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I GIOVANI RICORDANO LA SHOAH

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Presentazione sul tema: "I GIOVANI RICORDANO LA SHOAH"— Transcript della presentazione:

1 I GIOVANI RICORDANO LA SHOAH
. LA SHOAH I GIOVANI RICORDANO LA SHOAH

2 IL LAVORO VINCENTE E’… Campo di “concentramento”: Eleonora B
IL LAVORO VINCENTE E’… Campo di “concentramento”: Eleonora B., Roberto E., Michele M., Irene P., Matteo P., Valentina T. 3 B Il lavoro che abbiamo realizzato vuol far sapere le condizioni assurde che dovevano sopportare gli ebrei nei campi di concentramento durante il periodo della Shoah. Ogni ebreo o persona che li aiutava veniva catturata dal posto dove stava e poi costretta ad andare nei campi di concentramento dove la maggior parte venivano uccisi. Il plastico vuole ricreare il luogo dove gli ebrei e tutti i deportati hanno vissuto l’incubo della shoah, nella speranza che non ci siano più violenze di questo tipo nel mondo. Vogliamo rappresentare il dolore che 11 milioni di persone hanno vissuto in questi campi.

3 AL II POSTO C’E’… La valigia dei ricordi :Sofia M. , Giorgia M
AL II POSTO C’E’… La valigia dei ricordi :Sofia M. , Giorgia M. , Claudia G. e Chiara P. 3 B Il nostro gruppo, ha deciso di realizzare una valigia rappresentante il viaggio degli ebrei nei campi di concentramento, affrontato nel corso della Seconda Guerra Mondiale. Inoltre è stato realizzato un cartellone con le rispettive spiegazioni sugli oggetti posizionati all’interno della valigia. In essa sono disposti i simboli dell’ebraismo e della Shoah.

4 AL III POSTO C’E’… L’arrivo: Riccardo C. 3 D
Il mio plastico è basato sull'arrivo di un treno in un campo di concentramento nazista. Questo treno entra nel campo tramite un ponte (copiato da una famosa foto) e viene accolto dai soldati pronti a smistare le persone e portarle alle baracca in fondo al plastico. Per la costruzione di questo lager ho usato delle scatole di cartone e le ho modellate per ottenere 3 forme che si incastrassero perfettamente per formare appunto il ponte, stesso procedimento per la baracca. Per colorarle ho cosparso di colla le costruzioni e dopo aver intinto nel colore lo scottex li ho attaccati sulle costruzioni. Il treno è preso da un vecchio giocattolo, stesso discorso per le rotaie e i soldatini. Il filo spinato segna da confine la base di polistirolo ed è formato da degli stuzzicadenti con della lana metallica da cucina. L' effetto della neve è dato da della semplice farina.

5 AL IV POSTO C’E’… Il racconto della shoah : Elena C. , Ginevra C
AL IV POSTO C’E’… Il racconto della shoah : Elena C., Ginevra C., Chiara P., Lucrezia S. 3 A Nel nostro lavoro fatto a forma di libro, abbiamo voluto rappresentare una testimonianza di come si sentivano gli ebrei nel periodo della shoah , e prendendo spunto dal diario di Anna Frank, ne abbiamo scritto un racconto. Infine abbiamo scritto le nostre opinioni su questo tema che possono riassumere in: 1. Liberta e rispetto per la vita di tutti gli esseri umani 2. Condanna per ogni forma di oppressione e di violenza 3. Speranza che l’ uomo non ripeta più gli errori del passato.

6 AL V POSTO C’E’… Il rifugio di Anna Frank: Ilaria B. , Elisa B
AL V POSTO C’E’… Il rifugio di Anna Frank: Ilaria B. , Elisa B. , Andrea C. , Francesco C. , Marco R. , Daniele S. 3 B Noi abbiamo voluto descrivere il nostro progetto con due parole chiave: speranza e dolore. Come scritto nel dizionario la parola speranza significa: fede, fiducia, sogno o aspirazione. Anna non aveva un sogno o un aspirazione, essendo così giovane quando morì, lei invece aveva fiducia negli uomini anche dopo tutto quello che aveva passato lei non smise mai di pensare che gli uomini avrebbero capito i loro errori; lei fortunatamente non perse mai questa fede. La seconda parola è dolore indicata nel dizionario in questo modo : stato di sofferenza spirituale , senso di infelicità. Questa parola è stata scelta perché milioni di persone oltre ad Anna soffrirono e morirono nei campi di concentramento. Abbiamo usato la parola dolore per far capire che otre al dolore fisico queste persone provavano anche un forte dolore per la lontananza da casa e a causa del modo in cui venivano trattati. Una frase vogliamo usare è questa: “ecco la difficoltà di questi tempi: gli ideali, i sogni non sono ancora nati in noi che già sono stati distrutti dalla realtà. Io però non ho rinunciato ai miei sogni perché non mi è possibile basare tutto sulla morte”

7 AL VI POSTO C’E’… Il Treno dei ricordi 3 E
Per il nostro progetto sulla Shoah cercavamo una testimonianza , poco nota, ma profonda, e tra quelle trovate abbiamo scelto quella di Elie Wiesel. La sua storia ci ha molto colpito, per la sua drammaticità, poiché solamente all’età di quindici anni, ha dovuto affrontare la fatica dei campi di concentramento e ha dovuto subire il dolore per la morte della sua famiglia. Nel 1945 gli americani lo liberarono dai lager, e decise di proseguire la sua vita in Francia, appassionandosi alle vicende della nascita del regno d’Israele. A metà degli anni ’50, quando Wiesel era trentenne, scrisse “ La Notte”, un’ opera di 27 volumi, dove raccontò le esperienze e le emozioni che provò nei campi di concentramento, ripercorrendo le atrocità che visse dal momento che venne strappato dal suo villaggio all’arrivo nel luogo che divenne il simbolo del Male. La sua storia ci ha molto toccato ed emozionato, e il suo libro per noi è una forte testimonianza che non va dimenticata. Tra le frasi che Wiesel ha scritto ne abbiamo scelte due in quanto si avvicinano di più all’argomento del nostro lavoro ed esprimono chiaramente le emozioni che lo scrittore visse tra lo sconforto e la tristezza che lo circondava. Queste frasi sono: “Mai dimenticherò tutto ciò, anche se fossi condannato a vivere quanto Dio stesso. Mai.” “ Io mi pizzicai la faccia: ero ancor vivo ? Ero sveglio? Non riuscivo a crederci. Com’era possibile che si rinunciassero degli uomini, dei bambini, e che il mondo tacesse? No, tutto ciò non poteva essere vero. Un incubo …”

8 AL VII POSTO C’E’… Due realtà : Chiara A., Giulia G. 3 D
Il plastico che abbiamo realizzato invece racconta quello che rappresenta per noi la memoria della Shoah, abbiamo perciò realizzato delle case e una libreria per creare un paese, due torrette e due strutture per creare invece un campo di concentramento, abbiamo poi disegnato sul terreno e appoggio del plastico le rotaie di un treno che arrivano poi nel campo di concentramento. Abbiamo inoltre colorato il paese con colori accesi e il campo con colori scuri per dare l'idea vera e propria delle due realtà, quella felice e quella terribile e scura del campo. Infine abbiamo realizzato due mani; una rosa e pulita che equivale a quella del nazista, felice, crudele e benestante e una seconda mano sporca, piena di grandi calli che rappresenta l'ebreo sottomesso, stanco,e costretto a lavorare. Per noi fare memoria della Shoah equivale al ricordare ciò che è stato lo sterminio per non ripetere gli stessi grandi errori commessi e mantenere la pace.

9 ALL’ VIII POSTO C’E’… La speranza: Viola M., Livia C. 3 D

10 AL IX POSTO C’E’… Due realtà estreme: Alba B. ,Claudia C. ,Claudia D
AL IX POSTO C’E’… Due realtà estreme: Alba B. ,Claudia C. ,Claudia D. , Michela D. , Camilla G. 3 F Questo lavoro è stato presentato al Concorso “I giovani ricordano la Shoah” 2015/16 - Graduatorie degli elaborati presentati 9° IC Indro Montanelli - ROMA Due realtà estreme La poesia: SHOAH. Una parola pronunciata con consapevolezza che racchiude momenti di debolezza, paura, sconforto, angoscia. Anni di catastrofi e distruzioni hanno portato alla morte di 11 milioni di anime innocenti che molte ingiustizie hanno subito. I ricordi sono tanti: un sorriso, uno sparo, un grido una luce. Poi, SILENZIO. La Shoah è un argomento di cui molti hanno parlato e tutti ne sanno qualcosa... nonostante ciò ancora ogni qualvolta che ne si sente parlare si prova grande compassione ed é proprio per questo che bisogna ricordarlo ai giovani: in modo da non ripetere le stesse brutalità.

11 AL X POSTO C’E’… Testimonianza reale: Ines Maria G. 3 D
“Nel 1944 mio nonno aveva 17 anni era in giro per il paese insieme ad alcuni amici, quando all’improvviso videro una pattuglia di tedeschi in perlustrazione. I militari erano in rastrellamento alla ricerca di ebrei e di giovani ragazzi per deportarli nei campi di concentramento. Alla vista della pattuglia mio nonno e i suoi amici scapparono immediatamente in direzione opposta e talmente fu la paura che riuscirono a superare in corsa un muro di cinta alto circa 2 metri e mezzo. Il muro cingeva un convento di suore Battistine, chiamate così in devozione di San Giovanni Battista patrono di Angri. Le suore nascosero i ragazzi in uno scantinato con l’accesso da una botola coperta da un mobile pesante in legno e li fecero uscire poi solo dopo che i tedeschi lasciarono il paese, e cioè dopo tre giorni per evitare la cattura e la deportazione sicura. Tant’è che la mamma di mio nonno preoccupata che non lo vedeva ritornare a casa credette che ormai fosse stato catturato, perdendo le speranze di ritrovarlo, ma le suore fecero in tempo ad avvisarla di non preoccuparsi perché mio nonno era sano e salvo da loro”.

12 ALL’ XI POSTO CI SONO… Shoah: Luca B. , Edoardo P. 3 B

13 La shoah in poesia Alessio D., Alessia F., Anna R. 3 D
“LA SHOAH è PER RICORDARE Ciò CHE è STATO FATTO E RIPETERE NON SI DEVE FARE MOLTE PERSONE SON MORTE E SI SPERA CHE ALCUNE SIAN RISORTE TANTE PERSONE HAN SOFFERTO IN QUESTO PERIODO DI SCONFORTO Ciò CHE è SUCCESSO NON HA SENSO MA SE RISUCCEDE NON DIAMO IL NOSTRO CONSENSO”

14 AL XII POSTO C’E’… La Memoria della shoah: Giulia C., Chiara S. 3 D

15 AL XIII POSTO C’E’… La casa di Anna Frank:
Francesca B., Aurora D., Matteo L., Luca M., Giuseppe R., Riccardo S. 3 D Ci sono due tipi di ambientazioni una parte felice che viene rappresentata da immagini con campi fioriti e fiori colorati, c’è la casa di Anna Frank con la libreria dove lei, la sua famiglia e alcuni amici si rifugiavano. Poi c’è la parte triste che viene rappresentata da alcune immagini del campo di concentramento dove Anna Frank è stata e l’ingresso del campo di concentramento di Auschwitz. In mezzo c’è un treno che divide la parte felice da quella triste, dentro esso ci sono Anna con la sua famiglia che stanno andando verso il campo di concentramento. Come sfondo del nostro progetto abbiamo deciso di mettere foto di Anna nei vari periodi della sua vita.

16 Ebraismo : Giulia C., Miranda M., Alice S. 3 D
AL XIV POSTO C’E’… Ebraismo : Giulia C., Miranda M., Alice S. 3 D

17 AL XV POSTO C’E’… Primo Levi : Giovanna D., Johanna G. 3 B e La valigia : Eleonora B., Roberto E., Michele M., Irene P., Matteo P., Valentina T. 3 B

18 La deportazione ebraica : Chiara A., Giulia G. 3 D
AL XVI POSTO C’E’… La deportazione ebraica : Chiara A., Giulia G. 3 D Il cartellone descrive da un punto di vista oggettivo quello che è stata la deportazione ebraica; spiega quindi quello che erano i campi di concentramento e di sterminio, la"Soluzione finale", il Sabato Nero e la storia di Anna Frank.

19 I Bambini durante la shoah : Aurora F. 3 B
AL XVII POSTO C’E’… I Bambini durante la shoah : Aurora F. 3 B

20 AL XIX POSTO C’E’…

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22 * Il Dirigente Scolastico la Prof.ssa Stefania Fiaschitello,
Si ringraziano: * Il Dirigente Scolastico la Prof.ssa Stefania Fiaschitello, * La prof.ssa Biscione e tutti i docenti. * Le classi che hanno realizzato i suddetti lavori In particolare le classi 2B, 2D e 2E per aver organizzato il concorso “I giovani ricordano la shoah” che si è svolto nella nostra scuola media dal 21 al 27 gennaio 2016. Hanno lavorato alla seguente presentazione gli alunni di 3A: Francesco A., Luca D., Gianmarco L., Alberto R., Jonut T.


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