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17 MARZO 1861 -17 MARZO 2011 FESTEGGIAMENTI CERIMONIE UFFICIALI.

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Presentazione sul tema: "17 MARZO 1861 -17 MARZO 2011 FESTEGGIAMENTI CERIMONIE UFFICIALI."— Transcript della presentazione:

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2 17 MARZO MARZO 2011 FESTEGGIAMENTI CERIMONIE UFFICIALI

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4 16 MARZO 2011 PIAZZA DEL QUIRINALE "Festeggiamo in tanti, insieme. Uniti sapremo vincere tutte le difficoltà … Grazie all'unità siamo diventati un paese moderno". Se fossimo rimasti - ha sottolineato il Presidente Napolitano - come nel 1860, divisi in otto Stati, senza libertà e sotto il dominio straniero, saremmo stati spazzati via dalla storia, non saremmo mai diventati un grande paese europeo … Piazza del Quirinale 16 Marzo 2011 Il Presidente Giorgio Napolitano nel corso del suo saluto agli italiani nella "Notte Tricolore

5 NOTTE TRICOLORE ROMA

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7 NOTTE TRICOLORE TORINO

8 NOTTE TRICOLORE FIRENZE

9 NOTTE TRICOLORE BOLOGNA

10 NOTTE TRICOLORE RAVENNA

11 NOTTE TRICOLORE MILANO

12 NOTTE TRICOLORE GENOVA

13 NOTTE TRICOLORE NAPOLI

14 NOTTE TRICOLORE CAGLIARI

15 FESTEGGIAMENTI PALERMO

16 FESTEGGIAMENTI VENEZIA

17 17 MARZO 2011 PIAZZA DEL VITTORIANO

18 CERIMONIE UFFICIALI E' iniziata intorno alle 9 la lunga giornata del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano tra i luoghi simbolo del Risorgimento. La prima tappa al Vittoriano, con la rassegna militare, l'omaggio al Milite Ignoto, il passaggio delle Frecce Tricolori. Poi il Pantheon, con lo storico omaggio, il primo di un Presidente della Repubblica, alla tomba di Vittorio Emanuele II, e la tappa al Museo a cielo aperto del Gianicolo, per ricordare Garibaldi e la Repubblica Romana. Quindi la visita a una mostra multimediale sul Risorgimento a Porta San Pancrazio, e la Messa officiata dal cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei, alla Basilica di Santa Maria degli Angeli. Nel pomeriggio la parte più attesa della giornata, la cerimonia solenne a Montecitorio per i 150 anni, con Deputati e Senatori in seduta comune. In serata il "Nabucco" di Giuseppe Verdi, diretto dal maestro Riccardo Muti, al Teatro dell'Opera di Roma. Napolitano è stato sempre accompagnato dalle altre alte cariche dello Stato: il Presidentie del Senato Renato Schifani, della Camera Gianfranco Fini, il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e il Presidente della Corte Costituzionale Ugo De Siervo. (rid. e adatt. da La Repubblica.it -18 Marzo 2011)

19 17 MARZO 2011 PIAZZA DEL VITTORIANO Roma - 17/03/2011 Il Presidente Giorgio Napolitano depone una corona d'alloro sulla Tomba del Milite Ignoto

20 17 MARZO 2011 PIAZZA DEL VITTORIANO Roma - 17/03/2011 Il Presidente Giorgio Napolitano al termine della deposizione di una corona d'alloro sulla Tomba del Milite Ignoto

21 LE FRECCE TRICOLORI

22 17 MARZO 2011 PANTHEON Roma - 17/03/2011 Il Presidente Giorgio Napolitano all'interno del Pantheon, in occasione della deposizione di una corona d'alloro sulla tomba di Vittorio Emanuele II.

23 17 MARZO 2011 GIANICOLO

24 17 MARZO 2011 BASILICA DI SANTA MARIA DEGLI ANGELI

25 LINCONTRO CON I PRESIDENTI EMERITI Il Presidente Giorgio Napolitano saluta i Presidenti Emeriti della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi e Oscar Luigi Scàlfaro poco prima della cerimonia celebrativa del 150° dell'Unità d'Italia a Palazzo Montecitorio

26 IL PRESIDENTE NAPOLITANO IN PARLAMENTO PER IL DISCORSO CELEBRATIVO DELL'UNITÀ D'ITALIA

27 …Orgoglio e fiducia" per la "straordinaria impresa storica" che e' stata l'unificazione italiana … …"La memoria degli eventi che condussero alla nascita dello Stato Nazionale Unitario e la riflessione sul lungo percorso successivamente compiuto possono risultare preziose nella difficile fase che l'Italia sta attraversando, in un'epoca di profondo e incessante cambiamento della realtà mondiale… DAL DISCORSO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA A MONTECITORIO

28 Tali memorie, "possono risultare preziose per suscitare le risposte collettive di cui c'e' più bisogno: orgoglio e fiducia; coscienza critica dei problemi rimasti irrisolti e delle nuove sfide da affrontare; senso della missione e dell'unita' nazionale. E' in questo spirito che abbiamo concepito le celebrazioni del Centocinquantenario… DAL DISCORSO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA A MONTECITORIO

29 … Orgoglio e fiducia, innanzitutto. Non temiamo di trarre questa lezione dalle vicende risorgimentali! Non lasciamoci paralizzare dall'orrore della retorica : per evitarla è sufficiente affidarsi alla luminosa evidenza dei fatti. L'unificazione italiana ha rappresentato un'impresa storica straordinaria, per le condizioni in cui si svolse, per i caratteri e la portata che assunse, per il successo che la coronò superando le previsioni di molti e premiando le speranze più audaci … DAL DISCORSO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA A MONTECITORIO

30 … Il plurisecolare cammino dell'idea d'Italia si era concluso : quell'idea-guida, per lungo tempo irradiatasi grazie all'impulso di altissimi messaggi di lingua, letteratura e cultura, si era fatta strada sempre più largamente, nell'età della rivoluzione francese e napoleonica e nei decenni successivi, raccogliendo adesioni e forze combattenti, ispirando rivendicazioni di libertà e moti rivoluzionari, e infine imponendosi negli anni decisivi per lo sviluppo del movimento unitario, fino al suo compimento nel Non c'è discussione, pur lecita e feconda, sulle ombre, sulle contraddizioni e tensioni di quel movimento che possa oscurare il dato fondamentale dello storico balzo in avanti che la nascita del nostro Stato nazionale rappresentò per l'insieme degli italiani, per le popolazioni di ogni parte, Nord e Sud, che in esso si unirono. Entrammo, così, insieme, nella modernità, rimuovendo le barriere che ci precludevano quell'ingresso … DAL DISCORSO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA A MONTECITORIO

31 … vorrei sottolineare l'eccezionale levatura dei protagonisti del Risorgimento, degli ispiratori e degli attori del moto unitario. Una formidabile galleria di ingegni e di personalità - quelle femminili fino a ieri non abbastanza studiate e ricordate - di uomini di pensiero e d'azione. A cominciare, s'intende, dai maggiori : si pensi, non solo a quale impronta fissata nella storia, ma a quale lascito cui attingere ancora con rinnovato fervore di studi e generale interesse, rappresentino il mito mondiale, senza eguali - che non era artificiosa leggenda - di Giuseppe Garibaldi, e le diverse, egualmente grandi eredità di Cavour, di Mazzini e di Cattaneo. Quei maggiori, lo sappiamo, tra loro dissentirono e si combatterono : ma ciascuno di essi sapeva quanto l'apporto degli altri concorresse al raggiungimento dell'obbiettivo considerato comune, anche se ciò non valse a cancellare contrasti di fondo e poi tenaci risentimenti… DAL DISCORSO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA A MONTECITORIO

32 … fare del Centocinquantenario dell'Unità d'Italia l'occasione per una profonda riflessione critica, per quello che ho chiamato "un esame di coscienza collettivo". Un esame cui in nessuna parte del paese ci si può sottrarre … DAL DISCORSO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA A MONTECITORIO

33 … Ma quante prove superate e quanti momenti alti vissuti nel corso della nostra storia potremmo richiamare a sostegno della fiducia che deve guidarci di fronte alle sfide di oggi e del futuro! Anche a voler solo considerare il periodo successivo alla sconfitta e al crollo del 1943 e poi alla Resistenza e alla nascita della Repubblica, è ancora incancellabile nell'animo di quanti come me, giovanissimi, attraversarono quel passaggio cruciale, la memoria di un abisso di distruzione e generale arretramento da cui potevamo temere di non riuscire a risollevarci … DAL DISCORSO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA A MONTECITORIO

34 … Eppure l'Italia unita, dopo aver scongiurato con sapienza politica rischi di separatismo e di amputazione del territorio nazionale, riuscì a rimettersi in piedi. Il primo, e forse più autentico "miracolo", fu la ricostruzione, e quindi - nonostante aspri conflitti ideologici, politici e sociali - il balzo in avanti, oltre ogni previsione, dell'economia italiana, le cui basi erano state gettate nel primo cinquantennio di vita dello Stato nazionale. L'Italia entrò allora a far parte dell'area dei paesi più industrializzati e progrediti, nella quale poté fare ingresso e oggi resta collocata grazie alla più grande invenzione storica di cui essa ha saputo farsi protagonista a partire dagli anni '50 dello scorso secolo : l'integrazione europea …. … La nostra collocazione convinta, senza riserve, assertiva e propulsiva nell'Europa unita, resta la chance più grande di cui disponiamo per portarci all'altezza delle sfide, delle opportunità e delle problematicità della globalizzazione … DAL DISCORSO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA A MONTECITORIO

35 … Prove egualmente rischiose e difficili abbiamo dovuto superare, nell'Italia repubblicana, sul terreno della difesa e del consolidamento delle istituzioni democratiche. Mi riferisco a insidie subdole e penetranti, così come ad attacchi violenti e diffusi - stragismo e terrorismo - che non fu facile sventare e che si riuscì a debellare grazie al solido ancoraggio della Costituzione e grazie alla forza di molteplici forme di partecipazione sociale e politica democratica ; risorse sulle quali sempre fa affidamento la lotta contro l'ancora devastante fenomeno della criminalità organizzata … DAL DISCORSO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA A MONTECITORIO

36 …In tutte quelle circostanze, ha operato, e ha deciso a favore del successo, un forte cemento unitario, impensabile senza identità nazionale condivisa. Fattori determinanti di questa nostra identità italiana sono la lingua e la cultura, il patrimonio storico-artistico e storico- naturale : bisognerebbe non dimenticarsene mai … DAL DISCORSO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA A MONTECITORIO Nascita di Venere (particolare) Sandro Botticelli – Galleria degli Uffizi - Firenze

37 … E dunque nessun impaccio è giustificabile, nessun impaccio può trattenerci dal manifestare - lo dobbiamo anche a quanti con la bandiera tricolore operano e rischiano la vita nelle missioni internazionali - la nostra fierezza nazionale, il nostro attaccamento alla patria italiana, per tutto quel che di nobile e vitale la nostra nazione ha espresso nel corso della sua lunga storia. E potremo tanto meglio manifestare la nostra fierezza nazionale, quanto più ciascuno di noi saprà mostrare umiltà nell'assolvere i propri doveri pubblici, nel servire ad ogni livello lo Stato e i cittadini … DAL DISCORSO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA A MONTECITORIO

38 Infine, non ha nulla di riduttivo il legare patriottismo e Costituzione, come feci in quest'Aula in occasione del 60° anniversario della Carta del DAL DISCORSO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA A MONTECITORIO

39 Una Carta che rappresenta tuttora la valida base del nostro vivere comune, offrendo - insieme con un ordinamento riformabile attraverso sforzi condivisi - un corpo di principii e di valori in cui tutti possono riconoscersi perché essi rendono tangibile e feconda, aprendola al futuro, l'idea di patria e segnano il grande quadro regolatore delle libere battaglie e competizioni politiche, sociali e civili. DAL DISCORSO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA A MONTECITORIO

40 Valgano dunque le celebrazioni del Centocinquantenario a diffondere e approfondire tra gli italiani il senso della missione e dell'unità nazionale : come appare tanto più necessario quanto più lucidamente guardiamo al mondo che ci circonda, con le sue promesse di futuro migliore e più giusto e con le sue tante incognite, anche quelle misteriose e terribili che ci riserva la natura. DAL DISCORSO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA A MONTECITORIO

41 Reggeremo - in questo gran mare aperto - alle prove che ci attendono, come abbiamo fatto in momenti cruciali del passato, perché disponiamo anche oggi di grandi riserve di risorse umane e morali. Ma ci riusciremo ad una condizione : che operi nuovamente un forte cemento nazionale unitario, non eroso e dissolto da cieche partigianerie, da perdite diffuse del senso del limite e della responsabilità. Non so quando e come ciò accadrà ; confido che accada; convinciamoci tutti, nel profondo che questa è ormai la condizione della salvezza comune, del comune progresso. DAL DISCORSO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA A MONTECITORIO

42 Il 17 marzo lItalia celebra il 150° anniversario della sua unità come Stato. In questo giorno ci uniamo a tutti gli italiani in tutto il mondo per onorare il coraggio e i sacrifici e la visione dei patrioti che diedero vita alla nazione italiana. GLI AUGURI DEL PRESIDENTE DEGLI STATI UNITI BARACK OBAMA

43 Nellepoca in cui gli Stati Uniti combattevano per la preservazione della loro Unione, la campagna di Giuseppe Garibaldi per unificare lItalia fu di ispirazione per tante lotte in tutto il mondo, come fu di ispirazione per il 39° reggimento di fanteria di New York, noto anche come «la guardia garibaldina». Oggi, leredità di Garibaldi e di tutti quelli che unirono lItalia vive in milioni di donne e uomini americani di origine italiana, che hanno reso più forte e ricca la nostra nazione. GLI AUGURI DEL PRESIDENTE DEGLI STATI UNITI BARACK OBAMA

44 LItalia e gli Stati Uniti sono legati dallamicizia e dalla dedizione comune alle libertà civili, ai principi democratici e ai diritti umani universali, che entrambi i nostri Paesi rispettano e promuovono. Mentre ricordiamo questa data cruciale nella storia italiana, rendiamo anche onore agli sforzi congiunti di americani e italiani per la protezione della libertà, della democrazia e dei valori che condividiamo, in tutto il mondo. Perciò proclamo il 17 marzo 2011 come giorno di celebrazioni del 150° anniversario dellUnità dItalia. Propongo a tutti gli americani di studiare la storia dellunificazione dellItalia e di onorare la perdurante amicizia tra i nostri due popoli. GLI AUGURI DEL PRESIDENTE DEGLI STATI UNITI BARACK OBAMA

45 TEATRO DELLOPERA IL NABUCCO Il maestro Riccardo Muti dirige lopera di Giuseppe Verdi Nabucco al Teatro dellOpera di Roma, alla presenza del Presidente della Repubblica

46 Torino - 18/03/2011 Il Presidente Giorgio Napolitano al suo arrivo al Teatro Regio in occasione delle celebrazioni per il 150° Anniversario dell'Unità d'Italia. 18 MARZO 2011 TORINO

47 …" Io credo che tutti, da qualsiasi parte del Paese, abbiamo avvertito che nella notte precedente la giornata del 17 Marzo è accaduto qualcosa di importante: abbiamo avvertito uno scatto di sentimento nazionale ed era quello che volevamo suscitare nellindire le celebrazioni per il Centocinquantesimo Anniversario dellUnità dItalia … Con queste parole il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha aperto la cerimonia al Teatro Regio di Torino. 18 MARZO 2011 TORINO

48 …"Credo che si debba dare merito a Torino per come ha creduto a questo evento e per il programma di celebrazione che ha messo insieme e che fin dall'inizio mi ha colpito... … Questo programma è stato portato avanti con consapevole consenso e continuità e questo fa onore alla vostra città e regione… 18 MARZO 2011 TORINO

49 … Insieme con Torino è Roma che merita egualmente un riconoscimento perché anche Roma ha creduto molto a questo anniversario. Roma, la capitale agognata, la capitale ancora da inventare, ma era la città da ricongiungere all'Italia perché non si poteva concepire l'Italia senza Roma e anche lo Stato italiano senza Roma capitale … 18 MARZO 2011 TORINO

50 …"Dobbiamo riacquisire un patrimonio storico ideale, quello del movimento per l'Unità che abbiamo anche un po' lasciato deperire, che abbiamo un po' rimosso per troppi anni nel nostro Paese, che abbiamo poco studiato e poco sentito. 18 MARZO 2011 TORINO

51 E dobbiamo invece ristudiarlo e risentirlo e soprattutto dobbiamo capire quello che il nostro movimento, il moto Risorgimentale, ha rappresentato agli occhi dell'Europa e del mondo … 18 MARZO 2011 TORINO Il Presidente Giorgio Napolitano con Sergio Chiamparino, Sindaco di Torino, e Walter Vergnano, Sovrintendente del Teatro Regio

52 … Sento il bisogno di richiamare la necessità stringente, imperativa di coesione nazionale, il che significa avere rinnovato senso della Patria e della Costituzione: riconoscerci, identificarci con il senso di Patria con l'appartenenza alla Patria e con la lealtà alla Costituzione Repubblicana come grande quadro di principi e di regole per il nostro vivere comune … 18 MARZO 2011 TORINO Il Presidente Giorgio Napolitano durante lo scoprimento della statua di Cavour

53 Coesione nazionale indispensabile per far fronte alla prove che ci attendono e che sono prove non lievi, saranno prove anche molto ardue per diversi aspetti e in diversi momenti. Coesione che significa rivisitare in modo critico, con spirito critico la nostra storia senza cedere a racconti edulcorati e a insidie della retorica". 18 MARZO 2011 TORINO

54 "Sono qui anche per sottolineare la necessità di una forte coesione nazionale nel mondo che oggi ci circonda che è un mondo ricco di promesse per il futuro e anche gravito di incognite MARZO 2011 TORINO

55 Ma io credo che proprio se pensiamo a quello che è stato il Risorgimento, il movimento per l'Unità, innanzitutto come grande movimento liberale e liberatore, non possiamo rimanere indifferenti alla sistematica repressione di fondamentali libertà e diritti umani in qualsiasi Paese. 18 MARZO 2011 TORINO

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58 FONTI Le fotografie sono tratte da diversi siti tra i quali : -Quirinale.it -Ansa.it -Repubblica.it (nazionale e sedi locali) -La Stampa.it -Il Corriere della Sera.it (nazionale e sedi locali) -Italiaunita150.it -Rainews.it -Rai.it -Blitzquotidiano.it -Comune di Torino.it -Provincia di Torino.it -Quotidiano.net Per il discorso integrale del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano a Montecitorio consultare il sito quirinale.it


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