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Verona, 23 ottobre 9:30 -13:30 Padiglione 4 – Sala 7 Monitoraggio dei corpi idrici superficiali in applicazione della Direttiva 2000/60/CE in Veneto Manuela.

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1 Verona, 23 ottobre 9:30 -13:30 Padiglione 4 – Sala 7 Monitoraggio dei corpi idrici superficiali in applicazione della Direttiva 2000/60/CE in Veneto Manuela Cason ARPAV Servizio Acque Interne, Padova

2 Verona, 23 Ottobre PERCORSO di IMPLEMENTAZIONE DELLA DIRETTIVA

3 Verona, 23 Ottobre Primo step fondamentale di implementazione della WFD. Definisce la diversificazione in funzione delle caratteristiche bio-ecologiche dei sistemi fluviali. Sistema A: Descrittori: Ecoregioni Allegato XI WFD. Per l Italia: Alpina e Mediterranea + Classificazione in base all altitudine (3 cl.), alle dimensioni del bacino idrografico (4 cl.) ed alla composizione geologica (3 cl.) Sistema A: Descrittori: Ecoregioni Allegato XI WFD. Per l Italia: Alpina e Mediterranea + Classificazione in base all altitudine (3 cl.), alle dimensioni del bacino idrografico (4 cl.) ed alla composizione geologica (3 cl.) Sistema B: Descrittori Obbligatori: Altitudine, Latitudine, Longitudine, Composizione geologica, Dimensioni del bacino + Descrittori Opzionali ( … ). Applicando il sistema B si deve ottenere almeno lo stesso grado di classificazione del sistema A. Sistema B: Descrittori Obbligatori: Altitudine, Latitudine, Longitudine, Composizione geologica, Dimensioni del bacino + Descrittori Opzionali ( … ). Applicando il sistema B si deve ottenere almeno lo stesso grado di classificazione del sistema A. TIPIZZAZIONE DEI CORSI DACQUA

4 Verona, 23 Ottobre Zonizzazione in IDROECOREGIONI (quota, geologia, clima) come definito dal CEMAGREF; 2. Definizione di TIPI FLUVIALI, allinterno delle HER, sulla base di pochi descrittori (Tipizzazione di livello 2): – perennità o persistenza acqua in alveo (soglia: 8 mesi) – origine del corso dacqua (runoff, laghi, sorgenti, acque sotterranee, ghiacciai – distanza dalla sorgente (indicatore di dimensione, 5,25,75,150 km) – morfologia dellalveo (solo per i temporanei, 2 classi: meandriforme, sinuoso, semiconfinato e confinato; transizionale, canali interecciati o anastomizzato ) – possibile influenza della/e HER a monte sul corpo idrico. 3. APPROFONDIMENTI a scala locale/di bacino sulla base di approfondimenti e/o ulteriori descrittori (Tipizzazione di livello 3) METODOLOGIA ITALIANA PER LA TIPIZZAZIONE (sistema B)

5 Verona, 23 Ottobre TIPIZZAZIONE: LIVELLO 2

6 Verona, 23 Ottobre IDROECOREGIONI IN VENETO 106 = Inner Alps 2 = Calcareous southerns Alps and Dolomites 56 = Po plain

7 Verona, 23 Ottobre TIPIZZAZIONE: primi risultati bacino del Piave Una ventina di tipologie. E attualmente allo studio limplementazione del dato di temporaneità dei corsi dacqua e lestensione della tipizzazione ai corpi idrici con bacino di ameno 10 km 2

8 Verona, 23 Ottobre TIPIZZAZIONE: primi risultati bacino Fratta - Gorzone

9 Verona, 23 Ottobre TIPIZZAZIONE: risultati e criticità - Prima applicazione a 2 bacini: 34 tipi… - Scarsità di dati omogenei su perennità – persistenza - Necessità di coprire il reticolo > 10 km 2 di bacino (prima applicazione solo ai significativi ed a quelli di interesse identificati dal PTA). - Rappresentatività bio-ecologica - Tempi

10 Verona, 23 Ottobre IDENTIFICAZIONE DEI CORPI IDRICI Guidelines CIS: il corpo idrico deve essere una subunità coerente allinterno del bacino idrografico a cui si devono applicare gli obiettivi ambientali della Direttiva

11 Verona, 23 Ottobre IDENTIFICAZIONE DEI CORPI IDRICI Corsi dacqua naturali (obiettivo: buono stato ecologico) Corsi dacqua naturali (obiettivo: buono stato ecologico) Canali artificiali (obiettivo: potenziale ecologico) Canali artificiali (obiettivo: potenziale ecologico) Corsi dacqua fortemente modificati: modificazioni FISICHE che impediscono il raggiungimento del buono stato ecologico (obiettivo: potenziale ecologico) Corsi dacqua fortemente modificati: modificazioni FISICHE che impediscono il raggiungimento del buono stato ecologico (obiettivo: potenziale ecologico)

12 Verona, 23 Ottobre IDENTIFICAZIONE DEI CORPI IDRICI: tratti artificiali Tematica complessa date le caratteristiche della pianura veneta. Sono in corso ulteriori approfondimenti. Verrà poi affrontata la problematica di definizione dei fortemente modificati

13 Verona, 23 Ottobre Basati sulle comunità biologiche Basati sulle comunità biologiche Definizione di comunità tipo specifiche di riferimento Definizione di comunità tipo specifiche di riferimento Devono essere considerate le seguenti componenti: Devono essere considerate le seguenti componenti: – tolleranza – ricchezza / diversità – abbondanza Ecological Quality Ratio (EQR): giudizio di qualità espresso come rapporto tra il valore osservato e quello rilevato nei siti di riferimento Ecological Quality Ratio (EQR): giudizio di qualità espresso come rapporto tra il valore osservato e quello rilevato nei siti di riferimento WFD E SISTEMI DI VALUTAZIONE DELLA QUALITA ECOLOGICA

14 Verona, 23 Ottobre EQR: ai fini della classificazione dello stato ecologico e per assicurare la comparabilità dei sistemi di monitoraggio, i risultati conseguiti in ciascuno Stato membro in base al sistema applicato sono espressi come RAPPORTI DI QUALITÀ ECOLOGICA. Questi rapportano i valori dei parametri biologici riscontrati in un dato corpo idrico superficiale a quelli constatabili nelle condizioni di riferimento applicabili al medesimo corpo. Il rapporto è espresso come valore numerico compreso tra 0 e 1. EQR: ai fini della classificazione dello stato ecologico e per assicurare la comparabilità dei sistemi di monitoraggio, i risultati conseguiti in ciascuno Stato membro in base al sistema applicato sono espressi come RAPPORTI DI QUALITÀ ECOLOGICA. Questi rapportano i valori dei parametri biologici riscontrati in un dato corpo idrico superficiale a quelli constatabili nelle condizioni di riferimento applicabili al medesimo corpo. Il rapporto è espresso come valore numerico compreso tra 0 e 1.

15 Verona, 23 Ottobre ELEMENTI BIOLOGICI composizione ed abbondanza Fitoplancton Macrofite e Fitobentos Macroinvertebrati bentonici Fauna ittica INQUINANTI SPECIFICI (sintetici e non sintetici) Sostanze prioritarie Sostanze presenti in quantità significative ELEMENTI IDROMORFOL OGICI Regime idrologico Continuit à fluviale Condizioni Morfologiche ELEMENTI CHIMICI E FISICO- CHIMICI Condizioni termiche, di ossigenazione, … Salinità, pH e nutrienti,… Elementi a sostegno degli elementi biologici ELEMENTI DI QUALITA (WFD E D.Lgs. 152/2006)

16 Verona, 23 Ottobre regime idrologico regime idrologico massa e dinamica del flusso idrico massa e dinamica del flusso idrico connessione con il corpo idrico sotterraneo connessione con il corpo idrico sotterraneo continuità fluviale continuità fluviale condizioni morfologiche condizioni morfologiche variazioni della profondità e della larghezza del fiume variazioni della profondità e della larghezza del fiume struttura e substrato dellalveo struttura e substrato dellalveo struttura della zona ripariale struttura della zona ripariale ELEMENTI IDROMORFOLOGICI A SOSTEGNO DEGLI ELEMENTI BIOLOGICI

17 Verona, 23 Ottobre Elementi generali condizioni termiche condizioni termiche condizioni di ossigenazione condizioni di ossigenazione salinità salinità stato di acidificazione stato di acidificazione condizioni di nutrienti condizioni di nutrienti Inquinanti specifici inquinamento da tutte le sostanze prioritarie di cui è stato accertato lo scarico nel corpo idrico inquinamento da tutte le sostanze prioritarie di cui è stato accertato lo scarico nel corpo idrico inquinamento da altre sostanze di cui è stato accertato lo scarico nel corpo idrico in quantità significative inquinamento da altre sostanze di cui è stato accertato lo scarico nel corpo idrico in quantità significative ELEMENTI CHIMICI E FISICO-CHIMICI A SOSTEGNO DEGLI ELEMENTI BIOLOGICI

18 Verona, 23 Ottobre Parametri di base: tabella 1/A all. 1 parte III, 36 sostanze (o gruppi di sostanze) per le quali sono indicati gli standard di qualità da conseguire entro il 31/12/2008 Inquinanti organici (As, Cd, Cr, Hg, Ni, Pb e loro composti) Inquinanti organici (As, Cd, Cr, Hg, Ni, Pb e loro composti) IPA IPA Idrocarburi aromatici (benzene, triclorobenzeni) Idrocarburi aromatici (benzene, triclorobenzeni) Idrocarburi alifatici clorurati (1,2 dicloroetano, cloroformio, ecc) Idrocarburi alifatici clorurati (1,2 dicloroetano, cloroformio, ecc) Prodotti fitosanitari e biocidi (aldrin, dieldrin, DDT, ecc) Prodotti fitosanitari e biocidi (aldrin, dieldrin, DDT, ecc) Composti organici semivolatili (tetracloruro di carbonio) Composti organici semivolatili (tetracloruro di carbonio) Parametri aggiuntivi: tabella 1/B all. 1 parte III, 135 sostanze (o gruppi di sostanze) per le quali non sono indicati gli standard di qualità, da ricercare in funzione delle informazioni e delle analisi dellimpatto dellattività antropica. MONITORAGGIO CHIMICO

19 Verona, 23 Ottobre Il D.Lgs. n. 152/2006 ha profondamente rivisto, nellottica del recepimento della Direttiva 2000/60/CE, la sezione relativa alla classificazione dei corpi idrici: vengono elencati, per le varie tipologie di acque superficiali, gli elementi qualitativi per la classificazione dello stato ecologico e vengono date delle definizioni normative per la classificazione dello stato ecologico elevato, buono e sufficiente, per ogni elemento di qualità, privilegiando gli elementi biologici. Il D.Lgs. n. 152/2006 ha profondamente rivisto, nellottica del recepimento della Direttiva 2000/60/CE, la sezione relativa alla classificazione dei corpi idrici: vengono elencati, per le varie tipologie di acque superficiali, gli elementi qualitativi per la classificazione dello stato ecologico e vengono date delle definizioni normative per la classificazione dello stato ecologico elevato, buono e sufficiente, per ogni elemento di qualità, privilegiando gli elementi biologici. Tali elenchi e definizioni, tratti integralmente dalla direttiva 2000/60/CE, non rappresentano criteri oggettivi per la classificazione. Tali elenchi e definizioni, tratti integralmente dalla direttiva 2000/60/CE, non rappresentano criteri oggettivi per la classificazione. Per garantire continuità con i dati rilevati negli anni passati, in questa fase di transizione si è deciso di continuare anche nellanno in corso con le attività di monitoraggio e classificazione dei corsi dacqua impostate come in precedenza ai sensi del D.Lgs. 152/99. Per garantire continuità con i dati rilevati negli anni passati, in questa fase di transizione si è deciso di continuare anche nellanno in corso con le attività di monitoraggio e classificazione dei corsi dacqua impostate come in precedenza ai sensi del D.Lgs. 152/99. ATTIVITA DI ARPAV NEL 2007

20 Verona, 23 Ottobre RISULTATI DELLA CLASSIFICAZIONE

21 Verona, 23 Ottobre CLASSIFICAZIONE 2006 Per lo stato chimico sono stati utilizzati gli standard di qualità e le metodologie di calcolo previsti dal D.Lgs. n. 152/2006.

22 Verona, 23 Ottobre ACQUE DESTINATE ALLA VITA DEL PESCI Prima designazione: DGR n del 5/7/1994 Prima designazione: DGR n del 5/7/1994 Classificazione acque Prov. Padova: DGR n del 8/4/1997 Classificazione acque Prov. Padova: DGR n del 8/4/1997 Classificazione acque Prov. Belluno, Treviso, Vicenza, Verona: DGR n del 5/8/1997 Classificazione acque Prov. Belluno, Treviso, Vicenza, Verona: DGR n del 5/8/1997 Si tratta per la maggior parte di corsi dacqua, ma anche di laghi. Alcuni dei punti di monitoraggio fanno già parte della rete regionale, altri sono destinati esclusivamente al monitoraggio per la vita dei pesci. I criteri per la classificazione delle acque superficiali destinate alla vita dei pesci (salmonidi o ciprinidi) sono determinati dalla tabella 1/B allegato 2 parte terza del D.Lgs. n. 152/2006, invariata rispetto a quanto previsto dalla normativa previgente (allegato 2 al D.Lgs. 152/1999).

23 Verona, 23 Ottobre Bacino N. Tratti o superfici o superfici Di cui salmonicoli Di cui ciprinicoli Livenza110 Piave29281 Sile440 Laguna404 Brenta541 Bacchiglione21138 Fratta-Gorzone871 Adige12120 Canal Bianco 606 NUMERO DI TRATTI DESIGNATI O CLASSIFICATI PER BACINO

24 Verona, 23 Ottobre TRATTI DESIGNATI Viola: salmonidi Viola: salmonidi Rosso: ciprinidi Rosso: ciprinidi

25 Verona, 23 Ottobre ACQUE SUPERFICIALI DESTINATE ALLA PRODUZIONE DI ACQUA POTABILE Lindividuazione delle acque dolci superficiali da destinare alla produzione di acqua potabile è di competenza regionale, ai sensi del D.Lgs. n. 152/2006; in tal senso è in vigore la DGR n del 19/12/1989 che ha classificato le acque dolci superficiali regionali ai sensi dellallora vigente D.P.R. n. 515/1982. Lindividuazione delle acque dolci superficiali da destinare alla produzione di acqua potabile è di competenza regionale, ai sensi del D.Lgs. n. 152/2006; in tal senso è in vigore la DGR n del 19/12/1989 che ha classificato le acque dolci superficiali regionali ai sensi dellallora vigente D.P.R. n. 515/1982. Devono essere classificate dalle regioni nelle categorie A1, A2, A3 secondo le caratteristiche fisiche, chimiche e microbiologiche della tabella 1/A allegato 2 parte terza del D.Lgs. n. 152/2006, invariata rispetto a quanto previsto dalla previgente tabella A/1 allegato 2 del D.Lgs. 152/1999 e s.m.i. Devono essere classificate dalle regioni nelle categorie A1, A2, A3 secondo le caratteristiche fisiche, chimiche e microbiologiche della tabella 1/A allegato 2 parte terza del D.Lgs. n. 152/2006, invariata rispetto a quanto previsto dalla previgente tabella A/1 allegato 2 del D.Lgs. 152/1999 e s.m.i.

26 Verona, 23 Ottobre ACQUE SUPERFICIALI DESTINATE ALLA POTABILIZZAZIONE IN VENETO A seconda della categoria cui appartengono, le acque dolci superficiali sono sottoposte ai seguenti trattamenti: cat. A1: trattamento fisico semplice e disinfezione; cat. A1: trattamento fisico semplice e disinfezione; cat. A2: trattamento fisico e chimico normale e disinfezione; cat. A2: trattamento fisico e chimico normale e disinfezione; cat. A3: trattamento fisico e chimico spinto, affinazione e disinfezione. cat. A3: trattamento fisico e chimico spinto, affinazione e disinfezione. Fiume Adige (9 prese) A3 Fiume Adige (9 prese) A3 Fiume Po (3 prese) A3 Fiume Po (3 prese) A3 Fiume Sile e derivazioni (3 prese) A3 Fiume Sile e derivazioni (3 prese) A3 Fiume Livenza (1 presa) A3 Fiume Livenza (1 presa) A3 F. Bacchiglione e C. Brentella A3 F. Bacchiglione e C. Brentella A3 Lago di Garda (6 prese) A2 Lago di Garda (6 prese) A2 Ci sono inoltre alcuni torrenti del Bellunese utilizzati allo scopo (Rui delle Salere, T. Anfela, T. Medone, Rio Frari) Ci sono inoltre alcuni torrenti del Bellunese utilizzati allo scopo (Rui delle Salere, T. Anfela, T. Medone, Rio Frari)

27 Verona, 23 Ottobre Per alghe si intendono essenzialmente le macrofite, sia vascolari che non vascolari, sommerse o emergenti. Per alghe si intendono essenzialmente le macrofite, sia vascolari che non vascolari, sommerse o emergenti. La loro attività è legata alla disponibilità di nutrienti e di luce La loro attività è legata alla disponibilità di nutrienti e di luce Forniscono lhabitat di rifugi e supporti per la fauna acquatica Forniscono lhabitat di rifugi e supporti per la fauna acquatica Rivestono un ruolo importante come sostanza organica utilizzabile Rivestono un ruolo importante come sostanza organica utilizzabile ALGHE (MACROFITE)

28 Verona, 23 Ottobre INDICI MACROFITICI Ideati a partire dagli anni 70 (Irlanda, Inghilterra, Francia, Germania) Finalizzati genericamente valutazione delle cenosi a macrofite acquatiche valutazione delle cenosi a macrofite acquatiche valutazione della qualità dellacqua valutazione della qualità dellacqua valutazione dellintegrità ecositemica del corso dacqua valutazione dellintegrità ecositemica del corso dacqua in particolare, danno indicazioni circa lo STATO TROFICO in particolare, danno indicazioni circa lo STATO TROFICO Attualmente ampiamente utilizzati in molti paesi europei (Francia, Inghilterra, Irlanda, Germania, Lussemburgo, Belgio, Austria, Spagna, Portogallo). SOLO ALCUNI consentono di classificare i corsi dacqua.

29 Verona, 23 Ottobre STRUTTURA DEGLI INDICI Indici basati su una valutazione di presenza/assenza e (solo in alcuni casi) abbondanza di un limitato set di taxa indicatori raggruppati in classi di sensibilità/tolleranza (es: Macrophyte Index Scheme, Nutrient Status Order) Indici basati su una valutazione di presenza/assenza e (solo in alcuni casi) abbondanza di un limitato set di taxa indicatori raggruppati in classi di sensibilità/tolleranza (es: Macrophyte Index Scheme, Nutrient Status Order) Indici fondati sulluso di un maggior numero di taxa indicatori a ciascuno dei quali è associato un coefficiente (score) di tolleranza/sensibilità e, talvolta, un valore indicatore (reliability) (es: Plant score, Trophyc index, Indici GIS, Indice IBMR, Mean Trophyc Rank; Trophyc Index of Macrophytes). Indici fondati sulluso di un maggior numero di taxa indicatori a ciascuno dei quali è associato un coefficiente (score) di tolleranza/sensibilità e, talvolta, un valore indicatore (reliability) (es: Plant score, Trophyc index, Indici GIS, Indice IBMR, Mean Trophyc Rank; Trophyc Index of Macrophytes). Indici finalizzati alla valutazione del grado di scostamento da una potenziale comunità ottimale (es: Il Damage Rating Method) Indici finalizzati alla valutazione del grado di scostamento da una potenziale comunità ottimale (es: Il Damage Rating Method)

30 Verona, 23 Ottobre APPLICAZIONE DEGLI INDICI MACROFITICI Individuazione corretta della stazione Individuazione corretta della stazione ricerca della comunità indicatrice ricerca della comunità indicatrice Studio quali-quantitativo della comunità presente Studio quali-quantitativo della comunità presente – campionamento – attribuzione indici di copertura in campo – determinazione dei taxa rinvenuti – elaborazione di schede stazionali Applicazione delle formula di calcolo Applicazione delle formula di calcolo EVENTUALE Classificazione della stazione EVENTUALE Classificazione della stazione Attribuzione della stazione ad una classe ad un LIVELLO TROFICO Attribuzione della stazione ad una classe ad un LIVELLO TROFICO Tutti gli indici macrofitici prevedono in comune la gran parte delle procedure di rilevamento, definite in ambito CEN (Guidance Standard for the surveying of aquatic macrophyte in running water - prEN 14184) Tutti gli indici macrofitici prevedono in comune la gran parte delle procedure di rilevamento, definite in ambito CEN (Guidance Standard for the surveying of aquatic macrophyte in running water - prEN 14184)

31 Verona, 23 Ottobre PERIPHYTON Consiste in un insieme di diversi elementi biotici costituito soprattutto da: diatomee diatomee alghe brune e gialle alghe brune e gialle euglenofite euglenofite batteri filamentosi e alghe azzurre batteri filamentosi e alghe azzurre Può essere distinto come: Può essere distinto come: EPILITON (su pietre o ciottoli ) EPILITON (su pietre o ciottoli ) EPIPELON (su depositi di limo in acque a lento scorrimento) EPIPELON (su depositi di limo in acque a lento scorrimento) EPIPHYTON (su macrofite acquatiche) EPIPHYTON (su macrofite acquatiche)

32 Verona, 23 Ottobre DIATOMEE COME BIOINDICATORI Le diatomee possiedono tutti i requisiti che contraddistinguono un buon indicatore ambientale: sono presenti tutto lanno in tutti gli ambienti fluviali sono presenti tutto lanno in tutti gli ambienti fluviali sono molto sensibili a variazioni dei parametri chimico-fisici del mezzo ambiente sono molto sensibili a variazioni dei parametri chimico-fisici del mezzo ambiente sono fisse al substrato e facili da campionare sono fisse al substrato e facili da campionare sono ben conosciute sia sistematicamente sia ecologicamente sono ben conosciute sia sistematicamente sia ecologicamente hanno un breve tempo di resilienza (2-4 settimane) hanno un breve tempo di resilienza (2-4 settimane) Le diatomee bentoniche maggiormente utilizzate per il monitoraggio fluviale sono quelle epilitiche.

33 Verona, 23 Ottobre INDICI DIATOMICI IN EUROPA A livello europeo le procedure sono standardizzate da norme CEN: EN – Water quality – Guidance standard for the routine sampling and pretreatment of benthic diatoms from rivers (2003). EN – Water quality – Guidance standard for the routine sampling and pretreatment of benthic diatoms from rivers (2003). EN – Water quality – Guidance standard for the identification, enumeration and interpretation of benthic diatom samples from running waters (2004). EN – Water quality – Guidance standard for the identification, enumeration and interpretation of benthic diatom samples from running waters (2004). Tutte queste metodiche hanno lo scopo di valutare gli effetti del carico di nutrienti ed inquinanti sulla comunità diatomica.

34 Verona, 23 Ottobre APPLICAZIONI A LIVELLO EUROPEO A livello europeo molti stati hanno da tempo adottato indicatori algali per la sorveglianza ecologica dei corsi dacqua.

35 Verona, 23 Ottobre LINDICE EPI-D LEPI-D (Eutrophication/Pollution Index – Diatom based) (DellUomo, 1996, 1999) è stato elaborato dopo un lungo periodo di studi sulle comunità algali dei corsi dacqua dellAppennino centrale. LEPI-D (Eutrophication/Pollution Index – Diatom based) (DellUomo, 1996, 1999) è stato elaborato dopo un lungo periodo di studi sulle comunità algali dei corsi dacqua dellAppennino centrale. Si basa, come la maggior parte degli indici diatomici europei, sulla formula di Zelinka e Marvan (1961). Si basa, come la maggior parte degli indici diatomici europei, sulla formula di Zelinka e Marvan (1961). A ciascuna specie è associato un valore di i (indice integrato di sensibilità) e un valore di r (grado di affidabilità come bioindicatore), attraverso i quali è possibile calcolare il valore numerico di EPI-D. A ciascuna specie è associato un valore di i (indice integrato di sensibilità) e un valore di r (grado di affidabilità come bioindicatore), attraverso i quali è possibile calcolare il valore numerico di EPI-D.

36 Verona, 23 Ottobre PRIMI RISULTATI IN AMBITO ALPINO La comunità diatomica fornisce informazioni complementari a quelle degli altri indici abitualmente applicati; infatti è lo strumento più adatto per valutare il livello trofico del sito (le diatomee sono in stretto rapporto con la concentrazione dei nutrienti nellacqua e hanno una rapida risposta alla sua variazione). La comunità diatomica fornisce informazioni complementari a quelle degli altri indici abitualmente applicati; infatti è lo strumento più adatto per valutare il livello trofico del sito (le diatomee sono in stretto rapporto con la concentrazione dei nutrienti nellacqua e hanno una rapida risposta alla sua variazione). Lapplicazione dellindice EPI-D nei corsi dacqua alpini richiede ulteriori studi per calibrare la metodica a questi ambienti; ad esempio alcune specie che per lindice sono tipiche di acque di buona qualità risultano ubiquitarie nei nostri ambienti. Lapplicazione dellindice EPI-D nei corsi dacqua alpini richiede ulteriori studi per calibrare la metodica a questi ambienti; ad esempio alcune specie che per lindice sono tipiche di acque di buona qualità risultano ubiquitarie nei nostri ambienti.

37 Verona, 23 Ottobre MACROBENTHOS (macroinvertebrati)

38 Verona, 23 Ottobre PROPOSTA IRSA WFD COMPLIANT I.B.E. (Indice Biotico Esteso): previsto dal D.Lgs. 152/99. I.B.E. (Indice Biotico Esteso): previsto dal D.Lgs. 152/99. Ora revisione del metodo: prelevare il macrobenthos attraverso una procedura selettiva per tipologia di habitat presente in alveo e che consenta una determinazione quantitativa o semiquantitativa. Ora revisione del metodo: prelevare il macrobenthos attraverso una procedura selettiva per tipologia di habitat presente in alveo e che consenta una determinazione quantitativa o semiquantitativa.

39 Verona, 23 Ottobre FAUNA ITTICA Elementi da rilevare: Composizione in specie Composizione in specie Abbondanza Abbondanza Specie sensibili Specie sensibili Struttura demografica popolazioni Struttura demografica popolazioni Riproduzione Riproduzione E quindi: analisi della composizione e dellabbondanza delle specie delle comunità; analisi della composizione e dellabbondanza delle specie delle comunità; verifica della presenza delle specie più sensibili attese per una specifica situazione ambientale; verifica della presenza delle specie più sensibili attese per una specifica situazione ambientale; analisi della struttura demografica delle popolazioni che compongono le comunità ittiche per verificare leventuale compromissione della riproduzione, del reclutamento o dello sviluppo di una particolare specie analisi della struttura demografica delle popolazioni che compongono le comunità ittiche per verificare leventuale compromissione della riproduzione, del reclutamento o dello sviluppo di una particolare specie

40 Verona, 23 Ottobre INDICI ITTICI Indici di diversità (es. Shannon), indice di ricchezza in specie, indice di benessere, ecc. Indici di diversità (es. Shannon), indice di ricchezza in specie, indice di benessere, ecc. Indici basati su una gerarchia di condizioni (valutazione di ciò che si osserva contro un riferimento teorico) (es. IBE per macroinvertebrati e ISECI per pesci, proposto da Zerunian) Indici basati su una gerarchia di condizioni (valutazione di ciò che si osserva contro un riferimento teorico) (es. IBE per macroinvertebrati e ISECI per pesci, proposto da Zerunian) Indici multimetrici, basati su più metriche, con valutazioni basate sempre sul confronto tra ciò che si osserva ed un riferimento teorico, ma con base statistica precedente (es. IBI – Karr, 1981) Indici multimetrici, basati su più metriche, con valutazioni basate sempre sul confronto tra ciò che si osserva ed un riferimento teorico, ma con base statistica precedente (es. IBI – Karr, 1981) Metodi basati sulla previsione delle condizioni (composizioni del popolamento, ecc.) con modelli (es. RIVPACS-II e parzialmente lo European Fish Index - EFI) Metodi basati sulla previsione delle condizioni (composizioni del popolamento, ecc.) con modelli (es. RIVPACS-II e parzialmente lo European Fish Index - EFI)

41 Verona, 23 Ottobre Grazie per lattenzione ARPAV Servizio Acque Interne Via Matteotti, PADOVA


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