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Il segno e il simbolismo della croce Origine ed evoluzione del simbolo più diffuso del cristianesimo Lanfranco Gianesin.

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Presentazione sul tema: "Il segno e il simbolismo della croce Origine ed evoluzione del simbolo più diffuso del cristianesimo Lanfranco Gianesin."— Transcript della presentazione:

1 Il segno e il simbolismo della croce Origine ed evoluzione del simbolo più diffuso del cristianesimo Lanfranco Gianesin

2 il segno e il simbolismo della croce2 La croce come strumento Il termine Croce deriva dalla parola greca stauròs che è un palo piantato diritto (palo a punta); Il termine Croce deriva dalla parola greca stauròs che è un palo piantato diritto (palo a punta); può servire a molteplici usi, come erigere steccati, gettare fondamenta; può servire a molteplici usi, come erigere steccati, gettare fondamenta; può avere anche il significato speciale di palizzata (fin da Omero). Di conseguenza, stauróô significa piantare pali, erigere palizzate (fin da Tucidide). può avere anche il significato speciale di palizzata (fin da Omero). Di conseguenza, stauróô significa piantare pali, erigere palizzate (fin da Tucidide).

3 il segno e il simbolismo della croce3 Come anche indicano i casi più frequenti in cui è usato il verbo anastauróô, staurós può quindi significare il palo (a volte appuntito in alto) al quale viene abbandonato un uomo ucciso, quasi a significare una pena aggiuntiva, in segno di vergogna, sia appendendolo che infilzandolo; Come anche indicano i casi più frequenti in cui è usato il verbo anastauróô, staurós può quindi significare il palo (a volte appuntito in alto) al quale viene abbandonato un uomo ucciso, quasi a significare una pena aggiuntiva, in segno di vergogna, sia appendendolo che infilzandolo; in altri casi si tratta del palo usato come strumento di esecuzione capitale (per strangolamento o altro). in altri casi si tratta del palo usato come strumento di esecuzione capitale (per strangolamento o altro).

4 il segno e il simbolismo della croce4 Inoltre staurós è il legno del supplizio, grosso modo nel senso latino di patibulum, una trave assicurata sulle spalle; Inoltre staurós è il legno del supplizio, grosso modo nel senso latino di patibulum, una trave assicurata sulle spalle; è infine, come strumento di supplizio, la croce, formata da un palo verticale e da una trave orizzontale, in forma di T (crux commissa) o di (crux immissa). è infine, come strumento di supplizio, la croce, formata da un palo verticale e da una trave orizzontale, in forma di T (crux commissa) o di (crux immissa). L'esecuzione per crocifissione è attestata tra i greci e tra i cartaginesi; i romani devono averla presa da quest'ultimi. Gli orientali invece non hanno usato né sviluppato questo tipo di crocifissione. Questi ultimi preferivano appendere o infilzare il cadavere del condannato per esporlo alla vista e al ludibrio di tutti. L'esecuzione per crocifissione è attestata tra i greci e tra i cartaginesi; i romani devono averla presa da quest'ultimi. Gli orientali invece non hanno usato né sviluppato questo tipo di crocifissione. Questi ultimi preferivano appendere o infilzare il cadavere del condannato per esporlo alla vista e al ludibrio di tutti.

5 il segno e il simbolismo della croce5 La crocifissione romana Al tempo di Gesù in Palestina, la condanna alla crocifissione e l'esecuzione di questo tipo di pena erano praticate soltanto dalla potenza occupante romana Al tempo di Gesù in Palestina, la condanna alla crocifissione e l'esecuzione di questo tipo di pena erano praticate soltanto dalla potenza occupante romana La pena della crocifissione era quindi intesa più come deterrente che come espiazione, come strumento di ordine al fine di mantenere il dominio vigente. È quindi del tutto logico che lo strumento del supplizio venisse eretto in un luogo ben esposto. La pena della crocifissione era quindi intesa più come deterrente che come espiazione, come strumento di ordine al fine di mantenere il dominio vigente. È quindi del tutto logico che lo strumento del supplizio venisse eretto in un luogo ben esposto. I romani han fatto ampio uso di questo tipo di esecuzione e lo strumento di supplizio adottato, lo staurós, comportava un pezzo di legno incrociato e aveva quindi la forma delle due travi in croce. I romani han fatto ampio uso di questo tipo di esecuzione e lo strumento di supplizio adottato, lo staurós, comportava un pezzo di legno incrociato e aveva quindi la forma delle due travi in croce.

6 il segno e il simbolismo della croce6 Anche studiosi Ebrei parlano del supplizio romano, facendo riferimento ai vangeli: «Le croci utilizzate furono di differenti forme. Alcune furono in forma di T, altre nella forma della croce di Sant'Andrea (X), mentre altre ancora erano a due assi perpendicolari (+). Anche studiosi Ebrei parlano del supplizio romano, facendo riferimento ai vangeli: «Le croci utilizzate furono di differenti forme. Alcune furono in forma di T, altre nella forma della croce di Sant'Andrea (X), mentre altre ancora erano a due assi perpendicolari (+). Il tipo più comune consisteva in un palo (stipes o stips) fermamente fissato al terreno (crucem figere) prima che il condannato arrivasse sul luogo dell'esecuzione (Cicerone, Verrine, v. 12; Giuseppe Flavio, Bellum Iudaicum, VII, 6,4) e in un trave trasversale (patibulum), recante il titulus, l'iscrizione che attestava il crimine (Mt 27,37; Lc 23,38; Svetonio, Claudio, 38). Il condannato era costretto a trasportare il trave trasversale fino al luogo dell'esecuzione (Plutarco, De Sera Numinis Vindicta, 9; Mt, ibidem; Gv 19,17)».[1] Il tipo più comune consisteva in un palo (stipes o stips) fermamente fissato al terreno (crucem figere) prima che il condannato arrivasse sul luogo dell'esecuzione (Cicerone, Verrine, v. 12; Giuseppe Flavio, Bellum Iudaicum, VII, 6,4) e in un trave trasversale (patibulum), recante il titulus, l'iscrizione che attestava il crimine (Mt 27,37; Lc 23,38; Svetonio, Claudio, 38). Il condannato era costretto a trasportare il trave trasversale fino al luogo dell'esecuzione (Plutarco, De Sera Numinis Vindicta, 9; Mt, ibidem; Gv 19,17)».[1][1] [1] Cfr. Jewish Encyclopedia, alla voce Crocifissione. [1]

7 il segno e il simbolismo della croce7 Sono noti due modi di erigere lo staurós. Sono noti due modi di erigere lo staurós. Il condannato poteva venire assicurato alla croce ancora distesa a terra, sul luogo dell'esecuzione, ed essere quindi innalzato insieme ad essa. Il condannato poteva venire assicurato alla croce ancora distesa a terra, sul luogo dell'esecuzione, ed essere quindi innalzato insieme ad essa. Oppure forse questo era il caso più normale prima si fissava a terra il palo verticale prima dell'esecuzione; poi il condannato, legato alla trave trasversale, veniva innalzato insieme a questa e fissato sul palo verticale. Oppure forse questo era il caso più normale prima si fissava a terra il palo verticale prima dell'esecuzione; poi il condannato, legato alla trave trasversale, veniva innalzato insieme a questa e fissato sul palo verticale. Poiché questa era la maniera più semplice per assicurare il condannato sulla croce e poiché l'aggiunta della trave trasversale dev'essere presumibilmente messa in connessione con la pena del patibulum riservata agli schiavi, si può dedurre che la crux commissa (T) rappresentasse la normalità. Quanto all'altezza, la croce non doveva superare di molto la statura di un uomo. Poiché questa era la maniera più semplice per assicurare il condannato sulla croce e poiché l'aggiunta della trave trasversale dev'essere presumibilmente messa in connessione con la pena del patibulum riservata agli schiavi, si può dedurre che la crux commissa (T) rappresentasse la normalità. Quanto all'altezza, la croce non doveva superare di molto la statura di un uomo.

8 il segno e il simbolismo della croce8 Lo svolgimento della crocifissione secondo il procedimento romano doveva essere pressappoco il seguente: Lo svolgimento della crocifissione secondo il procedimento romano doveva essere pressappoco il seguente: 1.dapprima avveniva la condanna legale; 2.solo in circostanze straordinarie poteva aver luogo un procedimento sommario sul luogo stesso dell'esecuzione; 3.se l'esecuzione doveva avvenire in un luogo diverso da quello della condanna, il condannato stesso portava la trave trasversale (patibulum) nel luogo fissato, per lo più fuori le mura cittadine. E' qui che ha la sua origine il detto «portare lo staurós», tipica espressione per indicare la punizione di uno schiavo. Sul luogo dell'esecuzione il condannato veniva spogliato e flagellato (non è certo se soltanto qui); 4.la flagellazione è un elemento costante nella crocifissione, tra la condanna e l'esecuzione vera e propria. Il condannato veniva legato a braccia tese sulla trave, che forse poggia sulle sue spalle. Solo in casi sporadici si parla di inchiodatura (Hdt. IX 120, 4; VII 33); non si sa con certezza se anche i piedi venissero inchiodati, oltre che le mani.

9 il segno e il simbolismo della croce9 5.La morte del condannato, appeso al palo verticale con la trave trasversale sopra, subentrava lentamente e tra sofferenze indicibili, probabilmente per sfinimento o per soffocamento. Il cadavere poteva essere abbandonato sulla croce alla decomposizione oppure a essere mangiato dagli uccelli rapaci o divoratori di carogne. Sono attestati anche casi in cui il cadavere veniva poi consegnato ai parenti o conoscenti. I Vangeli attestano che, nel caso di Gesù, la flagellazione non venne compiuta sul luogo dell'esecuzione e che al condannato furono inchiodati anche i piedi, con una procedura diversa dalla modalità più diffusa. I Vangeli attestano che, nel caso di Gesù, la flagellazione non venne compiuta sul luogo dell'esecuzione e che al condannato furono inchiodati anche i piedi, con una procedura diversa dalla modalità più diffusa. Nel frattempo larcheologia ha fatto una scoperta sensazionale in Palestina. Nel frattempo larcheologia ha fatto una scoperta sensazionale in Palestina.

10 il segno e il simbolismo della croce10 La scoperta delle ossa di un uomo crocifisso Non si chiama Yehoshua Mi Nazeret (Jesus Nazarenus) ma Yohanan Ben Hagkol. Non aveva 33 anni ma 25. Il ritrovamento delle sue ossa nel 1968 resta tuttavia l'unica testimonianza concreta della stessa crocifissione con cui morì Gesù. Non si chiama Yehoshua Mi Nazeret (Jesus Nazarenus) ma Yohanan Ben Hagkol. Non aveva 33 anni ma 25. Il ritrovamento delle sue ossa nel 1968 resta tuttavia l'unica testimonianza concreta della stessa crocifissione con cui morì Gesù. Lo scheletro di Yohanan (il cui nome è nell'iscrizione dell'ossuario) è stato ritrovato in una grotta per sepolture a nord di Gerusalemme, nel quartiere Givat Ha Mivtar. Quando Vassilios Tzaferis, del dipartimento israeliano delle Antichità, che dirigeva gli scavi, aprì quell'urna, capì di essere di fronte a una scoperta storica. Lo scheletro di Yohanan (il cui nome è nell'iscrizione dell'ossuario) è stato ritrovato in una grotta per sepolture a nord di Gerusalemme, nel quartiere Givat Ha Mivtar. Quando Vassilios Tzaferis, del dipartimento israeliano delle Antichità, che dirigeva gli scavi, aprì quell'urna, capì di essere di fronte a una scoperta storica.

11 il segno e il simbolismo della croce11 Quel morto, certo contemporaneo di Gesù, non era una personalità e nulla sappiamo di lui, neppure di quale colpa fu accusato. E' il modo in cui trovò la morte che l'ha reso celebre: nel suo piede, all'altezza della caviglia, si vede conficcato un chiodo, con tanto di supporto di legno di ulivo per tenerlo più stretto. Un ritrovamento sensazionale. Quel morto, certo contemporaneo di Gesù, non era una personalità e nulla sappiamo di lui, neppure di quale colpa fu accusato. E' il modo in cui trovò la morte che l'ha reso celebre: nel suo piede, all'altezza della caviglia, si vede conficcato un chiodo, con tanto di supporto di legno di ulivo per tenerlo più stretto. Un ritrovamento sensazionale. "Sotto l'impero romano, in tutte le sue province" spiega Tzaferis "migliaia di persone morirono sulla croce. Secondo le fonti storiche, il supplizio era per gli schiavi, i prigionieri di guerra e i ribelli al dominio di Roma. Tra questi ultimi il più noto era Gesù, mandato a morire nel 30 d.C. circa. Mai tuttavia avevamo trovato prova che la crocifissione avvenisse con l'uso di chiodi su piedi e mani come descritto dai Vangeli". "Sotto l'impero romano, in tutte le sue province" spiega Tzaferis "migliaia di persone morirono sulla croce. Secondo le fonti storiche, il supplizio era per gli schiavi, i prigionieri di guerra e i ribelli al dominio di Roma. Tra questi ultimi il più noto era Gesù, mandato a morire nel 30 d.C. circa. Mai tuttavia avevamo trovato prova che la crocifissione avvenisse con l'uso di chiodi su piedi e mani come descritto dai Vangeli".

12 il segno e il simbolismo della croce12 Joseph Zias, l'antropologo israeliano che, dopo il ritrovamento, ha studiato le ossa di Yohanan Ben Hagkol, aggiunge: "E' possibile che la maggior parte delle crocifissioni avvenisse solo con l'uso della corda che il condannato, con i piedi appoggiati a un tassello di legno e le mani legate ai polsi attraverso la croce, morisse comunque di stenti in poche ore. I chiodi si conficcavano quando il martirio doveva risultare più doloroso: in casi eccezionali". Joseph Zias, l'antropologo israeliano che, dopo il ritrovamento, ha studiato le ossa di Yohanan Ben Hagkol, aggiunge: "E' possibile che la maggior parte delle crocifissioni avvenisse solo con l'uso della corda che il condannato, con i piedi appoggiati a un tassello di legno e le mani legate ai polsi attraverso la croce, morisse comunque di stenti in poche ore. I chiodi si conficcavano quando il martirio doveva risultare più doloroso: in casi eccezionali". Gesù di Nazareth fu uno di questi. Gesù di Nazareth fu uno di questi.

13 il segno e il simbolismo della croce13 Il simbolo della croce La croce è un segno formato dallincontro di due linee, che si intersecano in un punto centrale, a partire dal quale si determinano quattro direzioni. La croce è un segno formato dallincontro di due linee, che si intersecano in un punto centrale, a partire dal quale si determinano quattro direzioni. Questo segno viene utilizzato nelle matematiche, in geografia, in architettura e in cosmologia. Questo segno viene utilizzato nelle matematiche, in geografia, in architettura e in cosmologia. Lo si ritrova, come simbolo cosmico, nel suo significato di orientamento nello spazio, in molte culture e civiltà antiche, anteriori al cristianesimo o non ancora toccate dalla sua influenza, come lEgitto, Creta, la Mesopotamia, lIndia e il mondo ariano, la Cina e lAmerica precolombiana.[3] Lo si ritrova, come simbolo cosmico, nel suo significato di orientamento nello spazio, in molte culture e civiltà antiche, anteriori al cristianesimo o non ancora toccate dalla sua influenza, come lEgitto, Creta, la Mesopotamia, lIndia e il mondo ariano, la Cina e lAmerica precolombiana.[3][3] [ 3][ 3] RIES, Julien, Il segno e il simbolismo della croce nelle religioni, in I simboli nelle grandi religioni, Jaca Book, Milano 1988, p. 27. [ 3]

14 il segno e il simbolismo della croce14 Un poeta egiziano ha scritto che lo spazio è la nostra seconda pelle. Un poeta egiziano ha scritto che lo spazio è la nostra seconda pelle. Identificare il centro simbolico dello spazio, ma anche il centro reale, fisico di un territorio o della città è sempre stato un gesto determinante nelle culture umane. Identificare il centro simbolico dello spazio, ma anche il centro reale, fisico di un territorio o della città è sempre stato un gesto determinante nelle culture umane. Dalle origini più remote luomo ha manifestato la necessità vitale di esplorare, di misurare il tempo, di conoscere in senso cosmico, dentro di sé e fuori di sé, di rappresentare la natura e i suoi eventi. Nel tempo della fisicità corporea, racchiuso tra gli estremi della nascita e della morte, ha conosciuto lo spazio col suo passo e con il tempo della sua esistenza, scandito dal sorgere e dal morire del sole e dallavvicendarsi delle stagioni.[4] Dalle origini più remote luomo ha manifestato la necessità vitale di esplorare, di misurare il tempo, di conoscere in senso cosmico, dentro di sé e fuori di sé, di rappresentare la natura e i suoi eventi. Nel tempo della fisicità corporea, racchiuso tra gli estremi della nascita e della morte, ha conosciuto lo spazio col suo passo e con il tempo della sua esistenza, scandito dal sorgere e dal morire del sole e dallavvicendarsi delle stagioni.[4][4] [4] APPIANO, Ave, Forme dellimmateriale. Angeli, anime, mostri. Semiotica, iconologia e psicologia dellarte, SEI, Torino 1996, p [4]

15 il segno e il simbolismo della croce15 Lessere umano ha bisogno di orientarsi, di trasformare il caos in un cosmos (un mondo bello e ordinato). La croce riveste un ruolo decisivo (appunto cruciale) attraverso la sua funzione simbolica di sintesi e di misura […]. In essa si uniscono cielo e terra, il più intimamente possibile. In essa si mescolano e si congiungono spazio e tempo[1]. Lessere umano ha bisogno di orientarsi, di trasformare il caos in un cosmos (un mondo bello e ordinato). La croce riveste un ruolo decisivo (appunto cruciale) attraverso la sua funzione simbolica di sintesi e di misura […]. In essa si uniscono cielo e terra, il più intimamente possibile. In essa si mescolano e si congiungono spazio e tempo[1].[1] I quattro bracci della croce si riferiscono a diversi elementi cosmici: quattro i punti cardinali, quattro le fasi lunari, quattro le stagioni e quattro i fiumi alle origini del mondo. Quattro è il numero della totalità dello spazio e del tempo. I quattro bracci della croce si riferiscono a diversi elementi cosmici: quattro i punti cardinali, quattro le fasi lunari, quattro le stagioni e quattro i fiumi alle origini del mondo. Quattro è il numero della totalità dello spazio e del tempo. [1][1] DE CHAMPEAUX, G., I simboli del Medioevo, Jaca Book, Milano 1981, p. 31. [1]

16 il segno e il simbolismo della croce16 Il cristianesimo eredita il simbolo cosmico della croce tridimensionale (6 semiassi che si diramano dal centro, punto di emanazione e di ricapitolazione) dalla tradizione ebraica alessandrina, che era stata fortemente influenzata dalla cultura ellenistica. S. Paolo e i primi padri della Chiesa invitano a considerare tale simbolo come espressione della salvezza universale operata da Cristo.[1] Ad esso Paolo si riferisce quando dice: Il cristianesimo eredita il simbolo cosmico della croce tridimensionale (6 semiassi che si diramano dal centro, punto di emanazione e di ricapitolazione) dalla tradizione ebraica alessandrina, che era stata fortemente influenzata dalla cultura ellenistica. S. Paolo e i primi padri della Chiesa invitano a considerare tale simbolo come espressione della salvezza universale operata da Cristo.[1] Ad esso Paolo si riferisce quando dice:[1] Che il Cristo abiti per la fede nei vostri cuori e così, radicati e fondati nella carità, siate in grado di comprendere con tutti i santi quale sia l'ampiezza, la lunghezza, l'altezza e la profondità, e conoscere l'amore di Cristo che sorpassa ogni conoscenza, perché siate ricolmi di tutta la pienezza di Dio. (Ef 3, 17-19) [1][1] RIES, Julien, Il segno e il simbolismo della croce nelle religioni, in I simboli nelle grandi religioni, Jaca Book, Milano 1988, p. 27. [1]

17 il segno e il simbolismo della croce17 SantIreneo ( ), vescovo di Lione, commenta il brano di Paolo con un testo illuminante: SantIreneo ( ), vescovo di Lione, commenta il brano di Paolo con un testo illuminante: Lui [il Cristo] che per obbedienza alla croce ha cancellato sul legno lantica disobbedienza, è lui stesso il Logos di Dio onnipotente, che tutti ci penetra nello stesso tempo di una presenza invisibile: per questo abbraccia il mondo intero, in ampiezza e lunghezza, in altezza e profondità. Perché solo per mezzo del Logos di Dio tutte le cose sono condotte allordine e il Figlio di Dio è crocifisso in esse, mentre ha imposto a tutte la sua impronta e il suo segno nella forma della croce. Non è forse giusto e appropriato che nello scegliere di rendere Se stesso visibile imprimesse a tutto ciò che è visibile la sua comunanza con il tutto attraverso la croce? Perché la sua azione doveva mostrare, tra le cose visibili e in una forma visibile, che è Lui ad illuminare le altezze, cioè il cielo, Lui a penetrare nelle profondità e nei fondamenti della terra, Lui a distendersi sulle superfici che vanno dalloriente alloccidente, Lui a raggiungere le lontananze, dal Nord fino al Sud; perché è Lui che chiama dappertutto a raccolta quello che è disperso affinché conosca il Padre.[1] [1] [1] IRENEO, Epideixis, I, 34, citato da HANI, Jean, Il segno della croce, in I simboli nelle grandi religioni, Jaca Book, Milano 1988, p [1]

18 il segno e il simbolismo della croce18 Clemente di Alessandria ( ), parlando della creazione del mondo, descrive una sorta di cosmologia della croce, basata sulla simbologia del numero sette: Clemente di Alessandria ( ), parlando della creazione del mondo, descrive una sorta di cosmologia della croce, basata sulla simbologia del numero sette: Da Dio, Cuore dellUniverso, partono distese infinite che si dirigono una in alto e laltra in basso, questa a destra e quella a sinistra, una in avanti e laltra indietro. Dirigendo il suo sguardo verso questi sei piani, come verso un numero sempre uguale, Dio compie il mondo. E linizio e la fine, lalfa e lomega, in lui si compiono le sei fasi del tempo, in Lui esse ricevono la loro estensione indefinita: è il segreto del numero Sette. [1] [1] [1] Citato da HANI, Jean, Il segno della croce, in I simboli nelle grandi religioni, Jaca Book, Milano 1988, p. 55. [1]

19 il segno e il simbolismo della croce19 La croce è identificata anche con lalbero, dato che questo è agli occhi delluomo una potenza, simbolo della verticalità e della comunicazione dei tre livelli: cielo, terra, mondo sotterraneo. Infatti è considerato axis mundi (asse del mondo). SantIppolito di Roma ( ) ha uno splendido passaggio sulla croce come albero cosmico: La croce è identificata anche con lalbero, dato che questo è agli occhi delluomo una potenza, simbolo della verticalità e della comunicazione dei tre livelli: cielo, terra, mondo sotterraneo. Infatti è considerato axis mundi (asse del mondo). SantIppolito di Roma ( ) ha uno splendido passaggio sulla croce come albero cosmico: Questalbero, grande fino al cielo, si è elevato dalla terra verso il cielo. Crescita immortale, tra il cielo e la terra si estende. E solido punto di appoggio del Tutto, punto di riposo di tutte le cose, base dellinsieme del mondo, punto polare cosmico. Riunisce in sé, in una unità, tutta la diversità dellumana natura. Chiodi invisibili lo tengono unito allo Spirito, perché non si liberi dai suoi legami con il Divino. Tocca la cima più alta del cielo e i suoi piedi sono fissati alla terra, e limmensa atmosfera di mezzo che in questo intervallo si estende, egli labbraccia nelle sue braccia infinite.[1] [1] [1] Citato da HANI, Jean, Il segno della croce, in I simboli nelle grandi religioni, Jaca Book, Milano 1988, p. 57. [1]

20 il segno e il simbolismo della croce20 La croce è lalbero della morte che il sacrificio di Cristo trasforma in albero della vita. Gesù, il nuovo Adamo, che in quanto Logos divino ha compiuto la creazione, in quanto redentore compie la ricreazione del mondo. S. Paolo ne parla in un brano famoso della Lettera ai Colossesi: La croce è lalbero della morte che il sacrificio di Cristo trasforma in albero della vita. Gesù, il nuovo Adamo, che in quanto Logos divino ha compiuto la creazione, in quanto redentore compie la ricreazione del mondo. S. Paolo ne parla in un brano famoso della Lettera ai Colossesi: Egli è immagine del Dio invisibile, generato prima di ogni creatura; poiché per mezzo di lui sono state create tutte le cose, quelle nei cieli e quelle sulla terra, quelle visibili e quelle invisibili: Troni, Dominazioni, Principati e Potestà. Tutte le cose sono state create per mezzo di lui e in vista di lui.

21 il segno e il simbolismo della croce21 Egli è prima di tutte le cose e tutte sussistono in lui. Egli è anche il capo del corpo, cioè della Chiesa; il principio, il primogenito di coloro che risuscitano dai morti, per ottenere il primato su tutte le cose. Perché piacque a Dio di fare abitare in lui ogni pienezza e per mezzo di lui riconciliare a sé tutte le cose, rappacificando con il sangue della sua croce, cioè per mezzo di lui, le cose che stanno sulla terra e quelle nei cieli. (Col 1,15-20)

22 il segno e il simbolismo della croce22 Sempre Paolo, nella Lettera ai Romani, afferma: Sempre Paolo, nella Lettera ai Romani, afferma: Quindi, come a causa di un solo uomo il peccato è entrato nel mondo e con il peccato la morte, così anche la morte ha raggiunto tutti gli uomini, perché tutti hanno peccato. […] Infatti se per la caduta di uno solo la morte ha regnato a causa di quel solo uomo, molto di più quelli che ricevono l'abbondanza della grazia e del dono della giustizia regneranno nella vita per mezzo del solo Gesù Cristo. Come dunque per la colpa di uno solo si è riversata su tutti gli uomini la condanna, così anche per l'opera di giustizia di uno solo si riversa su tutti gli uomini la giustificazione che dà vita. Similmente, come per la disobbedienza di uno solo tutti sono stati costituiti peccatori, così anche per l'obbedienza di uno solo tutti saranno costituiti giusti. (Rom 5, )

23 il segno e il simbolismo della croce23 La croce è anche lalbero della nave (albero di maestra incrociato dal pennone). La croce è anche lalbero della nave (albero di maestra incrociato dal pennone). Infine la croce si identifica con il corpo umano a braccia aperte orizzontalmente (uomo come microcosmo, riassunto delluniverso). Infine la croce si identifica con il corpo umano a braccia aperte orizzontalmente (uomo come microcosmo, riassunto delluniverso). La chiesa con la pianta a croce greca rappresenta infatti il corpo di Cristo in croce. La chiesa con la pianta a croce greca rappresenta infatti il corpo di Cristo in croce.

24 il segno e il simbolismo della croce24 La potenza dei simboli è tale perché i simboli racchiudono storia e memoria, raccontano le attitudini, lo spirito e lo sguardo di chi ci ha preceduto. Un crocifisso su un muro è anche la somma degli sguardi che lo hanno riconosciuto, per amarlo o semplicemente rispettarlo, nel susseguirsi delle generazioni.[1] La potenza dei simboli è tale perché i simboli racchiudono storia e memoria, raccontano le attitudini, lo spirito e lo sguardo di chi ci ha preceduto. Un crocifisso su un muro è anche la somma degli sguardi che lo hanno riconosciuto, per amarlo o semplicemente rispettarlo, nel susseguirsi delle generazioni.[1][1] [1] Cf. SERRA, Michele, Il crocifisso un simbolo tra religione e stato, in Repubblica, 03/11/2003. [1]


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