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APULEIO. BIOGRAFIA Apueio nasce nel 120-125 d. C. Ci troviamo nel II sec. d. C., nella cosiddetta «età degli Antonini» (138-192 d. C.; imperatori: Antonino.

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1 APULEIO

2 BIOGRAFIA Apueio nasce nel 120-125 d. C. Ci troviamo nel II sec. d. C., nella cosiddetta «età degli Antonini» (138-192 d. C.; imperatori: Antonino Pio, Marco Aurelio, Commodo). Caratteristiche principali di questa epoca: Periodo di massima prosperità dell’impero Roma perde il suo primato culturale a favore di altri centri sorti nelle province (Grecia, Asia Minore, Africa): Apuleio infatti nasce a Madauro (Algeria) Fioritura della cultura greca e diffusione della «seconda sofistica», che ha come centro Atene: movimento culturale che comprende retori, oratori e filosofi, che si esibiscono come «conferenzieri» nelle scuole o in cerimonie e occasioni ufficiali, pronunciando discorsi epidittici (di argomenti vari, né politici né giudiziari), ostentando le loro straordinarie capacità retoriche e intellettuali Prevalenza del greco sulla lingua della cultura: Apuleio è bilingue, scrive opere sia in greco che in latino

3 dal punto di vista filosofico, in alternativa allo stoicismo e all’epicureismo si diffonde il Platonismo, cui aderisce anche Apuleio Si diffondono forme alternative di religiosità: i culti misterici. Essi rispondono all’esigenza di un rapporto privato e intimo con la divinità (Iside, Osiride, Mitra). L’individuo raggiungeva la salvezza attraverso un percorso di perfezionamento spirituale che culminava nel rito di iniziazione.

4 Conosciamo poco della vita di Apuleio, le uniche fonti sono le sue stesse opere. La sua formazione avvenne tra Cartagine e Atene; fu iniziato ai culti misterici. Viaggiò moltissimo attraverso l’impero svolgendo l’attività di conferenziere con grande successo. Nel 158-59 subì un processo per magia. Vicenda: Apuleio si era fermato nella città di Oea (Tripoli), ospite dell’amico Ponziano. Qui aveva sposato l’anziana madre, Pudentilla, vedova e molto più grande di lui. Dopo la morte improvvisa di Ponziano, i parenti di Pudentilla avevano accusato Apuleio di aver sedotto la donna con filtri magici per accaparrarsi le sue ricchezze. Apuleio si autodifese nel processo, che si concluse con un’assoluzione.

5 LE OPERE: ORAZIONI ( De magia, Florida) TRATTATI FILOSOFICI ROMANZO ( Metamorfosi)

6 IL DE MAGIA O APOLOGIA E’ il discorso di autodifesa di Apuleio pronunciato durante il processo per magia (apologia= discorso in difesa di qualcuno) Apuleio smonta punto per punto le accuse mosse verso di lui, non senza una punta di ironia: usa lo specchio non come strumento di magia ma per riflettere se stesso e fare esperimenti ottici; una sua strana «polverina» non è altro che il suo dentifricio… Contrappone due tipi di magia: quella cattiva, con cui lui non ha nulla a che fare, e quella buona, che invece lui pratica e che in realtà è la ricerca scientifica-filosofica. Questa concezione della magia si avvicina alla dottrina platonica, secondo cui il filosofo è una sorta di mediatore tra l’uomo e gli dei e ha, quindi, un rapporto privilegiato con la divinità. Solo lui riesce a raggiungere la verità, la vera conoscenza, che è il fine ultimo della filosofia. Infine presenta la prova decisiva: legge il testamento di Pudentilla, che nomina suo erede il figlio Pudente.

7 IL DE MAGIA O APOLOGIA l’opera esibisce la profonda cultura filosofica, scientifica e letteraria dell’autore, attraverso continui excursus e richiami a filosofi (Platone, Aristotele), poeti greci e latini, aneddoti, ecc.

8 I FLORIDA Florida vuol dire «antologia», si tratta infatti di una raccolta di estratti dei discorsi epidittici il contenuto è assai vario e dimostra l’estrema versatilità dell’autore, la cui cultura e abilità oratoria consentono di parlare di qualsiasi argomento (dalle curiosità sui paesi esotici, alla storia, al canto degli uccelli)

9 I TRATTATI FILOSOFICI Tra i vari trattati giunti a noi, sono considerati autentici solo due: De Platone et eius dogmate (Platone e la sua dottrina), sulla biografia e dottrina di Platone De mundo (L’universo), traduzione di un’opera attribuita ad Aristotele.

10 LE METAMORFOSI opera conosciuta anche con il titolo «L’asino d’oro» Romanzo in 11 libri, solo l’ultimo è integralmente originale di Apuleio, gli altri derivano da fonti greche (un altro breve romanzo dello stesso periodo, «Lucio o l’asino», attribuito a Luciano di Samosata, sembra provenire dalle stesse fonti) Il romanzo ha una trama molto ampia, costituita da una vicenda principale (le avventure di Lucio che, trasformato in asino, cerca di ritrovare la sua forma umana), a cui si collegano tantissime novelle, incastonate nel romanzo attraverso un sapiente gioco di incastri (tra di esse, la più lunga è la celebre favola di Amore e Psiche)

11 TRAMA: leggere sul libro la trama del romanzo e quella della novella di «Amore e Psiche» Possiamo individuare nel romanzo tre sezioni narrative: I (Primi tre libri): le vicende di Lucio fino alla sua trasformazione in asino. Sono dominate da due aspetti: o la curiositas di Lucio, il suo desiderio smodato di conoscenza, che però si rivolge verso l’oggetto sbagliato: la magia o Le avventure erotiche di Lucio con la serva Fotide (anche le novelle presenti in questa sezione affrontano il tema della magia e quello erotico) II (libri 4-10): le numerose peripezie di Lucio-asino. Contiene anche il maggior numero di novelle, tra cui quella di Amore e Psiche III (libro 11): il ritorno di Lucio alla forma umana e la sua conversione ai culti misterici di Iside e Osiride

12 IL SIGNIFICATO DELL’INTERA VICENDA è chiarito proprio alla fine del romanzo, per bocca della dea Iside. La storia nasconde infatti un significato allegorico: il cammino di Lucio rappresenta il cammino dell’anima verso la conoscenza (in questo caso rappresentata dai culti misterici). Questo processo si svolge in varie fasi: -la colpa iniziale: la eccessiva curiositas di Lucio che si rivolge verso una magia «cattiva»; -Il processo di espiazione delle colpe, attraverso le difficili prove che deve superare Lucio -Il rito di iniziazione al culto di Iside, che ha portato Lucio alla salvezza.

13 Lo stesso significato allegorico è contenuto nella fabula di Amore e Psiche («psiche», infatti, in greco significa «anima»): anche Psiche è colpevole di eccessiva curiositas, che la spingerà a contravvenire all’ordine del dio Amore; dovrà poi superare molte prove e infine sarà salvata dal dio col perdono di Venere Le novelle, dunque, non sono dei racconti a sé stanti di cui il romanzo è solo la «cornice», ma sono racconti che forniscono una chiave interpretativa al romanzo stesso.

14 Alla fine del romanzo è poi presente un chiaro riferimento autobiografico dell’autore: quando il dio Osiride rivela al proprio sacerdote che giungerà a lui un uomo di Madauro per essere iniziato ai suoi misteri, Apuleio sta parlando proprio di se stesso, che in effetti si era avvicinato a questo culto.

15 GENERI E MODELLI DELL’OPERA Come il Satyricon di Petronio, l’opera può essere accostata a due generi narrativi : il romanzo ellenistico (per la presenza delle vicende amorose e avventurose) e la fabula milesia (il cui iniziatore fu Aristide di Mileto nel II-I a.C.), per la presenza di novelle a carattere erotico e licenzioso. Lo STILE dell’autore è decisamente vario: il sermo cotidianus, che ben si accorda con la rappresentazione realistica, è arricchito da termini arcaici e da uno stile retorico elaborato, tipico del II d. C.


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