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I SERVIZI SOCIALI: OLTRE I CONTRIBUTI ECONOMICI. La legge 194/92, la legge 328/2000, la legge Regione Lombardia 3/2008 definiscono il Comune come il soggetto.

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Presentazione sul tema: "I SERVIZI SOCIALI: OLTRE I CONTRIBUTI ECONOMICI. La legge 194/92, la legge 328/2000, la legge Regione Lombardia 3/2008 definiscono il Comune come il soggetto."— Transcript della presentazione:

1 I SERVIZI SOCIALI: OLTRE I CONTRIBUTI ECONOMICI. La legge 194/92, la legge 328/2000, la legge Regione Lombardia 3/2008 definiscono il Comune come il soggetto istituzionale che accompagna tutto il percorso di vita del disabile e che deve promuovere la sua integrazione.

2 L'integrazione può avvenire in modo efficace se l'Ente Locale riesce a fare rete tra la pluralità dei soggetti: Scuola e GLH Neuropsichiatria infantile Professionisti delle Unità operative handicap dell' Asl Famiglie I soggetti del terzo settore: cooperative sociali e associazioni

3 I Comuni devono essere in grado di coinvolgere, già nel processo programmatorio, la pluralità dei soggetti presenti per riuscire, da una parte a ricomporre un contesto sempre più frammentato, più complesso e purtroppo più incerto e conflittuale e dall'altra rendere più incisiva l'azione nel definire priorità, alleanze e processi di negoziazione con gli attori territoriali.

4 La rete d'offerta sociale per i disabili Le prestazioni sociali erogate, nel nostro Ambito Distrettuale, a favore dei cittadini disabili sono classificabili in: Interventi a favore dei minori per i quali si attivino prestazioni di supporto alle autonomie di base in ambito scolastico. Tali interventi sia nella fase di progettazione sia nella fase di realizzazione si caratterizzano per la necessità di fare rete tra i diversi soggetti istituzionali e non.

5 La rete d'offerta sociale per i disabili Interventi per l'attivazione di servizi diurni quali CDD, CSE e SFA che, nel nostro Ambito Distrettuale, sono gestiti e organizzati dal terzo settore (Cooperativa sociale La Sorgente e cooperativa sociale Il Quadrifoglio Fiorito), per i quali i singoli Comuni acquistano le prestazioni sostenendo i relativi costi.

6 La rete d'offerta sociale per i disabili Interventi di sostituzione al nucleo famigliare di tipo residenziale quali RSD, CAH, CSS: per questi servizi il Comune è coinvolto nel momento della scelta e nell'erogazione di contributi per il pagamento delle rette.

7 La rete d'offerta sociale per i disabili Interventi organizzati a livello locale di assistenza economica e prestazioni domiciliare di tipo sociale ed educativo. Integrazioni di minimo vitale, contributi riscaldamento e ticket sanitari, rimborso soggiorni climatici-pasti a domicilio, telesoccorso, sollevatore, lavanderia.

8 La rete d'offerta sociale per i disabili Interventi di sostegno all'inserimento lavorativo

9 La rete d'offerta sociale per i disabili Concessione di voucher educativo/domiciliare per l'integrazione ed il tempo libero organizzato a livello di ambito distrettuale.

10 La rete d'offerta sociale per i disabili Progetti a sostegno della vita indipendente e della domiciliarità (ex legge 162/98)

11 Gli interventi per l'integrazione lavorativa e le politiche attive del lavoro. Nove ambiti dell'Asl di Brescia dal 2010 organizzano in forma associata, gli interventi di sostegno all'inserimento lavorativo delle persone in condizione di fragilità (disabili e svantaggiati).

12 Gli interventi per l'integrazione lavorativa e le politiche attive del lavoro. La gestione degli interventi è stata affidata dagli ambiti all'Associazione dei Comuni Bresciani che ha organizzato, di concerto con gli enti locali, una struttura organizzativa che ha articolato nel nostro territorio la realizzazione delle seguenti prestazioni:

13 Gli interventi per l'integrazione lavorativa e le politiche attive del lavoro. Consulenza ai servizi invianti, alle aziende, agli utenti Valutazione delle potenzialità/capacità lavorative dei soggetti indicate dai servizi invianti Addestramento e collocamento mirato dei soggetti, attraverso la mappatura delle aziende Monitoraggio e mantenimento al lavoro delle persone svantaggiate Aggiornamento delle banche dati delle aziende I comuni hanno mantenuto l'attività di programmazione e direzione degli interventi.

14 Gli interventi per l'integrazione lavorativa e le politiche attive del lavoro. Obiettivo è quello di garantire ai soggetti di cui alla legge 68/99 (disabili) e alla legge 381/92(svantaggiati) percorsi di accompagnamento e monitoraggio tesi a favorire l'inserimento lavorativo.

15 Gli interventi per l'integrazione lavorativa e le politiche attive del lavoro. Il Consorzio Tenda che gestisce per conto degli ambiti distrettuali il sopracitato servizio di integrazione lavorativa (SIL) aveva in carico al 31/12/ persone del DSS 10 così suddivise: Il 42% con disabilità di tipo fisico Il 35% con disabilità psichiatrica Il 12% con disabilità cognitiva Il 7% con problematica di dipendenza.

16 Gli interventi per l'integrazione lavorativa e le politiche attive del lavoro. Tirocini SIL Il tirocinio si presenta come uno strumento utile al soggetto in quanto si sperimenta in un ambiente lavorativo reale, ma è utile al SIL in quanto consente agli operatori di verificare le effettive capacità lavorative, ipotizzando e costruendo progetti graduali al fine di strutturare un percorso finalizzato all'assunzione.

17 Gli interventi per l'integrazione lavorativa e le politiche attive del lavoro. Il tirocinio proposto dal SIL si distingue in: Tirocinio collocativo per persone con disabilità fisica associata ad una dipendenza e/o ad un disagio psichico Tirocinio addestrativo il quale viene attivato spoprattutto per persone con un'invalidità di tipo intellettivo e prevede un percorso più lungo In questa fase sarebbe importante una continuità tra quanto il disabile ha eventualmente svolto durante il percorso scolastico e quello che intende realizzare il SIL.

18 Gli interventi per l'integrazione lavorativa e le politiche attive del lavoro. Per quanto riguarda i nuovi collocati, nel 2011 sono stati 43. L'utenza è stata equamente inserita sia in azienda privata che in cooperativa sociale. Visto il momento di crisi economica si prospettano sempre più difficoltà all'inserimento di persone con disabilità cognitiva sia nelle aziende che nelle cooperative sociali.

19 Gli interventi per l'integrazione lavorativa e le politiche attive del lavoro. Nel nostro territorio i Comuni, negli ultimi anni, hanno agito come soggetti promotori della partecipazione delle famiglie dei disabili. Sono presenti gruppi di automutuoaiuto di genitori con figli disabili gestiti dalla cooperativa La Sorgente, dalla cooperativa il Quadrifoglio Fiorito e dall'A.M.A.

20 Gli interventi per l'integrazione lavorativa e le politiche attive del lavoro. Sono sorte associazioni di famiglie che si attivano sia per la gestione del tempo libero dei disabili (vedi Progetto Tandem e Punto famiglia in rete) sia per l'attuazione di progetti innovativi a favore dei disabili (vedi progetto per la CAA promosso da associazioni di genitori in rete con la scuola ed i vari servizi)

21 Gli interventi per l'integrazione lavorativa e le politiche attive del lavoro. Il Comune, quale ente più vicino al cittadino deve attivarsi perché il disagio possa essere ridotto contribuendo ad offrire ai disabili e alle loro famiglie l'opportunità di usufruire delle risorse e delle competenze presenti sul territorio.


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