaborare allelaborazione del Profilo Dinamico Funzionale (PDF) e del conseguente Piano Educativo Individualizzato, previa raccolta delle osservazioni effettuate da tutti i docenti che operano nella classe; - elaborare e condividere con i docenti curricolari, il piano di lavoro disciplinare; - conoscere, aggiornare ed utilizzare metodologie, tecniche e linguaggi specifici per lintegrazione; - partecipare ai dipartimenti, ai gruppi di studio, alle attività di ricerca e azione per lintegrazione. 8

9 La legge n. 449/ 97, art. 40 ha soppresso il criterio della istituzione di un posto per le attività di sostegno ogni 4 alunni con handicap, sostituendolo con quello di un posto organico ogni 138 alunni frequentanti nelle scuole pubbliche della provincia. Con lavvio dellautonomia, dall1/ 9/ 2001 le richieste di deroghe sono di responsabilità del Dirigente Scolastico. In riferimento al sostegno va precisato che il numero di ore assegnate, pur significativo, non è però lunico aspetto da considerare. Altrettanto importanti sono anche la professionalità dei docenti, le modalità di coinvolgimento di tutti gli alunni nelle attività scolastiche, la capacità di adattare i contenuti e i metodi ai diversi contesti di apprendimento, condizioni queste indispensabili per realizzare nella programmazione di classe il Piano Educativo Individualizzato. 4. INDIVIDUAZIONE DEL CONSIGLIO DI CLASSE/SEZIONE Spetta al Capo d Istituto, coadiuvato dal Collegio Docenti di individuare la sezione più idonea per laccoglienza dellalunno con disabilità. Effettuata lassegnazione, il Dirigente Scolastico convocherà i docenti di sezione per la scuola dellinfanzia, lequipe pedagogica per la scuola primaria, il coordinatore della classe e linsegnante di sostegno assegnato alla classe per la scuola secondaria, li informerà su ciò che riterrà necessario e, convocato il Consiglio di classe/sezione solleciterà linsegnante di sostegno affinché, in collaborazione con i colleghi, formuli proposte per lattuazione di un eventuale corso di aggiornamento relativo alle problematiche dellintegrazione scolastica di alunni portatori di handicap. Linsegnante di sostegno promuoverà la stesura di linee guida da condividere con i colleghi del consiglio di classe per agevolare la comprensione delle principali difficoltà/potenzialità dellalunno diversamente abile preso in carico al fine di procedere agevolmente allimpostazione del Piano Educativo Individualizzato. Il Consiglio di classe prescelto sarà così in grado di formulare unipotesi di PROGETTO, obbligatorio anche ai sensi dellart. 41 del D.M. 331/ 98, sull utilizzo delle ore di sostegno e del D.M. n. 141/ 99 sulla formazione delle classi. Da tali decreti è richiesto che il PROGETTO sia formulato da tutto il Consiglio di classe e non può quindi in alcun modo essere delegato al solo insegnante di sostegno. 9

10 5. NUMERO DEGLI ALUNNI PER CLASSE: normativa Tenuto conto della normativa vigente, lIstituto Comprensivo Como Lago si impegna a mettere a disposizione tutti gli strumenti compensativi necessari allottimizzazione dellintegrazione degli alunni con disabilità. Lart. 10 del D.M , n 331 sostituito dal D.M , n° 141 ha stabilito che: 1. le classi delle scuole ed istituti di ogni ordine e grado, ivi comprese le sezioni di scuola dellinfanzia, che accolgono alunni in situazione di handicap sono costituite con non più di 20 alunni purché sia esplicitata e motivata la necessità di una riduzione numerica di ciascuna classe, in rapporto alle esigenze formative dellalunno, e il progetto articolato di integrazione definisca espressamente le strategie e le metodologie adottate dai docenti della classe, dallinsegnante di sostegno nonché da altro personale della stessa scuola; 2. la presenza di più di un alunno in situazione di handicap nella stessa classe può essere prevista in ipotesi residuale ed in presenza di handicap lieve. Le classi iniziali che ospitano più di un alunno in situazione di handicap sono costituite con non più di 20 iscritti; per le classi intermedie il rispetto di tale limite deve essere rapportato allesigenza di garantire la continuità didattica nelle stesse classi; 3. in relazione al disposto del comma 4, le classi e le sezioni delle scuole ed istituti di ogni ordine e grado che accolgono alunni in situazione di handicap non possono essere costituite con più di 20 alunni senza superare, però, il limite massimo di 25 alunni, previa valutazione della gravità dellhandicap e delle situazioni oggettive degli alunni interessati, unitamente alle condizioni organizzative e delle risorse professionali disponibili in ciascuna scuola; 4. ai fini previsti dallart. 40, comma 1, della legge n°449/98, la formazione delle classi secondo i criteri ed i parametri di cui ai comma precedenti deve comunque essere effettuata nel limite delle dotazioni organiche provinciali complessive del personale docente ai sensi dellart. 26, comma 12 della L , n° 448; 5. per la formulazione del piano provinciale e per lattuazione delle norme concernenti la costituzione delle classi con alunni in situazione di handicap e lassegnazione dei docenti per il sostegno lU.S.P. (ex Provveditorato), anche sulla base di quanto previsto dai successivi art. 41 e 43, si avvale dei seguenti organismi: a) il GLIP (gruppo di lavoro interistituzionale provinciale) che individua e fissa i criteri generali di attuazione del piano provinciale. b) il GSLIH ( gruppo di studio e lavoro sullintegrazione dellhandicap) che, sulla base di criteri stabiliti dal GLIP, formula un parere motivato e un piano di priorità allU.S.P., per i provvedimenti di competenza. 10

11 6. LASSISTENZA PER LAUTONOMIA E LA COMUNICAZIONE Il servizio di assistenza educativa svolta sia dalla Provincia che dai Comuni è realizzato attraverso la figura dellEducatore Professionale e dellAssistente Educatore, figure assegnate alla scuola per supportare il percorso di integrazione degli alunni disabili. La titolarità e la responsabilità dei progetti di integrazione, pur necessitando della condivisione e della compartecipazione di tutti i soggetti coinvolti (EE.LL, servizi sanitari, famiglia) rimane della scuola. Tra i principali compiti e funzioni di queste figure si possono elencare i seguenti: - individuazione e verifica di obiettivi educativi relativi allautonomia personale nellottica del raggiungimento della massima autonomia possibile (vedi art. 1, legge 104/92) e attività specifiche per la cura della persona; - promozione di attività per lo sviluppo e il rafforzamento di potenzialità residue; - suggerire e supportare le strategie per adeguare il materiale/ sussidi didattici alle capacità cognitive dellalunno disabile in accordo con linsegnante di sostegno; - mediazione e integrazione degli apprendimenti in stretta collaborazione con linsegnante di sostegno e, attraverso la mediazione dellinsegnante di sostegno, con gli insegnanti curricolari. Lintervento dell Educatore / Assistente Educatore deve prevedere la condivisione degli obiettivi educativi con la famiglia, attraverso un costante passaggio di informazioni da parte dei docenti di sostegno, ma anche con verifiche periodiche che coinvolgono tutto il gruppo dei docenti disciplinari e léquipe socio-sanitaria. L Educatore/Assistente Educatore può quindi partecipare ai consigli di classe (limitatamente al momento di discussione dellalunno in carico) e alle riunioni con léquipe ad eccezione delle fasi di valutazione del rendimento scolastico dellalunno in carico. 7. IL PROFILO DINAMICO FUNZIONALE (PDF) E' un atto collegiale ( legge 104/92, art. 12 comma 5 e DPR 24/2/94 ), da compilare, dopo un primo periodo di inserimento, nei primi tre mesi della classe prima di ogni ordine e ciclo di scuola. Nella redazione del PDF sono coinvolti i docenti curricolari e i docenti per le attività di sostegno con la collaborazione dei famigliari dellalunno e con la consulenza degli operatori sanitari dellAzienda Ospedaliera o dellEnte Convenzionato. Il PDF è formulato sulla base della D.F., nonché sulla conoscenza che gli operatori scolastici hanno dellalunno. Il PDF è aggiornato allinizio della classe 3^ della scuola primaria e alla fine della scuola secondaria di primo grado (è aggiornato) con specifiche voci che riguardano lorientamento scolastico. 11

12 8. IL PIANO EDUCATIVO INDIVIDUALIZZATO (PEI) Il PEI o PEP è il documento nel quale viene descritto il progetto globale predisposto per lalunno disabile, in un determinato periodo ( DPR 24/2/94. art. 5, comma 1 ). Sulla base degli elementi desunti dalla Diagnosi Funzionale e dal Profilo Dinamico Funzionale, nel PEI vengono definiti gli interventi integrati della scuola, della famiglia, dei riabilitatori, degli Enti Locali, finalizzati alla piena realizzazione del diritto all'educazione, all'istruzione e all'integrazione scolastica. Gli operatori della scuola, gli Educatori/Assistenti Educatori in collaborazione con la famiglia, e avvalendosi della consulenza degli Operatori Sanitari, ogni anno scolastico, procederanno alla stesura del PEI. E' redatto all'inizio di ogni anno scolastico, verificato ed eventualmente aggiornato in itinere con frequenza possibilmente correlata all'ordinaria ripartizione dell'anno scolastico ( D.P.R. 24/ 2/ 94 art. 6 comma 1 ). Il PEI è dunque un progetto globale di vita dell'alunno diversamente abile per un determinato periodo al termine del quale vengono effettuale verifiche e apportate eventuali modifiche. 9. COMPITI SPECIFICI DELLAZIENDA OSPEDALIERA E DEI CENTRI CONVENZIONATI IN RELAZIONE ALLA SCUOLA Oltre ai già citati compiti di individuazione degli alunni in situazione di handicap, di certificazione e di formulazione della Diagnosi Funzionale, lAzienda Ospedaliera, attraverso lUnità Operativa di Neuropsichiatria Infantile e dellAdolescenza (UONPIA) : - partecipa ai Collegi ASL di accertamento per lindividuazione dellalunno con handicap ai fini dellintegrazione scolastica - garantisce consulenza al personale docente in relazione allintegrazione scolastica (PDF); - partecipa, congiuntamente agli operatori scolastici e alla famiglia, alla elaborazione del PEI con la conseguente assunzione di responsabilità specifiche; - partecipa al GLH e al Centro Territoriale Risorse H; - opera raccordi/integrazioni con le realtà extrascolastiche. 12

13 10. MATERIALI ED AUSILI L'art. 13, comma 1 lettera b) della Legge Quadro prevede che le scuole siano dotate di attrezzature e ausili, anche tecnologici. Si va quindi dai materiali non strutturati fino a strumenti elettronici. I fondi utilizzabili sono quelli assegnati dai comuni sulla base delle leggi regionali per il diritto allo studio e quelli stanziati dalla Legge Quadro e assegnati dal Ministero alle Direzioni Scolastiche Regionali per questo scopo. 11. TRASPORTI Al momento dell'iscrizione bisogna segnalare alla scuola la necessità del trasporto, affinchè questa si attivi immediatamente per la richiesta (e non dopo l'inizio dell'anno scolastico). Provvedere ai trasporti gratuiti casa-scuola e viceversa è compito del Comune di residenza. La L. 118/71, art. 28 comma 1, li prevede esplicitamente per la scuola dell'obbligo o per i corsi di addestramento professionale. In forza di tale legge e della Sentenza n. 215/87 della Corte Costituzionale che assicura il diritto allo frequenza anche delle scuole superiori i Comuni dovranno soddisfare tale necessità, tramite le Intese e gli Accordi di programma (L142/90). 12. VISITE DIDATTICHE E DISTRUZIONE Nel caso di partecipazione a visite didattiche e distruzione di uno o più alunni con disabilità, occorre ogni misura di sostegno e la designazione di un qualificato accompagnatore, che può anche non essere l'insegnante di sostegno ma un qualunque membro della comunità scolastica (docenti, Assistente Educatore, personale ausiliario). Al fine di evitare una discriminazione, espressamente vietata dalla L. 104/92, occorre insistere con il Capo d'Istituto facendo riferimento alla CM. n. 291/92, per evitare che la visita possa essere negata. 13. VALUTAZIONE ED ESAMI L'art. 16, comma 1 della Legge Quadro (104/1992) dispone che la valutazione degli alunni in situazione di handicap debba avvenire sulla base del progetto didattico contenuto nel PEI. La valutazione è effettuata da tutti gli insegnanti. L O.M. n. 128/99 art. 4 ( ribadita dall'O.M. n. 126/2000) afferma che: - nei confronti degli alunni con minorazioni fisiche e sensoriali non si procede, di norma, ad alcuna valutazione differenziata; è consentito, tuttavia, l'uso di particolari strumenti didattici appositamente individuati dai docenti, al fine di accertare il livello di apprendimento non evidenziabile attraverso un colloquio o prove scritte tradizionali. 13

14 - per gli alunni in situazione di handicap psichico la valutazione, per il suo carattere formativo ed educativo e per l'azione di stimolo che esercita nei confronti dell'allievo, deve comunque aver luogo. Il Consiglio di classe, in sede di valutazione trimestrale o quadrimestrale e finale, sulla scorta del Piano Educativo Individualizzato a suo tempo predisposto con la partecipazione dei genitori nei modi e nei tempi previsti dalla C. M. 258/83, esamina gli elementi di giudizio forniti da ciascun insegnante sui livelli di apprendimento raggiunti, anche attraverso l'attività di integrazione e di sostegno, verifica i risultati complessivi rispetto agli obiettivi prefissati dal Piano Educativo Individualizzato; - qualora, al fine di assicurare il diritto allo studio ad alunni in situazione di handicap psichico e, eccezionalmente, fisico e sensoriale, il Piano Educativo Individualizzato sia diversificato in funzione di obiettivi didattici e formativi non riconducibili ai programmi ministeriali, il Consiglio di classe valuta i risultati dell'apprendimento, con l'attribuzione di voti relativi unicamente allo svolgimento del citato Piano Educativo Individualizzato e non ai programmi ministeriali. Tali voti hanno, pertanto, valore legale solo ai fini della prosecuzione degli studi per il perseguimento degli obiettivi del Piano Educativo Individualizzato. I predetti alunni possono, di conseguenza, essere ammessi alla frequenza dell'anno successivo o dichiarati ripetenti anche per tre volte in forza del disposto di cui all'art. 316 del D.Lvo , n In calce alla pagella degli alunni medesimi, deve essere apposta l'annotazione secondo la quale la votazione è riferita al P.E.I e non ai programmi ministeriali ed è adottata ai sensi dell'art. 4 della presente Ordinanza. Esami di licenza scuola secondaria di primo grado L'O.M. n. 90 del 21 maggio 2001, art. 9, comma 13 "Valutazione finale delle classi terze della scuola media e Esame di Stato di licenza della scuola media": in ciascuna scuola media è costituita una commissione per gli esami di licenza, composta d'ufficio da tutti i professori delle terze classi che insegnano le materie d'esame previste dall'art. 3 della legge 16 giugno 77, n. 348, nonché dai docenti che realizzano forme di integrazione e sostegno a favore degli alunni handicappati". Art. 11 comma 11: "Nel quadro delle finalità della scuola media, gli allievi in situazione di handicap che vengono ammessi a sostenere gli esami di licenza, possono svolgere prove differenziate, in linea con gli interventi educativo - didattici attuati sulla base del percorso formativo individualizzato, secondo le indicazioni contenute nell'art. 318 del D.L , n. 297: tali prove devono essere idonee a valutare l'allievo in rapporto alle sue potenzialità e ai livelli di apprendimento iniziali. 14

15 Art. 11, comma 12 "… Ove si accerti il mancato raggiungimento degli obiettivi del PEI, il Consiglio di classe può decidere che l'alunno ripeta la classe o che sia comunque ammesso agli esami di licenza, al solo fine del rilascio di un attestato di credito formativo. Tale attestato è titolo per l'iscrizione e la frequenza delle classi successive, ai soli fini del riconoscimento di crediti formativi da far valere anche per percorsi integrati". Art. 11, comma 13: "Nei diplomi di licenza della scuola media e nei certificati da rilasciare alla conclusione degli esami stessi non è fatta menzione delle prove differenziate sostenute dagli alunni handicappati". 14. ORIENTAMENTO dopo la scuola superiore di primo grado Il Ministero ha definito l'orientamento come " attività istituzionale delle scuole di ogni ordine e grado " e " parte integrante dei curriculum di studio e, più in generale, del processo educativo e formativo". Le scuole devono considerare l'orientamento un obiettivo di primaria importanza, da perseguire mettendo in atto una serie di iniziative volte a " formare e potenziare le capacità delle studentesse e degli studenti di conoscere sé stessi, l'ambiente in cui vivono, i mutamenti culturali e socio-economici, le offerte formative, affinchè possano essere protagonisti di un personale progetto di vita e partecipare allo studio, alla vita familiare e sociale in modo attivo, paritario e responsabile ". Nella scelta della scuola superiore di secondo grado le famiglie devono tenere conto: dei desideri e delle attitudini del loro figlio oltre che dei propri desideri e aspettative delle indicazioni degli insegnanti di scuola superiore di primo grado dei programmi dei singoli indirizzi delle offerte formative delle scuole presenti sul territorio. 15

16 Anno Scolastico 2006/2007


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