La presentazione è in caricamento. Aspetta per favore

La presentazione è in caricamento. Aspetta per favore

ISM-Italia Corso di formazione per attivisti in e per la Palestina Milano, 17-18 marzo 2012 La fabbrica del falso israeliana di Alfredo Tradardi 1.

Presentazioni simili


Presentazione sul tema: "ISM-Italia Corso di formazione per attivisti in e per la Palestina Milano, 17-18 marzo 2012 La fabbrica del falso israeliana di Alfredo Tradardi 1."— Transcript della presentazione:

1 ISM-Italia Corso di formazione per attivisti in e per la Palestina Milano, marzo 2012 La fabbrica del falso israeliana di Alfredo Tradardi 1

2 La fabbrica del falso israeliana Indice La verità e il suo cammino La fabbrica del falso Il progetto israeliano per la sicurezza, la libertà e la pace 2

3 La verità e il suo cammino La menzogna, sottile, impalpabile, sfuggente, galleggia, apodittica, sui mari dell'ignoranza e dell'indifferenza. 3

4 La verità e il suo cammino Al contrario la verità è pietra, lavora su tempi imprevedibili. Nel breve sembra affondare e scomparire nelle paludi dell'ipocrisia e del cinismo. 4

5 La verità e il suo cammino Un lungo processo ha messo in discussione e rovesciato i miti fondanti, trasformatisi in tabù, dello Stato di Israele. 5

6 La verità e il suo cammino Simha Flapan li ha così riassunti: 1.i sionisti accettarono il piano di partizione dellONU (1947) e prepararono piani di pace 2.gli arabi rifiutarono il piano di partizione e scatenarono la guerra 3.i palestinesi fuggirono volontariamente con la volontà di riconquistare il paese 4.tutti gli stati arabi si unirono per espellere gli ebrei dalla Palestina 5.linvasione araba rese inevitabile la guerra 6.Israele inerme tenne testa alla distruzione da parte del Golia arabo 7.Israele ha sempre cercato la pace, ma nessun leader arabo ha mai risposto 6

7 La verità e il suo cammino Ilan Pappé, antisionista, e Avi Shlaim, sionista, sono tra coloro che hanno contribuito a fare tabula rasa della storiografia israeliana di regime. Avi Shlaim, durante l'operazione Cast Lead, ha utilizzato per Israele la definizione di stato canaglia, cara agli Stati Uniti. 7

8 La verità e il suo cammino Le istituzioni internazionali come l'ONU e i rapporti dei relatori speciali sulla situazione dei diritti umani nei territori palestinesi occupati. 8

9 La verità e il suo cammino Anche agli apostoli più razzisti della menzogna, come Benny Morris, può sfuggire, nei loro eccessi di zelo, qualche affermazione di verità sulla pulizia etnica della Palestina. 9

10 La verità e il suo cammino Quando si dice che nella Striscia di Gaza è in corso un genocidio molti si mostrano stupiti. Arnon Soffer, geografo e demografo, che si onora di aver definito il tracciato del Muro dellApartheid, lo propone senza alcun pudore. 10

11 La verità e il suo cammino Secondo il rabbino capo di Safed, Shmuel Eliyahu, su Gaza: Se non si fermano dopo che noi ne abbiamo uccisi 100, allora dobbiamo ucciderne mille, e se non si fermano dopo mille allora dobbiamo ucciderne

12 La verità e il suo cammino C'è un abisso profondo tra noi (ebrei) e i nostri nemici, non solo nell'ingegno, ma nella moralità, nella cultura, nella santità di vita e nella coscienza.." 12

13 La verità e il suo cammino E il primo ministro israeliano Menachem Begin: "La nostra razza è la razza Master. Noi siamo esseri divini in questo pianeta. Siamo differenti dalle razze inferiori come loro lo sono dagli insetti. Di fatto, paragonati alla nostra razza, altre razze sono bestie e animali, bestiame nel migliore dei casi. 13

14 La verità e il suo cammino L'efficacia della verità La verità, o meglio le diverse verità, hanno prodotto risultati politici? 14

15 La verità e il suo cammino L'immagine di Israele nel mondo ne è stata stravolta. La Svezia del Medio Oriente, l'unica democrazia in quello spazio del mondo, l'esercito più morale del mondo, o, se preferite, più democratico del mondo, hanno perso ogni credibilità. 15

16 La fabbrica del falso 16

17 La fabbrica del falso Il nostro scopo non è ottenere una società più trasparente; il nostro scopo è ottenere una società più giusta. J. Assange, intervista al Time, 1 dicembre

18 La fabbrica del falso Basta tacere su quel che è accaduto prima perché la reazione degli offesi sembri una barbarie. Murid al-Barghouti 18

19 La fabbrica del falso La menzogna è il grande protagonista del discorso pubblico contemporaneo. La sua presenza nella nostra società è generalizzata e pervasiva. 19

20 La fabbrica del falso Gli arcana imperii, le verità inconfessabili del potere un tempo potevano essere coperte dal segreto. Oggi nell'epoca dei mezzi di comunicazione di massa e della politica mediatizzata il silenzio e il segreto sono armi spuntate. La verità deve essere occultata o neutralizzata in altro modo. 20

21 La fabbrica del falso Versioni di comodo dei fatti Massimo rilievo a questioni di scarsa importanza Pericoli e nemici inesistenti per eludere quelli veri Le verità scomode vengono neutralizzate riformulandole in maniera appropriata. 21

22 La fabbrica del falso IL TERRENO PRINCIPALE DELLA GUERRA CONTRO LA VERITA E QUELLO DEL LINGUAGGIO. IL POTERE DELLE PAROLE RISULTA DECISIVO PER LA COSTRUZIONE DEL CONSENSO. 22

23 La fabbrica del falso Fenomenologia della menzogna La verità mutilata La verità dimenticata La verità messa in scena La verità rimossa La verità imbellettata La verità elusa 23

24 La fabbrica del falso La verità mutilata La verità non è più verità se la si strappa al suo contesto, a ciò che le sta intorno, in senso proprio e figurato. La famosa sequenza dell'abbattimento della statua di Saddam. La piazza era praticamente deserta. 24

25 La fabbrica del falso Il contesto lo spazio circostante le circostanze entro le quali va collocato l'evento il prima e il poi dell'evento 25

26 La fabbrica del falso La trasformazione dei processi in istantanee L'attenzione al particolare puntiforme a scapito del contesto La mitologia dell'Inizio assoluto Evento, Inizio, Orrore, Nemico. Il primo attentato suicida 26

27 La fabbrica del falso L'operazione Cast Lead L'attacco israeliano a Gaza è stata una risposta al lancio di missili da parte di Hamas Morale: i palestinesi se la sono cercata. 27

28 La fabbrica del falso La verità dimenticata Napoleone: dirigere monarchicamente l'energia dei ricordi La storia come instrumentum regni La negazione e la distruzione del passato Il trionfo della storia di chewing-gum o della storia-Disneyland Rintracciare nella storia la conferma dell'immagine che la società attuale – le sue classi dominanti – intende dare di se stessa e della propria presunta superiorità 28

29 La fabbrica del falso Espungere dal passato ciò che quotidianamente si rimuove dal presente: le contraddizioni e i conflitti sociali Il passato, ciò che è lontano nel tempo, diviene una copia sbiadita e banalizzata del nostro presente, al massimo condita da bizzarrie e superstizioni un po' patetiche. Per il passato recente: la strategia dell'oblio e della riconciliazione 29

30 La fabbrica del falso Paolo Mieli e i delitti di Pinochet e di Videla: ritengo che, ancorché mi ripugni quel che fecero Pinochet e Videla, una dose di oblio sia un elemento indispensabile per rimettere in equilibrio paesi reduci da una guerra civile. Nessuna reale riconciliazione è possibile sulla base dell'oblio; la riconciliazione richiede il contrario di questo...Una reale riconciliazione nasce da ciò che il colpevole tenta di evitare: piena informazione, risarcimento del torto e giustizia (Remembering Allende, International Herald Tribune, 11 settembre

31 La fabbrica del falso La parola d'ordine della riconciliazione richiede e vuole questo: far vincere l'ingiustizia anche nel ricordo, cancellando i simboli e l vba memoria delle lotte passate, dei morti e dei crimini subiti. La memoria di Giampaolo Pansa à la carte: Il sangue dei vinti. Così, se in un romanzo di diversi anni fa Pansa cominciava il racconto con lui bambino atterrito dal volto tumefatto del partigiano Tom, oggi comincia il suo racconto con lui bambino atterrito dal volto tumefatto del brigatista nero. 31

32 Il progetto israeliano per la sicurezza, la libertà e la pace The Israel Projects 2009 GLOBAL LANGUAGE DICTIONARY Dizionario per un linguaggio globale 32

33 Il progetto israeliano per la sicurezza, la libertà e la pace CAPITOLO 1: 25 REGOLE PER UNA COMUNICAZIONE EFFICACE CAPITOLO 2: UN GLOSSARIO DI TERMINI CHE FUNZIONANO CAPITOLO 3: COME PARLARE DELLAUTOGOVERNO E DELLA PROSPERITÁ PALESTINESE CAPITOLO 4: ISOLARE IL FILO-IRANIANO HAMAS COME UN OSTACOLO ALLA PACE CAPITOLO 5: IL LINGUAGGIO PER CONTRASTARE UN IRAN NUCLEARIZZATO CAPITOLO 6: GAZA: IL DIRITTO DI ISRAELE ALL'AUTODIFESA E A CONFINI DIFENDIBILI 33

34 Il progetto israeliano per la sicurezza, la libertà e la pace CAPITOLO 7: PACE: IL MESSAGGIO CENTRALE CAPITOLO 8: INSEDIAMENTI CAPITOLO 9: GERUSALEMME CAPITOLO 10: GARANZIE DI PRESTITI & AIUTI MILITARI CAPITOLO 11: IL MURO DI SICUREZZA & I CHECK-POINTS CAPITOLO 12: DIRITTO AL RITORNO = DIRITTO DI CONFISCA 34

35 Il progetto israeliano per la sicurezza, la libertà e la pace CAPITOLO 13: LE NAZIONI UNITE CAPITOLO 14: PARLARE DEGLI ARABI-ISRAELIANI CAPITOLO 15: PARLARE DEI BAMBINI E DELLA CULTURA DELLODIO CAPITOLO 16: LEZIONI DA TRARRE DAL LINGUAGGIO DEL PRESIDENTE OBAMA CAPITOLO 17: PARLARE ALLA SINISTRA AMERICANA CAPITOLO 18: ISRAELE E LA COMUNICAZIONE NEI CAMPUS 35

36 25 REGOLE PER UNA COMUNICAZIONE EFFICACE Alle persone da persuadere non interessa molto quanto ne sapete, fino a che non sanno quanto ve ne importa. Mostrate empatia per ENTRAMBE le parti! Usate lEmpatia 36

37 25 REGOLE PER UNA COMUNICAZIONE EFFICACE Spiegate i vostri principi Distinguete chiaramente tra il popolo palestinese e Hamas Non esiste mai, mai, nessuna giustificazione per il massacro deliberato di donne e bambini innocenti. MAI. 37

38 25 REGOLE PER UNA COMUNICAZIONE EFFICACE Non affermate che Israele è esente da errori o colpe. Usate lumiltà. Controllate il tono della vostra voce. Basta. Basta. Basta. Ricordate, ripetutamente, alla gente, che Israele desidera la pace. 38

39 25 REGOLE PER UNA COMUNICAZIONE EFFICACE Tracciate un parallelo diretto tra Israele e lAmerica, che includa la necessità di difendersi dal terrorismo. Non parlate di religione. Qualsiasi cosa vi chiedano, collegatelo ad un produttivo messaggio filo-israeliano. 39

40 25 REGOLE PER UNA COMUNICAZIONE EFFICACE Parlate del futuro, non del passato Speranza Usate domande retoriche Andate dove cè la gente 40

41 25 REGOLE PER UNA COMUNICAZIONE EFFICACE K.I.S.S. e ripeti e ripeti continuamente (K.I.S.S. Acronimo di Keep it simple, stupid) Evitate le analisi-paralisi e siate pro-attivi. Il problema non è a che cosa siete contrari - ma a che cosa siete favorevoli. Allo stesso modo, evitate di porre le questioni in termini di no. 41

42 25 REGOLE PER UNA COMUNICAZIONE EFFICACE Iniziate un messaggio, un comunicato stampa, una dichiarazione, o un dibattito con il vostro messaggio migliore e positivo. Iniziate con argomenti positivi, come pace, rispetto reciproco, simpatia per le condizioni dei palestinesi e dei loro bambini, e simili. Concedete un punto. 42

43 25 REGOLE PER UNA COMUNICAZIONE EFFICACE Non usate mai, mai e poi MAI termini perentori. Mai. Riconoscete la complessità della situazione e cercate di semplificarla e renderla chiara. Non tentate di mettere a confronto la vostra credibilità con quella dei media. Non cercate di mettere a confronto la vostra credibilità con quella della comunità mondiale. 43

44 25 REGOLE PER UNA COMUNICAZIONE EFFICACE La reciprocità è un concetto chiave Rispetto reciproco è sempre meglio ditolleranza. Vivere in pace, fianco a fianco Gli israeliani e i palestinesi hanno entrambi DIRITTO a... Più calcate su entrambe le parti hanno pari diritti, e meglio sarà Cooperazione, Collaborazione e Compromesso. 44

45 UN GLOSSARIO DI TERMINI FUNZIONANTI Responsabilità Costruire Bambini Venite a Gerusalemme a lavorare per la pace Cooperazione, collaborazione e compromesso Lanciare deliberatamente dei missili sulle comunità civili 45

46 UN GLOSSARIO DI TERMINI FUNZIONANTI Diplomazia economica Prosperità economica Esempi di tentativi di pace Pari diritti: la tragedia è che i palestinesi hanno molto meno diritti sotto il loro governo di quanti ne abbiano gli arabi israeliani sotto il nostro. Da essere umano a essere umano Umanizzate i missili 46

47 UN GLOSSARIO DI TERMINI FUNZIONANTI Se….Se….Se….Allora Vivere insieme, fianco a fianco Islam militante Rispetto reciproco Nessuno deve lasciare la propria casa Un passo per volta, un giorno per volta La pace prima dei confini politici Tenacia e perseveranza 47

48 UN GLOSSARIO DI TERMINI FUNZIONANTI Prevenire Il diritto a Progresso sociale Piano di azione specifico Tutti noi abbiamo commesso errori Siamo in questa situazione tutti insieme Lavorare per una soluzione 48

49 GLI INSEDIAMENTI Se ci deve essere una vera pace, gli israeliani e i palestinesi dovranno vivere fianco a fianco. Lidea che dove ci sono palestinesi non ci può essere alcun ebreo, che alcune aree devono essere senza ebrei è unidea razzista. Noi non diciamo che dobbiamo fare la pulizia degli arabi da Israele. 49

50 GLI INSEDIAMENTI Gli insediamenti sono l'unica questione difficile per Israele e lostilità verso di essi e verso la politica israeliana che sembra incoraggiare lattività degli insediamenti è chiaramente evidente. 50

51 GLI INSEDIAMENTI Parlate di una volontà di negoziare e di Camp David nella stessa frase Fornite esempi specifici di come Israele si è già sacrificato in nome della pace Tre precedenti dirigenti di Israele hanno dimostrato la volontà di affrontare la questione degli insediamenti Gli insediamenti sono necessari per la sicurezza di Israele 51

52 GLI INSEDIAMENTI Quando possibile, inserite la questione degli insediamenti nella più ampia sfida del raggiungimento di una soluzione pacifica per cui arabi e israeliani vivano pacificamente fianco a fianco Mettete in risalto soluzioni per cui nessuno dovrà lasciare la propria casa Insistete sulla reciprocità nella questione degli insediamenti e dei profughi 52

53 COME NON PARLARE DEGLI INSEDIAMENTI Chiunque abbia escogitato il termine insediamenti ha messo in moto un lessico che era condannato fin dallinizio. Largomento religioso Largomento della proprietà Largomento del capro espiatorio 53

54 COME NON PARLARE DEGLI INSEDIAMENTI TERMINI CHE NON FUNZIONANO Quanti pensano che il conflitto è determinato dal desiderio di Israele di tenersi i territori sbagliano completamente. Questa può essere una percezione che alcuni cercano di promuovere, ma non è la nostra realtà. Non è la nostra politica. 54

55 DIRITTO AL RITORNO = DIRITTO DI CONFISCA Innanzitutto, noi non possiamo accettare questa frase. Non possiamo permettere che essa entri nel lessico degli opinion leader. Ogni volta che si solleva la questione de il diritto al ritorno, noi dobbiamo immediatamente rispondere: No, tu stai parlando di un diritto alla confisca. Questo non riguarda il ritorno, ma è una confisca e noi non laccetteremo. 55

56 DIRITTO AL RITORNO = DIRITTO DI CONFISCA Reclamate il diritto di rifiutare di portare indietro gli orologi confiscando la proprietà privata. TERMINI CHE FUNZIONANO Mentre i palestinesi si lamentano di avere perso case e proprietà quando hanno lasciato Israele nel 1948, altrettanti ebrei sono stati espulsi dagli stati arabi da quel momento, perdendo anche le loro case e le loro proprietà. Noi non possiamo semplicemente riportare indietro gli orologi per nessuna delle due parti ma dobbiamo guardare al futuro. 56

57 DIRITTO AL RITORNO = DIRITTO DI CONFISCA TERMINI CHE FUNZIONANO La questione dei profughi deve essere risolta nel quadro di un accordo di pace. Se si costituirà uno stato palestinese, se ci sarà uno stato palestinese, una patria per i palestinesi in un quadro di pace fra israeliani e palestinesi, ovviamente quello stato palestinese sarà la risposta per i palestinesi privi di stato. 57

58 DIRITTO AL RITORNO = DIRITTO DI CONFISCA UN TEMA DIFFFICILE NELLA COMUNICAZIONE Per gli Israeliani il diritto al ritorno è un tema difficile da comunicare efficacemente perché molto del linguaggio israeliano suona come le parole separati ma eguali dei segregazionisti degli anni 50 e dei sostenitori dellapartheid negli anni

59 DIRITTO AL RITORNO = DIRITTO DI CONFISCA Chiamatela una richiesta. Agli americani non piace quando una delle due parti fa richieste allaltra. Questo suona troppo stridente e non negoziabile, quindi dite: i palestinesi non sono contenti del loro Stato. Adesso stando chiedendo territorio dentro Israele. Questo fatto coinvolge persone che non hanno MAI vissuto dentro i confini israeliani. 59

60 DIRITTO AL RITORNO = DIRITTO DI CONFISCA UNA QUESTIONE DIFFICILE E UNA RISPOSTA ADEGUATA D: Puoi spiegare per quelli che possono non capire che cosa significa il diritto al ritorno per i Palestinesi? R: È sostanzialmente la richiesta palestinese che tutti i palestinesi, non solo i palestinesi che hanno vissuto qui storicamente, ma anche i loro figli e nipoti, possano ad un certo punto nel futuro inondare ciò che adesso è Israele con una immigrazione palestinese di massa. 60

61 DIRITTO AL RITORNO = DIRITTO DI CONFISCA UNA RISPOSTA DAVVERO FORTE AL DIRITTO AL RITORNO D: E cosa dici dei palestinesi che effettivamente hanno vissuto in Israele, che personalmente sono cresciuti a Tel Aviv o a Jaffa? Loro in persona hanno vissuto nelle case, sono andati nelle scuole, sono cresciuti in quello che adesso è lo Stato di Israele. Loro non devono avere un diritto al ritorno? R: Essi hanno il diritto di vivere nello stato del loro popolo. Si, ce lhanno. Essi hanno il diritto di vivere nello stato di Palestina. Essi hanno il diritto di vivere con la loro società, con la loro cultura, con la loro mentalità. Lidea è di avere uno stato ebraico per il popolo ebraico e uno stato palestinese per il popolo palestinese. Ma laffluenza di centinaia di migliaia in Israele, nello stato ebraico, è totalmente inaccettabile. 61

62 LEZIONI DA IMPARARE DAL LINGUAGGIO DEL PRESIDENTE OBAMA Se qualcuno manda razzi nella mia casa dove le mie due figlie dormono di notte, io intendo fare tutto quello che è in mio potere per porvi fine, e mi aspetterei che gli israeliani facciano lo stesso. – il presidente Barack Obama. 62

63 LEZIONI DA IMPARARE DAL LINGUAGGIO DEL PRESIDENTE OBAMA OBAMA SUL PROCESSO DI PACE Il linguaggio del presidente Obama è così simile a quello che vi abbiamo raccomandato per anni, che sembra lo abbia rubato direttamente dal nostro libro. 63

64 LEZIONI DA IMPARARE DAL LINGUAGGIO DEL PRESIDENTE OBAMA TERMINI CHE FUNZIONANO PER IL PRESIDETE OBAMA (E CHE POSSONO FUNZIONARE ANCHE PER VOI) Io penso che chiunque abbia studiato la regione riconosce che la situazione per la gente comune palestinese in molti casi non è migliorata. E il punto essenziale in tutti questi discorsi e in tutte queste conversazioni è questo: un bambino nei territori palestinesi starà meglio economicamente? Cè un futuro per loro? E il bambino in Israele avrà maggiore fiducia nella sua sicurezza? 64

65 LEZIONI DA IMPARARE DAL LINGUAGGIO DEL PRESIDENTE OBAMA TERMINI CHE FUNZIONANO PER IL PRESIDETE OBAMA (E CHE POSSONO FUNZIONARE ANCHE PER VOI) Se consideriamo la regione nel suo insieme e comunichiamo un messaggio al mondo arabo e al mondo musulmano, che noi siamo pronti a iniziare una nuova collaborazione basata sul rispetto reciproco e il mutuo interesse, allora io penso che possiamo fare un progresso significativo. - il presidente Barak Obama 65

66 ISM-Italia La fabbrica del falso israeliana di Alfredo Tradardi Bibliografia La fabbrica del falso – Strategie della menzogna nella politica contemporanea di Vladimiro Giacché, DeriveApprodi 2011 The Israel Projects GLOBAL LANGUAGE DICTIONARY La verità e il suo cammino di Alfredo Tradardi, introduzione al Rapporto Goldstone 66


Scaricare ppt "ISM-Italia Corso di formazione per attivisti in e per la Palestina Milano, 17-18 marzo 2012 La fabbrica del falso israeliana di Alfredo Tradardi 1."

Presentazioni simili


Annunci Google